[Recensione] L’imperatrice del deserto di Anne Lise Marstrand-Jorgensen

Buongiorno e buon Giovedì carissimi lettori!
Un’altra settimana è quasi giunta al termine ed io non vedo l’ora che arrivi il weekend per rilassarmi in compagnia di tanti bei libri. Oggi facciamo insieme un salto nel tempo e andiamo a scoprire più da vicino la leggenda della regina di Saba e di re Salomone.

L'imperatrice del desertoMakeda. Il suo nome riecheggia nel Corno d’Africa e colma i deserti a sud della penisola arabica; la sua fama annulla le distanze battute dalle carovane e giunge al regno d’Israele. È la misteriosa e potente regina di Saba, ma prima di diventarlo Makeda è una ragazzina temeraria, insofferente alle tradizioni del villaggio e incurante dei rischi della caccia solitaria e di un estenuante viaggio alla ricerca del padre. Divenuta donna, la  sete di  conoscenza  e l’ambizione  politica la spingeranno fino a Gerusalemme, nella raffinata corte di Salomone e nel suo insidioso gineceo di mogli e concubine. Sovrano giusto e uomo percorso dal dubbio, cresciuto all’ombra del  padre Davide e nella protezione della madre  Betsabea, il re d’Israele  subisce  il fascino di Makeda, mentre lei è trattenuta dal timore di perdere la sua indipendenza e di tradire le sue origini. Sono entrambi potenti e desiderosi di accrescere la propria autorità, ma hanno personalità opposte, diversi sono i popoli su cui regnano e le rispettive religioni. Eppure, la possibilità di un futuro per il regno di Saba si cela proprio nella loro appassionata vicenda. Romanzo storico e di formazione allo stesso tempo, in cui la vastità dei deserti si fonde conl’intimità dei palazzi reali e le spedizioni avventurose si alternano all’indagine nelle profondità dell’animo umano, L’imperatrice  del deserto nasce  dai racconti della Bibbia, del Corano e del Kebra  Nagast, l’antico libro della sapienza etiope, per restituirci  la meraviglia e il mistero di una narrazione epica senza tempo.


