[BookParty] Phobia – Ludovica Cicala

Buongiorno cari lettori, buon Venerdì a tutti voi!
Oggi vi segnalo l’uscita di un libro che trovo davvero interessante: si tratta di Phobia di Ludovica Cicala, seguito di Insomnia – anch’esso pubblicato dalla casa editrice Centauria.

Cicala-Phobia.pngPhobia – Ludovica Cicala
Centauria Libri, 380 pagine
Genere: Fantasy
Cartonato con sovraccoperta, € 9,90
In vendita da: Maggio 2017

La guerra è cominciata. A dichiararla, con un video-comunicato online divenuto subito virale, sono stati gli EVO, la nuova razza di giovani bellissimi e dotati di poteri speciali, che da anni vengono rinchiusi nelle Krankenhaus non appena si manifesta la loro vera natura. In concomitanza con il proclama, devastanti attentati terroristici cominciano a colpire le capitali d’Europa, compiuti da tre misteriosi e micidiali EVO. Nessuno sa chi siano e, mentre la situazione internazionale precipita, nel campo degli EVO ribelli che vivono in clandestinità si acuiscono divisioni che minacciano di distruggerli. Melissa è dilaniata: credeva di aver raggiunto finalmente un rifugio, dopo la fuga dalla Krankenhaus di Londra, ma era solo la calma prima della tempesta. Michael, il fratello appena ritrovato, la tiene a distanza. Byron, il ragazzo di cui è innamorata, è insidiato dalla bellissima e caustica Mega. E il dottor Dhrumgo, che già una volta è quasi riuscito a ucciderla, le dà ancora la caccia. Il nuovo romanzo di Ludovica Cicala riporta in scena i personaggi del suo folgorante esordio, Insomnia, in un’avventura ancora più ricca di fascino e terrore, tradimento, gelosia, riscossa. I protagonisti, eroi difettosi e indomiti, mettono in gioco la loro vita in un crescendo che li porterà vicinissimi ai limiti della loro mente, della tensione che sono in grado di sopportare, della passione che sono in grado di sprigionare. Quella che devono affrontare è una sfida contro forze soverchianti, portata avanti in nome della salvezza di un mondo che li perseguita, ma soprattutto di un diritto a cui non intendono rinunciare: quello di essere se stessi.

L’AUTRICE:

Classe 1994, è stata educata dai genitori a suon di miti greci, romanzi di Victor Hugo, Neruda e Coelho. Ha iniziato a scrivere a otto anni, e non ha più smesso. Ama i romanzi storici e distopici e crede fermamente che prima o poi il fantasy storico surclasserà l’urban. Adora il cinema e il teatro, anche nella scrittura: colpi di scena, spettacolari scenografie, colori abbinati e finali a effetto; di qui l’incapacità di scrivere senza una «colonna sonora» appropriata. Il suo libro preferito è Le città invisibili di Italo Calvino.


Per completezza vi lascio anche cover e trama del primo libro della serie, Insomnia, pubblicato lo scorso Giugno.

Insomnia.jpgInsomnia – Ludovica Cicala
Centauria Libri, 505 pagine
Genere: Fantasy
Cartonato con sovraccoperta, € 9,90
In vendita da: Giugno 2016

EVO: un nuovo stadio dell’evoluzione umana. Sono giovani, bellissimi, dotati di poteri straordinari. E uccidono.
Melissa ha già avuto la famiglia distrutta da questi «mostri», possibile che ora debba toccare anche a lei? Purtroppo sì. Una mattina, quando ha diciotto anni, in un corridoio della scuola, il suo potere sopito si scatena e il sogno di una vita normale va in pezzi. Rinchiusa in una Krankenhaus, gli istituti in cui gli EVO vivono separati dal resto dell’umanità per essere controllati e studiati, Melissa scopre un mondo parallelo che, per quanto inquietante, ha almeno un vantaggio: è popolato di ragazzi come lei, ciascuno con la propria eccezionalità e le proprie paure. Un gruppo di amici quasi come tutti gli altri… Ma quando da Berlino viene trasferito lì Byron J. King, uno degli EVO più potenti – e più attraenti – del mondo, Melissa comincia a trovarsi davanti domande senza risposte e pericoli senza nome, compreso quello custodito nella sua stessa mente. Alla Krankenhaus le cose non sono come sembrano e chi è troppo curioso rischia la vita… o quel che ne resta.
In una Londra parallela notturna e inattesa, questa storia di orrore e riscossa ci porta come su un ottovolante tra fughe, attrazione, inganni, odio e lealtà. Con il rosso del sangue e l’oro dell’amicizia Ludovica Cicala scrive, nell’intreccio delle avventure di Melissa e Byron e della loro banda, una grande storia, la più potente di tutte: quella sulla fatica, il desiderio e la necessità di essere diversi.


