5 libri che voglio leggere #1

Buongiorno lettori e buon Venerdì a tutti voi!
Oggi ho pensato di scrivere un articolo diverso dal solito – mi piacerebbe parlarvi di tantissime cose, ma purtroppo il tempo che ho a disposizione non è tantissimo e quindi molto spesso mi limito a recensioni e segnalazioni delle ultime novità editoriali.
Ho pensato così di ideare una nuova rubrica, che spero riuscirò ad aggiornare con una certa frequenza. In questo spazio di volta in volta racchiuderò 5 titoli di libri che ancora non ho letto, ma che ho assolutamente intenzione di acquistare e leggere quanto prima.
Ci sono letture che non possono mancare nella mia formazione, letture che non ho mai trovato il coraggio o il tempo di affrontare e che devo recuperare il prima possibile.
Amo la letteratura e questo penso si sia capito. Amo leggere i classici di ogni epoca – in particolare quelli del 1800 – la narrativa straniera e italiana ( moderna e contemporanea), e ho una particolare predilezione per la letteratura americana, per quella inglese e per quella russa. Mi sono quindi ripromessa di colmare le mie lacune leggendo autori che sono dei veri e propri pilastri in questi ambiti.
Inizio subito con 5 dei titoli che sono finiti in cima alla mia wishlist. Fatemi sapere se ne avete letto qualcuno : )

1 – Pastorale americana di Philip Roth

Pastorale americana (Einaudi tascabili. Scrittori) di [Roth, Philip]Seymour Levov è alto, biondo, atletico: al liceo lo chiamano «lo Svedese». Ebreo benestante e integrato, ciò che pare attenderlo negli anni Cinquanta è una vita di successi professionali e di gioie familiari.  Finché le contraddizioni del conflitto in Vietnam, esplose negli Stati Uniti, non coinvolgono anche lui, e nel modo piú devastante: attraverso l’adorata figlia Merry, decisa a «portare la guerra in casa». Letteralmente. Ma Pastorale americana non si esaurisce nell’allegoria politica; è un libro sulla vecchiaia, sulla memoria, sull’intollerabilità di certi ricordi.
Lo scrittore Nathan Zuckerman, fin dall’adolescenza affascinato dalla vincente solarità dello Svedese, sente la necessità di narrarne la caduta. E ciò che racconta è il rovesciamento della pastorale americana: un grottesco Giudizio Universale in cui i Levov, e i lettori, assistono al crollo dell’utopia dei giusti, al trionfo della rabbia cieca e innata dell’America.

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Le correzioni – Jonathan Franzen

Le correzioni (Einaudi tascabili. Letteratura Vol. 1110) di [Franzen, Jonathan] «Lo si sentiva nell’aria: qualcosa di terribile stava per succedere». Enid e Alfred Lambert trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l’uno in preda ai sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare, l’altra con il desiderio, ormai diventato scopo di vita, di radunare per un «ultimo» Natale i tre figli allevati secondo le regole e i valori dell’America del dopoguerra, attenti a «correggere» ogni deviazione dal «giusto». Gary, dirigente di banca, vittima di una depressione strisciante e di una moglie infantile; Chip che ha perso il posto all’università per «comportamento sessuale scorretto»; Denise, chef di successo con una vita privata, secondo i canoni dei Lambert, molto discutibile. Il temporale annunciato spazzerà via molte cose di valore ma ne restituirà altre piú limpide. Un grande romanzo che si legge d’un fiato, ricco di umorismo e umanità e al tempo stesso duramente critico verso la società contemporanea e i suoi pochi, incerti valori. Impossibile non riconoscere che i Lambert siamo noi: in un momento della nostra vita, in qualsiasi luogo del primo mondo.

