[Recensione] Nuvole di fango – Inge Schilperoord

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
L’articolo di oggi è dedicato ad uno degli ultimissimi arrivati in casa Fazi Editore, un romanzo dal forte impatto umano che non vi lascerà indifferenti. Sto parlando di Nuvole di fango, esordio letterario della psicologa forense Inge Schilperoord.

Nuvole di fangoNuvole di fango – Inge Schilperoord
Fazi Editore, 188 pagine
Collana: Le strade
Traduzione di: Stefano Musilli
Copertina flessibile, € 16,00 (cartaceo) – 11,99 € (ebook)
In vendita da: Luglio 2017

D’estate, in cerca di sollievo dal caldo, la tinca si immerge nella melma dei fondali. Quando poi torna a muoversi, inevitabilmente solleva una nuvola di fango. Come Jonathan: giovane dal passato segnato, ha bisogno di nascondersi, cerca di muoversi il meno possibile e, quando lo fa, solleva una nuvola torbida attorno a sé.
Trentenne attratto dalle bambine, Jonathan fa ritorno a casa dopo un periodo trascorso in carcere. La madre è una donna anziana e solitaria e il villaggio di pescatori in cui è cresciuto si sta svuotando. Non c’è quasi più nessuno. Jonathan non ha amici. Una casetta malmessa, il mare a due passi, il cielo sconfinato. Lui, la madre, il caldo estivo soffocante. L’unico barlume di normalità, l’unico attaccamento alla vita vera, è il prendersi cura degli altri: della madre, del cane e di una tinca che ha trovato, ferita, in un laghetto vicino casa. Ma le giornate di Jonathan prendono una piega inaspettata quando Elke, una bambina sempre sola che condivide con lui la passione per gli animali, sembra cercare la sua compagnia… Nuvole di fango è un viaggio vorticoso dentro una mente malata che lotta contro se stessa. Pagine ipnotiche, intrise di umanità, in cui ogni giudizio viene sospeso, costringendoci a vedere il mondo attraverso gli occhi di un criminale che cerca in tutti i modi di non cadere in tentazione. Non di nuovo. Nel suo sorprendente romanzo d’esordio, accolto dalla critica in maniera entusiastica, la psicologa Inge Schilperoord ha avuto l’audacia di indagare là dove la maggior parte delle persone non osa nemmeno avvicinarsi.


