La serata perfetta con lui – #TeamReed

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!!
Oggi sono lieta di ospitare la QUARTA TAPPA della challenge più agguerrita e scatenata dell’estate, la PAPER PRINCESS ITALIA TEAM CHALLENGE, organizzata dalla casa editrice e promossa da ben 40 blogger!! Inutile dirvi che abbiamo tutte affilato i coltelli e siamo determinate più che mai a portare alla vittoria il nostro fratello del cuore – nel mio caso REED, il Royal più enigmatico e affascinante della comitiva. Oggi, nello specifico, parleremo della serata perfetta da trascorrere con lui – che, vi ricordo, non è un tipo affatto facile, quindi munitevi di pazienza e sfrontatezza, perché avrete bisogno di entrambe le cose in quantità abbondanti.

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  • Per la serata perfetta con il più enigmatico dei Royal occorre innanzitutto premunirsi di tanta pazienza, perché Reed farebbe saltare i nervi anche al maestro zen più ferrato. Con il suo carattere passionale e impetuoso saprà catturare la vostra attenzione, ma occhio a non provocarlo troppo perché potreste ritrovarvi letteralmente nell’occhio del ciclone.

  • Per fare colpo su di lui è necessario poi trovare il giusto outfit, qualcosa di sexy e al contempo di non troppo sfacciato, qualcosa che lo faccia sentire al centro dei vostri pensieri e lo renda fiero di trovarsi al vostro fianco. Reed sarà impeccabile nella sua camicia attillata – che metterà rigorosamente in risalto i suoi muscoli scolpiti – e nei suoi jeans aderenti – che daranno risalto al suo lato B, perché in fin dei conti dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare: Reed Royal è un bel bocconcino da qualsiasi angolazione lo si guardi. Quindi rassegnatevi perché sarà bersaglio di numerose occhiate e sospiri sognanti nel corso della serata, ma al tempo stesso consolatevi pensando che lui ha occhi solo per voi.

  • Reed ha un temperamento decisamente sopra le righe, quindi per una serata perfetta da trascorrere in sua compagnia è necessario organizzare qualcosa di altrettanto esaltante: dopo una cena in un ristorante chic c’è sicuramente spazio per una festa con alcol a fiumi e balli sfrenati, dove Reed può scatenarsi in tutto il suo fascino, continuando a raccogliere intorno a sé sguardi sognanti e ormoni impazziti. Il senso di protezione tipico del Royal Alpha contribuirà a farvi sentire uniche e al centro del suo mondo.

  • In alternativa, se pensate ad un appuntamento che comprenda solo voi due, dopo la cena sarebbe perfetta una passeggiata in riva al mare, al chiaro di luna, mano nella mano a confidarvi e a parlare. Reed non è un uomo incline a smancerie e difficilmente si apre con qualcuno, ma con la persona giusta riuscirebbe sicuramente ad abbattere le sue barriere e a mostrare ciò che tiene ben nascosto. Pur essendo enigmatico e controverso Reed è il personaggio più affascinante, è il lupo da cui vorreste essere mangiate, il frutto proibito che vorreste addentare, quindi una situazione intima e romantica potrebbe indurlo ad aprirsi con voi e a far trapelare la sua vera personalità. Qualche goccio di alcol potrebbe aiutare, ma non spargete troppo la voce.

  • Un altro modo per movimentare la serata è, ovviamente, il dopo festa/il dopo cenetta a due, quando il “cattivo travestito da principe” vi riporterà a casa in sella al suo cavallo bianco – ehm, volevo dire, a bordo della sua Range Rover. Appena arrivati a casa vagliate tutte le possibili opzioni e pensate attentamente alle strategie per fare vostro il suo cuore. Scegliete voi se puntare sull’aspetto fisico – quindi, in tal caso, saltategli al collo senza troppi complimenti – o se, al contrario, puntare sul romanticismo.

