[Recensione] La gemella sbagliata – Ann Morgan

Buongiorno lettori,
un’altra settimana ha inizio ed io spero di riuscire a parlarvi di tutti i libri che ho letto in quest’ultimo periodo. Oggi scopriamo insieme una delle ultime uscite in casa Piemme: La gemella sbagliata di Ann Morgan.

la-gemella-sbagliata-coverLa gemella sbagliata – Ann Morgan
Edizioni Piemme, 396 pp.
Collana: Narrativa
Genere: Thriller psicologico
Brossura con alette, € 19,50
In vendita da: Gennaio 2017
Helen ed Ellie sono gemelle. Identiche. Almeno così le vedono gli altri. Ma le due bambine sanno che non è così: Helen è la leader, Ellie la spalla. Helen decide, Ellie obbedisce. Helen pretende, Ellie accetta. Helen inventa i giochi, Ellie partecipa. Finché Helen ne inventa uno un po’ troppo pericoloso: scambiarsi le parti. Solo per un giorno. Dai vestiti alla pettinatura ai modi di fare. Ed ecco che Ellie, con la treccia di Helen, comincia a spadroneggiare, mentre Helen si finge la sottomessa e spaventata Ellie. È divertente, le due bambine ridono da matte. Ci cascano tutti, perfino la mamma. Ma, alla sera, quando il gioco dovrebbe essere finito, e Helen pretende di tornare a essere se stessa, Ellie per la prima volta dice di no. Ormai è lei la leader. E non tornerà indietro. Da questo momento, per la vera Helen comincia l’incubo… Un capolavoro di suspense e inquietudine, che riesce a raccontare in modo straordinario la discesa agli inferi della protagonista, nonché la facilità con cui si possono manipolare le persone e distorcere la realtà. Perché non tutto è come sembra, anche nelle migliori famiglie, e in quella di Helen ed Ellie ci sono molti più segreti di quanti le bambine stesse possano immaginare. Al punto che un gioco innocente, forse, non è mai stato solo un gioco. Una lettura tesa e avvincente, che vi farà girare le pagine vorticosamente, e che fa di Ann Morgan una delle voci più sorprendenti del thriller psicologico.


DOVEVA ESSERE SOLO UN GIOCO…

WhatsApp Image 2017-02-18 at 10.18.31.jpegHelen ed Ellie sono due gemelle a prima vista identiche, due vere e proprie gocce d’acqua. A renderle riconoscibili (oltre alle diverse pettinature – treccia per la prima e codini per la seconda) sono i loro caratteri: Helen è autoritaria, mai inopportuna, una vera e propria leader. Ellie invece è debole, ingenua, sottomessa alla volontà e ai capricci della sorella. Tutto questo smette di esistere quando le due decidono di fare un gioco: scambiarsi di ruolo per un solo giorno e prendere in tutto e per tutto le sembianze dell’altra. Helen indossa la maglietta sporca della sorella, scioglie la sua treccia e assume l’aria sbadata tipica di Ellie; quest’ultima invece si cala inizialmente con fatica nel ruolo del capo, ma pian piano inizia ad interpretarlo sempre meglio, al punto da non voler più tornare ad essere la gemella sottomessa, quella sempre vittima di scherzi e di prese in giro. Da quel giorno niente per le due sarà più lo stesso, in particolare per Helen, che non riuscirà più a riappropriarsi della sua identità. La storia, per le prime 100 pagine, è a dir poco inquietante: assistiamo impotenti alla disperazione di Helen, alla sua incapacità di riprendere in mano la propria vita. La madre sembra non riconoscere le figlie e non crede mai alle proteste di Helen, liquidandola sempre con poche e sterili parole.
La narrazione si svolge tra passato e presente e sempre dal punto di vista di Helen. La donna del presente è fortemente provata, distrutta dall’alcol e da disturbi psicologici, da voci che la perseguitano e da veri e propri attacchi di panico.
Inizialmente non riuscivo a staccarmi dalle pagine di questo libro, ero combattuta tra l’ansia e la frustrazione, tra l’inquietudine e il fastidio nei confronti dell’intera famiglia e, in particolare, della madre delle gemelle. Dire che è un personaggio odioso sarebbe farle un complimento, perché è molto di più. Il contesto in cui Helen ed Ellie crescono non è dei più felici: il padre si è suicidato e da quel giorno la madre è stata risucchiata nel vortice della depressione, abbandonando le figlie a se stesse. Tutto ciò fino all’arrivo del nuovo compagno, Akela, che sembra farla rinascere dalle sue ceneri e riportarla alla luce. Sia nel passato che nel presente ho odiato profondamente questa donna, i suoi atteggiamenti deliranti, le sue manie e la sua ostinazione. Purtroppo, dopo le prime cento pagine, la storia va scemando e perde molto del suo fascino iniziale: ho avuto l’impressione che non succedesse nulla di significativo, tutte le mie aspettative circa l’ipotetica verità sono state disattese e l’elemento thriller è stato totalmente oscurato da quello psicologico.
whatsapp-image-2017-02-18-at-10-18-31-1La gemella sbagliata è senza dubbio un libro ben scritto, accattivante e disturbante allo stesso tempo, ma non è uno di quei thriller indimenticabili che ti lascia con il fiato sospeso, purtroppo. La storia si perde, l’inquietudine scompare e lascia il posto ad una narrazione puramente introspettiva che indaga sui rapporti umani e sui delicati legami familiari, ma che di thriller ha ben poco. Verso la fine non nego di essermi annoiata, ho letto gli ultimi capitoli con fatica e alla ricerca di quella scintilla che, purtroppo, non c’è stata. Mi dispiace immensamente dover dare questo giudizio, perché per come il libro era partito mi sarei aspettata uno sviluppo scoppiettante, un intreccio complesso e misterioso, una verità torbida e da svelare poco per volta. Purtroppo non sono stata pienamente soddisfatta, ho avuto come l’impressione che l’autrice, ad un certo punto, si sia persa per strada e, con lei, la storia e le protagoniste. Sicuramente a suo favore gioca uno stile fluido e pulito, non supportato però da una trama forte e credibile. In conclusione, consiglio la lettura di questo libro a chi ha voglia di qualcosa di fortemente introspettivo e psicologico, ma la sconsiglio a chi è esigente e a chi ha alte aspettative nei confronti del thriller.
Il mio voto è di 3/5,
Alla prossima,
Simona

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