Risultati immagini per deserto al tramontoOgni tanto leggere un romanzo storico è proprio quello di cui ho bisogno. Se poi accanto al fascino della storia si aggiunge una scrittura armoniosa ed elegante ancora meglio. E’ proprio il caso del libro L’imperatrice del deserto di Anne Lise Marstrand-Jorgensen, pubblicato recentemente da Sonzogno. Le mie impressioni riguardo questo libro sono per certi versi contrastanti: da una parte c’è senza dubbio il fascino di una storia che finora non mi era mai capitato di leggere e che mi ha permesso di conoscere più da vicino determinati eventi; dall’altro c’è il peso di una componente descrittiva che, in più di un’occasione, ho trovato eccessiva.
Il libro è corposo (quasi 500 pagine) e percorre, a capitoli alterni, la storia di Makeda e quella del re Salomone. L’autrice ripercorre la vita di questi due personaggi sin dalla prima infanzia e questo è utile al lettore per comprendere a pieno lo svolgimento e il susseguirsi degli eventi.
Makeda è una giovane e intrepida ragazza dell’Etiopia, diversa dalle sue coetanee e con le idee ben chiare: non ha alcuna intenzione di sottomettersi al volere di un uomo, ne tantomeno di trascorrere il resto della sua vita rinchiusa tra le quattro mura di un villaggio a lavare biancheria. Makeda è forte, una vera e propria guerriera. Dopo la morte della madre ha continuato a vivere nei pressi del villaggio di Yeha, sotto la supervisione di Jabbar e Tafari, suoi cari amici – ma il suo vero sogno è un altro: viaggiare e andare alla ricerca di Mosi, il padre che non ha mai conosciuto. Sin dalle primissime pagine riusciamo subito ad inquadrare questa ragazza così diversa e coraggiosa che nel corso della lettura non mancherà di riservarci tante sorprese. Contemporaneamente ai capitoli dedicati a Makeda abbiamo modo di varcare le soglie della corte di re Davide, sovrano di Israele. Qui, oltre al re, vive il suo gineceo di mogli – ognuna delle quali ha donato un figlio al sovrano. La prediletta di quest’ultimo è però la giovane Betsabea, madre del piccolo Salomone. L’autrice ci porta a scoprire la vita di corte a trecentosessanta gradi, rivelandoci intrighi, complotti, rivalità e tradimenti. Solo uno dei figli di Davide sarà erede al trono e uno in particolare, Assalonne, creerà non poco scompiglio in famiglia. Conosciamo Salomone che è ancora un bambino legato profondamente alla madre, un bambino forte e coraggioso dall’animo buono e onesto, caratteristica che lo contraddistinguerà sempre rispetto agli altri e che decreterà la sua fortuna. La Martstrand-Jorgensen compie un’analisi accurata riguardo gli usi e i costumi dell’epoca e riesce a rendere con estrema credibilità le atmosfere esotiche delle città descritte. Come vi anticipavo sopra le descrizioni non mancano: sono accurate, interessanti, affascinanti. Per il mio gusto personale a volte sono state anche fin troppo eccessive, ma d’altra parte si tratta di un romanzo storico per cui non posso di certo fare una colpa all’autrice. Devo ammettere che la storia è accattivante, ma ho fatto fatica a portarla avanti con costanza e infatti la lettura è stata protratta per più giorni del previsto. Si percepisce la ricerca storica e simbolica che sta alla base del romanzo: i riferimenti biblici sono parecchi, così come il riferimento ai culti e alle usanze dell’epoca. Sotto questo punto di vista il libro è davvero interessante ed offre un’ampia panoramica di approfondimento (come vi dicevo sopra conoscevo molto poco il periodo storico descritto, ma dopo aver letto L’imperatrice del deserto ho fortunatamente acquisito delle nozioni in più).
Risultati immagini per regina di saba e re salomoneMi è piaciuta moltissimo la caratterizzazione psicologica dei personaggi, trovo che ognuno di loro sia descritto in modo realistico e interessante. Il libro della Marstrand-Jorgensen è tutto fuorché banale, offre molteplici spunti di riflessione – ad esempio sulla condizione in cui la donna viveva all’epoca. Il personaggio che su tutti ho apprezzato maggiormente è Makeda, una delle eroine più forti e carismatiche che abbia mai incontrato tra le pagine di un romanzo storico.
Nel complesso L’imperatrice del deserto è un libro che consiglio agli amanti del genere, ed in particolare a coloro che amano le descrizioni minuziose e ricercate. La mole di pagine non deve in alcun modo frenarvi, perché non tutti siamo uguali e non percepiamo la lettura allo stesso modo: quello che può risultare poco scorrevole per me, magari per qualcun altro è fluido e piacevole da leggere. Sicuramente troverete davanti a voi un romanzo studiato sin nei minimi particolari, un romanzo che a volte manca di quella scintilla, di quel bagliore che lo rende unico – ma che, nonostante ciò, resta comunque valido.
Ci tengo inoltre a fare i complimenti alla casa editrice per la bellissima copertina, che trovo pertinente e adeguata alla storia narrata.
Il mio voto è di 3.5/5.
Alla prossima,
Simona


L'imperatrice del desertoL’imperatrice del deserto. La leggenda della regina di Saba e di re Salomone – Anne Lise Marstrand Jorgensen
Sonzogno, 489 p.
Genere Romanzo storico
Traduzione di Ingrid Basso e Alessandro Storti
Copertina flessibile, € 19.50
In vendita da Settembre 2016

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[Recensione] Donne pericolose – Compton Mackenzie

Buongiorno lettori e buon Lunedì a tutti voi!
Oggi sono qui per parlarvi dell’ultimo libro che ho letto, Donne pericolose di Compton Mackenzie ,edito da Sonzogno e pubblicato nella collana Bittersweet.

Credo che il mio amore vada oltre l’amore comune, che riguardi la creazione e non la procreazione, e per questo mi considero privilegiata di essere fatta come sono fatta. Mi considero una prova vivente del progresso, non un mostro. Sono convinta che in futuro tutto l’amore sarà omosessuale.

