[Recensione] Wonder Woman. Warbringer – Leigh Bardugo

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Oggi, dopo tre giorni intensi trascorsi nella magnifica città di Venezia, torno da voi con la recensione ad un libro che mi è piaciuto davvero tantissimo. Sto parlando di Wonder Woman – Warbringer, romanzo pubblicato dalla Fabbri Editori e scritto dalla bravissima Leigh Bardugo. Come potete intuire dal titolo la storia segue le vicende di una delle eroine più amate di sempre, Wonder Woman. Siete pronti a conoscerla meglio?

wonder woman warbringer.pngWonder Woman. Warbringer – Leigh Bardugo
Fabbri Editori, 464 pagine
Collana: Narrativa
Genere: Fantasy young adult
Traduzione di: Maria Concetta Scotto di Santillo
Cartonato con sovraccoperta, € 19.00
In vendita da: Agosto 2017

Diana è una giovane principessa amazzone e vive su un’isola sperduta, protetta da quanto accade lontano da Themyscira, la sua casa. Alia è una ricca ragazza newyorkese, orfana di due famosi biologi. Due mondi agli antipodi, due vite completamente diverse… almeno fino a quando la nave di Alia naufraga proprio sulle coste amazzoni, e Diana la salva. Presto sull’isola iniziano a scatenarsi tempeste e terremoti e una strana febbre si diffonde tra le sue abitanti, spingendo Diana a consultare l’Oracolo. La sua rivelazione è sconcertante: Alia non è una giovane qualunque, bensì una Warbringer, ovvero l’erede della stirpe di Elena di Troia destinata a portare guerra e distruzione. Ucciderla o purificarla, queste sono le uniche alternative per salvare il pianeta. Prima come improbabili alleate e poi come amiche, le due ragazze si troveranno costrette loro malgrado a unire le forze e ad affrontare insieme nemici potenti e persino divinità antiche, nel tentativo di liberare Alia da questo terribile destino. E con lei il mondo intero.


Sorella in battaglia,
sarà la tua lama e il tuo scudo. Finché respiro, i tuoi nemici non avranno scampo. Finché vivo, la tua causa sarà la mia.

Wonder Woman è l’eroina per eccellenza, colei che ha accompagnato i sogni e l’infanzia di milioni di bambini (e, soprattutto, di bambine). In questo corposo romanzo abbiamo l’occasione di conoscerla più da vicino, di ammirare tramite i suoi occhi la magnificenza di Themyscira, l’isola greca nella quale risiede insieme alle amazzoni, sue sorelle da sempre e per sempre. Diana, questo il nome della nostra protagonista, è la figlia di Ippolita, regina delle amazzoni, ed è anche l’unica a non essersi guadagnata un posto tra le fila delle guerriere immortali. A differenza delle sue sorelle, infatti, Diana è un’amazzone per diritto di nascita ed è anche colei che erediterà il ruolo di regina dell’isola. Un compito arduo e non privo di ostacoli, come avremo modo di scoprire nel corso della lettura. Diana è una giovane guerriera alta e statuaria, ha una folta chioma di capelli neri ed è curiosa e intrepida al punto tale da mettere a rischio il suo popolo e l’isola in cui vive. Durante una gara di corsa, infatti, la giovane vede una goletta esplodere nel mare al confine con il mondo dei mortali e sente il grido di una ragazza, probabilmente sopravvissuta all’incidente. Senza pensarci su due volte Diana si getta in mare per soccorrere la sconosciuta, ed è in quel momento che tutto viene messo in discussione, che gli equilibri si spezzano e che la vicenda entra nel vivo. Diana soccorre Alia, una giovane mortale portatrice di guerra e di sofferenza. Tutto questo, però, Alia non lo sa e ovviamente non dipende da lei, ma dal sangue che le scorre nelle vene – il sangue di Elena di Troia, la prima Warbringer della storia dell’umanità. Diana e Alia decidono di intraprendere un’avventura per salvare non solo la vita di quest’ultima, ma addirittura le sorti del mondo intero. Quella che era partita come una coppia improbabile – l’amazzone immortale e la portatrice di guerra – diventa un duo affiatato e ben assortito, al quale progressivamente si aggiungono personaggi secondari mordaci e coraggiosi. Le avventure del gruppo di giovani eroi sono spassose e pericolose, le battaglie e i nemici sono dietro ogni angolo e la prudenza non è mai troppa. Accanto ai nemici mortali subentrano anche divinità antiche appartenenti alla mitologia greca, determinate più che mai a portare scompiglio e guerra nel mondo.

