[Recensione] La settima pietra – Guido Sgardoli

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Chiudiamo la settimana con la recensione ad un bellissimo libro per ragazzi Made in Italy. Sto parlando di The Stone. La settima pietra di Guido Sgardoli, pubblicazione recentissima in casa Piemme.

SgardoliThe stone. La settima pietra – Guido Sgardoli
Edizioni Piemme, 552 pagine
Genere: Fantasy Young Adult
Collana: Freeway
Copertina rigida, € 18.00
In vendita da: Settembre 2017

A Levermoir, una piccola isola al largo della costa irlandese, tutti si conoscono e la vita sembra scorrere uguale a se stessa da sempre. Liam abita con un padre assente, ha perso da poco la madre e sta cercando di rimettere insieme i pezzi della propria vita. Ma il misterioso suicidio del vecchio farista dà l’avvio a una serie di macabri episodi che trasformeranno profondamente l’isola. Sotto il faro a cui si è impiccato il signor Corry, Liam trova una pietra con delle strane incisioni, simile a quella che la madre aveva nascosto nella serra. Quando scopre che le due pietre, se accostate, diventano una cosa sola, condivide lo stupore con i suoi amici di sempre, Midrius e Dotty. Nel frattempo fatti tragici si susseguono senza tregua: morti sospette, incendi, sparizioni, incidenti stradali, e in ogni occasione fa la sua comparsa un frammento di quella pietra che sembra esercitare un oscuro potere sulla mente delle persone. E Liam si chiede quale sia il suo ruolo in questo disegno del destino.


«Accadono cose qui sull’isola, ultimamente.»
«Che genere di cose?» domandò Conner.
«Cose brutte.»
Lui annuì. «Hai ragione. Però le cose brutte accadono ovunque, non solo qui. È la vita, Liam, i luoghi non c’entrano.»
Ancora non lo sapevo ma avrei scoperto presto che Conner si sbagliava.

Con The Stone. La settima pietra, Guido Sgardoli si impone nel panorama editoriale della letteratura per ragazzi in maniera decisiva ed incisiva, regalando ai suoi giovani (e meno giovani) lettori una storia appassionante e carica di adrenalina, all’insegna del mistero, della collaborazione e dell’amicizia. Nel suo nuovissimo romanzo, infatti, non mancano di certo azione e dinamicità, entrambi elementi predominanti nell’intera narrazione, a cui l’autore, però, non dimentica di affiancare momenti di calma e di riflessione. L’ingrediente vincente di questo romanzo risiede proprio qui, nella sua doppia natura: se da un lato Sgardoli ci intrattiene servendosi di scene d’azione, di scoperte e di innumerevoli avventure, dall’altro sa anche come spingerci alla riflessione e al ragionamento logico, ponendo dinnanzi a noi enigmi da risolvere e misteri da svelare. A livello narrativo The Stone è un romanzo formidabile, determinante nella buona formazione di un giovane lettore e nel suo conseguente avvicinamento al fantastico mondo della lettura. Perché, fondamentalmente, per avventurarsi nei meandri della letteratura e, nella fattispecie, della narrativa per ragazzi, tutto ciò che occorre è un buon romanzo di partenza, capace di scatenare la fantasia e di creare la giusta continuità. E quale migliore libro, se non questo, per diventare lettori appassionati? The Stone è il romanzo ideale per ogni adolescente, per tutti coloro che hanno sete di avventura e non hanno paura dell’ignoto. I protagonisti di questa storia sono dei ragazzi coraggiosi e curiosi, spesso testardi e, ancora, desiderosi di seguire il proprio istinto. Nella piccola isola di Levermoir ultimamente si sono verificati degli strani eventi, culminati con il suicidio del vecchio custode del faro, il signor Corry. Accanto al corpo dell’uomo è stata ritrovata una misteriosa pietra, molto simile per dimensioni e forma a quella ritrovata accanto al corpo della madre del protagonista, Liam, deceduta in seguito ad un incidente. Il giovane e i suoi amici – altrettanto curiosi e impavidi – decidono di indagare sugli strani oggetti rivenuti vicino ai corpi delle vittime e non è tutto, perché a Levermoir continuano a susseguirsi misteriose sparizioni e incidenti di ogni tipo. A cosa sono legate queste misteriose morti? C’entrano per caso le strane pietre comparse magicamente dal nulla? Tra un colpo di scena e l’altro Guido Sgardoli ci spalanca le porte di un mondo meraviglioso e inquietante, fatto di atmosfere cupe, di personaggi ambigui e bizzarri, di magia e di mistero. The Stone si fa portavoce di un tipo di letteratura che cattura mente e cuore, che coinvolge tanto l’adolescente quanto l’adulto navigato, che mixa sapientemente un pizzico di horror all’avventura e rende dunque l’intera narrazione più movimentata ed interessante. A coronare questo quadro leggermente gotico e stravagante non manca uno stile adeguato e frizzante, sempre sul pezzo e mai inopportuno. Buona la costruzione psicologica dei personaggi, così come l’incastro tra le varie componenti della trama – che, vi ricordo, è fittamente intrecciata. Un romanzo, dunque, che si fa apprezzare e si legge tutto d’un fiato, che trascina con sé misteri e inquietudini e che raggiunge picchi di suspense altissimi. Consigliato! Il mio voto è di 4/5 stelline. Alla prossima,
Simona

