Recensione " La bella estate" di Cesare Pavese

Buongiornooooo a tutti dolcezze!

Come state?? Vi state godendo l’estate, almeno voi?? Me lo auguro di cuore! Tra un esame e l’altro ho trovato del tempo per leggere un libro che – personalmente – mi è piaciuto moltissimo.

Il libro in questione è “La bella estate” di Cesare Pavese ed è una lettura che ho condiviso con estremo piacere insieme a Benedetta, la mia booktuber preferita in assoluto! ( Vi lascio QUI il suo canale, visitatelo perché lei è bravissima ^^)

Ironia della sorte il libro di Pavese che abbiamo scelto parla di un’estate bellissima e memorabile, tutto l’opposto di quella che attualmente sto vivendo io ( Sorvoliamo sui dettagli drammatici della mia vita.. Ok, torno seria lo giuro).

la-bella-estate-185x300Voglio parlarvi di questo libro partendo dalla copertina che secondo me è veramente bella! Niente di vistoso o elaborato, ma il paesaggio scelto è molto suggestivo e mi fa pensare agli anni in cui il romanzo è ambientato, ossia subito dopo la seconda guerra mondiale.

TRAMA: Premio Strega 1950. Scritto nel 1940, questo racconto, ora riproposto da solo, venne pubblicato solo nel 1949, nel volume dal titolo omonimo che comprendeva “Il diavolo sulle colline” e “Tra donne sole”. È la storia di Ginia e, più in generale, della scoperta della vita da parte di un’adolescente. Dall’ambiente operaio al quale appartiene, Ginia entra in contatto con alcuni esponenti di una bohème pseudo-artistica e intellettuale: studenti, eccentrici perdigiorno e pittori dilettanti, che si incontrano nei caffè e abitano nelle soffitte. La ragazza si innamora di Guido, un pittore di origine contadina e, dopo aver vinto le resistenze interiori e i rimorsi residui, si lascia alla fine sedurre. È l’inizio della sua dolorosa maturazione come donna.

La mia opinioneCon la sua scrittura fresca e piacevole Pavese ci trasporta nella vita di una giovane ragazza adolescente, Ginia, che comincia – poco alla volta – a muovere i suoi primi e timidi passi nel mondo degli adulti. Il mondo visto con gli occhi della ragazza è nella parte iniziale un mondo nuovo tutto da scoprire. Ginia ha sempre vissuto in casa con suo fratello maggiore Severino ed è stata educata nel modo tipico delle famiglie dell’epoca – poca confidenza ai giovanotti, mani rigorosamente al loro posto, elevato senso del pudore.

Nell’estate dei suoi 16 anni la giovane e timida Ginia viene definitivamente introdotta nella società dei grandi e a farle da spalla in questa avventura troviamo la figura di Amelia, che ha soli due anni in più della protagonista ma sa il fatto suo ed ha carisma da vendere. Amelia è uno di quei personaggi complessi ed enigmatici che nei libri mi affascinano sempre: avvolta da un perenne alone di mistero e sensualità, sa sempre cosa dire e come comportarsi, risultando sempre all’altezza delle aspettative. La dolce Ginia aspetta con trepidazione, ogni sera, la chiamata di Amelia che la porta alla scoperta dei caffè, di un tipo di società differente a quella in cui la ragazza è abituata a vivere.

Ginia è affascinata sopratutto dal mestiere di Amelia, che fa la modella e posa per alcuni pittori. La storia entra nel vivo sfruttando proprio il concetto di questo tipo di arte e Pavese ci conduce all’interno della società degli artisti, fatta di talento e di sregolatezza. Ginia all’inizio è spaesata, guarda con timore e circospezione la sua amica mentre si fa ritrarre in alcune pose e, come è inevitabile che sia, le sorge la curiosità di provare anche lei a sottoporsi ad un ritratto.