Ma su, venite più vicini a me nella mischia, perché vediate
quanto vigore si levi in cuore alle Amazzoni.
Anche la mia stirpe è guerriera.

Quinto di Smirne, Il seguito dell’Iliade

Wonder Woman è un romanzo affascinante che riesce a mescolare sapientemente i miti e le leggende con il progresso e la tecnologia, creando un mix irresistibile tra passato e presente. Diana e i suoi amici mortali provengono da mondi diversi, regolati da leggi diverse, ma questo non costituisce un ostacolo nel loro rapporto, che si evolve pagina dopo pagina fino a diventare una vera e propria amicizia. Ogni personaggio di questo romanzo è importante ai fini della narrazione e da ognuno di loro abbiamo qualcosa da imparare. Tenete gli occhi aperti, perché l’effetto sorpresa è dietro l’angolo e ci sarà più di un colpo di scena. Leigh Bardugo ha saputo dosare alla perfezione dialoghi, descrizioni e scene di lotta e il risultato finale è una storia che convince e funziona, che cattura l’attenzione e stabilisce un legame tra lettore e personaggi.
Come in ogni romanzo fantasy che si rispetti, anche in questo caso assistiamo alla lotta tra male e bene, tra forze opposte che combattono per obiettivi differenti. L’autrice pone all’attenzione del lettore tematiche attuali – come ad esempio la guerra – e le inserisce in un contesto fittizio fatto di divinità indulgenti, o al contrario, malevole, che interferiscono con le volontà degli uomini e che spesso decidono di abbandonare i loro regni per intervenire sulla scacchiera del  mondo dei mortali. Leggere Wonder Woman è come ripercorrere, per certi versi, alcuni passi dei grandi poemi greci – ad esempio l’Iliade – e riviverli sotto un’altra forma altrettanto avvincente e movimentata. Ogni personaggio lascia traccia di sé e ognuno di loro viene rappresentato nelle tante sfumature che caratterizzano l’essere umano – o, nel caso di Diana, l’essere immortale che sceglie di immolarsi per un bene superiore. L’amazzone guerriera rappresenta il sacrificio, il desiderio di combattere per qualcosa di più grande, il coraggio di mollare il proprio porto sicuro e di mettersi in gioco, consapevole di correre il rischio di perdere tutto. Diana è l’eroina per eccellenza, il bene incarnato nel corpo agile e snello di una guerriera intrepida che cerca il proprio posto nel mondo. Sì, perché se è vero che Diana agisce per il bene dell’umanità, alla base delle sue scelte c’è anche la volontà – più o meno inconsapevole – di riscattarsi nei confronti delle sue sorelle e di guadagnarsi a pieno titolo un posto tra le amazzoni. E’innegabile che Diana agisca anche mossa da questo desiderio, e come darle torto? Tutti siamo alla ricerca del nostro posto nel mondo, tutti cerchiamo di affermare la nostra identità e soprattutto, in quanto esseri umani, aneliamo all’accettazione da parte del prossimo. Diana è intrepida ed altruista, ma mostra la sua debolezza agendo anche egoisticamente, prendendo la missione del salvataggio di Alia e del mondo come obiettivo per dimostrare alle sue sorelle di essere alla loro altezza. Questa sua debolezza la rende umana, la pone al nostro livello e al livello dei suoi compagni di viaggio, i fratelli e le sorelle che si è scelta nel momento in cui ha deciso di imbarcarsi in questa avventura.
Wonder Woman è un libro che vale la pena di essere letto, soprattutto se amate questa eroina e avete voglia di conoscerla meglio. Recentemente è uscito nelle sale cinematografiche anche il film dedicato alla nostra Diana, quindi recuperate anche quello per completare l’insieme. Il mio voto finale è di 4/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

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[Recensione] Ogni piccola bugia – Alice Feeney

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Esce oggi per la casa editrice Nord uno dei thriller psicologici più inquietanti dell’anno: Ogni piccola bugia di Alice Feeney. Continuate a leggere per scoprire se mi è piaciuto!

