[Recensione] Milk and Honey – Rupi Kaur

Milk and Honey è un libro che ogni donna – non ogni lettrice, proprio ogni donna – dovrebbe tenere sul proprio comodino o sul tavolino in salotto… Una poesia splendidamente onesta che narra le esperienze quotidiane e collettive dell’universo femminile contemporaneo.
Huffington Post 

WhatsApp Image 2017-03-14 at 18.58.40.jpegCos’è la poesia se non un modo alternativo di dare voce a colori, emozioni e – più in generale – a ciò che ci circonda? Ho letto pochi  libri di poesie in vita mia e mai come in questo caso ne sono rimasta colpita e affascinata. Rupi Kaur ha un modo unico di mettere su carta il suo mondo interiore, un mondo che si rivolge al singolo tanto quanto alla comunità, perché sono tante le donne che sicuramente si riconosceranno all’interno dei versi incisivi e taglienti dell’artista indiana. Le poesie di Rupi Kaur sono pezzi di vita, di cuore, di anima a cui è impossibile rimanere indifferenti, penetreranno dentro di voi come lame e vi taglieranno in tanti piccoli pezzi. Avventurarmi tra le pagine di questa raccolta è stato catartico, un viaggio indimenticabile in cui ho avuto modo di guardare meglio dentro me stessa e di valutare chi e cosa mi circonda. Milk and Honey è uno di quei libri che ricorderò per sempre, che porterò sempre con me e che utilizzerò come balsamo per le ferite quando ne avrò bisogno. Lo stile dell’autrice è a dir poco unico, la voce di questa straordinaria donna è così potente che continuerà a riecheggiarvi dentro anche dopo aver girato l’ultima pagina del libro. La raccolta di poesie è suddivisa in quattro parti e ognuna di esse rappresenta un periodo della vita:
il ferire, dove l’autrice affronta principalmente il suo rapporto con il padre e con la famiglia. Questa prima raccolta di pensieri e disegni (si, perché oltre alle parole l’autrice è bravissima a comunicare anche con le immagini) è particolarmente penetrante e graffiante, la Kaur pone l’accento sulla condizione della donna all’interno della società e del Paese in cui è cresciuta e ci vengono descritte situazioni molto forti e dolorose. Soffrire con lei è inevitabile, così come sentirsi parte di quel corpo ferito e violato.

Sei tutta tua madre
porto bene la sua tenerezza, immagino
Avete gli stessi occhi
perché siamo sfinite tutt’è due
E le mani
abbiamo le stesse dita svigorite
ma quella furia tua madre non ce l’ha quella rabbia
hai ragione
questa furia è l’unica cosa
che ho preso da mio padre

l’amare, dove l’autrice si lascia andare al sentimento più potente di tutti: l’amore. Questa raccolta di poesie è particolarmente intensa, vissuta, sentita. L’amore visto dagli occhi di Rupi Kaur è totalizzante, permea ogni aspetto della vita ed è in grado di sollevare o, al contrario, sprofondare l’umore. L’intera opera è avvolta dall’erotismo, che come un filo invisibile lega l’autrice alle sue parole. La poesia, in fondo, è anche questo: fare l’amore con ciò che si scrive, legarsi a quanto messo su carta in maniera carnale, quasi fisica. L’erotismo della Kaur è sempre sofisticato, mai volgare e rende l’opera maliziosa al punto giusto, stuzzicando le fantasie del lettore e lasciando spazio alla sua immaginazione.

Che bel suono ha il mio nome
quando ti bacia la lingua

lo spezzare, in cui assistiamo alla fine di qualcosa, di quell’amore così carnale e mentale che tanto ci aveva inebriati pochi attimi prima. Lo spezzare si riferisce ad una condizione più ampia di quella sofferenza legata alla fine di un amore, tocca più aspetti della vita ed è legato anche alla fragilità psicologica, alla sofferenza mentale. E’difficile ricomporsi dopo essersi spezzati e aver perso l’altra metà, è straziante riconoscersi in pochi versi e constatare come con qualche parola l’autrice sia riuscita a dare forma a una delle condizioni più devastanti per l’essere umano: la perdita.

