[Recensione] Il metodo 15/33 – Shannon Kirk

Buongiorno lettori cari,
siete pronti per una nuova giornata? Oggi vi parlo di un thriller spettacolare pubblicato recentemente da Rizzoli: Il metodo 15/33 di Shannon Kirk.

Il metodo 1533.jpgIl metodo 15/33 – Shannon Kirk
Rizzoli, 276 pp.
Collana: Narrativa
Genere: Thriller
Traduzione di: Bérénice Capatti
Copertina rigida, € 18.00
In vendita da: Febbraio 2017
Ha sedici anni, è incinta e vulnerabile, ed è appena stata rapita, scaraventata sul pianale di un furgoncino lurido. Dovrebbe essere terrorizzata, dovrebbe supplicare di essere liberata, ma non lo fa. Dal primo istante del suo sequestro, con freddezza, ha iniziato a pianificare la fuga, pregustando la vendetta. È metodica, calcolatrice, analitica; tutto ciò che scorge intorno a lei diventa una risorsa utile per il suo fine. Senza lasciare nulla al caso, sicura dei suoi tempi e delle sue mosse, aspetta il momento per colpire, e i rapitori si muovono ignari di avere tra le mani una fredda sociopatica. Gli agenti dell’FBI Roger Liu e la sua compagna Lola devono fare in fretta, ma per salvare chi? La vittima o l’aggressore? La linea che li separa, infatti, si assottiglia sempre di più.


Ultimamente i thriller psicologici mi attraggono moltissimo e nel mio radar di lettrice accanita non poteva mancare un libro accattivante e ricco di fascino come Il metodo 15/33.
La Rizzoli dimostra ancora una volta di essere dotata di un fiuto eccezionale per le proposte editoriali, infatti il thriller della Kirk è entrato sin dalle primissime pagine nella lista dei miei preferiti in assoluto. Cos’ha questo libro di così speciale? Innanzitutto è originale e ben congegnato, la protagonista sa il fatto suo ed è irresistibile nella sua spietatezza e nel suo autocontrollo e, ciliegina sulla torta, l’autrice sa come catturare l’attenzione del lettore grazie ad una prosa fluida e incalzante, costellata di suspense e adrenalina dalla prima all’ultima pagina. Gli elementi essenziali per decretare il successo di questo thriller ci sono tutti, non sono riuscita a trovare un solo difetto nella trama e nel modo in cui è stata sviluppata e raccontata. La protagonista è una giovane sedicenne incinta che viene rapita e rinchiusa all’interno di una fattoria sperduta nell’Indiana. Quello che i rapitori non sanno, però, è che il suo cervello non funziona come quello delle altre persone e che la ragazza è in grado di spegnere le emozioni con la sola forza di volontà e non solo, perché è anche capace di escogitare la più feroce delle vendette rimanendo impassibile e fingendosi WhatsApp Image 2017-02-27 at 19.01.55.jpegsottomessa per gran parte della prigionia. Il metodo 15/33 deve il suo nome alle “risorse” che la protagonista individua negli oggetti che la circondano all’interno della stanza in cui è rinchiusa: tutto ciò che si trova attorno a lei può trasformarsi in una potenziale arma per ottenere la sua vendetta. Avrete sicuramente capito che ci troviamo di fronte ad una badass girl che non ha paura di uccidere e che farà di tutto per salvare la sua vita e quella del bambino che porta in grembo. Accanto alla storyline principale troviamo inoltre i fatti narrati dal punto di vista dell’investigatore dell’FBI Roger Liu, specialista nel settore rapimenti e accompagnato nelle varie indagini da Lola, una partner che incute timore e sa decisamente il fatto suo. Entrambi i POV sono narrati in prima persona e i personaggi rivivono il rapimento a distanza di quindici anni, lasciando al lettore quelle che potrebbero essere definite “le memorie” di un evento così grande e devastante.
All’interno del libro niente è quello che sembra, per cui aspettatevi colpi di scena e suspense, due degli ingredienti principali di questa storia. Dirvi che ho amato la protagonista non rende giustizia: ho amato la sua diversità, il suo essere spietata e calcolatrice, la sua mente contorta e torbida. Amo i personaggi così, che si svelano poco per volta e che non sono mai scontati e banali. La nostra eroina è cinica, vendicativa, spegne e accende le proprie emozioni con facilità, sa cosa fare per trarsi in salvo dalla situazione in cui si trova e, pur essendo all’ottavo mese di gravidanza dimostra di essere combattiva e agile. L’ispettore Liu, dal canto suo, è un tassello importante per la storia e per lo svolgimento dei fatti, ed è interessante osservare la situazione dal suo punto di vista.
Tutto di questo libro è riuscito a catturarmi e a tenermi col fiato sospeso. Lo stile dell’autrice è adeguato e incisivo, la Kirk è riuscita a descrivere alla perfezione il funzionamento della mente della protagonista e ad incastrare i vari eventi con coerenza e credibilità. Un esordio da brivido che rimane impresso nella mente e a cui continuerete a pensare anche dopo aver girato l’ultima pagina. Semplicemente perfetto. Il mio voto è di 5/5. Alla prossima,
Simona

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