[Recensione] La bambina della luna e delle stelle – Kelly Barnhill

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Oggi si conclude il blogtour dedicato a La bambina della luna e delle stelle, dolcissimo middle-grade di Kelly Barnhill pubblicato dalla DeAgostini. In questa tappa conclusiva troverete la recensione su tutti i blog che, insieme a me, hanno partecipato all’evento. Vi invito dunque a passare anche dalle mie colleghe per scoprire il loro pensiero riguardo questo romanzo.

La bambina della luna

Ogni anno, all’alba del Giorno del Sacrificio, gli Anziani del Protettorato abbandonano un neonato ai margini della città. È un’offerta di pace per la strega che si nasconde nella foresta. Quello che gli Anziani non sanno, però, è che Xan, la strega, è buona. Così buona da dividere la sua casa con il vecchio Mostro dello Stagno e un dispettoso Drago Perfettamente Piccolo. Così buona da prendersi cura, anno dopo anno, dei piccoli abbandonati. Li raccoglie, li protegge, li nutre con la luce delle stelle e li accompagna dall’altra parte della foresta per affidarli a genitori amorevoli. Ma tutto cambia la notte in cui Xan commette un terribile errore: invece della luce delle stelle, fa bere alla bambina che ha appena salvato la luce della luna, regalandole così meravigliosi poteri magici. Incapace di separarsi da quella piccina con gli occhi neri come lo spazio infinito e la pelle luminosa come ambra, la strega decide di allevarla come una figlia e la chiama Luna. Luna cresce felice in riva allo Stagno, circondata dall’amore di Xan, dall’amicizia del Drago e dalle poesie del saggio Mostro, ma ignara degli straordinari poteri ricevuti in dono. Fino al giorno del suo tredicesimo compleanno, quando la magia si sprigiona in tutta la sua forza… Luna sarà in grado di gestirla? E riuscirà a smascherare la vera strega cattiva, decisa a prosciugare il mondo di ogni felicità? Tra vulcani che si risvegliano, corvi parlanti e donne con il cuore di tigre, un’incantevole avventura fantasy.


La bambina della luna e delle stelle è un romanzo che celebra l’importanza di valori quali il coraggio e l’onestà, è una fiaba moderna e poetica che scalda il cuore e lo riempie di poesia e di emozioni. De Agostini si dimostra ancora una volta una casa editrice attenta alle esigenze dei suoi lettori e questo middle-grade ne è la prova, perché entra a pieno diritto nella lista dei romanzi del genere più godibili e ben scritti pubblicati in questo 2017. La vicenda si svolge nel Protettorato, una tetra e oscura città dove ogni anno un bambino a scelta degli Anziani viene strappato dalle braccia della sua famiglia e sacrificato alla Strega del bosco, di cui altrimenti l’intera cittadina subirebbe l’ira e la vendetta. Quello che gli onesti abitanti del Protettorato non sanno, però, è che la Strega che popola l’oscuro bosco lì accanto non è malvagia, anzi, salva i bambini che trova ogni anno nello stesso punto della vegetazione e dona loro una nuova famiglia, nelle città libere al di fuori dell’oscuro mondo in cui sono nati. Quando la Strega trova la piccola protagonista nel bosco ne rimane affascinata a tal punto da prenderla con sé e decide di chiamarla Luna. La bambina crescerà in un ambiente totalmente diverso da quello in cui è nata e avrà dei poteri magici che dovrà imparare a gestire e controllare per non rovinare la sua vita e quella delle persone che la circondano.
Il romanzo della Barnhill spicca per qualità come le ambientazioni fiabesche, la presenza della magia, la lotta del Bene contro il Male, la tenacia della giovane protagonista nel prendere il controllo della sua vita e di riuscire a gestire un potere acquisito per caso grazie alla Strega, la vecchia Xan. Lo stile dell’autrice è poetico, melodioso e fiabesco, totalmente in linea con il background costruito intorno ai protagonisti e al nucleo narrativo principale. Le avventure di Luna si leggono tutte d’un fiato, la storia scorre liscia come l’olio e arriverete alla fine senza nemmeno accorgervene. Questo è uno di quei casi in cui vi farà piacere tornare bambini, dove i contorni di ciò che è reale sconfinano in quello che è fantastico e si sogna ad occhi aperti. Consigliato dunque a grandi e piccini, perfetto per la stagione fredda, da leggere sotto le coperte in compagnia di una tazza di tè caldo. Il mio voto è di 4/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

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I libri da non perdere questo autunno!

