[Recensione] Caraval – Stephanie Garber

Buongiorno lettori e bentornati (finalmente) al Salotto dei Libri!
Dopo una sessione invernale particolarmente intensa eccomi di nuovo qui a parlarvi del primo libro che sono riuscita a terminare a distanza di mesi, Caraval di Stephanie Garber. 

Caraval.pngCaraval – Stephanie Garber
Rizzoli, 430 pagine
Genere: Fantasy Young adult
Traduzione di: Maria Concetta Scotto di Santillo
Copertina rigida, € 18.00 – Ebook, € 9.99
In vendita da: Novembre 2017
Trama: Il mondo, per Rossella Dragna, ha sempre avuto i confini della minuscola isola dove vive insieme alla sorella Tella e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l’imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l’aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall’isola e dal suo destino… Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l’edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre…


Ricorda, è solo un gioco…

Caraval è un romanzo ambiguo, affascinante e dal grande potenziale – che però, purtroppo, non è stato sfruttato pienamente. La storia ha tutte le caratteristiche giuste per poter funzionare, a partire dal misterioso e sfuggente Master Legend, uno dei personaggi che teoricamente avrebbe dovuto possedere dei tratti specifici e una personalità esuberante e che invece finisce relegato sullo sfondo per gran parte della vicenda, ridotto a mera comparsa e ad entità quasi astratta. Più in generale gli elementi che di questo romanzo non convincono sono essenzialmente due: i personaggi e le ambientazioni. I primi sono appena accennati, spesso compiono delle azioni illogiche (ad esempio non è spiegato da nessuna parte il motivo per cui il padre delle protagoniste, il governatore Dragna, sia così feroce ed oppressivo nei confronti delle figlie, al punto da arrivare a compiere su di loro violenze efferate), spesso ancora vengono sottolineate fino allo sfinimento alcune caratteristiche proprie della personalità di ognuno di loro:  con Rossella in particolare è davvero molto, molto difficile instaurare un rapporto di empatia, chiusa com’è nel proprio bigottismo e nelle proprie convinzioni. Fortunatamente nel corso della vicenda alcuni lati del suo carattere verranno smussati, anche se per buona parte del romanzo rimarrà qualcuno con cui non riuscirete mai a sentirvi affini al cento per cento. Donatella, invece, rimane al di fuori dei giochi praticamente fino alla fine, quindi di lei non riuscirete a farvi un’opinione precisa se non utilizzando quei pochi elementi forniti dall’autrice: la figlia minore del governatore Dragna è esuberante e spericolata, ha sete di avventure e desidera ardentemente liberarsi dalla tirannia paterna (e per ottenere la libertà è decisamente disposta a qualsiasi cosa). Infine c’è Julian, il misterioso marinaio che accompagnerà le sorelle Dragna a Caraval e che sarà accanto a Rossella durante le notti dedicate al gioco, alla ricerca di Tella e degli indizi per giungere a lei. Julian è, tra tutti, il personaggio che convince di più, quello più carismatico ed enigmatico dell’intera vicenda – molto più di Legend, che di affascinante ha solo il nome e la fama che lo precede.

Altro tasto dolente sono le ambientazioni, sulle quali l’autrice avrebbe potuto giocarsela molto meglio. I luoghi in cui il gioco di Caraval si svolge sono evanescenti, descritti a malapena e relegati quasi esclusivamente ai margini della vicenda, comparse colorate sulle quali non viene mai spesa una parola in più del dovuto. Amara è dunque la constatazione di una mancata cura dei dettagli, specialmente in un posto dove magia, meraviglia e stupore dovrebbero regnare sovrani. Stesso discorso si potrebbe fare per il mondo in cui le protagoniste vivono, anch’esso carente di descrizioni e di una parvenza di collocazione geografica. Cosa sono le Isole Conquistate? In che modo la loro conquista è avvenuta? Sono domande alle quali, purtroppo, probabilmente non avremo mai risposta. 

