[Recensione] Figlie di Brooklyn – Jacqueline Woodson

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!!
Iniziamo la settimana con la recensione a Figlie di Brooklyn di Jacqueline Woodson, romanzo che mi è piaciuto moltissimo e che ha inaugurato la nuova collana di Edizioni Clichy dedicata alla letteratura americana – Rive Gauche.

Figlie di BrooklynFiglie di Brooklyn – Jacqueline Woodson
Edizioni Clichy, 168 pagine
Collana: Rive Gauche
Genere: Narrativa
Traduzione di: Tiziana Lo Porto
Brossura, € 15.00
In vendita da: Maggio 2017

New York, estate del ’73. August ha otto anni quando, con il padre e il fratello, si trasferisce dal Tennessee a Brooklyn per cominciare una nuova vita. Lì scopre la potenza e il conforto dell’amicizia femminile, affrontando di petto il passaggio dall’adolescenza in direzione dell’età adulta. Più di vent’anni dopo, August ripercorre con coraggio e gentilezza quegli anni, trovando nel ricordo la strada per prendersi cura della se stessa bambina. La voce di August risuona delle voci delle giovani eroine di Un albero cresce a Brooklyn di Betty Smith, La casa di Mango Street di Sandra Cisneros e Sula di Toni Morrison, che dell’infanzia mantengono la grazia con cui per la prima volta si esce di casa per guardare il mondo.


<< Woodson riesce a ricordare ciò che non può essere documentato, a evocare ciò che non può essere detto. Figlie di Brooklyn è un sinonimo della parola poesia.>>
Washington Post

WhatsApp Image 2017-07-22 at 10.49.44La letteratura americana ha da sempre esercitato su di me un grande fascino, quindi immaginate la mia gioia quando ho scoperto la nuova collana di Edizioni Clichy interamente dedicata a romanzi americani (ma non solo, poiché vengono trattati anche testi di non fiction) inediti in Italia. La prima proposta editoriale di questa nuova collana è Figlie di Brooklyn di Jacqueline Woodson, romanzo al femminile ambientato a New York agli inizi degli anni ’70. Protagonista e voce narrante della storia è August, una bambina che vive con il fratello e con il padre e sogna il mondo e l’avventura da dietro la finestra della sua camera. Il padre di August è un uomo rigido e per molto tempo proibisce ai figli di allontanarsi da casa, così i due fratelli sono costretti a osservare la vita che li circonda attraverso un vetro. August in particolare soffre molto per questa restrizione e, con la sua mente, sogna di poter uscire dalle quattro mura in cui vive e di entrare a far parte di un gruppo di ragazzine che vede spesso passare sotto la sua finestra e ridere complici. Con il tempo il suo desiderio diventa realtà e August può finalmente conoscere le tre ragazze su cui tanto ha fantasticato: Angela, Sylvia e Gigi.
Da quel momento la vita della protagonista cambia radicalmente e, insieme a lei, viviamo prime esperienze e nuove avventure, proviamo il brivido del proibito e il senso di appartenenza, capiamo meglio la condizione dei neri in america agli albori degli anni ’70 e, ancor meglio, la concezione delle donne nere all’interno della società.
Jacqueline Woodson descrive brillantemente gli usi e i costumi dell’epoca e ci fa vivere attraverso gli occhi di un’adolescente le convinzioni e i comportamenti di una società che per molti aspetti non era ancora evoluta ma, al contrario, viveva circondata da stereotipi di genere e di razza. August e le sue amiche crescono e diventano belle, spensierate, spericolate. L’autrice descrive vividamente e a colori la forza e l’irruenza di un’amicizia nata per caso, ma al tempo stesso ci offre uno spiraglio di riflessione perché ad un certo punto iniziamo a capire che qualcosa si incrina e le conseguenze sono tutte da scoprire pagina dopo pagina. La narrazione si alterna tra passato e presente, quando troviamo August e suo fratello in un locale dopo la morte del loro padre. In quella circostanza i due si lasciano andare a pensieri e riflessioni e, come è inevitabile, riportano alla mente un passato – non così passato – che ha lasciato impronte indelebili sulle loro vite. L’incontro con Angela in metropolitana sarà determinante per August e per le pieghe che prenderà la storia. Ho trovato la prosa di Jacqueline Woodson incisiva e, spesso, cruda. woodsoncard1L’autrice è riuscita a conquistarmi sin dalle prime righe grazie al suo stile semplice e tagliente e alla storia che, pur essendo inventata, porta con sé l’eco di fatti e situazioni realmente accaduti. Spero di leggere presto altri suoi romanzi, perché trovo che abbia molto da dire e raccontare. Figlie di Brookyln è un libro interessante e scorrevole che vi intrappolerà a sé e vi porterà alla scoperta di una realtà difficile, ma al tempo stesso intensa. E’un romanzo che, oltre ad analizzare alla perfezione il complicato e fragile rapporto di amicizia, si sofferma anche sull’importanza della famiglia e dell’educazione, sullo scottante tema di una società che spesso non è al passo con i tempi e rimane invischiata in convinzioni e stereotipi illogici, sulla necessità di trovare il proprio spazio nel  mondo e capire dove si vuole andare. Questo, per una ragazzina senza madre e costretta a crescere troppo in fretta, può non essere semplice, e la Woodson ce lo descrive con abilità e partecipazione, rendendo August un personaggio a cui è impossibile non affezionarsi. Come avrete capito consiglio la lettura di questo libro, soprattutto se come me amate la letteratura di questo tipo e siete alla costante ricerca di nuovi autori meritevoli, spesso ingiustamente trascurati e non presi in considerazione. Sono felice che Clichy stia dando voce a questi scrittori, vi consiglio di guardare il loro catalogo perché è ricco di romanzi meritevoli e interessanti – io ho già acquistato il secondo libro pubblicato nella collana Rive Gauche, Dovrei proteggerti da tutto questo di Nadja Spiegelmann – e non vedo l’ora di leggerlo. Sono sicura che non mi deluderà.
Il mio voto per Figlie di Brooklyn , invece,non può che essere di 5/5 stelline!
Alla prossima,
Simona

 

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