9788842929888_ogni_piccola_bugiaOgni piccola bugia – Alice Feeney
Editrice Nord, 324 pagine
Collana: Narrativa
Genere: Thriller psicologico
Traduzione di: Patrizia Spinato
Copertina rigida, € 16.90
In vendita da: Agosto 2017

Il mondo intorno a lei è fatto solo di suoni, rumori, voci. Ed è grazie a quelle voci frammentarie e confuse che Amber Reynolds capisce di aver avuto un incidente d’auto e di essere in una stanza di ospedale. In coma. Amber non ricorda nulla di quanto le è accaduto, e una domanda la perseguita da subito: com’è possibile? Io non guido quasi mai… Poi, tra quelle voci ne riconosce due, che diventeranno il suo unico contatto con l’esterno. Quelle di suo marito e di sua sorella. Ignari che Amber li possa sentire, i due discutono, litigano, rivelano dettagli e indizi. E lei si rende conto di non potersi fidare. Entrambi hanno qualcosa da nascondere. E, forse, non sono un’ancora di salvezza, bensì un pericolo vicino e insidioso. No, l’unico modo per scoprire cosa le è successo è ricostruire nella sua mente, passo dopo passo, gli eventi dell’ultima settimana, fino al momento dell’«incidente». Ma Amber ha paura. È impotente, in balia di chi le sta intorno. Come l’uomo che si accosta al suo letto la sera, quando gli altri sono andati via. E che le sussurra all’orecchio velate e inquietanti minacce… Amber deve svegliarsi, prima che sia troppo tardi.  Perché anche lei ha un segreto da proteggere.  Anche lei ha un piano da portare a termine.


Sono in coma
Mio marito mi odia
A volte dico bugie

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Lasciatemi esordire in questo modo: Alice Feeney è un vero e proprio genio. Dopo aver girato l’ultima pagina del suo thriller psicologico me ne sono resa conto più che mai. Ogni piccola bugia è un libro che si svela e si comprende un pezzo per volta, è scritto in maniera metodica e volutamente lenta per accrescere l’ansia e la curiosità del lettore. Non aspettatevi un thriller in cui accade tutto e subito o in cui si capisce il punto della situazione a pagina 100. Leggendo questo romanzo brancolerete nel buio quasi fino alla fine, quando ogni tassello si collocherà al posto giusto e vi lascerà senza fiato e senza parole. Ogni piccola bugia si svolge in tre differenti archi temporali: adesso, prima e allora.
Nel presente la vicenda è narrata dal punto di vista di Amber, la protagonista della storia, finita in ospedale e in coma farmacologico a seguito di un incidente stradale. Amber, pur essendo inerme, riesce a cogliere tutto ciò che accade attorno a lei, come le conversazioni tra suo marito Paul e sua sorella Claire. Oltre a loro due, nella stanza entra spesso un uomo malvagio che tenta di farle del male. Chi è quest’uomo? Perché ce l’ha con lei? Nel prima (che rappresenta i giorni appena prima dell’incidente), seguiamo Amber nei suoi problemi sul lavoro, nel suo rapporto conflittuale con una collega piuttosto acida, Madeleine, e soprattutto entriamo nel privato della protagonista e nel suo matrimonio. La donna che conosciamo è fortemente provata, ha delle manie al limite del patologico, crede che il marito la tradisca e ha scarsa fiducia in se stessa. L’autrice è stata davvero brava nel tratteggiare il profilo psicologico di Amber, descrivendo alla perfezione le sue fragilità e i suoi stati d’animo altalenanti.

Leggere Ogni piccola bugia è come inoltrarsi in un labirinto di specchi, in cui la realtà si trasforma passo dopo passo.