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Oggi ho pensato di proporvi un articolo diverso dal solito e di consigliarvi alcuni libri che, secondo me, sono imperdibili. Questo autunno è ricco di uscite interessanti in libreria, io vi raccomando in particolar modo di tenere d’occhio i seguenti titoli:

4321 – Paul Auster

4321 Paul Auster

Einaudi – € 25.00

Cosa sarebbe stato della nostra vita se invece di quella scelta ne avessimo fatta un’altra? Che persone saremmo oggi se quel giorno non avessimo perso il treno, se avessimo risposto al saluto di quella ragazza, se ci fossimo iscritti a quell’altra scuola, se… Ogni vita nasconde, e protegge, dentro di sé tutte le altre che non si sono realizzate, che sono rimaste solo potenziali. E cosí ogni individuo conserva al suo interno, come clandestini su una nave di notte, le ombre di tutte le altre persone che sarebbe potuto diventare. La letteratura, e il romanzo in particolare, ha da sempre esplorato la «vita virtuale »: non la vita dei computer, ma i destini alternativi a quelli che il caso o la storia hanno deciso, quasi che attraverso la lettura si riesca a fare esperienza di esistenze alternative. Paul Auster ha deciso di prendere alla lettera questo compito che la letteratura si è data: e ha scritto il suo capolavoro. 4 3 2 1 è il romanzo di tutte le vite di Archie Ferguson, quella che ha avuto e quelle che avrebbe potuto avere. Fin dalla nascita Archie imbocca quattro sentieri diversi che porteranno a vite diverse e singolarmente simili, con elementi che ritornano ogni volta in una veste diversa: tutti gli Archie, ad esempio, subiranno l’incantesimo della splendida Amy. Auster racconta le quattro vite possibili di Archie in parallelo, come fossero quattro libri in uno, costruendo un’opera monumentale, dal fascino vertiginoso e dal passo dickensiano, per il brulicare di vita e di personaggi. Ma c’è molto altro in 4 3 2 1: c’è la scoperta del sesso e della poesia, ci sono le proteste per i diritti civili e l’assassinio di Kennedy, c’è lo sport e il Sessantotto, c’è Parigi e c’è New York, c’è tutta l’opera di Auster, come un grande bilancio della maturità, e ci sono tutti i maestri che l’hanno ispirato, c’è il fato e la fatalità, c’è la morte e il desiderio.


La guardarobiera – Patrick McGrath

La guardarobiera - Patrick McGrathLa Nave di Teseo – € 19.00

Londra, gennaio 1947. La guerra è finita da due anni e la città è in macerie. In uno degli inverni più freddi da che se ne ha memoria, anche trovare qualcosa da mettere in tavola è molto difficile. Ad abbattere ancor di più gli animi, arriva la perdita inaspettata e scioccante di uno dei più amati attori teatrali del momento: Charlie Grice muore in circostanze poco chiare, gettando la moglie Joan, donna bellissima e innamorata, che lavora come guardarobiera del teatro, in un dolore sordo e senza limiti. Controvoglia, Joan assiste con la figlia Vera alla prima replica dello spettacolo che era di suo marito, sottoponendosi al trauma di vedere un altro uomo interpretarne il ruolo. L’idea la terrorizza, ma quando l’attore appare sul palco, la vedova è sconvolta nel rendersi conto che dietro agli occhi dell’uomo brucia ardente lo spirito di Charlie. Più tardi, nel backstage, incontrando il sostituto, il suo cuore, stordito dalla gioia, ha la conferma che il suo grande amore vive nel giovane attore Daniel Francis. Ne diventa amica, lo invita a casa e comincia a donargli gli abiti del marito, sottratti al suo guardaroba. Nasce così una relazione che oscilla tra l’attrazione e l’assedio del fantasma di Charlie, che trascina Joan in un gorgo. Chiamata da una voce amata e spaventosa al tempo stesso, la donna scoprirà il terribile segreto che avvolge anche la morte di suo marito Charlie Grice: la guerra, dopotutto, non è ancora finita.


