[Recensione] La voce delle cose perdute – Sophie Chen Keller

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei libri!
Oggi vi parlo de La voce delle cose perdute, una storia dolce e intrisa di magia che vi porterà alla scoperta delle strade di New York e dei suoi abitanti. In questo viaggio non sarete soli, perché a farvi compagnia ci saranno un ragazzo speciale con la passione per gli oggetti smarriti e un labrador goloso e intraprendente. Pronti a scoprire insieme una delle novità editoriali più interessanti del momento?

f24c5420-0f66-4d6f-a7c8-03d549056b6e.jpgLa voce delle cose perdute – Sophie Chen Keller
Editrice Nord – Pagine 330
Narrativa contemporanea straniera
Traduzione di: Patrizia Spinato
Copertina rigida, € 18.00

Trama: Walter odia le parole. Soffre di un disturbo che gli impedisce di articolare bene i suoni e, un giorno, stanco delle prese in giro, ha smesso di provarci. Ha deciso di chiudere la bocca e aprire gli occhi. Adesso, a dodici anni, nota quello che sfugge alla maggior parte delle persone. Ed è diventato bravissimo a ritrovare le cose perdute. Ecco perché, quando il libro della madre scompare, si lancia nella ricerca insieme al suo unico amico, Milton, un Labrador grassoccio e intraprendente. I due si avventurano negli angoli dimenticati di New York, incontrando persone che per gli altri sono invisibili. Grazie alle loro storie, fatte di solitudine ma anche di tanta generosità e speranza, Walter capirà che la vita è un dono troppo prezioso per lasciarlo scorrere. E così riuscirà non solo a trovare le pagine del libro perduto, ma anche la forza di aprirsi agli altri e di dare voce ai suoi sogni.


E’ capitato a tutti noi di avere l’impressione di aver perso qualcosa, di sentirci soli e incompresi. Questo romanzo ci ricorda che, nonostante tutto, c’è tanta speranza nel mondo. E che basta avere il coraggio di guardarsi intorno con occhi nuovi e ascoltare il nostro cuore per ritrovare ciò che abbiamo smarrito.

Walter è un bambino speciale, uno di quelli che parla poco ma a cui non sfugge nulla. I suoi occhi arrivano a vedere ciò che il resto del mondo – vuoi per pigrizia, vuoi per mancanza d’attenzione – non nota, ed è così che ha iniziato a ritrovare gli oggetti smarriti negli angoli più improbabili di New York. Sempre insieme al suo fedele taccuino, dove annota indizi e dettagli apparentemente insignificanti, Walter spera di poter ritrovare un giorno anche la strada che lo condurrà da quel padre che non ha mai conosciuto, Walter senior, scomparso prima della sua nascita in circostanze ancora tutte da verificare.

L’avventura di questo ragazzo così speciale è avvolta da uno velo di magia che permea ogni angolo della sua vita e si concentra in particolar modo sulla pasticceria gestita da Lucy, sua madre. In questo luogo ai confini del mondo la magia si mescola alla realtà, i deliziosi manicaretti prendono vita e diventano parte attiva e viva della scena, immergendosi in tazze ricolme di caffè e compiendo giri di danza da un angolo all’altro del negozio. A rendere la pasticceria della famiglia Lavender così unica è un libro altrettanto magico, dono di una misteriosa benefattrice passata di lì tempo prima. Proprio il libro costituisce una delle attrattive principali del negozio, e Walter e sua madre lo tengono custodito gelosamente e con estrema cura. Quando, inspiegabilmente, il libro scompare dalla sua postazione, Walter capisce che è il momento di entrare in azione e di avviare una nuova indagine, importantissima e vitale per le sorti della pasticceria. Accanto a lui l’immancabile compagno di avventure Milton, il labrador di famiglia goloso e giocherellone, indispensabile per la buona riuscita della missione.

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La voce delle cose perdute è un libro che si sofferma sulla solitudine del protagonista, sulla diversità che spesso lo ha portato ad essere incompreso dagli altri e che al tempo stesso costituisce il suo punto di forza. Walter ha un dono e lo mette a servizio di chi lo circonda, il suo è un messaggio di speranza e di coraggio, oltre che di tenacia. La sua storia personale si mescola con quella degli abitanti degli angoli più improbabili di New York e il risultato è un romanzo polifonico, dalle molteplici sfaccettature – tante quante sono le realtà con cui Walter entra in contatto.

Sophie Chen Keller racconta la storia di Walter in maniera, oserei dire, poetica. Ogni parola è permeata di amore, di magia e di speranza – perché tutto ciò che è stato perduto può essere ritrovato, che siano oggetti, persone o, perché no, anche se stessi. Basta crederci fino alla fine e non demordere mai.

La voce delle cose perdute conduce per mano attraverso difficoltà e ostacoli, insegna a credere nei sogni e nella magia, invita a ricercare la felicità nei dettagli, in tutte quelle cose che spesso sfuggono all’attenzione e che, in fin dei conti, sono le più importanti.

Voto finale: 4/5 stelline.

Alla prossima,
Simona

 

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