[Recensione] Un’estate magica – Corina Bomann

Buongiorno a tutti, readers! Siamo di nuovo a Mercoledì… ebbene si! Il tempo scorre davvero veloce : )
L’estate è oramai – teoricamente – arrivata, e quindi mi sembra giusto parlarvi di un libro ambientato in questa splendida e accogliente stagione.

Che estate sarebbe senza l’uscita di rito di un romanzo di Corina Bomann? Oramai aspetto con trepidazione la bella stagione per poter leggere qualcosa di suo. Ricordo che l’anno scorso “L’eco lontana delle onde del Nord” mi era piaciuto parecchio e quindi mi sono approcciata a questo nuovo romanzo con aspettative piuttosto alte. Anche in questa sua nuova creazione, ritroviamo delle caratteristiche stilistiche proprie dell’autrice: dai paesaggi bucolici alle descrizioni minuziose di ogni elemento, naturale o artificiale, all’analisi approfondita dei sentimenti e dei pensieri umani.
Protagoniste di ” Un’estate magica” sono due donne – rispettivamente zia e nipote – completamente diverse per età, carattere e idee.
Da un lato troviamo Larissa, una donna che ama la natura, gli animali e l’arte. Il suo passato è tutt’altro che semplice e in seguito ad una tragica delusione d’amore ha deciso di tagliare definitivamente i ponti con l’altro sesso. Si è rifugiata in un paesino solitario, circondato da valli mozzafiato e da una natura rigogliosa, e ha deciso di dedicarsi anima e corpo al lavoro e alla cura degli animali. Larissa è un’artista speciale, perché possiede un dono fuori dal comune: dipinge scarpe da sposa su richiesta. E’sempre pronta a soddisfare le esigenze delle sue clienti e ogni scarpa diventa un vero e proprio capolavoro dopo essere passata tra le sue mani. Possiede inoltre una vasta piantagione di more – perché per quanto bello non si può vivere di sole decorazioni – e dal punto di vista economico non se la passa granché bene nell’ultimo periodo. La sua vita scorre pacifica e uguale fin quando un giorno, davanti al suo cancello, non compare sua nipote Wiebcke, che non vede o sente da anni.
Wiebcke è una ragazza solare e piena di energie che sta attraversando un brutto momento sotto ogni aspetto: si è da poco lasciata con il suo fidanzato, ha problemi in famiglia – con la madre in particolare – ed è stata bocciata all’esame più importante, quello di biologia. Decide d’impulso di andare a far visita alla zia Larissa, con cui non ha rapporti da anni, e inizialmente la paura di essere respinta è tanta e grande.
I primi giorni insieme non sono facili per nessuna delle due: hanno ognuna le loro abitudini e devono praticamente ricostruire la loro relazione da zero.
Zia e nipote si studiano, si stuzzicano, si provocano e si cercano, spesso e volentieri litigano, ma altrettanto spesso fanno pace. Il loro rapporto cresce piano piano, tra chiacchiere e confessioni di fronte ad una tazza di té caldo e passeggiate tra i boschi.
Hanno molto da imparare l’una dall’altra. Wiebcke insegna a Larissa a lasciarsi andare, a gettarsi alle spalle i demoni del passato e a proseguire verso il futuro; Larissa insegna a Wiebcke a ponderare le sue scelte, a non demordere, a trovare la sua strada.
Il rapporto zia-nipote mi è piaciuto, è intenso ed equilibrato al punto giusto, fatto di alti e bassi come è giusto che sia. Larissa rimane sempre ben salda nel suo ruolo di zia, non cerca di fare da madre a Wiebcke, e questo spinge la giovane ad aprirsi sempre di più con lei.
Nella vita delle due donne, ad un certo punto, entra come un ciclone l’amore. Proprio quel sentimento da cui entrambe rifuggono, arriva come un fulmine a ciel sereno e le travolge.
Ecco che tutto lentamente inizia a cambiare: i colori diventano più accesi, i profumi più intensi, la vita più bella.
La componente amorosa è presente, ma rimane secondaria rispetto al rapporto zia-nipote e al concetto sacro della famiglia. I rapporti tra Larissa e sua sorella Josephine – la madre di Wiebcke – sono tesi e praticamente nulli da anni, e riavvicinarsi non sarà facile.

La Boman ci regala un’altra storia dalle tinte romantiche e familiari, dove i rapporti umani sono in continua evoluzione e dove i sentimenti trionfano sempre. Il romanzo mi è piaciuto, anche se personalmente l’ho trovato meno accattivante rispetto ad altri suo scritti. Nulla da rimproverare all’autrice, ma per parlarci chiaro quella di Larissa e Wiebcke è una storia a cui non ho più pensato dopo averla terminata. La lettura è senza dubbio piacevole, ma forse un tantino acerba dal punto di vista dell’azione. Le descrizioni alla lunga mi disturbano, e forse ne avrei tolte qualcune. Come oramai saprete non sono un’amante delle descrizioni minuziose, e quindi non nascondo che in alcune occasioni leggerne parecchie ha disturbato la mia lettura. Che poi la Boman sia bravissima nel rendere vividi luoghi e ambienti è assodato, questo piccolo appunto – se così vogliamo chiamarlo – è totalmente personale.
Il mio voto per questo libro è di 3.5/5 e lo consiglio a chi ama le storie familiari e d’amore.
Alla prossima,
Simona

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Un pensiero riguardo “[Recensione] Un’estate magica – Corina Bomann

  1. ho letto il libro e mi e’ piaciuto tantissimo. Di questa autrice ho letto anche l’isola delle farfalle.
    Complimenti all’autrice che trascina….. il lettore. grazie
    Carmen

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