[Blogtour] La mia ultima estate – Anne Freytag

Buongiorno lettori e buon Giovedì a tutti voi!!
Oggi il Salotto dei libri è lieto di ospitare una tappa dedicata a La mia ultima estate, romanzo commovente e in grado di scuotere la coscienza firmato da Anne Freytag e pubblicato in Italia da Leggereditore.

la mia ultima estate.pngLa mia ultima estate – Anne Freytag
Leggereditore, 250 pagine
Traduzione di: Francesco Vitellini
Collana: Narrativa
Cartonato con sovraccoperta, € 14,90
In vendita da: Maggio 2017

Tessa, diciassette anni, ha atteso a lungo il ragazzo perfetto, il momento perfetto, il bacio perfetto. Pensava di avere ancora molto tempo davanti a sé, prima di scoprire che a causa di un difetto cardiaco le restano poche settimane di vita. Stordita, arrabbiata, disperata, aspetta di morire chiusa nella sua stanza. È un’attesa amara, la sua, perché sa di non aver vissuto a pieno.
Pensa a sé stessa come a una “ragazza soprammobile”, che morirà “vergine e senza patente”. Fino a quando non incontra Oskar e tutto sembra di nuovo possibile. Nonostante Tessa cerchi di allontanarlo, convinta che una relazione sarebbe insensata ed egoistica, lui non le lascia scampo. Oskar sa vedere dietro le apparenze, non ha paura e vuole rimanerle accanto. Pur di sorprenderla, di vedere i suoi occhi brillare per l’emozione, organizza un piano per farle vivere un’ultima estate perfetta. Un viaggio in Italia a bordo della sua Volvo sgangherata per ammirare i tesori di Firenze, sedersi sulla scalinata di Piazza di Spagna, mangiare una pizza a Napoli. Un’ultima estate in cui il tempo non ha importanza e ciò che conta sono solo i sentimenti.


5 motivi per cui vale la pena leggere questo libro

  1. E’ una storia commovente, che ha tanto da insegnare. E’una storia che fa riflettere, che scuote la coscienza, che sprona a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Il tempo a nostra disposizione non è illimitato, quindi usiamolo bene.
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Fonte: Favim.com

2. Leggete questo libro perché pur essendo triste è, per molti aspetti, un vero e proprio inno alla vita, un invito a godersi i bei momenti senza pensare al futuro. La protagonista,Tessa, sa che la malformazione congenita che ha al cuore la porterà inevitabilmente ad una tragica fine, tuttavia trova la forza di vivere nonostante la bomba a orologeria che ha nel petto. E questo è uno dei motivi principali per cui vale la pena imbarcarsi in una lettura del genere, perché pullula di vita, di esperienze, di prime e magiche volte.

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Fonte: Favim.com

3. Leggete La mia ultima estate perché è un libro autentico e genuino, dove la parola che regna sovrana è emozione. Le pagine di questa storia sono cariche di sentimenti contrastanti, devastanti, tormentati. I due protagonisti, Tessa e Oskar, sono due ragazzi giovanissimi e, come ci si aspetta da due persone della loro età, vivono tutto a trecentosessanta gradi, senza filtrare parole, pensieri o emozioni. Ed ecco un’altra cosa che ho amato in questo romanzo, l’autenticità e la naturalezza con cui tutto accade, la voglia di stare insieme e di condividere momenti indimenticabili. Ho amato entrambi i protagonisti, entrambi mi hanno lasciato un bellissimo ricordo e custodirò queste emozioni nel mio cuore per tanto, tantissimo tempo.

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Fonte: Pixabay.com

4. La mia ultima estate è un romanzo scritto davvero bene, quindi altro motivo fondamentale per leggerlo è senza dubbio la prosa intensa e melodiosa dell’autrice. Non è semplice narrare qualcosa di triste, non è semplice perché spesso non ci si riesce ad immedesimare nella sofferenza provata dagli altri e in quello che realmente significa avere una sentenza di morte già annunciata. Anne Freytag, invece, ci è riuscita alla grande: ha saputo rendere alla perfezione i dubbi, le paure, la rabbia di Tessa e, al tempo stesso, anche la sua gioia e voglia di vivere, la felicità di viaggiare alla scoperta di nuovi posti, la sorpresa e l’incredulità di fronte all’ingresso nella sua vita di un ragazzo come Oskar.

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Fonte: WordPress.com

5. Cinque motivi non sono sufficienti a dirvi perché leggere un romanzo così completo e devastante. Cinque motivi sono pochi per esprimere le mille e più emozioni che si sono accavallate dentro di me mentre scorrevo le pagine del kindle e andavo avanti con la lettura. Non fatevi scoraggiare dall’elemento malattia, perché se è vero che nei primi capitoli domina la scena è altrettanto vero che, andando avanti, vi dimenticherete della sua esistenza, perché a prevalere saranno gli occhi innamorati di Tessa, il sorriso irresistibile di Oskar, i loro viaggi e le loro avventure in quella che, senza dubbio, sarà l’estate migliore della loro vita. Leggete questo romanzo se avete voglia di emozionarvi e di abbandonarvi alle lacrime. E’consigliabile avere a portata di mano una scatola di fazzolettini, qualcosa mi dice che ne avrete bisogno.


La playlist

Dedicare una playlist ad un romanzo non è mai semplice, almeno per me. Sono sempre lì alla ricerca della canzone più adatta, di quella che meglio possa rappresentare il romanzo, ma che possa anche rispecchiare le emozioni provate durante la lettura.
Nel libro compaiono spesso numerosi riferimenti alla musica classica – in particolar modo nella prima parte – però creare una compilation di sonate, concerti e compagnia bella non mi sembrava il caso. Ho così scelto 5 canzoni per me calzanti con la storia e coerenti con le mie sensazioni. Spero vi piacciano!