Chiudete gli occhi e immaginate per un attimo di viaggiare nel tempo. Siete nella Capri degli anni Venti del Novecento, isola bellissima e suggestiva, in compagnia di un gineceo di signore esuberanti, discepole di quella poetica saffica che a distanza di tanti anni continua ad affascinarci e ad incantarci con la sua malia. Queste donne saranno le protagoniste di complotti, intrighi, segreti e corteggiamenti spietati. Tra elogi e lodi alla cultura ellenica e un’isola da sogno a fare da contorno alla vicenda voi stessi sarete catapultati in un’altra dimensione, una realtà parallela che si rivelerà talvolta placida talvolta tumultuosa, e vi condurrà alla scoperta di una storia destinata ad essere ricordata. Donne pericoloseExtraordinary women in originale – è un libro che mi ha coinvolta ed è riuscito a suscitare in me sentimenti contrastanti, perché se da un lato sono riuscita a cogliere le sottili sfumature che Mackenzie ha donato ad ognuna delle sue eroine, dall’altro in più di un’occasione sono rimasta infastidita dalla torbidità e dal prevalere su tutti ad ogni costo della protagonista indiscussa, Rosalba Donsante.

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Saffo – Amore

Rosalba è una donna dall’aspetto androgino, amata e benvoluta da tutti gli abitanti di Sirene ( l’autore chiama Capri in questo modo) e custode dell’amore di più di una gentildonna. I vari pianeti che, uno ad uno, transiteranno attorno all’orbita tracciata da Rosalba, non sono pochi: conosciamo Rory Freemantle, Lulu de Randan e la contessa sua madre Hermina, Cléo Gazay, Olimpia Leigh, Bébé Buonagrazia, Zoe Mitchell e tante, tantissime altre. Ognuna di loro finisce inevitabilmente per cadere nella sottile rete intessuta da Rosalba, che da vera e propria primadonna sente la necessità di passare da fiore in fiore e di seminare, a modo suo, zizzania. Questa protagonista non è semplice da capire, né tanto meno da amare. La sua esuberanza, il suo desiderio di prevalere e di entrare nelle grazie delle maggiori personalità di spicco dell’isola di Sirene, mi hanno irretita in più di un’occasione. Il rapporto di Rosalba con Rory è uno di quelli che più mi ha fatto riflettere: Rory Freemantle è ricca, può avere ciò che desidera – tutto tranne la signorina Rosalba, che continua a sfuggirle e che, diciamocelo, spesso e volentieri si approfitta di lei. Rory è consapevole dell’aspetto libertino di Rosalba e nonostante ciò continua ad amarla e a venerarla sopra ogni cosa. Compra una villa e la arreda secondo il gusto di quest’ultima, cerca di costruire un nido tutto loro dove poter vivere insieme e coltivare un rapporto fatto di alti e bassi, ma Rosalba non ne vuole proprio sapere. Rory è ostinata, ma Rosalba lo è di più e continua a fare di testa sua, continua a volare di fiore in fiore nel disperato tentativo di essere la più amata, la più desiderata, la più ambita. In questo libro ogni rapporto è pronto per essere messo in discussione, persino quello tra madre e figlia. Mackenzie ci fa respirare un’aria libertina, una totale assenza di inibizioni e una naturale inclinazione all’omosessualità. E’proprio quest’ultimo aspetto ad avermi affascinata maggiormente: la libertà di essere ciò che si è indipendentemente dalla società e dal pensiero comune, la libertà di queste donne – straordinarie eccome – di essere ciò che sono, di comportarsi come meglio credono e di essere, perché no, talvolta fuori dagli schemi. Se pensiamo che questo libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1928 ci rendiamo conto di come certe idee per l’epoca fossero a dir poco “rivoluzionarie”. Il libro di Mackenzie ha rischiato di essere bandito dalla Chiesa, anche se poi è stato giudicato meno scandaloso di altre sue opere contemporanee ( ad esempio Il pozzo della solitudine di Radclyffe Hall, bandito all’epoca poiché reputato diseducativo e deviante).
L’autore dona ad ognuna delle sue eroine una caratteristica unica, qualcosa di particolare che le rende appunto “straordinarie”. Entriamo in punta di piedi in questo gruppo sopra le righe e ci ritroviamo coinvolti in prima persona nei loro intrighi, nelle loro scaramucce, nelle attrazioni e nelle antipatie che inevitabilmente si creano. Centro di tutto, come ho già detto, è Rosalba – anche se accanto a lei non mancano donne altrettanto complesse e decise, come ad esempio le americane Royle, o la compositrice dalla lingua tagliente, Olimpia Leigh. Interessante è stato scoprire che l’autore, nel creare alcune delle sue eroine, si è ispirato a persone realmente esistite. Nella postfazione – curata, ironica e ben scritta – di Stefania Bertola, scoprirete alcuni dettagli a riguardo.
Vi starete forse chiedendo come vengono concepiti gli uomini all’interno di questo romanzo manifesto della cultura saffica, dove l’amore tra donne prevale nettamente sull’amore eterosessuale. Gli uomini ci sono, ma dalla maggior parte delle dame vengono visti come incapaci ad amare, incapaci a donarsi completamente all’altro. L’unico uomo che si distingue è Daffodil, un giovane garbato, con senso del ritmo e dalla figura filiforme ed effeminata.

