[Recensione] Wonder Woman. Warbringer – Leigh Bardugo

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Oggi, dopo tre giorni intensi trascorsi nella magnifica città di Venezia, torno da voi con la recensione ad un libro che mi è piaciuto davvero tantissimo. Sto parlando di Wonder Woman – Warbringer, romanzo pubblicato dalla Fabbri Editori e scritto dalla bravissima Leigh Bardugo. Come potete intuire dal titolo la storia segue le vicende di una delle eroine più amate di sempre, Wonder Woman. Siete pronti a conoscerla meglio?

wonder woman warbringer.pngWonder Woman. Warbringer – Leigh Bardugo
Fabbri Editori, 464 pagine
Collana: Narrativa
Genere: Fantasy young adult
Traduzione di: Maria Concetta Scotto di Santillo
Cartonato con sovraccoperta, € 19.00
In vendita da: Agosto 2017

Diana è una giovane principessa amazzone e vive su un’isola sperduta, protetta da quanto accade lontano da Themyscira, la sua casa. Alia è una ricca ragazza newyorkese, orfana di due famosi biologi. Due mondi agli antipodi, due vite completamente diverse… almeno fino a quando la nave di Alia naufraga proprio sulle coste amazzoni, e Diana la salva. Presto sull’isola iniziano a scatenarsi tempeste e terremoti e una strana febbre si diffonde tra le sue abitanti, spingendo Diana a consultare l’Oracolo. La sua rivelazione è sconcertante: Alia non è una giovane qualunque, bensì una Warbringer, ovvero l’erede della stirpe di Elena di Troia destinata a portare guerra e distruzione. Ucciderla o purificarla, queste sono le uniche alternative per salvare il pianeta. Prima come improbabili alleate e poi come amiche, le due ragazze si troveranno costrette loro malgrado a unire le forze e ad affrontare insieme nemici potenti e persino divinità antiche, nel tentativo di liberare Alia da questo terribile destino. E con lei il mondo intero.


Sorella in battaglia,
sarà la tua lama e il tuo scudo. Finché respiro, i tuoi nemici non avranno scampo. Finché vivo, la tua causa sarà la mia.

Wonder Woman è l’eroina per eccellenza, colei che ha accompagnato i sogni e l’infanzia di milioni di bambini (e, soprattutto, di bambine). In questo corposo romanzo abbiamo l’occasione di conoscerla più da vicino, di ammirare tramite i suoi occhi la magnificenza di Themyscira, l’isola greca nella quale risiede insieme alle amazzoni, sue sorelle da sempre e per sempre. Diana, questo il nome della nostra protagonista, è la figlia di Ippolita, regina delle amazzoni, ed è anche l’unica a non essersi guadagnata un posto tra le fila delle guerriere immortali. A differenza delle sue sorelle, infatti, Diana è un’amazzone per diritto di nascita ed è anche colei che erediterà il ruolo di regina dell’isola. Un compito arduo e non privo di ostacoli, come avremo modo di scoprire nel corso della lettura. Diana è una giovane guerriera alta e statuaria, ha una folta chioma di capelli neri ed è curiosa e intrepida al punto tale da mettere a rischio il suo popolo e l’isola in cui vive. Durante una gara di corsa, infatti, la giovane vede una goletta esplodere nel mare al confine con il mondo dei mortali e sente il grido di una ragazza, probabilmente sopravvissuta all’incidente. Senza pensarci su due volte Diana si getta in mare per soccorrere la sconosciuta, ed è in quel momento che tutto viene messo in discussione, che gli equilibri si spezzano e che la vicenda entra nel vivo. Diana soccorre Alia, una giovane mortale portatrice di guerra e di sofferenza. Tutto questo, però, Alia non lo sa e ovviamente non dipende da lei, ma dal sangue che le scorre nelle vene – il sangue di Elena di Troia, la prima Warbringer della storia dell’umanità. Diana e Alia decidono di intraprendere un’avventura per salvare non solo la vita di quest’ultima, ma addirittura le sorti del mondo intero. Quella che era partita come una coppia improbabile – l’amazzone immortale e la portatrice di guerra – diventa un duo affiatato e ben assortito, al quale progressivamente si aggiungono personaggi secondari mordaci e coraggiosi. Le avventure del gruppo di giovani eroi sono spassose e pericolose, le battaglie e i nemici sono dietro ogni angolo e la prudenza non è mai troppa. Accanto ai nemici mortali subentrano anche divinità antiche appartenenti alla mitologia greca, determinate più che mai a portare scompiglio e guerra nel mondo.

