[Intervista doppia] Conosciamo meglio Fabio Geda e Marco Magnone

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Tra i tanti impegni a cui devo badare in questo periodo davvero carico, sono riuscita con estremo piacere a ritagliarmi del tempo per intervistare due autori di cui sicuramente avrete sentito parlare: Fabio Geda e Marco Magnone, da poco tornati in libreria con il quinto capitolo di Berlin, saga per ragazzi di successo pubblicata da Mondadori.

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QUI potete trovare il sito dedicato alla serie, ricco di informazioni e curiosità. Vi consiglio di passare a darci un’occhiata se pensate che la saga possa interessarvi!

INTERVISTA

1. Benvenuti al Salotto dei Libri. Partiamo da una domanda personale: Cosa amate fare nel tempo libero? Quali sono le vostre passioni?

Siamo entrambi persone dalle mille passioni: la narrazione in generale, e quindi romanzi, fumetti, cinema, musica; lo sport sia seguito che praticato (diciamo più seguito che praticato); i viaggi e ogni occasione che troviamo per riempirci la testa e gli occhi di stimoli. Insomma, abbiamo mille piccole e grandi passioni che ci incendiano e forse il problema più grande è proprio tenerle a bada.

2. Come vi siete conosciuti? E, in particolare, come è nata la storia di Berlin? 

Ci siamo conosciuti a Torino nell’ambiente dell’editoria, e per essere precisi alla Instar Libri, l’editore presso cui Fabio ha iniziato a pubblicare i primi romanzi e dove Marco ha fatto uno stage. E poi, insomma, Torino non è certo Tokyo, e le persone che si muovono nello stesso settore finiscono per incrociarsi più e più volte. Abbiamo collaborato inizialmente alla sceneggiatura di un fumetto dedicato ad Alessandro Antonelli, l’architetto della Mole, uscito per La Stampa. E poi tra una birra e una cena, essendo entrambi appassionati di serialità tanto in letteratura quanto nel cinema o in televisione, abbiamo cominciato a fantasticare sull’idea di sperimentarci nella costruzione di una saga. Fabio aveva questa idea in testa che riguardava Berlino e gruppi di ragazzi che dovevano cavarsela in assenza degli adulti. Marco a Berlino aveva vissuto. Ed ecco fatto. Nitro e glicerina.

3. Ci sono stati degli autori, delle storie o, ancora, dei film che hanno ispirato la vostra produzione? 

Quando ci chiedono cos’è Berlin noi amiamo rispondere che nella nostra testa è il tentativo di mescolare Hunger Games con Il signore delle mosche e con I ragazzi della via Pal. Di prendere larchetipo del mondo senza adulti inaugurato da Golding, attraversare la letteratura per ragazzi europea prendendo spunto dal romanzo di Molnar e in questo modo cercare una via personale alla saga science fiction per ragazzi che gli americani sono bravissimi a comporre.

4. Quale dei personaggi della saga sentite più vicino a voi? E perché?

Entrambi sentiamo molto vicini i personaggi che cambiano, che mutano, che sono altro da quello che noi pensavamo fossero. E quindi Wolfrun e Timo sopra tutti. Ma in fondo ogni personaggio dimostrerà di essere più sfaccettato di quello che il lettore poteva immaginare all’inizio.

5. Raccontateci l’esperienza di scrivere a quattro mani. Come riuscite a dare omogeneità e continuità al testo? 

Intanto facciamo un grande lavoro di condivisione della storia, degli eventi, dell’arco drammaturgico. Parliamo, parliamo e ancora parliamo. Senza fine. Per due anni abbiamo lavorato esclusivamente all’impianto narrativo della vicenda. E ora non cominciamo a scrivere senza aver condiviso gli elementi fondamentali di ogni singolo libro. Detto questo, uno dei due si assume la responsabilità della prima stesura del libro, poi lo passa all’altro che ci interviene sopra aggiungendo, modificando, suggerendo; e via così, fino a quando non ci troviamo a licenziare una versione perfettamente condivisa del testo.

6. Seguite una scaletta prima di dedicarvi alla stesura dei vari capitoli, oppure vi lasciate trascinare dalle idee?

Avere un soggetto da seguire è fondamentale, soprattutto quando di sei libri da scrivere e tanti personaggi da far muovere, ma ovviamente ci lasciamo uno spazio di libertà, uno spazio di stupore, che ci permetta di meravigliarci nel momento stesso in cui stiamo scrivendo e se improvvisamente ci viene voglia di cambiare qualcosa, di aggiungere un evento non previsto, di modificare la traiettoria delle vicende, be’, ne parliamo e se siamo convinti lo facciamo.

7. Avete altri progetti in cantiere? ( Sia come coppia che come singoli)

Sì. Sia come coppia sia come singoli. E ovviamente sono segretissimi!

