[Recensione] Ma liberaci dal male – Costantino D’Orazio

Buongiorno carissimi lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Oggi vi propongo la recensione di un libro che mi sta particolarmente a cuore, sia perché è ambientato nella mia amata Roma, sia perché ho avuto modo di conoscere e scambiare due chiacchiere con l’autore, Costantino D’Orazio, una persona preparatissima e sinceramente appassionata all’arte e alla scrittura. Ma liberaci dal male esce proprio oggi in libreria e nei migliori store online ed io non posso che consigliarvene la lettura. Perché? Continuate a leggere per scoprirlo!

Ma liberaci dal maleMa liberaci dal male – Costantino D’Orazio
Sperling&Kupfer, 352 pagine
Collana: Gialli e Thriller
Cartonato con sovraccoperta, € 16,90
In vendita da: Maggio 2017
Alle prime luci dell’alba, mentre Roma sta ancora dormendo, una giovane donna si gode per l’ultima volta la bellezza mozzafiato dei monumenti, i rumori della Città Eterna, l’invadente ironia di un centurione che ha appena iniziato la sua recita quotidiana. Anche lei, di lì a poche ore, dovrà cambiare i suoi abiti e calcare un nuovo palcoscenico. Non è una fede profonda a spingerla in questo viaggio, ma la ricerca della serenità: quella che si può trovare solo tra le spesse mura di un convento di clausura, dove la vita scivola senza imprevisti e senza paure. O almeno, così crede lei. Accolta nella piccola comunità monastica dei Santi Quattro Coronati, Virginia cerca di adeguarsi ai rituali, alla preghiera e al silenzio. Ma è un silenzio carico di tensione, dove risuonano, insistenti, pensieri e ricordi che sperava di lasciarsi alle spalle insieme al suo passato. Una quiete apparente, che amplifica la stonatura di certi dettagli intorno a lei: ferite sul corpo e nel viso delle suore, piccoli tic che loro cercano di celare, ma non sfuggono al suo occhio vigile e inquieto. Tra queste nuove e indecifrabili compagne, Virginia cerca conforto nell’arte, di cui è appassionata sin da bambina grazie ai racconti di suo padre: il monastero dei Santi Quattro è una continua sorpresa, ma persino l’arte sembra suscitarle soltanto nuovi interrogativi. Soprattutto quando in convento arriva un giovane studioso, che coinvolge la ragazza nella ricerca di una stanza segreta, custodita gelosamente da secoli nell’angolo più oscuro del convento. Il sospetto e la reticenza delle monache non fermano Virginia, che è convinta di trovare lì le risposte a tutte le domande che sente pesare su quel luogo e sulla sua vita. Come se il monastero proteggesse un enigma indicibile, il cuore del male. L’arte si tinge di suspense nel primo romanzo di Costantino D’Orazio. Una storia di finzione ambientata in un luogo reale, uno dei più affascinanti segreti di Roma, dove il mistero accresce la magia della pittura. Una storia in cui esplorare l’arte equivale a esplorare la vita.


Mescolare realtà ed elementi fittizi non è semplice e, decisamente, non è alla portata di tutti. Per riuscire nell’impresa occorre documentarsi alla perfezione sul periodo storico o sul luogo prescelto, creare dei personaggi credibili ed inserirli in maniera coerente all’interno della narrazione, creare una continuità tra realtà e finzione senza eccedere o cadere nella banalità. Questa premessa per dirvi che Costantino D’Orazio è uno dei pochi autori ad avermi colpita positivamente sotto questo punto di vista: la protagonista del suo romanzo, la giovane Virginia, si cala alla perfezione nel ruolo che l’autore ha stabilito per lei e, con la sua spigliatezza e la sua curiosità, ci porta alla scoperta di uno dei luoghi più belli e interessanti di Roma, la Basilica dei Santi Quattro Coronati. Perfetto per gli amanti del mistero, Ma liberaci dal male è un thriller che sa decisamente catturare l’attenzione e, tra storia e creatività, riesce nell’intento di accendere la curiosità del lettore e di invogliarlo a visitare il luogo in cui la narrazione si svolge, un luogo che – in questo caso – rappresenta una vera e propria culla per la cultura medievale, un luogo le cui mura sono il frutto di secoli e secoli di storia e di influenze di culture differenti. Impossibile non rimanere affascinati dalle descrizioni riportate all’interno del libro, descrizioni che non solo riproducono fedelmente il contesto storico in cui la Basilica è nata e tutti i successivi sviluppi, ma che riproducono anche in maniera chiara e intensa lo stato d’animo e le perplessità della protagonista, i dubbi che accompagnano una scelta importante come quella di prendere i voti ed entrare a far parte della vita monastica di clausura. L’elemento che più ho apprezzato di questo romanzo è la perfetta coesione tra fittizio e reale, tra le scelte personali di Virginia e le vicende della Basilica: l’autore è riuscito a catturare la mia attenzione su entrambi i fronti e, credetemi, non riuscivo a mettere giù il libro talmente ero curiosa di scoprire cosa sarebbe successo nel corso della storia. Grazie a Costantino D’Orazio ho conosciuto più da vicino la vita delle suore di clausura, una vita fatta di regole rigide e di preghiera, di abnegazione e, spesso, di solitudine. Virginia è una protagonista fantastica, una forza della natura che con il suo carattere e la sua tenacia è riuscita a conquistarmi, spero vivamente di poter leggere altri romanzi dedicati alle sue avventure e ai suoi viaggi all’interno dei luoghi più misteriosi e belli d’Italia. Accanto a lei, che indubbiamente è il centro intorno a cui si sviluppa la vicenda, ci sono personaggi secondari altrettanto importanti e ben tratteggiati, anch’essi resi più reali dall’autore e, chi più chi meno, importanti ai fini della narrazione. Sicuramente merita di essere citato Andrea Rizzuto, un giovane che apparentemente cerca rifugio spirituale all’interno della Basilica ma che, come scopriremo nel corso della lettura, è in realtà un ricercatore e uno storico dell’arte convinto che all’interno della struttura sia nascosta una stanza, chiamata Aula Gotica, che racchiude in sé affreschi che testimonierebbero la presenza dell’arte medioevale a Roma prima che ad Assisi, come tutti credono.
Ma liberaci dal male è il romanzo perfetto per gli amanti dell’arte, del thriller e della narrazione ricercata, dove nulla è lasciato al caso e dove la fantasia di un autore colto e preparato riesce comunque ad emergere: si, perché il finale che D’Orazio ci riserva è inaspettato, fa riflettere in più di un modo ed è, senza dubbio, originale. Potrete apprezzarlo o meno, ma riconoscerete senz’altro che l’autore ci sa fare, che è dotato del giusto spirito critico e d’osservazione utile in romanzi di questo tipo e utile, soprattutto, per riuscire a mettere su una storia dove realtà e fantasia si intrecciano e creano un connubio per nulla noioso o scontato, ma al contrario interessante dall’inizio alla fine.
La preparazione dell’autore è notevole, sentirlo parlare di persona poi è ancora meglio. Vi racconto in breve l’esperienza a cui ho avuto il piacere di prendere parte lo scorso Mercoledì 26 Aprile alla Basilica dei Santi Quattro Coronati di Roma:

