[Recensione] Umami – Laia Jufresa

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Chiudiamo la settimana in bellezza con la recensione ad un romanzo bellissimo che non potete assolutamente lasciarvi sfuggire!! Si tratta di Umami, una delle ultime pubblicazioni in casa Sur. Scopriamolo meglio insieme!

Umami.pngUmami – Laia Jufresa
Edizioni SUR, 250 pagine
Paese: Messico
Traduzione di: Giulia Zavagna
Copertina flessibile, € 16,50 (cartaceo) – €9,99 (ebook)
In vendita da: Maggio 2017

Nel romanzo d’esordio di Laia Jufresa si incrociano i destini di una ragazzina che sogna di coltivare mais in cortile, un antropologo vedovo, una giovane pittrice che inventa colori, due musicisti, una mamma hippy e un papà contabile. Nel corso dell’afosa estate di Città del Messico, mentre Ana è intenta ad allestire il suo orticello, scopriamo le storie dei suoi vicini, tra segreti e non detti che solo poco a poco ci permettono di completare il puzzle della narrazione. Chi era davvero mia moglie? Perché mamma se n’è andata? Com’è possibile che una bambina che sapeva nuotare sia affogata? Queste e molte altre sono le domande alle quali i deliziosi personaggi del romanzo tentano di dare risposta tornando, ognuno a modo suo, a interrogare un passato che è ancora più presente che mai. Con una scrittura delicata e mai banale, Laia Jufresa racconta una storia di innocenza e perdita, ma anche di crescita e ritorno alla vita, che nella stessa pagina riesce a farci ridere, commuovere, e sorridere ancora.


Eravamo due persone ma allo stesso tempo una persona sola.

WhatsApp Image 2017-07-20 at 22.25.52.jpegCi sono libri nei quali inciampi quasi per caso, te li ritrovi improvvisamente davanti agli occhi e non puoi fare a meno di portarli a casa con te. L’innamoramento del mese di Luglio è rappresentato, per me, da Umami di Laia Jufresa, pubblicato nei mesi scorsi da Sur nella traduzione – validissima – di Giulia Zavagna. Romanzo corale ambientato a Città del Messico, Umami racchiude in sé storie di famiglie e di solitudini, di dolori e ricordi che riaffiorano, di tanti sapori diversi e variegati – proprio come la vita. Diviso in quattro sezioni, ognuna di esse composta a sua volta da capitoli narrati da più voci e sempre a ritroso nel tempo (dal 2004 al 2000), l’esordio letterario di Laia Jufresa colpisce per la sua versatilità e per le infinite sfumature sul significato dell’esistenza che riusciamo a scorgere tra le sue pagine. Uno per uno, chi più chi meno, gli abitanti di Villa Campanario ci offrono un pezzetto di sé, stimolando i nostri sensi e e rendendoci partecipi delle emozioni e degli imprevisti che si susseguono nelle loro vite. Il comprensorio di Villa Campanario è speciale perché ogni casa prende il nome da uno dei cinque gusti che siamo in grado di percepire con la nostra lingua: acido, amaro, salato, dolce e umami. Conosciamo così Marina, giovane pittrice con evidenti disturbi alimentari, alle prese con il proprio futuro e con la precarietà di una vita fondata su basi poco solide; Beto e Pina, rimasti soli in seguito all’abbandono di Chela (rispettivamente moglie e madre), che cercano di arrangiarsi come meglio possono e di colmare il vuoto lasciato nelle loro vite; Ana e la sua famiglia, sconvolta dalla morte prematura della sorellina Luz, di appena cinque anni, e dall’instabilità emotiva della madre, che dopo il tragico evento non è più stata la stessa; il dottor Semitiel, uno dei maggiori esperti di milpa, amaranto e umami in Messico, che ci accompagna con struggimento e pathos all’interno della sua relazione con la defunta moglie, Noelia. Ognuno di questi personaggi ha qualcosa di interessante da dire, messaggi a volte chiari, a volte lasciati a nostra libera interpretazione. Gli abitanti di jufresacard1.pngVilla Campanario sono autentici e genuini e le loro personalità hanno un sapore ben definito, tant’è che riusciamo a distinguerli a colpo sicuro dopo il primo assaggio. Umami è un libro che scatena emozioni contrastanti, che insegna e apre orizzonti sconosciuti – prima di leggere questo romanzo non sapevo, ad esempio, cosa fosse una milpa – che spalanca le porte su una cultura ed un Paese dalla storia affascinante e ce li fa apprezzare ancora di più. Lo stile dell’autrice messicana è di forte impatto, la Jufresa utilizza una prosa scorrevole e decisa per descrivere stati d’animo ed emozioni, in particolare nei capitoli evocativi dedicati al dottor Semitiel e a Noelia. Leggere Umami è come percorrere un sentiero alla scoperta di sapori nuovi e antichi, è un ritorno alle origini e, al tempo stesso, un viaggio verso l’ignoto. Quando un romanzo mi attrae così tanto difficilmente rimango delusa e, anche questa volta, il mio intuito aveva ragione. Umami è un libro raffinato ma per molti aspetti crudo, è un libro che non si può descrivere in maniera uniforme perché, come vi dicevo sopra, racchiude in sé sfumature di sapori che, nell’insieme, si mischiano meravigliosamente. Assaggiare Umami significa assaggiare un prodotto originale e autentico, di cui stancarvi è impossibile. Non posso che consigliarvelo, soprattutto se siete alla ricerca di una lettura diversa dal solito e decisamente valida. Il mio voto è di 5/5 stelline. Alla prossima,
Simona