Nonostante gli ingranaggi alla base della storia non abbiano funzionato come avrebbero dovuto, Caraval è senz’altro un romanzo che si fa leggere con piacere, che regala dei bei momenti di evasione e che tiene col fiato sospeso. Il finale è caotico e affrettato, succedono molte cose insieme e tutti – o quasi – i nodi vengono al pettine. Si intuisce che ci sarà un seguito e si tenta di gettarne già le premesse. La curiosità di scoprire come verranno sviluppate è tanta, accompagnata dalla speranza di una trama più solida e convincente. Lo stile dell’autrice non convince fino in fondo, il lessico utilizzato per descrivere sensazioni e stati d’animo è ripetitivo, numerosi sono i riferimenti ai colori abbinati a questa o quell’emozione e, in generale, sembra come se l’autrice non riesca ad esprimere i sentimenti dei personaggi se non attraverso metafore a volte banali, a volte insensate. 

In conclusione Caraval può essere definito come un romanzo dal potenziale inespresso, non sfruttato fino in fondo. L’idea di base era senz’altro valida, ma purtroppo non è stata supportata da abilità stilistiche e lessicali all’altezza dell’intreccio che probabilmente l’autrice aveva in mente di costruire. L’attesa era tanta, la soddisfazione è stata poca. Questo a dimostrazione del fatto che, nonostante tutto, anche quando un libro viene osannato è sempre meglio approcciarsi ad esso con i piedi di piombo.

Voto finale: 3/5 stelle. 

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[Recensione] Un piccolo favore – Darcey Bell

Buongiorno lettori,
siamo di nuovo a Mercoledì ed io sono già con la mente al weekend (al solito).
Oggi parliamo di un altro thriller psicologico edito da Rizzoli, una delle case editrici che in assoluto preferisco e di cui ultimamente leggo praticamente di tutto. Sto parlando di Un piccolo favore, romanzo d’esordio della scrittrice americana Darcey Bell.

Un piccolo favore.jpgUn piccolo favore – Darcey Bell
Rizzoli, 347 pagine
Collana: Narrativa straniera
Genere: Thriller psicologico
Traduzione di: Enrica Budetta
Cartonato con sovraccoperta, €19,50
In vendita da: Marzo 2017
Tutto ha inizio con un piccolo favore tra madri. «Puoi passare tu a prendere Nicky?» chiede Emily alla sua migliore amica, Stephanie. E Stephanie, mamma di Miles, è felice di dare una mano, guidata dall’urgenza di essere utile, di sentirsi in qualche modo importante per gli altri. Quel giorno però Emily non torna a prendere suo figlio, e non risponderà alle telefonate, né ai messaggi. Stephanie, preoccupata, smarrita, si avvicina al marito della sua amica, Sean, gli sta accanto e si prende cura di lui e del bambino. E col passare dei giorni si innamora. Poi la notizia. Un corpo è stato ritrovato nelle acque del lago, e la polizia conferma: si tratta di Emily. Suicidio, il caso è chiuso. Ma è davvero così? Presto, Stephanie si renderà conto che niente è come sembra, e dietro l’amicizia, l’amore, o anche la semplicità di un piccolo favore, si nascondono invece una mente subdola e un disegno perverso e diabolico.Un piccolo favore è un thriller psicologico ad alto tasso adrenalinico, ricco di imprevisti e colpi di scena, denso di segreti e rivelazioni, che scivola tra amore e lealtà, morte e vendetta. Qui Darcey Bell ci presenta due figure femminili opposte, eppure per certi versi affini, di cui il lettore capirà presto di non potersi fidare.


Conosce tutti i tuoi segreti.
Per questo è così pericolosa.