 

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[Recensione] Il maestro – Francesco Carofiglio

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei libri!
Oggi vi propongo la recensione a “Il maestro”, nuovo romanzo di Francesco Carofiglio pubblicato recentemente da Piemme.

Il maestroIl maestro – Francesco Carofiglio 
Edizioni Piemme, 156 pagine
Collana: Varia
Genere: Narrativa
Copertina rigida, € 16.50
In vendita da: Settembre 2017

Corrado Lazzari è stato il più grande attore del Novecento. Il volto della tragedia shakespeariana, l’interprete sofisticato e potente, acclamato dalle platee di tutto il mondo, è oggi un uomo solo. La fama, il successo, gli amici, tutto perduto. Le giornate si inseguono, uguali, in un appartamento di un palazzo abbandonato nel centro di Roma. Corrado riordina l’archivio di una vita intera, giornali, fotografie, copioni, mescolando la fragilità del presente ai ricordi del passato: gli anni all’Accademia di Arte Drammatica, le tournée in giro per il mondo e il grande amore perduto per Francesca. Sembra che tutto debba continuare così, identico a se stesso, fino alla fine. Poi un giorno arriva lei, e tutto cambia. Alessandra è giovane, poco più di vent’anni, e studia lettere con indirizzo teatrale, così dice al Maestro presentandosi. Timida e impacciata, cerca di entrare nella vita di Lazzari. L’iniziale ritrosia dell’uomo viene spazzata via dall’ansia di sapere della giovinezza. E attraverso le parole del teatro, quelle che hanno riempito la sua essenza, Corrado forse scoprirà, insieme con quella ragazza, il modo di accettare la propria caduta e di rendersi immortale nello stesso, perfetto istante.


Il suo pubblico non esiste più.
C’è solo quella ragazza.