Estate…Forever!! Una deliziosa pasticceria a Parigi – Laura Madeleine

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
La giornata di oggi è all’insegna della dolcezza e delle passeggiate nel cuore di Parigi, una delle città più romantiche del mondo per eccellenza!!Il romanzo a cui è dedicato il mio articolo si intitola (non a caso) Una deliziosa pasticceria a Parigi e, credetemi, è delizioso di nome e di fatto!! Sicuramente avrete già sentito parlare di questo libro qui sul blog, lo scorso anno infatti l’ho recensito (QUI potete leggere il mio pensiero) in modo più che positivo. A distanza di un anno torno a parlarvene in occasione di un’iniziativa davvero squisita messa su da Piemme e Sperling (che, oramai lo sapete, sono due tra le case editrici che preferisco), ESTATE FOREVER. Di cosa si tratta??? In occasione della bella stagione i due editori hanno deciso di riproporre al pubblico in versione digitale (ed economica) alcuni dei romanzi che più hanno avuto successo negli ultimi anni, donando loro una veste nuova ed accattivante. Per scoprire qual è il vostro Ebook Forever preferito non perdete gli articoli dei colleghi blogger – troverete il calendario con le varie tappe a fine articolo. Sono sicura che vi divertirete e non saprete resistere alla tentazione!

Una deliziosa pasticceria a Parigi – Laura Madeleine

Una deliziosa pasticceria a Parigi - Cover Piemme.jpgEdizioni Piemme
276 pagine – € 3,99
Genere: Narrativa
Data di uscita: 11 Luglio 2017

Parigi, 1909. In una stradina appartata c’è un luogo dove, a ogni ora, il profumo che si sente nell’aria è quello di zucchero a velo e crema pasticcera. La Pâtisserie Clermont è la più elegante della città, famosa per le vetrine colorate di macarons e per la gentilezza di Jeanne, la figlia del proprietario. Eppure Jeanne, dietro le apparenze di ragazza tranquilla e sorridente, ha un segreto. Un amore proibito che non può confessare a nessuno. Quando ha visto per la prima volta Guillaume du Frère, un ragazzo di Bordeaux arrivato in città per guadagnarsi da vivere come ferroviere, è stato per caso. Da allora i due non si sono più staccati, pur sapendo di non avere alcun futuro. Fino a che un terribile tradimento ha svelato a tutti il loro amore, e li ha separati, forse per sempre. Ai giorni nostri, Petra è una studentessa di storia a Cambridge, che sta studiando la vita di suo nonno, un importante storico, e si imbatte in una strana lettera a sua firma. Datata 1910, la lettera è indirizzata a un certo G. Du Frère, e chiede una cosa sola: perdono. Petra scoprirà così la storia di Jeanne e Guillaume, e la parte che vi ebbe suo nonno, gettando luce su quello che avvenne davvero. E lo farà andando a Parigi, innamorandosi a sua volta, e parteggiando sempre per quei due amanti del secolo scorso che volevano solo vivere la loro vita insieme.