  • E’arrivato – o quasi – il momento di andare a nanna, il nostro Royal sarà sicuramente provato dopo una serata così intensa (che, badate bene, siete voi a rendere tale – il suo cuore oramai è vostro, well done), e avrà sicuramente bisogno di un bagno rilassante, al quale potreste partecipare anche voi. In fondo, nelle spaziose vasche di palazzo Royal c’è sicuramente posto per tutti e due, quindi perché lasciare Reed solo soletto a godersi il tepore dell’acqua e le bolle di sapone? Armatevi di coraggio e immergetevi con lui – magari accompagnate il tutto da un bel bicchiere di vino bianco, per concludere in bellezza la serata. Ricordatevi che il nostro Royal ama le persone intraprendenti, quindi se sarete voi a prendere in mano la situazione apprezzerà e saprà sicuramente come ricambiarvi (a buon intenditor, poche parole :P)

  • Dopo il bagno rigenerante è finalmente ora di andare – o di tornare – a letto. Le lenzuola di seta aspettano solo voi, quindi indossate il vostro completino migliore, o il vostro pigiama con gli orsetti (a vostra discrezione) e preparatevi a trascorrere la notte tra le braccia forti e possenti del vostro uomo. Un ultimo sguardo agli occhioni blu del vostro Royal e poi, ve lo concedo, potete addentrarvi nel Regno di Morfeo. Dormire quando si ha accanto Reed Royal potrebbe non essere in cima alla lista delle vostre priorità, lo comprendo, ma dopo una serata che sicuramente è stata piuttosto movimentata avrete bisogno di riposare e di prepararvi al giorno successivo, che sarà ancora più folle e sregolato di quello che si è appena concluso. Buonanotte 🙂


Questa sera alle 19.00 sulla pagina di PAPER PRINCESS ITALIA ricordatevi di VOTARE per il #TEAMREED utilizzando L’EMOTICON CUORE per il nostro Royal preferito!! Anche una persona speciale – più Royal di lei al mondo non c’è nessuno – consiglia di votare questo bel ragazzone, quindi chi siamo noi per opporci al volere della Queen number one?

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La prossima tappa vi aspetta Martedì 4 Luglio sui blog Cioccolato&Libri e Starlight Books. Preparatevi perché si ballerà sulle note di una scatenatissima – ma anche romanticissima – playlist!! Alla prossima,
Simona

[Blogtour] Il rifugio delle ginestre – Elisabetta Bricca

Buongiorno lettori e benvenuti alla prima tappa del blogtour dedicato a Il rifugio delle ginestre, romanzo d’esordio di Elisabetta Bricca per Garzanti, disponibile in libreria e nei migliori store online a partire da Giovedì 8 Giugno. Scopriamolo più da vicino insieme!

Il rifugio delle ginestreIl rifugio delle ginestre – Elisabetta Bricca
Garzanti, 208 pagine
Collana: Narratori Moderni
Cartonato con sovraccoperta, € 16,90
In vendita da: Giugno 2017

È una calda mattina d’estate sulle colline umbre e nell’aria aleggia un profumo inconfondibile di rose e lavanda. Sveva è solo una bambina e sta correndo felice nei campi non lontani da casa. Al collo il suo ciondolo preferito. Non è un ciondolo qualsiasi: racchiude una piccola radice di ginestra, il fiore della forza e dell’attaccamento alle proprie origini, simbolo di un passato che le parla di tradizioni popolari e antiche leggende.
Ormai sono passati anni da allora e Sveva non crede più in quelle storie. Da quando si è trasferita a Roma per fare la copywriter in un’agenzia di grande successo, ha preferito lasciarsi alle spalle quel passato ingombrante in cui non si riconosce più.
Eppure, è in quel casale della sua infanzia, pieno di ricordi e segreti nascosti, che ora deve tornare. Gliel’ha fatto promettere sua madre. Sua madre che, prima di morire, riesce solo a rivelarle che lì potrà trovare piccole tracce in grado di condurla a suo padre. Quel padre che Sveva non ha mai conosciuto. Per lei non c’è altra scelta che partire. E non appena arriva in quella terra dove è ancora la natura a dettar legge, il ciondolo recupera la sua antica forza e le ricorda che solo qui potrà trovare le risposte alle tante domande su sé stessa e sulle proprie origini che la tormentano da anni. Ora, Sveva è pronta a cercare e conoscere la verità. Per lei è finalmente arrivato il momento di chiudere una volta per tutte con il presente e guardare al futuro con occhi nuovi. Ha bisogno di recuperare le proprie radici e sentirsi di nuovo a casa proprio in quel luogo che conserva echi di amicizie autentiche e di amori che superano la prova del tempo. Perché non è mai troppo tardi per scegliere ancora la vita e l’amore, anche se a volte sembrano lontani e inafferrabili.

