[Recensione] Caraval – Stephanie Garber

Buongiorno lettori e bentornati (finalmente) al Salotto dei Libri!
Dopo una sessione invernale particolarmente intensa eccomi di nuovo qui a parlarvi del primo libro che sono riuscita a terminare a distanza di mesi, Caraval di Stephanie Garber. 

Caraval.pngCaraval – Stephanie Garber
Rizzoli, 430 pagine
Genere: Fantasy Young adult
Traduzione di: Maria Concetta Scotto di Santillo
Copertina rigida, € 18.00 – Ebook, € 9.99
In vendita da: Novembre 2017
Trama: Il mondo, per Rossella Dragna, ha sempre avuto i confini della minuscola isola dove vive insieme alla sorella Tella e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l’imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l’aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall’isola e dal suo destino… Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l’edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre…


Ricorda, è solo un gioco…

Caraval è un romanzo ambiguo, affascinante e dal grande potenziale – che però, purtroppo, non è stato sfruttato pienamente. La storia ha tutte le caratteristiche giuste per poter funzionare, a partire dal misterioso e sfuggente Master Legend, uno dei personaggi che teoricamente avrebbe dovuto possedere dei tratti specifici e una personalità esuberante e che invece finisce relegato sullo sfondo per gran parte della vicenda, ridotto a mera comparsa e ad entità quasi astratta. Più in generale gli elementi che di questo romanzo non convincono sono essenzialmente due: i personaggi e le ambientazioni. I primi sono appena accennati, spesso compiono delle azioni illogiche (ad esempio non è spiegato da nessuna parte il motivo per cui il padre delle protagoniste, il governatore Dragna, sia così feroce ed oppressivo nei confronti delle figlie, al punto da arrivare a compiere su di loro violenze efferate), spesso ancora vengono sottolineate fino allo sfinimento alcune caratteristiche proprie della personalità di ognuno di loro:  con Rossella in particolare è davvero molto, molto difficile instaurare un rapporto di empatia, chiusa com’è nel proprio bigottismo e nelle proprie convinzioni. Fortunatamente nel corso della vicenda alcuni lati del suo carattere verranno smussati, anche se per buona parte del romanzo rimarrà qualcuno con cui non riuscirete mai a sentirvi affini al cento per cento. Donatella, invece, rimane al di fuori dei giochi praticamente fino alla fine, quindi di lei non riuscirete a farvi un’opinione precisa se non utilizzando quei pochi elementi forniti dall’autrice: la figlia minore del governatore Dragna è esuberante e spericolata, ha sete di avventure e desidera ardentemente liberarsi dalla tirannia paterna (e per ottenere la libertà è decisamente disposta a qualsiasi cosa). Infine c’è Julian, il misterioso marinaio che accompagnerà le sorelle Dragna a Caraval e che sarà accanto a Rossella durante le notti dedicate al gioco, alla ricerca di Tella e degli indizi per giungere a lei. Julian è, tra tutti, il personaggio che convince di più, quello più carismatico ed enigmatico dell’intera vicenda – molto più di Legend, che di affascinante ha solo il nome e la fama che lo precede.

Altro tasto dolente sono le ambientazioni, sulle quali l’autrice avrebbe potuto giocarsela molto meglio. I luoghi in cui il gioco di Caraval si svolge sono evanescenti, descritti a malapena e relegati quasi esclusivamente ai margini della vicenda, comparse colorate sulle quali non viene mai spesa una parola in più del dovuto. Amara è dunque la constatazione di una mancata cura dei dettagli, specialmente in un posto dove magia, meraviglia e stupore dovrebbero regnare sovrani. Stesso discorso si potrebbe fare per il mondo in cui le protagoniste vivono, anch’esso carente di descrizioni e di una parvenza di collocazione geografica. Cosa sono le Isole Conquistate? In che modo la loro conquista è avvenuta? Sono domande alle quali, purtroppo, probabilmente non avremo mai risposta. 

Nonostante gli ingranaggi alla base della storia non abbiano funzionato come avrebbero dovuto, Caraval è senz’altro un romanzo che si fa leggere con piacere, che regala dei bei momenti di evasione e che tiene col fiato sospeso. Il finale è caotico e affrettato, succedono molte cose insieme e tutti – o quasi – i nodi vengono al pettine. Si intuisce che ci sarà un seguito e si tenta di gettarne già le premesse. La curiosità di scoprire come verranno sviluppate è tanta, accompagnata dalla speranza di una trama più solida e convincente. Lo stile dell’autrice non convince fino in fondo, il lessico utilizzato per descrivere sensazioni e stati d’animo è ripetitivo, numerosi sono i riferimenti ai colori abbinati a questa o quell’emozione e, in generale, sembra come se l’autrice non riesca ad esprimere i sentimenti dei personaggi se non attraverso metafore a volte banali, a volte insensate. 