Macarons – La ricetta romantica per eccellenza

Macarons.jpg
Fonte: glutenfreetravelandliving.it

Pensare a Parigi e non ai macarons è praticamente impossibile.
Questi dolcetti colorati e profumatissimi hanno alle spalle un’antica tradizione ed è possibile, oggi, assaggiarli in tanti gusti differenti e molto originali! Di seguito scopriamo come si preparano quelli al cioccolato e lampone secondo la ricetta del pasticcere Michel Paquier.

Macaron al cioccolato e lampone

macaron-ripieno
Fonte: ricette.pourfemme.it

Ingredienti per 4 persone:

Zucchero semolato 

             180 grammi – Per la meringa

Acqua naturale 
50 grammi – Per la meringa

Albume

70 grammi – Per la meringa

Colorante edibile 

q.b. (Rosa) – Per la meringa

Farina di mandorle

100 grammi – Per la pasta di mandorla

Zucchero a velo semplice

100 grammi – Per la pasta di mandorla

Albume

35 grammi – Per la pasta di mandorla

Panna fresca di latteria 

120 grammi – Per la ganache al cioccolato fondente

Cioccolato fondente

120 grammi – Per la ganache al cioccolato fondente

Burro 

30 grammi – Per la ganache al cioccolato fondente
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Lamponi

q.b. – Per farcire

Preparazione:

– Per la meringa all’italiana:

Sciogliere lo zucchero con l’acqua in un pentolino e cuocere fino a raggiungere i 115/118°. Quando l’acqua inizia a bollire, iniziamo a montare gli albumi in una planetaria a velocità media.

– Dopo che lo zucchero ha raggiunto i 115/118° lo togliamo dal fuoco e lo versiamo delicatamente nella planetaria con gli albumi, montandoli insieme. Aggiungiamo qualche goccia di colorante fino ad ottenere il colore desiderato.

– Per la pasta alle mandorle:

Mescoliamo in un mixer la farina di mandorle e lo zucchero a velo. Aggiungiamo gli albumi non montati e amalgamiamo il tutto fino ad ottenere una pasta omogenea.

– Incorporiamo la meringa alla pasta di mandorle, aiutandoci con una spatola. Aggiungiamo la meringa poco alla volta. Dopo averla versata tutta continuiamo a mescolare per circa 1 minuto, schiacciando l’impasto sui bordi della ciotola.

– Per la realizzazione dei dischi:

Mettiamo l’impasto in una sac à poche e, su una teglia ricoperta di carta da forno, realizziamo dischetti di circa 3cm ciascuno, lasciando tra l’uno e l’altro altri 3 cm di spazio. Lasciamo riposare per circa 20 minuti, dopodiché mettiamo in forno ventilato a 160° per 12-14 minuti circa.

– Per la ganache al cioccolato:

In un pentolino riscaldiamo la panna e, nel frattempo, mettiamo il cioccolato a sciogliere a bagnomaria. Versiamo la panna calda sul cioccolato fuso e mescoliamo con la frusta. Successivamente aggiungiamo il burro ammorbidito e lasciamo poi raffreddare.

– Per la composizione del macaron:

Togliamo i macaron dal forno e lasciamoli freddare. In un’altra sac à poche versiamo la ganache e con essa farciamo un guscio di macaron. Adagiamo sulla farcitura qualche pezzo di lampone e chiudiamo con un altro guscio. Proseguiamo così fino al termine della ganache.

NOTA: La ricetta è presa dal sito MASTERCUCINA.NET.  


