[Recensione] Le buone intenzioni – Kate Tempest

Buon pomeriggio lettori!
La recensione che sto per proporvi non è stata facile da scrivere, ve lo preannuncio. Il libro di cui vi parlerò a breve è così devastante che esprimere la miriade di emozioni che è riuscito a trasmettermi non è stata un’impresa da poco. Era da tempo che non mi capitava sotto mano una lettura del genere, sono felice di aver scoperto questa autrice e questo romanzo.
Sto parlando de Le buone intenzioni di Kate Tempest, edito da Frassinelli.

Le buone intenzioniLe buone intenzioni – Kate Tempest
Frassinelli, 336 pagine.
Collana: Narrativa
Cartonato con sovraccoperta, € 18.50
In vendita da: Marzo 2017
Tutto inizia dentro una macchina che sta lasciando Londra: a bordo due ragazze, Harry e Becky, un ragazzo, Leon, e una borsa piena di soldi. Stanno scappando. Becky è una ballerina che per arrotondare fa la massaggiatrice; e sta scappando dal mondo vuoto dello spettacolo, dalle scarpe coi tacchi, dagli incontri negli alberghi, dalla gelosia asfissiante del suo ragazzo. Harry, invece, spaccia. Di giorno ai manager degli uffici di Londra centro, di sera nelle stesse feste della Londra glamour in cui Becky cerca di conoscere qualcuno di importante. E scappa dalla cocaina, e dai giri pericolosi e violenti in cui, chi fa un lavoro come il suo, inevitabilmente finisce. Leon è «il miglior amico e il socio in affari di Harry». E anche lui, come Harry, scappa da una vita che non sopporta più. E tutti e tre scappano dalle loro ambizioni frustrate, dalle loro famiglie ingrigite, dalle loro vite precarie, dalla noia senza redenzione di Londra Sud. Da quella macchina, nel corso del romanzo, guarderemo indietro, scopriremo quali sono i mattoni che hanno costruito le vite di Harry, Becky e Leon, e vedremo come, purtroppo, non sempre le buone intenzioni portano a prendere le decisioni giuste.


WhatsApp Image 2017-03-28 at 19.17.50.jpegLe buone intenzioni è un libro che non ha paura di chiamare le cose con il proprio nome, è un libro che arriva come un pugno nello stomaco, inaspettato e improvviso, e quello che lascia nel lettore, dopo aver girato l’ultima pagina, è un profondo senso di incompiuto, di inafferrabile, di qualcosa che ci è sfuggito dalle mani. Imbattersi in una scrittura come quella della Tempest non capita tutti i giorni, le sue parole sono crude, per nulla edulcorate come ci potremmo aspettare all’interno di un romanzo. L’autrice parla senza utilizzare mezze misure, è lì che riproduce meticolosamente una realtà degradata, fatta di droghe, alcol, sesso e disperazione. I protagonisti, tre giovani londinesi, sono lì che cercano di migliorare la propria vita, ognuno di loro è animato dalle intenzioni migliori, ma queste non sempre sono sufficienti. Non basta desiderare di essere qualcun altro, per diventarlo. Non bastano le speranze, i sacrifici, i sogni: la realtà non si cambia con uno schiocco di dita e, semplicemente, a volte ha la meglio su di noi. Mi sono avvicinata a questa storia con circospezione, dopo aver letto le parole della traduttrice – Simona Vinci – sapevo che non sarei andata incontro ad una lettura di facile comprensione e, difatti, così è stato. Ho centellinato pagina dopo pagina, andando avanti senza troppa fretta, senza sapere cosa sarebbe successo a Becky, Harry e Leon e timorosa di scoprirlo. Ognuno di questi ragazzi conduce una vita che non è quella che sogna: Becky sogna di diventare una ballerina professionista e invece deve accontentarsi di apparire in qualche video clip musicale e, per arrotondare e sopravvivere, nel tempo libero fa la “massaggiatrice privata” negli hotel. Harry invece spaccia droga a cantanti, attori e imprenditori , ma il suo sogno è quello di aprire un centro sociale dove le persone in difficoltà possono riunirsi e condividere la propria esperienza con altre persone. Leon è il migliore amico di Harry, il suo braccio destro, colui che la affianca in ogni serata, in ogni situazione e in ogni progetto: anche lui sogna di investire nel centro sociale, dedicandosi al settore della ristorazione. Tutti e tre i protagonisti ambiscono ad una vita diversa, migliore rispetto a quella condotta finora nei sobborghi londinesi, tra locali malfamati, vicoli putridi e fumo, alcol, droga.

La scrittura di Kate Tempest è come un dipinto, è una riproduzione nitida della realtà vissuta dagli abitanti dei quartieri sud di Londra, mi è sembrato di essere lì pur non essendoci mai stata. L’autrice, secondo me, è riuscita ad esprimere alla perfezione il senso di disagio dei protagonisti, il loro ambire a qualcosa di più alto, il loro bisogno di cambiamento. Speranze e sogni vengono disattesi, perché si sa che la vita non regala niente, ma nonostante questa consapevolezza i protagonisti ci provano ugualmente. L’autrice ha una visione particolare del mondo ed è riuscita a spiazzarmi. Mi sono fermata, guardata attorno, guardata all’interno: i buoni libri fanno questo, fanno riflettere e ti sottopongono a domande continue, e Kate Tempest è riuscita a farmi interrogare, a farmi mettere in discussione, e scusate se è poco.
Quella de Le buone intenzioni non è stata, ripeto, una lettura semplice: a volte mi perdevo tra le righe, a volte tra i pensieri dei protagonisti, a volte dovevo chiudere e passare avanti perché non riuscivo a proseguire. Non vi nascondo che è stata una lettura travagliata, vissuta dalla prima all’ultima parola, nel bene e nel male. L’amaro in bocca c’è, come in tutte quelle storie che riproducono più o meno fedelmente uno spaccato di vita vera, ma c’è anche un senso di libertà, quella a cui agognano i tre protagonisti del romanzo e quella a cui, in un modo o nell’altro, agogniamo tutti noi costantemente. Consiglio la lettura di questo romanzo a chi non ha paura di affrontare la realtà nuda e cruda, a chi ha bisogno di storie vere che graffiano il cuore e strizzano lo stomaco. Kate Tempest è stata una scoperta magnifica, un’autrice di cui leggerò sicuramente altro e che porterò sempre con me.
Il mio voto è di 4/5.
Alla prossima,
Simona

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Un pensiero riguardo “[Recensione] Le buone intenzioni – Kate Tempest

  1. Bravissima Kate Tempest, notevolissima anche come rapper, autrice di un paio di dischi dove esprime stupendamente le sue qualità di poetessa di razza ( vincitrice di numerosi premi) .

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