Me ne sono dovuta andare
ero stanca di
permetterti di
farmi sentire
qualcosa di meno
di un intero

il guarire, dove c’è un percorso di rinascita e di sutura, dove le ferite vengono rimarginate e si va avanti. Il guarire simboleggia la vittoria del bene sul male, il cambiare pelle, la consapevolezza di essere in qualche modo migliori. Si guarisce quando si accetta la realtà, quando impariamo ad amarci per ciò che siamo e non per ciò che gli altri vorrebbero che fossimo.

il modo in cui ti ami è
il modo in cui insegni altri altri
ad amarti

Mi sono innamorata di questo libro, penso oramai sia chiaro. Amo il modo in cui mi ha fatta sentire, le emozioni che ha provocato in me, le riflessioni che ha fatto scaturire dalla mia mente. Amo la sua semplicità e la sua schiettezza, l’erotismo da cui è avvolto e la sua purezza. Amo i disegni, le immagini così pertinenti e belle che non puoi pensare che possano esistere al di fuori di questo contesto e, soprattutto, amo la libertà con cui l’autrice ha affrontato determinati argomenti che sono considerati ancora tabù. Parlare di sesso, di sessualità, di violenza, di sofferenza nel modo in cui lo ha fatto la talentuosa autrice indiana non è da tutti e le sue parole magnetiche mi accompagneranno per sempre. Come dice l’Huffington Post questo libro va tenuto sempre accanto, che sia sul comodino, sul tavolo, in salotto, in borsa… poco importa. Ogni donna dovrebbe acquistarlo, per ricordare a se stessa il suo valore e l’importanza e la sacralità di manifestare il proprio essere. Il voto? 5 stelline, ovviamente ( e sono anche poche).
Alla prossima,
Simona

[Recensione] Volevo tanto che fossi tu – Megan Maxwell

“Volevo tanto che fossi tu” è il titolo con cui in Italia viene pubblicato “Las ranas tambien se enamoras” di Megan Maxwell, prolifica autrice spagnola già nota alle lettrici italiane.

Impossibile non riconoscere il tocco esotico e sbarazzino di questa autrice, che ci regala come sempre una storia fresca e frizzante da finire tutta d’un fiato.
Ci troviamo in Spagna, nel famosissimo atelier di Lola Herrera, stilista di grande fama e prestigio. In un clima di festeggiamenti – la storia si apre infatti durante la sera di Capodanno- iniziamo a conoscere i protagonisti di questo romanzo e sin da subito ci rendiamo conto di quanto siano ben caratterizzati. Subito entriamo nell’orbita di Marta Rodriguez, esuberante giovane donna – e mamma- uscita da poco da una storia finita male e determinata come non mai a lasciar perdere gli uomini per molto, moltissimo tempo. Marta rappresenta il prototipo di donna forte ed indipendente che tanto mi piace trovare nelle storie. Il suo passato non è affatto facile, ma nonostante ciò è riuscita comunque a crescere una figlia da sola e a tirare avanti con le proprie forze. Marta guida una moto e quando è in sella alla sua creatura si sente libera e inafferrabile, effimera come una ventata d’aria. La Maxwell descrive questa ragazza mettendola a nudo e propondendola ai suoi lettori per quello che è, senza imporre freni alla sua incontenibile energia. Ad accompagnare la caliente mamma nella sua avventura ci sono dei personaggi secondari a dir poco super coinvolgenti e simpatici. Impossibile infatti non lasciarsi travolgere dalla grinta e dalla sfacciataggine (in senso buono,ovviamente) di Patricia e Adrian, i due colleghi e amici inseparabili di Marta. La loro grinta e la loro vitalità trapela dalle pagine e li rende incredibilmente reali.

