[Recensione] Il re dell’uvetta – Frederik Sjöberg

Buongiorno cari lettori,
e ben ritrovati!! Il 2017 è iniziato decisamente bene per quanto riguarda il fronte letture e ne sono immensamente soddisfatta. Ad aggiungersi alla lista di recensioni positive oggi arriva Frederik Sjöberg, autore già noto al pubblico per il successo ottenuto con la sua precedente pubblicazione, L’arte di collezionare mosche.

il re dell'uvetta.jpgRacconto di viaggio, meditazione filosofica, trattato di storia naturale, biografia: il nuovo libro, originale e inclassificabile, dell’autore di “L’arte di collezionare mosche”, uno dei casi editoriali dell’anno passato in Italia, tra i migliori libri del 2015 per il New York Times.«Perché uno non si arrende? Cos’è quel desiderio che lo spinge?» Eccentrico ricercatore, collezionista e narratore della natura e dei personaggi straordinari che l’hanno esplorata, Fredrik Sjöberg ci accompagna in un viaggio alla scoperta dell’inafferrabile Gustaf Eisen. Zoologo, pittore, archeologo, fotografo, leggendario esperto di lombrichi in Svezia e pioniere della coltivazione dell’uvetta in California, Eisen ha vissuto le sue mille vite a cavallo tra Otto e Novecento incarnando il tipico genio universale del Rinascimento. Un fuoriclasse delle scienze e delle arti che è stato consulente di Darwin, ha insegnato a dipingere a Strindberg, e ha affascinato la moglie di William Randolph Hearst, raccogliendo per lei in Guatemala la più ricca collezione di tessuti maya al mondo. Un inarrestabile globetrotter che ha fondato il Sequoia National Park – dove è sepolto, ai piedi del monte che porta il suo nome – ed è riuscito a trovare il Santo Graal, un calice d’argento di Antiochia oggi conservato al Met di New York. Setacciando luoghi sperduti e fonti rarissime, Sjöberg ricompone le avventure di questo formidabile eppure sconosciuto outsider, che ha compiuto studi impareggiabili immergendosi in passioni bizzarre, dettagli curiosi, trovando nell’apparentemente piccolo l’infinitamente grande. Ed è così che Eisen diventa un suo alter ego d’eccezione, in un gioco di specchi ricco di humour e aneddoti affabulatori con cui Sjöberg si interroga sulla propria passione per tutto ciò che solletica la sete di nuove conoscenze: il gusto della sfida e di scoprire inedite fonti di bellezza, l’inquieta ricerca di un’unicità a se stessi e agli altri. E realizza un inclassificabile racconto sul rapporto tra l’uomo e il mondo. 



eisenIl re dell’uvetta
è un libro eclettico che comprende in sé numerosi generi letterari: si spazia infatti dalla biografia/autobiografia alla narrativa di viaggio, dalla riflessione filosofica al trattato di storia naturale. In questo libro non c’è una trama univoca, ma i fatti vengono rappresentati da un flusso di pensieri riportati a galla dall’autore in questa o quella circostanza. Ci ritroviamo a viaggiare per il mondo (in particolare in America) insieme a Gustaf Eisen, grande scienziato, naturalista e artista dalla vita sempre molto attiva. Lo studioso svedese, famoso per le sue ricerche sui lombrichi, è dotato di una personalità sfaccettata e, nel corso della sua vita, si interessa agli argomenti più impensabili: lombrichi, coltivazione dell’uva sultanina, lavorazione del vetro, vermi, alghe, antichi calici e tessuti maya. Eisen condusse una vita attiva, sempre alla ricerca di qualcosa da studiare e collezionare. La sua figura è estremamente affascinante, così come la prosa dell’autore che ripercorre i suoi passi: Sjöberg è un narratore provetto, talvolta fin troppo pieno di sé, ma sempre piacevole da leggere. Accanto alla biografia di Eisen si dipana la sua vita e in più di un’occasione ci sono salti temporali in cui ripercorriamo la sua infanzia, la sua passione per il collezionismo (in particolare di mosche), i suoi studi e i suoi viaggi. Sjöberg, proprio come Eisen, ha vissuto una vita ricca e all’insegna della scoperta e leggere delle sue imprese mi ha divertita parecchio.
papillonsE’la prima volta che mi capita di leggere un libro così originale e variegato, dove l’assenza di una trama vera e propria non penalizza la narrazione, ma al contrario la valorizza. Gli aneddoti e i fatti più interessanti si susseguono pagina dopo pagina e, giunti alla fine, si ha un quadro completo del pensiero dell’autore circa alcune questioni – ad esempio sull’arte moderna – e sul delicato rapporto che lo lega al suo conterraneo naturalista. Due uomini diversi, ma simili per certi aspetti. Due menti sempre attive, sul pezzo, pronte a mettersi in gioco. Non conoscevo Eisen, ma sono contenta di averlo fatto entrare nella mia vita e di aver scoperto qualcosa in più su di lui e sulla sua numerosa produzione artistica e naturalistica. Leggere questo libro è una vera e propria avventura, un viaggio nel tempo e nello spazio dove conosciamo personalità illustri, studiosi che hanno fatto la storia e hanno dato il loro nome a varie specie. Oltre ad Eisen, infatti, troviamo vari aneddotti e cenni alle vite di Darwin, Sven, Agassiz e tanti altri. Questi nomi a me non dicevano nulla – tranne Darwin, ovviamente – ma dopo aver letto Il re dell’uvetta ho ampliato le mie conoscenze e ho scoperto fatti e studi davvero interessanti.
Sicuramente recupererò anche L’arte di collezionare mosche, perché dire che Sjöberg mi ha affascinata non renderebbe giustizia all’effetto che quest’opera ha avuto su di me. Dopo una partenza in sordina l’autore – ed Eisen – si sono fatti strada nel mio cuore e hanno catturato il mio interesse e la mia totale attenzione. Non mi era mai capitato di leggere qualcosa di simile e sono contenta di averlo fatto. Provateci anche voi: uscire dagli schemi, di tanto in tanto fa bene e vi farà scoprire mondi inimmaginabili! Parola di Eisen (e se lo dice lui, credetegli!).
Il mio voto è di 4/5.
Alla prossima,
Simona


il re dell'uvetta.jpgIl re dell’uvetta – Frederik Sjoberg

Iperborea, 224 pp.
Traduzione di: Fulvio Ferrari
Nazione: Svezia
Collana: Narrativa
Copertina flessibile, € 16,00
In vendita da: Settembre 2016

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