In conclusione Caraval può essere definito come un romanzo dal potenziale inespresso, non sfruttato fino in fondo. L’idea di base era senz’altro valida, ma purtroppo non è stata supportata da abilità stilistiche e lessicali all’altezza dell’intreccio che probabilmente l’autrice aveva in mente di costruire. L’attesa era tanta, la soddisfazione è stata poca. Questo a dimostrazione del fatto che, nonostante tutto, anche quando un libro viene osannato è sempre meglio approcciarsi ad esso con i piedi di piombo.

Voto finale: 3/5 stelle. 

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[Blogtour] Le Cronistorie degli elementi. Il regno dell’acqua – Laura Rocca

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!!
Oggi ho il piacere di ospitare la penultima tappa del blogtour dedicato al nuovo, imperdibile romanzo della serie Le Cronistorie degli Elementi di Laura Rocca.
Dopo essere stati nei Regni del fuoco, dell’aria e della terra preparatevi ad affrontare una nuova ed entusiasmante avventura alla scoperta del Regno dell’Acqua!

il regno dell'acqua fronte.jpgLe Cronistorie degli Elementi – Il regno dell’acqua
Autrice:
Laura Rocca
Editore: Self publishing su Amazon
Pagine: 536
Genere: Urban Fantasy/Paranormal Romance
Prezzo ed. Kindle: € 3,99
Disponibile anche per gli iscritti Kindle Unlimited
Prezzo ed. cartacea: prossimamente
Data uscita: 19/01/18
Link per l’acquisto: https://www.amazon.it/dp/B07911ZJPH/
Libri Precedenti: http://amzn.to/2bw8Qz8
Sito autricewww.laurarocca.it
Pagina facebook: https://www.facebook.com/LauraRoccaAutrice
Gruppo facebook: https://www.facebook.com/groups/LeCronistoriedegliElementi/
Booktrailer: https://www.youtube.com/watch?v=fJPn62wy850

Trama: Appreso il contenuto della prima parte di Profezia, Aidan e Celine possono finalmente prepararsi per la spedizione nel Regno dell’Acqua, ma raggiungere il Castello sembra sempre più difficile. Non esiste spiegazione alle ingerenze improvvise del nemico sul territorio. Le protezioni sembrano attive, ma le Forze del Vuoto riescono a penetrare e a seminare il panico tra gli abitanti del Regno. Tentando di varcare i confini protetti, Celine realizza che il male annienta le sue capacità e il suo compagno, non avendo ancora recuperato i poteri da Prescelto, non è in grado di fornirle sufficiente supporto. Aidan, intuendo le vere ragioni del nemico, decide che è giunto il momento di agire, di dimostrare al mondo, e a se stesso, che è davvero degno di essere uno dei Prescelti. Tenendo Celine all’oscuro del pericolo al quale ha deciso di esporsi, combatterà una guerra molto più significativa di quella per riconquistare il Regno, ma dovrà valutare con attenzione ogni scelta poiché il peso delle sue azioni ricadrà su tutti, specialmente su colei che ama. Aidan sarà abbastanza forte da mettere a tacere definitivamente quell’anima oscura che lo perseguita? Quale condizione porrà loro lo Spirito dell’Acqua per venire a capo dell’enigma? E che cos’è quella misteriosa Reliquia di cui non avevano mai sentito parlare?


«I nostri successi spesso passeranno inosservati, ma i nostri errori avranno il potere di distruggerci».