Portatile – David Foster Wallace

Portatile - David Foster Wallace.jpgEinaudi – € 22.00

Curata da Bonnie Nadell, Karen Green e Michael Pietsch, questa antologia raccoglie una scelta delle opere più celebri e straordinarie di David Foster Wallace: stralci di romanzi, pezzi di saggistica, racconti e materiali didattici. Uno spaccato dei personaggi, temi e paesaggi che hanno reso Wallace uno degli scrittori più ammirati della scena contemporanea. Una raccolta pensata per chi fino ad ora si è lasciato intimorire dalla mole di alcune delle opere di Wallace e dal fatto che sia considerato un autore «difficile». Ma anche un breviario per chi è già adepto di un culto internazionale che non accenna a scemare. Introduzione all’edizione italiana di Stefano Bartezzaghi.


Lincoln nel Bardo – George Saunders

Lincoln Nel Bardo - George SaundersFeltrinelli – € 18.50

Febbraio 1862, la Guerra civile è iniziata da un anno, e il presidente degli Stati Uniti, Abraham Lincoln, è alle prese con ciò che sta assumendo tutti i contorni di una catastrofe. Nel frattempo Willie, il figlio prediletto di undici anni, si ammala gravemente e muore. Verrà sepolto a Washington, nel cimitero di Georgetown. A partire da questa scheggia di verità storica – i giornali dell’epoca raccontano che Lincoln si recò nella cripta e aprì la bara per abbracciare il figlio morto – Saunders mette in scena un inedito Aldilà romanzesco popolato di anime in stallo. Il Bardo del titolo, un riferimento al «Libro tibetano dei morti», allude al momento di passaggio in cui la coscienza è sospesa tra la morte e la prossima vita. È questo il limbo in cui si aggirano moltitudini di creature ancora troppo attaccate all’esistenza precedente, come Willie, che non riesce a separarsi dal padre, e il padre, che non riesce a separarsi dal figlio. Accompagnati da tre improbabili guide di ascendenza dantesca, assisteremo allo sconvolgimento prodotto nel mondo di queste anime perse dall’arrivo di Willie Lincoln, che è morto e non lo sa, e di suo padre, il presidente, che è come morto ma deve vivere per il bene del proprio paese. Sentiremo le voci – petulanti, nostalgiche, stizzose, accorate – degli spiriti e il controcanto della storia. Leggeremo nei pensieri di Lincoln e nella mente di suo figlio, uniti da un amore che trascende il dolore e il distacco fisico. Il romanzo si svolge in una sola notte, eppure abbraccia le epoche e arriva fino a noi, spaziando in un territorio dove tutto è possibile, dove la logica convive con l’assurdo, le vicende vere con quelle inventate, dove tragedia e farsa non sono due categorie distinte e separate ma un’unica realtà indifferenziata e contraddittoria, che proprio per questo appare spaventosa e viene negata. Come si può vivere, amare e compiere grandi imprese, sapendo che tutto finisce nel nulla?


La ferrovia sotterranea – Colton Whitehead

La ferrovia sotterranea - Colton Whiteshead.jpg Edizioni SUR, € 20.00

Nella Georgia della prima metà dell’Ottocento, la giovane schiava nera Cora decide di tentare la fuga dalla piantagione di cotone in cui vive in condizioni disumane, e insieme all’amico Caesar comincia un arduo viaggio verso il Nord e la libertà. Servendosi di una misteriosa ferrovia sotterranea, Cora fa tappa in vari stati del Sud dove la persecuzione dei neri prende forme diverse e altrettanto raccapriccianti. Aiutata da improbabili alleati e inseguita da uno spietato cacciatore di taglie, riuscirà a guadagnarsi la salvezza? Grazie all’invenzione fantastica di una «ferrovia sotterranea», Colson Whitehead dà forma concreta all’espressione con cui si indica, nella storia degli Stati Uniti, la rete clandestina di abolizionisti che aiutavano gli schiavi nella loro fuga.