Ma su, venite più vicini a me nella mischia, perché vediate
quanto vigore si levi in cuore alle Amazzoni.
Anche la mia stirpe è guerriera.

Quinto di Smirne, Il seguito dell’Iliade

Wonder Woman è un romanzo affascinante che riesce a mescolare sapientemente i miti e le leggende con il progresso e la tecnologia, creando un mix irresistibile tra passato e presente. Diana e i suoi amici mortali provengono da mondi diversi, regolati da leggi diverse, ma questo non costituisce un ostacolo nel loro rapporto, che si evolve pagina dopo pagina fino a diventare una vera e propria amicizia. Ogni personaggio di questo romanzo è importante ai fini della narrazione e da ognuno di loro abbiamo qualcosa da imparare. Tenete gli occhi aperti, perché l’effetto sorpresa è dietro l’angolo e ci sarà più di un colpo di scena. Leigh Bardugo ha saputo dosare alla perfezione dialoghi, descrizioni e scene di lotta e il risultato finale è una storia che convince e funziona, che cattura l’attenzione e stabilisce un legame tra lettore e personaggi.
Come in ogni romanzo fantasy che si rispetti, anche in questo caso assistiamo alla lotta tra male e bene, tra forze opposte che combattono per obiettivi differenti. L’autrice pone all’attenzione del lettore tematiche attuali – come ad esempio la guerra – e le inserisce in un contesto fittizio fatto di divinità indulgenti, o al contrario, malevole, che interferiscono con le volontà degli uomini e che spesso decidono di abbandonare i loro regni per intervenire sulla scacchiera del  mondo dei mortali. Leggere Wonder Woman è come ripercorrere, per certi versi, alcuni passi dei grandi poemi greci – ad esempio l’Iliade – e riviverli sotto un’altra forma altrettanto avvincente e movimentata. Ogni personaggio lascia traccia di sé e ognuno di loro viene rappresentato nelle tante sfumature che caratterizzano l’essere umano – o, nel caso di Diana, l’essere immortale che sceglie di immolarsi per un bene superiore. L’amazzone guerriera rappresenta il sacrificio, il desiderio di combattere per qualcosa di più grande, il coraggio di mollare il proprio porto sicuro e di mettersi in gioco, consapevole di correre il rischio di perdere tutto. Diana è l’eroina per eccellenza, il bene incarnato nel corpo agile e snello di una guerriera intrepida che cerca il proprio posto nel mondo. Sì, perché se è vero che Diana agisce per il bene dell’umanità, alla base delle sue scelte c’è anche la volontà – più o meno inconsapevole – di riscattarsi nei confronti delle sue sorelle e di guadagnarsi a pieno titolo un posto tra le amazzoni. E’innegabile che Diana agisca anche mossa da questo desiderio, e come darle torto? Tutti siamo alla ricerca del nostro posto nel mondo, tutti cerchiamo di affermare la nostra identità e soprattutto, in quanto esseri umani, aneliamo all’accettazione da parte del prossimo. Diana è intrepida ed altruista, ma mostra la sua debolezza agendo anche egoisticamente, prendendo la missione del salvataggio di Alia e del mondo come obiettivo per dimostrare alle sue sorelle di essere alla loro altezza. Questa sua debolezza la rende umana, la pone al nostro livello e al livello dei suoi compagni di viaggio, i fratelli e le sorelle che si è scelta nel momento in cui ha deciso di imbarcarsi in questa avventura.
Wonder Woman è un libro che vale la pena di essere letto, soprattutto se amate questa eroina e avete voglia di conoscerla meglio. Recentemente è uscito nelle sale cinematografiche anche il film dedicato alla nostra Diana, quindi recuperate anche quello per completare l’insieme. Il mio voto finale è di 4/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

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