Ringrazio ancora i due autori per la loro disponibilità! Spero di avervi incuriositi 🙂
Alla prossima,
Simona

 

 

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[Recensione] Nel profondo della foresta – Holly Black

Buongiorno lettori, bentornati al Salotto dei Libri!
Oggi esce finalmente il nuovo romanzo di Holly Black, Nel profondo della foresta, pubblicato da Mondadori Chrysalide. Mi è piaciuto? È riuscito a farmi immergere nell’armosfera fatata che caratterizza la storia? Continuate a leggere per scoprirlo! 

Nel profondo della forestaNel profondo della foresta – Holly Black

Mondadori, 252 pagine
Traduzione di: Francesca Novajra
Collana: Chrysalide
Cartonato con sovraccoperta, € 18.00
In vendita da: Aprile 2017

Nel profondo della foresta c’era una bara di vetro che giaceva sulla nuda terra. Dentro vi riposava un ragazzo con le corna in testa e orecchie affilate come coltelli… Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte. Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato. Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai. Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade… sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città. Fiaba moderna dalle sfumature dark, appassionante e ricca di colpi di scena, Nel profondo della foresta segna il ritorno di Holly Black ai romanzi delle origini che l’hanno fatta conoscere, e amare, dai lettori.


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Fiaba moderna dalle sfumature dark, appassionante e ricca di colpi di scena, Nel profondo della foresta segna il ritorno di Holly Black ai romanzi delle origini che l’hanno fatta conoscere, e amare, dai lettori.

Mistero, magia e coraggio sono gli ingredienti chiave di questo libro, divorato in un paio di giorni e finito tra le letture preferite del mese senza alcun dubbio. Holly Black è un’autrice che apprezzo molto e Nel profondo della foresta è la prova di quanto io e le sue storie andiamo d’accordo: sin da subito sono entrata in sintonia con Hazel, la protagonista femminile, una ragazza complessa e coraggiosa che sarà al centro della maggior parte delle dinamiche su cui l’intero romanzo si basa. Azione, intrighi e un Popolo Fatato dipinto nel suo aspetto più selvaggio e sinistro non mancheranno di creare la giusta atmosfera dark ideale per letture di questo tipo. Già il titolo, Nel profondo della foresta, è altamente evocativo e lascia presagire l’ambientazione cupa e misteriosa in cui la vicenda si svolge: Hazel, suo fratello Ben e il loro amico changeling Jack vivono a Fairfold, un paese la cui storia è da sempre legata a quella delle creature fatate ed è intrecciata in modo indissolubile con la magia. Accanto al paese si estende una foresta popolata da fate, gnomi, folletti e tanti altri, a capo dei quali si trova Re Alno, figura ambigua e dall’indiscutibile fascino (come tutte le fate, d’altronde). In questo libro le creature sovrannaturali hanno una connotazione sinistra, sono dipinti come esseri per lo più malvagi e senza scrupoli e questo mi ha intrigata moltissimo, sono riuscita totalmente ad immergermi nell’atmosfera oscura che l’autrice ha voluto creare e ho apprezzato moltissimo il contrasto – e al tempo stesso la vicinanza – tra mondo magico e mondo normale, due realtà differenti che, però, hanno imparato a coesistere (anche se non senza problemi). Il mistero della storia si sviluppa attorno alla figura di un affascinante ragazzo con le corna imprigionato da anni e anni in una bara di cristallo all’interno della foresta. Hazel e Ben, sin da piccoli, hanno inventato storie su quello che hanno sempre definito il <<loro principe>> e hanno sempre immaginato il momento in cui si sarebbe svegliato. Nessuno di loro, però, si aspettava che succedesse davvero. Dal risveglio del misterioso ragazzo cominciano a verificarsi vari episodi inquietanti a Fairfold, il mostro della foresta sembra più vicino che mai e i nostri protagonisti affronteranno tante magiche avventure, chi servendosi della prode spada, chi affidandosi ad un’alleata improbabile, ma preziosa: la musica.
Tra amicizie, amori non corrisposti, fratellanza e tanto, tantissimo coraggio Hazel, Ben e Jack vivranno un’avventura fatata insolita, alle prese con antiche tradizioni e magie oscure, con un popolo fatato controverso e da scoprire poco alla volta. Uno dei punti forti del romanzo è senza dubbio l’atmosfera che l’autrice è riuscita sapientemente a creare, pregna di magia e indiscutibilmente affascinante. Ho trovato la Black magnetica come al solito, il suo tocco è inconfondibile, così come l’intreccio perfettamente riuscito tra magia e normalità. Ho apprezzato moltissimo la scelta della Mondadori di tenere la cover originale, che trovo bella e decisamente attinente con la storia narrata.
Consiglio la lettura a chi ama il genere fantasy, a chi non può proprio fare a meno di creature magiche e di intrighi, a chi, nelle fate, ci crede davvero. Il mio voto è di 4/5.
Alla prossima,
Simona