YOU FOUND ME – THE FRAY

COME NELLE FAVOLE – VASCO ROSSI

ALWAYS – BON JOVI

VIVA LA VIDA – COLDPLAY

LET HER GO – PASSENGERS


Cari lettori, per questa tappa è tutto!
Vi lascio qui sotto il calendario completo del blogtour, correte a leggere le tappe delle colleghe sui loro rispettivi blog!! Grazie ad Asia per avermi coinvolta in questa bellissima iniziativa :3
Alla prossima,
Simona

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[Blogtour] Tutti i nostri oggi sbagliati – Elan Mastai

Buongiorno lettori e buon Venerdì!
Oggi sono lieta di proporvi una tappa del blogtour dedicato a Tutti i nostri oggi sbagliati di Elan Mastai, un libro a dir poco geniale pubblicato ad inizio mese da Sperling&Kupfer.

Tutti i nostri oggi sbagliatiTutti i nostri oggi sbagliati – Elan Mastai
Sperling&Kupfer, 370 pagine
Collana: Pandora
Traduzione di: Stefano Bortolussi
Cartonato con sovraccoperta, € 18.50
In vendita da: Maggio 2017

Anno 2016. La Terra è un’oasi di pace, progresso e benessere, grazie a un’invenzione tecnologica che ha risolto problemi come l’inquinamento, la povertà, le tensioni sociali. La gente va in vacanza sulla Luna e, ben presto, potrà anche viaggiare nel tempo. Tom Barren è nato in questo mondo, ma si sente fuori luogo. Trentenne senza arte né parte, figlio di uno scienziato che si vergogna della sua inettitudine, orfano della madre, che era l’unica ad amarlo, Tom è innamorato di una ragazza che non lo ricambia ma per la quale sarebbe disposto a tutto. Anche a sfidare le leggi della fisica pur di cancellare un errore fatale. Tornato indietro nel tempo per raddrizzare il corso degli eventi, Tom combina un guaio. E così, una volta catapultato di nuovo nel presente, si ritrova in un mondo disastroso che stenta a riconoscere. Incompetenza tecnologica, inquinamento, caos politico: è il nostro 2016, non il suo. Eppure, in questo oggi sbagliato, Tom scopre di avere una carriera invidiabile, un’intera famiglia che lo ama e forse, finalmente, un’anima gemella. E allora, meglio tentare di restituire all’umanità l’utopia perduta, o restare a godersi la felicità in questo mondo imperfetto? Nella storia travolgente di Tom, irresistibile antieroe che ha in mano le sorti dell’universo, si specchia l’avventura straordinaria di ogni vita comune: la concatenazione di scelte, giuste o sbagliate, che finiscono per definirci; le infinite strade alternative che avrebbero tracciato un’esistenza completamente diversa. C’è il destino multiforme e sfuggente, che a volte è una materia malleabile, e a volte si manifesta con la pura casualità di un limone piazzato sul nostro cammino. Ci sono tutte le persone che ci acccompagnano, la fatica di crescere e il coraggio di cambiare. C’è, sopra tutto, l’amore: costante di ogni percorso e variabile imprevedibile – perché anche i più complessi problemi di fisica sono uno scherzo, paragonati alle contraddizioni del cuore umano.


E se potessi tornare indietro nel tempo
per cambiare il tuo destino?

mastaicard1.pngTutti i nostri oggi sbagliati è un libro a dir poco geniale. Ho pensato e ripensato al modo in cui avrei potuto definire questa lettura e credo proprio di aver trovato il termine più appropriato. E’la prima volta in tutta la mia vita che mi capita di leggere qualcosa di simile e ne sono rimasta totalmente spiazzata, infatti scrivere questa recensione non sarà facile, ve lo anticipo.

Ci troviamo nell’anno 2016, in un mondo però ben lontano e diverso dal nostro: il 2016 in cui vive Tom Barren, il protagonista, è altamente evoluto e tecnologico, la scienza è avanti anni luce e la parola d’ordine della società è senza dubbio progresso.
Purtroppo per lui (e per gli altri) Tom è un perfetto pasticcione, apparentemente sembra non eccellere in nulla anzi, sembra trascinarsi dietro solamente una scia di fallimenti e di obiettivi mancati. La sua situazione è resa ancora più grave dall’essere figlio di Victor Barren, il genio della scienza che sta sviluppando da anni un sistema matematico sicuro e affidabile per compiere una delle imprese più importanti di sempre per l’umanità: viaggiare nel tempo. La società utopica di questo 2016 si basa sul Motore di Goettreider, un macchinario che sfrutta la rotazione terrestre per produrre energia pulita e sicura, in grado di garantire alla società progresso, stabilità e benessere. Lo scopo del lavoro del dottor Barren è quello di riportare i crononauti (coloro che per primi viaggeranno nel tempo, un team di scienziati selezionati e preparati) indietro fino ad arrivare all’11 Luglio 1965, giorno in cui Goettreider azionò per la prima volta il celebre motore che designò le sorti di tutto il mondo. Progetto ambizioso – direte voi – e avete ragione, soprattutto se a complicare le cose c’è un figlio imbranato che agisce dettato dall’impulso e non dalla ragione. Aspettatevi sempre di trovare lo zampino di Tom in questo libro, perché ne combinerà davvero di tutti i colori. A sua discolpa possiamo dire che è sempre in buonafede, tuttavia alcune delle sue azioni cambieranno per sempre il corso degli eventi e sulla storia. Ve la faccio breve: per rimediare ad un errore di portata epica Tom decide, all’insaputa di tutti, di tornare indietro nel tempo per cercare di riparare al danno e di evitare una tragica fine alla persona di cui è innamorato. Esatto, l’amore… origine e fine di ogni azione, causa ed effetto di ogni avvenimento. Anche in questo caso è per amore – affiancato da una massiccia dose di senso di colpa – che il passato viene bruscamente sconvolto, cambiando per sempre il mondo conosciuto da Tom, mondo che noi non conosceremo mai.