Eccomi qui, ancora una volta, a parlarvi di una delle serie fantasy made in Italy che più mi ha appassionata e coinvolta nel corso degli ultimi anni. E’strano pensare che sia già trascorso qualche anno da quando Aidan, Celine e i loro compagni d’avventura sono entrati a far parte della mia vita, ed è ancora più strano pensare che con il prossimo romanzo il ciclo si chiuderà definitivamente. In me – come suppongo in tutti coloro che stanno leggendo questa serie – convivono il desiderio di scoprire come andrà a finire e il dispiacere di dover chiudere la meravigliosa porta spalancata da Laura Rocca sul mondo di Aidan e Celine. La storia legata ai due protagonisti (e a tutti coloro che gravitano intorno ad essi) si fa, in questo penultimo capitolo, ancora più fitta e complicata. Il Regno dell’Acqua è disastrato, i nemici sono ovunque e nel popolo sembra essersi diffuso a macchia d’olio un clima di sfiducia e scontento. La situazione è ancora più grave rispetto a quella degli altri Regni e l’intervento di Celine deve essere tempestivo – la posta in gioco è troppo alta e non sono ammessi errori di alcun tipo, pena la perdita di vite preziose. Accanto alla protagonista ribelle e passionale che tanto abbiamo imparato ad amare non può mancare la sua metà, colui del quale si è innamorata al primo sguardo: Aidan, il guerriero del fuoco, chiave di tutto e centro indiscusso di questo quinto capitolo della serie. E’ a lui, infatti, che l’autrice affida il compito più importante, quello che deciderà le kindlelibroacqua.jpgsorti non solo dei custodi, ma dell’umanità intera. Aidan è il personaggio che fra tutti ha compiuto il percorso di crescita più evidente, ha imparato pian piano ad assumersi le sue responsabilità e si è trovato più volte di fronte a bivi e scelte difficili da prendere. E’ proprio nel Regno dell’Acqua che scoprirà il ruolo importante e decisivo che gli è stato affidato e diventerà ancora più consapevole di sé e di ciò che dovrà fare per proteggere coloro che ama. Preparatevi ad una lettura all’insegna dei colpi di scena e delle emozioni. Laura Rocca ha già ampiamente dimostrato la sua bravura nel tenerci con il fiato sospeso, ma in questo libro è riuscita decisamente a superare se stessa e le mie aspettative. Nel Regno dell’Acqua accadrà veramente di tutto, non mancheranno segreti e verità taciute, momenti di passione e scene di lotta avvincenti, contrasti e riavvicinamenti, antiche Profezie svelate e altre ancora da scoprire. Ogni personaggio verrà messo a dura prova, molti di loro dovranno scendere a patti con la propria coscienza ed i propri sentimenti, altri ancora verranno portati alla luce e avremo modo di conoscerli più da vicino – come ad esempio Lonn, il giovane illusionista che poco alla volta è riuscito a conquistare la fiducia di Celine e dei suoi compagni. Anche in questo romanzo, come nei precedenti, ritroveremo più volte i punti di vista dei vari componenti della spedizione e avremo dunque una visione variegata e completa dell’ardua missione che attende i due Prescelti. Affascinanti come sempre le descrizioni degli ambienti – sia interni che esterni – e dei pensieri di ogni singolo personaggio. Laura Rocca è bravissima nel condurci nella mente di ognuno di loro e riesce a mettere in luce, sempre, un lato diverso delle varie personalità – se vuole rendere antipatico qualcuno sa benissimo quale registro utilizzare, così come se, al contrario, vuole farci riflettere, indignare, commuovere. Avevo già intuito da tempo la versatilità di questa autrice, il Regno dell’Acqua è stata solo un’ulteriore conferma dei miei pensieri. Lo stile della Rocca è fluido e armonioso, diventa impossibile fare a meno delle sue parole una volta iniziata la lettura di un suo romanzo, nonostante la mole di pagine non sia mai esigua. Il Regno dell’Acqua è un climax ascendente che non si arresta, ma che al contrario culmina in un epilogo da brivido che lascia presagire parte di quello che accadrà nell’ultimo capitolo della saga. Resistere fino alla prossima uscita sarà dura, ma non ho dubbi che Laura saprà offrire una degna conclusione alla saga che l’ha portata nei cuori di tanti, tantissimi lettori. Ho come l’impressione che fino alla fine non potremo stare tranquilli, che le sorprese e gli imprevisti saranno ancora tantissimi. Non so voi, ma io non vedo l’ora di scoprirli tutti!
Alla prossima,
Simona


Vi ricordo di seguire e commentare tutte le altre tappe del blogtour per partecipare all’estrazione del giveaway finale. Vi lascio di seguito il calendario, che potrete consultare in caso vi sia sfuggita qualcosa.

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[Recensione] Fiori sopra l’inferno – Ilaria Tuti

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!!
Dopo aver letto due thriller abbastanza deludenti sono lieta ora di potervi parlare di Fiori sopra l’inferno, esordio per Longanesi della friulana Ilaria Tuti.