[II tappa blogtour] Nel profondo della foresta – Holly Black

Buongiorno lettori, bentornati al Salotto dei Libri!!
Oggi altro blogtour, questa volta dedicato al fantastico mondo delle fate: ditemi che non sono la sola ad essere affascinata da queste creature, ditemi che anche voi credete nella loro esistenza e andate a caccia di quante più informazioni possibili nella rete! C’è stato un periodo della mia vita in cui sono stata particolarmente attratta dal cosiddetto “piccolo popolo” e ho comprato di tutto e di più: libri, gnomi portafortuna, fatine colorate e tutta l’oggettistica varia che possa venirvi in mente. Quando mi è stato proposto di unirmi a questo blogtour e di dedicare l’articolo ad alcune delle leggende fatate più belle non ho potuto dire di no, per cui eccomi qui! Prima di addentrarci nella foresta incantata vi presento il libro a cui questo tour è dedicato: si tratta dell’ultimo romanzo di Holly Black in uscita Martedì 11 Aprile per Mondadori Chrysalide e si intitola Nel profondo della foresta.

nel profondo della foresta.jpgNel profondo della foresta – Holly Black
Mondadori, 252 pagine
Collana: Chrysalide
Genere: Fantasy Young Adult
Traduzione di: Francesca Novajra
Cartonato con sovraccoperta, € 18.00
In vendita da: Aprile 2017
Nel profondo della foresta c’era una bara di vetro che giaceva sulla nuda terra. Dentro vi riposava un ragazzo con le corna in testa e orecchie affilate come coltelli… Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte. Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato. Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai. Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade… sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città. Fiaba moderna dalle sfumature dark, appassionante e ricca di colpi di scena, Nel profondo della foresta segna il ritorno di Holly Black ai romanzi delle origini che l’hanno fatta conoscere, e amare, dai lettori.


La leggenda della selkie, la fata – foca

selkie

Nella tradizione orale irlandese si racconta che la selkie sia una foca che può prendere sembianze umane e divenire una splendida donna.
Nella loro forma da foca vivono nell’oceano in grandi gruppi gregari, spesso non distinti dalle foche vere e proprie. Nelle notti di luna piena le selkies possono scegliere di nuotare fino alle spiagge, spogliarsi del loro manto di foca e diventare donne, godendo del crepuscolo e delle sensazioni dell’essere umano. Ma le selkies devono prestare grande attenzione a dove ripongono il loro manto: nello sfortunato caso che un uomo se ne appropriasse, sarebbero a lui legate per sempre. Si racconta che una notte, sulla piccola isola di Inis Oirr, Séan O’Shea incontrò una ragazza dai lunghi capelli rossi che sedeva nuda sugli scogli, cantando una canzone che parlava del Grande Padre Mare.
Séan, osservando la ragazza da lontano, vide la pelle di foca poco distante da lei e invaghitosi della giovane decise di prenderla con sé. Da quel momento, la ragazza divenne la moglie di Séan, incapace per incanto di separarsi da lui. Passarono molti anni e Séan e la selkie ebbero una bambina che entrambi amavano e coccolavano. La selkie era docile, affettuosa, una madre perfetta ed una moglie gentile, ma non perse mai il suo sguardo malinconico. Ogni notte, alla fine dei lavori domestici, sedeva sugli scogli a guardare il mare cantando tristi melodie a suo padre, il Mare, dal quale non riusciva a separarsi. Il tempo passò, la bambina crebbe e la selkie si innamorò veramente del suo uomo; ma una notte, nascosta in un vecchio canestro in fondo alla cantina della casa, trovò il mantello di foca che suo marito aveva nascosto per tanto tempo. Il mattino dopo, Séan trovò soltanto una scritta fatta con un dito in un pugno di farina sparsa sul tavolo: “Vi amo”. Ma di sua moglie non c’era traccia, e Séan e la bambina non la videro mai più.


