[Recensione] Volevo tanto che fossi tu – Megan Maxwell

“Volevo tanto che fossi tu” è il titolo con cui in Italia viene pubblicato “Las ranas tambien se enamoras” di Megan Maxwell, prolifica autrice spagnola già nota alle lettrici italiane.

Impossibile non riconoscere il tocco esotico e sbarazzino di questa autrice, che ci regala come sempre una storia fresca e frizzante da finire tutta d’un fiato.
Ci troviamo in Spagna, nel famosissimo atelier di Lola Herrera, stilista di grande fama e prestigio. In un clima di festeggiamenti – la storia si apre infatti durante la sera di Capodanno- iniziamo a conoscere i protagonisti di questo romanzo e sin da subito ci rendiamo conto di quanto siano ben caratterizzati. Subito entriamo nell’orbita di Marta Rodriguez, esuberante giovane donna – e mamma- uscita da poco da una storia finita male e determinata come non mai a lasciar perdere gli uomini per molto, moltissimo tempo. Marta rappresenta il prototipo di donna forte ed indipendente che tanto mi piace trovare nelle storie. Il suo passato non è affatto facile, ma nonostante ciò è riuscita comunque a crescere una figlia da sola e a tirare avanti con le proprie forze. Marta guida una moto e quando è in sella alla sua creatura si sente libera e inafferrabile, effimera come una ventata d’aria. La Maxwell descrive questa ragazza mettendola a nudo e propondendola ai suoi lettori per quello che è, senza imporre freni alla sua incontenibile energia. Ad accompagnare la caliente mamma nella sua avventura ci sono dei personaggi secondari a dir poco super coinvolgenti e simpatici. Impossibile infatti non lasciarsi travolgere dalla grinta e dalla sfacciataggine (in senso buono,ovviamente) di Patricia e Adrian, i due colleghi e amici inseparabili di Marta. La loro grinta e la loro vitalità trapela dalle pagine e li rende incredibilmente reali.

L’amicizia è uno dei valori cardine dell’intero romanzo e anche se viene presentata in chiave ironica e giocosa è una delle caratteristiche fondamentali del libro. Non sono poche le occasioni in cui Marta si confida con la sua metà, Patricia. Il legame tra le due è forte e solido e le due condividono insieme gioie e dolori. Adrian è l’amico gay che tutte vorremmo. Ironico, spiritoso, intraprendente e molto, molto fashion. Sono personaggi stereotipati, su questo non ci piove, ma la Maxwell è riuscita a donare a ognuno di loro qualcosa di speciale, qualcosa che li rende unici. A completare il gruppetto c’è poi Lola, che non viene assolutamente considerata un capo, ma piuttosto un’amica saggia e affettuosa su cui poter sempre contare.
Ed è proprio grazie al suo improvviso matrimonio con un rinomato cliente inglese che tutto cambierà.
Entra in gioco infatti Phillip Martinez, soprannominato dai nostri protagonisti “la rana inglese”. Phillip è un uomo all’apparenza tutto d’un pezzo, rigido e composto e poco incline ai sentimentalismi. E’abituato ad avere decine di donne ai suoi piedi che lo adorano e lo fanno sentire una specie di Dio sceso in terra. Questo finché non incontra Marta e credetemi se vi dico che la nostra focosa spagnola gli darà del filo da torcere! Tra i due inizia un punzecchiamento che li avvicina e li allontana, per poi riavvicinarli. Una danza lenta e sensuale, che sfocerà nella passione più travolgente.
Marta e Phillip iniziano così a frequentarsi “senza impegno”. Entrambi sono convinti di non volere di più dall’altro, anche se poi quando sono distanti o in compagnia di altre persone scatta la gelosia irrefrenabile. Il tira e molla tra i due ci fa compagnia per diversi capitoli, e il tutto non risulta mai noioso, perché è accompagnato da una scrittura piacevole e sempre un pizzico sopra le righe.

Il rapporto tra Marta e Philip è un climax vero e proprio. Non manca nulla a livello di emozioni: si piange, si ride, il cuore palpita tra alti e bassi.
Sebbene spesso gli atteggiamenti di Marta siano eccessivi non mi hanno comunque disturbata, perché fanno parte di lei e me l’hanno fatta apprezzare ancora di più. Ho apprezzato inoltre il graduale cambiamento di Philip, che ha imparato a lasciarsi andare e a non rimanere ingessato nelle sue buone maniere da conte. I due si compensano, si incastrano alla perfezione e sono la dimostrazione che è impossibile resistere alla voce del cuore.

Un altro aspetto che nel libro viene trattato – anche se in maniera piuttosto superficiale e sbrigativa in alcune occasioni – è il rapporto madre/figlia. Vanesa, la figlia di Marta, è nel pieno dell’adolescenza, periodo in cui gli ormoni sono a mille e il desiderio di ribellione è dirompente. Vanesa, come i suoi coetanei, non fa eccezione. In più di un’occasione disobbedisce alla madre, quella madre così giovane che molti scambiano per sua sorella, ma tra le due in un modo o nell’altro riesce sempre a tornare il sereno. I problemi non mancheranno, soprattutto quando in scena entra anche Philip – che non gode moltissimo del favore di Vanesa.

Questo libro mi ha tenuto compagnia per un paio di giorni e dovendo trarre delle conclusioni posso dire che nel complesso mi è piaciuto. Inizialmente non pensavo che questo sarebbe potuto succedere, perché il modo di scrivere della Maxwell è piuttosto particolare. O ti piace, o al contrario la eviti. Personalmente dopo aver letto qualche capitolo mi sono abituata allo stile quasi adolescenziale e fanciullesco con cui la storia viene raccontata, e ho trovato piacevole e accattivante il resto della storia.

I MIEI VOTI

Voto cover: 4/5
Voto titolo: 3.5/5
Voto complessivo: 3.5/5

Alla prossima,
Simona

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