Fiori sopra l'infernoFiori sopra l’inferno – Ilaria Tuti
Longanesi, 372 pagine
Genere – Thriller
Copertina rigida, € 16.90
Ebook, € 8.99

«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa.
Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine.
Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura


LA NUOVA PROMESSA DEL THRILLER ITALIANO
UNA STORIA CHE SCUOTE LA MENTE E IL CUORE

pexels-photo-167699 (1).jpegL’esordio di Ilaria Tuti è stato preceduto da un grande fermento in rete e da una massiccia campagna pubblicitaria da parte della casa editrice – non sempre queste operazioni di marketing sono veritiere, ma in questo caso sì. Ilaria Tuti cattura l’attenzione sin da subito, complici atmosfere suggestive e scorci della vegetazione selvaggia ed incontaminata del Friuli Venezia Giulia, perfetto sfondo per un omicidio efferato e per un’indagine da brivido. Il commissario Teresa Battaglia è senza dubbio un altro dei punti di forza del romanzo: avanti con l’età, diabetica, decisamente poco in forma e, soprattutto, schiva e burbera. Teresa Battaglia è schietta, perspicace, empatica solo con chi decide lei. E’ una donna forte e tenace che si ritrova a fare i conti con gli anni che avanzano e con una ferita mai ricucita del tutto che ha determinato la sua solitudine e ha forgiato la sua tempra, messa ora a dura prova dall’incedere inesorabile di qualcosa a cui non può rimediare. Teresa è, inoltre, una profiler eccellente, riesce con pochi indizi ad effettuare un’analisi dettagliata dei vari criminali che incontra sulla propria strada, sa quali sono i punti deboli su cui affondare la lama per poter giungere alla risoluzione dei casi. Questa volta, però, non è così’ semplice: il killer che ha iniziato a seminare paura tra gli abitanti della piccola comunità di Travenì non rientra in nessuno schema, agisce impulsivamente, senza controllo. Il commissario e la sua squadra, tra cui spicca l’ispettore Marini, si mettonopexels-photo-418831.jpeg subito sulle tracce dell’assassino, scavando nel passato e nei segreti di una valle avvolta da misteri e silenzio. Il romanzo abbraccia diversi punti di vista, permettendoci di entrare nei pensieri più profondi di vari personaggi e di conoscerli meglio. L’indagine si snoda tra passato e presente, portando alla luce una realtà mostruosa e aberrante (purtroppo non fittizia) che influirà molto sulla sorte degli eventi e sui protagonisti della vicenda. Fiori sopra l’inferno è un esordio eccellente e ben costruito in ogni suo dettaglio, i personaggi funzionano e sono umani, veri, imperfetti. Lo stile dell’autrice è magnetico, riesce ad assorbire completamente l’attenzione del lettore. Ilaria Tuti è estremamente versatile, passa da un registro ad un altro con disinvoltura e competenza e riesce a donare emozioni intense in ogni circostanza. Un romanzo che si fa leggere in pochissimo tempo, col fiato sospeso e il cuore a mille. Consigliatissimo!
Alla prossima,
Simona

[Recensione] La finestra sul parco – Barbara Taylor Sissel

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Il mio Gennaio è iniziato sotto il segno dei thriller, anche se purtroppo quelli letti finora non mi hanno soddisfatta come speravo. Oggi parliamo de La finestra sul parco di Barbara Taylor Sissel, pubblicato in Italia da Newton Compton.

La finestra sul parcoLa finestra sul parco – B.T.Sissel 
Newton Compton Editori, 336 pagine
Traduzione di Marco Bisanti e Teresa Bernardi
Copertina rigida, e 10.00
Ebook, € 2.99

La vita di Lily Isley sembra perfetta: un marito ricco, una cerchia di amici dell’alta società e un figlio praticamente perfetto, Axel, marine pluridecorato che sta per sposare l’amore della sua vita, Shea. Ma quando una damigella d’onore viene uccisa nell’appartamento di Axel e il ragazzo è introvabile, tutto il mondo crolla addosso a Lily e i segreti di famiglia a lungo taciuti rischiano di venire rivelati. Dru Gallagher ha avuto una vita completamente diversa. Dopo che suo marito, colpito da sindrome da stress post-traumatico, ha minacciato di uccidere lei e sua figlia Shea, Dru è stata costretta a lasciarsi alle spalle il matrimonio e a rifarsi una vita altrove, solo con le proprie forze. La rabbia che vede negli occhi di Axel è tristemente familiare e le fa temere per sua figlia… Soprattutto ora che la migliore amica di Shea è stata trovata morta. Con un killer a piede libero, Lily e Dru, due donne molto diverse tra loro, hanno lo stesso obiettivo: salvare i propri figli dallo scandalo, ma soprattutto dalla morte. La protezione di una madre sarà sufficiente o i segreti rivelati saranno sconvolgenti al punto da distruggere qualunque speranza?