Amelia introduce la protagonista nella casa di Guido, un soldato e pittore del posto, e di Rodrigues – pseudo pittore anche lui. Qui Ginia scopre il vero senso della vita, si infatua di Guido e inconsciamente associa la sua figura alla sua nuova vita da adulta e sopratutto al piacere dell’estate che sta trascorrendo in compagnia dei suoi nuovi amici.

Il libro non è di facile interpretazione, sicuramente è molto diverso dalle storie che troviamo attualmente in commercio perchè affronta delle tematiche utilizzando metafore, similitudini, concetti astratti ai quali il lettore deve dare forma interpretandoli a suo modo. Ogni frase, ogni azione dei protagonisti ha una propria chiave di lettura che potrebbe non essere uguale per tutti.
Personalmente associo il concetto di ” Bella Estate” a qualcosa di profondamente radicato nella protagonista, al suo modo di vedere la vita e di vivere i rapporti con gli altri, in particolare con Amelia e Guido.
Nella sua estate più bella Ginia crescerà, proverà nuovi sentimenti e nuove sensazioni,scoprirà un mondo di colori e e linee, di carezze e dolore, di attese e disillusioni, tutte esperienze che nella sua vita precedente non ha mai provato.

Tutti noi abbiamo avuto la nostra bella estate nella vita, quel periodo di scoperta in cui abbiamo mosso i nostri primi passi verso qualcosa di ignoto che ci attirava irrimediabilmente e tutti noi probabilmente, proprio come Ginia, ci abbiamo sbattuto la testa. Pavese racconta la vita di un adolescente in modo delicato e poco artefatto.
Si percepisce moltissimo come gli schemi letterari e narrativi dell’epoca fossero diversi da quelli utilizzati oggi: anche ne ” La bella estate” è presente una buona carica di erotismo, ma non quel tipo di erotismo che si legge oggi, no. L’erotismo di Pavese è qualcosa di superiore, di etereo e di sfuggevole ed è rappresentato dalla figura del pittore che con i suoi occhi arriva a mettere a nudo le persone senza necessariamente doverle spogliare.

Ho apprezzato moltissimo questa lettura che è diversa da quelle a cui solitamente sono abituata. Credetemi però che ogni tanto staccare la spina dalla routine fa davvero bene, sopratutto perché la nostra letteratura è piena di opere bellissime e meritevoli di essere lette. Se non avete dimestichezza con il genere io vi consiglio di provare ad iniziare con Pavese, perchè accompagna a delle tematiche quotidiane un linguaggio intenso e dei messaggi profondi, privi di banalità. ” La bella estate” è sicuramente un libro che consiglio a tutti voi e a cui do un bel 9/10.

Vi ripeto, non è una lettura immediata. Ogni cosa va compresa e interpretata e sopratutto va fatta propria. Ve lo consiglio di cuore!

Grazie per avere letto la mia recensione, vi auguro una felice giornata! Simona 🙂

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Un pensiero riguardo “Recensione " La bella estate" di Cesare Pavese

  1. La copertina è elegante e raffinata, come del resto tutte le copertine Einaudi, non vi è mai nulla di pacchiano, le copertine sono semplici,con il fondo bianco, quasi come se si volesse far notare l’eleganza del libro stesso fin da subito, nel momento in cui i nostri occhi si posano sul libro. Sono davvero felice che questo libro ti sia piaciuto, ho sempre pensato che “La bella estate” per me fosse un bel libro, anche solo per il momento particolare in cui l’ho letto, molto spesso i libri ci appartengono non solo perchè sono dei capolavori, ma perchè in un determinato momento sono riusciti in qualche modo a starci accanto, a sostenerci. Rileggendo questo libro a distanza di anni, devo dire però che ne posso apprezzare la totale grandezza, è come se finalmente riuscissi a viverlo in modo distaccato e a definirlo oggettivamente un capolavoro. La tua recensione come al solito è bellissima, ogni volta che scrivi con le tue parole contribuisci a rendere un libro speciale. Ottimo lavoro. E’ sempre un piacere collaborare con te. Ti abbraccio fortissimo Simo ❤

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