VOTO COVER: 4/5
VOTO TITOLO: 4/5


briccacard1.pngIl rifugio delle ginestre è un romanzo che ha catturato la mia attenzione sin da subito, così come accade con la maggior parte dei libri pubblicati da Garzanti. La copertina è stupenda, proprio come titolo e trama. Adoro i romanzi di questo tipo, fatti di tradizioni popolari e leggende, di ciondoli, piante e fiori, di sentimenti veri.
Garzanti è l’editore che, da questo punto di vista, mi soddisfa maggiormente: ogni storia di questo tipo che propone è a dir poco magica, come se fosse uscita da un’altra epoca.
Il rifugio delle ginestre è la lettura giusta per iniziare al meglio l’estate! Vi lascio qualche estratto qui di seguito, sono sicura che vi invoglierà ad acquistarlo. Resistere è impossibile!!

Colline umbre
Si addormenta e sogna sentieri bianchi e sterrati, e il respiro della sua anima innocente nel soffio della primavera e tra le braccia di Malvina. Senza pensare. Né a sua madre né a suo padre. Dorme, semplicemente, come la bambina che è, su lenzuola odorose di spigo. Si sveglia di colpo, quando si accorge che un’ape le sta ronzando nell’orecchio. Il riflesso nella stanza ora è d’ambra. Si alza dal letto, si avvicina alla finestra e scosta le tende. Un tramonto rosso come una ciliegia matura ammanta le colline. Sulla ghiaia che ricopre il viale, un merlo zampetta beccando. Sveva intuisce che si tratta di una femmina perché non ha il becco giallo. Glielo ha detto Malvina. Così come le ha insegnato a distinguere i rondoni dalle rondini, che tagliano il cielo per raggiungere i nidi che hanno costruito sotto la grondaia del tetto del casale. Così come le ha insegnato a riconoscere le piante cattive da quelle buone, il bene dal male. Malvina, che vive nel casolare vicino, in fondo al sentiero ombreggiato dal bosco, indossa fazzoletti a fiori legati sotto il mento, c’è sempre quando ha bisogno di lei, e le raccoglie i capelli in due strette trecce assestandole scappellotti quando si ribella. Sveva si muove ancora assonnata. C’è un profumo soffice e caldo che proviene dal piano di sotto. Scende a piedi nudi.

All’inizio non sente né vede nulla. Poi un calore sempre più intenso si sprigiona dal ciondolo, come a sussurrarle una presenza che percepisce accanto a lei, ma che non riesce a definire. Nonostante il vento notturno, avverte il sudore bagnarle la nuca e lunghi brividi percorrerle la pelle nuda delle braccia. Per un attimo, solo un attimo, ha paura. Cerca con la mano libera quella della donna e la stringe nella sua. Malvina la sostiene. Le scosta i capelli dal viso, le sfiora con un bacio gli occhi chiusi. Sveva respira profumo di lavanda e di sapone bianco. «Malvina…» sussurra con gli occhi ancora umidi di lacrime. «Ho sentito qualcosa, non lasciarmi. Ho paura…» La donna la solleva tra le braccia e le sussurra una nenia nell’orecchio per calmarla. Sveva si accoccola in braccio a lei, nascondendo il viso nella sua spalla. Il vento è cessato e le stelle incombono come sciami di lucciole sui campi intorno al casale.