Infine, nei capitoli dedicati al passato ancora più remoto, ci immergiamo nell’infanzia di Amber e di sua sorella Claire tramite alcune pagine di diario. Ricordatevi che in questo thriller l’effetto sorpresa è sempre dietro l’angolo, quindi leggete attentamente ogni singola parola perché anche il più piccolo dettaglio sarà utile e vi aiuterà a comprendere meglio. Devo ammettere che la scelta narrativa dell’autrice mi ha spiazzata e, sul momento, sono andata non poco in confusione. Quando tutto si è fatto chiaro nella mia mente, però, lo stupore è cresciuto ancora di più, ed è stato allora che ho compreso la genialità di questa scrittrice, la sua maestria nel tessere più trame insieme e di farle combaciare poi tra di loro. Scrivere thriller psicologici non è per tutti, ma Alice Feeney si è dimostrata senza alcun dubbio all’altezza della situazione: i personaggi (in particolare quelli femminili) sono caratterizzati e impenetrabili, le descrizioni di stati d’animo e pensieri sono pertinenti e sempre molto intense, lo stile dell’autrice è ritmato e si fa via via più serrato. Ogni piccola bugia è un thriller che si assapora poco per volta, sa come inquietare e far rabbrividire e il suo finale è a dir poco da urlo. Sì, perché quando vi sembrerà che tutto sia finito ecco che l’autrice tira la stoccata finale e ci congeda facendoci l’occhiolino, a dimostrazione del fatto che niente è come sembra e che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.

E, proprio quando tutti i punti di riferimento sembrano persi ed è impossibile distinguere la verità dal suo riflesso distorto, ecco che il labirinto crolla davanti ai nostri occhi per rivelarci un finale spiazzante e indimenticabile…

Ogni piccola bugia è uno dei migliori thriller psicologici dell’anno, su questo non ho dubbi. Ho apprezzato moltissimo la complessità della trama e il desiderio dell’autrice di far combaciare ogni singolo elemento, senza lasciare nulla al caso. Anche i personaggi secondari, chi più e chi meno, sono stati importanti ai fini dello sviluppo della storia, in particolare tenete d’occhio la figura di Paul, scrittore di successo e marito di Amber. Il rapporto tra i due non è quasi mai chiaro, è sempre avvolto da un alone di mistero e di non detto, di bugie e segreti. Molto complesso ed interessante è anche il rapporto tra Amber e Claire, i veri punti di forza dell’intera narrazione. In questo romanzo le donne sono il perno intorno a cui ruotano tutti gli altri, entrambe sono legate da un passato doloroso e custodiscono degli scheletri nell’armadio. A fare da cornice al tutto troviamo ambientazioni suggestive e ricordi che emergono dall’oscurità e riportano a galla sensazioni e bugie sepolte da tempo. In questo romanzo funzionano tutti gli elementi principali, quelli indispensabili per decretare la buona riuscita di un prodotto o meno.
Ora non vi resta che scoprirlo. Il mio voto finale è di 5/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

[Recensione] Il libro delle piccole rivoluzioni – Elsa Punset

Buongiorno lettori,
bentornati al Salotto dei libri!! Oggi parliamo di un manuale che unisce l’utile al dilettevole, ideale da regalare (e da regalarsi!) per portare tranquillità e benessere nella vita quotidiana tramite dei semplici, piccoli gesti. Scopriamolo meglio insieme!

Il libro delle piccole rivoluzioniIl libro delle piccole rivoluzioni – Elsa Punset
DeAgostini, 410 pagine
Genere: Varia – Manuale self help
Traduzione di: Laura Scolari
Copertina flessibile, € 17.90
In vendita da: Marzo 2017

Cambiare in meglio non è difficile, basta introdurre abitudini che aiutino ad avere il giusto approccio ai problemi quotidiani. Questo libro ci insegna ad adottare 250 piccole routine per arrivare sereni e soddisfatti a fine giornata, organizzate secondo quattro punti focali: effettua un’autoanalisi efficace, gestisci le emozioni negative, migliora te stesso rendi più gratificanti le relazioni interpersonali. Un libro coinvolgente e ricco di spunti curiosi, da leggere tutto d’un fiato dall’inizio alla fine, oppure da sfogliare per soffermarsi sui capitoli che affrontano un problema particolarmente sentito


Il metodo per gestire le proprie emozioni e vivere una vita più gratificante.
250 piccole routine per arrivare sereni e soddisfatti a fine giornata.