Risultati immagini per CapriA completare il quadro formato da questo numeroso ed eccentrico gruppetto c’è infine una descrizione poetica e magica dell’isola di Sirene. Ci vengono presentati in tutta la loro meraviglia i golfi, le terrazze, i boschi, gli strapiombi sul mare, gli scorci di cielo intravisti da una finestra. Mackenzie ci fa innamorare di Capri, ci fa venire voglia di saltare sul primo traghetto e di andare a visitare quest’isola ricca di meraviglie e di benessere.
Emerge inoltre la profonda conoscenza dell’autore sia del francese che del greco, due lingue che ricorrono in più di un’occasione all’interno del libro. Unico appunto che mi sento di fare in merito alla forma è proprio questo: spesso e volentieri vengono utilizzate delle frasi in greco all’interno di un dialogo che poi non vengono tradotte, e questo risulta davvero inconveniente per chi non è a conoscenza della suddetta lingua.

In conclusione trovo che Donne pericolose sia un vero e proprio inno alla cultura e all’amore ellenico, un must have per tutti coloro che amano i buoni classici e amano soprattutto riscoprire dei piccoli gioielli che meritano di entrare nelle librerie. Il libro di Mackenzie è uno di questi, per cui non posso che consigliarvelo.
Il mio voto è di 4/5.
Alla prossima,
Simona

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Donne pericolose – Compton Mackenzie

Sonzogno, 313 p.
Traduzione di Daniele Brolli

Postfazione di Stefania Bertola
Collana Bittersweet ( A cura di Irene Bignardi)
Letteratura classica

Copertina flessibile, 16.50 €
In vendita dal 1 Settembre 2016

[Segnalazione]L’imperatrice del deserto – A.M.Jorgensen

Buon pomeriggio lettrici e lettori!
In questo primo Sabato d’autunno voglio segnalarvi un libro che mi ha particolarmente colpita e che desidero ardentemente leggere. Il suo fascino emerge sin dalla copertina e aumenta ancor di più dopo averne letto la trama. Spero vi piaccia! ❤

L’imperatrice del deserto
La leggenda della regina di Saba e di re Salomone

«Anne Lise Marstrand-Jørgensen ha una straordinaria capacità di creare personaggi vividi e intensi, indipendentemente dalle epoche e dai luoghi in cui li colloca»
DANISH LITERARY MAGAZINE

Makeda. Il suo nome riecheggia nel Corno d’Africa e colma i deserti a sud della penisola arabica; la sua fama annulla le distanze battute dalle carovane e giunge al regno d’Israele. È la misteriosa e potente regina di Saba, ma prima di diventarlo Makeda è una ragazzina temeraria, insofferente alle tradizioni del villaggio e incurante dei rischi della caccia solitaria e di un estenuante viaggio alla ricerca del padre. Divenuta donna, la sete di conoscenza e l’ambizione politica la spingeranno fino a Gerusalemme, nella raffinata corte di Salomone e nel suo insidioso gineceo di mogli e concubine. Sovrano giusto e uomo percorso dal dubbio, cresciuto all’ombra del padre Davide e nella protezione della madre Betsabea, il re d’Israele subisce il fascino di Makeda, mentre lei è trattenuta dal timore di perdere la sua indipendenza e di tradire le sue origini. Sono entrambi potenti e desiderosi di accrescere la propria autorità, ma hanno personalità opposte, diversi sono i popoli su cui regnano e le rispettive religioni. Eppure, la possibilità di un futuro per il regno di Saba si cela proprio nella loro appassionata vicenda. Romanzo storico e di formazione allo stesso tempo, in cui la vastità dei deserti si fonde con l’intimità dei palazzi reali e le spedizioni avventurose si alternano all’indagine nelle profondità dell’animo umano, L’imperatrice del deserto nasce dai racconti della Bibbia, del Corano e del Kebra Nagast, l’antico libro della sapienza etiope, per restituirci la meraviglia e il mistero di una narrazione epica senza tempo.

