[Recensione] Lolita – V.Nabokov

Buongiorno lettori e buon Lunedì a tutti voi!
Oggi sono qui per parlarvi di un libro unico, uno di quelli che ti entra sotto la pelle e si ritaglia prepotentemente un posto nella tua vita. Leggere Lolita di Vladimir Nabokov è stato per me devastante, totalizzante, per certi versi catartico. Vi confesso che avevo bisogno di una lettura così, una di quelle appaganti, una di quelle memorabili.

Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo.Li.Ta.
Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.

E’così che il viaggio all’interno di questa lettura mozzafiato ha inizio. Sin dalle prime righe traspare lo stile unico e irripetibile dell’autore. Nabokov si serve di una prosa che è pura poesia, magia, incanto e disincanto al tempo stesso. La sua scrittura è diretta, musicale, evocativa e mai, nemmeno per una volta, banale. I personaggi di Lolita sono psicologicamente strutturati alla perfezione, in particolare l’io narrante della storia – il professor Humbert Humbert – è tratteggiato minuziosamente e senza veli. Nabokov non ha timore ad affrontare determinati argomenti. Parliamoci chiaro: affrontare il tema della pedofilia è già di per sé difficile e lo è ancor di più farlo mantenendo contegno ed eleganza. Nabokov ci riesce, perché Lolita – pur essendo spesso e volentieri controverso, emotivamente destabilizzante e facilmente giudicabile scandaloso – è un capolavoro vero e proprio della letteratura del 1900. Nabokov è arte allo stato puro, è genio e follia insieme ed è riuscito a rendere Lolita un romanzo immortale, destinato ad essere tramandato di generazione in generazione.
Ammetto che inizialmente è stato per me difficile affrontare la lettura senza giudicare, senza implicare l’aspetto etico che una storia del genere tende per sua naturale inclinazione a suscitare. Leggere di un uomo di quarant’anni che prova attrazione e desiderio per una ragazzina di dodici non è stato semplice da digerire finché non sono riuscita ad inquadrare il libro in un’ottica diversa e sono andata oltre le righe.
Nabokov ci pone davanti senza dubbio ad un personaggio affetto da gravi disturbi psichici, generati molto probabilmente da un amore mai riuscito a diventare maturo durante la tenera età e da un rifiuto da parte della madre. Humbert Humbert è un personaggio che suscita disgusto e tenerezza al tempo stesso, perché nella sua malattia, nella sua follia, emerge più forte che mai il suo desiderio di essere amato, la sua brama di approvazione e accettazione. Lolita rappresenta per lui – o almeno io così l’ho interpretata – il coronamento di quel giovane amore mai sbocciato, di quelle pulsioni sessuali mai soddisfatte sulla coetanea prematuramente scomparsa. Humbert inizia a sfogare così i suoi appetiti sessuali sulle cosiddette <<ninfette>>, ossia bambine tra gli otto e i tredici anni. Ma, badate bene, non vi è mai – nemmeno per una volta – accenno ad alcun tipo di violenza nei confronti di queste bambine. Nabokov riproduce gli istinti di Humbert sotto forma di sguardi, carezze su un braccio o una coscia, piccole attenzioni che – a suo dire – sono totalmente innocue. Humbert Humbert sa bene che quello che prova non è normale, ma tenta di sollevarsi da colpe e moralità dicendo a se stesso che non è mai andato oltre, che non ha mai procurato disagi o disturbi alle bambine. Nel caso di Lolita è ovviamente diverso. Lolita scatena nel protagonista sentimenti che vanno ben oltre il piacere fisico e, lo so che è difficile da accettare, a modo suo Humbert la ama, si innamora di lei. Per Lo, inizialmente Humbert sostituisce la figura del padre assente anche se poi il loro rapporto va decisamente oltre. Molti di voi troveranno assurdo leggere questo libro, ne sono ben consapevole. Io stessa mentre lo leggevo ho represso non poche volte il disgusto e la coscienza morale che mi imponeva di finirla lì, ma posso garantirvi che vale la pena proseguire con la lettura e andare fino in fondo. Si nota chiaramente l’influenza della psicoanalisi – nata nei primi del 900 ad opera di Sigmund Freud – su tutta l’intera struttura narrativa utilizzata da Nabokov, che pare in ogni caso non approvarla fino in fondo.
A lettura ultimata mi sono definitivamente resa conto che Lolita non può essere considerata una lettura priva di morale, ne quindi può essere affrontata partendo già prevenuti nei suoi confronti. Come dice l’autore stesso l’opera di narrativa ha senso solo se procura quella che egli definisce <<voluttà estetica>>, cioè il senso di essere in contatto in qualche luogo con altri stati dell’essere dove l’arte ( curiosità, tenerezza, bontà, estasi) è la norma. E’con questo spirito che un libro come Lolita va letto, ponendosi sempre domande, andando oltre, interpretando il messaggio e le parole che l’autore ci ha lasciato. E’facile farsi ingannare dal pregiudizio, dalla morale, dal buon senso, ma fidatevi di me. Andate oltre. Vivete il libro per quello che è, un’opera – immensa – di narrativa. Accantonate se potete l’elemento pedofilia, l’elemento psichico e lasciatevi trasportare dalla storia, dalla fluidità della narrazione, dalla poesia delle parole di Nabokov (che ripeto non è MAI, mai volgare).
Il mio voto non può che essere di 5/5.
Alla prossima,
Simona