Cosa ne pensate di questa serie? A me personalmente intriga moltissimo, troverò sicuramente il tempo per leggerla perché è decisamente in linea con i miei gusti letterari. In bocca al lupo a Ludovica Cicala e al team Centauria!

Alla prossima,
Simona

 

[Recensione] Lo scarabocchio – Cinzia Nazzareno

Buon pomeriggio, cari lettori!
Oggi parliamo del libro che ha sancito l’inizio della mia collaborazione con la casa editrice Bonfirraro – Lo scarabocchio di Cinzia Nazzareno. Preparatevi ad un romanzo complesso e riccamente intrecciato, narrato fluidamente e capace di tenere il lettore incollato alle pagine!

Lo scarabocchio.jpgLo scarabocchio – Cinzia Nazzareno
Bonfirraro Editore, 237 pagine
Brossura, € 16,90
In vendita da: Aprile 2017

Olmo è un piccolo borgo della Sicilia degli anni ’70. È qui che vive la famiglia, apparentemente felice, di Filippo Aletta. Soltanto l’ultimogenito, lo strano e tormentato Gianni detto “Genny”, desta alcune preoccupazioni. Quando una notte, nel fienile, il padre lo scorge in atteggiamenti equivoci con lo sgorbio del villaggio, prende coscienza con amarezza della sua vera identità sessuale di donna intrappolata nel corpo di un ragazzo e, in preda a una crisi di nervi, lo caccia da casa e gli intima l’immediato trasferimento a Roma. È lì che l’ingenuo Genny spera di incontrare il vero amore…Con una struttura a cornice che apre, pervade e chiude il racconto e che ne rivelerà il messaggio più profondo, la storia è il crudele affresco di una società cieca e bigotta, pervasa da infiniti pregiudizi nei confronti della “diversità”, e prosegue con travolgenti colpi di scena, fino a giungere a uno struggente finale mozzafiato.


La Nazzareno racconta con delicatezza un’intera epopea familiare, attraverso la difficoltà di una protagonista in absentia, intima e lieve, che vuole affermare la propria identità sessuale in una Sicilia ancora impreparata al cambiamento.

(Emanuela E. Abbadessa)

