Presentazione " Il commercio degli angeli rosa" e intervista a Dalila Speziga

Buon pomeriggio, cari lettori!
Oggi voglio presentarvi un libro che tratta di una tematica molto vicina al mondo femminile, un libro che secondo me andrebbe letto per aprire gli occhi e iniziare a reagire.
Il tema affrontato è quello della violenza sulle donne, di cui purtroppo sentiamo parlare ogni giorno ai telegiornali. La situazione sembra che stia veramente sfuggendo di mano, e libri come questo a mio parere possono aiutare molto a prendere il coraggio che molto spesso manca a chi si trova a vivere determinate sensazioni. Dopo la presentazione del libro trovate anche la mia intervista all’autrice, che ringrazio ancora per avere scelto il mio blog. Un abbraccio a tutti, Simona.

Generalità del libro

fronte copertina
Titolo: Il commercio degli angeli rosa
Autore: Dalila Speziga
Editore: Casa editrice Mauro Miotti
Data di uscita: 2014
Costo previsto: 14.90 Euro
Pagine: 352
Trama

Per la prima volta un romanzo che non nasconde niente, che non ha paura di essere a tratti crudo pur di denunciare e affrontare la realtà così come è, in tutta la sua crudeltà, ma restando sempre nella vena del romanzo, di una storia d’amore struggente, appassionante e incredibilmente travolgente.
Un romanzo che non da niente per scontato, fluido, intenso e capace di tenere in “ostaggio” il lettore fino all’ultima pagina.

UN ESTRATTO:

Avevo solo undici anni quando venni strappata dalla mia famiglia.Vivevo in Inghilterra, a Bristol. Ero abituata ad essere svegliata dai gabbiani tutte le mattine; vivendo nella zona portuale mi godevo ogni giorno i volteggi di quei volatili meravigliosi, e sognavo i Caraibi.Mi piaceva giocare con le bambole, pettinarle e credere che un giorno, forse, sarei diventata anche io così bella, con lunghi capelli biondi sempre lisci e profumati di pesca.I miei genitori erano le migliori persone del mondo, si volevano un gran bene, erano sempre sorridenti e mi viziavano in ogni modo possibile. Mio padre era un architetto e un agente immobiliare, viaggiavamo spesso grazie a lui, ma non sempre a me faceva piacere; il pensiero di lasciare anche per una sola settimana i miei amici, mi dava sui nervi.Mia madre invece era una pasticcera, era rinomata a Bristol, tutti volevano le sue torte; era capace di creare con pan di Spagna e panna colorata addirittura i grattacieli che progettava mio padre.Loro mi hanno insegnato che nella vita la debolezza non portava da nessuna parte, non dovevo mai arrendermi per nessun motivo e in nessuna circostanza.Dovevo essere coraggiosa e puntare sempre verso l’alto; la vita non dà seconde chance, perciò occorre prestare attenzione.Mi hanno insegnato anche che ai sogni non bisognava mai rinunciare, d’altronde sono alcuni dei motivi più importanti per cui vale la pena vivere; io sognavo di sposarmi un giorno, di essere felice accanto ad un uomo che mi amasse in tutto e per tutto, accettando i miei difetti e i miei capricci, nel bene e nel male, proprio come i miei genitori.Ero soprannominata “la figlia di Peter Pan”, non solo perché mi chiamavo Wendy e perché guardavo “Hook” ogni sabato, ma anche perché mio padre sembrava esser rimasto bambino per via del suo carattere solare.Quando c’era l’International Balloon Fiesta lui si divertiva a disegnare mongolfiere e a sfidare gli altri concorrenti per quale fosse la migliore che solcava i cieli di Bristol. Mio padre era davvero Peter Pan!Era un’estate di tanti anni fa; il 30 giugno partimmo per il Bangladesh, erano le vacanze estive, mai come quella volta protestai fino alla fine per convincere i miei a non andare, ma era necessario.Destinazione Chittagong.Ma il primo luglio accadde qualcosa di terribile che come un fulmine a ciel sereno rovinò per sempre quella bella famiglia di Bristol che illuminava l’intera casa a Natale e che regalava biscotti a forma di cuore ai nuovi vicini.Quel giorno pensai che quella fosse l’ultima volta che li avrei visti..

Facciamo due chiacchiere con… Dalila Speziga!

– Ciao Dalila, benvenuta nel mio Salotto dei Libri e grazie per essere qui! 
Grazie a te per la tua disponibilità!

– Parlaci di te. Chi è Dalila Speziga nella vita quotidiana?

Sono anzitutto una grande sognatrice e creatrice di storie, io mi reputo così, nella mia vita ho sempre fantasticato tanto, dai 14 anni mi sono creata un mio mondo personale dove rifugiarmi quando la realtà non mi dava abbastanza, così ho iniziato a scrivere i miei primi 3 libri fantasy. Oggi posso dire che mi sento una ragazza scrittrice, perché scrivo continuamente, non solo libri ma anche emozioni, pensieri ecc…Io ragiono da scrittrice, vivo la mia vita come se fosse un romanzo di tanti generi a seconda di ciò che mi succede.  Vedo e vivo il mondo da questo punto di vista perché secondo me lo rende migliore, ormai è automatico per me, ma non ho la testa fra le nuvole, ho i piedi ben saldati a terra, solo a volte mi lascio sollevare un pò come un palloncino! Comunque oltre alla mia passione per la scrittura e il cinema studio all’università di Scienze Politiche per approfondire le mie conoscenze che magari un domani risulteranno utili per entrare nel mondo del giornalismo e soprattutto utili per migliorare come scrittrice.

– Come è nata la tua passione per la lettura?