Anno 2016, parte due. Dopo aver combinato ulteriori danni Tom si risveglia in un letto d’ospedale circondato dai suoi genitori. Di strano c’è che nella vita precedente sua madre era morta e il rapporto con suo padre era praticamente nullo e, soprattutto, Tom scopre di chiamarsi John. Complicato, vero? Effettivamente il romanzo non è di facile lettura, pur essendo scorrevole e fluido, spesso e volentieri comprendere tutto ciò che ci viene narrato non è affatto semplice, soprattutto perché vengono utilizzati paroloni scientifici, formule matematiche e fisiche, elaborate spiegazioni di teorie e ipotesi varie.
Importante: non fatevi scoraggiare da una prima parte prettamente tecnica, stringete i denti e tenete duro perché, andando avanti, tutto andrà al proprio posto e riuscirete a destreggiarvi al meglio tra le pagine di quest’avventura spaziale.
mastaicard2.pngTornando a Tom/John, nel nuovo 2016 il nostro imbranatissimo protagonista scopre di essere tutt’altro che lo sfigato cui siamo abituati: ha un lavoro soddisfacente, è un uomo stimato e riconosciuto a livello nazionale, ha una famiglia unita e – addirittura – una sorella. Tom/John stenta a credere ai suoi occhi e pensa di aver subito un notevole trauma cranico tra uno spostamento temporale e l’altro. Eppure, poco per volta, comincia ad abituarsi alla sua nuova vita, al cambiamento che l’inaspettato viaggio nel tempo ha causato nella sua esistenza. E da qui si apre l’interrogativo più grande del romanzo: quanto può la scelta di un singolo influenzare ciò che lo circonda? E’possibile che una sola, piccola azione – come attivare una leva – possa addirittura cambiare il mondo?
Tutti i nostri oggi sbagliati è una metafora in chiave letteraria che spinge a riflettere sull’importanza delle scelte e sul potere che una decisione, anche piccola, ha sulla nostra vita e su quella degli altri. Altro messaggio importante è quello di fermarci un attimo e di osservare il mondo che ci circonda: da anni, ormai, l’uomo sta distruggendo praticamente tutto il bello che questa Terra ha da offrirci e chiedersi cosa succederà quando non ci sarà più nulla da distruggere è inevitabile. Dove ci porterà il progresso? Peggiorerà o migliorerà il nostro stile di vita spesso esagerato e al limite? Arriveremo mai a raggiungere anche noi quella società perfetta e pacifica del 2016 parallelo da cui proviene Tom?

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Il bello di questo romanzo è che va ben oltre il puro e semplice viaggio nel tempo. Si, indubbiamente la tematica principale e più interessante è proprio questa, però se leggiamo con attenzione tra le righe scopriremo una serie di messaggi impliciti che spetta a noi portare in superficie. Anche l’amore e il sentimento sono importanti in una storia così apparentemente scientifica e razionale: Mastai ci fa capire come tutto parta proprio da lì, dal cuore, dall’impulso, dalla mancanza di controllo. Tutti i nostri oggi sbagliati contrappone scienza e irrazionalità, se da un lato viene spiegato a puntino tutto ciò che riguarda il funzionamento meccanico e tecnologico, dall’altro si dà spazio all’emozione e agli sbagli. Sbagliare è tipico dell’uomo, dopotutto, e questa scelta ha reso ancora più bello e apprezzabile il contenuto di un libro che avrei voluto non finisse mai.

Spesso mi chiedo cosa succederebbe se potessi tornare indietro nel tempo.
C’è qualcosa che cambierei o che, al contrario, rifarei?
Sicuramente vi direi che potrei  agire con meno impulso in determinate situazioni, che potrei cercare per quanto possibile di evitare sbagli e scelte azzardate, che potrei essere più razionale e meno avventata. Penso però che tutto ciò, errori in primis, abbiano contribuito a rendermi la persona che sono oggi, quindi dopotutto sono contenta così, non cambierei nulla. E voi? Cambiereste qualcosa oppure no?

Cari lettori, spero di essere riuscita a trasmettervi la mia soddisfazione riguardo questo libro, che ribadisco è geniale e fuori dal comune, qualcosa che probabilmente vi capiterà di leggere solo una volta nella vita. Quindi, visto che il tempo a nostra disposizione non è illimitato, perché non correte subito in libreria? Il mio voto è di 4,5/5 stelline.


Siete curiosi di conoscere qualcosa in più riguardo l’autore di questo straordinario romanzo?? Se la risposta è sì vi basterà cliccare sul link sottostante per leggere l’intervista presente sul sito di Sperling&Kupfer!

http://www.sperling.it/blog/unintervista-a-elan-mastai/


Vi lascio il calendario con le altre tappe del blogtour, non perdetevi l’ultima tappa su Il rumore dei libri, che andrà online il 30 Maggio!!

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Alla prossima,
Simona

[Blogtour] La rosa del califfo – Renée Adhieh

Buongiorno lettori,
come state?? Come è andato il vostro weekend? Io sono stata a Milano, a Tempo di Libri, un’esperienza unica che vi racconterò nei prossimi giorni 🙂
Oggi inauguro la settimana con il blogtour di un libro che aspettavo con ansia e che, finalmente, è arrivato qui da noi! Sto parlando de La rosa del califfo, sequel de La moglie del califfo – pubblicato lo scorso anno dalla casa editrice Newton Compton.