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L’imperatrice del deserto. La leggenda della regina di Saba e del re Salomone – Anne Lise Marstrand Jorgensen
Sonzogno, 496 p.
Traduzione di Ingrid Basso e Alessandro Storti
Narrativa contemporanea
Copertina flessibile, 19.50 € 
In vendita dal 29 Settembre 2016

 

 

 

 

 

 

 

L’amore è una cosa meravigliosa – Han Suyin

In prossima uscita per la casa editrice Sonzogno:

l'amore è una cosa meravigliosa

In libreria dal 28 Aprile

Han Suyin – L’amore è una cosa meravigliosa
Sonzogno Editori, collana Bittersweet
€ 18.00 – ebook 9.99€
Pagine: 400


ghirigiri

Vennero versati fiumi di lacrime, nel 1955, quando uscì nelle sale L’amore è una cosa meravigliosa, con Jennifer Jones e William Holden. E tutti di nuovo piangevano quando dai jukebox risuonava la canzone composta per il film, Love Is a Many-Splendored Thing, interpretata da Andy Williams. Quasi tutti, però, ignoravano che dietro questa commovente vicenda sentimentale c’era una storia vera, raccontata nell’omonimo romanzo di Han Suyin, dottoressa metà cinese e metà europea, donna molto bella, più volte maritata, ma lacerata tra Oriente e Occidente nella sua scomoda identità di “mezzo sangue”. Il romanzo, fortemente autobiografico, si svolge a Hong Kong alla fine degli anni Quaranta. Racconta la storia d’amore tra una donna cinese di buona famiglia, che ha studiato medicina nelle scuole inglesi, e un giornalista britannico residente in Asia, sposato con figli. È una relazione molto travagliata, circondata com’è dall’ostilità e dai pregiudizi della famiglia di lei e della società circostante. Sullo sfondo si agitano le passioni politiche del dopoguerra, l’epopea della guerra civile e la vittoriosa Lunga Marcia dei comunisti di Mao Zedong. L’amore è una cosa meravigliosa(1952) fu un successo mondiale, con moltissime edizioni internazionali, quattro solo in Italia, dove vinse il Premio Bancarella nel 1956. Sonzogno lo ripubblica in una nuova traduzione, arricchito da una postfazione di Renata Pisu.

Han Suyin (1917-2012): Di padre cinese e madre belga, fu celebrata autrice di romanzi, scritti autobiografici, saggi sulla rivoluzione maoista. Dedicò gran parte della sua opera a far conoscere in Occidente la cultura del paese asiatico di cui si sentiva cittadina d’adozione.

Alcune interessanti uscite!

Buonasera a tutti!
Rieccomi di nuovo qua, strano ma vero XD
In questo articolo ne approfitto per segnalarvi alcune delle uscite più interessanti del mese di Ottobre ( sono in generale tantissime, ma per ora vi dico quelle uscite già da qualche giorno e disponibili in tutte le librerie e nei migliori store online)!
Avevo degli arretrati da recuperare e spero di riscattarmi con questo articolo!
Buona lettura ❤

CASA EDITRICE DE AGOSTINI

6 Ottobre 2015 – Until I Die

Until I die

Intrigo, passione e un finale mozzafiato. Imperdibile”

Kirkus Reviews

Tornano Kate e Vincent, gli amanti maledetti di Die for me.”

Una storia d’amore impossibile e sovrannaturale. Perfetta per tutte le fan di Twilight, Fallen e Shadowhunters.

Kate e Vincent sono sempre più innamorati, ma la ragazza non è felice. Non riesce ad accettare il fatto che lui sia un revenant e che debba continuamente sacrificarsi per salvare altre vite umane. Ma Vincent è pronto a tutto, anche a soffocare la propria natura, pur di condurre un’esistenza normale al fianco di Kate. Le cose cambiano però quando un nuovo e incredibile nemico si affaccia all’orizzonte e Kate si rende conto che la lotta fra il Bene e il Male è solo agli inizi e che questa volta in gioco c’è l’immortalità di Vincent…

14,90

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