Roma
Era autunno. Sveva camminava sotto un cielo grigio. Il cielo di quella che ormai era diventata la sua città. L’ospedale San Camillo era un cubo d’intonaco scrostato a cui quattro yucche spelacchiate sulla facciata cercavano di dare una sommaria forma di decoro. Entrò nell’atrio. Spense l’MP3 ma non tolse le cuffie e si diresse verso il reparto di oncologia. Salì le scale, imboccò la porta del secondo piano. Le pareti del corridoio erano giallognole, asettiche. C’era puzza di cloroformio. Una vecchia camminava a fatica sostenendosi con un deambulatore. Era sola, aveva la faccia di pergamena e piedi gonfi infilati a forza in pantofole troppo usate. Sorrise, mentre le passava accanto. Le brillava negli occhi un guizzo furbo, come quello di una bambina scoperta a fare qualche marachella. Sveva abbassò lo sguardo e andò oltre fino a fermarsi davanti alla porta della camera numero sette. Era socchiusa, la sospinse, entrò. Sua madre era sdraiata sul letto, le gambe coperte da un lenzuolo di cotone bianco. Le braccia distese lungo i fianchi e l’ago di una flebo conficcato nella pelle dell’avambraccio sinistro. I pochi capelli sulla testa erano chiari, sembravano morbidi come lanugine di agnello. Dormiva, sì. E il respiro le si gonfiava ritmicamente nel petto. E nel petto c’era un cuore. Un cuore che ancora batteva.

Acqua, foglie. Terra. Non avevano più significato per lei da tanto, troppo tempo. Aveva dimenticato di ascoltare sé stessa, aveva scordato la propria voce interiore. L’aveva soffocata. Il cemento aveva preso il posto del verde accecante dei campi. Una bambina strappata alla sua terra e portata in una grande città. Un’adolescente senza padre, con una madre hippie, fragile e insicura, bersaglio di compagni forti del suo bisogno d’amore. Una donna sola. Si era costruita una corazza per sopravvivere, aveva fatto della carriera il suo riscatto. Il suo modo per dire al mondo “guardate, eccomi qui. Guardate dove sono arrivata”. Eppure, c’era stato un tempo in cui aveva creduto nella magia, nel potere consolatorio della Natura. Il tempo dell’innocenza, dell’infanzia. Il tempo in cui tutto appariva semplice e le parole di Malvina le facevano bene al cuore. Da quanto non tornava al casale? “Ljuba è morta, il passato è morto da un pezzo. Non crederai ancora a quelle stronzate del grande albero e della magia? La verità è che sei sola e che non esiste altro che questo.” Si passò una mano tra i capelli, era stanca. Aveva sempre cercato di vivere il presente, i giorni si erano rincorsi, e di lei cosa era rimasto? Cosa era sopravvissuto di ciò che era stata? Della bambina che credeva nelle fate? D’istinto infilò di nuovo una mano nella tasca dei jeans e strinse tra le dita la foglia, la terra. Poi lo sentì: c’era, anche se faceva finta che non ci fosse. Non lo indossava più da tanto tempo, ma se lo portava sempre dietro. Nella tasca dei jeans, nel cappotto, nella borsa. Era come un ricordo che consolava, la memoria di ciò che era stato e di cosa avrebbe potuto essere, finché la vita non aveva preso il sopravvento. Il ciondolo, quel ciondolo, era tutto ciò che rimaneva del passato. Ma non aveva la forza, Sveva, di tirarlo fuori dalla tasca. Non aveva il coraggio di guardare la radice di ginestra, oltre la trasparenza del vetro. Sarebbe stato come riflettersi in uno specchio e capire che lei, ora, era altro. Eppure lo strinse tra le dita, ne sentì il calore. E seppe che avrebbe trovato la forza di reagire. Sollevò gli occhi verso il cielo che era ora di un azzurro limpidissimo. Non sempre ciò che non vediamo non esiste. “Malvina. Malvina, dove sei?”

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Ho scelto per voi alcuni estratti dei primi capitoli, quelli che più mi hanno colpita e quelli che, secondo me, racchiudono in buona parte l’essenza del romanzo. Cosa ne pensate?? Vi piacciono??