Patria – Fernando Aramburu

PatriaGuanda, € 19.00

Due famiglie legate a doppio filo, quelle di Joxian e del Txato, cresciuti entrambi nello stesso paesino alle porte di San Sebastián, vicini di casa, inseparabili nelle serate all’osteria e nelle domeniche in bicicletta. E anche le loro mogli, Miren e Bittori, erano legate da una solida amicizia, così come i loro figli, compagni di giochi e di studi tra gli anni settanta e ottanta. Ma poi un evento tragico ha scavato un cratere nelle loro vite, spezzate per sempre in un prima e un dopo: il Txato, con la sua impresa di trasporti, è stato preso di mira dall’ETA, e dopo una serie di messaggi intimidatori a cui ha testardamente rifiutato di piegarsi, è caduto vittima di un attentato. Bittori se n’è andata, non riuscendo più a vivere nel posto in cui le hanno ammazzato il marito, il posto in cui la sua presenza non è più gradita, perché le vittime danno fastidio. Anche a quelli che un tempo si proclamavano amici. Anche a quei vicini di casa che sono forse i genitori, il fratello, la sorella di un assassino. Passano gli anni, ma Bittori non rinuncia a pretendere la verità e a farsi chiedere perdono, a cercare la via verso una riconciliazione necessaria non solo per lei, ma per tutte le persone coinvolte. Con la forza della letteratura, Fernando Aramburu ha saputo raccontare una comunità lacerata, e allo stesso tempo scrivere una storia di gente comune, di affetti, di amicizie, di sentimenti feriti: un romanzo da accostare ai grandi modelli narrativi che hanno fatto dell’universo famiglia il fulcro morale, il centro vitale della loro trama.


Tutto è possibile – Elizabeth Strout

Tutto è possibile - Elizabeth StroutEinaudi, € 19.00

Ad Amgash, Illinois, le vetrine dell’unica libreria ospitano l’ultima fatica di una concittadina, Lucy Barton, partita molti anni prima alla volta della sfavillante New York e mai più ritornata. E non vi è abitante del paese che non voglia accaparrarsene una copia. Perché quel libro, un memoir a quanto pare, racconta senza reticenze la storia di miseria e riscatto di una di loro, e insieme racconta la storia di tutti loro, quelli che sono rimasti fra le distese di mais e di soia del minuscolo centro del Midwest, con il suo carico di vergogna e desiderio, di gentilezza e rancore. A Patty Nicely la lettura di quelle memorie regala una dolcezza segreta, come avesse «un pezzo di caramella gialla appiccicata in fondo alla bocca». Patty, da bambina tanto graziosa da meritare, insieme alle sorelle, l’appellativo di «Principessina Nicely», è oggi una vecchia e grassa vedova, ancora tormentata dalla vergogna di un antico scandalo familiare e zimbello dei ragazzini della zona. Eppure lei, dal libro di Lucy Barton, si sente finalmente capita. Livida e aggressiva appare invece la reazione di Vicky, sorella maggiore di Lucy, quando, con il fratello Pete, invecchiato in solitudine senza mai davvero crescere, i tre si ritrovano nella casa di famiglia per la prima volta dopo diciassette anni. Vicky, rimasta al palo delle occasioni mancate, non perdona alla sorella scrittrice di aver tagliato i ponti con un passato insopportabile, di avercela fatta, e le parole che i tre fratelli si scambiano sono coltelli che affondano nella carne viva dei loro ricordi di bambini. Eppure Vicky si è presentata all’incontro con un commovente velo di rossetto sulle labbra, e Pete, nel disperato tentativo di rendere la casa casa, ha comprato un tappeto nuovo. Certo, le cicatrici sono quasi più della carne, per i personaggi di questi racconti; certo, «siamo tutti quanti un casino, e anche se ce la mettiamo tutta, amiamo in modo imperfetto». Ma se ci si può rinnamorare ben oltre i settant’anni su un lungomare italiano, come capita a Mississippi Mary; se si può trovare sollievo dal dolore indicibile dell’esistenza in un momento di assoluta condivisione nella stanza anonima di un bed and breakfast, come capita a Charlie Macauley; se si può scovare un amico, un amico vero, nel retro di un teatrino amatoriale, proprio alla fine di ogni cosa, come capita a Abel Blaine, allora tutto, ma proprio tutto, è possibile.