Un uomo e la sua solitudine, una ragazza altrettanto sola e assetata di conoscenza, un appartamento nel cuore di Roma e un amore sconfinato per Shakespeare e la recitazione. Questi sono gli ingredienti principali del nuovo, intenso romanzo di Francesco Carofiglio, Il maestro, pubblicato recentemente dalla casa editrice Piemme.
Una scrittura evocativa e venata di malinconia accompagna i pensieri e i ricordi di Corrado Lazzari, famoso attore del Novecento oramai uscito di scena e ritiratosi a vita privata – e solitaria – all’interno di un grazioso appartamento nel centro della capitale. Corrado è un uomo di vasta cultura, conserva gelosamente i copioni delle rappresentazioni teatrali delle quali, anni prima, è stato l’indiscusso protagonista e, con disincanto e nostalgia, ci fa rivivere il periodo d’oro della sua carriera e, in parte, della sua vita privata con Francesca, l’unica donna che abbia mai amato in tutta la sua vita e della quale conserva un meraviglioso – seppur triste – ricordo. Le giornate di Corrado si susseguono uguali e pressappoco inalterate, tra abitudini consolidate con il tempo e pasti caldi che la signora Franca, proprietaria della trattoria vicino casa, gli fa recapitare ogni giorno tramite la giovane e timida Alessandra, una ragazza di appena vent’anni con la testa piena di sogni, speranze e desideri. Per la giovane Corrado Lazzari è “il maestro”, un uomo che stima profondamente e al quale tenta poco alla volta di avvicinarsi. L’ex attore è diventato con il trascorrere degli anni burbero e introverso, e inizialmente respinge gli approcci timidi e curiosi di Alessandra. Poco alla volta, però, Corrado emerge dal guscio dietro al quale si è barricato e rivela al suo pubblico le innumerevoli qualità e la vasta conoscenza di cui è dotato. Tra versi di Shakespeare, poesia e flashback le solitudini di Corrado e Alessandra si incontrano, si sfiorano dapprima timidamente e poi con più decisione, stabilendo una connessione intergenerazionale tenera e solida. Con il suo tocco delicato ma deciso, Carofiglio confeziona un romanzo leggero come una piuma, carico di emozioni e sentimento e, soprattutto, ricco di amore per la conoscenza e la cultura. Il maestro è un inno al favoloso mondo del teatro, celebra l’unione di due anime affini che si sono trovate al momento giusto, pone l’accento sull’importanza di avere qualcuno accanto, sui rimpianti che inevitabilmente accompagnano la fine della vita, quando è impossibile tornare indietro e rimediare agli errori commessi. Profondamente malinconico e poetico, Il maestro si apprezza nella sua totalità dopo aver girato l’ultima pagina, quando cala il buio sul sipario e gli attori escono di scena. Il voto finale è di 4/5 stelline. Alla prossima,
Simona

 

[Recensione] Il drago verde – Scarlett Thomas

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei libri!
Iniziamo la settimana con la recensione ad un libro delizioso e divertente, adatto sia ai grandi che ai più piccoli. Sto parlando de Il drago verde, ultima fatica letteraria della prolifica autrice inglese Scarlett Thomas.

Il drago verdeIl drago verde – Scarlett Thomas
Newton Compton Editori, 352 pagine
Collana: NNN
Genere: Fantasy/ Avventura per ragazzi
Traduzione di: Beatrice Messineo
Copertina rigida, € 10.00
In vendita da: Settembre 2017

Effie Truelove è un’alunna dell’Accademia Tusitala per Ragazzi Dotati, Problematici e Bizzarri, un edificio strano e misterioso dove imperversa un’insegnante così terribile che fa venire gli incubi ai suoi studenti. Effie crede nella magia, proprio come suo nonno Griffin, che però non vuole parlarne né insegnarle nulla. Un giorno il nonno tanto amato è vittima di un’aggressione e finisce in condizioni critiche all’ospedale. Così incarica la nipote di prendersi cura della sua biblioteca. Ma un oscuro collezionista di libri antichi le ostacola la strada appropriandosi di tutti quei volumi, tranne uno. Quando Effie apre quel libro misterioso viene catapultata in un altro mondo, affascinante e al tempo stesso pericoloso. Qui si troverà ad affrontare la Diberi, un’organizzazione segreta che pianifica di distruggere l’intera umanità. Per Effie è impossibile farcela da sola e dovrà chiedere aiuto a degli amici molto speciali…