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I Buddenbrook – Thomas Mann

I Buddenbrook: Decadenza di una famiglia (Oscar classici moderni Vol. 80) di [Mann, Thomas]È la storia dell’ascesa e del declino di una famiglia della borghesia mercantile del sec. XIX, titolare a Lubecca di una ditta di cereali, fondata nel 1768. La vicenda si intreccia introno alla vita dei primogeniti di quattro generazioni: Johann senior, Johann-Jean junior, Thomas e Hanno. Il romanzo si apre con un pranzo dato dal vecchio Johann per inaugurare la nuova sede della ditta. Le fortune della famiglia aumentano, Johann junior diventa console dei Paesi Bassi, Thomas senatore. Thomas acquista una nuova sede ancora più prestigiosa dell’altra, ma i germi della decadenza diventano sempre più evidenti. Christian, fratello minore di Thomas, muore in sanatorio; la sorella Tony passa da un matrimonio all’altro, l’ultimo erede Hanno muore infine di tifo.

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I fratelli Karamazov – Fedor Dostoevskij

I fratelli Karamazov (eNewton Classici) di [Dostoevskij, Fëdor Michajlovic]Unanimemente considerata tra le opere più alte della letteratura russa e di tutto l’Ottocento europeo, I fratelli Karamazov è l’ultima fatica di Dostoevskij. Pubblicato in parte, tra il 1879 e il 1880, sul «Messaggero Russo», vide la luce nella sua forma integrale nel 1880. Al centro della narrazione le vicende della famiglia Karamazov, padre e quattro figli, di cui uno illegittimo e tre nati da madri diverse, tutte precocemente scomparse. Aleksej, Dmitrij, Ivan e Smerdjakov si muovono circondati da un teatro di personaggi altrettanto cruciali e determinanti, non solo ai fini della narrazione ma anche ai fini del perfetto equilibrio su cui l’architettura del romanzo è costruita. È la storia di un parricidio, è la storia di una schiera di anime alla ricerca della verità e di una salvezza possibile, tutta spirituale, che l’autore cuce addosso al suo Aleksej, illuminandolo sin dalle primissime pagine di una luce forte e ostinata, che è propria solo degli “eroi”.

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Gita al faro – Virginia Woolf

Gita al Faro (eNewton Classici) di [Woolf, Virginia]Quando, nel 1925, Virginia Woolf si accinse a scrivere Gita al Faro era decisamente giunta alla soglia della maturità artistica: in questa sua opera riuscì infatti mirabilmente a mostrare il suo sapiente dominio delle possibilità del monologo interiore e la straordinaria capacità di muoversi liberamente tra il flusso delle coscienze dei personaggi. Con tutta la sua avvolgente bellezza, questo romanzo è una commossa elegia all’Assenza: assenza innanzitutto della madre, morta quando la Woolf aveva solo tredici anni, lasciandole un vuoto incolmabile. Ed è proprio tale immagine cara a legare le diverse solitudini dei protagonisti di questa rievocazione corale, tutti chiusi in un proprio mondo isolato da cui è difficile comunicare. Fluido e ritmato come il mare sotto il raggio ora breve ora lungo del Faro che fende l’oscurità della notte, il romanzo si impone al lettore con la forza della memoria, il fascino del ricordo, la voce struggente della nostalgia.

Che dite, vi piace come inizio? ❤
Alla prossima,
Simona

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7 pensieri riguardo “5 libri che voglio leggere #1

  1. I fratelli Karamazov li ho il lista anche io! 😍
    Appena leggi Thomas Mann fammi sapere! Sono un po’ curiosa!
    Anche la Montagna Incantata devi aggiungere! La letteratura straniera piace molto anche a me. Quella Russa, quella americana… A proposito.. Hai mai letto la lettera scarlatta, di Nathaniel Hawthorne? All’inizio é un po’ pesante.. Però quando lo finisci capisci che ne é valsa la pena.

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      1. Te l’ho detto, ma lo sai che in realtà non sono del tutto sicuro di averli letti? non me lo ricordo proprio! Eppure di Mann ho letto tutta la tetralogia di Giuseppe e la Montagna incantata… boh, resta un mistero! Forse lo dovrò leggere per la prima volta, non so… Buon pomeriggio 🙂

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