La rosa del califfo.jpgLa rosa del califfo – Renée Adhieh
Newton Compton, 378 pagine
Collana: Nuova Narrativa Newton
Genere: Young Adult
Traduzione di: Arianna Pelagalli e Lorena Palladini
Cartonato con sovraccoperta, € 10.00
In vendita da: Aprile 2017

Shahrzad è stata la moglie del califfo del Khorasan. Era giunta nella sua dimora con lo scopo di vendicare la morte di altre fanciulle andate in sposa a lui. Poi il suo piano è saltato, Khalid non è infatti il mostro che tutti credono. È un uomo tormentato dai sensi di colpa, vittima di una potente maledizione. Ora che è tornata dalla sua famiglia, Shahrzad dovrebbe essere felice, ma quando scopre che Tariq, suo amore d’infanzia, è alla guida di un esercito e sta per muovere guerra al califfo, la ragazza capisce che deve intervenire se vuol salvare ciò che ama. Per tentare di evitare una sciagura, spezzare quella maledizione, ricongiungersi a un uomo di cui ora scopre di essersi innamorata, Shahrzad farà appello ai suoi poteri magici, a lungo rimasti sopiti dentro di lei…


SHARHZAD

Shazi

Sharhzad è la protagonista femminile della duologia di Renèe Adhieh, un’eroina indimenticabile che ricalca le orme della quasi omonima Sherazade de Le mille e una notte. Che l’autrice abbia tratto ispirazione dalla famosa storia sopra citata è indubbio, e questo lo sa bene chi ha già letto La moglie del califfo, perché le somiglianze tra le due protagoniste non sono poche: entrambe sono forti, coraggiose e determinate più che mai a vendicare i propri cari, entrambe sanno ammaliare il califfo con storie bellissime e racconti mozzafiato, ed entrambe sapranno uscire vincitrici da una guerra che sembrava persa in partenza. Ne La moglie del califfo Shazi si offre “volontaria come tributo” per finire in sposa a Khalid, il califfo del Khorasan che ogni sera sceglie una nuova moglie e che, puntualmente, fa giustiziare all’alba del giorno seguente. Sharzhad è convinta di poter fermare questa carneficina e, per salvare se stessa e tutte le ragazze del villaggio a rischio, aguzzerà non poco l’ingegno. Ho trovato questo personaggio particolarmente ben riuscito, Shazi possiede tutto ciò che un’eroina dovrebbe possedere: arguzia, bellezza, talento, faccia tosta e coraggio. Dimenticatevi protagoniste vittime che si lagnano due pagine su tre, dimenticate principesse che aspettano di essere salvate: Sharhzad ha gli attributi e lo dimostra in più di un’occasione e, credetemi, è una vera e propria forza della natura. Travolgente, con i suoi occhi penetranti e profondi, farà capitolare il giovane califfo ai suoi piedi e, a sua volta, cadrà vittima del fascino del suo nemico. Una storia d’amore bellissima e tormentata è quella che ci ha regalato La moglie del califfo, terminato con un cliffhanger perfido e che mi ha fatta patire non poco.
Solitamente preferisco i personaggi maschili (e, anche in questo libro, ho amato profondamente Khalid), ma in questo caso ho scelto di parlare della protagonista femminile perché mi ha colpita davvero tantissimo, mi ha conquistata e fatta innamorare e ora DEVO assolutamente sapere cosa succederà ne La rosa del califfo, non posso attendere oltre. Mi piacerebbe leggere più spesso di donne come lei all’interno dei libri, donne guidate dalla ragione e dal cuore, donne che sanno perdonare e comprendere e, soprattutto, non giudicare secondo le apparenze. Sharzhad è una vera e propria principessa, è la sola e unica in grado di fermare la maledizione che affligge Khalid, la sola che possa tenere in pugno il suo cuore.

SHARHZAD: canzoni adatte al suo personaggio

Capita anche a voi, quando leggete un libro, di immaginare canzoni adatte ad un personaggio o ad una situazione o, ancora, ad un determinato momento? A me sì, capita praticamente sempre. Di seguito vi lascio qualche canzone che mi ha fatto pensare alla nostra Shazi:

ROAR di Katy Perry

IL MONDO E’MIO di Aladdin

GEMINI di Fire Inside



Insieme alle altre ragazze abbiamo pensato di rendere questo blogtour più interattivo e dinamico, dunque ad ogni tappa troverete un contenuto extra ispirato al libro da poter scaricare e utilizzare nella vita quotidiana! Qui di sotto trovate il calendario per l’anno 2017:

https://drive.google.com/file/d/0B9VNQ2hA2DANSnV3b1RhdjF1ZEU/view

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Un ringraziamento speciale a Clarissa Citterio per aver realizzato questi favolosi contenuti! Che ne dite? Vi piacciono?

Cari lettori, per questa tappa è tutto! Vi invito a seguire nei prossimi giorni gli articoli delle mie colleghe e amiche blogger, che vi regaleranno approfondimenti sugli altri personaggi e altri contenuti divertenti e innovativi!
Alla prossima,
Simona

califfo calendario

 

[Blogtour] Noi, gli unici al mondo – Siobhan Vivian

Buongiorno lettori,
oggi Il Salotto dei Libri è lieto di ospitare l’ultima tappa del blogtour dedicato a Noi, gli unici al mondo di Siobhan Vivian, pubblicato proprio qualche giorno fa dalla Newton Compton. Quando leggerete questo articolo io sarò, molto probabilmente, a girovagare per gli stand di Tempo di Libri a Milano, però – mi raccomando – continuate a leggere, perché questo libro merita davvero tantissimo!