Vi ricordo che ci sono ben 3 copie del libro che cercano casa!! Partecipare è facilissimo, dovrete cliccare sul link sottostante e seguire il regolamento previsto – su wordpress. com i moduli rafflecopter vengono visualizzati così, ma non temete, vi basterà un clic e verrete reindirizzati al form completo!!

a Rafflecopter giveaway

In bocca al lupo e buona lettura a tutti,
Simona


Non dimenticate di seguire le altre tappe. Di seguito il calendario completo:

Il rifugio delle ginestre_calendario

[Recensione] Il regno dell’aria – Laura Rocca

Titolo: Le Cronistorie degli elementi. Il regno dell’aria
Autore: Laura Rocca:
Costo: 2,99 Euro
Link per l’acquistoQUI
TramaCeline è convinta di essere una ragazza insignificante e invisibile, ma il destino ha in serbo altri piani per lei: non solo scopre un mondo di cui non conosceva l’esistenza, ma ne è persino a capo. Purtroppo questo dono inaspettato le preclude l’amore dell’unico ragazzo che le abbia mai fatto battere il cuore in diciotto anni. La profezia, infatti, lega il suo destino a quello dell’altro Prescelto, e il suo amato Aidan è irremovibile: non infrangerà le loro leggi perché non vuole esporla ad alcun pericolo.
Celine non può crogiolarsi nel dolore, non ha più tempo. I nemici stanno colpendo duramente i Quattro Regni, Fàs ha deciso di attaccare e il popolo si sente talmente abbandonato da aver perso ogni speranza. Le protezioni attorno al Regno dell’Aria stanno cedendo e, mentre il male si avvicina, Celine deve ritrovare la Lama d’Aria, dispersa da quasi vent’anni. La sopravvivenza del Regno dipende dalla riuscita della sua missione. L’unica possibilità di salvezza è nelle sue mani.
Alla scoperta di un mondo nuovo, immerso tra i ghiacci della Finlandia, Celine si appresta a sciogliere le fila di un antico mistero.

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Ci sono storie che meritano di essere metabolizzate fino in fondo, storie che lasciano inevitabilmente il segno e ti rendono fiera di essere una lettrice. Il mio entusiasmo oggi si riversa su un libro che mi è particolarmente caro, perché ho seguito i retroscena circa la sua stesura e perché sa regalare emozioni fortissime, brividi e pelle d’oca a non finire.

