[Recensione] Crepuscolo – Kent Haruf

Buongiorno lettori carissimi,
buon Martedì a tutti voi! La recensione di oggi è per me speciale, perché mi permette di ritornare ad Holt, una cittadina immaginaria del Colorado dove ho lasciato un pezzo del mio cuore e dove tornare è sempre un immenso piacere.
Dopo aver recensito Canto della pianura ora è la volta di Crepuscolo – ultimo romanzo della serie pubblicato in Italia, ma secondo in ordine cronologico.

Crepuscolo.jpgSiamo a Holt, Colorado. La vita dei vecchi fratelli Harold e Raymond McPheron è cambiata da quando hanno accolto alla fattoria Victoria Roubideaux e la piccola Katie, ma ora la ragazza ha deciso di andare all’università e di trasferirsi a Fort Collins. A poca distanza dai McPheron vive DJ, un ragazzino orfano che si prende cura del nonno. DJ fa amicizia con Dena, la figlia della vicina, e la sua storia si lega a quella di Joy Rae e del fratello Richie, che vivono in una roulotte con la famiglia e sono a carico dei servizi sociali, sotto le cure attente di Rose Tyler. Come in Benedizione e in Canto della pianura, le vite dei protagonisti si intrecciano le une alle altre. E i lettori di Kent Haruf ritroveranno la sua voce lieve che qui ci parla dei tanti volti della crescita, quella frontiera che spesso appare invalicabile ma che a ogni età può essere superata solo vincendo la paura e ritrovando il desiderio di continuare il viaggio della vita.


Questo libro è per chi ama guardare la danza delle candele sul muro, per chi ascolta la “Pastorale” di Beethoven, per chi ricorda quando da bambini ci si arredava una stanza con tutto quello che si trovava in giro, e per chi è rimasto solo, al freddo, per tanto tempo, e oggi ha deciso di rimettersi in gioco e correre il rischio di diventare una persona diversa.

Risultati immagini per colorado cityNuovo viaggio, nuova avventura. A far da sfondo alle vicende sempre lei, Holt, città amata e odiata dove le vite dei protagonisti finiscono sempre per incastrarsi tra loro. Delle vecchie conoscenze ritroviamo i fratelli McPheron alle prese come di consueto con il bestiame e la cura dei campi. La loro vita è cambiata radicalmente dopo l’arrivo di Victoria Roubideax e di sua figlia Katie (nata alla fine di Canto della Pianura e simbolo incontrastato del trionfo della vita). In Crepuscolo escono “di scena” e le ritroviamo solamente nei capitoli dedicati ai fratelli che le hanno amorevolmente accolte nella loro casa in mezzo alla campagna. Victoria si è trasferita a Fort Collins per seguire dei corsi universitari e Katie ha iniziato una nuova vita lì: asilo, nuovi amici, nuove conoscenze. Il rapporto tra i McPheron e Victoria si è rafforzato ed è innegabile il bene che provano l’uno per l’altro.
In Crepuscolo sopraggiunge un elemento di rottura, qualcosa di imprevisto che turba gli equilibri di vite abitudinarie e le stravolge. Haruf come sempre è stato impeccabile nelle sue descrizioni, nel suo dire tanto con poco. Poche parole per esprimere un dolore, una perdita, il venir meno di qualcosa che c’è sempre stato. Poche parole dunque, ma essenziali – ma da Haruf non mi sarei potuta aspettare altro. Il suo stile è inconfondibile, la sua impronta è ben riconoscibile e conferisce ai sentimenti e alla storia una sfumatura unica, qualcosa che solo nei suoi libri è possibile trovare.
Tra le nuove conoscenze invece abbiamo personaggi di ogni tipo (anche in questo caso vengono prese in considerazione le varie fasi della vita): Incontriamo DJ, un ragazzino rimasto orfano che vive con il nonno e che porta sulle sue spalle il peso di una maturità sopraggiunta troppo in fretta; Conosciamo Dena e Emma, vicine di casa di DJ, rimaste a vivere con la madre dopo il trasferimento del padre in Alaska. Per questa famiglia di donne non sarà facile, soprattutto perché la madre delle ragazze ad un certo punto impazzisce, letteralmente. Haruf è bravissimo nel farci percepire la perdita come qualcosa di reale, come un pezzo del tuo corpo che si stacca e sai benissimo che non tornerà più al proprio posto. Ogni personaggio di Holt vive la perdita a modo suo. Altro esempio di famiglia in difficoltà sono i Wallace, che in Crepuscolo non se la passano affatto bene. Da tempo vivono in una roulotte adibita a casa, mensilmente ricevono dei buoni spesa da parte dei servizi sociali e, pur amando i propri figli, si rivelano incapaci di gestirli. Betty e Luther non sono due genitori esemplari: lei soffre di crisi di panico vere e proprie dovute alla perdita della sua prima figlia, Donna, portata via da adolescente dai servizi sociali. Luther non è né carne né pesce e non sono riuscita ad inquadrarlo: è pigro, non prende posizione, è costantemente in balia degli eventi. A fare le spese sono Joy Rae e Richie, i due figli della coppia. Il problema di questa famiglia non è la mancanza di affetto, perché sono sicura che Risultati immagini per holt coloradoa modo loro Betty e Luther vogliano bene ai propri figli. Il problema è la mancanza di attenzione, anche per le piccole cose. In particolare un’assistente sociale, Rose Tyler, prende a cuore le sorti di questa famiglia e diventa per loro un vero e proprio punto di riferimento. Avremo modo di apprezzare Rose in molti suoi aspetti e la conosceremo non solo come psicologa, ma anche come donna. I problemi con i Wallace sono legati anche allo zio di Betty, tale Hoyt Raines, un personaggio negativo che ai miei occhi è apparso come il parassita della situazione. Hoyt non ha uno scopo nella vita: non ama lavorare, non ha famiglia, non ha una fissa dimora. Scrocca come può, si ubriaca ed è estremamente violento. Credo che sia uno dei pochi personaggi di Haruf a non avere lati positivi (almeno io non ne ho trovati).

