Uscite Maggio – Giugno per Iberborea

Prossimamente in uscita per la casa editrice Iperborea

Una moglie giovane e bella

Pagine: 128 / Prezzo: 14,00 Euro

In libreria dal 6 Maggio
Nazione: Olanda

«Se niente mai cambiasse, non ci sarebbero farfalle.»

Edward è un quarantenne di successo, affermato virologo e «collezionista di prime volte» che passa da una donna all’altra come un eterno ragazzino. L’incontro con Ruth è una folgorazione: bella, vitale e appassionata come solo a vent’anni si può essere, con lei crede di aver vinto la sua battaglia contro il declino. Ma l’apparente trionfo si traduce in una lotta impari. Edward si accorge che sposandola non è affatto ringiovanito, anzi ha fatto invecchiare lei, e che lo scarto d’età rende ancora più evidenti e penosi in lui i segni del tempo. Uno scarto che è anche tra due mondi: lui ambizioso uomo di scienza che antepone ai sentimenti un razionale pragmatismo, lei idealista ipersensibile che non accetta i suoi test sugli animali e il suo rifiuto di capire la sofferenza. Quando il figlio che solo Ruth desidera trasforma la passione in un obbligo da espletare nei giorni utili, quando l’insicurezza diventa «tollerabile solo prendendo un’amante ancora più giovane», il castello comincia a sgretolarsi e le paure sfuggono al controllo, travolgendolo in una caduta che scardina ogni aspetto della sua esistenza. Come un moderno Giobbe o un eroe tragico dei nostri giorni, Edward si troverà a scoprire il vero significato della sofferenza. Precisa, ironica e tagliente come un bisturi, la penna di Tommy Wieringa indaga nelle sfumature più sottili la deriva di un rapporto e di un uomo alle prese con il potere e la fragilità, così vicino a ognuno di noi nella sua incapacità di rinunciare a se stesso. E si chiede che cos’è il dolore, se possiamo davvero capirlo senza prima averlo provato sulla nostra pelle.

ghirigiri

L'ultimo bicchiere di Klingsor

Pagine:224/ Prezzo: 16,00 Euro

In libreria dal 13 Maggio
Nazione: Svezia

«Abbiamo una quantità enorme di cose in comune noi tre, Cézanne, Matisse e io.»

In un podere perso tra le foreste e gli acquitrini del profondo Nord, Klingsor si vota all’arte dopo un’esperienza quasi mistica. Vagando nel bosco trova l’ultimo bicchiere usato da un avo per la sua sbronza di Pentecoste: rimasto saldo a un legno storto per quasi un secolo, si è fieramente raddrizzato, puntando verso le stelle. Per Klingsor è una rivelazione, la chiave di lettura dell’esistenza: la materia vive esattamente come noi, non c’è confine tra vita e morte. Puntando dritto alla «verità» come il bicchiere suo Graal, il taglialegna illuminato, omonimo del mago wagneriano e dell’artista di Herman Hesse, fa un corso di pittura per corrispondenza e dà inizio a una nuova arte, che ammette solo nature morte per penetrare la loro vita intima. Dall’accademia di Stoccolma ai circoli di Parigi, Klingsor attraversa l’intera scena artistica come il nuovo Cézanne, dipingendo brocche, tazze e caraffe, sempre le stesse sulle stesse tele, strato su strato in dipinti identici uno all’altro, cercando di vedere attraverso le cose, convinto che «il futuro appartiene alla radiografia». Maestro del gioco intellettuale, capace di toccare con lo humour e il paradosso inattese altezze di pensiero, Lindgren crea un personaggio che sfugge a ogni canone vivendo l’arte in tutti i suoi significati per interrogarsi sul rapporto tra materia e spirito. Con i suoi quadri monotoni e «autentici», il suo filosofeggiare saggio e folle, la sua coerenza e ostinazione, Klingsor lotta eroicamente per dipingere il segreto della vita, rimanendo, ignorato da tutti, «il più grande pittore della storia svedese».

ghirigiri

Grande come l'universo

Pagine: 448/ Prezzo: 19,00 Euro

In libreria dal 15 Giugno
Nazione: Islanda

Ari, poeta di vocazione ed editore di successo, dopo aver mandato all’aria la sua famiglia ed esser fuggito lontano, è tornato in Islanda per fare visita al padre ammalato di cancro, che non vede da tre anni e da cui lo hanno sempre diviso profondi silenzi e un muro di incomunicabilità. Ma in questo groviglio di cose non dette ci sono i gesti e le emotività di più generazioni, di una famiglia intera: il dolore della zia per la perdita della bambina, a cui ha dedicato la sua unica poesia; lo schiaffo del nonno Oddur al figlio Þórður, morto giovanissimo in un mare a cui, a differenza del padre, sentiva di non appartenere; la passione segreta della nonna Margrét, che in un fiordo sperduto viveva un amore affidato soltanto ai suoi diari; l’esuberanza e la creatività della madre strappata prematuramente alla vita da una malattia. Una carrellata di personaggi indimenticabili che si muovono tra il Norðfjörður negli anni Quaranta e Keflavík e Reykjavík negli anni Sessanta e Ottanta: vicende diverse e luoghi d’Islanda diversi, come diversi sono gli scorci sul XX secolo. Eppure, a guardar bene, il quadro si ricompone nelle passioni e nei sentimenti condivisi: l’amore per due persone, la rinuncia alla propria vocazione letteraria, i gesti di violenza. Ari incarna la storia di una famiglia che si ritrova a combattere contro gli stessi demoni di generazione in generazione: sta a lui spezzare il circolo vizioso e riscattare se stesso e i propri famigliari, prima che sia troppo tardi.
ghirigiri

La parola

Pagine: 176; Prezzo: 15,00 Euro

In libreria dal 24 Giugno
Nazione: Danimarca

Kaj Munk, scrittore e pastore della Chiesa danese, uomo di teneri sentimenti ma di fede vigorosa nella Parola biblica, capace di essere «più forte della morte», è considerato un martire della resistenza danese e fu rapito e assassinato dagli occupanti nazisti per aver predicato una Chiesa non asservita al potere e un cristianesimo in antagonismo con le forze nemiche della libertà: «Non vi sono che due modi di servire il nemico di Dio, e non si sa quale sia il più pericoloso: uno consiste nell’essere attivi nel male, l’altro nell’essere inerti nel bene». Se si pensa che a compiere l’azione furono i membri del «gruppo Skorzeny», il commando autore della spettacolare liberazione di Mussolini sul Gran Sasso, che vennero inviati da Berlino su diretto ordine di Himmler, ci si rende conto di quanto Kaj Munk, i suoi scritti e le sue prediche, fossero considerati un pericolo per il terzo Reich. La Parola è il suo dramma più noto e racconta la pietà religiosa in una comunità contadina danese all’inizio del Novecento, ma soprattutto il contrasto tra la fede vera di Johannes, una sorta di «idiot de la famille» che va in giro a parlare di miracoli e di resurrezione dei morti, e la fede più convenzionale del pastore del villaggio e degli altri componenti della piccola comunità. Il tema centrale del dramma è proprio la possibilità, attraverso la fede, di veder operati miracoli anche ai giorni nostri, un’eventualità comunemente accettata nel mondo cattolico, dura da ammettere in quello protestante. In fondo, i miracoli non si verificano più perché non ve n’è più bisogno o forse perché non v’è più fede?

 

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