Noi, gli unici al mondoNoi, gli unici al mondo – Siobhan Vivian
Newton Compton, 416 pagine
Collana: Anagramma
Genere: Narrativa
Cartonato con sovraccoperta, € 10,00
In vendita da: Aprile 2017
Cosa puoi fare se la tua città si sta inabissando, sommersa dall’acqua, e a tutti è stato ordinato di fare i bagagli e andarsene? Mentre gli adulti sono impegnati a pensare a come sarà il futuro, a mettere al sicuro i propri beni e a cercare nuovi luoghi in cui poter vivere, Keeley Hewitt e i suoi amici vogliono invece trovare il modo per rendere indimenticabili le ultime ore che trascorreranno insieme ad Aberdeen. E allora ecco che cominciano a organizzare feste d’addio incredibili per chi è in partenza per sempre, balli di fine anno in case abbandonate. Per Keeley, lasciare quel posto significa anche dire addio al ragazzo che ha sempre amato. Ma proprio quando crede di aver perso tutto, ecco che il destino le regala un incontro inaspettato. E forse la fine di Aberdeen coinciderà con l’inizio della sua prima storia d’amore…


L’ULTIMO GIORNO NELLA NOSTRA CITTA’

Chiudete gli occhi e immaginate la vostra città, quella che vi ha visto crescere, diventar grandi, prendere decisioni non sempre giuste. Immaginate le strade e i colori, i sapori e gli odori, i volti conosciuti di amici e famigliari. Immaginate la piazza, i cortili, la Chiesa.
Fatto? Adesso – sempre a occhi chiusi, mi raccomando – immaginate che tutto ciò stia finendo sott’acqua, inabissato sotto litri e litri del liquido più importante della nostra vita. Che fare?? Come rendere indimenticabili le ultime ore in questo posto tanto amato?

Io sono nata e cresciuta a Roma, una città dai mille volti, conosciuta in tutto il mondo come la città eterna. In effetti, cari lettori, questo appellativo se lo merita tutto: Roma è caotica, disordinata, controversa – ma, al tempo stesso è unica, non troverete nessuna città che possa eguagliarla (non lo dico perché sono romana, ma perché è così). Roma si odia o si ama, ma in entrambi i casi si vive e questo è indiscutibile.
Vediamo cosa si potrebbe fare insieme durante l’ultimo giorno a spasso per le vie del centro:

1.Visita al Colosseo e ai Fori Imperiali  

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Un giro in questi posti fantastici sarebbe d’obbligo. Il Colosseo e i Fori Imperiali simboleggiano Roma, sono la prima cosa che ogni turista si precipita a visitare, quindi sarebbe giusto dar loro l’ultimo saluto e, perché no, magari fare un giro in risciò nelle vicinanze.

2. Passeggiata in via Del Corso (e simili)

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Un giro nella via più famosa della capitale proprio non potrebbe mancare. I colori e i rumori di questo posto vorrei portarli per sempre con me, così come il turbinio di voci, le insegne luminose dei negozi, l’odore della pizza e dei vari ristoranti tipici di cucina romana. Vorrei salire sul Campidoglio e ammirare la piazza sottostante, dall’alto.

3.Organizzare una festa d’addio

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Stop con la malinconia. Dopo aver visitato la città una bella festa è d’obbligo. Parole d’ordine? Amici e bevande a non finire. Ah, dimenticavo: e tanta musica! L’ultima sera nella mia città vorrei passarla così, in compagnia delle persone a cui voglio bene, musica a palla che rimbomba nelle casse e danza a non finire.

4.Giro in libreria

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La città sta affondando, possiamo forse lasciare incustoditi i nostri tesori preferiti? Direi di no. Armiamoci di pazienza e buste capienti, perché un giro in libreria è d’obbligo!

5.Trascorrere del tempo con la persona amata

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Altra cosa che non può mancare è trascorrere del tempo con la persona amata. Probabilmente entrambi riuscirete a mettervi in salvo, ma – non so voi – a me piacerebbe prendere per mano il mio fidanzato e salutare con lui la città che ha visto nascere e crescere il nostro amore.

6.Fare tante foto

photoSembrerà banale, eppure non lo è. La città sta affondando, probabilmente non la vedremo mai più… perché non fotografarla? Perché non portare con noi un pezzo della nostra vita che non riavremo più indietro? Io fotograferei senza sosta, fino a sentire male alle dita.

7.Portare con sé lo stretto necessario per sopravvivere

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Come non pensare poi a tutelare la propria salute? Uno zaino con i beni di prima necessità è indispensabile! Dentro metterei: vestiti, cibo, una cartina geografica, coperte, torce e tutto ciò che di utile possa venirvi in mente. Probabilmente non sarei agevolata perché non ho mai fatto un campeggio in vita mia (shame on me) e la mia parte “wild” è rimasta finora ben nascosta, però per sopravvivere state pur certi che mi adatterei a tutto!


Cari lettori, questo è tutto ciò che mi viene in mente – e ciò che farei – nell’ultimo giorno di vita a Roma. Voi cosa fareste? Se avete da aggiungere altro fate pure (io appunto tutto, non si sa mai) XD

Questa era l’ultima tappa del blogtour dedicato a Noi, gli unici al mondo. Se ancora non lo avete fatto vi invito a visitare i post delle colleghe, andati online nei giorni scorsi:

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Infine, prima di salutarvi ci tengo a precisare che tutte le foto tranne una sono prese dal web, pertanto i credits spettano a quei siti o a quelle persone da cui sono state originariamente pubblicate.
Alla prossima,
Simona 

[II tappa blogtour] Nel profondo della foresta – Holly Black

Buongiorno lettori, bentornati al Salotto dei Libri!!
Oggi altro blogtour, questa volta dedicato al fantastico mondo delle fate: ditemi che non sono la sola ad essere affascinata da queste creature, ditemi che anche voi credete nella loro esistenza e andate a caccia di quante più informazioni possibili nella rete! C’è stato un periodo della mia vita in cui sono stata particolarmente attratta dal cosiddetto “piccolo popolo” e ho comprato di tutto e di più: libri, gnomi portafortuna, fatine colorate e tutta l’oggettistica varia che possa venirvi in mente. Quando mi è stato proposto di unirmi a questo blogtour e di dedicare l’articolo ad alcune delle leggende fatate più belle non ho potuto dire di no, per cui eccomi qui! Prima di addentrarci nella foresta incantata vi presento il libro a cui questo tour è dedicato: si tratta dell’ultimo romanzo di Holly Black in uscita Martedì 11 Aprile per Mondadori Chrysalide e si intitola Nel profondo della foresta.

nel profondo della foresta.jpgNel profondo della foresta – Holly Black
Mondadori, 252 pagine
Collana: Chrysalide
Genere: Fantasy Young Adult
Traduzione di: Francesca Novajra
Cartonato con sovraccoperta, € 18.00
In vendita da: Aprile 2017
Nel profondo della foresta c’era una bara di vetro che giaceva sulla nuda terra. Dentro vi riposava un ragazzo con le corna in testa e orecchie affilate come coltelli… Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte. Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato. Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai. Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade… sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città. Fiaba moderna dalle sfumature dark, appassionante e ricca di colpi di scena, Nel profondo della foresta segna il ritorno di Holly Black ai romanzi delle origini che l’hanno fatta conoscere, e amare, dai lettori.