Una vita non mia – Olivia Sudjic

Una vita non mia - Olivia SudjicMinimum Fax, € 18.50

A ventitré anni Alice Hare – una laurea in filosofia, un padre sparito nel nulla e una madre ossessiva e manipolatrice – lascia l’Inghilterra per tornare a New York, la sua città natale, dove cerca di ricostruire la sua complicata storia familiare concentrandosi sul breve lasso di tempo in cui lei e i suoi genitori hanno vissuto in Giappone: un periodo che, essendo troppo piccola per ricordarlo, si sente libera di inventare. È in questo momento che Alice incrocia Mizuko Himura, un’intrigante scrittrice giapponese la cui vita – vista dall’iPhone – presenta strani parallelismi con la sua. Dopo un lungo inseguimento sui social network le due donne si incontrano in quella che a Mizuko sembra una circostanza casuale: nell’era della connettività, però, le coincidenze non esistono. Il loro rapporto infatti si evolverà in un gioco di specchi multimediali dove i confini fra social, fatti e finzione sfumano in un groviglio di bugie e tensioni. Tra Murakami Haruki, Donna Tartt e Patricia Highsmith, Olivia Sudjic scrive la storia di una delle domande più antiche dell’uomo, quel «da dove veniamo» che fa coincidere la ricerca delle radici con la trama di un futuro. Una riflessione sui legami di sangue, le scelte sbagliate e gli sforzi tormentosi che è necessario affrontare se si vuol vivere da esseri umani in un’era dominata dal digitale.


Non dite che non abbiamo niente – Madeleine Thien

Non dite che non abbiamo niente - Madelein Thien.jpg66th and 2nd – € 22.00

Quando Marie vede per la prima volta il capitolo 17 del “Libro dei ricordi” – un taccuino lungo e stretto, coperto di ideogrammi che lei non è in grado di riconoscere -, ancora non sa che quella storia, letta, raccontata, ricopiata, passata di mano in mano, la accompagnerà per il resto della vita. Perché in quei taccuini non sono contenute solo le peripezie di Da-wei e di Quattro Maggio, l’avventuriero che salpa per l’America e l’eroina che attraversa a piedi il deserto del Gobi: le pagine sono intrise di tutti i sogni dei protagonisti di questo romanzo attraverso settant’anni di storia cinese. Sogni infranti, macinati dalla Storia, come quelli di Zhuli, Passero e Jiang Kai, tre talentuosi musicisti le cui ambizioni sono state distrutte, in modi diversi, in nome della Rivoluzione culturale. O come quelli di Ai-ming, la figlia di Passero, costretta a scappare dopo la repressione seguita alle manifestazioni di piazza Tian’anmen. Vicende private, quasi insignificanti se paragonate alla Lunga Marcia di Mao Zedong, all’affermarsi del comunismo, a purghe e repressioni, ma che devono essere raccontate, ricordate, perché «siamo qui per conoscere e non per dimenticare, per interrogare e non per rispondere».


Disorientale – Negar Djavadi

Disorientale - Negar Djavadi.jpgEdizioni e/o, € 17.50

 

In esilio a Parigi dall’età di dieci anni, Kimiâ, nata a Teheran, ha sempre cercato di tenere a distanza il suo paese, la sua cultura, la sua famiglia. Ma i jinn, i genii usciti dalla lampada (in questo caso il passato), la riacciuffano per far sfilare una strabiliante serie d’immagini di tre generazioni della sua storia familiare: le tribolazioni degli antenati, un decennio di rivoluzione politica, il passaggio burrascoso dell’adolescenza, la frenesia del rock, il sorriso malandrino di una bassista bionda…
Un affresco fiammeggiante sulla memoria e l’identità; un grande romanzo sull’Iran di ieri e sull’Europa di oggi.