«Vi piacerà da morire.»
Antonio D’Orrico

Il drago verde è un romanzo che non possiamo relegare ad un solo genere letterario, poiché contiene in sé numerose caratteristiche che lo portano ad essere originale e, al tempo stesso, ricco di riferimenti ad altri capisaldi della letteratura per ragazzi (ad esempio Alice nel Paese delle Meraviglie, tanto per citarne uno). Ciò che a primo impatto colpisce è lo stile narrativo dell’autrice, unico e bizzarro proprio come la trama e i personaggi, studiati ad arte per intrattenere e tenere alta la curiosità del lettore. Chiaramente dedicato ad un pubblico piuttosto giovane Il drago verde è, tuttavia, una lettura che anche chi è cresciuto oramai da tempo potrebbe tranquillamente apprezzare, soprattutto chi ha sete di avventura e di ambientazioni fiabesche. Uno dei punti di forza del romanzo, infatti, sono senz’altro le descrizioni di luoghi e paesaggi, resi talvolta cupi e misteriosi oppure, al contrario, bucolici e ameni. Scarlett Thomas si muove con destrezza tra mondo magico e mondo reale e dà vita ad un Altrove originale e interessante in cui ognuno di voi potrà perdersi e viaggiare sulle ali spiegate della fantasia insieme ad Effie e ai suoi intrepidi amici. La storia viaggia su più binari paralleli ed è fitta di misteri da svelare, enigmi da risolvere e preziosi libri da trarre in salvo. Proprio loro, i libri, costituiscono uno dei perni centrali della narrazione e l’autrice non perde occasione per sottolineare l’importanza che carta, parole e inchiostro hanno nella vita di ogni persona – grande o piccola che sia. Il drago verde è una bella riflessione in forma fantastica sull’importanza di valori quali l’amicizia, l’onestà, lo spirito di sacrificio, la ricerca di se stessi e delle proprie capacità. In questo romanzo conoscerete eroi, principesse, draghi incompresi e solitari, ragni velenosi e maghi oscuri, portali per altri mondi e ragazzini alle prese con avventure pericolose e di estrema importanza. Scarlett Thomas è un’autrice originale che sa come creare storie di spessore e, al tempo stesso, che si leggono tutto d’un fiato; i personaggi sono mossi da buone intenzioni e conquistano grazie alla loro genuinità e al coraggio che dimostrano di possedere (pur avendo solo 11 anni). Come in ogni romanzo che si rispetti sono presenti un nemico da sconfiggere e un male da estirpare e solo combattendo uniti questo obiettivo potrà essere raggiunto, per vendicare chi non ce l’ha fatta e per eliminare le ingiustizie.
La trama è fittamente intrecciata, sia dal punto di vista strutturale che per quanto riguarda i contenuti.
I continui spostamenti tra fantasia e realtà inizialmente potrebbero creare confusione nel lettore, poiché l’autrice passa dall’una all’altra senza preavviso, ma non temete perché riuscirete ad entrare senza problemi nel complesso meccanismo di regole, nomi e funzioni dell’Altrove e ne rimarrete senza alcun dubbio affascinati! In conclusione Il drago verde potrebbe essere definito come un romanzo di avventura, di formazione, di fantasia e di realtà, consigliato a chi è alla ricerca di una lettura divertente e al tempo stesso profonda. Promosso con 4/5 stelline!
Alla prossima,
Simona

[Recensione] La donna nel buio – Alexandra Oliva

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Oggi parliamo di un romanzo davvero particolare che mi è piaciuto, ma che non è riuscito ad entusiasmarmi fino in fondo – il perché lo scoprirete tra poco. Sto parlando de La donna nel buio, esordio in Italia della scrittrice americana Alexandra Oliva pubblicato da Sperling&Kupfer.

La donna nel buioLa donna nel buio – Alexandra Oliva
Sperling&Kupfer, 330 pagine
Collana: Narrativa
Genere: Thriller Post-apocalittico
Traduzione di: Chiara Brovelli
Copertina rigida, € 19,90
In vendita da: Agosto 2017

Tutto quello che voleva era un’ultima avventura. Sono dodici concorrenti. Dodici tra uomini e donne che per motivi diversissimi hanno deciso di partecipare a Nel buio, il reality show più difficile che sia mai stato immaginato. Ambientato nei boschi del New England, il reality impegnerà gli sfidanti in una prova di sopravvivenza nella natura più selvaggia e contro i mille ostacoli inventati dall’ennesimo grande fratello. In più, il gioco non ha una fine: l’unico modo per lasciarlo è pronunciare la frase latina Ad tenebras dedo. Impegnati nella gara, i dodici non avranno modo di accorgersi che nel frattempo, nel giro di pochissimi giorni, una violenta epidemia uccide migliaia di persone. E alla fine, di tutti ne resterà soltanto una. Una giovane donna che i produttori del reality hanno soprannominato Zoo, perché lavorava in una riserva naturale, e che ha deciso di entrare nel programma per vivere un’ultima grande avventura prima di mettere su famiglia. Completamente calata nello show, Zoo scambierà la desolazione del mondo per una nuova fase del gioco, e farà di tutto per non arrendersi di fronte a prove sempre più pericolose. Solo l’incontro con un ragazzino sopravvissuto le farà prendere coscienza della realtà. E Zoo capirà quanto importante sia, ora più che mai, non darsi per vinta. In bilico tra realtà e reality, La donna nel buio è un thriller che aggiunge tensione a tensione, mentre la splendida protagonista, pagina dopo pagina, si spinge oltre i propri limiti fisici e psicologici. Per tornare a casa.