Cinzia Nazzareno è stata, per me, una meravigliosa scoperta: ho amato il suo stile narrativo così ricco e variegato, la ricercatezza del lessico utilizzato affiancata alle espressioni dialettali tipiche della Sicilia, la tematica – scottante – che ha scelto di trattare in questo suo secondo romanzo. Lo scarabocchio è una lettura intensa, di quelle che si fanno divorare in poche ore talmente riesce a catturare l’attenzione. Tutto, in questo libro, è descritto nei minimi dettagli, personaggi in primis: Albina, sua nonna Camilla, ma anche i componenti della famiglia Aletta – Filippo, Caterina, Mila e Genny. La particolarità che più ho apprezzato del libro è il suo raccontare due storie contemporaneamente, il suo viaggiare nel passato attraverso ricordi dolorosi e, allo stesso tempo, affrontare il presente e i problemi della giovane e talentuosa Albina.
Tutto parte proprio da lei e dalla tesi in sociologia che le viene affidata dall’affascinante ed esigente professor Sorino: Albina deve proporre un argomento scottante e socialmente rilevante, qualcosa accaduto nel passato che ha fortemente influito su dinamiche sociali e modi di vivere. Accontentare qualcuno pignolo come il professor Sorino non è semplice, eppure Albina ci riesce – grazie soprattutto all’aiuto di sua nonna Camilla, che inizia a rivelarle e a raccontarle una vicenda che, negli anni 70, ha sconvolto il piccolo paesino di Olmo e ha decretato la sventura di una famiglia apparentemente felice. Conosciamo così gli Aletta e ne ripercorriamo la storia sin dalle origini, quando Filippo – giovane donnaiolo incallito – si invaghisce di Caterina ed inizia a corteggiarla.
La narrazione procede fluida e tenere l’attenzione alta non è difficile: la storia appassiona, coinvolge, ha quel tocco di territorialità che la rende originale e decisamente travolgente. Cinzia Nazzareno ci accompagna all’interno della vita di paese, dove spesso l’opinione degli altri riesce ad avere la meglio sugli affetti a noi più cari. E’quello che, purtroppo, accade a Genny, la figura più ambigua e più interessante di tutto il romanzo. Tra le tante tematiche affrontate c’è, infatti, la sessualità e i dubbi che essa può causare, soprattutto se nasci uomo ma, nel profondo di te, senti di essere una donna. E’così che si sente Gianni, figlio minore degli Aletta che viene in seguito ribattezzato Genny, ed è proprio per questo suo sentirsi donna che si creerà una crepa all’interno della famiglia.
Lo scarabocchio è una saga famigliare intensa e dolorosa, per certi versi mi ha ricordato I Malavoglia di Verga – come lì, anche qui i personaggi sembrano essere perseguitati da un destino avverso. Più volte mi sono soffermata a riflettere sul male che la Nazzareno ha voluto sottolineare tra le righe del suo romanzo, un male che tuttora permea la nostra società e, molto spesso, distrugge rapporti e persone.
La narrazione procede spedita tra passato e presente – che, ad un certo punto, finiscono per intrecciarsi. Ho amato l’intreccio creato dall’autrice, mi sono appassionata alla sventurata vicenda di Genny e a quella di sua sorella Mila, donna incredibilmente bella e altrettanto sfortunata. Ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa e, nel bene e nel male, mi sono ritrovata coinvolta, sviluppando un mio pensiero riguardo l’andamento della storia e tifando per questo o per quell’altro personaggio.
L’epilogo mi ha lasciato l’amaro in bocca, ma l’ho trovato assolutamente necessario per chiudere il cerchio nel modo più appropriato e reale possibile. Lo scarabocchio non rappresenta solamente una realtà fittizia, ma è la riproduzione in chiave romanzata della realtà che, in certi paesini e non solo, ancora si respira. Leggendo questo libro rifletterete e vi indignerete per come a volte il destino sa essere beffardo, ma proverete sicuramente l’esperienza di una lettura diversa e unica nel suo genere. Lo promuovo? Eccome! Il mio voto è di 4/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

[Recensione] Shake my Colors. La mia luce sei tu – Silvia Montemurro

Buongiorno a tutti, carissimi lettori!
Oggi parliamo di Shake my Colors. La mia luce sei tu, il primo romanzo della nuova trilogia young adult firmata da Silvia Montemurro, autrice tra le più amate e apprezzate in Italia.

Shake my colorsShake my Colors. La mia luce sei tu – Silvia Montemurro
Sperling&Kupfer, 275 pagine
Collana: Pandora
Genere: Young Adult
Copertina rigida, € 16,90
In vendita da: Aprile 2017
Laura ha diciassette anni e ama il pattinaggio più di ogni altra cosa. È solo lì, sul ghiaccio, che si sente davvero se stessa. Perché, fin da quando è nata, non può vedere i colori e il mondo è spesso una trappola in bianco e nero. Paolo, il suo migliore amico, è l’unico a capire cosa tutto ciò significhi per lei ed è la sua àncora di salvezza. Sono cresciuti insieme in un paesino affacciato sul lago di Como, conoscono tutto l’uno dell’altra e custodiscono i reciproci sogni. Ora che una gara importantissima l’attende, Laura sa di poter contare su di lui, e che quando sarà il momento lo vedrà sugli spalti a fare il tifo per lei. E poi, un giorno, Laura incontra Geo. Capelli lunghi, stretti in una coda da cui sfugge qualche ciuffo ribelle, gesti decisi di chi sa quello che vuole e uno sguardo che la fa vacillare. Non riesce a vedere il colore di quegli occhi, ma le basta poco per capire che da quell’incontro la sua vita non sarà più come prima. Qualcosa li spinge l’uno verso l’altra, un’attrazione a cui non ha senso resistere. La passione che nasce è così travolgente da lasciarli senza fiato. Eppure ci sono dei silenzi tra loro, perché entrambi stanno nascondendo qualcosa. Laura non ha ancora trovato il coraggio di parlargli del suo problema alla vista, e Geo… cosa nasconde Geo? Cosa significano quelle ombre sul suo viso? E le sue fughe improvvise? Persino sul ghiaccio Laura non è più la stessa, e rischia di mandare all’aria il lavoro di anni. Un sentimento unico come quello che li lega dovrebbe poter vincere su tutto. Ma quando l’amore è un salto nel buio, avere coraggio a volte non basta.