Fate del fuoco

Fata del fuoco

Il Fuoco è un elemento naturale, il più puro in assoluto. Considerato sin dai primordi della civiltà umana, il Fuoco è sempre stato oggetto di culto, a cui venivano attribuite proprietà magiche. Al Fuoco vengono associati fenomeni fatati.
Durante i riti magici, negli Equinozi e nei Solstizi, venivano accesi dei focolari nei boschi, e si ballava intorno al fuoco. Globi infuocati che ruotano nell’aria, fiamme che escono dal terreno, fulmini nel cielo… lì ci sono le Fate del Fuoco. Esse dimorano tra le fiamme di un fuoco o tra le scintille dei lampi, nei pressi di fonti di calore, dalla tenue luce di una candela sino al più attivo dei vulcani, o anche dentro ad un lampo nell’elettricità statica dei vestiti.
Le Fate dello Spirito del Fuoco sono le più accattivanti fra tutte le Fate.
Danzano fra le fiamme, con i lunghi capelli dalle rosse tinte che sembrano lingue di fiamma, avvolte da lunghi veli rossi, gialli, arancio, ma sono creature molto particolari: non si mostrano mai deliberatamente agli esseri umani, e se gli uomini le sorprendono mentre ballano e cantano fra di loro, distruggendo così la loro pace, la loro furia è spaventosa e fuggono, distruggendo tutto ciò che incontrano nella loro fuga.
Queste Fate si manifestano attraverso la luce. Sono dette infatti, “Fate Splendenti”. Esse proteggono le passioni, gli amori intensi e la voglia di vivere. Se si è uno dei pochi fortunati ad averla in casa, o semmai ci si dovesse trovare alla presenza di una di loro, bisogna rammentare di trattarla bene e mostrarle gratitudine, estrema gentilezza, dacché esse sono assai mutevoli di natura, e qualora dovessero sentirsi offese, potrebbero diventare terribilmente ostili.
Le più forti ed energetiche creature di tutti e quattro gli Elementi sono senz’altro le Fiammelle, appartenenti, naturalmente, agli Spiriti del Fuoco. Senza di loro, il Fuoco non potrebbe esistere, infatti è il loro intervento che dà origine a quella piccola scintilla che diventerà poi il Fuoco.
Il loro aiuto può essere richiesto, ma attenzione, potrebbe anche diventare maldestro, perché anche la Fiammella più leggera può dare origine ad un fuoco tremendo fuori dal suo controllo, specialmente perché queste Fate non comprendono quasi totalmente il risultato delle loro azioni.
Si presentano come delle scintille, o delle piccole palle di fuoco, sono anche in grado di cambiare le loro dimensioni a piacimento. Si possono, in natura, trovare anche sotto forma di lucertola, rimanendo inerti vicino alle fonti di calore.
L’Angelo guardiano è MICHELE. I segni appartenenti a questo Elemento sono: l’ARIETE, il LEONE e il SAGITTARIO.
Tra le più conosciute menzioniamo dunque, le Fiammelle ed anche le Salamandre.
Fiammelle. Si presentano come sfere infuocate e sono in grado di mutare le proprie dimensioni. Come sopraindicato, fra tutte le Fate sono le più forti ed energiche; senza di loro, infatti, il Fuoco non potrebbe esistere.
Salamandre. Sono completamente differenti dalle creature con lo stesso nome. Le si descrive come creature agili e snelle, che abitano in prossimità dei vulcani in attività. Hanno l’aspetto di lingue di fuoco o di sfere luminose vaganti nell’aria, ed essendo intimamente legate al Fuoco, è possibile contattare le Salamandre in zone vulcaniche o in località desertiche.