I rifugiati – Viet Thanh Nguyen

I rifugiatiNeri Pozza, € 16,50

«In un paese dove i beni di proprietà erano l’unica cosa che contasse, non avevamo niente che ci appartenesse, a parte le storie». Così suona un passo contenuto in uno dei magnifici racconti di questo libro che Viet Thanh Nguyen ha voluto dedicare ai «rifugiati sparsi in tutto il mondo». È l’affermazione di una giovane vietnamita, la cui infanzia, in fuga dagli orrori della guerra, è stata segnata dalla drammatica esperienza di un barcone alla deriva e dalla morte del fratello ragazzino. A un certo punto della sua adolescenza negli Stati Uniti, la donna si imbatte nell’esperienza propria di ogni rifugiato: scoprire di non possedere niente, se non le storie, raccontate dai genitori o serbate nel proprio personale ricordo, che mostrano l’impossibilità di voltare le spalle al passato, alle persone e alle cose del vecchio mondo perduto. Come «indumenti abbandonati dai fantasmi», esse riaffiorano inevitabilmente. L’impossibilità dell’oblio che, come un macigno, pesa sulla necessaria ricerca di nuove identità ed appartenenze attraversa da cima a fondo tutte le storie narrate in questo libro. Dal giovane Liem che non riesce più a riconoscere sé stesso nell’istante in cui apprende davvero che cosa significa a San Francisco dire di due maschi che sono una coppia «in senso romantico»; alla proprietaria del New Saigon Market che nella sua bottega, uno dei pochi posti a San Jose dove i vietnamiti possono acquistare il riso al gelsomino e l’anice stellato, vede riapparire i fantasmi della guerra nella persona della signora Hoa, ossessionata dall’idea della vendetta nei confronti dei comunisti che le hanno ucciso il figlio; a James Carver, nero cresciuto in Alabama, che a Quàng Tri, in Vietnam, scopre di aver generato una figlia fuori posto in «un mondo deciso ad assegnare a ciascuno il posto che gli spetta», l’inquieta ricerca di una nuova identità da parte di uomini con «due facce e due menti diverse», già oggetto delle pagine de “Il simpatizzante”, riemerge con chiarezza in quest’opera.


Mentre li guardi – Leopoldine Core

Mentre li guardi - Leopoldine Core.jpgEdizioni Clichy, € 15.00

I venti racconti di Leopoldine Core sono ambientati a New York e dintorni e hanno come protagonisti ragazzi e adulti innamorati, impegnati nel tenere in piedi relazioni, desiderosi di conquistare la persona amata o più semplicemente bisognosi di amare ed essere amati. Sfila così una galleria di personaggi sexy, coraggiosi, imprevedibili e sinceri nel mettere in campo passioni ed emozioni.

 

 

 

Queste, cari lettori, sono le mie proposte!! Spero vi piacciano 🙂
Alla prossima,
Simona

[Intervista doppia] Conosciamo meglio Fabio Geda e Marco Magnone

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Tra i tanti impegni a cui devo badare in questo periodo davvero carico, sono riuscita con estremo piacere a ritagliarmi del tempo per intervistare due autori di cui sicuramente avrete sentito parlare: Fabio Geda e Marco Magnone, da poco tornati in libreria con il quinto capitolo di Berlin, saga per ragazzi di successo pubblicata da Mondadori.

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QUI potete trovare il sito dedicato alla serie, ricco di informazioni e curiosità. Vi consiglio di passare a darci un’occhiata se pensate che la saga possa interessarvi!

INTERVISTA

1. Benvenuti al Salotto dei Libri. Partiamo da una domanda personale: Cosa amate fare nel tempo libero? Quali sono le vostre passioni?

Siamo entrambi persone dalle mille passioni: la narrazione in generale, e quindi romanzi, fumetti, cinema, musica; lo sport sia seguito che praticato (diciamo più seguito che praticato); i viaggi e ogni occasione che troviamo per riempirci la testa e gli occhi di stimoli. Insomma, abbiamo mille piccole e grandi passioni che ci incendiano e forse il problema più grande è proprio tenerle a bada.