Due famiglie legate da un segreto
Una rete di bugie e tradimenti

pexels-photo-209500.jpegLa finestra sul parco è un libro che non può essere definito un grande thriller. Questo perché, di thriller, ha ben poco. Partiamo dal fatto che la trama ha basi poco solide, che i personaggi sono piatti e superficiali e che di loro non conosciamo praticamente nulla, senza contare inoltre la scarsa presenza di pathos che caratterizza gran parte della narrazione. La storia in sé non sarebbe male, se solo non fosse così dannatamente prevedibile, sia nel suo sviluppo che nei suoi colpi di scena. La vicenda è raccontata da due punti di vista, quelli di Lily e Dru, donne che ben presto si ritroveranno ad essere parenti grazie al matrimonio dei loro figli, AJ e Shea.  A poche settimane dal lieto evento, però, una delle damigelle della sposa viene trovata morta nell’appartamento di AJ, nel frattempo misteriosamente scomparso e irrintracciabile da chiunque, polizia compresa. Subito il ragazzo, ex marine a cui è stato diagnosticato il disturbo post traumatico da stress, finisce in cima alla lista dei sospettati. Tutti sembrano dare per accreditata l’ipotesi di un suo coinvolgimento, tranne sua madre Lily e la sua fidanzata Shea, ancora incredula e scossa per quanto accaduto alla sua amica. Da questo momento in poi iniziano una serie di indagini e di ritrovamenti, di oggetti appartenenti ad AJ rinvenuti in luoghi compromettenti e di testimoni che sostengono di averlo visto, anche se nessuno è mai riuscito a osservare il suo volto. I capitoli si alternano e conosciamo due donne che apparentemente sembrano non avere nulla in comune, anche se entrambe nascondono degli scheletri nell’armadio che usciranno fuori nel corso della lettura. Se questo libro non fosse stato venduto come pexels-photo-110874.jpeguno dei thriller dell’anno probabilmente lo avrei apprezzato, perché persegue bene il suo scopo e riesce ad intrattenere il lettore. Purtroppo, però, da un grande thriller ci si aspetta ben altro – come ad esempio non riuscire a capire chi sia l’assassino fino alla fine della storia. Nel caso de La finestra sul parco si intuisce con largo anticipo e questo, unitamente alla scarsa presenza di suspense, lo rende un romanzo mediocre, senza particolari segni di distinzione rispetto ai tanti altri in circolazione sul mercato. L’effetto sorpresa non è pervenuto nemmeno nell’altro escamotage utilizzato dall’autrice per dare coerenza alla storia, perché anche questo è abbastanza prevedibile e si può intuire la realtà dei fatti quasi immediatamente. La finestra sul parco è un romanzo senza infamia e senza lode, di quelli che facilmente scivolano via dalla memoria senza lasciare un’impronta di sé, proprio come i personaggi che lo popolano, accennati e quasi asettici, con i quali è impossibile sentirsi empatici e che, per l’appunto, rimangono lì sulla carta, senza arrivare mai a far parte del lettore al cento per cento. Sconsigliato agli amanti dei thriller più tradizionali e a coloro che non sono alla ricerca di una lettura così tanto leggera ed effimera.
Alla prossima,
Simona

[Recensione] Lettere a un’estranea – Mercedes Pinto Maldonado

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei libri!
Il 2018 è iniziato con la lettura di un libro in cui avevo riposto molte speranze,  ma che purtroppo non è riuscito a convincermi. Sto parlando di Lettere a un’estranea, primo romanzo della spagnola Mercedes Pinto Maldonado tradotto in Italia da Amazon Crossing. 