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Provate a soffermarvi per un breve istante sulle abitudini e sui comportamenti che ripetiamo quotidianamente e che, oramai, fanno parte di noi. C’è chi appena alzato beve un bicchiere d’acqua, chi fa una doccia, chi ancora beve litri di caffè e chi, al contrario, è sveglio e pimpante anche senza l’aiuto della caffeina. Questi sono gesti che, senza rendercene conto, sono diventati parte di noi e del nostro essere. Quante di queste abitudini, però, sono realmente sane e possono migliorarci in positivo? Elsa Punset, filosofa ed esperta in gestione delle emozioni, ce lo spiega nel suo manuale “Il libro delle piccole rivoluzioni”, un compendio ricco ed illustrato tramite il quale non avremo più scuse per dubitare di noi stessi e delle nostre capacità. Solitamente trovo pretestuosi libri di questo tipo, tuttavia in questo caso l’autrice è riuscita a stupirmi in positivo e a porre l’accento sui quesiti e sui dubbi più giusti, rendendo la lettura piacevole ed utile in egual misura. Il manuale si compone di varie sezioni in cui sono presenti delle routine consigliate. Cosa sono le routine? Nulla di preoccupante, non spaventatevi! Si tratta, infatti, di piccole e semplici azioni che chiunque di noi può mettere in atto quotidianamente – dalla meditazione ad una passeggiata a contatto con la natura, da un’alimentazione sana alla pianificazione di un evento, tanto per dirvene alcune. Le routine sono suddivise in blocchi – blocchi che rappresentano ostacoli, sia fisici che psicologici e, soprattutto, sia nei confronti di noi stessi che in quelli degli altri.
Il blocco 1 è dedicato alla propria persona – difatti si intitola COSA MI PASSA PER LA TESTA. In questa sezione vengono consigliate routine per imparare a stare bene con se stessi e per accettarsi al meglio, senza pretendere troppo o, al contrario, senza sentirsi inadeguati e mai all’altezza delle situazioni.
Il blocco 2FACCIA A FACCIA CON LE EMOZIONI NEGATIVE – aiuta ad affrontare le paure e gli stati d’ansia e fornisce preziosi consigli per imparare ad acquisire sicurezza e stabilità all’interno della società in cui viviamo.
Il blocco 3 invece si focalizza sull’introspezione e aiuta il lettore a migliorare i propri sensi di colpa, a valutare pro e contro in ogni campo della vita, a coltivare passioni e a progettare nuove idee. Non a caso il suo titolo è CONOSCERMI, CRESCERE, VIVERE.
Il blocco 4 è l’ultimo e, in questa sezione, l’autrice dona consigli su come migliorare le relazioni sul lavoro, in campo amoroso e con la famiglia, sottolineando l’importanza di saper ascoltare chi ci sta davanti e di avere una mente aperta a nuove possibilità e realtà.

Anche un viaggio di mille miglia comincia con un passo.
Lao Tzu

punsetcard3.pngOvviamente il manuale di Elsa Punset non vuole indottrinare o dettare alcun tipo di legge. Io l’ho affrontato con molta serenità e leggerezza e ho trovato dei suggerimenti davvero interessanti, soprattutto per quanto riguarda la capacità di gestire le emozioni e di saper reagire ad eventuali imprevisti. Il vero punto di forza di questo libro sono le schede e gli esercizi presenti alla fine di ogni paragrafo e di ogni blocco, tramite i quali noi lettori possiamo mettere su carta i miglioramenti e i piccoli gesti introdotti nelle nostre giornate. Il manuale inoltre è ricco di frasi motivazionali, di mappe e schemi, di illustrazioni e curiosità. Trovo l’edizione proposta da De Agostini curata nei minimi particolari e questo va solamente a beneficio del contenuto, poiché lo rende ancora più accattivante ed interessante. Ho apprezzato molto il messaggio che l’autrice ha voluto lanciare e la sua idea, ammiro molto quelle persone che si adoperano quotidianamente per portare serenità e gioia nelle vite altrui. Elsa Punset ci è riuscita, quindi non posso che consigliarvi la lettura di questo meraviglioso libro. Come vi dicevo sopra, regalatelo o regalatevelo, è un dono che porterà un sorriso e una speranza nelle vostre vite (o in quelle di chi lo riceverà).
Il mio voto è di 4.5/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

[Recensione] La mappa che mi porta a te – J.P.Monninger

Buongiorno lettori e buon Lunedì a tutti voi!
Oggi parliamo di La mappa che mi porta a te, romanzo imperdibile in uscita domani per Sperling&Kupfer. Ringrazio la casa editrice per la copia staffetta in super anteprima, è stato un onore per me poter leggere e apprezzare questo libro e spero di trasmettere le mie emozioni anche a voi.