Tutto quello che voleva era un’ultima avventura.

La donna nel buio è un romanzo post-apocalittico caratterizzato da ambientazioni cupe e ad effetto accompagnate da personaggi variegati e ben assortiti. La storia ruota attorno ad un reality show a cui Zoo, la protagonista, sceglie di partecipare insieme ad altri concorrenti: Nel buio, questo il nome del programma, è una vera e propria lotta per la sopravvivenza da cui uscirà un solo vincitore, colui che avrà dimostrato di possedere maggiore resistenza e capacità di adattamento a condizioni imprevedibili e, spesso, avverse. Sin da subito ci rendiamo conto che l’autrice carpisce molto da Hunger Games, celebre saga che tutti voi sicuramente conoscerete e che ritroverete con facilità tra le pagine del romanzo di Alexandra Oliva. I capitoli sono narrati in due differenti modalità: in alcuni viene utilizzata la prima persona, quindi a parlare con il lettore è Zoo, la bionda solare e combattiva che ha conquistato il cuore del pubblico; in altri ancora invece l’autrice utilizza la terza persona e ci porta alla scoperta del reality, fornendoci una sorta di panoramica dall’alto sulle varie prove (in solitaria e di squadra) e facendoci conoscere gli sfidanti di Zoo, personaggi di ogni tipo con caratteristiche mirate al buon funzionamento del programma. I capitoli si svolgono su due archi temporali diversi – perlomeno inizialmente, dove a primo impatto quest’alternanza può creare confusione nel lettore, come è successo nel mio caso. L’elemento di rottura (che porta La donna nel buio su un binario totalmente differente da quello di Hunger Games) è costituito dall’inserimento nella storia di una misteriosa epidemia che, nel giro di pochissimi giorni, ha decimato la popolazione mondiale. Zoo si ritroverà a vagare in lande desolate e cittadine deserte, ignara di quanto accaduto intorno a lei e convinta che sia tutto programmato dalla produzione dello show. Questo finché sul suo cammino non incrocia Brennan, un giovane spaventato e visibilmente provato che non la lascerà più andare – nel vero senso della parola. Inizialmente il rapporto tra i due è basato sulla diffidenza, soprattutto perché Zoo è convinta che il ragazzo sia stato mandato lì dalla produzione e quindi faccia parte del gioco. La consapevolezza della realtà si abbatterà implacabile su di lei, spingendola a mettere in discussione tutte le scelte prese fino a quel momento. Tanti sono i se, tanti sono i ripensamenti e i sensi di colpa, tuttavia Zoo non può arrendersi, soprattutto perché ora non è più sola. Complessivamente La donna nel buio è un romanzo accattivante e dalle atmosfere tetre e drammatiche al punto giusto, purtroppo però non è riuscito totalmente a conquistarmi, forse perché l’ho trovato ripetitivo e prolisso in più di un’occasione. Spesso l’autrice è stata generosa in quanto a descrizioni, spesso ancora ha estremizzato alcune situazioni o, ancora, ha prolungato di troppo i capitoli dedicati alle prove e al gruppo, tralasciando ciò per cui l’attenzione del lettore avrebbe dovuto essere alle stelle, ossia l’epidemia e le sue conseguenze. Purtroppo questa parte è stata, a mio avviso, affrettata e in generale poco approfondita, magari invece di leggere righe su righe di animali scuoiati avrei preferito un focus maggiore sull’aspetto imprevedibile della storia e quindi sulla diffusione del virus e, soprattutto, sulla sua origine. L’autrice lascia trapelare qualcosa a proposito, ma mai andando fino in fondo. A livello emotivo poi non sono rimasta colpita più di tanto, ho letto la storia senza provare ansia o, che so, timore per ciò che avrei potuto leggere andando avanti. Gli altri concorrenti non mi hanno travolta, perché anch’essi vengono trattati in maniera approssimativa, più come personaggi del gioco che come persone vere e proprie, quindi non c’è stato proprio il modo di poter arrivare ad instaurare una connessione con loro. In generale, ripeto, La donna nel buio non è un brutto romanzo, ha numerosi pregi e si legge abbastanza velocemente, però non si è rivelata la lettura adrenalinica e al cardiopalma che mi sarei aspettata. Per questo e per tutto ciò che vi ho scritto sopra il mio voto finale è di 3/5 stelline. Alla prossima,
Simona