Cari lettori spero che la ricetta romantica vi sia piaciuta!! Vi ricordo di seguire le altre tappe del tour, che trovate su:

19 luglio

 I love Capri

 Un’estate indimenticabile

LA FENICE BOOK

20 luglio 

Un deliziosa pasticceria a Parigi

La ricetta romantica

IL SALOTTO DEI LIBRI

21 luglio

 Ti ho trovato fra le pagine

 I libri d’amore più belli

DEVILISHLY STILISH

24 luglio

 Il mio lieto fine sei tu

Le serie tv d’amore più belle

JESS IN WONDERLAND

25 luglio 

La felicità sulla sulla punta delle dita

I luoghi in giro per il mondo romantici

BOOKISH ADVISOR

26 luglio

Ti amo ma niente

 Il segnalibro romantico

EVERPOP

27 luglio

 Il primo caffè del mattino

Una colazione romantica

LEGGERE ROMANTICAMENTE

28 luglio 

Un libraio molto speciale

 In giro per il mondo nelle librerie più romantiche

VOGLIO ESSERE SOMMERSA DAI LIBRI

31 luglio 

Sette lettere da Parigi

La playlist romantica dell’estate

                   LEGGENDO ROMANCE

1 agosto

E’ una bugia ma ti amo

 Le bugie più divertenti in amore

                     IL COLORE DEI LIBRI


Alla prossima,

Simona

 

 

 

[Recensione] Solo una vita – Mariuccia La Manna

Bentornati al Salotto dei Libri, cari lettori!
La seconda recensione del giorno è dedicata ad un romanzo dolorosamente vero scritto dalla giovanissima e promettente Mariuccia La Manna e pubblicato dalla casa editrice Bonfirraro. Il suo titolo è “Solo una vita”, ma leggendolo capirete che – in realtà – è molto di più.

Solo una vita.jpgSolo una vita – Mariuccia La Manna
Bonfirraro Editore, 144 pagine
Genere: Narrativa
Collana: Futura
Brossura, € 15.90
In vendita da: 2016

Marta è una ragazza piena di vita, dal forte temperamento. A soli sedici anni decide di seguire lo slancio del cuore, quando quel pomeriggio in un campo di calcetto incrocia lo sguardo di Paolo. Marta conosce un unico sentimento: l’abbandono, quell’amore così travolgente che fa del suo uomo il perno di tutta la sua intera esistenza, nonostante tutto. Com’è potuto accadere? Trascorrono molti anni, ma Marta grida ancora a se stessa. Com’è potuto accadere? Lo ripete e lo ripete mille volte. E, in effetti, è accaduto l’impensabile…Con Marta, con la sua storia che si tinge di giallo, si percorreranno strade ricche di errori, di egoismo e di false giustificazioni, di insensata violenza e ingiustificabile perdono. Strade destinate a rimanere a senso unico anche quando si pensa che il desiderio e il bisogno di amare possa costruire ponti sempre nuovi, dilatare lo spazio destinato alla felicità in noi stessi e in chi scegliamo di avere accanto, far vedere agli altri orizzonti impossibili, da spiegare a persone che non hanno mai iniziato a cercarli veramente…


La violenza non è forza, ma debolezza.