Fate della Terra

Fate della terra

Le Fate della Terra rappresentano lo spirito della Natura e la sua forza. Esse risiedono tra rocce e caverne o nei meandri della terra, e difficilmente lasciano i propri territori, conducono una vita stanziale. Hanno il compito di mantenere integra la struttura fisica del terreno, proteggono la fertilità e la famiglia. Hanno compiti che richiedono grande dispendio di energia, infatti sono sempre indaffaratissime: esse si preoccupano di coltivare terreni, controllare i raccolti e proteggerli, lasciando cadere dalle loro ali la polvere magica. Essendo legate alla Terra, queste Fate sono solite regalare oro od altri metalli preziosi agli umani, e possono anche aiutare gli uomini a trovare tesori nascosti, a scoprire miniere di pietre preziose, a coltivare con amore e successo il proprio giardino. Sono le più amate fra coloro che vivono in montagna, e sono particolarmente benevole. Dove vivono le Fate della Terra vi è sempre abbondanza, prosperità ed allegria, in quanto la loro presenza allontana la sfortuna.
Esse collaborano molto con le Fate dell’Acqua per continuare a far vivere ciò a cui loro stesse danno vita, alberi, piante, fiori… e si aiutano anche con le Fate dell’Aria per la variazione dei climi e per la riproduzione di fiori e piante, ma quando una Fata della Terra ed una Fata del Fuoco si trovano a litigare, possono originare l’eruzione di un vulcano.
Le Fate della Terra sono le più varie perché comprendono le Fate degli alberi, dei fiori, delle rocce e delle caverne. Queste Fate sono spesso di carnagione ambrata, proprio a voler dimostrare la loro rappresentanza della Terra. Bellissime e colorate anche queste, come tutte le altre, si distinguono per il loro semplice vestire, amano abiti semplici senza troppi ornamenti, e preferiscono stare posate sulla terra, sul ramo di un albero o sul petalo di un fiore piuttosto che in volo.
Amano la danza più movimentata, che talvolta non regolano, creando scosse del terreno che noi definiamo terremoti. Si dice che quando queste Fate muoiono si trasformino man mano in sabbia del deserto o del mare, a loro scelta.
Tra le Fate della Terra, molto conosciute sono le Driadi (Fate degli alberi) e le Lusuri. Le piccole luci colorate, a volte simili a lucciole e a volte “grandi come mastelli”, erano chiamate Lusuri, e si racconta fossero delle trasformazioni delle Entità Fatate. Si credeva infatti, che gli abitanti dei mondi sottili sapessero trasformarsi in luci e che, in tali sembianze, andassero a visitare quegli umani che per qualche motivo, erano da loro ritenuti interessanti: a volte si trattava di persone buffe o maldestre, che proprio grazie a queste qualità, divertivano a tal punto le Lusuri, che le si poteva vedere muoversi all’impazzata, come se fossero scosse da risa irrefrenabili; altre volte invece, erano le persone particolarmente sensibili che ricevevano, da queste visite, fortuna e gioia.
Ancora oggi può accadere che gli Esseri Fatati si manifestino in forma di piccole o grandi luci, talvolta bianche e talvolta colorate nei modi più diversi, nel mondo degli uomini. Tuttavia gli uomini moderni, che non sono più in grado di conoscere e riconoscere la causa occulta di tali manifestazioni, di fronte a questi fenomeni, o danno di essi una spiegazione scientifica, ed in tal caso generalmente li definiscono fulmini globulari o fenomeni luminosi d’origine elettrica oppure, specialmente quando le luci sono particolarmente grandi e si muovono rapidamente nel cielo, li scambiano per dischi volanti, UFO ed astronavi extraterrestri. L’Angelo guardiano è AURIEL. I segni appartenenti a questo Elemento sono: TORO, VERGINE, CAPRICORNO.


Fate dell’aria

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Dominatrici del cielo, Spiriti Elementali dell’Aria. Aggraziate e femminili, ma turbolente come i venti che esse sollevano, libere come gli uccelli che si sorreggono in volo, passionali e mutevoli come le condizioni atmosferiche che aiutano a creare… si muovono sospinte dai venti, come cristalli di neve…
Creature bellissime, le Fate delll’Aria girano nude o velate da una leggera veste d’argento, abitano i cespugli di timo e di rose bianche, ed amano cantare tutto il tempo melodie dolcissime ed ammalianti. Se si vuole averle come vicine di casa, basta tenere in giardino o sul balcone una pianta di timo o di rose bianche ma attenzione: sono assai timide e, se sorprese, scompaiono all’istante e con loro scompare anche il cespuglio nel quale si celano.
Queste Fate possiedono la capacità di tramutarsi da bellissime fanciulle in megere spaventose, che percorrono la campagna ululando come forsennate. Quando questo accade il vento scuote furioso gli alberi, e la gente dice che le Fate siano arrabbiate…
Le Fate dell’Aria sono le più “evolute” di tutte le altre, poiché in esse sono racchiusi i Quattro Elementi: le ali, simbolo dell’Aria; le gambe, della Terra; lo scintillio, del Fuoco, ed infine la fluidità, simbolo dell’Acqua.
Tutte le Fate che caratterizzano questo Elemento hanno dunque le ali, ed il loro compito è il più svariato: dal produrre la più dolce brezza al più violento uragano, incitando i turbini di vento che preannunciano le tempeste di acqua o sabbia, ed urlando con le burrasche che flagellano i mari. L’Aria è una forza creativa e quindi caratterizza queste Fate rendendole intellettualmente versatili, sono molto attratte dalle persone creative e molte volte, sotto forma di muse, donano loro l’ispirazione.

