[Recensione] La bambina nel buio – Antonella Boralevi

Buongiorno lettori e bentrovati al Salotto dei Libri!
Oggi parliamo del nuovo libro di Antonella Boralevi, La bambina nel buio, un romanzo ricco di colpi di scena e mistero che è riuscito ad incollarmi alle sue pagine fino a tarda notte.

BC-27_boralevi-bambina_exe-250x404.jpgLa bambina nel buio – Antonella Boralevi
Baldini+Castoldi, 595 pagine
Copertina flessibile, € 20.00
In libreria da: Aprile 2018
Trama: 1985. In una splendida villa della campagna veneta, Paolo e Manuela festeggiano i loro venti anni di matrimonio. Hanno una bambina dolcissima di undici anni, Moreschina. Tutta la buona società di Venezia è accorsa alla loro festa. Camerieri in guanti bianchi, champagne nei calici di cristallo, danze, flirt, pettegolezzi, allegria.
Eppure, dentro la gioia, vibra una nota di inquietudine. Un’ansia che cresce a ogni pagina. La festa finirà con una tragedia indicibile. 32 anni dopo, una inglesina di trent’anni, Emma Thorpe, sbarca a Venezia. Si porta dietro un segreto. E finisce in un Palazzo sul Canal Grande, che nasconde più segreti di lei. Il proprietario è il Conte Bonaccorso Briani. Un uomo durissimo, solitario e misterioso. Il destino mette sulla strada di Emma un seducente commissario siciliano, incallito sciupafemmine. Indagano insieme in una Venezia affascinante e insolita, avvolta dalla nebbia, frustata dalla pioggia di novembre. In un crescendo di tensione e colpi di scena, il mistero di tanti anni prima trova finalmente soluzione. È il mistero del buio che tutti ci abita. Antonella Boralevi ha scritto un romanzo potente che svela il cuore delle donne e affronta con coraggio i temi cruciali dell’anima contemporanea. E ci dice che l’unica salvezza è l’amore.


Cosa sei disposta a fare per amore?

La bambina nel buio è un romanzo dalle mille sfumature e, grazie a questa sua peculiarità, può essere facilmente apprezzato da un pubblico molto ampio – anche da chi, come me, non ama i gialli in senso stretto. In quasi 600 pagine l’autrice è riuscita a condensare una quantità notevole di fatti, personaggi, misteri e luoghi da scoprire, prima fra tutte la magica città di Venezia, che fa da cornice ad una trama fitta e finemente intrecciata. Antonella Boralevi ha un grande talento: riesce a tenere alta la suspense in ogni occasione senza mai cadere in ovvietà. Ogni colpo di scena è messo al giusto posto, tutti i passaggi fondamentali per la comprensione del lettore sono chiari e svelati al momento opportuno.
La bambina nel buio può essere definito come un romanzo corale formato da tante voci che si rincorrono nel tempo, addirittura a distanza di anni. L’autrice si serve spesso di flashback, alterna capitoli in terza persona a capitoli in prima persona, gioca con i suoi personaggi e ci mostra ogni lato della loro personalità, fino ad arrivare a toccarne persino gli aspetti più intimi. La trama è dunque complessa, inizialmente potreste faticare nel riuscire a stare dietro alla grande mole di informazioni e di nomi che l’autrice introduce sin dalle prime pagine, ma non temete: andando avanti ogni tassello troverà la sua collocazione e riuscirete a familiarizzare con il contesto e con i personaggi.

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La narrazione si svolge su due piani temporali: il primo è ambientato nel 1985, nella Venezia benestante, quella fatta di gente che conta, di soldi e di potere. Il perno del romanzo è proprio la festa organizzata dai coniugi Zanca, Paolo e Manuela, in occasione del loro ventesimo anniversario. Durante il ricevimento accade qualcosa che segna e determina lo sviluppo successivo della storia, qualcosa di oscuro e di misterioso che ha luogo proprio lì, tra calici di champagne, abiti pieni di lustrini e arredamenti sontuosi.

A distanza di 32 anni conosciamo Emma, una giovanissima avvocatessa londinese che scappa dalla sua vita precedente e si rifugia a Venezia presso il palazzo del Conte Briani – un uomo burbero e schivo che, con il tempo, ha forgiato uno scudo di durezza e lo ha posto a guardia del suo cuore. Qui Emma si ritroverà coinvolta in un’indagine misteriosa e avrà modo di godere della compagnia del commissario Alfio Mancuso, insieme al quale si dedicherà alla scoperta della città di Venezia e cercherà di dare un senso a quanto accaduto tanti anni prima.

Un romanzo in cui passato e presente si intrecciano, in cui niente è quello che sembra e i colpi di scena sono dietro ogni angolo. Antonella Boralevi incanta e convince, La bambina nel buio si divora in pochissimi giorni ed è letteralmente impossibile metterlo giù. Il ritmo è incalzante e serrato, man mano che ci si avvicina all’epilogo la narrazione diventa sempre più fitta e, infine, esplode in un finale tanto agognato quanto appagante.

Consigliato a chi è alla ricerca di una lettura corposa, ricca di intrighi e di misteri da svelare.

Giudizio complessivo: 4/5 stelle.

Alla prossima,
Simona

 

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Un pensiero riguardo “[Recensione] La bambina nel buio – Antonella Boralevi

  1. Non sono per niente d’accordo, un romanzo eccellente come descrizione e ambientazione, ma la trama non quadra, sia per il comportamento di Emma che è l’errore principale, ma anche per il colpo di scena finale che rende l’idea di un atto efferato che esagera troppo la forma di un libro che poteva essere pensato meglio.

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