L’amicizia è uno dei valori cardine dell’intero romanzo e anche se viene presentata in chiave ironica e giocosa è una delle caratteristiche fondamentali del libro. Non sono poche le occasioni in cui Marta si confida con la sua metà, Patricia. Il legame tra le due è forte e solido e le due condividono insieme gioie e dolori. Adrian è l’amico gay che tutte vorremmo. Ironico, spiritoso, intraprendente e molto, molto fashion. Sono personaggi stereotipati, su questo non ci piove, ma la Maxwell è riuscita a donare a ognuno di loro qualcosa di speciale, qualcosa che li rende unici. A completare il gruppetto c’è poi Lola, che non viene assolutamente considerata un capo, ma piuttosto un’amica saggia e affettuosa su cui poter sempre contare.
Ed è proprio grazie al suo improvviso matrimonio con un rinomato cliente inglese che tutto cambierà.
Entra in gioco infatti Phillip Martinez, soprannominato dai nostri protagonisti “la rana inglese”. Phillip è un uomo all’apparenza tutto d’un pezzo, rigido e composto e poco incline ai sentimentalismi. E’abituato ad avere decine di donne ai suoi piedi che lo adorano e lo fanno sentire una specie di Dio sceso in terra. Questo finché non incontra Marta e credetemi se vi dico che la nostra focosa spagnola gli darà del filo da torcere! Tra i due inizia un punzecchiamento che li avvicina e li allontana, per poi riavvicinarli. Una danza lenta e sensuale, che sfocerà nella passione più travolgente.
Marta e Phillip iniziano così a frequentarsi “senza impegno”. Entrambi sono convinti di non volere di più dall’altro, anche se poi quando sono distanti o in compagnia di altre persone scatta la gelosia irrefrenabile. Il tira e molla tra i due ci fa compagnia per diversi capitoli, e il tutto non risulta mai noioso, perché è accompagnato da una scrittura piacevole e sempre un pizzico sopra le righe.

Il rapporto tra Marta e Philip è un climax vero e proprio. Non manca nulla a livello di emozioni: si piange, si ride, il cuore palpita tra alti e bassi.
Sebbene spesso gli atteggiamenti di Marta siano eccessivi non mi hanno comunque disturbata, perché fanno parte di lei e me l’hanno fatta apprezzare ancora di più. Ho apprezzato inoltre il graduale cambiamento di Philip, che ha imparato a lasciarsi andare e a non rimanere ingessato nelle sue buone maniere da conte. I due si compensano, si incastrano alla perfezione e sono la dimostrazione che è impossibile resistere alla voce del cuore.

Un altro aspetto che nel libro viene trattato – anche se in maniera piuttosto superficiale e sbrigativa in alcune occasioni – è il rapporto madre/figlia. Vanesa, la figlia di Marta, è nel pieno dell’adolescenza, periodo in cui gli ormoni sono a mille e il desiderio di ribellione è dirompente. Vanesa, come i suoi coetanei, non fa eccezione. In più di un’occasione disobbedisce alla madre, quella madre così giovane che molti scambiano per sua sorella, ma tra le due in un modo o nell’altro riesce sempre a tornare il sereno. I problemi non mancheranno, soprattutto quando in scena entra anche Philip – che non gode moltissimo del favore di Vanesa.

Questo libro mi ha tenuto compagnia per un paio di giorni e dovendo trarre delle conclusioni posso dire che nel complesso mi è piaciuto. Inizialmente non pensavo che questo sarebbe potuto succedere, perché il modo di scrivere della Maxwell è piuttosto particolare. O ti piace, o al contrario la eviti. Personalmente dopo aver letto qualche capitolo mi sono abituata allo stile quasi adolescenziale e fanciullesco con cui la storia viene raccontata, e ho trovato piacevole e accattivante il resto della storia.

I MIEI VOTI

Voto cover: 4/5
Voto titolo: 3.5/5
Voto complessivo: 3.5/5

Alla prossima,
Simona

[Recensione] Il mio destino sei tu – M.Maxwell

 

Buongiorno a tutti, carissimi lettori!
Il libro di cui parliamo in questa recensione è disponibile proprio da oggi nelle librerie e nei migliori store online, ed è firmato Tre60.
Sto parlando de ” Il mio destino sei tu” di Megan Maxwell ( Titolo originale: Sigueme la Corriente).
Ringrazio Elena e la casa editrice Tre60 per avermi dato l’opportunità di leggerlo in anteprima 😀

Il vero amore è come una bella canzone. Se non è speciale te ne dimentichi, ma se ti fa innamorare davvero renderà meraviglioso il resto della tua vita, perché avrà fatto il nido nel tuo cuore.