Le Fate dell’Aria sono le più eteree di tutte, quasi evanescenti, esse proteggono il libero pensiero, l’intelligenza e l’individualità. Sono Fate che viaggiano molto, erranti, curiose e molto amichevoli. Sono le Fate protettrici dei bambini e quelle che più amano aiutare le persone in difficoltà.
Inoltre, esse spesso collaborano con le Fate dell’Acqua, a cui sono legate profondamente.
L’Angelo guardiano di questo Elemento è RAFFAELE. I segni appartenenti a questo Elemento sono: GEMELLI, BILANCIA ed ACQUARIO.
Tra le più conosciute ricordiamo: le Sylphs e le Comeles.
Sylphs: o Silfidi, sono conosciute anche come Spose del Vento. Figlie del vento e della folgore, da uno ereditarono la velocità e dall’altra la luce. Splendide, molto simili alle Ninfe, nelle leggende sono descritte come Entità Fatate aventi la capacità di trasformarsi da leggiadre fanciulle in terribili arpie dalla bocca sdentata. Parlano la lingua degli uccelli, e la loro residenza tipica è sulla cima delle montagne. Esse vivono perlopiù celate nei cespugli di rose bianche, avvolte in vesti argentate, cantando dolcissime nenie. Non è difficile scorgerle danzare leggiadre nelle giornate di pioggia, ma una volta accortesi di essere state scoperte, scompaiono improvvisamente assieme al loro cespuglio di rose selvatiche. Queste Fate conoscono il futuro e il passato, ma non il presente. Si nutrono di rugiada e miele, e traggono forza dalla luce dell’Aurora. Si narra fosse loro potere trascinare e far annegare nell’acqua i viandanti scortesi. Nessuno può tenere loro testa quando si arrabbiano, almeno quattro volte l’anno, ovvero all’inizio delle quattro stagioni, laddove si scatenano in sfrenate corse, facendo roteare l’aria in pericolosi mulinelli, e facendo scatenare uragani e piovaschi tremendi.
Comeles: Sono le responsabili di fenomeni atmosferici, come nebbia e foschia. Una volta l’anno, in autunno, escono dalle loro grotte per celebrare “La sera del Destino”, rito durante il quale, si afferma che giocassero con il Destino e la ragione degli uomini.


Fate dell’acqua

Fata acqua

L’Acqua è Elemento di rigenerazione e purificazione, e numerosi miti la vedono come protagonista dell’origine della vita. L’acqua poteva anche guarire, e sovente era ad essa e alle entità che la rappresentavano, che le popolazioni antiche si rivolgevano per ottenere la grazia della guarigione.
Per le popolazioni nordiche, ad esempio, l’acqua contenuta nel ghiaccio primordiale si sciolse grazie al vento caldo del Sud, gocciolò e diede origine al primo essere vivente, il gigante Ymir. Nei miti babilonesi, invece, all’inizio di tutto esisteva solo la distesa delle acque primordiali; da questa distesa si separarono due principi, l’uno rappresentante le acque dolci su cui poggiava la Terra, l’altro le acque salate, e quindi il mare, da cui uscirono tutte le creature. In molte altre tradizioni l’Acqua rappresenta il Caos primordiale, da cui emergono le terre e da cui ha origine la vita. La stessa Afrodite, Dea dell’Amore e della Bellezza fascinatrice, era nata dalla schiuma del mare (dal greco afros = schiuma bianca), e le sue sacerdotesse, ogni primavera, si bagnavano nel mare e ne riemergevano vergini, a sottolineare il potere rigenerante e purificante dell’Acqua.
Questa categoria di Fate comprende non solo le Fate acquatiche, ma anche le Sirene e le Ondine. Le Fate dell’Acqua sono di aspetto delicato, ma sono forse le più forti tra le Fate, e sono tra le più belle delle Fate degli Elementi. Le Fate acquatiche sono quelle che conoscono i segreti dell’inconscio umano e sono capaci di entrare dentro la mente degli uomini, leggendone i pensieri. Proteggono la vita e le persone dotate di poteri esoterici. Le Fate che rappresentano quest’Elemento vivono tra le acque dei fiumi e delle sorgenti, in limpidi laghi e nelle profondità dei mari, donando gioia agli umani con canti ammaliatori e seducenti danze. In generale le Fate acquatiche sono le Ninfe, giovani e bellissime fanciulle che amano tessere, filare, danzare, cantare e specchiarsi, pettinandosi in riva a fiumi, laghi, sorgenti. Al tramonto o alla luce dell’alba è possibile spiarle, vicino all’acqua, intente nelle loro occupazioni, ma attenzione: gli umani che si imbattono nelle Ninfe ne sono eccitati ed attratti irresistibilmente, una grande gioia li invade e, incuranti, le seguono nelle acque dove fatalmente, annegano. Dolci ed affascinanti, le Ninfe possono trasformarsi in mostri furiosi che tutto travolgono al loro passaggio. Nella leggenda germanica un esempio di Ninfa d’Acqua, che da dolce fanciulla diviene strumento di morte, è costituito dalla Lorelei. L’Angelo guardiano di questo Elemento è GABRIELE. I segni zodiacali che gli appartengono sono: CANCRO, SCORPIONE, PESCI.


CREDITS:

Leggende e foto sono prese dal sito leggendemitimisteri.forurmfree.it e alcune provengono originariamente da giardinodellefate.wordpress.com. 
I credit per le foto vanno a: immphotos


Cari lettori, da quale tipologia di fata siete più affascinati? Fatemi sapere!
Spero che la tappa vi sia piaciuta,
Alla prossima,
Simona

Di seguito il calendario con le tutte le tappe del blogtour! Mi raccomando, non perdetevene nemmeno una :3

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Storie della buonanotte per bambine ribelli – 100 vite di donne straordinarie

Alle bambine ribelli di tutto il mondo:
sognate più in grande,
puntate più in alto,
lottate con più energia.
E, nel dubbio, ricordate:
avete ragione voi.