Pubblicità

[Recensione] Amy Snow – Tracy Rees

Buongiorno readers e ben ritrovati al Salotto dei Libri!
Come avete notato le attività del blog sono rallentate – mi sto prendendo un periodo di ferie generale – ma non mancherò di aggiornarvi sulle bellissime letture che il mese di Agosto mi sta regalando. Il primo libro in assoluto di cui voglio parlarvi è un romanzo storico straordinario che mi sono gustata pagina dopo pagina, immergendomi nelle atmosfere deliziose dell’Inghilterra vittoriana. Sto parlando di Amy Snow, romanzo d’esordio della scrittrice gallese Tracy Rees, pubblicato in Italia da Neri Pozza.

TITOLO: Amy Snow
AUTORE: Tracy Rees
EDITORE: Neri Pozza
PREZZO: 18.00 €
TRAMA: Hertfordshire, 1848. La brina ricopre i campi e le strade quando Amy Snow, la mantella stretta per difendersi dal gelo, si allontana da Hatville Court, la casa in cui ha vissuto per ben diciassette anni. L’unica persona che lei abbia mai amato, Aurelia Vennaway, figlia unica di Lord Charles e Lady Celestina Vennaway, una delle famiglie più in vista della contea, giace sotto sei piedi di terra in un angolo silenzioso del camposanto. E a Amy non resta che svanire come un’orma che si discioglie nella brina. Era stata proprio Aurelia a trovarla, diciassette anni prima, in una tersa mattina di gennaio in cui l’aria era tagliente come vetro. L’aveva vista agitarsi nella neve, minuscola neonata con la pelle fredda come gelatina di fragole, piccolo essere glabro e azzurrino abbandonato ai margini di una foresta inospitale. L’aveva battezzata Snow, perché era piena di neve, e Amy, perché era il nome della sua bambola preferita. E l’aveva portata con sé, a Hatville Court, la dimora dei suoi da tempo immemorabile. Erano cresciute insieme, Aurelia e Amy, come due sorelle inseparabili. Perché così si consideravano, loro. Ma a Hatville Court, e nell’intero villaggio, Amy poteva essere, a seconda dei giorni, degli umori della servitù e dei pregiudizi dei Vennaway, una giovinetta rispettabile o una vagabonda, una sorella o una sguattera. E ora, con la scomparsa di Aurelia, non può più restare nella grande dimora dei Vennaway, divenuta un luogo ostile e inospitale…

ghirigiri

Amy Snow è scritto con calore e attenzione al dettaglio. Ma, soprattutto, offre un tenero, struggente ritratto della vera amicizia.
Historical Novel Society

Il mio amore spropositato per i romanzi ambientati in epoca vittoriana oramai è noto a tutti, per cui appena ho scoperto questo libro ho deciso che doveva essere mio e posso garantirvi che la mia attrazione nei confronti di questo romanzo è notevolmente cresciuta mentre ero intenta a leggerlo. Innanzitutto ci troviamo di fronte ad un’opera scritta benissimo, in maniera pulita e fedele agli usi e costumi dell’epoca. L’autrice si serve di una prosa melodiosa e raffinata e queste caratteristiche fanno di Amy Snow un libro accessibile veramente a tutti, sia a chi è già piuttosto “allenato” nel genere dei romanzi storici, sia a chi è alle prime armi e muove i primi passi in questo fantastico universo. Tracy Rees è stata la scoperta più bella e appagante del mese. Questo libro si è ritagliato uno spazio grandissimo nel mio cuore e posso affermare con certezza che si tratta di uno dei romanzi storici più belli che abbia mai letto.
La storia di Amy Snow è toccante, coinvolgente, spesso e volentieri non facile. La giovane è stata abbandonata ancora in fasce al limitare del bosco della tenuta dei Vennaway, una delle famiglie più influenti e benestanti del Surrey, ed è stata trovata e portata in casa dalla figlia di questi nobili signori, Aurelia Vennaway. L’autrice ci racconta in modo meraviglioso l’incredibile legame che si instaura tra Amy e Aurelia, ci fa vivere passo dopo passo l’evolversi e il progredire della loro immensa amicizia. Questa storia è un vero e proprio atto di fedeltà, di devozione, di amicizia. Il bene che Amy nutre per Aurelia (e viceversa) va oltre la vita, trascende la morte e spodesta ogni altro sentimento. Il legame tra le due ragazze è qualcosa di immortale, un vincolo supremo che nemmeno la morte è in grado di spezzare. Preferisco non soffermarmi troppo sulla trama, perché rischierei di fare spoiler, dato che ogni vicenda è la conseguenza di una scelta, di una decisione, di una riflessione attenta e ragionata. Quello che ci tengo a sottolineare è la bravura della Rees che è riuscita a mettere su una storia fatta di sentimenti, di sacrifici, di sofferenze e rivincite personali. La vita di Amy non è stata affatto facile, è sempre cresciuta con la convinzione di essere sbagliata, inappropriata, senza radici. I signori Vennaway non sono stati ospitali, l’hanno sempre evitata come la peste e rifiutata, e proprio per questo Amy si è sempre sentita una nullità. L’amicizia con Aurelia è stata l’unica speranza in un mare di incertezze, l’unico porto sicuro in cui rifugiarsi durante gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza. Aurelia purtroppo è scomparsa prematuramente a causa di una malattia genetica, ma vi assicuro che è il personaggio più vivo ed esuberante di tutta la storia. Pur essendo assente fisicamente la sua presenza si percepisce pagina dopo pagina e quindi non è possibile non affezionarsi a lei. Tramite gli occhi di Amy, la Rees ci fa rivivere la vita di questa fantastica creatura amante della vita, dell’arte, delle piccole bellezze quotidiane.
Insieme ad Amy percorreremo un viaggio, una caccia al tesoro, un percorso di crescita e di consapevolezza. Non riesco a trovare le parole adatte per descrivere la bellezza di questo libro, la minuziosità con cui ogni dettaglio è stato studiato, la bravura con cui l’autrice è riuscita a delineare le personalità e i caratteri di ogni personaggio che Amy incontra sul suo cammino. Libri così belli sono un vero e proprio toccasana, una medicina per l’anima e per il cuore che vorrei avere il piacere di trovare più spesso.