[Recensione] Noi, i salvati – Georgia Hunter

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!
Oggi parliamo di quello che considero, a tutti gli effetti e senza ombra di dubbio, il libro dell’anno. E’un’affermazione importante e ne sono consapevole, tuttavia sono sicura che non mi ricapiterà presto di leggere un romanzo altrettanto potente ed indimenticabile quanto Noi, i salvati di Georgia Hunter, pubblicato la scorsa settimana dalla casa editrice Nord.

Noi, i salvatiNoi, i salvati – Georgia Hunter
Editrice Nord, 452 pagine
Collana: Narrativa
Genere: Narrativa straniera
Traduzione di: Alessandro Storti
Copertina rigida, € 18.60
In vendita da: Settembre 2017

Per quanto tempo si può continuare a fare progetti per il futuro, se la guerra incombe? I fratelli Kurc hanno cercato di resistere fino all’ultimo: Addy aggrappandosi alla musica, Mila occupandosi della figlia appena nata, Genek concentrandosi sul lavoro, Jakob rifugiandosi nei sogni e Halina nascondendo la paura dietro la ribellione. Tuttavia, nel settembre del 1939, devono arrendersi all’evidenza: la Polonia non è più sicura per una famiglia di ebrei. Così, per sfuggire al nazismo, sono costretti a dividersi: chi prova a imbarcarsi per il Brasile, chi scappa in Russia, chi si nasconde in piena vista con una falsa identità ariana. Armati solo del proprio coraggio e della forza della disperazione, i fratelli Kurc dovranno adattarsi a questa nuova esistenza di clandestini, affrontando la fame e il freddo, la solitudine e le persecuzioni, senza sapere se il prossimo passo li farà cadere tra le mani del nemico o li porterà più vicini a un porto sicuro. E sarà proprio grazie alla loro determinazione che, alla fine della guerra, si ritroveranno intorno a un tavolo e brinderanno a loro, i salvati…


L’emozionante odissea di una famiglia divisa dalla guerra e unita dalla speranza

Da dove iniziare a parlare di un libro così meraviglioso?
Credetemi, non è affatto facile trovare le parole adeguate per rendere giustizia a questo piccolo, grande capolavoro della letteratura contemporanea, ma la voglia di condividere con voi le mie impressioni post lettura è così forte che ho deciso di provarci lo stesso.
Noi, i salvati è un romanzo che ripercorre le orme della famiglia della scrittrice, Georgia Hunter, americana di nascita, ma di origini polacche. Durante una riunione familiare l’autrice ha per caso scoperto che suo nonno Eddy e i suoi fratelli sono sopravvissuti miracolosamente all’Olocausto e ha deciso di mettere per iscritto la loro storia, fatta di dolore, ma soprattutto di speranza. Noi, i salvati si apre con un albero genealogico in cui vengono introdotti i membri della famiglia Kurc: Sol e Nechuma, i capostipiti; Mila, con suo marito Selim e la loro bambina di appena un anno, Felicia; Halina e il suo compagno, Adam; Genek e sua moglie, Herta; Jakob e Bella, fidanzati dai tempi delle scuole medie; e infine Addy, che vive in Francia già da qualche anno.