2. Come vi siete conosciuti? E, in particolare, come è nata la storia di Berlin? 

Ci siamo conosciuti a Torino nell’ambiente dell’editoria, e per essere precisi alla Instar Libri, l’editore presso cui Fabio ha iniziato a pubblicare i primi romanzi e dove Marco ha fatto uno stage. E poi, insomma, Torino non è certo Tokyo, e le persone che si muovono nello stesso settore finiscono per incrociarsi più e più volte. Abbiamo collaborato inizialmente alla sceneggiatura di un fumetto dedicato ad Alessandro Antonelli, l’architetto della Mole, uscito per La Stampa. E poi tra una birra e una cena, essendo entrambi appassionati di serialità tanto in letteratura quanto nel cinema o in televisione, abbiamo cominciato a fantasticare sull’idea di sperimentarci nella costruzione di una saga. Fabio aveva questa idea in testa che riguardava Berlino e gruppi di ragazzi che dovevano cavarsela in assenza degli adulti. Marco a Berlino aveva vissuto. Ed ecco fatto. Nitro e glicerina.

3. Ci sono stati degli autori, delle storie o, ancora, dei film che hanno ispirato la vostra produzione? 

Quando ci chiedono cos’è Berlin noi amiamo rispondere che nella nostra testa è il tentativo di mescolare Hunger Games con Il signore delle mosche e con I ragazzi della via Pal. Di prendere larchetipo del mondo senza adulti inaugurato da Golding, attraversare la letteratura per ragazzi europea prendendo spunto dal romanzo di Molnar e in questo modo cercare una via personale alla saga science fiction per ragazzi che gli americani sono bravissimi a comporre.

4. Quale dei personaggi della saga sentite più vicino a voi? E perché?

Entrambi sentiamo molto vicini i personaggi che cambiano, che mutano, che sono altro da quello che noi pensavamo fossero. E quindi Wolfrun e Timo sopra tutti. Ma in fondo ogni personaggio dimostrerà di essere più sfaccettato di quello che il lettore poteva immaginare all’inizio.

5. Raccontateci l’esperienza di scrivere a quattro mani. Come riuscite a dare omogeneità e continuità al testo? 

Intanto facciamo un grande lavoro di condivisione della storia, degli eventi, dell’arco drammaturgico. Parliamo, parliamo e ancora parliamo. Senza fine. Per due anni abbiamo lavorato esclusivamente all’impianto narrativo della vicenda. E ora non cominciamo a scrivere senza aver condiviso gli elementi fondamentali di ogni singolo libro. Detto questo, uno dei due si assume la responsabilità della prima stesura del libro, poi lo passa all’altro che ci interviene sopra aggiungendo, modificando, suggerendo; e via così, fino a quando non ci troviamo a licenziare una versione perfettamente condivisa del testo.

6. Seguite una scaletta prima di dedicarvi alla stesura dei vari capitoli, oppure vi lasciate trascinare dalle idee?

Avere un soggetto da seguire è fondamentale, soprattutto quando di sei libri da scrivere e tanti personaggi da far muovere, ma ovviamente ci lasciamo uno spazio di libertà, uno spazio di stupore, che ci permetta di meravigliarci nel momento stesso in cui stiamo scrivendo e se improvvisamente ci viene voglia di cambiare qualcosa, di aggiungere un evento non previsto, di modificare la traiettoria delle vicende, be’, ne parliamo e se siamo convinti lo facciamo.

7. Avete altri progetti in cantiere? ( Sia come coppia che come singoli)

Sì. Sia come coppia sia come singoli. E ovviamente sono segretissimi!

Ringrazio ancora i due autori per la loro disponibilità! Spero di avervi incuriositi 🙂
Alla prossima,
Simona

 

 

[Blogtour] La bambina della luna e delle stelle – Kelly Barnhill

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Sono lieta di ospitare una tappa del blogtour dedicato a La bambina della luna e delle stelle, bellissimo middle-grade pubblicato da De Agostini. Volete conoscere i 5 motivi validi per cui leggere questo libro?? Continuate a leggere per scoprirli!

