[Recensione] La ricetta segreta per un sogno – V.Cebeni

Buongiorno a tutti,
cari lettori! Oggi sono qui per parlarvi di un libro straordinariamente bello, uno di quei libri che entrano in punta di piedi nella tua vita per poi scatenare un uragano inarrestabile nel cuore e nell’anima. Il libro in questione è “ La ricetta segreta per un sogno” di Valentina Cebeni, edito da Garzanti.

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Il primo profumo che Elettra ricorda è quello del pane appena sfornato e dei biscotti speziati. Nella panetteria in cui è cresciuta ha imparato da sua madre che il cibo è il modo più semplice per raggiungere il cuore delle persone. Ma adesso che lei non può più occuparsi del negozio e ha lasciato tutto nelle mani di Elettra, i suoi dolci non hanno più questo potere. E tutte quelle domande rimaste in sospeso tra loro non hanno una risposta. Domande su un passato che la donna non ha rivelato a nessuno, nemmeno a lei, sua figlia. Elettra, persa e smarrita, sente di non avere altra scelta: deve fare luce su quei silenzi. Eppure in mano non ha altro che una medaglietta con inciso il nome di un’isola misteriosa, e una ricetta: quella dei pani all’anice che sua madre cucinava per sconfiggere la malinconia e tornare a sorridere. Proprio quei dolci le danno la forza per affrontare il viaggio verso l’isola del Titano, un pezzo di terra sperduto nel Mediterraneo la cui storia si perde in mille leggende. Se su un versante la vita scorre abitudinaria, sull’altro solo cortei di donne vestite di nero solcano stradine polverose che portano al mare. Un luogo in cui ogni angolo nasconde un segreto, una verità solo accennata. Un luogo in cui risuona l’eco di amori proibiti e amicizie perdute. Ma Elettra non ha paura di cercare, di sapere. Deve scoprire come mai il vento dell’isola porta con sé gli stessi sapori della cucina di sua madre, la stessa magia dei suoi abbracci che la facevano sentire protetta quando era bambina. Deve scoprire il legame tra la donna più importante della sua vita e quel posto. Perché solo così potrà ritrovare sé stessa. Solo così Elettra potrà credere di nuovo che cucinare è un gesto d’amore e che davvero esiste una ricetta per non dimenticare mai di sognare. La ricetta segreta per un sogno è un caso editoriale internazionale venduto in tutta Europa. Un romanzo indimenticabile sul potere del cibo e sulla forza del passato. Un romanzo capace di trasportare su un’isola affascinante e segreta in cui tutto è possibile. Un romanzo su una donna alla ricerca delle proprie radici.

La mia opinione

Un’isola lontana in cui tutto è possibile.
Dove il vento parla di antichi misteri.
Solo la magia dei dolci può svelarli