WhatsApp Image 2017-03-07 at 16.25.46.jpegQuando ho saputo che Mondadori avrebbe portato in Italia Goodnight stories for Rebel Girls ho fatto i salti di gioia, letteralmente. Tenevo d’occhio questo libro da tempo e ho sempre pensato che fosse un prodotto validissimo, sia dal punto di vista dei contenuti che da quello grafico. Le mie speranze sono state ben riposte, perché l’edizione italiana (curata da Elena Favilli e Francesca Cavallo) è a dir poco meravigliosa e da quando ho ricevuto la mia copia non faccio che stringerla tra le mani e sfogliarla non appena mi è possibile.
I libri curati sin nel più piccolo particolare riescono sempre a conquistarmi e Storie della buonanotte per bambine ribelli non fa eccezione: la qualità della carta è notevole, così come lo sono i colori, le illustrazioni, l’impaginazione e tutti gli altri elementi che compongono un buon libro. Il vero motivo di distinzione è, però, un altro: il messaggio alla base dell’opera e il pubblico a cui è rivolto. Quest’opera fantastica punta i riflettori sulle vite di 100 donne straordinarie che hanno contribuito, a modo loro, a cambiare il mondo. Provate a pensare a tutte le donne che hanno fatto la storia, a tutte coloro che con il loro coraggio e le loro scelte hanno cambiato gli eventi e a tutte quelle donne che hanno sfidato leggi, pregiudizi e quant’altro per affermare i propri ideali. In questa raccolta ne conosciamo più da vicino 100 di loro, ma il numero è sicuramente più elevato. Storie della buonanotte per bambine ribelli è un inno alla libertà, al coraggio, al cambiamento e alla volontà di affermare se stesse e i propri ideali. Per tanto tempo le donne sono state considerate inferiori, incapaci di rivestire alcuni ruoli politici o di gareggiare in un determinato sport, o ancora non idonee ad alcune professioni da sempre praticate solo ed esclusivamente dagli uomini. La società in cui viviamo oggi è il frutto di anni e anni di lotte e di rivendicazioni, di battaglie per i diritti o – più semplicemente – per la libertà di essere senza vincoli e restrizioni. Forse a volte non ci soffermiamo sufficientemente a dare peso e valore a tutte coloro che si sono battute per poterci permettere di vivere in un mondo migliore – anche se, purtroppo, la società spesso e volentieri tende ancora ad essere maschilista. Storie della buonanotte è un invito a non mollare, a lottare per i propri sogni, a non accettare da nessuno frasi del tipo “non puoi” o “non devi”. Le 100 donne rappresentate in questa raccolta sono l’esempio di come tutto è possibile e le nostre bambine hanno davvero bisogno di sentirsi raccontare una storia di questo tipo, una storia in cui non c’è nessun principe sul cavallo bianco, perché le principesse sanno salvarsi da sole e sono, all’occorrenza, delle vere e proprie guerriere. Non il classico libro di fiabe, ma una testimonianza accurata e valida di storie reali e di grandi vittorie. Come potrei non consigliarvi un libro del genere? Come potrei non dirvi quanto me ne sia innamorata e quanto stimi profondamente ogni singola donna citata tra le sue pagine? Sarebbe impossibile rimanere indifferenti ad un prodotto così raro e valido che unisce l’utile al dilettevole (si, perché è un vero piacere per gli occhi).
WhatsApp Image 2017-03-07 at 16.25.57Come potete vedere dalla foto il libro è composto da un testo in cui vengono riassunte in breve – e sottoforma di storia della buonanotte – la vita e le azioni più significative di ognuna delle donne inserite nella raccolta e, nella pagina accanto, è presente una bellissima illustrazione accompagnata da una frase/citazione. Io ho scelto di mostrarvi le due pagine dedicate a Jane Austen perché non solo è una delle mie scrittrici preferite di sempre, ma trovo che sia una grande donna da cui ancora oggi, nel 2017, abbiamo tanto da imparare.
Cosa state aspettando?
Correte in libreria e acquistate questo magnifico libro, non ve ne pentirete. C’è tanto lavoro e tanto amore dietro la sua realizzazione, così come ce n’è dietro la stesura di questo post. Spero di avervi trasmesso anche solo un briciolo del mio entusiasmo.
Le 5 stelline sono scontate, lo sapete! : )
Alla prossima,
Simona

