[Recensione] La metà che ho lasciato – Monica Carrillo

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Oggi parliamo di un romanzo dal grande potenziale che, però, non è riuscito a convincermi fino in fondo. Si tratta di La metà che ho lasciato, primo libro tradotto in Italia della spagnola Monica Carrillo.

La metà che ho lasciatoLa metà che ho lasciato – Monica Carrillo
Editrice Nord, 303 pagine
Collana: Narrativa
Genere: Narrativa
Traduzione di: Patrizia Spinato e Giorgia Di Tolle
Copertina rigida, € 16.60
In vendita da: Settembre 2017

Un attimo di distrazione, una frenata brusca, poi il buio. Malena non sa cosa sia successo, però è consapevole che quell’incidente potrebbe far calare il sipario sulla sua breve esistenza. In bilico sull’orlo dell’abisso, Malena ripensa alle scelte che l’hanno condotta fin lì, agli amici che l’hanno sorretta o delusa durante il cammino, e a Mario, la persona che più di tutte ha forgiato il suo destino. Perché Mario era il suo mondo, mentre lui la considerava solo un’avventura. Malena si era illusa che, col tempo, lui sarebbe cambiato. Ma, ora che il suo tempo forse sta per finire, Malena ricorda i messaggi senza risposta, le parole non dette, i baci negati, i gesti scostanti e i lunghi silenzi. E si rende conto che, per seguire lui, stava sacrificando la sua vita. È quindi arrivato il momento di voltare pagina, di affrontare la verità con coraggio, d’imparare ad amare senza paura e senza rimpianti, soprattutto se stessa. Se il destino vorrà darle una seconda occasione, Malena sarà pronta ad assaporare fino in fondo ogni gioia che il futuro avrà da offrire…


Mi è sempre piaciuta la pioggia.
Cade e nessuno l’aiuta a rialzarsi.
Ma lei continua a cadere, senza paura.
Anche l’amore è così.

La metà che ho lasciato è un romanzo che mi ha sin da subito attratta grazie alla sua trama accattivante e allo stile dell’autrice, poetico e melodioso come solo gli scrittori spagnoli sanno essere. Quello che non mi aspettavo, però, è stato lo sviluppo dei pensieri e della storia della protagonista, presentati al lettore quasi come un flusso inarrestabile, che segue la logica fino ad un certo punto. La trama, infatti, è costellata di salti temporali, di argomenti che si succedono senza un ordine stabilito, di emozioni, paure e ricordi che si avventano sul lettore senza preavviso, lasciandolo stordito e confuso. Malena, questo il nome della protagonista, è vittima di un incidente stradale e dentro di sé comincia ad affacciarsi l’ipotesi di non riuscire a sopravvivere. Da quel momento in poi inizia un vortice di pensieri a tratti sconnessi, a tratti intensi e soffocanti, che ci riportano indietro carrilocard1insieme alla donna e ci fanno rivivere i momenti salienti della sua vita. Malena, pagina dopo pagina, saluta sua madre, il suo cane, l’uomo che per anni è stato il centro del suo universo e del suo amore malato, Mario, e ancora il suo nuovo compagno Alexandro, la sua amica Vega, i vari amanti e altri amici persi per strada con il tempo. Ogni capitolo è intenso e in ognuno di essi sono presenti innumerevoli frasi che potrebbero essere sottolineate, talmente sono belle e sentite. Purtroppo, però, il troppo stroppia ed io sono arrivata alla fine del libro emotivamente provata e, ahimè, annoiata. Ho trovato l’autrice ripetitiva, soprattutto nei capitoli in cui Malena si rivolge al suo amore perduto, Mario, l’uomo che ha segnato la sua esistenza e ha condizionato tutti i suoi giorni. A lungo andare il troppo sentimentalismo diventa pesante ed io purtroppo non sono riuscita ad apprezzare questa scelta stilistica appieno. Divertenti e comici, al contrario, i capitoli narrati dal punto di vista della cagnolina Mia – seppure, alle volte, portati al limite. Nel complesso non sono riuscita ad entrare in sintonia con lo stile della scrittrice, che ho trovato troppo teatrale e pomposo in più di un’occasione – vi faccio un esempio per farvi capire meglio: il capitolo 34 del libro contiene delle frasi riportate da alcune canzoni che sono inserite all’interno di parole e pensieri frutto dell’immaginazione dell’autrice. Ancora non è chiaro? Forse così capirete meglio:

<<Emme, al tramonto ti dirò addio. Quello che c’è stato tra noi sarà come un collage.>> Ti ho detto queste parole, e sai che avevo ragione da vendere. Ormai mi rimaneva solo un obiettivo: cancellare il segno dei tuoi canini. Ricordati di quello che è successo, Emme. E’successo che mi hai lasciato il corpo fuori e la testai ntera, essiccata tra i tuoi trofei e le mie calze. 

Le frasi evidenziate in corsivo sono i pezzi della canzone inserita dall’autrice, mentre il resto delle frasi sono scritte di suo pugno. Secondo il mio parere questo accostamento non si è rivelato essere la migliore delle idee, perché il risultato sono frasi forzate e pensieri spesso illogici. C’è un intero capitolo scritto in questo modo ed io, personalmente, ho fatto fatica nel leggerlo. Se dovessi fare un bilancio riguardo le emozioni provate mentre leggevo La metà che ho lasciato, il risultato sarebbe positivo perché, nonostante non mi abbia colpita come altri libri hanno saputo fare, ci sono delle frasi davvero belle ed intense capaci di prendervi l’anima e scuoterla fino a fare male. Ecco due esempi particolarmente toccanti:

Grazie
perché un giorno mi hai rotto
insegnandomi ad aggiustarmi

e ancora:

Mi hai stretto
così forte
che ho finito 
col rompermi

Come vedete si tratta di parole ricche di significato e di sentimento, capaci di far emozionare anche il più duro dei cuori. Definire La metà che ho lasciato un libro da non leggere sarebbe una bugia, perché di pregi ne ha e non sono pochi – ad esempio l’autrice riesce a dare forma e volto all’amore come pochi altri scrittori sanno fare – quindi se pensate che una lettura intensa (anche se spesso ripetitiva) possa fare al caso vostro questa è sicuramente un’opzione da prendere in considerazione. Se, al contrario, siete inclini al tedio e preferite storie movimentate e più dinamiche allora vi consiglio di proseguire oltre. Avevo grandi aspettative nei confronti di questo romanzo, quindi immaginate il mio dispiacere nel dover ridimensionare il mio entusiasmo, tuttavia è sempre bene essere sinceri e chiarire le proprie impressioni a chi si trova dall’altra parte dello schermo. Il mio voto è di 3/5 stelline – promosso, ma non a pieni voti.
Alla prossima,
Simona

 

 

 

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