Sin dalla prima pagina ho capito che avrei amato Elettra, la protagonista di questa bellissima storia. Non so spiegarvi il motivo per cui sin da subito ho provato empatia verso questa donna, ma il legame che ho stabilito con lei è rimasto vivo dentro di me anche a lettura ultimata… e ancora continua ad esistere. Elettra ha sempre vissuto con sua madre, Edda, che da circa due anni è in coma – e non sembra volersi risvegliare. Elettra si ritrova a dover fare i conti con il passato di sua madre, un passato contorto e fitto di misteri che le sono sempre stati taciuti. Fino a che punto sareste disposti ad arrivare per scoprire la verità? O il perché di certe azioni? Elettra inizialmente vive un momento di smarrimento: la panetteria che gestiva è fallita, sua madre non è fisicamente vicino a lei e, come se non bastasse, durante una visita in ospedale una vecchia signora le rivelerà dei dettagli sconcertanti sulla sua vita. Dettagli sconosciuti in cui Elettra fatica a credere. L’improvviso sentore del profumo dei pani all’anice – ricetta tipica di Edda che madre e figlia hanno sempre preparato insieme – e la scoperta di un biglietto aereo nascosto in un cassetto desteranno definitivamente Elettra dal suo torpore e la giovane prenderà in mano le redini della sua vita. Come? La prima chiave di lettura per comprendere il tutto è la misteriosa Isola del Titano, meta designata dal biglietto aereo casualmente rinvenuto. Quest’isola – ed in particolare un convento dedicato alla Santa Elisabetta – designerà la svolta che Elettra stava aspettando nella sua vita. Mettersi sulle orme del proprio passato è una scelta pericolosa, ardua, non sempre in discesa. Si devono fare i conti con tante verità taciute, con scheletri che forse era meglio tenere nell’armadio, con realtà inimmaginabili. Elettra affronta tutto a testa alta, trova in alcune donne isolate nel convento la sua forza e passo dopo passo comincia a riunire i tasselli che compongono il passato di sua madre. Perché quel convento situato in un’isola sperduta era così importante per lei? Perché nei corridoi si sente spesso riecheggiare una voce che grida il nome di Edda? Perché in un vecchio forno Elettra trova un quaderno con le ricette di sua madre? Domande a cui la protagonista vuole a tutti i costi trovare una risposta. Spesso si metterà nei guai, riceverà delle minacce non troppo velate, combatterà da sola le sue battaglie… Ma sempre troverà il  modo di rialzarsi, di leccare le proprie ferite e andare avanti. A farle da spalla in questa avventura ci sono Lea, Dominique e Nicole – tre donne diversissime tra loro, e ognuna fondamentale per le sorti della storia. C’è poi Adrian, artista solitario che vive vicino al mare e che farà breccia nel cuore di Elettra poco alla volta. Ogni personaggio è analizzato impeccabilmente nella sua psicologia, nulla è lasciato al caso e il lettore ha modo di immergersi a 360° nella storia, si sente parte di essa con il cuore e con lo spirito.
“La ricetta segreta per un sogno” è un libro che soddisfa e riempie chi lo legge, è un libro magico in cui si percepiscono tutti i sapori e gli odori descritti. Il sentimento viene mescolato abilmente con il mistero e il risultato finale è una storia convincente, priva di lacune o difetti. Le ricette inserite di tanto in tanto tra un capitolo e un altro donano alla storia quel tocco di originalità che non guasta mai, e rendono ancora più vividi i ricordi legati all’infanzia della protagonista.
Valentina Cebeni è stata per me una meravigliosa scoperta, un’autrice che continuerò a seguire con passione e piacere, perché credo abbia tanto da dire. Ed io sono qui, pronta per continuare ad ascoltarla e per essere trasportata nei suoi mondi magici fatti di dolcezza, poesia e genuinità.
Il mio voto è di 4,5/5. Lettura straconsigliata!
A presto,
Simona

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[Blogtour] 99 Giorni – K.A.Tucker

Buongiorno a tutti cari lettori…e benvenuti alla prima tappa del blogtour dedicato al nuovo libro della talentuosa e amatissima K.A.Tucker! Sono felicissima di poter ospitare questa prima tappa qui sul Salotto dei Libri, perché questo libro mi sta veramente a cuore e ci tenevo particolarmente a creare un evento dedicato appositamente ad esso.
Il blogtour inizia oggi qui da me e proseguirà nei prossimi giorni nei seguenti blog:

99 giorni calendario

Una copia del libro cerca casa e verrà affidata alle cure di uno di voi! Per partecipare vi basterà seguire le seguenti semplicissime regole:

Regolamento

Iscrivervi ai lettori fissi di tutti i blog partecipanti 
– Mettere mi piace alle seguenti pagine facebook ( IMPORTANTE: Specificare il nome con cui ci seguite sia sul blog che sulla pagina facebook. Controlliamo! Non rincorriamo nessuno, quindi sarà vostra premura eseguire correttamente i passaggi per essere considerati partecipanti a tutti gli effetti!)
Salotto dei libri

Crazy for Romance

Romance&Fantasy for Cosmopolitan Girls

Insaziabili Letture

Everpop

Commentare OGNI tappa specificando il nome con cui vi siete iscritti sia al blog che alla pagina facebook e lasciando un indirizzo email valido a cui contattarvi in caso di vittoria.