Un’amicizia senza confini,
un amore inaspettato e travolgente,
un sogno per cui vivere.

WhatsApp Image 2017-05-09 at 10.30.59.jpegNata inizialmente su Wattpad, la storia di Laura, Geo e Paolo è successivamente approdata nelle librerie grazie alla fantastica Sperling&Kupfer, che le ha donato una splendida veste grafica ricca di colori e sfumature. I colori rappresentano proprio l’elemento chiave del romanzo, la vita di Laura ruota attorno a loro e, precisamente, attorno alla loro assenza. Sin da piccolissima le viene diagnosticata una rara malattia agli occhi, l’acromatopsia, che le fa vedere il mondo in bianco e nero: questo, per Laura, rappresenta un problema, ma è anche l’incentivo che la spinge ad informarsi su tutto ciò che riguarda i colori, al punto da diventare una vera e propria esperta in materia. Laura ha un dono speciale, riesce a vedere i colori delle persone, la loro anima ed essenza più pura. Ad aiutarla in questo percorso tortuoso c’è una famiglia presente e un migliore amico insostituibile, Paolo: i due sono amici sin dalla tenera infanzia, Paolo è sempre stato accanto a Laura e l’ha aiutata ad integrarsi in una società spesso insensibile ed egoista. Ho adorato il rapporto tra i due ragazzi, al confine tra amicizia e amore: Paolo è in assoluto il personaggio che ho preferito, con i suoi modi dolci e pacati, il suo senso di protezione nei confronti di Laura, il suo esserci sempre, come quei supereroi che tanto gli piacciono.
Shake my Colors racconta in modo semplice e privo di fronzoli l’adolescenza dei protagonisti e i relativi problemi che accompagnano questi anni così speciali della nostra vita. Il personaggio centrale è sicuramente Laura, alle prese non solo con l’acromatopsia, ma anche con il pattinaggio su ghiaccio – sport che ama e per il quale si impegna costantemente – con il suo rapporto d’amore e odio con Prisca, con la nuova e potente cotta presa per l’affascinante barman, Geo, e con il sentimento contrastante che sente nel suo cuore ogni volta che pensa al suo amico Paolo.
Proprio Paolo e Geo daranno vita, insieme a Laura, ad una sorta di triangolo amoroso serratissimo: i due ragazzi sono opposti, sia caratterialmente che fisicamente, e ognuno – a modo loro – prova qualcosa per la bella e raggiante protagonista. Io, ve lo confesso, faccio il tifo per Paolo, lo trovo più autentico e attaccato a Laura, credo che tra i due ci sia qualcosa di puro e di così forte da superare limiti e diversità di qualsiasi natura.
Geo, al contrario, è un personaggio che non sono riuscita ad inquadrare del tutto e che, per questo, non mi ha conquistata: non amo la sua indecisione, i suoi cambi di rotta repentini, la sua aggressività (spiegata in modo coerente, ma per i miei gusti comunque eccessiva). Non mi è piaciuto il suo modo di relazionarsi a Laura, quindi mi spiace caro Geo, i tuoi cocktail non hanno fatto breccia nel mio cuore.
Sono curiosissima di scoprire come l’autrice svilupperà la storia nel secondo libro della serie che, per fortuna, arriverà a breve (a fine mese dovrebbe essere sui nostri scaffali).
Nulla da dire sullo stile di scrittura dell’autrice, che ho trovato sempre molto fresco e sul pezzo, lessicalmente ed ortograficamente ineccepibile. Silvia Montemurro ha una penna leggiadra e trascinante, sa come catturare l’attenzione del lettore e come mantenerla viva per quasi trecento pagine. Amo le storie young adult e questa è una delle migliori che abbia letto in questi primi mesi del 2017. Assolutamente promosso dunque Shake my Colors, un romanzo divertente e spensierato che si focalizza sull’adolescenza e ci regala ore di puro piacere insieme a dei personaggi per nulla stereotipati e banali. Consigliato!
Il mio voto è di 4/5!
Alla prossima,
Simona

[Recensione] Le cose belle che vorrai ricordare – Mattia Bertoldi

Buongiorno e buon Lunedì, cari lettori!
Iniziamo la settimana con la recensione di uno degli ultimi libri che ho avuto il piacere di leggere, Le cose belle che vorrai ricordare, una storia toccante e commovente che mi ha fatto compagnia nei giorni scorsi – tra compleanni e battesimi vari. Mattia Bertoldi è un autore che mi ha colpita moltissimo, continuate a leggere per scoprire perché!