WhatsApp Image 2017-03-28 at 17.40.28Avrete forse notato che ultimamente mi sto dedicando come mai prima alla lettura di thriller psicologici. Da un lato perché mi sento attratta da questo tipo di libro, dall’altro perché le case editrici sono dei diavoletti tentatori e resistere alle varie proposte è praticamente impossibile.
Quando ho notato tra le uscite in casa Rizzoli il romanzo della Bell ho subito capito che sarebbe stato mio: una donna scomparsa, intrighi, amicizie che non sono quello che sembrano. Insomma, cose per cui potrei perdere la testa – sono nel periodo d’amore per il thriller, quindi capitemi. Un piccolo favore si è dimostrato ben al di sopra delle mie aspettative, mi ha stupita e spiazzata capitolo dopo capitolo ed è riuscito a far crollare tutte le mie certezze. La storia viene presentata al lettore in maniera originale e a me molto vicina: i primi capitoli, infatti, sono scritti sotto forma di articolo – proprio come quelli che quotidianamente leggete qui sul mio blog. Stephanie, una delle protagoniste e voci narranti del romanzo, è infatti una mamma che ha deciso di aprire un blog per scambiare consigli e chiacchiere con altre mamme come lei, alle prese quotidianamente con la cura dei propri figli. Negli articoli di apertura, però, la donna si focalizza su un fatto che riguarda la sua migliore amica Emily, scomparsa e irrintracciabile da giorni. Emily – oltre ad essere la più cara amica di Stephanie – è anche la mamma di Nicky, un bambino che adora e che non lascerebbe per niente al mondo. Perché è dunque sparita nel nulla? Perché le ha chiesto di andare a prendere suo figlio Nicky a scuola dicendole che sarebbe passata a riprenderlo la sera stessa, come tante altre volte, e invece non è più tornata? Stephanie viene assalita dal panico, si ritrova a dover gestire due bambini e nessuno intorno a lei sembra darle ascolto quando esprime la propria preoccupazione. Sin da subito la storia è scottante, soprattutto dopo l’entrata in scena di Sean, il marito di Emily che era a New York in viaggio d’affari e che, col tempo, si farà sempre più vicino a Stephanie.
Cari lettori, vi preannuncio sin da subito che questo libro è un colpo di scena continuo, un susseguirsi di rivelazioni e di accadimenti a catena. Scopriremo che tutti i protagonisti nascondo degli scheletri nel proprio armadio, viaggeremo nel passato alla scoperta di legami torbidi, di passioni brucianti, di bugie e tentazioni. Inizialmente ero partita con un’idea e, parola mia, questa idea è stata ribaltata fin nel più piccolo dei suoi dettagli. L’autrice mi ha spiazzata come mai avrei creduto e se penso che questo è solamente il suo romanzo d’esordio non immagino cosa si inventerà nei prossimi libri che (spero) scriverà.
Ho amato questo libro, le tematiche trattate e il modo in cui l’autrice ha scelto di raccontarcele. L’amicizia è per me un tema scottante, perché tante volte sono stata tradita da quelli che consideravo amici, quindi trovo interessante approcciarmi alle esperienze degli altri (sia pure da un punto di vista fittizio). L’amicizia è un’arma a doppio taglio, soprattutto se di mezzo ci sono confessioni intime, come in questo caso. Trovo che Darcey Bell abbia descritto davvero bene la complessità dei rapporti umani, donando a ogni sentimento e ad ogni emozione la giusta collocazione all’interno della storia. Le persone sono più complesse di quello che crediamo, anche se pensiamo di conoscerle bene, ci sarà sempre qualcosa che sfuggirà al nostro controllo. Lo capirete bene leggendo la storia di Stephanie ed Emily, quando i confini tra vittima e carnefice diventeranno labili capirete che nessuno è quello che sembra, che le situazioni vanno analizzate da più punti di vista senza focalizzarsi solamente su ciò che sembra più facile. La Bell è riuscita a conquistarmi e a sorprendermi, mi ha fatta riflettere e guardare bene a fondo dentro me stessa (e pochi libri ci riescono davvero).
Per me questo libro è un SI grande quanto una casa, lo consiglio a chi ama il genere e a chi è alla ricerca di una storia bella, originale e accattivante.
Il mio voto è di 5/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

[Recensione] L’albergo sulla baia di Mulberry – Melissa Hill

Buongiorno lettori carissimi!
Oggi vi porto alla scoperta di una storia di speranza e d’amore ambientata in uno dei paesi più belli del mondo, l’Irlanda. Melissa Hill ancora una volta ha fatto centro, oramai questa scrittrice per me è diventata una garanzia!