Questo è il regolamento da seguire per portarsi a casa la copia che mettiamo in regalo per voi 🙂

Arriviamo a parlare però del protagonista vero e proprio del blogtour: Il libro!
Molti di voi conosceranno già la Tucker per la serie “Dieci piccoli respiri” che ha riscosso un elevato successo tra il pubblico femminile. “99 Giorni” inaugura una nuova serie intitolata “Burying Water”che – almeno secondo me – già promette molto bene. La scrittura della Tucker è calda, incisiva, coinvolgente ed è difficile rimanere distaccati dai personaggi che l’autrice riesce abilmente a costruire.
La cover del libro è molto bella e ve la lascio qui di seguito insieme alla trama:

Abbandonata nella campagna dell’Oregon, dove la credono morta, una giovane donna sfida ogni previsione e sopravvive, ma quando si sveglia non ha alcuna idea di chi sia, o di cosa le sia successo. La donna si dà il nome di Acqua, per un piccolo tatuaggio che scopre sul suo corpo, il solo indizio di un passato che non ricorda. Accolta da Ginny Fitzgerald, una signora irascibile ma gentile che vive in una fattoria, Acqua comincia lentamente a ricostruire la propria vita. Ma mentre cerca di rimetterne insieme i frammenti, altre domande si fanno strada nella sua mente: chi è il vicino di casa che in silenzio lavora sotto il cofano della sua Barracuda? Perché Ginny non gli fa mettere piede nella sua proprietà? E perché Acqua sente di conoscerlo? Jesse Welles non sa quanto tempo ci vorrà prima che la memoria di Acqua riaffiori. Per il suo bene, Jesse spera che non accada mai. Per questo cerca di tenersi alla larga da lei. Perché avvicinarsi troppo potrebbe far riemergere cose che è meglio lasciare sepolte. Ma si sa, l’acqua trova sempre una strada per tornare in superficie.

Che ne dite? Interessante vero?? A me la trama ha convinto sin da subito, e posso assicurarvi che anche il libro merita tantissimo, è veramente ben scritto ed emotivamente riesce a catturare l’attenzione e i sentimenti del lettore.
Per rendere meglio l’idea vi lascio con un breve incipit direttamente dal romanzo:

Prologo

 Non può essere vero… Non può essere vero… Non può essere vero… Le parole girano a vuoto nella mia testa come le ruote della mia Barracuda spinta a tutta velocità la cui parte posteriore slitta e pattina sul brecciolino e sul ghiaccio. È difficile controllare quest’auto anche quando le condizioni sono ottimali, costruita com’è con il motore sul davanti e dotata di una potenza eccezionale. Mi schianterò contro uno di questi dannati alberi se non vado più piano. Spingo col piede sull’acceleratore. Non posso rallentare adesso. Almeno finché non saprò che Boone si è sbagliato riguardo a ciò che afferma di aver origliato. Il suo russo è, nella migliore delle ipotesi, mediocre. Darei qualsiasi cosa perché si sbagli su questo. Mi si contrae lo stomaco mentre l’auto sbanda a un’altra curva, la forma conica del Black Butte che si staglia come un’ombra mostruosa davanti a me nella luce che precede l’alba. Le tracce di pneumatici coperte dalla neve, illuminate dai miei fari potrebbero anche non essere quelle giuste, ma sono larghe come quelle della Hummer di Viktor e, si può esser certi, sono le uniche lungo questa vecchia strada sterrata deserta nel bosco. Nessuno ci viene a gennaio. La fila di alberi che indica la fine della strada mi viene incontro prima di quanto mi aspettassi. Schiaccio il freno, e faccio slittare di traverso l’auto verso il vecchio totem. Scivola ancora quando spengo il rombo del motore, spalanco la portiera, e 99 giorni 1-384.indd 9 28/01/16 16.41 10 salto fuori, e procedo a tentoni con la mia torcia. Per tre volte schiaccio con forza l’interruttore con dita tremanti prima che la luce resti accesa. Comincio a ispezionare il terreno. Il caos di segni lasciati da passi e da pneumatici mi dice che qualcuno ha fatto inversione a U. Le impronte mi dicono che è scesa più di una persona. E quando vedo il mozzicone di sigaretta consumata a metà con quello strano alfabeto sul filtro, so che Boone non si era sbagliato. «Alex!». Riecheggia la mia voce una volta… due… prima che l’immensa landa desolata risucchi il mio urlo disperato. Puntando la torcia in modo convulso, le nocche delle dita bianche per quanto la stringo forte, ispeziono la zona finché non individuo le impronte che conducono fuori dal vecchio sentiero dentro al bosco. Dita gelide si avviluppano attorno al mio cuore. Lanciandomi di nuovo verso l’auto, agguanto sul sedile posteriore la coperta di lana a quadri rossi e blu che lei ama così tanto. Mucchietti di neve ghiacciata si infilano nei bordi laterali delle mie scarpe da ginnastica mentre seguo le tracce oltre la fila degli alberi e mi inoltro nel campo gelato davanti a me, lo scorrere del mio sangue negli orecchi è l’unico suono che percepisco. L’unico segno di vita. La paura allo stato puro mi anestetizza i sensi, l’inverno della costa nord-occidentale del Pacifico mi intorpidisce il corpo, ma mi sforzo di procedere perché se… Il fascio di luce punta una forma immobile che giace a faccia in giù nella neve. Riconoscerei quel cappotto rosa e quei suoi capelli biondo platino ovunque; il vestito blu coi lustrini che lei odia così tanto sembra un mucchio di zaffiri su una tela bianca. Mi si gela il cuore. «Alex». Non è che un sussurro. Non sono in grado di fare di più, i polmoni non me lo permettono. Corro, e incespico nei trenta centimetri di neve finché non cado in ginocchio e procedo strisciando per avvicinarmi. Non sono più di tre metri di distanza eppure sembrano chilometri. 99 giorni 1-384.indd 10 28/01/16 16.41 11 Non si può fraintendere lo spruzzo rosso scuro che punteggia la neve attorno alla sua testa. Né il fatto che la maggior parte dei suoi capelli adesso sono scuri e arruffati. Né che le sue calze argentate sono strappate e macchiate di rosso, e che si è formata una pozza di sangue laddove il vestito le copre appena le cosce. Un’infinità di impronte sul terreno attorno a lei. Lui deve essere rimasto qui per un po’. So che ci sono regole da seguire, cose da fare per essere sicuri che non le provochi ulteriori danni. Ma non ci bado perché l’agitazione che mi ha preso allo stomaco mi dice che probabilmente non posso farle più male di quello che lui le ha già fatto. Le prendo delicatamente la testa nell’incavo della mano mentre faccio scivolare l’altra sotto la sua spalla. La rigiro. Una doccia ghiacciata che mi fa restare senza fiato. Non ho mai visto nessuno con un aspetto simile. Sollevo il suo corpo inanimato tra le braccia, cullando quel viso un tempo così bello che ho visto sotto ogni luce – dalla collera all’estasi e con tutte le sfumature nel mezzo – e che invece adesso è irriconoscibile. Posandole sulla gola due dita ricoperte di sangue, aspetto. Niente. Una leggera pressione sul suo polso esanime. Niente. Forse un battito c’è, ma è nascosto, mascherato dalle mie stesse pulsazioni. Poi ancora, per il suo aspetto, è probabile che non sia così. Uno… due… tre… fiocchi di neve soffici, tranquilli iniziano a svolazzare giù dall’alto, dal cielo invisibile. Si compatteranno rapidamente e copriranno i segni sul terreno, il sangue. Le prove. La coltre di madre natura stessa per nascondere la sgradevole imperfezione nel suo giardino. «Mi dispiace così tanto». Non cerco di trattenere le calde lacrime che mi scorrono sulle guance e poi finiscono sulle sue labbra straziate – labbra alle quali ho rubato un’infinità di baci, un tempo in cui ero troppo stupido per rendermi conto di quanto veramente fosse pericoloso. È colpa mia. Lei mi aveva messo in guardia. Se solo avessi ascoltato, se le fossi rimasto alla larga, se non le avessi detto come mi sentivo…

 

Spero di aver catturato la vostra attenzione con questa introduzione! Domani una recensione accurata del libro vi aspetta su Crazy for Romance! Non perdetevela!
Un abbraccio,
Simona

[Segnalazione]- I segreti di Ggantija di Angelo Berti

Buonasera a tutti, lettrici e lettori!
Vi presento con estremo piacere un libro uscito recentemente per la casa editrice I doni delle muse, dal titolo “I segreti di Ggantija”.