lamannacard1.pngIl romanzo di Mariuccia La Manna è uno di quei libri che arriva senza chiedere permesso e che riesce a toccare le corde più sensibili dell’anima, quelle che non sempre sono facili da raggiungere, soprattutto per una scrittrice così giovane e al suo esordio. La storia di Marta non è perfetta, tuttavia è riuscita talmente a coinvolgermi da farmi dimenticare tutto il resto. Marta potrebbe essere chiunque: una vostra amica, vostra sorella, persino voi stesse, quindi entrare in sintonia con il suo dolore e la sua paura sarà naturale come bere un bicchiere d’acqua. Dalle parole scelte con cura dall’autrice trapela una sofferenza concreta, talmente fitta che si potrebbe tagliare con un coltello, talmente densa che a volte avrete la sensazione di soffocare. Solo una vita è una lettura potente, di quelle che cambiano un pò il modo di vedere il mondo dopo averla terminata. Ho apprezzato moltissimo la coraggiosa scelta dell’autrice di affrontare una tematica così attuale, la violenza sulle donne, in modo semplice e d’impatto, senza perdersi in inutili giri di parole e senza cercare di indorare la pillola. La violenza è cruda, folle, agghiacciante e non c’è spazio per altro. Quando arriva si prende tutto, spesso purtroppo anche la vita della povera vittima. Marta è quasi arrivata al punto di non ritorno, ma per un miracolo si salva, sente che la sua ora non è arrivata, che ha ancora molto da offrire a questo mondo. Nonostante gli anni di terrore è pronta, pian piano, a rimettersi in gioco e a dimenticare il folle e malato rapporto vissuto con quello che credeva essere l’amore della sua vita, Paolo. Quando vivi per tanto tempo a contatto con una persona gelosa e irascibile, finisci per convincerti che questo è ciò che ti meriti, che questo è ciò che finirai sempre a cui tornare. Marta ha vissuto per anni con la convinzione di dover perdonare i raptus di follia del suo compagno, perché per lei quella era la normalità, la vita che qualcuno, dall’alto, aveva previsto per lei. Questo messaggio riflette purtroppo la realtà in tutto il suo triste aspetto, perché molte donne tacciono e giustificano la violenza subita, convinte di essere nel torto e di meritare le percosse e le sevizie – spesso anche psicologiche. Marta è un personaggio che sembra uscire dalle pagine e consegnarsi direttamente nelle mani del lettore, è una donna che purtroppo vive in una società maschilista che spesso sottovaluta le richieste d’aiuto, è una donna che spera di essere salvata, ma si ritrova vittima di uno Stato indifferente, oltre che delle manie di un pazzo. L’autrice ci fa ripercorrere la storia di Marta e Paolo sin dagli albori e ci conduce negli anni, fino ad arrivare ad un tragico epilogo. Interessante è scoprire i meccanismi che fanno da contorno alla vicenda, i pensieri della protagonista e la sua costante sensazione di essere sbagliata. Solo una vita è, per certi versi, un breve romanzo psicologico il cui compito è portare all’attenzione del suo pubblico una realtà che è sotto gli occhi di tutti, ma di cui spesso si preferisce ignorare l’esistenza per paura o, semplicemente, per indifferenza. lamannacard2 (1)Nel corso delle pagine assistiamo al cambiamento di Marta e alla sua rinascita, ferita nel corpo e nell’anima, ma più forte di prima. Purtroppo la vita sembra accanirsi contro questa giovane donna, e forse per questo il romanzo mi ha lasciato un retrogusto amaro in bocca, come se il destino scegliesse puntualmente di accanirsi contro qualcuno che avrebbe tutto il diritto di godersi attimi di sana felicità. L’autrice avrà sicuramente avuto i suoi motivi per dare alla storia questa forma e questo percorso, ed io rispetto la sua scelta – pur non condividendola. Mariuccia La Manna dipinge la vita in tutta la sua triste realtà, esaltando sì quei momenti di pace che sembrano sempre più rari al giorno d’oggi, ma lasciando sempre la parola finale a quel senso di sconfitta e di perdita che sembra invadere spazio dopo spazio ogni angolo dell’esistenza della protagonista. Marta è una persona sfortunata, questo è chiaro, ma è anche una di quelle che dai guai cerca sempre di uscire più forte di prima – l’epilogo vi chiarirà meglio ciò a cui mi riferisco e che, per ovvie ragioni, non sto qui a scrivere. In conclusione, Solo una vita è un romanzo che mi ha profondamente colpita e commossa ed è riuscito a scuotere la mia coscienza – già di per sé molto sensibile sull’argomento. E’indubbiamente scritto con pathos e partecipazione e questo va senz’altro riconosciuto all’autrice, che spero ci donerà presto un altro romanzo. Do 4 stelline e non 5 perché, come vi accennavo sopra, ha lasciato in me una sensazione di insofferenza e amarezza che avrei preferito, onestamente, non provare dopo un percorso tortuoso e sempre in salita. Ciò non toglie che l’opera sia valida e meritevole di essere conosciuta, quindi è un romanzo che senz’altro vi consiglio e che riuscirà a sensibilizzarvi su un argomento così importante!
Alla prossima,
Simona

 

[Recensione] Nuvole di fango – Inge Schilperoord

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
L’articolo di oggi è dedicato ad uno degli ultimissimi arrivati in casa Fazi Editore, un romanzo dal forte impatto umano che non vi lascerà indifferenti. Sto parlando di Nuvole di fango, esordio letterario della psicologa forense Inge Schilperoord.

