[Recensione] Spesso sono felice – Jens Christian Grøndahl

Buongiorno lettori carissimi,
buon Martedì a tutti voi! Oggi parliamo di un libro breve ma intenso pubblicato il mese scorso da Feltrinelli: Spesso sono felice di Jens Christian Grøndahl.

spesso-sono-feliceSpesso sono felice – Jens Christian Grøndahl
Feltrinelli, 102 pp.
Collana: I narratori
Traduzione di: Eva Kampmann
Brossura, € 12.00
In vendita da: Gennaio 2017

Può una donna decidere di cambiare vita a settant’anni? Secondo Ellinor, sì. Anche se ha sempre lasciato che fossero le circostanze a scegliere per lei, appena rimasta vedova abbandona gli agi di un quartiere di lusso di Copenaghen per tornare in quello operaio dove ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza. Il quartiere è cambiato: adesso ci sono prostitute, pusher e hipster, ma a lei non importa, le basta solo che dalle finestre della sua nuova casa si veda il portone di quella dove ha vissuto da bambina. In una lunga lettera alla sua migliore amica morta tanti anni prima, Ellinor fa il bilancio della propria vita, segnata da inganni e tradimenti, da dolori e lutti e da un grande, terribile segreto. Con una scrittura incisiva ed elegante, Jens Christian Grøndahl scava nel profondo dell’animo femminile restituendoci, attraverso l’appassionante ritratto di una donna al di fuori dagli schemi, un affresco della borghesia di oggi. Il ritratto di un matrimonio, un libro sull’amore e sulle relazioni famigliari. Il ritorno in grande stile di uno dei migliori autori europei contemporanei.


WhatsApp Image 2017-02-13 at 20.40.51.jpegSpesso sono felice è un vero e proprio balsamo per l’anima, un libro poetico che si legge in una manciata di ore e che farà sicuramente breccia nei vostri cuori. Voce narrante è Ellinor, un’anziana signora che si ritrova a fare il punto della sua vita dopo la morte del marito, Georg. Ellinor si rivolge in questa lettera alla sua amica Anna, morta prematuramente durante un incidente sciistico sulle Dolomiti trent’anni prima. Particolari sono i legami che l’autore ha creato tra i personaggi: Anna infatti era la moglie di Georg e con lui ha messo al mondo due gemelli, Stefan e Morten; Ellinor invece era sposata con un giovane e intraprendente marinaio, Henning.
Ci incamminiamo sul viale dei ricordi insieme alla protagonista, che tra flashback e digressioni ci fa ripercorrere un passato all’insegna dell’amicizia, dell’affetto, ma anche delle incomprensioni e dei dubbi. Ellinor ci racconta la sua infanzia, la sua indipendenza, il primo incontro con quello che poi sarebbe diventato suo marito e tantissimi altri aneddoti circa la sua vita ricca e movimentata. Insieme a lei conosciamo più da vicino Anna e Georg, diventati con il tempo amici inseparabili e compagni di avventure. Ellinor ci travolge come un fiume in piena con i suoi racconti e le sue memorie, e ho adorato i continui salti temporali tra passato e presente. La donna che si accinge a scrivere questa lettera è ben diversa dalla giovane di trent’anni prima: è una donna matura, provata dal tempo e dagli eventi e a cui il destino ha riservato una strada inaspettata. Dopo la morte di Anna infatti Ellinor è diventata la compagna di Georg e ha cresciuto i gemelli come figli: li ha curati, coccolati e protetti, tenendo sempre bene a mente però di non essere la loro madre. Il presente si apre con la morte di Georg ed è proprio questo spiacevole evento a dare l’impulso ad Ellinor per scrivere la lettera alla sua amica. Scopriamo così una famiglia allargata ricca di segreti taciuti, di parole non dette, di nodi non sciolti. La protagonista si confida con la sua muta ascoltatrice e le apre il suo cuore, confessandole paure e segreti, idee e opinioni circa “i ragazzi”, diventati oramai uomini adulti.

Spesso sono felice, ma di pianger avrei gran voglia;
Ché nessun cuore appieno partecipa alla mia gioia.
Spesso son triste, eppure devo ridere,
E a tutti la trepida lacrima nascondere.
B.S. Ingemann

Dirvi di più riguardo questo libro è impossibile, considerato il suo esiguo numero di pagine. Ho trovato lo stile di questo autore danese davvero incantevole, melodico, evocativo. Grøndahl è riuscito pienamente nel suo intento di aprire una finestra su questa famiglia allargata ed è riuscito a mostrarci luci e ombre di ognuno dei suoi componenti. Il tema della vecchiaia ricorre spesso nei romanzi, ma mai come in questo caso sono riuscita ad apprezzarlo. Le pagine scorrono via una dopo l’altra e, tra ricordi e riflessioni, arrivare alla fine è un battito di ciglia. Non è da tutti riuscire a creare una storia così bella, intensa e malinconica e concentrarla in poco più di cento pagine – sicuramente recupererò altri romanzi di questo autore, perché lo trovo davvero bravissimo.
Adoro il catalogo Feltrinelli e Spesso sono felice è sicuramente uno dei titoli che più mi rimarranno impressi tra le letture del 2017. Siamo solo a Febbraio, lo so, ma quando ci si trova davanti a libri così belli ed intensi è difficile rimanere indifferenti.
Il mio consiglio è quello di correre in libreria e comprare questo romanzo, indipendentemente dalla vostra età e dai vostri gusti letterari: coccolatevi con questo piccolo gioiello danese, non ve ne pentirete. Il mio voto è di 4,5/5.
Alla prossima,
Simona
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