«Bellissimo. Un esordio straordinario».
The Telegraph

schilperoord1 (1).pngL’esordio letterario della psicologa Inge Schilperoord è dannatamente potente e la sua eco continua a risuonare dentro di me anche a distanza di parecchi giorni. La storia di Jonathan e della sua malattia è narrata in maniera sublime e l’autrice abbraccia contemporaneamente sia il lato clinico che quello umano della questione. Affrontare il tema della pedofilia è come decidere di attraversare a piedi un intero deserto. Impresa ardua in cui solo pochi riescono. Inge Schilperoord è una di quelle scrittrici che è riuscita a trattare egregiamente una tematica così spinosa, riuscendo ad umanizzare qualcuno che per ovvie ragioni andrebbe solamente condannato. La Schilperoord si approccia alla devianza che affligge Jonathan in maniera clinica, analizzando il suo grave disturbo della sessualità da un punto di vista strettamente psicologico. Vediamo così il protagonista affrontare esercizi e stilare schemi per riuscire a mantenere intatto il suo autocontrollo, lo vediamo ripetere in continuazione davanti allo specchio che ad essere cattivi sono i suoi pensieri, non lui. Lui è un ragazzo che, al contrario di quanto si possa credere, si prodiga per gli altri: si prende cura, infatti, dell’anziana e malata madre e di Milk, il cane di famiglia da tanti anni. Jonathan è fondamentalmente una persona molto sola, non ha amici o confidenti, le sue giornate si alternano tra il lavoro alla fabbrica del pesce del paese, le passeggiate con Milk e le incursioni al fiume dove può dedicarsi alla sua attività preferita: la pesca. Proprio durante una di queste giornate Jonathan trova sul fondo del fiume un esemplare di tinca tinca agonizzante e, preso dal bisogno di curarlo, decide di portarlo a casa con sé e di rimetterlo in sesto. La tinca, in questo romanzo, rappresenta l’alter ego del protagonista: questo tipo di pesce è solitario e tranquillo, perlopiù pacifico. In caso di pericolo si nasconde sotto il fango che giace sul letto del fiume e, con la coda, lo getta in direzione del pericolo (da qui il soprannome nuvola di fango). Jonathan è più o meno come la tinca: solitario e taciturno, se avverte del pericolo attiva dei meccanismi di difesa che spesso, come vedremo, sfuggono al suo controllo.
Il romanzo si apre con l’uscita di prigione di Jonathan, finito dentro con l’accusa di molestie e violenza sessuale ai danni di una bambina di appena dieci anni. Tornato a casa il ragazzo si applica quotidianamente negli esercizi che gli ha affidato lo psicologo del carcere e, per un buon periodo, riesce nell’intento di mantenere intatto il proprio self control. A mettere a dura prova la sua stabilità mentale sarà Elke, la piccola vicina di casa abbandonata a se stessa da una madre perennemente impegnata con il lavoro e da un padre che non si sa bene che fine abbia fatto. Elke è una bambina dolce e curiosa, amante degli animali più di ogni cosa al mondo. La piccola comincia pian pianino ad avvicinarsi a Jonathan, che dal suo canto la utilizza come cavia per i suoi esercizi. Stare accanto alla piccola è per lui fonte continua di tensione e i suoi nervi verranno messi a dura prova in un crescendo sempre più fitto. Nonostante i pensieri del protagonista schilperoord2siano deprecabili è impossibile odiarlo, perché l’autrice riesce a mostrarci tutti gli sforzi compiuti dalla sua mente per fermare quello che è un comportamento e un desiderio che esula dalla sua volontà. La Schilperoord ci porta all’interno della mente deviata e prova a spiegarci il suo funzionamento,il modo in cui Jonathan cerca di dare un freno alla sua malattia e tutti i conseguenti stati d’animo di disgusto e impotenza quando capisce di non esserne in grado. Jonathan è sopraffatto dai suoi istinti, dalla vicinanza di Elke, dai pensieri che irrimediabilmente lo perseguitano. Perché, nonostante tutto, non lo odiamo? Perché l’autrice ci mostra molto altro, ci mostra il suo lato umano, il suo desiderio di fare del bene e proteggere le vite altrui, i suoi sforzi di diventare una persona migliore. Inge Schilperoord non ci fa conoscere solamente “Jonathan il pedofilo”, ma ci offre un quadro completo della sua personalità, del suo prodigarsi per sfamare una bambina di dieci anni visibilmente deperita, dei suoi tentativi disperati di salvare la vita ad un pesce trovato agonizzante sul letto di un fiume, dei suoi quotidiani atti d’amore nei confronti dell’anziana madre. Jonathan è senza dubbio una persona malata, ma non è solo questo. L’autrice compie un’analisi lucida e razionale della mente umana e ci conduce nei meandri di una psiche disturbata, consapevole di esserlo e che, tuttavia, riesce a provare del rimorso e del disgusto per se stessa.
Trovo che questo libro sia di una bellezza unica, forte e potente come pochi altri romanzi sanno essere. Ho amato moltissimo lo stile narrativo dell’autrice, il suo sapersi soffermare sui dettagli importanti, tralasciando il resto. Credo che Nuvole di fango sia un romanzo che tutti dovrebbero leggere perché sensibilizza su un argomento scottante, è meravigliosamente narrato e si conclude lasciando in noi una sensazione di vuoto e di triste consapevolezza. Il mio voto non può che essere di 5/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

 

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