[Blogtour] Il rifugio delle ginestre – Elisabetta Bricca

Buongiorno lettori e benvenuti alla prima tappa del blogtour dedicato a Il rifugio delle ginestre, romanzo d’esordio di Elisabetta Bricca per Garzanti, disponibile in libreria e nei migliori store online a partire da Giovedì 8 Giugno. Scopriamolo più da vicino insieme!

Il rifugio delle ginestreIl rifugio delle ginestre – Elisabetta Bricca
Garzanti, 208 pagine
Collana: Narratori Moderni
Cartonato con sovraccoperta, € 16,90
In vendita da: Giugno 2017

È una calda mattina d’estate sulle colline umbre e nell’aria aleggia un profumo inconfondibile di rose e lavanda. Sveva è solo una bambina e sta correndo felice nei campi non lontani da casa. Al collo il suo ciondolo preferito. Non è un ciondolo qualsiasi: racchiude una piccola radice di ginestra, il fiore della forza e dell’attaccamento alle proprie origini, simbolo di un passato che le parla di tradizioni popolari e antiche leggende.
Ormai sono passati anni da allora e Sveva non crede più in quelle storie. Da quando si è trasferita a Roma per fare la copywriter in un’agenzia di grande successo, ha preferito lasciarsi alle spalle quel passato ingombrante in cui non si riconosce più.
Eppure, è in quel casale della sua infanzia, pieno di ricordi e segreti nascosti, che ora deve tornare. Gliel’ha fatto promettere sua madre. Sua madre che, prima di morire, riesce solo a rivelarle che lì potrà trovare piccole tracce in grado di condurla a suo padre. Quel padre che Sveva non ha mai conosciuto. Per lei non c’è altra scelta che partire. E non appena arriva in quella terra dove è ancora la natura a dettar legge, il ciondolo recupera la sua antica forza e le ricorda che solo qui potrà trovare le risposte alle tante domande su sé stessa e sulle proprie origini che la tormentano da anni. Ora, Sveva è pronta a cercare e conoscere la verità. Per lei è finalmente arrivato il momento di chiudere una volta per tutte con il presente e guardare al futuro con occhi nuovi. Ha bisogno di recuperare le proprie radici e sentirsi di nuovo a casa proprio in quel luogo che conserva echi di amicizie autentiche e di amori che superano la prova del tempo. Perché non è mai troppo tardi per scegliere ancora la vita e l’amore, anche se a volte sembrano lontani e inafferrabili.

VOTO COVER: 4/5
VOTO TITOLO: 4/5


briccacard1.pngIl rifugio delle ginestre è un romanzo che ha catturato la mia attenzione sin da subito, così come accade con la maggior parte dei libri pubblicati da Garzanti. La copertina è stupenda, proprio come titolo e trama. Adoro i romanzi di questo tipo, fatti di tradizioni popolari e leggende, di ciondoli, piante e fiori, di sentimenti veri.
Garzanti è l’editore che, da questo punto di vista, mi soddisfa maggiormente: ogni storia di questo tipo che propone è a dir poco magica, come se fosse uscita da un’altra epoca.
Il rifugio delle ginestre è la lettura giusta per iniziare al meglio l’estate! Vi lascio qualche estratto qui di seguito, sono sicura che vi invoglierà ad acquistarlo. Resistere è impossibile!!

Colline umbre
Si addormenta e sogna sentieri bianchi e sterrati, e il respiro della sua anima innocente nel soffio della primavera e tra le braccia di Malvina. Senza pensare. Né a sua madre né a suo padre. Dorme, semplicemente, come la bambina che è, su lenzuola odorose di spigo. Si sveglia di colpo, quando si accorge che un’ape le sta ronzando nell’orecchio. Il riflesso nella stanza ora è d’ambra. Si alza dal letto, si avvicina alla finestra e scosta le tende. Un tramonto rosso come una ciliegia matura ammanta le colline. Sulla ghiaia che ricopre il viale, un merlo zampetta beccando. Sveva intuisce che si tratta di una femmina perché non ha il becco giallo. Glielo ha detto Malvina. Così come le ha insegnato a distinguere i rondoni dalle rondini, che tagliano il cielo per raggiungere i nidi che hanno costruito sotto la grondaia del tetto del casale. Così come le ha insegnato a riconoscere le piante cattive da quelle buone, il bene dal male. Malvina, che vive nel casolare vicino, in fondo al sentiero ombreggiato dal bosco, indossa fazzoletti a fiori legati sotto il mento, c’è sempre quando ha bisogno di lei, e le raccoglie i capelli in due strette trecce assestandole scappellotti quando si ribella. Sveva si muove ancora assonnata. C’è un profumo soffice e caldo che proviene dal piano di sotto. Scende a piedi nudi.