Lettere a un'estraneaLettere a un’estranea – Mercedes Pinto Maldonado
Amazon Crossing, 345 pagine
Traduzione di Claudia Acher Marinelli
Copertina flessibile, € 9.99
Ebook, € 3.99

In quella casa la sua vita era stata un inferno. Doña Alberta, sua madre, era una donna dispotica ed enigmatica che l’aveva resa insicura e infelice. Per questo motivo Berta era fuggita da Madrid per cominciare una nuova vita a Londra, all’inseguimento dei propri sogni. Ora che però la madre è morta e lei ha ottenuto i successi professionali che cercava, si sente abbastanza forte per rientrare nella casa in cui ha tanto sofferto, nel tentativo di affrontare il dolore passato e seppellirlo per sempre. Ma Berta non può immaginare cosa la aspetta: nascoste in soffitta troverà infatti delle misteriose lettere d’amore che la trascineranno in una vicenda che metterà a rischio la sua stessa vita e che sconvolgerà il suo cuore


Cosa si nasconde fra quelle mura maledette?

pexels-photo-209641.jpegLa giovane e intraprendente Berta, fuggita da Madrid poco dopo aver raggiunto la maggiore età con lo scopo di mettere quanta più distanza possibile tra lei e la cinica e fredda madre, Alberta, è costretta a fare ritorno alla casa della sua infanzia in seguito alla morte di quest’ultima. Quella che doveva essere una visita veloce e sbrigativa di pochi giorni si trasforma in un vero e proprio viaggio nel passato e nella storia di una famiglia da sempre al centro di intrighi, segreti e misteriose scomparse. Berta trova, nascoste in un cassetto della soffitta, alcune lettere appartenenti ad un giovane pittore malinconico e innamorato, Saul, costretto ad espatriare in America anni prima poiché accusato di crimini di cui non si è mai ritenuto colpevole. Perché quelle lettere erano chiuse a chiave in un cassetto? Quali segreti Alberta e Yolanda, la sorella di Berta, hanno tenuto nascosti per oltre quindici anni? Queste sono solo alcune delle domande che la protagonista si porrà durante le varie ricerche che condurrà per scoprire la verità, aiutata da Alfonso, attento e scrupoloso investigatore privato. Le premesse per una storia avvincente c’erano tutte, purtroppo però l’autrice non è riuscita a sfruttare pienamente le occasioni che una trama così fittamente intrecciata potevano offrirle. La vicenda fatica a entrare nel vivo, tante sono le digressioni inutili e le ripetizioni di concetti già espressi in precedenza. Spesso la Maldonado è ridondante e questa caratteristica si ripercuote su Berta, un personaggio sicuramente ben tratteggiato nella sua psicologia, ma che ad un certo punto termina le informazioni importanti e rilevanti da aggiungere alla sua storia, lasciando al lettore la sensazione netta di percorrere sentieri già battuti e strade già esplorate. Inevitabile è dunque perdere interesse e concentrazione, nonostante l’autrice faccia di tutto per creare un’atmosfera sospesa ed elettrizzante. La suspense e la soluzione finale purtroppo non convincono, né le conclusioni sono espresse in maniera chiara ed esaustiva. Negli ultimi capitoli, infatti, l’autrice cerca di tirare le somme in modo sbrigativo, alcuni personaggi compaiono misteriosamente – non si sa né da dove, né tantomeno come – altri vengono liquidati in poche righe, altri ancora si perdono strada facendo e di loro non sappiamo più nulla. Forse la Maldonado avrebbe fatto meglio a non imboccare la strada del thriller e a limitarsi a descrivere il rapporto conflittuale tra Berta e la defunta madre. Le basi su cui questa storia poggia sono fragili e sottili, proprio come le relazioni e i rapporti che troviamo nel romanzo, poveri di fiducia e ricchi, al contrario, di dubbi e sospetti. Poco realistica è, inoltre, la concezione dell’amore che la scrittrice ci propina nel corso della vicenda, messa lì in maniera forzata e decisamente non credibile.

lavender-flower-purple-nature-158644.jpegLettere a un’estranea è un romanzo squilibrato dove a descrizioni esagerate si alternano capitoli sbrigativi e poco incisivi, dove i personaggi non trovano mai una loro collocazione (anche se l’autrice ci fa credere di si), dove l’elemento thriller non funziona e nemmeno quello romantico, nonostante gli sforzi della Maldonado di creare un’opera comprensiva di entrambe le caratteristiche. Lo stile narrativo è minuzioso in alcune occasioni, superficiale in altre. In conclusione, non lo consiglio.

Alla prossima,
Simona