La mappa che mi porta a teLa mappa che mi porta a te – J.P.Monninger
Sperling&Kupfer, 384 pagine
Collana: Pandora
Genere: Contemporary Romance
Traduzione di: Stefania e Federica Merani
Copertina rigida, € 18.90 (cartaceo); € 9.99 (ebook)
In vendita da: Agosto 2017

L’amore ci trova. Sempre. È l’estate dopo la laurea, quella della libertà e dei progetti, quando il futuro ti inebria con le sue infinite possibilità e la vita sembra invitarti a percorrere mille strade diverse. Quell’estate, al termine del college, Heather parte per l’Europa con le amiche del cuore. È un viaggio zaino in spalla, alla scoperta della magia del vecchio continente, i romanzi di Hemingway a farle da guida da una capitale all’altra. Ad attenderla al suo ritorno negli Stati Uniti c’è un avvenire già accuratamente tracciato: un impiego sicuro, l’inizio di una carriera importante, le aspettative della famiglia. Ma su un treno notturno da Parigi ad Amsterdam, ecco, inaspettato, l’incontro con Jack, capace in un istante di cambiare il corso del suo viaggio e della sua vita. Jack non segue gli schemi. Lui, la carriera e le aspettative, se le è lasciate alle spalle senza rimpianti. Ora sta attraversando l’Europa seguendo un itinerario annotato in un vecchio taccuino: apparteneva a suo nonno che, dopo aver combattuto nella Seconda guerra mondiale, si era concesso di conoscere meglio quei Paesi prima di tornare in America. Per Jack, quel diario è un tesoro prezioso e non esita a condividerlo con la ragazza che lo ha conquistato in un istante. È così che le traiettorie di Heather e Jack si uniscono, in un viaggio dell’anima che è scoprirsi e amarsi, vedere con gli stessi occhi spettacoli mozzafiato, nutrirsi di poesia, suoni, profumi. È un’estate unica, in cui tutto è un sogno possibile. Ma quando, come ogni estate, volgerà al termine, Heather e Jack dovranno decidere se restare compagni di viaggio per la vita o tornare alle rotte prestabilite. Sul loro destino pesa un segreto. E sarà la più grande prova d’amore. 


A volte sono le strade sconosciute
A portarci a destinazione.

La mappa che mi porta a te è un romanzo che proprio non potete farvi scappare, specialmente se amate le storie intense e strappalacrime, in stile Nicholas Sparks. Proprio questo paragone con il celebre autore mi aveva, inizialmente, preoccupata – non so se ve lo avevo già detto, comunque Sparks non rientra tra i miei scrittori preferiti, quindi ammetto l’iniziale titubanza nei confronti di J.P.Monninger proprio a causa di questa comparazione. Fortunatamente quello che mi sono ritrovata tra le mani è un libro che è riuscito a conquistarmi, facendosi strada in me con prepotenza ed intensità, riuscendo a catturare la mia attenzione e a scatenare in me emozioni indescrivibili. Di questo romanzo ho amato praticamente ogni cosa, dalla copertina romantica e avvincente allo stile dell’autore, dai personaggi primari e secondari alle ambientazioni. La mappa che mi porta a te mi ha sorpresa in un crescendo sempre più forte, mi ha fatto sognare ad occhi aperti tra i vicoli di Amsterdam e le strade di Parigi, mi ha fatto scoprire posti nuovi e meravigliosi che, prima o poi, spero di riuscire a visitare.

Romantico e struggente, LA MAPPA CHE MI PORTA A TE ci mostra come non esistano disegni immutabili e non ci sia modo di sfuggire all’amore. Perché è sempre lui a trovare noi.