All’inizio non sente né vede nulla. Poi un calore sempre più intenso si sprigiona dal ciondolo, come a sussurrarle una presenza che percepisce accanto a lei, ma che non riesce a definire. Nonostante il vento notturno, avverte il sudore bagnarle la nuca e lunghi brividi percorrerle la pelle nuda delle braccia. Per un attimo, solo un attimo, ha paura. Cerca con la mano libera quella della donna e la stringe nella sua. Malvina la sostiene. Le scosta i capelli dal viso, le sfiora con un bacio gli occhi chiusi. Sveva respira profumo di lavanda e di sapone bianco. «Malvina…» sussurra con gli occhi ancora umidi di lacrime. «Ho sentito qualcosa, non lasciarmi. Ho paura…» La donna la solleva tra le braccia e le sussurra una nenia nell’orecchio per calmarla. Sveva si accoccola in braccio a lei, nascondendo il viso nella sua spalla. Il vento è cessato e le stelle incombono come sciami di lucciole sui campi intorno al casale.

Roma
Era autunno. Sveva camminava sotto un cielo grigio. Il cielo di quella che ormai era diventata la sua città. L’ospedale San Camillo era un cubo d’intonaco scrostato a cui quattro yucche spelacchiate sulla facciata cercavano di dare una sommaria forma di decoro. Entrò nell’atrio. Spense l’MP3 ma non tolse le cuffie e si diresse verso il reparto di oncologia. Salì le scale, imboccò la porta del secondo piano. Le pareti del corridoio erano giallognole, asettiche. C’era puzza di cloroformio. Una vecchia camminava a fatica sostenendosi con un deambulatore. Era sola, aveva la faccia di pergamena e piedi gonfi infilati a forza in pantofole troppo usate. Sorrise, mentre le passava accanto. Le brillava negli occhi un guizzo furbo, come quello di una bambina scoperta a fare qualche marachella. Sveva abbassò lo sguardo e andò oltre fino a fermarsi davanti alla porta della camera numero sette. Era socchiusa, la sospinse, entrò. Sua madre era sdraiata sul letto, le gambe coperte da un lenzuolo di cotone bianco. Le braccia distese lungo i fianchi e l’ago di una flebo conficcato nella pelle dell’avambraccio sinistro. I pochi capelli sulla testa erano chiari, sembravano morbidi come lanugine di agnello. Dormiva, sì. E il respiro le si gonfiava ritmicamente nel petto. E nel petto c’era un cuore. Un cuore che ancora batteva.

Acqua, foglie. Terra. Non avevano più significato per lei da tanto, troppo tempo. Aveva dimenticato di ascoltare sé stessa, aveva scordato la propria voce interiore. L’aveva soffocata. Il cemento aveva preso il posto del verde accecante dei campi. Una bambina strappata alla sua terra e portata in una grande città. Un’adolescente senza padre, con una madre hippie, fragile e insicura, bersaglio di compagni forti del suo bisogno d’amore. Una donna sola. Si era costruita una corazza per sopravvivere, aveva fatto della carriera il suo riscatto. Il suo modo per dire al mondo “guardate, eccomi qui. Guardate dove sono arrivata”. Eppure, c’era stato un tempo in cui aveva creduto nella magia, nel potere consolatorio della Natura. Il tempo dell’innocenza, dell’infanzia. Il tempo in cui tutto appariva semplice e le parole di Malvina le facevano bene al cuore. Da quanto non tornava al casale? “Ljuba è morta, il passato è morto da un pezzo. Non crederai ancora a quelle stronzate del grande albero e della magia? La verità è che sei sola e che non esiste altro che questo.” Si passò una mano tra i capelli, era stanca. Aveva sempre cercato di vivere il presente, i giorni si erano rincorsi, e di lei cosa era rimasto? Cosa era sopravvissuto di ciò che era stata? Della bambina che credeva nelle fate? D’istinto infilò di nuovo una mano nella tasca dei jeans e strinse tra le dita la foglia, la terra. Poi lo sentì: c’era, anche se faceva finta che non ci fosse. Non lo indossava più da tanto tempo, ma se lo portava sempre dietro. Nella tasca dei jeans, nel cappotto, nella borsa. Era come un ricordo che consolava, la memoria di ciò che era stato e di cosa avrebbe potuto essere, finché la vita non aveva preso il sopravvento. Il ciondolo, quel ciondolo, era tutto ciò che rimaneva del passato. Ma non aveva la forza, Sveva, di tirarlo fuori dalla tasca. Non aveva il coraggio di guardare la radice di ginestra, oltre la trasparenza del vetro. Sarebbe stato come riflettersi in uno specchio e capire che lei, ora, era altro. Eppure lo strinse tra le dita, ne sentì il calore. E seppe che avrebbe trovato la forza di reagire. Sollevò gli occhi verso il cielo che era ora di un azzurro limpidissimo. Non sempre ciò che non vediamo non esiste. “Malvina. Malvina, dove sei?”