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Titolo: I segreti di Ggantija
Autore: Angelo Berti
Editore: I Doni Delle Muse
ISBN: 978-88-99167-18-9
Pagine: 204
Prezzo: 12 euro

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Dalla quarta di copertina

I saraceni hanno invaso l’isola di Melita, costringendo Zimur e Varal a rifugiarsi presso le coste della Siquilliyya, dove dovranno mettere in atto un audace piano: un ultimo incarico che darà loro sufficiente denaro per riportare la xirka degli assassini agli antichi splendori.
Intanto, un pericolo si è risvegliato tra le pietre di Ggantija: un rituale perduto costringe gli assassini ad affrontare ciò che più temono, il risveglio della coscienza. Un tormento che non cessa mai per un uomo nascosto in agguato a osservare le mosse di coloro che un tempo erano i suoi compagni. Un uomo che ha giurato che la xirka dovrà essere distrutta.
La Hyena è tornata e non avrà pace finché non sarà consumata la sua vendetta.

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L’autore

Angelo Berti è nato nel gennaio del 1963 a Cortemaggiore, un piccolo paese in provincia di Piacenza. Sempre impegnato nella divulgazione della cultura del fantastico, scrive per TrueFantasy e vive a Ravenna. Come autore ha pubblicato sette romanzi, tra fantasy e storici, e alcuni racconti. Collabora con l’associazione culturale I Doni delle Muse dal 2014, per cui sono usciti La notte della Hyena e L’isola del ghiaccio.

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Dal romanzo

«Solleva il mento, ancora un poco. Così!».
Il colpo arrivò violentissimo, stordendolo al punto da fargli sentire le risate intorno a lui come se provenissero da un altro mondo. Un piede premette sulla sua testa, schiacciandogli la guancia sul pavimento di legno grezzo.
«Domani toccherà anche a lui. Vuoi togliergli il divertimento?».
Non riusciva a distinguere il volto di chi aveva parlato, ma gliene fu grato perché aveva interrotto il pestaggio.
«Domani? Se ci arriverà, rimpiangerà di non essere rimasto steso su questo legno. Se fosse intelligente morirebbe adesso. Almeno non metterebbe a rischio la vita di qualcun altro».
Tredici anni sono pochi per andare in guerra, ma ancora meno per morire in una rissa in una bettola come quella. Sentiva il sapore del sangue in bocca. Aveva le labbra rotte e si era morsicato la lingua.
Braccia robuste lo sollevarono di peso e lo aiutarono a sedersi su una panca. Altre mani, più delicate, cominciarono a pulirgli il volto e a tamponargli il sangue che usciva dalle labbra, dal naso e da una ferita a un sopracciglio. Gli occhi erano pesti. Intravedeva solo ombre, senza riuscire a distinguere i profili.
«Allora bamboccio, hai ancora qualcosa da dire?». La voce rauca di Gandor fremeva dalla voglia di continuare.
«Uavvanculo!». Il ragazzo faceva fatica a muovere le labbra, ma era certo che il suo persecutore avesse capito. Che tutti avessero capito. Vide un’ombra muoversi e si preparò a un’altra selva di colpi.
«Basta! Tieni la tua voglia di combattere per domani».

[Recensione] La prima volta per sempre – Sarah Morgan

Buongiorno, lettrici e lettori carissimi!
Come state? Io me la cavo piuttosto bene, sto leggendo tantissimo e ho tanti bellissimi libri di cui parlarvi! Ma bando alle ciance! Preparate la valigia perché stiamo per partire! Direzione??? Puffin Island ovviamente!

La prima volta per sempre - Sarah Morgan

Prezzo: 14.90 € – Pagine 353

È un’estate di prime volte per Emily Donovan. Nel momento in cui mette piede sul traghetto che la porterà a Puffin Island insieme alla nipotina di cui ora si deve prendere cura, le è ben chiaro in mente che niente sarà più come prima e che la sua vita sta per cambiare drasticamente. Come potrà tenere al sicuro una creatura così fragile e indifesa come la piccola Lizzy? E come riuscirà a convivere con il panico irrazionale che l’assale di fronte all’oceano su un lembo di terra che ne è completamente circondato? Eppure, inspiegabilmente, l’isola comincia a operare la sua magia ed Emily, respiro dopo respiro, riscopre sicurezza, fiducia e serenità. E un uomo che le fa battere forte il cuore. A Ryan Cooper basta un solo sguardo per capire che la nuova arrivata nasconde più di un segreto in quegli occhi bellissimi e guardinghi, e meno ancora per riconoscere che l’alchimia tra lui ed Emily è fortissima. E pericolosa. Eppure il carismatico proprietario del locale yacht club sa di non avere scelta. Negare l’attrazione tra di loro è solo una perdita di tempo. Meglio abbandonarsi alla corrente di desiderio e vedere dove li porterà.