Sto parlando del secondo volume della saga ” Le Cronistorie degli Elementi” scritto dalla talentuosa autrice Laura Rocca. Chi mi segue sa bene quanto io abbia amato il primo romanzo di questa saga fantasy, e non immaginate con quanta ansia e trepidazione abbia atteso il tanto agognato seguito. Ebbene, ancora una volta, sono qui a tessere le lodi di una scrittrice che non ha nulla da invidiare a nessuno, una scrittrice che sa come catturare il lettore e intrappolarlo tra le pagine dei suoi romanzi. Il regno dell’aria è, se possibile, ancora più riuscito del libro con cui la serie è stata iniziata. In questo secondo romanzo ho percepito una crescita sia nei personaggi che nella scrittura dell’autrice. Ho trovato lo stile di Laura Rocca più maturo e consapevole, e questo cambiamento si è percepito tanto anche nel modo di sviluppare i vecchi e i nuovi personaggi.I punti di svolta di questo secondo romanzi sono vari: innanzitutto il primo elemento che salta agli occhi del lettore, è l’aspetto corale che l’autrice ha riservato alla storia. Se nel primo libro la voce narrante era quella di Celine, nel Regno dell’aria si dà voce e importanza a ciascun personaggio. E’interessante penetrare nei pensieri di tutti coloro che contribuiscono a rendere unica la storia, come ad esempio Aidan, Buonia, Mavi, e le graditissime – e sorprendenti – new entries, come Acheflow e Ailie. L’autrice introduce nuovi personaggi e molti di loro sono cruciali per lo sviluppo della storia. Da questo romanzo impariamo che non tutti sono quello che sembrano, che anche nella luce si nasconde un pizzico di ombra. Ho apprezzato le sfumature che la Rocca ha dato ad ognuno dei suoi personaggi; sono tutti estremamente approfonditi nel loro aspetto psicologico, ognuno ha una suo modo di pensare, di vivere, di agire. E’impossibile non provare qualcosa per ognuno di loro, perché tutti  – nel bene e nel male – hanno qualcosa da dire. Nessuno è messo nella storia a caso, Laura trova il modo di prendere in considerazione tutte le sue creature e questo sicuramente contribuisce a dare spessore al testo. Una menzione speciale nomina il duo formato dalle gemelle Acheflow e Ailie, diverse come il giorno e la notte ( una guaritrice ed una guerriera); queste due ragazze creeranno non poco scompiglio…ma non vi dico altro!
Il world building è come sempre impeccabile e anche in questa occasione l’autrice è riuscita a creare la giusta atmosfera, suggestiva e ad effetto come sempre. Il regno dell’aria è un romanzo ambientato per la maggior parte in Finlandia, e le descrizioni dei paesaggi e dei luoghi visitati sono a dir poco meravigliose. Ho apprezzato molto la scelta dell’autrice di non soffermarsi troppo sull’aspetto descrittivo. Mi spiego meglio: Laura Rocca, per indole, ha una propensione alla cura dei dettagli e ci tiene molto a spiegare il funzionamento di ogni più piccolo tassello del puzzle. In questo secondo libro ha mantenuto la sua inclinazione naturale al dettaglio, ma non ha lasciato che quest’ultima prendesse il sopravvento su altri aspetti. Assistiamo così ad un alternarsi perfettamente omogeneo di azioni e descrizioni, di dialoghi e momenti di riflessione. Sono stati inseriti scontri, lotte, aggressioni e colpi di scena. Il regno dell’aria è decisamente un romanzo più ad impatto, e l’attenzione di chi legge è sempre vigile e all’erta. Quello che però, vi assicuro, rimane più impresso è il potere devastante dei sentimenti. In questo romanzo c’è di tutto: rabbia, delusione, amore, felicità, speranza, gioia. Alcune scene sono così vivide e ben descritte da sembrare reali. Spesso ho immaginato Aidan e Celine di fronte a me, occhi negli occhi, a farsi guerra con le parole e ad amarsi con lo sguardo. Il sentimento tra questi due  è inarrestabile, è un fiume in piena che scorre inesorabile. Anche quando si tengono a distanza si percepisce tra loro un legame indissolubile, disposto a sfidare la razionalità. Leggendo Il regno dell’aria ho amato Aidan ancora di più, ho amato la sua malcelata gelosia, i suoi goffi tentativi di tenere a bada il suo cuore, il suo modo di proteggere Celine sempre e comunque. Ci sono sentimenti che sfidano le logiche e quello tra i due protagonisti è uno di questi. Ho sofferto con loro, spesso mi sono arrabbiata di fronte all’atteggiamento ottuso di entrambi. Sogno il momento in cui potranno amarsi liberamente, lo agogno nel vero senso della parola, credetemi! Non riesco a pensare che dovrò aspettare ancora per sapere qualcosa di più, soprattutto perché il libro si conclude in maniera a dir poco stupefacente ( chi lo ha letto può capirmi).
E’raro che una saga riesca a prendermi a questa maniera. Ho fatto le ore piccole per leggere di Aidan e Celine, del fantastico mondo dei Custodi e del candido Regno dell’aria. Leggevo mentre facevo colazione, mentre ero in metro per andare a lavoro, mentre ero in giardino a rilassarmi. Non riuscivo a mettere giù il kindle, la storia mi ha completamente trascinata al suo interno e una volta finita mi ha lasciato un incredibile senso di vuoto.
Vi riporto una delle frasi che più mi ha commossa. Ce ne sono tante, ma questa mi ha veramente fatto sciogliere il cuore:

Ci sono sentimenti che non si possono vivere, non liberamente, ma questo non vuol dire che non meritino di esistere come voi dite. Forse avete ragione, forse dovrei rassegnarmi e vivere la vita che mi avete imposto, ma non posso e non potrò mai. Anche se non lo vedessi per cent’anni non dimenticherei mai il suo viso, non perirebbe mai la sua figura tra i miei pensieri. Ci sono amori che s’infilano fin sotto le ossa, che raggiungono l’anima, che non possono essere estirpati. Potrei non parlargli mai per tutta la mia esistenza, non poter più toccare la sua pelle, percepire la sua presenza, ma lui è dentro me, nella mia anima, nei miei sogni, in tutto ciò che fa di me una persona. No, non negherò mai questo amore, perché questo, questa capacità di amare, oltre lo spazio, oltre le barriere, oltre i limiti che voi desiderate che io abbia, mi ricorda che sono viva.

Al primo libro avevo dato 4/5 stelline, ma a questo non posso non dare 5/5. Laura si è superata, ha dato il meglio di sé, è riuscita a dare forma e colore ad un mondo fatto di inchiostro. Non posso che consigliare a tutti voi la lettura di questa saga, soprattutto se amate il fantasy, i sentimenti e l’avventura.
Alla prossima, cari lettori!
Simona

Le foto presenti nell’articolo sono prese da:
Racconti dal passato e
Laura Rocca

Mess – Ilaria Soragni

Recensione di:

Mess

Costo: 14,90 Euro
Editore: Leggereditore

Maryland, USA. Mavis, diciotto anni, viene rinchiusa in un riformatorio, accusata di aggressione. È internata nell’ala Nord della struttura, dove sono reclusi i ragazzi condannati per reati minori. Indossano delle tute verdi, unico colore in un mare di bianco così monotono da stordirla. Anche Mavis ne indossa una e le vengono illustrate le regole del luogo. La prima è “non avvicinarsi alla stanza 105”. Diversa dalle altre, in quella cella è rinchiuso un ragazzo di cui nessuno sembra voler parlare. Mavis sa solo che invece lui indossa una tuta arancione e che non dovrebbe trovarsi lì, bensì nell’ala Est, riservata a chi ha commesso crimini gravi. Il suo nome non viene mai pronunciato e gli altri ragazzi si limitano a chiamarlo 105. Da subito incuriosita, Mavis infrange la prima regola, facendo di tutto per entrare in contatto con lui. Poco alla volta riesce ad avvicinarsi, a scoprire il suo nome, Niall, e a violare il suo silenzio impenetrabile. Fra Mavis e Niall nasce un rapporto sincero, empatico, che se da una parte darà a Mavis la forza di non crollare, dall’altra la travolgerà, preda di sentimenti ancora sconosciuti e in nome dei quali metterà a rischio la sua stessa vita…

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Ammetto che inizialmente i miei dubbi riguardo questo libro non erano pochi. I motivi sono svariati, ma nonostante ciò ho comunque deciso di approcciarmi serenamente alla lettura, sgombrando la mente da preconcetti o timori prematuri.
La storia che ci propone la giovanissima Ilaria Soragni è innovativa dal punto di vista dell’ambientazione: ci troviamo in un riformatorio del Maryland, dove le persone vengono rinchiuse e destinate ad una particolare area sulla base della gravità del crimine commesso. L’ala Nord – quella dove finisce Mavis Holmes, la protagonista – racchiude le cosiddette “tute verdi”, ossia coloro che hanno commesso reati di minore gravità. La narrazione entra subito nel vivo, e il lettore viene catapultato immediatamente nella vita del riformatorio. Mavis conosce così Zayn, Louis, Harry e Liam, quattro ragazzi dalle tute verdi come lei, ognuno con un passato tormentato alle spalle. Chi però attira maggiormente la sua attenzione è il detenuto dell stanza 105, da cui tutti si tengono debitamente a distanza. 105 è infatti una “tuta arancione”, uno di quelli finiti dentro per crimini gravissimi, uno di quelli da evitare se si vuole sopravvivere. Sin da subito tra Mavis e Niall (questo il nome del ragazzo inavvicinabile) scatta qualcosa, una scintilla dapprima invisibile che prende sempre più forma e colore durante lo svolgimento della vicenda. Mavis riesce ad andare oltre le apparenze, a perforare la corazza dietro cui Niall si è barricato e, incredibile ma vero, non è spaventata dal suo passato – a detta di tutti tremendo. La situazione si infittisce quando Mavis comincia a raccogliere indizi su di lui, e la storia assume una connotazione decisamente più “dark” in molteplici occasioni.

