[Recensione] Una moglie giovane e bella – Tommy Wieringa

Amanti della letteratura nordica a rapporto! L’aereo per l’Olanda sta per partire. Allacciate le cinture di sicurezza e… godetevi il viaggio : )
Conoscete la casa editrice Iperborea? Se la risposta a questa domanda è no vi invito a dare un’occhiata al sito web, perché merita davvero di essere conosciuta. Io l’ho scoperta per caso mentre cercavo notizie su Internet in merito alle fiabe nordiche. Il motore di ricerca mi ha rimandata ad alcuni dei loro libri… inutile dire che è stato amore a prima vista. I prodotti Iperborea vengono presentati al pubblico in un formato elegante e insolito: la forma infatti non segue gli standard adottati dalle altre case editrici e i libri sono più “lunghi” e “stretti”. Leggerissimi e comodi da sfogliare, sono ideali anche da tenere in borsa.
La mia esperienza con questa casa editrice – che vi ricordo si occupa di letteratura nordica – è iniziata grazie al libro di Tommy Wieringa, autore olandese contemporaneo. Il suo romanzo, Una moglie giovane e bella, è uno di quei libri che, parola dopo parola, ti entra nella pelle e ti spinge inevitabilmente a riflettere su questioni etiche e sociali di notevole peso. Wieringa induce al pensiero servendosi di una prosa semplice e fluida, ricercata al punto giusto quando si tratta di affrontare tematiche “tecniche”.
Nel caso specifico ci troviamo alle prese con una coppia oramai non più molto insolita: lui, virologo sopra i quaranta, lei giovane e bella ragazza sotto la trentina. Tra salti temporali e scorci di vita quotidiana Wieringa ci introduce nelle vite di Edward Landauer e Ruth Walta, svelandoci i retroscena e senza risparmiarci nulla. La storia è narrata dal punto di vista di Edward e proprio insieme a lui seguiamo il lento declino di una relazione che inizialmente era idilliaca. Lo scorrere del tempo inizia inesorabilmente a farsi sentire e il nostro dottore e professore deve fare i conti con uno dei “mostri” più duri da sconfiggere: la vecchiaia.
Tra ansie e paure, desiderio di affermarsi e di impossessarsi di qualcosa che sembra sfuggirgli dalle dita, il nostro protagonista si avvia lentamente verso un punto di non ritorno – non solo per quanto riguarda la situazione sentimentale con la moglie, ma anche dal punto di vista lavorativo.
Come vi accennavo sopra Landauer è un virologo famosissimo, noto nel mondo delle biotecnologie e della zoonosi per le sue ricerche sull’aids e sul virus H1N1. In passato Edward è stato infatti portato ai vertici del successo proprio grazie ad alcune scoperte sui modi di trasmissione dei virus e ora gode di un certo prestigio nell’ambiente.
Anche questa sua posizione di favore va logorandosi col tempo, di pari passo con il fallimento della relazione con Ruth.
Wieringa ci fa riflettere anche su tematiche molto dibatutte nella società odierna, come ad esempio il concetto di dolore e sofferenza applicato al mondo animale. L’autore olandese dedica molte pagine a riflessioni e dibattiti sull’argomento, punzecchiando la morale di chi lo legge e ponendolo di fronte a dilemmi etici che rispecchiano in pieno quello che accade nel mondo. Si parla di animali al macello, di cavie, di sofferenza e dolore.
Ruth, da brava vegetariana, è contro ogni forma di sopruso e sfruttamento degli animali e molto spesso si trova a criticare il lavoro del marito, che ovviamente per fare ricerche scientifiche si serve di cavie da laboratorio. Una delle questioni chiave del romanzo è dunque proprio quella che vede contrapposto progresso scientifico e rispetto della sofferenza altrui. Non è semplice spingere  il lettore ad una riflessione approfondita su questi temi, ma Wieringa ci è riuscito in poco più di 100 pagine. Di sicuro l’argomento è più complesso di quello che leggiamo nel libro, ma gli spunti per riflettere e farsi due domande non mancano.

La lettura è veloce, rapida e piacevole. Mi sono interessata molto alle parti tecniche, da una parte perché non risultano pesanti e non vanno dunque ad inficiare la narrazione, dall’altra perché personalmente mi interesso ad argomenti legati alla medicina e quindi leggere alcuni dettagli in merito mi ha ulteriormente gratificata.
Se consiglio la lettura del libro? Ovviamente sì. Trovo che quella di “Una moglie giovane e bella”  sia una lettura di qualità, una di quelle su cui continuare a riflettere anche dopo averla terminata. Una di quelle letture, per farla breve, da non perdere, in particolar modo se amate le storie introspettive e psicologiche, quelle che scavano nell’anima e mettono a nudo i suoi recessi più profondi.
Il mio voto è di 5/5, alla prossima
Simona

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