[Recensione] La vita in un istante – Gabrielle Zevin

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei libri!
Oggi vi propongo la recensione a La vita in un istante, nuovo romanzo di Gabrielle Zevin pubblicato come sempre da Editrice Nord.

la vita in un istante.jpgLa vita in un istante – Gabrielle Zevin
Editrice Nord, 356 pagine
Traduzione di: Elisa Banfi
Genere: Narrativa contemporanea
Copertina rigida, € 18.00 – Ebook € 9.99
In vendita da: Febbraio 2018

Trama: Aviva Grossman ha ventun anni e un’unica colpa: essersi innamorata di un importante uomo politico. Ma, quando quella relazione diventa di dominio pubblico, i media non hanno pietà: travolta da una valanga di accuse, illazioni e (falsi) moralismi, Aviva non trova comprensione neppure nella famiglia ed è costretta ad allontanarsi dalla Florida e a cambiare nome, nella speranza che il tempo cancelli le tracce del suo errore. Se non il perdono, almeno l’oblio… Tredici anni dopo, Jane Young abita in un paesino del Maine con la figlia Ruby. Ha una bella casa, un buon lavoro, una vita tranquilla. Ma tutto cambia quando Ruby inizia a fare ricerche sul padre, che lei non ha mai conosciuto. Nell’era di Internet, nulla si cancella e, ben presto, Ruby si trova di fronte a una verità sconcertante. Possibile che sua madre abbia mentito a tutti sulla propria identità e sul proprio passato? Ruby deve sapere. Perciò scappa a Miami, alla scoperta delle sue origini. E così anche Jane sarà costretta ad affrontare il fantasma di Aviva… Col suo stile delicato, ironico e sorprendente, Gabrielle Zevin ci racconta cosa significa essere donna nel mondo di oggi, un mondo in cui agli uomini è concesso tutto, mentre le donne sono ancora giudicate a ogni passo. Un mondo in cui basta un istante per stravolgere una vita. Ma anche un mondo che si può – che si deve – affrontare a testa alta, con coraggio e determinazione, per affermare il proprio diritto alla felicità.


Quattro donne. Un segreto. Cento modi per nasconderlo. Ma fino a quando?

La vita in un istante è un romanzo complesso, di quelli che non lasciano nulla al caso e che hanno come obiettivo quello di far riflettere – principalmente su tematiche che, apparentemente, chiunque pensa di poter giudicare e di conoscere e che, spesso e volentieri, arrivano a violare anche l’integrità fisica e morale del singolo. E’ quello che succede alla protagonista, la giovane Aviva, colpevole di essersi innamorata dell’uomo sbagliato al momento sbagliato, di aver investito se stessa ed i suoi sentimenti in una relazione destinata a sfociare nello scandalo e in una serie di accuse a dir poco deleterie. La vita della ragazza diventa improvvisamente un inferno: non riesce a trovare un lavoro (pur essendo in possesso di più di una laurea)  perché nessuno è intenzionata ad assumerla, non riesce ad allacciare una relazione o un qualsivoglia tipo di legame perché nessuno vuole starle accanto. D’altra parte, chi oserebbe stare insieme a qualcuno di così compromesso e privo di morale? La risposta è piuttosto ovvia.

Così, incapace di sostenere il peso insopportabile di insulti, sguardi torvi e minacce, Aviva decide di cambiare vita e di provare a ricominciare da capo, lontana dalla città che ha tragicamente segnato il suo destino e quello di sua figlia Ruby – frutto di quella passione scandalosa condannata e rifiutata dalla società.

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La vita in un istante è una storia fittamente intrecciata, la narrazione non è lineare e numerosi sono i ricordi legati al passato e alle vicende che hanno segnato per sempre non solo la vita di Aviva – divenuta poi Jane – ma anche quella della sua famiglia. Conosciamo più da vicino Rachel (sua madre) e Ruby, che comincerà a fare ricerche su quel padre di cui non sa nulla, nemmeno il nome. Le donne che si raccontano in questa storia hanno imparato a cavarsela da sole, sono delle autentiche guerriere moderne che non hanno paura di affrontare ciò che il destino pone sulla loro strada. Aviva/Jane in particolare è uno di quei personaggi che riesce a penetrare sottopelle e le descrizioni che Gabrielle Zevin fa di lei e della sua storia sono così vivide ed intense che è impossibile non rimanerne colpiti. 

In questo romanzo è forte la componente misogina, specchio – purtroppo – di una società che ancora non ha imparato ad assumersi le proprie responsabilità. Quando si parla di scandali che coinvolgono potenti uomini politici, a finire al patibolo è sempre la donna/amante in questione, capro espiatorio su cui riversare colpe, improperi e cattiverie. Chissà perché l’uomo, al contrario, ne esce sempre pulito. Sulla scia del famoso scandalo Lewinsky, Gabrielle Zevin propone una storia altrettanto scottante e scandalosa e offre ulteriori spunti di riflessione sulla realtà di cui, volenti o meno, tutti facciamo parte. La versione romanzata che la scrittrice americana propone al pubblico è intensa e spesso affilata come una lama, dolce/amara e malinconica, conscia delle evidenti disparità di sesso che ancora esistono e del potere che la rete acquista, giorno dopo giorno, sulla vita di ogni essere umano. Gabrielle Zevin conquista sin dalle prime battute e si distingue per il suo stile pulito e incisivo e per la sua straordinaria capacità di descrivere le complesse situazioni psicologiche nei loro aspetti più profondi, senza tralasciare dettaglio alcuno.

Giudizio complessivo: 4/5 stelle. 

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