Jack e Heather si conoscono per caso su un treno diretto ad Amsterdam e, da quel momento, diventano inseparabili. Credete nel colpo di fulmine? Io non molto, eppure Monninger è riuscito a farmici credere. I due protagonisti sono perfetti, hanno due visioni opposte della vita, entrambe affascinanti (anche se, apparentemente, incompatibili). Heather è la ragazza super organizzata, con l’agenda sempre a portata di mano e un lavoro in banca assicurato dal padre; Jack, al contrario, è una mina vagante, ama viaggiare e vivere alla giornata, e cerca di vivere ogni giorno come fosse l’ultimo. Tra i due sono subito scintille e, oltre ad assistere a baci roventi e sguardi appassionati, li vedremo spesso anche discutere. I dialoghi sono uno dei punti forti del romanzo, li ho trovati davvero ben scritti e ricchi di messaggi positivi, oltre che di numerosi riferimenti culturali che, diciamocelo, non guastano mai. Anche i luoghi visitati dai protagonisti (e dai loro amici Constance e Raef) sono descritti magistralmente, al punto che durante la lettura vi sembrerà di essere in viaggio con loro e di visitare in prima persona le numerose meraviglie che, di volta in volta, si presenteranno davanti ai loro occhi. Il romanzo è diviso in più parti e, in ognuna di esse, Jack e Heather viaggeranno alla scoperta dei paesi europei sulle orme del diario del nonno di Jack, un veterano di guerra che ha lasciato al nipote le sue memorie e i suoi ricordi. Il diario è un elemento cruciale nel romanzo, il perché lo scoprirete alla fine della storia. Come in ogni buon romanzo che si rispetti, anche in La mappa che mi porta a te l’autore non mancherà di riservarci sorprese e delusioni, facendoci toccare con mano l’ineffabilità con cui spesso la vita e il destino si accaniscono su di noi. Non aspettatevi un romanzo fatto di rose e fiori, perché in questo libro viene descritta la vita in tutti i suoi aspetti, compresi quelli più ingiusti, quelli che fatichiamo ad accettare o anche solo a spiegarci. Ho apprezzato la scelta dell’autore di rendere un po’ dolce amaro il tutto, ha reso la storia ancora più meritevole di essere letta e vissuta. Dico vissuta, perché leggere questo romanzo è una vera e propria esperienza di vita, un insegnamento a cogliere l’attimo e a godere di ogni singolo giorno. Quante volte, presi da impegni e lavoro, tralasciamo noi stessi e le persone che amiamo?? Direi fin troppo spesso. Questo libro e il suo fantastico autore, nel loro piccolo, riescono ad aprire gli occhi e a dare una nuova prospettiva di vita, ponendo l’accento sulle piccole cose che fanno la differenza (persone, luoghi, ricordi).

In conclusione, fidatevi di me, non potete assolutamente lasciarlo lì sullo scaffale, seguite questo mio consiglio e immergetevi tra le pagine di questo meraviglioso romanzo. Non ve ne pentirete!!

Il mio voto è di 5/5 stelline. Alla prossima,

Simona

[Recensione] Dietro i suoi occhi – Sarah Pinborough

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Oggi parliamo di un thriller mozzafiato, intrigante e inaspettato fino all’ultima pagina. Sicuramente lo avrete già visto sugli scaffali delle librerie o ne avrete sentito parlare: il libro in questione è Dietro i suoi occhi di Sarah Pinborough, talentuosa autrice inglese entrata quest’anno nella scuderia Piemme.

Dietro i suoi occhiDietro i suoi occhi – Sarah Pinborough
Edizioni Piemme, 360 pagine
Collana: Narrativa
Genere: Thriller psicologico
Traduzione di: Rachele Salerno
Copertina rigida, € 19.50
In vendita da: Luglio 2017

Louise vorrebbe dire ad Adele tutta la verità, anche se si sono appena conosciute. Anche se Adele le sembra una donna così fragile, tormentata com’è dall’insonnia e dalla solitudine. Louise vorrebbe dirle che quella sera, al bar, quando è entrato quell’uomo, lei ha provato qualcosa che, nella sua vita di madre single, non provava da tempo. Vorrebbe dire ad Adele che le dispiace di averlo baciato. E che non poteva sapere che quell’uomo era suo marito. Anche Adele ha i suoi segreti. Non fa parola della nuova amica con David. E nasconde a Louise ciò che accade quando, nella loro splendida casa nel cuore di Londra, lei e il marito sono finalmente soli dietro porte chiuse. Così come ogni giorno, da anni, Adele nasconde a tutti quello che accade nella sua mente. Là dove nessuno può spiarla. Perché tante bugie, si chiede Louise? Divisa tra il suo fascinoso amante e la nuova, bellissima amica, soffocata dal castello di menzogne che lei stessa ha costruito, Louise dovrà trovare il coraggio di guardare dentro il matrimonio di Adele e David. Sapendo che le verità più spaventose si annidano nella mente, dietro quegli occhi che Adele, insonne, non chiude mai.


