[Recensione] La ragazza dei fiori di vetro – Tilar J.Mazzeo

Buongiorno a tutti, lettori carissimi!
Quello che sto per consigliarvi oggi è un libro speciale che ho avuto la fortuna immensa di scoprire nei giorni scorsi e che merita di essere conosciuto da tutti quanti voi. Sto parlando de La ragazza dei fiori di vetro di Tilar J.Mazzeo, edito da Piemme e già disponibile nelle librerie e negli store online. Perché questa storia mi ha profondamente colpita? Continuate a leggere e lo scoprirete.

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La ragazza dei fiori di vetro – Tilar J.Mazzeo
Piemme, pp. 336
Traduzione di: Elena Cantoni
Collana: Voci
Cartonato con sovraccoperta, € 18,50
In vendita da: Gennaio 2017

Erano ormai migliaia i nomi scritti su sottili cartine da sigaretta. Una lista di oltre 2.000 nomi di bambini ebrei con accanto le identità false che li avrebbero salvati. Da quando i nazisti avevano creato il ghetto di Varsavia, Irena aveva convinto i loro genitori ad affidarglieli per nasconderli presso famiglie cattoliche o conventi in tutta la città e la campagna. A guerra finita l’archivio, come lo chiamava lei, sarebbe servito a restituire ai bambini la loro identità. Pochissime persone erano al corrente dell’esistenza di quelle liste, erano informazioni troppo pericolose da condividere. Il giorno in cui viene prelevata e condotta al quartier generale della Gestapo di Varsavia, Irena è terrorizzata. Nell’autunno del 1943, nella Polonia occupata dai nazisti, e forse in tutta Europa, non esisteva un posto più spaventoso di quello. Tutti sapevano cosa succedeva là dentro, e lei pregava di farcela a reggere alla tortura, di non tradire nessuno. Molte vite dipendevano da lei. I suoi compagni della rete clandestina, il suo amato Adam, anch’egli nella resistenza, tutti i polacchi che offrivano il loro aiuto. E soprattutto i bambini. Solo lei poteva decifrare quegli elenchi e se le fosse successo qualcosa, tutto sarebbe andato perduto.  Mentre l’auto si avvicinava alla sua lugubre destinazione, Irena pensava che doveva farcela, l’aveva promesso a quei genitori che erano saliti sui treni per Treblinka con l’unico sollievo di aver messo in salvo i loro figli. Ancora non sapeva che solo quell’esercito di bambini indifesi e nascosti poteva salvarla.