La leggenda della selkie, la fata – foca

selkie

Nella tradizione orale irlandese si racconta che la selkie sia una foca che può prendere sembianze umane e divenire una splendida donna.
Nella loro forma da foca vivono nell’oceano in grandi gruppi gregari, spesso non distinti dalle foche vere e proprie. Nelle notti di luna piena le selkies possono scegliere di nuotare fino alle spiagge, spogliarsi del loro manto di foca e diventare donne, godendo del crepuscolo e delle sensazioni dell’essere umano. Ma le selkies devono prestare grande attenzione a dove ripongono il loro manto: nello sfortunato caso che un uomo se ne appropriasse, sarebbero a lui legate per sempre. Si racconta che una notte, sulla piccola isola di Inis Oirr, Séan O’Shea incontrò una ragazza dai lunghi capelli rossi che sedeva nuda sugli scogli, cantando una canzone che parlava del Grande Padre Mare.
Séan, osservando la ragazza da lontano, vide la pelle di foca poco distante da lei e invaghitosi della giovane decise di prenderla con sé. Da quel momento, la ragazza divenne la moglie di Séan, incapace per incanto di separarsi da lui. Passarono molti anni e Séan e la selkie ebbero una bambina che entrambi amavano e coccolavano. La selkie era docile, affettuosa, una madre perfetta ed una moglie gentile, ma non perse mai il suo sguardo malinconico. Ogni notte, alla fine dei lavori domestici, sedeva sugli scogli a guardare il mare cantando tristi melodie a suo padre, il Mare, dal quale non riusciva a separarsi. Il tempo passò, la bambina crebbe e la selkie si innamorò veramente del suo uomo; ma una notte, nascosta in un vecchio canestro in fondo alla cantina della casa, trovò il mantello di foca che suo marito aveva nascosto per tanto tempo. Il mattino dopo, Séan trovò soltanto una scritta fatta con un dito in un pugno di farina sparsa sul tavolo: “Vi amo”. Ma di sua moglie non c’era traccia, e Séan e la bambina non la videro mai più.


Fate del fuoco

Fata del fuoco

Il Fuoco è un elemento naturale, il più puro in assoluto. Considerato sin dai primordi della civiltà umana, il Fuoco è sempre stato oggetto di culto, a cui venivano attribuite proprietà magiche. Al Fuoco vengono associati fenomeni fatati.
Durante i riti magici, negli Equinozi e nei Solstizi, venivano accesi dei focolari nei boschi, e si ballava intorno al fuoco. Globi infuocati che ruotano nell’aria, fiamme che escono dal terreno, fulmini nel cielo… lì ci sono le Fate del Fuoco. Esse dimorano tra le fiamme di un fuoco o tra le scintille dei lampi, nei pressi di fonti di calore, dalla tenue luce di una candela sino al più attivo dei vulcani, o anche dentro ad un lampo nell’elettricità statica dei vestiti.
Le Fate dello Spirito del Fuoco sono le più accattivanti fra tutte le Fate.
Danzano fra le fiamme, con i lunghi capelli dalle rosse tinte che sembrano lingue di fiamma, avvolte da lunghi veli rossi, gialli, arancio, ma sono creature molto particolari: non si mostrano mai deliberatamente agli esseri umani, e se gli uomini le sorprendono mentre ballano e cantano fra di loro, distruggendo così la loro pace, la loro furia è spaventosa e fuggono, distruggendo tutto ciò che incontrano nella loro fuga.
Queste Fate si manifestano attraverso la luce. Sono dette infatti, “Fate Splendenti”. Esse proteggono le passioni, gli amori intensi e la voglia di vivere. Se si è uno dei pochi fortunati ad averla in casa, o semmai ci si dovesse trovare alla presenza di una di loro, bisogna rammentare di trattarla bene e mostrarle gratitudine, estrema gentilezza, dacché esse sono assai mutevoli di natura, e qualora dovessero sentirsi offese, potrebbero diventare terribilmente ostili.
Le più forti ed energetiche creature di tutti e quattro gli Elementi sono senz’altro le Fiammelle, appartenenti, naturalmente, agli Spiriti del Fuoco. Senza di loro, il Fuoco non potrebbe esistere, infatti è il loro intervento che dà origine a quella piccola scintilla che diventerà poi il Fuoco.
Il loro aiuto può essere richiesto, ma attenzione, potrebbe anche diventare maldestro, perché anche la Fiammella più leggera può dare origine ad un fuoco tremendo fuori dal suo controllo, specialmente perché queste Fate non comprendono quasi totalmente il risultato delle loro azioni.
Si presentano come delle scintille, o delle piccole palle di fuoco, sono anche in grado di cambiare le loro dimensioni a piacimento. Si possono, in natura, trovare anche sotto forma di lucertola, rimanendo inerti vicino alle fonti di calore.
L’Angelo guardiano è MICHELE. I segni appartenenti a questo Elemento sono: l’ARIETE, il LEONE e il SAGITTARIO.
Tra le più conosciute menzioniamo dunque, le Fiammelle ed anche le Salamandre.
Fiammelle. Si presentano come sfere infuocate e sono in grado di mutare le proprie dimensioni. Come sopraindicato, fra tutte le Fate sono le più forti ed energiche; senza di loro, infatti, il Fuoco non potrebbe esistere.
Salamandre. Sono completamente differenti dalle creature con lo stesso nome. Le si descrive come creature agili e snelle, che abitano in prossimità dei vulcani in attività. Hanno l’aspetto di lingue di fuoco o di sfere luminose vaganti nell’aria, ed essendo intimamente legate al Fuoco, è possibile contattare le Salamandre in zone vulcaniche o in località desertiche.