Bath

Oltre alla maestria con cui l’autrice è riuscita a delineare pregi e difetti umani, va menzionato anche il background che fa da sfondo alla vicenda. Amy Snow infatti viaggia per molte città durante il suo percorso e grazie a lei abbiamo modo di scoprire le bellezze incontaminate dell’Inghilterra del 1800. Viaggiamo per brughiere, valli verdeggianti, colline e laghi cristallini, ma non solo. Abbiamo un’ampia panoramica delle città più interessanti, alcune centro della vita mondana e benestante dell’epoca ( come ad esempio Londra e Bath). Per gli amanti del periodo vittoriano leggere Amy Snow è come prendere un biglietto di sola andata per il passato, un biglietto che permetterà di scorgere più da vicino le bellezze e le caratteristiche di un’epoca che a distanza di parecchi anni continua ancora ad esercitare il suo indubbio fascino.
Amy Snow è dunque un romanzo completo sotto tutti i punti di vista, una lettura appagante e meritevole, leggera e al tempo stesso formativa. Non ci troviamo davanti uno di quei romanzi storici che potrebbe essere definito un <<mattoncino>>. Nonostante la mole di pagine (quasi 500) questo libro scorre meravigliosamente liscio e verrete travolti dall’appassionante vicenda della giovane Amy e dallo stile impeccabile dell’autrice.
Il mio voto per questo libro è di 5/5.
Alla prossima,
Simona

BIBLIOGRAFIA:
Alla fine del libro, dopo i ringraziamenti, l’autrice riporta alcuni dei libri che ha consultato durante la stesura di Amy Snow, vi lascio qualche titolo qualora aveste voglia di approfondire di più:
– How to be a Victorian di Ruth Goodman ( QUI link per l’acquisto su Amazon)
– The Victorian City di Judith Flanders ( QUI link per l’acquisto su Amazon)
A brief history of life in Victorian Britain di Michael Paterson (QUI link per l’acquisto su Amazon)

ghirigiri

Cover… che passione!

Edizione Americana pubblicata da
Quercus – Aprile 2015

24993261

VOTO: 9
FORMATO: Paperback
Mi piace moltissimo questa cover, trovo che sia rappresentativa e pertinente al testo. Mi ricorda la fuga di Amy da Hatville House.

Edizione Inglese pubblicata da
Simon&Schuster.

27276246

VOTO: 7
FORMATO: Paperback
Questa cover mi piace, ricorda molto il periodo vittoriano. Non mi piace molto il riquadro bianco sulla destra, trovo che copra molto della bellezza della foto sottostante.

Edizione Tedesca pubblicata da
List

29383080

VOTO: 7.5
FORMATO: Paperback
Mi piacciono i colori scelti e il font del titolo. La cover rimanda moltissimo al genere del romanzo storico.

Edizione Americana pubblicata da
Quercus – Giugno 2015

25629991

VOTO: 9.5
FORMATO: Paperback
Questa è in assoluto la cover che preferisco. Elegante, semplice, con un riferimento alla neve. La adoro ❤

Edizione Serba pubblicata da
Laguna

29393867

VOTO: 5
FORMATO: Paperback
Non mi piace l’immagine scelta per questa cover, trovo che sia poco evocativa e accattivante.

Edizione Polacca pubblicata da
Czarna Owca

30987222

VOTO: 8.5
FORMATO: Paperback
Questa cover mi piace moltissimo, il vestito rosso della modella in copertina spicca sul bianco dello sfondo e mi trasmette una sensazione di speranza. La vedo molto adatta ad Amy, che troverà il coraggio di dare colore e vita alla sua esistenza.