ss_ Quattro Coronati.jpg

  • Insieme ad un gruppo di persone (saremmo stati in tutto 15) ci siamo addentrati all’interno della Basilica, un luogo di pace e serenità situato sul Celio, uno dei sette colli romani. Anche solo da fuori si respira un’aria di sacralità e si ha la sensazione netta e precisa di varcare la soglia di un edificio antico e ricco di storia e di arte. Mi sono sentita avvolgere dal mistero e dalla curiosità, un pò come Virginia quando è arrivata per la prima volta nei pressi della Basilica, in una piovosa mattinata autunnale.

Oratorio quattrocoronati.jpg

  • Il primo luogo che abbiamo visitato è l’Oratorio della Basilica, una stanza ricca di affreschi a sfondo perlopiù religioso. Insieme all’autore abbiamo ricostruito il significato e la presunta origine di ogni disegno, analizzando il tutto non solo dal punto di vista artistico, ma anche dal punto di vista storico-politico.

chiostro quattrocoronati.jpg

  • Dopodiché ci siamo spostati al chiostro, il luogo più bello della Basilica (dopo l’Aula Gotica). Qui abbiamo osservato il giardino meticolosamente curato che vedete in foto e l’autore ha portato alla nostra attenzione quello che è conosciuto come il gioco del chiostro (elemento presente, tra l’altro, all’interno del romanzo e che dunque ho scoperto con ancora più piacere).
  • Infine abbiamo visitato il luogo più bello e misterioso di tutta la Basilica: l’Aula Gotica, di cui purtroppo non posso mostrarvi nulla perché era vietato scattare fotografie. Quello che posso dirvi, però, è che si tratta di una stanza magnificamente affrescata situata in cima alla torre principale, una stanza talmente bella da togliere il fiato. Con noi, oltre all’autore, c’era una guida esperta del posto che ci ha spiegato una ad una tutte le immagini presenti e il loro significato. L’Aula Gotica, a differenza dell’Oratorio, è ricca di affreschi laici: ad esempio sono raffigurati i dodici mesi dell’anno, i vizi e le virtù, le quattro stagioni. E’stupefacente notare la bellezza dei colori, l’importanza dei dettagli – come l’espressione di un viso, o la posizione delle immagini. L’Aula Gotica è un vero e proprio gioiellino, vi consiglio di visitarla perché vi rimarrà impressa per sempre nel cuore e nella mente. In generale, visitate la Basilica dei Santi Quattro Coronati: è un’esperienza che, almeno una volta nella vita, merita di essere vissuta. La fortuna ha fatto sì che quel giorno fosse presente nella struttura la restauratrice dell’Aula Gotica, Francesca Matera, che si è rivelata una persona disponibile e ci ha raccontato la sua esperienza all’interno della sala: ci ha mostrato varie immagini dell’Aula Gotica e ci ha spiegato tutti i processi di lavorazione che sono stati effettuati per riportare alla luce gli affreschi rimasti sepolti e sconosciuti per oltre settecento anni. E’stato a dir poco affascinante sentirla parlare e poter scoprire qualche curiosità in più riguardo questo luogo straordinario.

Insomma, cari lettori, non potete non leggere il nuovo romanzo di Costantino D’Orazio! Spero di avervi invogliati alla lettura e, perché no, a visitare la Basilica dei Santi Quattro Coronati a Roma – sono sicura che, se deciderete di leggere il libro, l’autore saprà convincervi ancora meglio! Il mio voto al libro è di 4/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

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