 

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La mia opinione

Dopo aver letto questo libro la voglia di fare le valige e partire verso nuovi lidi è stata fortissima, lo ammetto. Il nuovo romanzo di Sarah Morgan (autrice già conosciuta grazie alla precedente serie dedicata ai fratelli O’Neil) è in grado di trasportare il lettore all’interno delle sue pagine e di lasciarlo intrappolato lì, sulla magnifica isola di Puffin Island, famosa per i pulcinella di mare, per la bellezza della natura e per la riservatezza che da sempre è garantita ai suoi abitanti. E quale luogo migliore avrebbe potuto scegliere la protagonista per dare rifugio e sicurezza alla sua nipotina Juliet? La storia si apre su una situazione che non è delle più felici. Si inizia entrando senza chiedere il permesso nella vita di  Emily, donna in carriera che ha sempre dedicato il suo tempo al lavoro. Emily è una donna apparentemente tutta d’un pezzo, restia a lasciarsi andare al sentimento e alle emozioni e dal passato tutt’altro che semplice. La sua infanzia l’ha profondamente segnata e tutte le esperienze accumulate negli anni hanno contribuito a forgiare la sua personalità e la sua corazza. Per questo quando sua sorella Lana muore in un tragico incidente aereo e la lascia come unica tutrice di sua figlia Juliet, per Emily inizia una crisi vera e propria. I rapporti tra le due sorelle erano del tutto inesistenti da circa dieci anni, per cui immaginate lo stupore di Emily nello scoprire di doversi occupare di una bambina. Lei, che a malapena sa occuparsi di se stessa, si ritrova da un giorno all’altro a badare agli interessi e alla cura di una bambina già traumatizzata dalla vita condotta fino a quel momento, e non sa veramente a che santo appellarsi per non mollare tutto e fuggire il più lontano possibile. L’idea di rifugiarsi a Puffin Island viene alle sue migliori amiche, Skylar e Brittany, compagne di avventure e di vita, con cui Emily è cresciuta e ha trascorso gli anni universitari. Dopo vari tentennamenti dovuti alla presenza del mare ( elemento da cui la protagonista è terrorizzata) zia e nipote arrivano sull’isola e questo trasferimento segnerà l’inizio di una nuova vita insieme.

5987d4cd-ef51-4f1c-a218-14ab88ab008f Non vi svelo altri particolari sulla trama per non rovinarvi la lettura, anche se starei qui a parlarvi della bellezza di questo libro per ore e ore. Cosa ho amato di questa storia? Tutto. Uno degli elementi che più ha fatto breccia nel mio cuore è la forte alchimia che si instaura sin da subito tra Emily e Ryan Cooper, affascinante isolano dal passato turbolento che su richiesta di Brittany terra d’occhio Emily e le farà da “angelo custode”. Una delle qualità migliori che riconosco alla Morgan è quella di rendere vivide e reali le situazioni di cui parla, per cui non mi è stato difficile rimanere scottata dall’elettricità sprigionata dagli sguardi di Emily e Ryan. Con una prosa leggera e fluida l’autrice è riuscita a raccontare una storia di crescita e di cambiamento e l’ha saputa rendere interessante e molto godibile agli occhi del lettore. “La prima volta per sempre” è un romanzo completo, dove l’intreccio amoroso si fonde abilmente con la componente personale ed emotiva, lasciando il lettore soddisfatto e desideroso di leggere sempre di più. Unica pecca? E’finito troppo presto 🙂
Complimenti alla Harper Collins Italia per questa meravigliosa pubblicazione, di cui aspetto con ansia il seguito! Il mio voto è di 4/5 stelline!
A presto,

Simona

[Recensione] Infinito+1 di Amy Harmon

Buonasera, miei cari lettori!
Come avete passato il weekend più romantico dell’anno? Io l’ho trascorso all’insegna dell’amore e della lettura, ovviamente! ❤
Questa sera vi parlo di un libro a dir poco M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-O che ho avuto la fortuna di leggere e che vi consiglio di cuore! Sto parlando di Infinito+1 di Amy Harmon, edito Newton Compton Editori.