briccacard2.png


Ho scelto per voi alcuni estratti dei primi capitoli, quelli che più mi hanno colpita e quelli che, secondo me, racchiudono in buona parte l’essenza del romanzo. Cosa ne pensate?? Vi piacciono??

Vi ricordo che ci sono ben 3 copie del libro che cercano casa!! Partecipare è facilissimo, dovrete cliccare sul link sottostante e seguire il regolamento previsto – su wordpress. com i moduli rafflecopter vengono visualizzati così, ma non temete, vi basterà un clic e verrete reindirizzati al form completo!!

a Rafflecopter giveaway

In bocca al lupo e buona lettura a tutti,
Simona


Non dimenticate di seguire le altre tappe. Di seguito il calendario completo:

Il rifugio delle ginestre_calendario

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8 thoughts on “[Blogtour] Il rifugio delle ginestre – Elisabetta Bricca

  1. Sono degli estratti bellissimi!
    Soprattutto sapere che Sveva nonostante tutto porti sempre con se il suo amuleto!
    La Garzanti crea sempre delle cover pazzesche e le trame sono davvero intriganti 😉
    Seguirò il blogtour con piacere!
    Seguo il blog come @rosypalazzo con la mail rosy.palazzo1612@gmail.com, su Facebook come Rosy Palazzo.
    Ho compilato il form 😉
    https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=898089793676086&id=100004252210765
    Grazie mille per l’opportunità 😉

    Mi piace

  2. Wow, mi attira tantissimo questo romanzo; qualche settimana fa vidi un’anteprima e mi colpì immediatamente, anche merito della meravigliosa cover. 😍 Gli estratti sono molto belli e incuriosiscono ulteriormente.
    Partecipo volentieri.
    Compilato il form con le informazioni richieste.
    Seguo i vari blog, tramite blogspot o wordpress, a seconda del caso, come Alexandra Scarlatto. I like alle varie pagine Facebook, sia della CE sia dei blog, c’erano già, se non si vedono faccio gli screenshot.
    Link di condivisione di questa tappa su Facebook (messa anche nel form):
    https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=469545246720814&id=100009960271401
    Indirizzo e-mail: hotstorm403@gmail.com

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  3. A primo impatto sembra davvero carino, intendo la cover, anche se magari non molto originale! La trama invece mi ha colpito subito! Sono curioso di leggere l’intera storia!
    partecipo volentieri!
    Luigi Dinardo
    luigi8421@yahoo.it

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  4. Wow ^_^
    Gli estratti che hai aggiunto in questa tappa sono molto emozionanti, mi è venuta la pelle d’ora nel leggerli 😦
    Sveva sembra una ragazza molta fragile, sono curiosa di conoscere la sua storia!!
    Concordo con te, la Garzanti pubblica delle cover meravigliose!!
    Questa è bellissima, inoltre io adoro i ciondoli, i fiori e la natura, quindi questo libro è già nel mio cuore!!
    Non vedo l’ora di leggere questo romanzo di un autrice per me sconosciuta, ma che promette molto bene!!
    Partecipo al BlogTour e al Giveaway!!
    Di seguito vi elenco le regole che ho rispettato nel form 🙂
    Seguo tutti i blog partecipanti al BlogTour con il nome: Elysa Pellino
    La mia email: mora_1993_@hotmail.it
    Ho il like a tutte le pagine Facebook dei blog partecipanti + alla pagina Facebook della casa editrice ” Garzanti Libri ” con il nome: Elysa Pellino
    Ho condiviso questa tappa su Facebook taggando la pagina del blog ” Salottodeilibri ” + 3 amiche 🙂
    LINK CONDIVISIONE: https://www.facebook.com/elysa.pellino/posts/10210155409015473?pnref=story
    – Ho completato il form in tutti i suoi campi 🙂
    Grazie per la partecipazione!!
    Buona Fortuna a Tutti ^_^
    ( Commenterò e Condividerò tutte le tappe )

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