Fate della Terra

Fate della terra

Le Fate della Terra rappresentano lo spirito della Natura e la sua forza. Esse risiedono tra rocce e caverne o nei meandri della terra, e difficilmente lasciano i propri territori, conducono una vita stanziale. Hanno il compito di mantenere integra la struttura fisica del terreno, proteggono la fertilità e la famiglia. Hanno compiti che richiedono grande dispendio di energia, infatti sono sempre indaffaratissime: esse si preoccupano di coltivare terreni, controllare i raccolti e proteggerli, lasciando cadere dalle loro ali la polvere magica. Essendo legate alla Terra, queste Fate sono solite regalare oro od altri metalli preziosi agli umani, e possono anche aiutare gli uomini a trovare tesori nascosti, a scoprire miniere di pietre preziose, a coltivare con amore e successo il proprio giardino. Sono le più amate fra coloro che vivono in montagna, e sono particolarmente benevole. Dove vivono le Fate della Terra vi è sempre abbondanza, prosperità ed allegria, in quanto la loro presenza allontana la sfortuna.
Esse collaborano molto con le Fate dell’Acqua per continuare a far vivere ciò a cui loro stesse danno vita, alberi, piante, fiori… e si aiutano anche con le Fate dell’Aria per la variazione dei climi e per la riproduzione di fiori e piante, ma quando una Fata della Terra ed una Fata del Fuoco si trovano a litigare, possono originare l’eruzione di un vulcano.
Le Fate della Terra sono le più varie perché comprendono le Fate degli alberi, dei fiori, delle rocce e delle caverne. Queste Fate sono spesso di carnagione ambrata, proprio a voler dimostrare la loro rappresentanza della Terra. Bellissime e colorate anche queste, come tutte le altre, si distinguono per il loro semplice vestire, amano abiti semplici senza troppi ornamenti, e preferiscono stare posate sulla terra, sul ramo di un albero o sul petalo di un fiore piuttosto che in volo.
Amano la danza più movimentata, che talvolta non regolano, creando scosse del terreno che noi definiamo terremoti. Si dice che quando queste Fate muoiono si trasformino man mano in sabbia del deserto o del mare, a loro scelta.
Tra le Fate della Terra, molto conosciute sono le Driadi (Fate degli alberi) e le Lusuri. Le piccole luci colorate, a volte simili a lucciole e a volte “grandi come mastelli”, erano chiamate Lusuri, e si racconta fossero delle trasformazioni delle Entità Fatate. Si credeva infatti, che gli abitanti dei mondi sottili sapessero trasformarsi in luci e che, in tali sembianze, andassero a visitare quegli umani che per qualche motivo, erano da loro ritenuti interessanti: a volte si trattava di persone buffe o maldestre, che proprio grazie a queste qualità, divertivano a tal punto le Lusuri, che le si poteva vedere muoversi all’impazzata, come se fossero scosse da risa irrefrenabili; altre volte invece, erano le persone particolarmente sensibili che ricevevano, da queste visite, fortuna e gioia.
Ancora oggi può accadere che gli Esseri Fatati si manifestino in forma di piccole o grandi luci, talvolta bianche e talvolta colorate nei modi più diversi, nel mondo degli uomini. Tuttavia gli uomini moderni, che non sono più in grado di conoscere e riconoscere la causa occulta di tali manifestazioni, di fronte a questi fenomeni, o danno di essi una spiegazione scientifica, ed in tal caso generalmente li definiscono fulmini globulari o fenomeni luminosi d’origine elettrica oppure, specialmente quando le luci sono particolarmente grandi e si muovono rapidamente nel cielo, li scambiano per dischi volanti, UFO ed astronavi extraterrestri. L’Angelo guardiano è AURIEL. I segni appartenenti a questo Elemento sono: TORO, VERGINE, CAPRICORNO.


Fate dell’aria

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Dominatrici del cielo, Spiriti Elementali dell’Aria. Aggraziate e femminili, ma turbolente come i venti che esse sollevano, libere come gli uccelli che si sorreggono in volo, passionali e mutevoli come le condizioni atmosferiche che aiutano a creare… si muovono sospinte dai venti, come cristalli di neve…
Creature bellissime, le Fate delll’Aria girano nude o velate da una leggera veste d’argento, abitano i cespugli di timo e di rose bianche, ed amano cantare tutto il tempo melodie dolcissime ed ammalianti. Se si vuole averle come vicine di casa, basta tenere in giardino o sul balcone una pianta di timo o di rose bianche ma attenzione: sono assai timide e, se sorprese, scompaiono all’istante e con loro scompare anche il cespuglio nel quale si celano.
Queste Fate possiedono la capacità di tramutarsi da bellissime fanciulle in megere spaventose, che percorrono la campagna ululando come forsennate. Quando questo accade il vento scuote furioso gli alberi, e la gente dice che le Fate siano arrabbiate…
Le Fate dell’Aria sono le più “evolute” di tutte le altre, poiché in esse sono racchiusi i Quattro Elementi: le ali, simbolo dell’Aria; le gambe, della Terra; lo scintillio, del Fuoco, ed infine la fluidità, simbolo dell’Acqua.
Tutte le Fate che caratterizzano questo Elemento hanno dunque le ali, ed il loro compito è il più svariato: dal produrre la più dolce brezza al più violento uragano, incitando i turbini di vento che preannunciano le tempeste di acqua o sabbia, ed urlando con le burrasche che flagellano i mari. L’Aria è una forza creativa e quindi caratterizza queste Fate rendendole intellettualmente versatili, sono molto attratte dalle persone creative e molte volte, sotto forma di muse, donano loro l’ispirazione.