Crepuscolo mi è piaciuto molto. L’ho trovato più cupo, più torbido, più oscuro in certi suoi lati. Mentre in Canto della Pianura a trionfare è la vita, qui c’è una sorta di retrogusto amaro, qualcosa che non riesce ad andare bene fino in fondo. Haruf è sempre magistrale nella sua scrittura, anche qui ritroviamo la struttura corale che lo caratterizza, le voci dei suoi personaggi che si legano e crescono tutte insieme, come in un canto piano.
Crepuscolo è – dal punto di vista emotivo – più complesso da affrontare perché racchiude in sé più dolore, più sofferenza. In più di un’occasione mi sono ritrovata a commuovermi, incredula quando messa di fronte all’imprevedibilità e all’ineffabilità dell vita. Insieme a questi personaggi – che considero amici – ho vissuto un pezzo in più di vita anche io: c’ero quando DJ e Dena hanno ristrutturato una vecchia casa abbandonata; c’ero quando Victoria preparava la cena a Katie, Harold e Raymond; c’ero quando Rose ha dimostrato il suo buon cuore. Il grande pregio di Haruf è quello di far sentire il suo lettore parte della storia, un cittadino di Holt a tutti gli effetti, e di fronte a tanta semplice grandezza ogni parola in più è superflua, ogni aggiunta sarebbe inutile. Tutto ciò che c’è da dire viene detto, il resto è lasciato al lettore, al suo cuore e alla sua interpretazione. Haruf non giudica i suoi personaggi, non cerca di indottrinare il lettore in alcun modo: è il lettore a prendere la propria posizione, a farsi le proprie idee e ad immaginare un seguito per i suoi vecchi amici. Libri così andrebbero scritti più spesso, l’ho già detto?

Ovviamente vi consiglio di leggere Canto della Pianura prima e Crepusocolo poi. Holt e i suoi abitanti hanno molto da darvi. Se apprezzate le scritture sintetiche, dove il non detto è molto più di quello esplicitamente scritto, questa serie fa al caso vostro. Provare per credere : )
Il mio voto è di 4/5!
Alla prossima,
Simona

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3 pensieri riguardo “[Recensione] Crepuscolo – Kent Haruf

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