[Recensione] Caraval – Stephanie Garber

Buongiorno lettori e bentornati (finalmente) al Salotto dei Libri!
Dopo una sessione invernale particolarmente intensa eccomi di nuovo qui a parlarvi del primo libro che sono riuscita a terminare a distanza di mesi, Caraval di Stephanie Garber. 

Caraval.pngCaraval – Stephanie Garber
Rizzoli, 430 pagine
Genere: Fantasy Young adult
Traduzione di: Maria Concetta Scotto di Santillo
Copertina rigida, € 18.00 – Ebook, € 9.99
In vendita da: Novembre 2017
Trama: Il mondo, per Rossella Dragna, ha sempre avuto i confini della minuscola isola dove vive insieme alla sorella Tella e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l’imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l’aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall’isola e dal suo destino… Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l’edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre…


Ricorda, è solo un gioco…

Caraval è un romanzo ambiguo, affascinante e dal grande potenziale – che però, purtroppo, non è stato sfruttato pienamente. La storia ha tutte le caratteristiche giuste per poter funzionare, a partire dal misterioso e sfuggente Master Legend, uno dei personaggi che teoricamente avrebbe dovuto possedere dei tratti specifici e una personalità esuberante e che invece finisce relegato sullo sfondo per gran parte della vicenda, ridotto a mera comparsa e ad entità quasi astratta. Più in generale gli elementi che di questo romanzo non convincono sono essenzialmente due: i personaggi e le ambientazioni. I primi sono appena accennati, spesso compiono delle azioni illogiche (ad esempio non è spiegato da nessuna parte il motivo per cui il padre delle protagoniste, il governatore Dragna, sia così feroce ed oppressivo nei confronti delle figlie, al punto da arrivare a compiere su di loro violenze efferate), spesso ancora vengono sottolineate fino allo sfinimento alcune caratteristiche proprie della personalità di ognuno di loro:  con Rossella in particolare è davvero molto, molto difficile instaurare un rapporto di empatia, chiusa com’è nel proprio bigottismo e nelle proprie convinzioni. Fortunatamente nel corso della vicenda alcuni lati del suo carattere verranno smussati, anche se per buona parte del romanzo rimarrà qualcuno con cui non riuscirete mai a sentirvi affini al cento per cento. Donatella, invece, rimane al di fuori dei giochi praticamente fino alla fine, quindi di lei non riuscirete a farvi un’opinione precisa se non utilizzando quei pochi elementi forniti dall’autrice: la figlia minore del governatore Dragna è esuberante e spericolata, ha sete di avventure e desidera ardentemente liberarsi dalla tirannia paterna (e per ottenere la libertà è decisamente disposta a qualsiasi cosa). Infine c’è Julian, il misterioso marinaio che accompagnerà le sorelle Dragna a Caraval e che sarà accanto a Rossella durante le notti dedicate al gioco, alla ricerca di Tella e degli indizi per giungere a lei. Julian è, tra tutti, il personaggio che convince di più, quello più carismatico ed enigmatico dell’intera vicenda – molto più di Legend, che di affascinante ha solo il nome e la fama che lo precede.

Altro tasto dolente sono le ambientazioni, sulle quali l’autrice avrebbe potuto giocarsela molto meglio. I luoghi in cui il gioco di Caraval si svolge sono evanescenti, descritti a malapena e relegati quasi esclusivamente ai margini della vicenda, comparse colorate sulle quali non viene mai spesa una parola in più del dovuto. Amara è dunque la constatazione di una mancata cura dei dettagli, specialmente in un posto dove magia, meraviglia e stupore dovrebbero regnare sovrani. Stesso discorso si potrebbe fare per il mondo in cui le protagoniste vivono, anch’esso carente di descrizioni e di una parvenza di collocazione geografica. Cosa sono le Isole Conquistate? In che modo la loro conquista è avvenuta? Sono domande alle quali, purtroppo, probabilmente non avremo mai risposta. 

Nonostante gli ingranaggi alla base della storia non abbiano funzionato come avrebbero dovuto, Caraval è senz’altro un romanzo che si fa leggere con piacere, che regala dei bei momenti di evasione e che tiene col fiato sospeso. Il finale è caotico e affrettato, succedono molte cose insieme e tutti – o quasi – i nodi vengono al pettine. Si intuisce che ci sarà un seguito e si tenta di gettarne già le premesse. La curiosità di scoprire come verranno sviluppate è tanta, accompagnata dalla speranza di una trama più solida e convincente. Lo stile dell’autrice non convince fino in fondo, il lessico utilizzato per descrivere sensazioni e stati d’animo è ripetitivo, numerosi sono i riferimenti ai colori abbinati a questa o quell’emozione e, in generale, sembra come se l’autrice non riesca ad esprimere i sentimenti dei personaggi se non attraverso metafore a volte banali, a volte insensate. 

In conclusione Caraval può essere definito come un romanzo dal potenziale inespresso, non sfruttato fino in fondo. L’idea di base era senz’altro valida, ma purtroppo non è stata supportata da abilità stilistiche e lessicali all’altezza dell’intreccio che probabilmente l’autrice aveva in mente di costruire. L’attesa era tanta, la soddisfazione è stata poca. Questo a dimostrazione del fatto che, nonostante tutto, anche quando un libro viene osannato è sempre meglio approcciarsi ad esso con i piedi di piombo.

Voto finale: 3/5 stelle. 

4 pensieri riguardo “[Recensione] Caraval – Stephanie Garber

  1. È bello ritornare a leggerti!
    Caraval è sul mio scaffale in attesa di essere letto e mi spiace un po’ sentire che avrebbe potuto esprimere meglio il suo potenziale… Sarà comunque tra le prossime letture, solo con aspettative un po’ ridimensionate

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...