Le cose belle che vorrai ricordareLe cose belle che vorrai ricordare – Mattia Bertoldi
Tre60, 350 pagine
Genere: Narrativa
Cartonato con sovraccoperta, € 16,90
In vendita da: Aprile 2017
Zoe ha 5 anni quando metà del suo mondo si appanna; una malattia rende cieco il suo occhio sinistro, trasformandolo in una specie di perla. Solo grazie all’affetto dei genitori, e soprattutto del padre, che le insegna a vivere in modo sereno e positivo, Zoe riesce a sentirsi non diversa ma «speciale»: la sua sensibilità le permette di vedere ciò che altri non vedono, le dà una marcia in più per combattere le battaglie della vita. Zoe ha 21 anni quando la sua intera esistenza cambia: dopo la morte della madre, torna a casa, in quel paesino da cui era fuggita per inseguire il sogno di diventare pianista. Nulla sembra cambiato, ma tutto è diverso, perché suo padre – il suo energico, allegro, coraggioso padre – si è chiuso in un mutismo assoluto, il cuore indurito dal dolore e dalla solitudine. Toccherà quindi a Zoe riaccendere in lui la speranza, senza sapere però che quella fiammella illuminerà un segreto destinato a cambiare la sua vita e quella dell’intero paese, riscrivendo le storie grandi e piccole che lo animano. Perché ci sono sempre cose belle che si vogliono ricordare. Basta cercarle e guardarle con occhi nuovi, occhi “di perla”…


Raccogli le cose belle che vorrai ricordare, da qua a per sempre.
Ma mi raccomando: devono essere solo cose memorabili.