Con queste parole la Maxwell introduce il suo libro e – a mio parere – non poteva scegliere frase più azzeccata per catturare l’attenzione del lettore. ” Il mio destino sei tu” è un romanzo apparentemente semplice e leggero, ma in realtà è molto più complesso di quello che ci si aspetterebbe da un romanzo rosa. La complessità risiede sostanzialmente nella descrizione che l’autrice ci fa della vita di Ruth  – la protagonista femminile – una giovane ragazza che porta già sulle spalle il peso di una famiglia. Tra la sorellina malata e i suoi due scalmanati gemellini, per Ruth tirare avanti non è semplice; ha tre bocche da sfamare e proprio per questo il tempo che passa a lavoro è sempre maggiore di quello che dovrebbe effettivamente essere. Nonostante la sua situazione non proprio agiata Ruth non demorde e non perde mai il sorriso, anzi! Affronta ogni situazione con grinta e tenacia, dimostrando sempre di essere una donna di carattere.
L’altro lato della medaglia è rappresentato invece da Tony Ferrasa, noto compositore nonché sciupafemmine incallito. Con Tony la vita è stata molto generosa: è ricco, affascinante, circondato sempre da donne adoranti. L’uomo sembra non essere alla ricerca di legami duraturi, per questo non si decide ad intraprendere una relazione stabile seguendo le orme di suo fratello Dylan, felicemente sposato con la talentuosa cantante Yanira.

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Le vite di Ruth e Tony sono dunque agli antipodi, ma si sa: gli opposti si attraggono, e così – complici vari incontri/scontri – tra i due comincia a nascere qualcosa. Nello sviluppo della loro conoscenza le personalità di entrambi emergono fortemente, creando una serie di situazioni davvero interessanti agli occhi del lettore, che non riuscirà a staccarsi dalle pagine del libro. Uno dei meriti che va sicuramente riconosciuto alla Maxwell è la sua abilità nel tracciare i suoi personaggi: hanno tutti un proprio carattere, dei tratti caratteristici che li rendono unici e al quale il lettore finisce irrimediabilmente per affezionarsi.
” Il mio destino sei tu” è un romanzo corposo, ma non per questo pesante. Le pagine scorrono via una dietro l’altra seguendo il ritmo delle vite frenetiche di Ruth e Tony.
Leggendo questo libro mi sono divertita, mi sono commossa, ho avuto il batticuore. Insomma ho vissuto insieme ai protagonisti, che ho sentito molto vicini ( In particolare ho avuto una grande empatia con Ruth). Con questo romanzo la Maxwell ha dimostrato che si può scrivere una valida storia autoconclusiva senza necessariamente dovere allungare il brodo; Ha detto tutto ciò che di importante c’era da dire in24 440 pagine, lasciando il lettore soddisfatto e appagato.
Questo è stato il primo romanzo dell’autrice spagnola che ho avuto modo di leggere e le mie impressioni sono sicuramente positive. Promossa la trama, il suo sviluppo, i personaggi e i loro incontri/scontri. Ammetto che all’inizio pensavo di trovarmi di fronte ad una storia piuttosto banale, perché sopratutto nei primi capitoli i personaggi si incontrano in situazioni davvero inusuali, però andando avanti con la lettura mi sono ricreduta, e ho deciso di approcciarmi al romanzo con più spensieratezza, senza stare ad analizzare ogni cosa con la mia solita pignoleria. Sono contenta di avere scelto di vivermi la storia di Ruth e Tony con questo stato d’animo, perché me la sono goduta appieno e ho trascorso in loro compagnia delle ore molto, molto piacevoli.
Per cui – in conclusione – ” Il mio destino sei tu” è un romanzo che consiglio, perché accanto agli elementi tipici di un romance presenta delle riflessioni e delle considerazioni sulle difficoltà della vita che gli conferiscono uno spessore più introspettivo; inoltre ho  molto apprezzato lo stile della Maxwell, che non è ricercato ne troppo elaborato, ma semplice e delicato quanto basta. Il mio voto per questo libro è di 7.5/10! 🙂

 

Segnalazione " Il mio destino sei tu" di Megan Maxwell

Interessantissimo titolo in uscita il 24 Settembre 2015  per la casa editrice Tre60 è:

IL MIO DESTINO SEI TU di Megan Maxwell

Megan Maxwell è considerata in Spagna la regina della narrativa rosa:

il suo successo è stato decretato sia dalle vendite (ha superato il milione di copie) che dalla critica

(ha vinto numerosi premi, dal Premio Internacional Seseña de Novela Romántica al Premio Dama e al Premio Pasión).

Il mio destino sei tu è da mesi ai vertici delle classifiche.