[Intervista] – Conosciamo meglio Jill Santopolo!

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!!
Oggi vi propongo l’intervista fatta a Jill Santopolo, autrice che mi ha conquistata con il suo romanzo Il giorno che aspettiamo ( QUI la mia recensione) e che è stata così gentile e carina da rispondere ad alcune domande che volevo farle per conoscerla meglio.

Il giorno che aspettiamo
Ve l’ho già detto, ma ve lo ribadisco: leggete il romanzo di questa straordinaria autrice, io l’ho eletto come miglior libro del mese – 5 stelle meritatissime – quindi non potete farvelo sfuggire. Grazie alla casa editrice Nord per aver portato in Italia una storia così bella e ben scritta!

Conosciamo meglio… Jill Santopolo!

Jill Santopolo

Jill Santopolo è cresciuta a Hewlett, nello Stato di New York. Dopo aver conseguito la laurea in Letteratura inglese alla Columbia University, ha iniziato una brillante carriera nel mondo dell’editoria e adesso è direttore editoriale della Philomel Books, un imprint del Penguin Group. Il giorno che aspettiamo è il suo esordio nella narrativa ed è diventato un caso editoriale ancora prima della pubblicazione.


1)Iniziamo con una domanda personale: chi è Jill Santopolo nella vita di tutti i giorni? Come ami trascorrere il tuo tempo libero??

JS: Nella vita di tutti i giorni… beh, mi sento come se fossi un giocoliere che cerca di tenere più palle in aria contemporaneamente. Sono il direttore editoriale di un imprint della Penguin, lavoro sui libri delle altre persone e, inoltre, sono una professoressa aggiunta – leggo le tesi degli studenti. In più sono una scrittrice e promuovo i miei libri, oltre a cercare di far andare le cose come devono a casa – è un pò pazzo, lo so.
Quando ho realmente del tempo libero adoro correre a Central Park, visitare musei, andare a teatro e rilassarmi in spiaggia con un libro. Davvero, vorrei che ogni giornata fosse composta da 48 ore, invece che 24.

2) Hai lasciato alle spalle, come Lucy, una relazione importante. Quanto della tua esperienza c’è nella storia dei due protagonisti, Lucy e Gabe?

JS: Il giorno che aspettiamo è emotivamente autobiografico. Lucy prova tante delle emozioni che anch’io ho provato, ma la sua storia non è la mia e la sua relazione non è basata su nessuna delle relazioni che ho avuto io.

3) Nel romanzo ci sono numerosi riferimenti a Shakespeare e, in generale, a molti autori della letteratura inglese. Le loro opere hanno influenzato il tuo approccio alla scrittura? Se sì, quali in particolare?

JS: Mi sono laureata in letteratura inglese quando ero alla Columbia University (in realtà ho studiato anche un poco di letteratura spagnola) e una delle professoresse ci disse che, se qualcuno di noi avesse desiderato intraprendere la strada della scrittura, la cosa migliore che avremmo potuto fare era leggere tutto ciò che potevamo. Ci disse anche che scrivere sarebbe stato possibile solo se avessimo visto ciò che era stato fatto da coloro che ci hanno preceduti. In questo senso, penso che ogni cosa che abbia letto mi abbia, in un modo o nell’altro, influenzato – e mi abbia insegnato a raccontare una storia, a descrivere un’emozione, a narrare ciò che è interessante e convincente.
All’Università ho analizzato lo stile di scrittura di diversi autori, provando a immaginare e capire il modo in cui hanno usato elementi differenti per creare le loro storie e penso che studiare in questo modo mi abbia fornito gli elementi necessari che ho utilizzato per raccontare questa storia.

4) Il romanzo si sofferma spesso sul tema del destino e del libero arbitrio. Qual è la tua opinione a riguardo? Credi che le nostre scelte dipendano da noi o che tutto, in qualche modo, sia già stato scritto?

JS: Questa è una domanda difficile – penso che dovrei scrivere qualche altro libro a riguardo prima di poter capire definitivamente cosa ne penso. Immagino però che ci sia un elemento legato al destino e alla possibilità,  e anche un altro elemento legato alle nostre scelte. Penso che certe cose sfuggano al nostro controllo, ma possiamo comunque controllare le nostre reazioni ad esse, e le scelte che facciamo portano la nostra vita in questa o in quell’altra direzione. Immagino che la storia di Lucy e Gabe sarebbe potuta finire diversamente se, all’inizio, i due avessero fatto delle scelte differenti.

5) Altro argomento chiavo del romanzo è l’attacco terroristico alle Torri Gemelle del 2001. Che ricordo hai di quel terribile giorno?

JS: Molto simile a quello di Gabe e Lucy nel romanzo, all’epoca ero una studentessa alla Columbia University e, l’11 Settembre 2001, stavo frequentando una lezione su Shakespeare. La lezione era cominciata prima dell’attacco terroristico e non abbiamo saputo nulla fino alla sua fine – circa un’ora e mezza dopo. Il mondo era cambiato mentre noi stavamo studiando Shakespeare. Ricordo l’orrore e la paura e il dolore mentre realizzavo che la vita è veramente fugace. Potrebbe finire in qualsiasi momento. Ricordo anche come noi newyorchesi ci siamo riuniti in seguito come una comunità, persone provenienti da posti differenti, con esperienze e vite diverse, ci siamo unificati diventando un unico gruppo dove ci supportavamo l’un l’altro. Questa manifestazione di solidarietà mi ha fatto amare New York come mai prima – l’attacco terroristico ha tirato fuori il peggio dell’umanità, ma allo stesso tempo anche il suo meglio.

6) Stai già lavorando al prossimo romanzo? Se sì, puoi svelarci qualche piccolo dettaglio a riguardo?

JS: Si, sto lavorando ad un nuovo romanzo! Sono ancora nella fase iniziale, ma anch’esso sarà un libro che tratterà di amore e perdita. Questa volta, però, oltre alla componente romantica – e ad un altro triangolo amoroso – ci sarà anche una parte della storia dedicata ad una donna e a suo padre e al loro straordinario legame. Adoro davvero raccontare i vari modi in cui l’amore può manifestarsi tra le persone, e sono felice di rifarlo in questa nuova storia.

7) Grazie per essere stata con noi e per aver risposto a queste domande, ma soprattutto grazie per averci donato un libro così bello e ricco di emozioni. Non lo dimenticherò mai.

JS: Il piacere è stato mio! Sono così felice che Il giorno che aspettiamo ti abbia così emozionata e coinvolta. Significa molto per me quando i lettori mi dicono queste cose.

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