WhatsApp Image 2017-05-08 at 12.18.45Le cose belle che vorrai ricordare è un romanzo meraviglioso che ho scoperto nel weekend appena terminato ed è proprio una di quelle cose belle che vorrò ricordare a lungo, perché mi ha totalmente rapita e affascinata. La storia di Zoe e della sua famiglia mi ha commossa e ha toccato le corde più sensibili del mio cuore, quelle che proprio non riescono a rimanere indifferenti e si sciolgono come neve al sole di fronte a circostanze del genere. La protagonista, Zoe, vi conquisterà sin dalle primissime righe: la conosciamo bambina , tra i corridoi di un ospedale, dove a soli 5 anni le viene diagnosticato un retino blastoma unilaterale irreversibile che le fa perdere la vista all’occhio sinistro. Bertoldi è stato bravissimo a descrivere l’esperienza della malattia dal punto di vista di una bambina, ho adorato la dolcezza con la quale ha dipinto Zoe e tutti i personaggi che le ruotano attorno, dalla famiglia all’equipè medica – in particolare l’oculista di fiducia, che ha sempre delle caramelle alla fragola in tasca per i suoi giovani pazienti.
Zoe dimostra sin da subito di essere una bambina speciale, non solo per il suo occhio, ma per il suo modo di affrontare la vita. Accanto a lei troviamo un papà straordinario, di quelli che aiutano a trovare il buono nelle cose di tutti i giorni, anche quando il resto del mondo vede solo il negativo, e una mamma forse meno espansiva e più rigida, ma con un modo tutto suo di amare la propria figlia.
La narrazione procede alternandosi tra ieri e oggi, mantenendo costantemente un buon ritmo e una prosa sempre fluida e adeguata: Bertoldi mi ha conquistata con la sua semplicità e con la sua dolcezza, due caratteristiche che adoro trovare in un buon romanzo. La storia è narrata in prima persona da Zoe, sia nel passato che nel presente.
Proprio i capitoli riservati all’oggi sono quelli che più mi hanno tenuta incollata alle pagine del libro: Zoe ha ventuno anni, ha da poco perso sua madre e suo padre è caduto in una depressione profonda e la situazione è talmente grave da spingerla ad abbandonare la sua vita in Danimarca e a fare ritorno in Svizzera, alla casa della sua infanzia. L’aspetto che più mi ha colpita della storia è la capacità dell’autore di amalgamare alla perfezione contenuti differenti: non si focalizza tutto sulla malattia di WhatsApp Image 2017-05-08 at 12.18.37Zoe, ma si affrontano anche problemi famigliari, obiettivi di vita, ricordi del passato e sogni circa il futuro. Le cose belle che vorrai ricordare è un romanzo dinamico, in continuo movimento: ogni capitolo è un’impronta importante, un tassello necessario per comporre la storia e ogni personaggio che incontreremo nel corso della lettura ci lascia, a suo modo, qualcosa. Ho amato Zoe e la sua forza d’animo, il suo rapporto con il papà, il suo desiderio di farlo stare bene: nel passato conosciamo un uomo pieno di vita e di speranze, sognatore e ottimista, mentre nel presente ci troviamo di fronte una persona distrutta che ha perso l’amore della sua vita e ha deciso di rinchiudersi in casa e di isolarsi dal resto del mondo. Mi sono emozionata nel leggere di come Zoe fa di tutto per liberare il padre dal guscio nel quale si è rinchiuso, ho percepito netta e precisa la forza di un legame così forte, come quello che solo tra padre e figlia può esserci.
D’altro canto ho amato moltissimo anche conoscere Zoe dal punto di vista personale: amicizie, cotte, il suo amore per il pianoforte e per la musica, il rapporto con il suo cane Polifemo. Tutto, di questa ragazza, mi ha appassionata e in particolare sul finale le emozioni mi hanno travolta come un fiume in piena, costringendomi in più di un’occasione a mettere i stand by la lettura e a riprenderla solo dopo essermi calmata.
Non capita spesso che un autore riesca a coinvolgermi a tal punto, Mattia Bertoldi invece c’è riuscito al primo colpo e di questo non potrò mai ringraziarlo a sufficienza: Sono proprio i libri come questo a farmi amare la lettura, libri che lasciano un’impronta e a cui continui a pensare anche dopo aver girato l’ultima pagina. Spero di leggere presto altro di questo talentuoso e promettente autore italiano! Il mio voto è di 5/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

[Recensione] La casa sull’isola – Catherine Banner

Buongiorno lettori e buon Venerdì a tutti voi!
Chiudiamo in bellezza la prima settimana di Maggio con la recensione di un libro di cui mi sono letteralmente innamorata: La casa sull’isola di Catherine Banner, pubblicato il mese scorso dalla casa editrice Tre60.

La casa sull'isolaLa casa sull’isola – Catherine Banner
Tre60, 412 pagine
Genere: Narrativa contemporanea
Traduzione di: Laura Di Rocco
Copertina rigida, € 16,80
In vendita da: Aprile 2017

1914, Isola di Castellamare, Sicilia. In una notte d’inverno, due bambini nascono in due case distanti solo qualche centinaio di metri. Il primo è figlio di Amedeo, il medico condotto dell’isola, e di sua moglie Pina. Anche il secondo è figlio di Amedeo, ma la madre è la sua amante, Carmela, moglie del sindaco di Castellamare. Silenzioso e letale, lo scandalo si propaga nell’isola e distrugge la reputazione di Amedeo, che si ritrova così a gestire un bar-pasticceria collocato all’interno di una vecchia casa, la cui terrazza diventa per lui – e per gli abitanti di Castellammare – un luogo da cui osservare e commentare un mondo che cambia vorticosamente: la tragedia di due guerre mondiali, lo slancio della ricostruzione, le tensioni sociali e politiche degli anni ’70, la sfacciata abbondanza degli anni ’80 e le luci e le ombre del nuovo millennio. E, sebbene sull’isola tutto sembri immutabile, i figli e i nipoti di Amedeo non soltanto vivranno tutti questi cambiamenti, ma v’intrecceranno anche le loro storie di amicizia e d’amore, di morte e di speranza.