hunter1.pngSiamo agli albori del 1939, l’anno in cui i meccanismi che porteranno allo sterminio di milioni di ebrei iniziano, lentamente, a muoversi. La famiglia Kurc vive da sempre a Radom, cittadina polacca in cui ebrei e cristiani convivono pacificamente. Ancora non sanno quanto l’avvento del nazismo cambierà per sempre le loro vite. Con l’invasione della Polonia da parte di Hitler inizia il vero e proprio inferno: viene istituito il ghetto, gli ebrei vengono privati poco alla volta dei loro beni mobili e immobili, molti perdono il proprio impiego, altri ancora iniziano ad essere picchiati per strada senza un’apparente ragione. L’antisemitismo inizia a diffondersi a macchia d’olio e, come prevedibile, la vita in Polonia diventa insostenibile. La famiglia Kurc viene divisa dagli eventi e dal volere del destino: Addy, che già si trovava a Parigi, non riesce a tornare a casa ed è quindi costretto a rimanere in territorio francese, per poi spostarsi nel corso degli anni in Sud America; Sol e Nechuma, insieme a Mila e alla loro nipotina, rimangono nel ghetto; Genek viene dapprima mandato al fronte insieme al fratello Jakob, ma successivamente viene spedito nei gulag in Kazakistan insieme alla moglie, Herta; Jakob e Bella vivono per qualche tempo nella Polonia sovietica, ma saranno in seguito costretti a spostarsi di continuo come due fuggiaschi; Halina, la coraggiosa e intrepida della famiglia, si muoverà da un capo all’altro della Polonia, cercando di proteggere se stessa e i suoi familiari con ogni mezzo e ogni scorciatoia, mentre il suo compagno Adam diventerà una delle voci più potenti della Resistenza.
Tra un capitolo e l’altro ci muoviamo sulla scacchiera europea – e non solo – e seguiamo le tristi vicende a cui la famiglia Kurc (e, insieme a loro, milioni di altre persone) viene sottoposta. Rastrellamenti, deportazioni, privazione della dignità e dei mezzi di sostentamento. Attraverso gli occhi di questa famiglia divisa e lacerata nel profondo dell’anima riviviamo gli orrori più eclatanti accaduti nella seconda metà del secolo scorso, perché dimenticare è impossibile e non ricordare sarebbe troppo grave per qualsiasi essere umano. Di romanzi riguardanti questo terribile periodo della storia ce ne sono migliaia, ma Noi, i salvati ha qualcosa in più che lo rende unico ed ineguagliabile. Tutto, a livello narrativo, funziona: i capitoli alternati, che ci trasportano da una parte all’altra dell’Europa – dalla taiga al freddo polare russo, dalla Palestina all’Italia, dalla Polonia alla Francia; le ambientazioni realistiche e le descrizioni spesso asciutte e crude, rese ancora più d’impatto dalla consapevolezza che quanto narrato è accaduto veramente; dei personaggi che di inventato non hanno nulla e che sono esistiti in carne ed ossa; le emozioni forti e devastanti che, inevitabilmente, colpiscono dritte al cuore e accompagnano il lettore per tutta la durata della storia. Sono questi elementi a rendere perfetta la testimonianza che Georgia Hunter ha deciso di mettere su carta e di donare al pubblico, a rendere Noi, i salvati uno di quei libri per la vita, da riporre con cura sullo scaffale e da accarezzare nei momenti di malinconia e tristezza. Non vi nego che mentre leggevo questo romanzo mi sono commossa in più di un’occasione, e non mi capita di frequente di piangere per un libro. In questo caso non ho potuto farne a meno, perché oramai ero lì, in mezzo ai Kurc, e non potevo fare nulla per uscirne. Noi, i salvati è un libro indimenticabile, struggente e doloroso, spesso non semplice da affrontare, a volte crudo e spietato, altre ancora dolce come solo la carezza di una madre sa essere.
Nel momento in cui i Kurc si ritrovano è impossibile contenere l’emozione, arriverete alla fine del libro provati, ma il vostro cuore troverà il modo di palpitare ancora e di brindare inseme a loro, i salvati, i pochi fortunati ad aver avuto una seconda occasione dalla vita. Non fatevi spaventare dalla mole di pagine, vi assicuro che si tratta di un libro che si divora in un paio di giorni e dal quale non vorreste staccarvi mai. Georgia Hunter è stata magistrale nel descrivere stati d’animo, fatti storici e, soprattutto,a riportare su carta le testimonianze di chi, quegli orrori, li ha provati sulla propria pelle. Non so se sono riuscita a convincervi, spero tanto di sì, ma qualora non fosse chiaro ve lo ribadisco: Leggete Noi, i salvati. Leggetelo e perdetevi tra le sue pagine, lasciatevi trasportare dagli eventi e dalla penna magnifica dell’autrice, emozionatevi (perché le emozioni fanno bene al cuore) senza paura. Il mio voto finale non può che essere di 5/5 stelline, se potessi dare anche di più. Alla prossima,
Simona