L'albergo sulla baia di MulberryL’albergo sulla baia di Mulberry – Melissa Hill
Rizzoli, 383 pagine
Collana: Narrativa Straniera
Traduzione di: Adria Tissoni
Cartonato con sovraccoperta, € 19.00
In vendita da: Marzo 2017

Elle Harte è una giovane architetta di successo, vive a Londra, e ormai da tempo ha lasciato l’Irlanda e il paese dove è nata, Mulberry Bay. Sua sorella minore Penny, invece, non ha mai abbandonato quel piccolo, idilliaco villaggio a picco sul mare, dove tutti si conoscono e il cui cuore pulsante è da decenni il Bay Hotel, lo storico albergo gestito proprio dalla loro famiglia, le cui sale hanno ospitato un’infinità di feste ed eventi. Quando però Anna, la loro gentile e infaticabile madre, muore, tutto è destinato a cambiare. Elle torna a casa e ad aspettarla trova i luoghi e gli affetti di una vita, un amore interrotto, ma anche spiazzanti sorprese e impreviste rivelazioni. L’antico hotel è in decadenza e non se la passa affatto bene e, senza Anna a occuparsi di tutto, loro padre Ned sembra perso nei ricordi scanditi dalle canzoni dei suoi amati Beatles. Elle dovrà allora affrontare spettri e delusioni del passato per ricomporre i pezzi del presente e tentare di salvare le sorti del Bay Hotel. Ma da dove incominciare? Come restituire la magia di un tempo a quell’albergo in rovina? Quali compromessi Elle sarà disposta a fare per il bene della sua famiglia e di tutta Mulberry Bay? Sullo sfondo del burrascoso mare di Irlanda e con le suggestioni dei Beatles, Melissa Hill ci regala un’imprevedibile storia d’amore, amicizia e speranza.


