Antiche tradizioni, misteri e segreti: Emmi Itaranta ci regala una storia indimenticabile

L’acqua è, di tutti gli elementi, il più mutevole.

Così si apre il libro di Emmi Itaranta, con un riferimento all’acqua, colonna portante e nucleo vivo e pulsante dell’intera narrazione. Senza acqua non c’è vita, non c’è energia, non c’è sostentamento. L’acqua ci nutre, ci culla, ci fa crescere e, più semplicemente, ci costituisce. Potremmo mai fare a meno di lei?
Questo è quello che gli abitanti della società scandinava distopica descritta dalla Itaranta si ritrovano ad affrontare. In un futuro non molto lontano l’acqua scarseggia e la terra non è altro che una landa arida e desolata. In uno scenario così apocalittico il vero potere risiede nelle mani di chi è a conoscenza di antichi segreti riguardo l’ubicazione di un’importante fonte di acqua, ossia i maestri del tè.
Noria Kaitio, la protagonista del romanzo, è figlia di un maestro del tè e sta per essere iniziata a questa nobile e antichissima arte. Verrà messa a conoscenza dell’esatta posizione della misteriosa sorgente d’acqua e dovrà proteggere questo segreto con tutta se stessa.
La storia è scritta in modo poetico, fa riflettere e pone l’accento su delle tematiche forti e a noi molto vicine. Pur raccontando l’intera vicenda in chiave distopica, Emmi Itaranta lancia un messaggio ben preciso al suo pubblico. L’ambiente sta lentamente morendo per colpa nostra. I ghiacciai si sciolgono, le temperature si alzano anche quando non dovrebbero, l’intero ecosistema viene totalmente stravolto. E a fare tutto ciò siamo proprio noi.
La cosa peggiore è che quando ce ne accorgeremo sarà forse troppo tardi.

Il personaggio di Noria è complesso e ben studiato, la sua psiche è profonda e diversa da quella delle sue coetanee che non sono costrette a custodire un segreto così grande. Mi sono piaciute moltissimo le ambientazioni, la Itaranta scrive in modo così limpido e appassionato che è impossibile non farsi coinvolgere dalla storia.
La sua scrittura è pura melodia, ed è paragonabile al dolce e quieto scorrere dell’acqua in un ruscello.
Consiglio vivamente la lettura di questo libro a chi ha bisogno di una storia diversa, una storia non convenzionale sospesa tra il mondo fittizio e il mondo reale.
La memoria dell’acqua è un inno alla speranza, quella che tutti noi non dovremmo perdere mai per nessuna ragione al mondo.
Il mio voto è di 4/5.
Alla prossima,
Simona

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