Ho apprezzato molto il connubio tra mistero e amore, tra tormento e desiderio di rivincita, tra coraggio e paura. La vita in riformatorio non è facile, molto spesso i ragazzi vengono brutalmente picchiati dal direttore, Marcus, un uomo spietato e senza scrupoli. “Mess” ci insegna che l’unione fa la forza, che a volta trovare una spalla amica su cui piangere vale più di tutto l’oro del mondo. Ovviamente è una lettura rivolta ad un pubblico giovane. Infatti nasce su Wattpad come fanfiction sugli One Direction (motivo per cui inizialmente ero titubante. Di fanfiction del genere è pieno sul web, e quindi temevo di andare incontro all’ennesima storia sentita e risentita), quindi se amate la boyband inglese sicuramente il libro vi piacerà. Altro elemento a favore di “Mess” è la suddivisione in capitoli brevi e concisi. Trovo che questa scelta sia azzeccata perché rende la lettura più snella e rapida. La Soragni arriva dritta al punto, senza giri di parole o dilungamenti inutili e proprio per questo la storia risulta scorrevole e mai noiosa.
La scrittura è ancora acerba – Ilaria Soragni ha solo 17 anni – ma nonostante ciò dal punto di vista grammaticale non ci sono grosse carenze e la storia raccontata è credibile e assai godibile per il lettore.
In conclusione consiglio la lettura di questo libro se state cercando una lettura diversa, tipicamente adolescenziale e senza troppe pretese. Il mio voto finale è di 3.5/5 stelline!
Alla prossima,

Simona

 

L’amore è una cosa meravigliosa – Han Suyin

In prossima uscita per la casa editrice Sonzogno:

l'amore è una cosa meravigliosa

In libreria dal 28 Aprile

Han Suyin – L’amore è una cosa meravigliosa
Sonzogno Editori, collana Bittersweet
€ 18.00 – ebook 9.99€
Pagine: 400


ghirigiri

Vennero versati fiumi di lacrime, nel 1955, quando uscì nelle sale L’amore è una cosa meravigliosa, con Jennifer Jones e William Holden. E tutti di nuovo piangevano quando dai jukebox risuonava la canzone composta per il film, Love Is a Many-Splendored Thing, interpretata da Andy Williams. Quasi tutti, però, ignoravano che dietro questa commovente vicenda sentimentale c’era una storia vera, raccontata nell’omonimo romanzo di Han Suyin, dottoressa metà cinese e metà europea, donna molto bella, più volte maritata, ma lacerata tra Oriente e Occidente nella sua scomoda identità di “mezzo sangue”. Il romanzo, fortemente autobiografico, si svolge a Hong Kong alla fine degli anni Quaranta. Racconta la storia d’amore tra una donna cinese di buona famiglia, che ha studiato medicina nelle scuole inglesi, e un giornalista britannico residente in Asia, sposato con figli. È una relazione molto travagliata, circondata com’è dall’ostilità e dai pregiudizi della famiglia di lei e della società circostante. Sullo sfondo si agitano le passioni politiche del dopoguerra, l’epopea della guerra civile e la vittoriosa Lunga Marcia dei comunisti di Mao Zedong. L’amore è una cosa meravigliosa(1952) fu un successo mondiale, con moltissime edizioni internazionali, quattro solo in Italia, dove vinse il Premio Bancarella nel 1956. Sonzogno lo ripubblica in una nuova traduzione, arricchito da una postfazione di Renata Pisu.

Han Suyin (1917-2012): Di padre cinese e madre belga, fu celebrata autrice di romanzi, scritti autobiografici, saggi sulla rivoluzione maoista. Dedicò gran parte della sua opera a far conoscere in Occidente la cultura del paese asiatico di cui si sentiva cittadina d’adozione.