WhatsApp Image 2017-03-21 at 18.32.29.jpegMelissa Hill ha lo straordinario dono di rendere magico tutto ciò che narra: dai paesaggi ai sentimenti, dai ricordi alle sensazioni: tutto, nelle mani di questa autrice, diventa fiabesco e anche L’albergo sulla baia di Mulberry si è rivelato un romanzo ricco di fascino e di magia. Complice l’ambientazione bucolica (immaginate i paesaggi incontaminati dell’Irlanda, popolati da animali e natura) la storia della famiglia Harte mi ha appassionata come non credevo possibile e mi ha riempito il cuore di speranza e d’amore. Il Bay Hotel purtroppo non se la passa bene e la morte di Anna, il cuore della famiglia e dell’impresa, ha gettato Ned e le sue figlie nello sconforto totale. Gli affari non vanno più bene, i tempi d’oro in cui l’hotel rappresentava un punto di ritrovo per festeggiare e celebrare le occasioni più importanti sono finiti da un pezzo, e tutto quello che rimane ora è un vecchio rudere malridotto che si staglia solitario in cima a Mulberry Bay. Penny e suo padre non riescono a darsi per vinti all’idea di dover vendere l’hotel, mentre Elle – la figlia maggiore stabilitasi a Londra dopo essersi laureata in architettura – è più cinica e razionale e si rassegna all’evidenza: per il Bay Hotel non c’è più speranza. Questo romanzo mi è piaciuto perché i legami familiari e le emozioni hanno rivestito un ruolo centrale: l’albergo stesso rappresenta forse il pegno d’amore più grande, ogni stanza ha una sua storia e un suo vissuto, ogni oggetto è legato ad un ricordo e separarsene, per gli Harte, significherebbe rinunciare ad un pezzo della loro famiglia, del loro cuore. I rapporti tra Elle e la sorella minore, Penny, si sono raffreddati nel corso degli anni e le due hanno perso la complicità che avevano da piccole. E’bello però vedere che la distanza non scalfisce i veri affetti, è bello vedere che il richiamo del sangue e delle proprie radici è più forte di qualsiasi altra cosa. Elle è il personaggio che ho amato di più, anche se inizialmente era così testarda e trincerata dietro il suo muro di insicurezze ha poi trovato la sua strada, si è riavvicinata alla parte di lei che aveva perso nel corso degli anni trascorsi a Londra. Il cinismo e la corazza sono via via scomparsi, lasciando venire alla luce una donna generosa, affabile, tenace e dalle unghie affilate. Penny, al contrario, è sempre stata la sorella timida, quella che ha rinunciato ad una possibile vita altrove per rimanere accanto alla famiglia. Le due sono diverse, ma si completano a vicenda. Ned, il loro papà, è invece burbero e introverso, passa il tempo a canticchiare le canzoni dei suoi amati Beatles e, per il resto, è decisamente di poche parole. La morte della moglie lo ha destabilizzato e l’aiuto delle figlie sarà prezioso per lui, sia dal punto di vista psicologico che fisico. Il Bay Hotel, man mano che si prosegue con la lettura, diventa non solo il posto legato al passato, ma anche la base da cui ripartire per un futuro migliore: i personaggi secondari in questo libro sono fondamentali, perché è grazie a loro che la famiglia trova la forza per risollevarsi. L’autrice pone l’attenzione su vari tipi di legame e sull’importanza che gli affetti sinceri rivestono nella nostra vita. In particolare mi sono commossa leggendo del  rapporto padre-figlia, del delicato equilibrio che spesso ha rischiato di spezzarsi a causa di incomprensioni e parole non dette. Come vi dicevo sopra Ned non ha un carattere semplice e soprattutto Penny si è sempre sentita in difetto nei suoi confronti, come se non riuscisse mai a trovare la chiave per arrivare al suo cuore. L’autrice narra con delicatezza e sensibilità paure e gioie, sorprese e delusioni, e lo fa sempre mantenendo lo stile puro e pulito che la caratterizza. Scopriamo inoltre il significato del vero amore osservando il rapporto tra Elle e Rob, altro esempio lampante di come né il tempo né la distanza possano cancellare un sentimento vero e puro. Innamorati sin dall’adolescenza i due sembrano non riuscire più a trovare il WhatsApp Image 2017-03-21 at 18.30.51.jpegmodo di comunicare senza ferirsi e fraintendersi. Quante volte perdiamo ciò che desideriamo per paura?  La testardaggine di Elle verrà fuori spesso e in alcune occasioni vorreste entrare nelle pagine e tirarle i capelli , ma ci saranno anche volte in cui vorreste semplicemente tenerla per mano, come una vecchia amica, e ascoltare i suoi dubbi e le sue paure. C’è tanto cuore tra le pagine del nuovo romanzo di Melissa Hill, ci sono sentimenti di tutti i tipi e personalità variegate mescolate tra di loro alla perfezione. Insomma, cari lettori, questo romanzo non potete proprio lasciarvelo scappare. Si legge in poco tempo, è scritto in maniera pulita  e scorrevole, parla dritto al cuore senza forme o costruzioni, è ideale per questi primi giorni di primavera e vi emozionerà dalla prima all’ultima pagina. Trovo che Melissa Hill sia un’autrice autentica, una di quelle che quando scrive si dona completamente e ci mette il cuore (e questo, credetemi, fa la differenza). I suoi personaggi sono credibili, complessi, spesso incoerenti e decisamente non perfetti: è proprio questo a renderli reali e a farceli amare. Consiglio la lettura di questo romanzo a chi ha bisogno di qualcosa di autentico, senza schemi, a chi ha voglia di immergersi tra le pagine di una storia fresca e non sempre rose e fiori, a chi non teme la salita perché sa che una volta in cima la vista è spettacolare. Il mio voto è di 4,5/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