Che effetto fa liberarsi di un segreto?

pinboroughcard1Dietro i suoi occhi è stato pubblicizzato dalla casa editrice come il vero e proprio fenomeno dell’anno – la Piemme ci ha abituati bene, con i suoi thriller estivi puntuali come orologi svizzeri. Quest’anno è toccato al romanzo di Sarah Pinborough, autrice inglese rappresentata dagli stessi agenti letterari di Paula Hawkins (scoperta in Italia sempre dallo stesso editore). Dopo questa ennesima prova superata posso affermare che le scelte editoriali in casa Piemme sono sempre azzeccate. Dietro i suoi occhi è un romanzo che cattura l’attenzione sin dalle primissime righe, travolgendo il lettore in una storia complessa e costellata di intrighi, segreti e bugie. In questo romanzo niente e nessuno è quello che sembra. I personaggi sono creati ad arte nella loro ambiguità, si sbottonano ma non troppo e lasciano tanto all’immaginazione di chi legge. Tra le tre figure di spicco della storia nasce un vero e proprio triangolo: Louise, amante e segretaria di David, conosce per caso Adele (moglie di lui) e diventa la sua migliore amica. Il tutto, ovviamente, all’oscuro dell’affascinante medico, ignaro fino a buona parte della storia del rapporto segreto tra la moglie e l’amante. Sin da subito si evince la complessità della trama, tessuta abilmente e, a mio avviso, in maniera geniale. Ciò che distingue Dietro i suoi occhi dai tanti thriller psicologici presenti sul mercato è la componente paranormale, che ha donato una sfumatura ancora più inquietante ad una situazione già poco lineare in partenza. L’aspetto sovrannaturale emerge poco alla volta, inizialmente non è chiaro, ma proseguendo con la lettura viene fuori e, credetemi, calza a pennello con tutto il resto. Ciò che ho amato particolarmente nello stile narrativo pinboroughcard2.pngdi Sarah Pinborough è la naturalezza con cui ha incastrato meccanismi apparentemente incompatibili. Ho trovato geniale la sua idea e l’epilogo mi ha spiazzata come pochi romanzi riescono a fare. Una volta preso in mano, questo romanzo è impossibile da mettere giù. Le vite di Louise, Adele e David si fondono tra loro fino a diventare una, ma vi suggerisco di non sottovalutare anche uno dei personaggi secondari, perché vi riserverà una sorpresa inaspettata. Il fascino di Dietro i suoi occhi risiede proprio qui, nel suo riuscire costantemente a sorprendere il lettore, mantenendo alta l’attenzione dall’inizio alla fine. Riconosco che in alcuni punti l’autrice avrebbe potuto essere meno ridondante, tuttavia questo piccolo difetto che ho riscontrato nel suo stile è nulla se paragonato alla storia sensazionale che è riuscita a creare. Ho amato la coltre di impenetrabilità che circonda uno dei personaggi in particolare, ossia Adele: questa donna rimarrà un enigma fino all’ultimo, mentre su David e Louise si fa chiarezza progressivamente. Adele è il personaggio più complesso e proprio per questo più riuscito, la sua vera e propria ossessione nei confronti del marito è interessante da scoprire quanto inquietante, e poco alla volta l’autrice porterà alla luce i suoi scheletri nell’armadio – i suoi e, ovviamente, quelli di tutti gli altri. Se c’è una cosa che questo thriller insegna è che tutti abbiamo dei segreti, quindi dobbiamo stare bene attenti a chi li riveliamo. Dietro i suoi occhi è un thriller che mi ha appassionata, avevo davvero bisogno di una lettura così travolgente e non posso che consigliarvelo senza alcun dubbio. Il mio voto è di 4.5/5 stelline.
Alla prossima,
Simona