Risultati immagini per giorno della memoriaIl Giorno della Memoria si avvicina e quest’anno, tra le varie uscite proposte dalle case editrici, c’è un libro in particolare che mi sento a tutti voi di consigliare. Questo libro può essere definito una biografia romanzata e focalizza la sua attenzione sulla vita di una donna straordinaria e coraggiosa che ha salvato migliaia di vite innocenti strappandole ad una morte brutale e spietata. L’autrice ripercorre in modo fedele la storia della Polonia, un Paese sottovalutato e di cui nei libri ho sempre sentito parlare molto poco: tra le pagine di questa meravigliosa testimonianza viaggiamo a ritroso, fino agli albori della civiltà, quando Varsavia era composta solamente da un esiguo numero di case e persone. In questa città ha inizio anche la storia di Irena, una storia che sarà segnata da eventi tragici e importanti e che la vedrà sempre in prima linea nella lotta contro il nazismo. Irena nasce in una famiglia cristiana, ma nonostante ciò trascorre la maggior parte del suo tempo con ragazzi ebrei: i suoi amici dell’Università, i suoi professori, i vicini di casa. Quando le prime leggi antisemite e l’esercito tedesco arrivano in Polonia lo shock iniziale è tanto: gli ebrei vengono privati lentamente di ogni forma di libertà, devono circolare per le strade con una fascia sul braccio su cui simboleggia la stella di David (in modo da essere riconoscibili) e da un giorno all’altro vengono divisi dai polacchi cristiani e chiusi all’interno del ghetto. Successivamente un muro viene innalzato tra il ghetto e il resto della città con la scusa di proteggere le persone al di fuori dall’epidemia di tifo che si è scatenata tra gli ebrei. Irena – nome in codice Jolanta – riesce ad ottenere un permesso falso che le consente di entrare ed uscire dal ghetto, e quello che trova dall’altra parte del muro è a dir poco mostruoso: appartamenti sovraffollati, persone che muoiono di fame, bambini ridotti in miseria per le strade alla ricerca disperata di una razione di cibo. Gli orrori che si sono verificati in quegli anni sono per me irriproducibili su carta, sono talmente tremendi ed atroci che anche solo scriverne mi fa venire i brividi. Irena è un’assistente sociale, ma è anche un’attivista che opera nella resistenza polacca: insieme ad un coraggioso gruppo di persone per anni ha lavorato in segreto, correndo rischi indicibili, per portare in salvo bambini dal ghetto e procurare loro documenti falsi “da ariani”. Questo libro rappresenta un grido di protesta, è la dimostrazione che tante persone insieme possono fare la differenza anche di fronte ad un male infinitamente più grande di loro. Oltre ad Irena conosciamo altri attivisti che operano in segreto nelle retrovie e negli scantinati di Varsavia, uomini e donne intrepidi che hanno lottato fino alla fine per un bene superiore mettendo a rischio se stessi e le proprie famiglie. Le leggi tedesche a proposito dell’aiuto nei confronti degli ebrei erano severissime: chiunque fosse stato sorpreso ad aiutare un ebreo sarebbe stato fucilato insieme a tutta la sua famiglia. Pensate a queste leggi tremende e pensate poi a tutte le persone che hanno deciso di mettersi in gioco e di sfidare il regime, di lottare per la vita e per la dignità di altri esseri umani. Irena è stata uno dei perni centrali della resistenza polacca, un punto di riferimento tra gli attivisti e non solo. Immaginate una ragazza minuta, alta poco più di un metro e cinquanta, che con la sua forza di volontà è riuscita non solo a trasportare cibo e soldi nel ghetto, ma anche ad organizzare fughe e trovare sistemazioni per più di 2500 bambini. Trarre in salvo qualcuno dal ghetto non era facile: innanzitutto bisognava assistere alle tremende scene di separazione tra i genitori ed i figli, poi c’era la necessità di trovare dei documenti credibili e, soprattutto, una sistemazione che garantisse ai bambini la sicurezza necessaria. Provate solo ad immaginare quante persone furono coinvolte in queste attività illecite (tra di esse anche numerosi funzionari politici). Leggendo questo libro non ho solo scoperto la vita di una donna straordinaria, ma anche quella di un popolo straordinario, un popolo che si è difeso come ha potuto e che, nel suo piccolo, ha resistito fino all’ultimo. Il tragico epilogo di quasi tutta la popolazione ebrea purtroppo lo conosciamo, ma quello che vorrei qui sottolineare è che ci sono persone che hanno fatto di tutto per salvare vite innocenti, che hanno lottato giorno e notte instancabilmente per proteggere chi ne aveva bisogno. Irena Sendler è solo una delle tante voci che si sono alzate durante gli anni della resistenza, ma credetemi che a collaborare in questa fitta rete di organizzazioni erano davvero tantissime persone: dal prete all’insegnante, dal funzionario politico al commerciante, dall’infermiera agli studenti, tutti hanno contribuito al massimo delle loro forze e molti di loro purtroppo  non ce l’hanno fatta. Questo libro è duro da mandare giù, è una testimonianza che non risparmia al lettore i momenti più bui della storia dell’umanità, ma è anche un libro che per molti aspetti celebra la speranza, la voglia di vivere e di ribellarsi. Ogni tanto tra le righe leggiamo la testimonianza dei “bambini di Irena”, quei bambini ora diventati anziani che hanno avuto la possibilità di un futuro grazie a lei e a tutti gli attivisti ebrei e polacchi. Accanto alle vicende storiche abbiamo modo di conoscere anche il profilo personale di Irena, una donna non sempre irreprensibile nelle proprie scelte (che nonostante tutto sono sempre state dettate dal cuore): sposata in tenera età al giovane Mietek Sendler, ma segretamente innamorata di un suo compagno di Università ebreo, Adam Celnikier, che farà di tutto per salvare dalla furia tedesca. Non entro troppo nei dettagli perché di certo non è la componente sentimentale a far da padrona in questo contesto, però era doveroso per me citare questi due uomini così importanti per la vita della protagonista.
Dirvi che ho amato questo libro non è sufficiente per esprimere l’intensità con la quale mi sono tuffata tra le sue pagine: Una biografia accattivante e, a tratti, romanzata in cui l’autrice ha aggiunto ipotetici dialoghi e/o stati d’animo tra le parti in causa accanto ai fatti storici realmente accaduti; una biografia che racchiude in sé una numerosa coralità di voci che risuonano forti e chiare tra la desolazione di una città letteralmente rasa al suolo; uno stile accattivante e commovente accompagnato da un’accurata ricerca storica; una protagonista carismatica, intrepida, dal cuore infinitamente grande, che ha rischiato di essere uccisa dalle guardie tedesche e che ha subito stoicamente numerose torture, uscendone vittoriosa. Si, perché insieme alla resistenza Irena ce l’ha fatta, ha vinto e sconfitto il male, ha restituito dignità a tutti coloro a cui era stata strappata. Subito dopo la caduta del nazismo la Polonia ha visto incombere su di sé lo spettro del regime sovietico e altri anni duri sono seguiti a quelli della guerra, ma anche da questi Irena è riuscita ad uscire a testa alta. Si è spenta nel 2008 e ora riposa in pace a Varsavia, quella città per cui ha dato tutto e che custodirà per sempre il suo straordinario ricordo.
Risultati immagini per irena sendlerCuriosità:
– Nel 1965 Irena Sendler viene riconosciuta dallo Yad Vashem, l’Ente nazionale per la memoria della Shoah, come una dei Giusti (ogni generazione ha un numero di Giusti, persone che operano per un bene superiore) e in suo onore viene piantato un albero come riconoscimento per le sue opere di bene. Irena più volte sottolinea che non ha agito da sola e che, se è riuscita a fare tutto ciò che ha fatto, il merito va alla sua rete di collaboratori.
– Nel 1999 un professore americano mette in scena uno spettacolo teatrale, Life in a jar, dedicato alla vita di Irena. Il nome della rappresentazione si riferisce al modo in cui la donna è riuscita a salvare migliaia di vite, nascondendo le liste con i nomi di ogni bambino e la loro provenienza in un barattolo di vetro seppellito sotto un melo. Al termine della guerra il barattolo è stato dissotterrato e le liste contenute al suo interno hanno permesso a molti bambini di ritrovare una propria identità (purtroppo sono davvero pochi quelli che sono riusciti a ricongiungersi con le famiglie, quasi tutte sterminate nei campi di concentramento).

Cari lettori, il consiglio di oggi parte dal cuore e spero che raggiunga tutti voi: andate in libreria e concedetevi l’onore di conoscere e amare la storia di Irena Sendler. Non ve ne pentirete, ve lo prometto. Il mio voto non può che esserei di 5/5 stelle.
Alla prossima,
Simona

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