[Recensione] Il metodo 15/33 – Shannon Kirk

Buongiorno lettori cari,
siete pronti per una nuova giornata? Oggi vi parlo di un thriller spettacolare pubblicato recentemente da Rizzoli: Il metodo 15/33 di Shannon Kirk.

Il metodo 1533.jpgIl metodo 15/33 – Shannon Kirk
Rizzoli, 276 pp.
Collana: Narrativa
Genere: Thriller
Traduzione di: Bérénice Capatti
Copertina rigida, € 18.00
In vendita da: Febbraio 2017
Ha sedici anni, è incinta e vulnerabile, ed è appena stata rapita, scaraventata sul pianale di un furgoncino lurido. Dovrebbe essere terrorizzata, dovrebbe supplicare di essere liberata, ma non lo fa. Dal primo istante del suo sequestro, con freddezza, ha iniziato a pianificare la fuga, pregustando la vendetta. È metodica, calcolatrice, analitica; tutto ciò che scorge intorno a lei diventa una risorsa utile per il suo fine. Senza lasciare nulla al caso, sicura dei suoi tempi e delle sue mosse, aspetta il momento per colpire, e i rapitori si muovono ignari di avere tra le mani una fredda sociopatica. Gli agenti dell’FBI Roger Liu e la sua compagna Lola devono fare in fretta, ma per salvare chi? La vittima o l’aggressore? La linea che li separa, infatti, si assottiglia sempre di più.


Ultimamente i thriller psicologici mi attraggono moltissimo e nel mio radar di lettrice accanita non poteva mancare un libro accattivante e ricco di fascino come Il metodo 15/33.
La Rizzoli dimostra ancora una volta di essere dotata di un fiuto eccezionale per le proposte editoriali, infatti il thriller della Kirk è entrato sin dalle primissime pagine nella lista dei miei preferiti in assoluto. Cos’ha questo libro di così speciale? Innanzitutto è originale e ben congegnato, la protagonista sa il fatto suo ed è irresistibile nella sua spietatezza e nel suo autocontrollo e, ciliegina sulla torta, l’autrice sa come catturare l’attenzione del lettore grazie ad una prosa fluida e incalzante, costellata di suspense e adrenalina dalla prima all’ultima pagina. Gli elementi essenziali per decretare il successo di questo thriller ci sono tutti, non sono riuscita a trovare un solo difetto nella trama e nel modo in cui è stata sviluppata e raccontata. La protagonista è una giovane sedicenne incinta che viene rapita e rinchiusa all’interno di una fattoria sperduta nell’Indiana. Quello che i rapitori non sanno, però, è che il suo cervello non funziona come quello delle altre persone e che la ragazza è in grado di spegnere le emozioni con la sola forza di volontà e non solo, perché è anche capace di escogitare la più feroce delle vendette rimanendo impassibile e fingendosi WhatsApp Image 2017-02-27 at 19.01.55.jpegsottomessa per gran parte della prigionia. Il metodo 15/33 deve il suo nome alle “risorse” che la protagonista individua negli oggetti che la circondano all’interno della stanza in cui è rinchiusa: tutto ciò che si trova attorno a lei può trasformarsi in una potenziale arma per ottenere la sua vendetta. Avrete sicuramente capito che ci troviamo di fronte ad una badass girl che non ha paura di uccidere e che farà di tutto per salvare la sua vita e quella del bambino che porta in grembo. Accanto alla storyline principale troviamo inoltre i fatti narrati dal punto di vista dell’investigatore dell’FBI Roger Liu, specialista nel settore rapimenti e accompagnato nelle varie indagini da Lola, una partner che incute timore e sa decisamente il fatto suo. Entrambi i POV sono narrati in prima persona e i personaggi rivivono il rapimento a distanza di quindici anni, lasciando al lettore quelle che potrebbero essere definite “le memorie” di un evento così grande e devastante.
All’interno del libro niente è quello che sembra, per cui aspettatevi colpi di scena e suspense, due degli ingredienti principali di questa storia. Dirvi che ho amato la protagonista non rende giustizia: ho amato la sua diversità, il suo essere spietata e calcolatrice, la sua mente contorta e torbida. Amo i personaggi così, che si svelano poco per volta e che non sono mai scontati e banali. La nostra eroina è cinica, vendicativa, spegne e accende le proprie emozioni con facilità, sa cosa fare per trarsi in salvo dalla situazione in cui si trova e, pur essendo all’ottavo mese di gravidanza dimostra di essere combattiva e agile. L’ispettore Liu, dal canto suo, è un tassello importante per la storia e per lo svolgimento dei fatti, ed è interessante osservare la situazione dal suo punto di vista.
Tutto di questo libro è riuscito a catturarmi e a tenermi col fiato sospeso. Lo stile dell’autrice è adeguato e incisivo, la Kirk è riuscita a descrivere alla perfezione il funzionamento della mente della protagonista e ad incastrare i vari eventi con coerenza e credibilità. Un esordio da brivido che rimane impresso nella mente e a cui continuerete a pensare anche dopo aver girato l’ultima pagina. Semplicemente perfetto. Il mio voto è di 5/5. Alla prossima,
Simona

