[Recensione] Le pagine mai scritte del nostro amore – Felicity Hayes-McCoy

Buongiorno lettori e buon Lunedì!
Oggi vi porto alla scoperta di un romanzo delizioso che proprio non potete perdere se amate le storie di amicizia, solidarietà, dolore e rinascita. Sto parlando del romanzo dell’irlandese Felicity Hayes-McCoy recentemente pubblicato dalla casa editrice Tre60, Le pagine mai scritte del nostro amore. 

Le pagine mai scritte del nostro amoreLe pagine mai scritte del nostro amore – Felicity Hayes-McCoy
Tre60, 360 pagine
Traduzione di: Francesca Toticchi
Genere: Narrativa

Il tradimento del marito e il successivo divorzio hanno lasciato Hanna completamente svuotata. Londra è diventata troppo grande, troppo minacciosa per lei. Decide, così, di fuggire là dove sa che nulla è ostile e pericoloso: il suo paese natale, Lissbeg, sulla costa meridionale dell’Irlanda, un grappolo di case in riva all’oceano. Respirando a pieni polmoni l’aria salmastra e passeggiando sulla spiaggia, Hanna riesce a ritrovare un po’ di equilibrio. E poi c’è il lavoro nella minuscola biblioteca locale, che le dà conforto e le permette di entrare in confidenza con gli abitanti del paesino, che hanno accolto con curiosità, ma anche un pizzico di diffidenza, l’arrivo della «straniera».
Ma il dramma arriva anche a Lissbeg: le autorità minacciano di chiudere la biblioteca e Hanna si ritrova coinvolta in prima persona a difendere il cuore pulsante della comunità. Dovrà riscoprire in sé quell’animo battagliero che le difficoltà della vita avevano soffocato e convincere tutti ad aiutarla. Ma è forse troppo tardi per credere nel futuro? E se invece fossero proprio i libri il segreto per cambiare la sua vita?


E’forse troppo tardi per credere nel futuro?

MCCOYCARD1.pngLe pagine mai scritte del nostro amore è il romanzo perfetto per gli amanti delle storie scritte con garbo e dolcezza, quelle storie che non esplodono col botto ma che, tuttavia, riescono ugualmente a lasciare il segno. La storia di Hanna Casey e degli abitanti di Lissbeg, di Carrick, di Crossarra e di tutti i paesini dell’immaginaria penisola del Finfarran è una di quelle storie che si scoprono poco per volta, che si fanno apprezzare per i piccoli dettagli, per i gesti di solidarietà, per lo spirito di comunità e di salvaguardia che accomuna personalità e caratteri spesso diametralmente opposti. Leggere questo romanzo è stato per me un vero e proprio piacere, mi sono crogiolata al sole di fronte all’oceano e sotto i caldi raggi del sole, ho imparato a conoscere ed apprezzare i vari personaggi che l’autrice propone e, soprattutto, mi sono ritrovata a fantasticare su luoghi e ambienti che, pur non esistendo realmente, fanno comunque parte dell’idea che ho dell’Irlanda, un Paese che su di me ha sempre esercitato un forte fascino.
La protagonista indiscussa è Hanna Casey, la bibliotecaria di Lissbeg tornata al suo paesino d’origine dopo un matrimonio finito male con un ricco avvocato londinese. Hanna ritorna a vivere dalla madre, Mary, donna scontrosa e dal carattere pepato. Tra le due non mancano scintille e proprio questo alimenta il desiderio della protagonista di raggiungere un’indipendenza economica e di andare a vivere per conto suo.
MCCOYCARD2.pngDopo un inizio traballante – i primi capitoli non mi hanno convinta del tutto – la storia prende il largo e conosciamo più da vicino gli abitanti dei paesini del Finfarran e le loro attività commerciali: c’è chi gestisce una guesthouse, chi si occupa di ristorazione, chi fa il muratore e chi, ancora, il macellaio. Le piccole realtà indipendenti rischiano di finire in pasto agli squali a causa di un progetto governativo che vuole concentrare le attività in un centro specializzato per attirare turisti e guadagnarci sopra a discapito della povera gente, ma Hanna e gli abitanti dei paesi del Finfarran si rimboccheranno le maniche e daranno vita ad un progetto alternativo che punta, al contrario, a valorizzare le piccole attività e a promuovere il turismo anche nelle zone meno conosciute e sviluppate della penisola – che sono, poi, quelle più belle a livello di fauna e flora.
Il romanzo ruota principalmente attorno al progetto di Hanna e della comunità, alle strategie messe a punto da ogni singolo cittadino e alla fitta rete di legami e solidarietà che, conseguentemente, si sviluppa. La storia abbraccia inoltre la tematica legata alla vita privata di Hanna – tuttavia rimane però secondaria e marginale rispetto alla causa pubblica.
Lo stile dell’autrice rimane sempre pacato e sobrio, la narrazione risulta spesso appesantita dalle numerose descrizioni, ma nel complesso ho apprezzato il modo di scrivere della Hayes-McCoy. Di sicuro non ci troviamo di fronte ad un libro capace di stravolgere la nostra vita, però ne consiglio la lettura perché si tratta di una storia bella e rilassante che vale la pena conoscere. Ideale per iniziare al meglio la stagione estiva, nonostante le numerose descrizioni si divora in poco tempo e, superata la prima parte a mio giudizio poco convincente, ingrana la marcia e si fa sempre più interessante. Il mio voto finale è di 3,5/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

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