[Film&Libri] Ballerina – Quando il sogno diventa realtà

Buongiorno lettori carissimi!
Vi piacciono i film d’animazione? E le storie a lieto fine? Se la risposta ad entrambe le domande è sì siete nel posto giusto e, soprattutto, state leggendo l’articolo giusto! Oggi vi parlo di un film meraviglioso e di un’esperienza bellissima che ho avuto il piacere di poter vivere in prima persona la scorsa Domenica.
Come forse molti di voi sapranno, Giovedì 16 è uscito in tutte le sale cinematografiche un nuovo film d’animazione, Ballerina, che narra la storia di una piccola orfana con la passione per la danza. Io sono stata all’anteprima nazionale qui a Roma il 12 Febbraio e mi sono divertita tantissimo! Insieme al mio fidanzato ci siamo svegliati di buon’ora, ci siamo preparati e siamo partiti alla volta del cinema Adriano, carichi come non mai e pronti a farci travolgere dalla storia di Felicié. Arrivati davanti al cinema abbiamo trovato una numerosa folla, in attesa come noi di entrare in sala. E’stato bello vedere persone di tutte le età: dai bambini agli adulti, da ragazzi come noi a gruppi di amici. Ci hanno fatto aspettare per quasi un’ora all’esterno, ma credetemi quando vi dico che l’attesa è valsa decisamente la pena. Appena abbiamo varcato la soglia del cinema siamo stati accecati da flash e telecamere e per un momento mi sono sentita (quasi) una vera e propria diva! XD
Siamo entrati in sala e abbiamo preso posto, ma purtroppo il film non è cominciato subito. Ad accoglierci c’erano delle ragazze vestite con i tutù da ballerina che distribuivano libri e zucchero filato ai più piccoli. Il clima era sereno, l’atmosfera era carica di aspettativa e tutti non vedevamo l’ora che iniziasse il film. Prima del fatidico inizio ci è stata riservata una sorpresa più che piacevole: in sala erano presenti due dei doppiatori del film – l’etoile Eleonora Abbagnato e l’attore Federico Russo – e la splendida Francesca Michielin, che ha interpretato la colonna sonora. Incontrarli dal vivo è stato emozionante e sentirli parlare delle proprie esperienze e dei propri sogni ancora di più.
Veniamo ora alla parte che sicuramente vi interesserà di più di tutto l’articolo: il film.

ballerina
Ballerina è semplicemente stupendo in tutto: la storia, i personaggi, le ambientazioni, la morale. Tutto funziona perfettamente, tutti i pezzi si incastrano tra loro e creano un insieme armonico e commovente.
Felicié è una giovane ed esuberante orfana che ha vissuto per tutta la sua vita in un collegio insieme ad altri bambini. Il suo sogno più grande è quello di danzare all’Operà di Parigi, così una sera – insieme al suo inseparabile amico Victor – decide di scappare dall’orfanotrofio e di raggiungere la capitale. I due bambini riescono a fuggire e si ritrovano nella grande e ricca Parigi: Felicié riesce ad arrivare all’Operà, ma viene sbattuta fuori dall’arcigno custode e, in quel momento, conosce Odette – la ragazza addetta alle pulizie del teatro, che la prende sotto la sua ala protettiva. Odette è un personaggio fantastico, l’ho amata e la sua storia mi ha profondamente commossa. Felicié poco alla volta riesce a farsi strada nel mondo della danza e crescerà tantissimo, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello umano. Non posso – per ovvie ragioni – raccontarvi troppo, sappiate però che gli elementi essenziali per un buon film ci sono tutti. Ballerina è un film di formazione, un percorso di crescita interiore ed esteriore, un bellissimo esempio di come i sogni – se coltivati nella maniera giusta – possono diventare realtà. Nel corso della storia tutti i personaggi imparano una lezione di vita importantissima, imparano dai propri errori e, alcuni, riscoprono il loro lato umano. Non vi nego che mi sono commossa, ho il cuore tenero e le storie così per me sono sempre fonte di lacrime. In particolar modo questo film è stato per me importantissimo, perché ho frequentato dei corsi di danza per ben 10 anni della mia vita, quindi so bene quanta fatica e quanto sudore ci sono dietro ogni traguardo. Mi sono rivista in Felicié, nella sua determinazione, nella sua tenacia e – perché no – anche nei suoi errori. La nostra protagonista sbaglierà in più di un’occasione, ma troverà sempre il modo per comprendere ciò che è giusto e ciò che non lo è.

Il mio consiglio è quello di andare a vedere Ballerina anche se non siete più bambini e pensate che questo tipo di film non possa fare per voi. Andateci. Vi farà bene e, magari, vi aiuterà a trovare la forza per realizzare il vostro sogno. Felicié c’è riuscita… quindi, perché non provate anche voi? ❤
Alla prossima,
Simona