[Intervista doppia] Conosciamo meglio Fabio Geda e Marco Magnone

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Tra i tanti impegni a cui devo badare in questo periodo davvero carico, sono riuscita con estremo piacere a ritagliarmi del tempo per intervistare due autori di cui sicuramente avrete sentito parlare: Fabio Geda e Marco Magnone, da poco tornati in libreria con il quinto capitolo di Berlin, saga per ragazzi di successo pubblicata da Mondadori.

Berlin.jpg

QUI potete trovare il sito dedicato alla serie, ricco di informazioni e curiosità. Vi consiglio di passare a darci un’occhiata se pensate che la saga possa interessarvi!

INTERVISTA

1. Benvenuti al Salotto dei Libri. Partiamo da una domanda personale: Cosa amate fare nel tempo libero? Quali sono le vostre passioni?

Siamo entrambi persone dalle mille passioni: la narrazione in generale, e quindi romanzi, fumetti, cinema, musica; lo sport sia seguito che praticato (diciamo più seguito che praticato); i viaggi e ogni occasione che troviamo per riempirci la testa e gli occhi di stimoli. Insomma, abbiamo mille piccole e grandi passioni che ci incendiano e forse il problema più grande è proprio tenerle a bada.

2. Come vi siete conosciuti? E, in particolare, come è nata la storia di Berlin? 

Ci siamo conosciuti a Torino nell’ambiente dell’editoria, e per essere precisi alla Instar Libri, l’editore presso cui Fabio ha iniziato a pubblicare i primi romanzi e dove Marco ha fatto uno stage. E poi, insomma, Torino non è certo Tokyo, e le persone che si muovono nello stesso settore finiscono per incrociarsi più e più volte. Abbiamo collaborato inizialmente alla sceneggiatura di un fumetto dedicato ad Alessandro Antonelli, l’architetto della Mole, uscito per La Stampa. E poi tra una birra e una cena, essendo entrambi appassionati di serialità tanto in letteratura quanto nel cinema o in televisione, abbiamo cominciato a fantasticare sull’idea di sperimentarci nella costruzione di una saga. Fabio aveva questa idea in testa che riguardava Berlino e gruppi di ragazzi che dovevano cavarsela in assenza degli adulti. Marco a Berlino aveva vissuto. Ed ecco fatto. Nitro e glicerina.

3. Ci sono stati degli autori, delle storie o, ancora, dei film che hanno ispirato la vostra produzione? 

Quando ci chiedono cos’è Berlin noi amiamo rispondere che nella nostra testa è il tentativo di mescolare Hunger Games con Il signore delle mosche e con I ragazzi della via Pal. Di prendere larchetipo del mondo senza adulti inaugurato da Golding, attraversare la letteratura per ragazzi europea prendendo spunto dal romanzo di Molnar e in questo modo cercare una via personale alla saga science fiction per ragazzi che gli americani sono bravissimi a comporre.

4. Quale dei personaggi della saga sentite più vicino a voi? E perché?

Entrambi sentiamo molto vicini i personaggi che cambiano, che mutano, che sono altro da quello che noi pensavamo fossero. E quindi Wolfrun e Timo sopra tutti. Ma in fondo ogni personaggio dimostrerà di essere più sfaccettato di quello che il lettore poteva immaginare all’inizio.

5. Raccontateci l’esperienza di scrivere a quattro mani. Come riuscite a dare omogeneità e continuità al testo? 

Intanto facciamo un grande lavoro di condivisione della storia, degli eventi, dell’arco drammaturgico. Parliamo, parliamo e ancora parliamo. Senza fine. Per due anni abbiamo lavorato esclusivamente all’impianto narrativo della vicenda. E ora non cominciamo a scrivere senza aver condiviso gli elementi fondamentali di ogni singolo libro. Detto questo, uno dei due si assume la responsabilità della prima stesura del libro, poi lo passa all’altro che ci interviene sopra aggiungendo, modificando, suggerendo; e via così, fino a quando non ci troviamo a licenziare una versione perfettamente condivisa del testo.

6. Seguite una scaletta prima di dedicarvi alla stesura dei vari capitoli, oppure vi lasciate trascinare dalle idee?

Avere un soggetto da seguire è fondamentale, soprattutto quando di sei libri da scrivere e tanti personaggi da far muovere, ma ovviamente ci lasciamo uno spazio di libertà, uno spazio di stupore, che ci permetta di meravigliarci nel momento stesso in cui stiamo scrivendo e se improvvisamente ci viene voglia di cambiare qualcosa, di aggiungere un evento non previsto, di modificare la traiettoria delle vicende, be’, ne parliamo e se siamo convinti lo facciamo.

7. Avete altri progetti in cantiere? ( Sia come coppia che come singoli)

Sì. Sia come coppia sia come singoli. E ovviamente sono segretissimi!

Ringrazio ancora i due autori per la loro disponibilità! Spero di avervi incuriositi 🙂
Alla prossima,
Simona

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...