Nuvole di fangoNuvole di fango – Inge Schilperoord
Fazi Editore, 188 pagine
Collana: Le strade
Traduzione di: Stefano Musilli
Copertina flessibile, € 16,00 (cartaceo) – 11,99 € (ebook)
In vendita da: Luglio 2017

D’estate, in cerca di sollievo dal caldo, la tinca si immerge nella melma dei fondali. Quando poi torna a muoversi, inevitabilmente solleva una nuvola di fango. Come Jonathan: giovane dal passato segnato, ha bisogno di nascondersi, cerca di muoversi il meno possibile e, quando lo fa, solleva una nuvola torbida attorno a sé.
Trentenne attratto dalle bambine, Jonathan fa ritorno a casa dopo un periodo trascorso in carcere. La madre è una donna anziana e solitaria e il villaggio di pescatori in cui è cresciuto si sta svuotando. Non c’è quasi più nessuno. Jonathan non ha amici. Una casetta malmessa, il mare a due passi, il cielo sconfinato. Lui, la madre, il caldo estivo soffocante. L’unico barlume di normalità, l’unico attaccamento alla vita vera, è il prendersi cura degli altri: della madre, del cane e di una tinca che ha trovato, ferita, in un laghetto vicino casa. Ma le giornate di Jonathan prendono una piega inaspettata quando Elke, una bambina sempre sola che condivide con lui la passione per gli animali, sembra cercare la sua compagnia… Nuvole di fango è un viaggio vorticoso dentro una mente malata che lotta contro se stessa. Pagine ipnotiche, intrise di umanità, in cui ogni giudizio viene sospeso, costringendoci a vedere il mondo attraverso gli occhi di un criminale che cerca in tutti i modi di non cadere in tentazione. Non di nuovo. Nel suo sorprendente romanzo d’esordio, accolto dalla critica in maniera entusiastica, la psicologa Inge Schilperoord ha avuto l’audacia di indagare là dove la maggior parte delle persone non osa nemmeno avvicinarsi.


