[Recensione] Dentro soffia il vento – Francesca Diotallevi

Buongiorno a tutti e felice Lunedì!
Credo che il modo migliore per inaugurare il mese di Maggio sia quello di farvi conoscere un libro straordinario, intenso e dal quale staccarsi è impossibile.
Ho avuto la possibilità di leggerlo in anteprima grazie alla copia omaggio ricevuta dalla casa editrice Neri Pozza in cambio di un’onesta recensione, e dunque eccomi qui pronta come non mai a parlarvi di questa lettura che mi ha catturato il cuore!

Pagine: 218/ Prezzo: 16,00 Euro

In libreria dal 5 Maggio

ghirigiri

In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.
Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi.
Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato.
Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.
Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana.

ghirigiri

Innamorarmi della storia di Francesca Diotallevi è stato inevitabile. Avete presente il famoso colpo di fulmine? E’proprio quello che ho avuto nei confronti di questo libro meraviglioso, che mi ha trascinata senza pietà tra le sue pagine e lì mi ha tenuta intrappolata per ore che avrei voluto non finissero mai.
Mi capita raramente di legarmi così tanto a dei personaggi e questo è uno dei pochi casi in cui anche dopo avere terminato la lettura mi sento ancora profondamente coinvolta nella storia. Non vi nascondo che vorrei poter tornare indietro di qualche giorno e poter ricominciare questo libro da capo, per emozionarmi ancora e ancora insieme a Yann, Fiamma e Agape.
“Dentro soffia il vento” è raccontato dal punto di vista dei tre sopra citati personaggi, diversissimi tra loro come il giorno e la notte. Le ambientazioni del romanzo si possono definire d’altri tempi ed esercitano molto fascino sul lettore: la storia si svolge infatti in un paesino della Val d’Aosta, Saint Rhémy, dove una ristretta comunità di abitanti svolge tranquillamente la propria vita ed è estremamente religiosa.
Don Agape è il nuovo parroco del paese e dovrà fare i conti non solo con un predecessore superbo e arrogante, ma anche con una comunità di persone che lo guardano con diffidenza. Il più grande ostacolo che Agape dovrà superare però è quello della sua coscienza e della sua fede. La scelta di dedicarsi alla vita monastica infatti non è stata sua, e i punti interrogativi riguardo il modo di concepire l’elemento divino non sono pochi. A sbrogliare il nodo della matassa, a suo modo, ci penserà Fiamma – il personaggio che in assoluto ho amato di più. Fiamma è chiamata da tutti gli abitanti del paese “la strega”, perché viva sola in un capanno sperduto nel bosco e si dedica alla preparazione di medicamenti e rimedi naturali a base di erbe. Fiamma è una creatura selvaggia, nata e cresciuta nel bosco lontana da ogni altra forma di vita umana. Per questo è vittima di pregiudizi da parte del resto degli abitanti di Saint Rhémy, i quali pur criticandola si rivolgono spesso a lei per curare i propri malanni. Fiamma è un personaggio misterioso, affascinante, estremamente consapevole di sé e mi ha totalmente conquistata. Ciò che ho amato maggiormente in lei è la sua concezione della vita, e mi trovo totalmente in accordo con il suo pensiero. Fiamma crede infatti che Dio sia nei dettagli. Dio è nelle piccole cose che ci circondano, in un gesto d’amore, in un fiore che sboccia, nel sorriso di un bambino. E’stato illuminante osservare il mondo con gli occhi di Fiamma, vivere nei suoi pensieri e assaporare la sua purezza e la sua semplicità. La vita di Fiamma è spesso stata vissuta in solitudine, lontana da amici e da tutte le forme di affetto che caratterizzano la vita di un bambino e di un adolescente. A tenere per mano la nostra protagonista per molto tempo è stato il giovane Raphael Rosset, unico amico che la ragazza abbia mai avuto. Raphael purtroppo è morto in guerra e non ha mai fatto ritorno tra i boschi di Saint Rhémy, ma credetemi se vi dico che la sua presenza è quella che si sente maggiormente nell’intero romanzo. Raphael è ovunque: è nell’aria, dietro un albero, negli occhi della piccola volpe – Ribes – che per tanto tempo è stata sua compagna di vita. Raphael è anche nella memoria e nel cuore di suo fratello Yann, un uomo indurito dal dolore e dalla perdita che ha eretto un muro invalicabile nei confronti del resto del mondo. Yann, che è rimasto zoppo in seguito ad una valanga e che è stato salvato dalle mani della”strega”, la donna dai capelli rossi che si è prepotentemente impossessata del suo cuore sin dal primo istante in cui i loro occhi si sono incontrati. Il maggiore dei fratelli Rosset è un personaggio tormentato, schivo, tenebroso e al tempo stesso estremamente affascinante. Yann e Fiamma si amano e questo è sotto gli occhi di tutti, tranne che dei loro. Cercano in tutti i modi di arginare il sentimento dirompente che li unisce, si evitano, si trattano male, si detestano… Ma si sa: la linea che divide odio e amore è veramente sottile e questi due personaggi straordinari ne sono la dimostrazione. I loro sguardi sono più intensi di qualsiasi parola. Più volte durante la lettura mi sono venuti i brividi, perché il modo in cui la scrittrice ha reso vividi i sentimenti contrastanti è stato a dir poco perfetto.
“Dentro soffia il vento” è un romanzo completo, dove si affrontano tematiche legate alla vita, alla società, al pregiudizio che molto spesso offusca le nostre menti e impedisce loro di guardare alle cose per quello che sono. Ci sono riferimenti alla religione, alla famiglia, alla guerra e alla sua spietatezza, al male che l’uomo procura al prossimo. Francesca Diotallevi fa decisamente riflettere e lo fa in modo impeccabile, senza MAI cadere nel banale. La sua scrittura è poesia, dolce e incisiva, graffiante e malinconica. Mi sono ritrovata ad essere completamente in balìa degli eventi e ho provato delle emozioni fortissime che tuttora mi tengono compagnia. Inutile dirvi che vi consiglio la lettura di questo libro, uno dei più belli che io abbia mai letto in vita mia. Le 5 stelle se le prende tutte, e se fosse possibile gliene darei anche di più.
Un grande merito va inoltre alla copertina, meravigliosa e pertinente al testo. Sono grata alla Neri Pozza per avermi fatto scoprire un’autrice così talentuosa e promettente e spero di poter leggere molto presto altre sue opere.

Vi lascio con la mia frase preferita del libro, una frase che racchiude tanta verità in poche righe:

Non lasciare che qualcuno ti dica in cosa credere, ragiona con la tua testa, segui l’istinto. Nessuno dovrà importi chi amare. L’amore non si insegna, è l’unica cosa che non posso spiegarti. Non posso dirti quali battaglie combattere, dovrai capirlo da sola e non sarà facile. L’amore non lo è mai, richiede coraggio e tenacia. Non si sceglie, è sempre lui che sceglie te.

Alla prossima,
Simona

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