WhatsApp Image 2017-05-04 at 17.58.58La casa sull’isola è stato il libro rivelazione del mese di Aprile, innanzitutto perché mi ha fatto conoscere un’autrice talentuosa, che sa bene cosa vuole raccontare e ha tutti gli strumenti giusti per farlo nella maniera più incisiva possibile, e poi perché mi ha trascinata indietro nel tempo, ha portato alla mia immaginazione profumi, sapori e tradizioni che nemmeno conoscevo e mi ha fatta innamorare ancora di più della Sicilia, terra che non conosco benissimo, ma che da sempre mi affascina parecchio.
Catherine Banner sa il fatto suo e ci propone un romanzo indimenticabile, una ricca e corposa saga famigliare che appassiona e dalla quale staccarsi è difficile. Ogni personaggio è curato fin nel più piccolo dettaglio ed è inserito alla perfezione nel contesto storico e sociale nel quale la vicenda è ambientata. Il punto forte del romanzo è proprio la sua complessità, il suo inserirsi senza impaccio tra guerre e politica, tra realtà sociali differenti – presenti non solo nell’Italia in sé (ad esempio le disparità tra Firenze e Castellammare, la piccola isola siciliana fulcro della narrazione, sono abissali), ma addirittura all’interno della stessa comunità – sull’isola, infatti, vige una gerarchia non scritta, ma ugualmente chiara a tutti, un prestigio sociale basato sulla ricchezza e sul ruolo ricoperto in città.
I fatti narrati coprono un arco temporale piuttosto lungo e iniziano, pressappoco, intorno agli anni 1914-1921: l’autrice descrive abilmente l’agonia provocata dalla guerra, il grande senso di instabilità dovuto alla partenza degli uomini, la forza delle donne nel rimboccarsi le maniche e continuare con le attività quotidiane. Sin da subito conosciamo uno dei grandi protagonisti della storia, il dottor Amedeo Esposito, che dalla caotica Firenze si sposta in un’isoletta sperduta nei pressi della Sicilia per esercitare la sua professione. La realtà che l’uomo trova davanti a sé è totalmente differente da quella da cui proviene: Castellammare è una gemma persa nei meandri del tempo, i suoi abitanti vivono umilmente, tutti si conoscono e anche le malelingue non mancano. Amedeo giunge sull’isola nella serata dei festeggiamenti in onore di Sant’Agata, patrona e protettrice del luogo, e sin da subito si rende conto che la vita, lì, non sarà semplice. Un flashback magistralmente narrato ci mostra l’infanzia del protagonista, il suo abbandono al brefotrofio fiorentino, i suoi problemi e la solitudine che ha caratterizzato gran parte della sua vita. Castellammare rappresenta per lui un riscatto, la possibilità di ricominciare da capo e di costruire una famiglia tutta sua. Ovviamente, come potrete immaginare, succederanno tantissime cose – scandali, amori e passioni proibiti, pentimento e dolore. Le emozioni che la lettura di questo romanzo mi ha lasciato sono troppe per essere descritte, ogni pagina è ricca di vissuto e di ricordi ed è impossibile non assaporare ogni parola che l’autrice imprime sulla carta. Lo stile di Catherine Banner è quanto di più poetico possiate immaginare, le sue parole sono dolci e incisive e, all’occorrenza, altrettanto dure e lapidarie.
La casa sull’isola è un romanzo che segna e rimane impresso nella memoria, non è uno di quei libri che lasciano un’impronta sbiadita destinata a scomparire nel giro di qualche giorno. La storia della famiglia Esposito – di tutte le generazioni che incontreremo (e non sono poche) – entra sottopelle e coinvolge, non c’è stato mai un momento in cui ho percepito la mia attenzione venire meno, al contrario mi sono trovata sempre più immersa nelle vite e nei pensieri dei protagonisti. Ho amato in particolare la forza dimostrata dalle donne, figure centrali dell’intera vicenda, forti e misericordiose, ostinate e controverse come solo noi donne sappiamo essere. Nei volti degli abitanti di Castellammare ho percepito l’autenticità, l’assenza di costrizioni e costruzioni, e tutti mi sono apparsi reali nei loro pregi e difetti. Reali come la bravura dell’autrice, che si è piazzata in cima alla lista dei miei scrittori preferiti e della quale spero di leggere presto altro. Consiglio questo romanzo a chi ama le storie corpose e dense, dove azione e riflessione si susseguono incessanti, dove i personaggi da tenere a mente non sono pochi – così come le emozioni. La casa sull’isola è un viaggio sulle montagne russe dal quale uscirete cambiati. Lo consiglio caldamente e non posso che votarlo con 5/5 stelline.
Alla prossima,
Simona