«Bellissimo. Un esordio straordinario».
The Telegraph

schilperoord1 (1).pngL’esordio letterario della psicologa Inge Schilperoord è dannatamente potente e la sua eco continua a risuonare dentro di me anche a distanza di parecchi giorni. La storia di Jonathan e della sua malattia è narrata in maniera sublime e l’autrice abbraccia contemporaneamente sia il lato clinico che quello umano della questione. Affrontare il tema della pedofilia è come decidere di attraversare a piedi un intero deserto. Impresa ardua in cui solo pochi riescono. Inge Schilperoord è una di quelle scrittrici che è riuscita a trattare egregiamente una tematica così spinosa, riuscendo ad umanizzare qualcuno che per ovvie ragioni andrebbe solamente condannato. La Schilperoord si approccia alla devianza che affligge Jonathan in maniera clinica, analizzando il suo grave disturbo della sessualità da un punto di vista strettamente psicologico. Vediamo così il protagonista affrontare esercizi e stilare schemi per riuscire a mantenere intatto il suo autocontrollo, lo vediamo ripetere in continuazione davanti allo specchio che ad essere cattivi sono i suoi pensieri, non lui. Lui è un ragazzo che, al contrario di quanto si possa credere, si prodiga per gli altri: si prende cura, infatti, dell’anziana e malata madre e di Milk, il cane di famiglia da tanti anni. Jonathan è fondamentalmente una persona molto sola, non ha amici o confidenti, le sue giornate si alternano tra il lavoro alla fabbrica del pesce del paese, le passeggiate con Milk e le incursioni al fiume dove può dedicarsi alla sua attività preferita: la pesca. Proprio durante una di queste giornate Jonathan trova sul fondo del fiume un esemplare di tinca tinca agonizzante e, preso dal bisogno di curarlo, decide di portarlo a casa con sé e di rimetterlo in sesto. La tinca, in questo romanzo, rappresenta l’alter ego del protagonista: questo tipo di pesce è solitario e tranquillo, perlopiù pacifico. In caso di pericolo si nasconde sotto il fango che giace sul letto del fiume e, con la coda, lo getta in direzione del pericolo (da qui il soprannome nuvola di fango). Jonathan è più o meno come la tinca: solitario e taciturno, se avverte del pericolo attiva dei meccanismi di difesa che spesso, come vedremo, sfuggono al suo controllo.
Il romanzo si apre con l’uscita di prigione di Jonathan, finito dentro con l’accusa di molestie e violenza sessuale ai danni di una bambina di appena dieci anni. Tornato a casa il ragazzo si applica quotidianamente negli esercizi che gli ha affidato lo psicologo del carcere e, per un buon periodo, riesce nell’intento di mantenere intatto il proprio self control. A mettere a dura prova la sua stabilità mentale sarà Elke, la piccola vicina di casa abbandonata a se stessa da una madre perennemente impegnata con il lavoro e da un padre che non si sa bene che fine abbia fatto. Elke è una bambina dolce e curiosa, amante degli animali più di ogni cosa al mondo. La piccola comincia pian pianino ad avvicinarsi a Jonathan, che dal suo canto la utilizza come cavia per i suoi esercizi. Stare accanto alla piccola è per lui fonte continua di tensione e i suoi nervi verranno messi a dura prova in un crescendo sempre più fitto. Nonostante i pensieri del protagonista schilperoord2siano deprecabili è impossibile odiarlo, perché l’autrice riesce a mostrarci tutti gli sforzi compiuti dalla sua mente per fermare quello che è un comportamento e un desiderio che esula dalla sua volontà. La Schilperoord ci porta all’interno della mente deviata e prova a spiegarci il suo funzionamento,il modo in cui Jonathan cerca di dare un freno alla sua malattia e tutti i conseguenti stati d’animo di disgusto e impotenza quando capisce di non esserne in grado. Jonathan è sopraffatto dai suoi istinti, dalla vicinanza di Elke, dai pensieri che irrimediabilmente lo perseguitano. Perché, nonostante tutto, non lo odiamo? Perché l’autrice ci mostra molto altro, ci mostra il suo lato umano, il suo desiderio di fare del bene e proteggere le vite altrui, i suoi sforzi di diventare una persona migliore. Inge Schilperoord non ci fa conoscere solamente “Jonathan il pedofilo”, ma ci offre un quadro completo della sua personalità, del suo prodigarsi per sfamare una bambina di dieci anni visibilmente deperita, dei suoi tentativi disperati di salvare la vita ad un pesce trovato agonizzante sul letto di un fiume, dei suoi quotidiani atti d’amore nei confronti dell’anziana madre. Jonathan è senza dubbio una persona malata, ma non è solo questo. L’autrice compie un’analisi lucida e razionale della mente umana e ci conduce nei meandri di una psiche disturbata, consapevole di esserlo e che, tuttavia, riesce a provare del rimorso e del disgusto per se stessa.
Trovo che questo libro sia di una bellezza unica, forte e potente come pochi altri romanzi sanno essere. Ho amato moltissimo lo stile narrativo dell’autrice, il suo sapersi soffermare sui dettagli importanti, tralasciando il resto. Credo che Nuvole di fango sia un romanzo che tutti dovrebbero leggere perché sensibilizza su un argomento scottante, è meravigliosamente narrato e si conclude lasciando in noi una sensazione di vuoto e di triste consapevolezza. Il mio voto non può che essere di 5/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

 

[Recensione] Bossman – Vi Keeland

Buon pomeriggio lettori, ben ritrovati!!
La seconda recensione del giorno è dedicata ad una delle ultime uscite in casa Sperling&Kupfer – Bossman di Vi Keeland, un romanzo bollente che movimenterà senza alcun dubbio la vostra estate!!

BossmanBossman – Vi Keeland
Sperling&Kupfer, 288 pagine
Collana: Narrativa
Genere: Contemporary romance
Cartonato con sovraccoperta, € 17.90
In vendita da: Giugno 2017
È durante il peggior appuntamento della sua vita che Reese incontra per la prima volta Chase Parker. Lei è nascosta nel corridoio del bagno di un ristorante e sta disperatamente chiamando la sua migliore amica perché la salvi da quella serata da incubo. Mentre lui, affascinante, brillante e sfacciato quel tanto che basta, sta ascoltando tutto. Dopo qualche battuta tagliente, i due tornano ai rispettivi tavoli. Reese è molto infastidita, eppure non può fare a meno di spiare di nascosto l’indisponente sconosciuto, seduto all’altro capo della sala. Quando improvvisamente lui si alza e si presenta al tavolo di Reese, è convinta che voglia smascherarla; invece, a sorpresa, lui si siede e, fingendosi un amico d’infanzia, si unisce a lei e al suo accompagnatore, che ancora non ha smesso di parlare della madre. D’un tratto la cena prende tutta un’altra piega. Ma, a fine serata, Reese è decisa comunque a ignorare l’interesse e l’attrazione verso l’intraprendente sconosciuto e a non rivederlo più. È convinta che sia un addio. In fondo, quante possibilità ci sono di imbattersi di nuovo in Chase Parker in una città di otto milioni di persone? Ma soprattutto… quante probabilità ci sono che lui finisca per essere il suo capo un mese dopo? La vita saprà sorprendere Reese con una tentazione irresistibile e una struggente prova d’amore. Tradotti in dodici lingue e con oltre 60 presenze nelle classifiche dei bestseller, i romanzi di Vi Keeland hanno venduto oltre un milione di copie nel mondo. Ora arriva finalmente anche in Italia la storia che ha conquistato il 1° posto sul New York Times: Bossman.