La bambina della lunaLa bambina della luna e delle stelle – Kelly Barnhill
De Agostini, 406 pagine
Collana: Young Adult
Traduzione di: A. Fortunato
Copertina rigida, € 14.90

Ogni anno, all’alba del Giorno del Sacrificio, gli Anziani del Protettorato abbandonano un neonato ai margini della città. È un’offerta di pace per la strega che si nasconde nella foresta. Quello che gli Anziani non sanno, però, è che Xan, la strega, è buona. Così buona da dividere la sua casa con il vecchio Mostro dello Stagno e un dispettoso Drago Perfettamente Piccolo. Così buona da prendersi cura, anno dopo anno, dei piccoli abbandonati. Li raccoglie, li protegge, li nutre con la luce delle stelle e li accompagna dall’altra parte della foresta per affidarli a genitori amorevoli. Ma tutto cambia la notte in cui Xan commette un terribile errore: invece della luce delle stelle, fa bere alla bambina che ha appena salvato la luce della luna, regalandole così meravigliosi poteri magici. Incapace di separarsi da quella piccina con gli occhi neri come lo spazio infinito e la pelle luminosa come ambra, la strega decide di allevarla come una figlia e la chiama Luna. Luna cresce felice in riva allo Stagno, circondata dall’amore di Xan, dall’amicizia del Drago e dalle poesie del saggio Mostro, ma ignara degli straordinari poteri ricevuti in dono. Fino al giorno del suo tredicesimo compleanno, quando la magia si sprigiona in tutta la sua forza… Luna sarà in grado di gestirla? E riuscirà a smascherare la vera strega cattiva, decisa a prosciugare il mondo di ogni felicità? 


1. VI FARA’ TORNARE BAMBINI

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2. E’ RICCO DI MAGIA

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3. E’ PORTATORE DI VALORI E DI BEI MESSAGGI

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4. E’ COINVOLGENTE, ACCATTIVANTE E BEN SCRITTO

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5. VI FARA’ EMOZIONARE

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Che dirvi di più?? A me è piaciuto molto e troverete la recensione completa sul blog Lunedì!! Alla prossima,
Simona

Di seguito vi lascio il calendario con le altre tappe del tour da seguire:

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[Recensione] La ladra di neve – Danielle Paige

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Oggi, come tappa conclusiva del blogtour iniziato la scorsa settimana, vi propongo insieme alle altre colleghe blogger la recensione a La ladra di neve di Danielle Paige, pubblicato recentemente dalla casa editrice De Agostini.

La ladra di neve

VOTO: 3/5 

Un libro partito con buone premesse, disattese purtroppo nel corso della lettura. Esordisco così nella recensione al libro di Danielle Paige, disponibile da pochissimi giorni in libreria e nei migliori store online per la collana young adult della De Agostini, una delle case editrici italiane più prolifiche in questo campo. Tanti gli elementi di forza, altrettanti quelli di debolezza. Una storia pensata sicuramente per un pubblico più giovane, ricca di elementi magici e fantastici e di personaggi in continua lotta con se stessi e con il proprio passato. Purtroppo le buone premesse non bastano se non sono supportate da uno stile narrativo altrettanto convincente e questo, ahimè, è ciò che accade in questo romanzo. Ho trovato la prosa di Danielle Paige poco accattivante, in una tendenza sempre più discendente man mano che procedevo con la lettura. Solitamente dovrebbe essere il contrario, non trovate? In questo caso, invece, inizialmente la storia mi ha colpita e ha catturato la mia attenzione, per poi portarla a scemare sempre di più man mano che sfogliavo le pagine (virtuali) del mio e-reader. Molti i passaggi poco convincenti, le descrizioni affrettate e approssimative, i personaggi spesso contraddittori. Non sono riuscita ad appassionarmi alle vicende di Snow, seppur ammantate da un velo di ghiaccio che, ovviamente, nelle storie di questo tipo contribuisce a rendere le atmosfere ancora più suggestive. Qualcosa di buono, però, questo libro ce l’ha e non è giusto che mi soffermi solo sugli aspetti che non mi hanno convinta. Sicuramente ci troviamo di fronte ad una lettura più conforme per un ragazzo o una ragazza in fase adolescenziale, e perché no anche preadolescenziale. L’elemento fiabesco permea l’intera narrazione, le ambientazioni sono suggestive e spesso d’impatto, Snow si fa apprezzare nei suoi pregi e nei suoi difetti e mostrerà di possedere coraggio a dispetto della sua giovane età. Complessivamente La ladra di neve è un romanzo godibile, dal quale però non dovrete aspettarvi niente di più, quindi vi sconsiglio di approcciarvi alla lettura con alte aspettative, perché potreste rimanerne delusi. Per tutto ciò il mio voto finale è di 3/5 stelline.

Alla prossima,
Simona

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