Le Fate dell’Aria sono le più eteree di tutte, quasi evanescenti, esse proteggono il libero pensiero, l’intelligenza e l’individualità. Sono Fate che viaggiano molto, erranti, curiose e molto amichevoli. Sono le Fate protettrici dei bambini e quelle che più amano aiutare le persone in difficoltà.
Inoltre, esse spesso collaborano con le Fate dell’Acqua, a cui sono legate profondamente.
L’Angelo guardiano di questo Elemento è RAFFAELE. I segni appartenenti a questo Elemento sono: GEMELLI, BILANCIA ed ACQUARIO.
Tra le più conosciute ricordiamo: le Sylphs e le Comeles.
Sylphs: o Silfidi, sono conosciute anche come Spose del Vento. Figlie del vento e della folgore, da uno ereditarono la velocità e dall’altra la luce. Splendide, molto simili alle Ninfe, nelle leggende sono descritte come Entità Fatate aventi la capacità di trasformarsi da leggiadre fanciulle in terribili arpie dalla bocca sdentata. Parlano la lingua degli uccelli, e la loro residenza tipica è sulla cima delle montagne. Esse vivono perlopiù celate nei cespugli di rose bianche, avvolte in vesti argentate, cantando dolcissime nenie. Non è difficile scorgerle danzare leggiadre nelle giornate di pioggia, ma una volta accortesi di essere state scoperte, scompaiono improvvisamente assieme al loro cespuglio di rose selvatiche. Queste Fate conoscono il futuro e il passato, ma non il presente. Si nutrono di rugiada e miele, e traggono forza dalla luce dell’Aurora. Si narra fosse loro potere trascinare e far annegare nell’acqua i viandanti scortesi. Nessuno può tenere loro testa quando si arrabbiano, almeno quattro volte l’anno, ovvero all’inizio delle quattro stagioni, laddove si scatenano in sfrenate corse, facendo roteare l’aria in pericolosi mulinelli, e facendo scatenare uragani e piovaschi tremendi.
Comeles: Sono le responsabili di fenomeni atmosferici, come nebbia e foschia. Una volta l’anno, in autunno, escono dalle loro grotte per celebrare “La sera del Destino”, rito durante il quale, si afferma che giocassero con il Destino e la ragione degli uomini.


Fate dell’acqua

Fata acqua

L’Acqua è Elemento di rigenerazione e purificazione, e numerosi miti la vedono come protagonista dell’origine della vita. L’acqua poteva anche guarire, e sovente era ad essa e alle entità che la rappresentavano, che le popolazioni antiche si rivolgevano per ottenere la grazia della guarigione.
Per le popolazioni nordiche, ad esempio, l’acqua contenuta nel ghiaccio primordiale si sciolse grazie al vento caldo del Sud, gocciolò e diede origine al primo essere vivente, il gigante Ymir. Nei miti babilonesi, invece, all’inizio di tutto esisteva solo la distesa delle acque primordiali; da questa distesa si separarono due principi, l’uno rappresentante le acque dolci su cui poggiava la Terra, l’altro le acque salate, e quindi il mare, da cui uscirono tutte le creature. In molte altre tradizioni l’Acqua rappresenta il Caos primordiale, da cui emergono le terre e da cui ha origine la vita. La stessa Afrodite, Dea dell’Amore e della Bellezza fascinatrice, era nata dalla schiuma del mare (dal greco afros = schiuma bianca), e le sue sacerdotesse, ogni primavera, si bagnavano nel mare e ne riemergevano vergini, a sottolineare il potere rigenerante e purificante dell’Acqua.
Questa categoria di Fate comprende non solo le Fate acquatiche, ma anche le Sirene e le Ondine. Le Fate dell’Acqua sono di aspetto delicato, ma sono forse le più forti tra le Fate, e sono tra le più belle delle Fate degli Elementi. Le Fate acquatiche sono quelle che conoscono i segreti dell’inconscio umano e sono capaci di entrare dentro la mente degli uomini, leggendone i pensieri. Proteggono la vita e le persone dotate di poteri esoterici. Le Fate che rappresentano quest’Elemento vivono tra le acque dei fiumi e delle sorgenti, in limpidi laghi e nelle profondità dei mari, donando gioia agli umani con canti ammaliatori e seducenti danze. In generale le Fate acquatiche sono le Ninfe, giovani e bellissime fanciulle che amano tessere, filare, danzare, cantare e specchiarsi, pettinandosi in riva a fiumi, laghi, sorgenti. Al tramonto o alla luce dell’alba è possibile spiarle, vicino all’acqua, intente nelle loro occupazioni, ma attenzione: gli umani che si imbattono nelle Ninfe ne sono eccitati ed attratti irresistibilmente, una grande gioia li invade e, incuranti, le seguono nelle acque dove fatalmente, annegano. Dolci ed affascinanti, le Ninfe possono trasformarsi in mostri furiosi che tutto travolgono al loro passaggio. Nella leggenda germanica un esempio di Ninfa d’Acqua, che da dolce fanciulla diviene strumento di morte, è costituito dalla Lorelei. L’Angelo guardiano di questo Elemento è GABRIELE. I segni zodiacali che gli appartengono sono: CANCRO, SCORPIONE, PESCI.


CREDITS:

Leggende e foto sono prese dal sito leggendemitimisteri.forurmfree.it e alcune provengono originariamente da giardinodellefate.wordpress.com. 
I credit per le foto vanno a: immphotos


Cari lettori, da quale tipologia di fata siete più affascinati? Fatemi sapere!
Spero che la tappa vi sia piaciuta,
Alla prossima,
Simona

Di seguito il calendario con le tutte le tappe del blogtour! Mi raccomando, non perdetevene nemmeno una :3

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