Le giornate in ufficio non sono mai state così appassionantikeelandcard1.png

L’esordio in Italia di una delle autrici più acclamate in America è avvenuto col botto, come da previsione. Già, perché quella che Vi Keeland ci serve su un piatto d’argento è una storia ritmata e coinvolgente sin dalle primissime righe (che, almeno per quanto mi riguarda, sono sempre decisive). I due protagonisti si incontrano casualmente in un locale durante un drammatico appuntamento al buio di Reese, salvata in extremis dall’aitante giovanotto che finge di essere un suo vecchio amico. L’inizio di Bossman è scoppiettante proprio come tutto il resto del romanzo ed è il preludio perfetto di quello che si rivelerà essere un amore travolgente e appassionante. Quante possibilità ci sono che uno sconosciuto incontrato per puro caso in un locale diventi il tuo capo? Poche, direte voi. E avete ragione, eppure è proprio in questa bizzarra situazione che Reese si ritrova, colta di sorpresa e divisa tra il costante desiderio di cedere al corteggiamento del suo boss e il raziocinio, che la spinge invece nella direzione opposta. Provate voi a resistere ad una bellezza come Chase Parker, se ci riuscite. La situazione in ufficio diventa decisamente hot, quindi è consigliato munirsi di ventaglio prima di iniziare la lettura di questo libro (non dite poi che non vi avevo avvisate).
Oltre alla componente romance scopriamo di più anche delle vite private dei due protagonisti e abbiamo modo di apprezzarli ancora di più, nei loro pregi e difetti.
Chase è un personaggio fantastico, equilibrato e sexy, indubbiamente carismatico e dotato di quell’appeal al quale resistere è impossibile. Tra lui e Reese non mancheranno sguardi infuocati e baci roventi, accompagnati però anche da momenti di riflessione e di conoscenza.
keelandcard2.pngBossman è la lettura estiva per eccellenza, è uno di quei libri che si iniziano senza troppe aspettative e che, invece, si finisce per adorare. Il primo approccio con Vi Keeland è stato, per quel che mi riguarda,, decisamente positivo e continuerò a leggerla perché è riuscita ad incuriosirmi – e non tutte le autrici simili a lei per il genere trattato ci riescono.
Insieme a Reese e Chase mi sono divertita ed emozionata, ho completamente staccato la testa dal mondo circostante per l’intera durata della loro storia e mi sono goduta un buon romanzo d’evasione e d’intrattenimento fino all’ultima parola. In estate solitamente si leggono libri più leggeri, io sto facendo invece il contrario, dedicandomi a tutte quelle letture che, per un motivo o per un altro, non sono riuscita a fare nel corso di questo primo semestre del 2017. Per staccare da romanzi intensi e psicologicamente d’impatto Bossman è stata la scelta migliore che potessi fare, mi ha aiutata a distrarmi e a divertirmi e mi ha fatto battere il cuore come non mai. Da lettrice onnivora mi piace spaziare tra un genere e l’altro e questo mi permette sempre di scoprire nuovi autori, tra cui sono ben lieta di inserire Vi Keeland. La Sperling si dimostra per l’ennesima volta una casa editrice attenta alle esigenze dei suoi lettori e ci ha regalato un’altra storia ricca di emozione e passione. Come non ringraziarla?? Il mio voto per questo romanzo è di 4/5 stelline. Alla prossima,
Simona