Infinito 1 - Amy Harmon

Bonnie Rae Shelby è una superstar. È ricca, bellissima e famosa. E desidera morire. Finn Clyde è un signor nessuno. È brillante e cinico. Ma è completamente a pezzi. E tutto ciò che vuole è la possibilità di vivere ancora. Finn ha un passato con cui confrontarsi, Bonnie un futuro che non vuole affrontare. Un ragazzo, una ragazza, una strana serie di circostanze impreviste e una scelta: voltarsi dall’altra parte e ignorare ogni cosa o tendere la mano e rischiare tutto. Così, mentre il ticchettio di un orologio scandisce il tempo della scelta, inizia la loro avventura, un viaggio che cambierà per sempre le loro vite.
Infinito + 1 è un romanzo romantico e struggente sulle infinite possibilità dell’amore, l’ultimo della ormai consacrata e amatissima autrice Amy Harmon.

ghiriri

La mia opinione

Signore e signori, Amy Harmon è una garanzia, inutile girarci intorno. Le sue storie sono profonde, toccanti, piene di sentimento. Anche in questo caso l’autrice è riuscita a creare un piccolo capolavoro, fatto di dolore, rabbia, perdita… I personaggi di Infinito+1 hanno alle spalle vite difficili, vite disastrate dalle quali i due giovani cercano a modo loro di fuggire. Bonnie Rae Shelby è una cantante country di successo, la sua vita è scandita da tour e concerti e tutto è organizzato nei minimi dettagli da sua nonna, nonché sua manager. Infinity (Finn) Clyde è un ex detenuto finito ingiustamente dietro le sbarre; porta con sé, sulla sua pelle, i marchi dei giorni trascorsi in galera e se ne vergogna profondamente. Le circostanze in cui le loro vite si incontrano sono surreali, e l’elemento “destino” gioca un ruolo chiave non solo in questa occasione, ma per tutta la durata della storia. Bonnie e Clyde iniziano così un viaggio particolare, un viaggio che li porterà a visitare la East Cost a bordo di una vecchia Blazer arancione, un viaggio che li aiuterà ad affrontare i demoni del passato. Entrambi hanno perso due fratelli gemelli, le loro metà e da quel giorno si sentono incompleti (come dargli torto?). Tra loro si crea un rapporto particolare, intenso, pervaso di emozioni distruttive e al contempo costruttive. La loro storia sembra rimarcare le orme di quella di due criminali famosissismi che portavano i loro stessi nomi, ma i nostri Bonnie e Clyde sono due persone completamente diverse, sono due ragazzi alla disperata ricerca di se stessi, alla ricerca di quella pace che per troppo tempo è stata loro negata. Gli elementi chiave del romanzo a mio avviso sono due: Dio e la matematica. Dalle parole dell’autrice si percepisce chiaramente la sua fede incrollabile; Dio viene spesso menzionato, sia direttamente che indirettamente, e tutto il romanzo è basato proprio su questo. La matematica è l’altra grande colonna portante, e devo fare i miei complimenti all’autrice per essere riuscita ad inserire un argomento così ostico all’interno di un romanzo adattandolo alle circostanze e ai sentimenti dei protagonisti. Parlare di equazioni, teoremi, radici quadrate, numeri primi ecc… in un contesto totalmente diverso dal loro utilizzo quotidiano è stata una scelta che ho trovato super azzeccata, e ha contribuito a rendere la trama ancora più avvincente e affascinante.
Nei libri della Harmon riesco sempre a trovare la luce in fondo al tunnel. Inizialmente sembra non esserci via di uscita, ma poi ad un certo punto si inizia a vedere un piccolo spiraglio nel buio, e credetemi quel piccolo barlume luce salverà sia i personaggi che il lettore. È impossibile rimanere indifferenti di fronte ad una scrittura così impeccabile, pulita, straordinariamente poetica e delicata. Consiglio vivamente la lettura di questo libro ai sognatori, a tutti coloro che nel petto hanno un cuore che palpita e pretende emozioni.

Alla prossima,

Simona