(o scrittura?) Comunque… io quando ragiono su questo oltre a risalire ai 14 anni quando ho cominciato a scrivere perché guardando film ecc volevo che accadessero delle cose che invece non accadevano e quindi sentendo il bisogno di inventare storie a modo mio, penso anche che in realtà io sia nata con questa passione, da 10 anni scrivo i miei “diari”, come se avessi avuto già da tempo la necessità di scrivere il romanzo della mia vita, non volevo perdermi le prime emozioni, sensazioni e tutto ciò che la vita offre, ancora oggi quando li rileggo noto così tante cose e scopro anche tante cose di me, quella che sono ora è il frutto di ciò che ero prima, ne ho la prova concreta, non voglio perdermi i dettagli della mia vita perché io vivo di dettagli! Scrivevo in continuazione, ho cominciato da me stessa!

– Oltre a scrivere ti piace anche leggere? Se si, quali sono i tuoi generi preferiti?

Ovviamente amo anche leggere, spesso leggo anche mentre scrivo i miei romanzi. Io ho una predilezione per i romanzi, quelli che parlano d’amore, ma leggo anche thriller, gialli o fantasy, tranne gli horror, per quelli ho una specie di rifiuto, forse perché non mi sento così. Dico questo perché secondo me quando una persona legge spera sempre di trovare un libro che parli anche della propria situazione, della propria persona…

– Parlaci del tuo romanzo ” Il commercio di angeli rosa”. Dalla trama si evince che tratta di una tematica delicata e molto vicina a tutti noi, la violenza sulle donne.

Esatto. Il commercio di angeli rosa ha come protagonista una bambina inglese di circa 10 anni che viene rapita mentre si trovava in vacanza in Bangladesh con la sua famiglia. Ciò che ho voluto raccontare attraverso una storia d’amore è proprio la violenza sulle donne in Bangladesh, ma senza approfondire troppo il concetto religioso, anzi tenendomi proprio lontana da questo, ma solamente riportando ciò che si può benissimo leggere in alcuni articoli dell’ONU sul Bangladesh, cioè schiave bambine, operaie del sesso. Il mio romanzo vuole far capire alla gente cosa prova una bambina di un’altra nazionalità e quindi con educazione, credenze e abitudini diverse durante il rapimento e dopo, una bambina ora e una donna dopo, vuole dire ciò che i telegiornali o altri racconti magari non dicono, ovvero la sensibilità di una bambina, di una femmina, ciò che pensa e ciò che fa per sopravvivere.

– Da dove è nata l’idea di scrivere un libro che parla di questo forte argomento?

Ho sempre seguito questo tema, sento che mi riguarda in quanto donna, non sono una che riesce a rimanere con le mani in mano davanti ad ingiustizie così, devo fare qualcosa per qualcosa (scusa il gioco di parole), sentivo il bisogno di “dire”, così da una storia d’amore iniziale ho voluto prendermi la responsabilità di raccontare un argomento così forte, ma non in modo comune, una violenza diversa da quella domestica, una violenza lontana dal nostro Paese ma pur sempre importante perché ripensando ai tanti casi di rapimenti di bambine avvenute anche in Italia, chi lo dice che non le abbiano portate laggiù? Wendy si fa un pò paladina di tutte quelle povere bambine italiane e non portate vie ai propri genitori. Vuole raccontare la femminilità, l’essenza di una donna e di quanto possa essere forte. Il mio piccolo contributo alle donne l’ho dato, sentivo di doverlo fare, perciò ho usato il mio strumento cioè la mia passione. Ma oltre questo sono entrata anche nell’associazione F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) della mia città, che si occupa anche della violenza, è stato proprio “Il commercio di angeli rosa” a portarmici.

– Parlando degli aspetti tecnici: ti sei subito rivolta ad un editore o hai provato prima la strada dell’autopubblicazione?

Ho tenuto il mio precedente editore con il quale avevo pubblicato il mio primo libro fantasy, mi sono trovata benissimo.

– Che consiglio daresti a chi vuole avvicinarsi al mondo della scrittura?

Io ho un’idea a riguardo, io penso che scrittore si nasce e non si diventa. Ma attenzione quando uno ci diventa magari dopo anni, vuol dire solo che ha scoperto tardi la sua dote. La scrittura è una cosa molto particolare, purtroppo c’è chi dice che vuole scrivere a tutti i costi un libro pur non sapendo nemmeno come fare. A me piaceva disegnare, disegnavo sempre da piccola, ma non bene, lo facevo perché mi divertiva copiare i disegni, a mano libera non sarei riuscita nemmeno a disegnare un cane, ma proprio per questo so che non potrei diventare Van Gogh e nemmeno vendere quadri. Uno sa quello che può fare e lo si scopre subito, se hai paura di iniziare un racconto o non sai da dove iniziare non fa per te, quando uno è nato davvero scrittore prende un foglio, una penna e non si ferma più, artista è una parola da non sottovalutare. Infatti non credo nemmeno ai corsi di scrittura; certo, possono insegnarti qualcosa ma il bello di scrivere un libro è la libertà nel farlo, non ci sono regole. Con questo non voglio scoraggiare nessuno eh!!! ahaha

– Hai altri progetti in cantiere al momento?

Sì! Sto scrivendo un nuovo romanzo, una storia d’amore nata all’interno di un altro quadro delicato, un altro argomento attuale e molto importante. Che ancora rimane un segreto!! Un altra cosa che sento di dover dire!

– Grazie per essere stata con noi e in bocca al lupo!
Di nuovo grazie a te per aver dedicato dello spazio al mio libro! Crepi il lupo 😉

PAGINA FACEBOOK DALILA SPEZIGA: QUI

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3 pensieri riguardo “Presentazione " Il commercio degli angeli rosa" e intervista a Dalila Speziga

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