[Segnalazione] Il metodo 15/33 – Shannon Kirk

Buongiorno, lettori carissimi!
Iniziamo la settimana con la segnalazione di un libro che mi incuriosisce tantissimo e che non vedo l’ora di leggere. Si tratta di un thriller edito da Rizzoli e disponibile in libreria già da qualche giorno: Il metodo 15/33 di Shannon Kirk.

il-metodo-15-33Il metodo 15/33 – Shannon Kirk
Rizzoli, 280 pp
Collana: Narrativa Straniera
Cartonato con sovraccoperta, € 18.00
Traduzione di: Bérenice Capatti
In vendita da: Febbraio 2017

Ha sedici anni, è incinta e vulnerabile, ed è appena stata rapita, scaraventata sul pianale di un furgoncino lurido. Dovrebbe essere terrorizzata, dovrebbe supplicare di essere liberata, ma non lo fa. Dal primo istante del suo sequestro, con freddezza, ha iniziato a pianificare la fuga, pregustando la vendetta. È metodica, calcolatrice, analitica; tutto ciò che scorge intorno a lei diventa una risorsa utile per il suo fine. Senza lasciare nulla al caso, sicura dei suoi tempi e delle sue mosse, aspetta il momento per colpire, e i rapitori si muovono ignari di avere tra le mani una fredda sociopatica. Gli agenti dell’FBI Roger Liu e la sua compagna Lola devono fare in fretta, ma per salvare chi? La vittima o l’aggressore? La linea che li separa, infatti, si assottiglia sempre di più. Vincitore di diversi premi letterari – Gold Medal IBPA Benjamin Franklin; National Indie Excellence Award; School Library Journal Best Adult Books – il thriller d’esordio di Shannon Kirk ci fa sussultare, trasalire, trattenere il respiro. E incollati alla pagina, noi seguiamo le mosse di chi, da vittima, si trasforma in carnefice.


Perché mi piace:

  • Ha le premesse per essere un thriller originale ed unico
  • Titolo e cover sono molto avvincenti, attirerebbero sicuramente il mio sguardo in libreria
  • Ultimamente sono molto attratta dai thriller psicologici e questo ha le caratteristiche giuste per rientrare tra le letture che farei con piacere

Che mi dite? Potrebbe interessarvi?
Fatemi sapere,
Alla prossima
Simona