[Recensione] Proteggimi – Maya Banks

Buongiorno lettori,
come state? Qui tutto procede per il meglio, non posso assolutamente lamentarmi : )
Oggi vi parlo di un libro che, purtroppo, non mi ha affatto convinta. Si tratta di Proteggimi di Maya Banks, primo volume della Slow Burn Series pubblicato da Harper Collins Italia.
Le premesse per una buona storia c’erano, la trama mi aveva catturata sin da subito, ma purtroppo le mie aspettative sono state disattese. Continuate a leggere per scoprire perché!

Proteggimi di [Banks, Maya]Quando la sorella di Caleb, rampollo della potente e ricca dinastia dei Devereaux viene rapita, lui ha una sola soluzione: chiedere l’aiuto dell’unica donna in grado di risolvere questo tipo di situazione. La cosa non gli piace affatto, ma non ha altra scelta. Ramie è una bellissima sensitiva, che riesce a mettersi in contatto con le vittime e a localizzarle “sentendo” il loro dolore, ma questo le costa sempre molta fatica e un grande dispendio di energie fisiche ma soprattutto psicologiche. Aiutare l’attraente, impaziente e invincibile Caleb a trovare sua sorella la sta portando sull’orlo della distruzione. I pensieri ad alto tasso erotico dell’uomo l’attraggono come un magnete. Per questo Ramie decide che è meglio andare il più lontano possibile da lui. Per Caleb questo è un duro colpo, ma quando pensa di averla persa per sempre, Ramie riappare improvvisamente. Lei è in pericolo e ha bisogno del suo aiuto. Ora Caleb è finalmente disposto a rischiare tutto ciò che ha, anche il suo cuore, pur di salvarla.


Encefalogramma piatto.
Si, avete capito bene. Questo libro è piatto dall’inizio alla fine. Non succede niente di interessante e, anche nelle scene più dinamiche non ho percepito assolutamente nulla. Purtroppo non mi hanno emozionato ne i personaggi, ne la storia, ne lo stile dell’autrice per cui immaginate la mia delusione dopo aver girato l’ultima pagina. Le premesse mi intrigavano tantissimo: una storia con elementi paranormali, thriller e mistery sembrava proprio il genere di libro per cui avrei potuto seriamente perdere la testa. Invece il vuoto.
Parliamo della protagonista, Ramie St. Claire: questa ragazza ha un “dono” ( o un fardello, dipende dai punti di vista) riesce a mettersi in contatto con le vittime di violenze, rapimenti, aggressioni e quant’altro e a localizzarle. L’operazione di immedesimazione non è affatto facile per Ramie, perché ogni volta è come se anche lei venisse torturata o violentata, poiché entra in piena sintonia con la vittima e ne percepisce il dolore in tutto e per tutto. Il primo incontro tra Ramie e Caleb non è dei più felici: la sorella del ricco rampollo è stata rapita e Ramie è l’unica che può localizzarla. Caleb costringe la ragazza ad afferrare un foulard appartenuto alla sorella e da quel momento Ramie si ritrova coinvolta nella mente di Tori, ma anche in quella del suo feroce e psicopatico persecutore.
La trama purtroppo è caotica, debole e poco chiara: vengono accennate delle cose che poi vengono abbandonate strada facendo e c’è poco ordine anche per quanto riguarda il succedersi dei fatti. Dopo un anno dal tragico incontro tra Caleb e Ramie, quest’ultima chiama il ricco ereditiere per farsi portare in salvo. Il persecutore di Tori infatti è sulle sue tracce, ha stabilito una connessione mentale con lei e sta cercando in ogni modo di farla fuori. Ramie viene portata nella casa super blindata di Caleb e si trova davanti un muro di ostinazione da parte dei fratelli di lui, Quinn e Beau, oltre che da Tori – la sorella rapita che è stata tratta in salvo un anno prima. Tutto quello che succede da qui in poi è un’accozzaglia di eventi che lasciano il tempo che trovano: la super squadra di Caleb non riesce a trovare un modo per fermare l’assassino che continua a perseguitare psicologicamente Ramie, e quest’ultima non si sente sicura nemmeno dentro casa del suo salvatore. La maggior parte dei dialoghi tra i due è un botta e risposta circa la situazione della ragazza, la volontà di Caleb di proteggerla, il timore di Ramie di essere un peso e bla bla bla. Buona parte del libro è sfiancante dal punto di vista psicologico, perché credetemi dopo pagine e pagine che si ripetono uguali a distanza di un capitolo, vi sentirete sfiniti. Risultati immagini per trash italiano tina non ce la faccio proprio
Ho trovato lei noiosa e lui, se possibile, ancora peggio. Purtroppo non salvo nemmeno uno dei personaggi incontrati in questo libro, perché nessuno ha saputo trasmettermi niente. I fratelli di lui sono delle comparse sbiadite sullo sfondo che ogni tanto si imbronciano e ogni tanto si impietosiscono; i collaboratori di Caleb – Eliza e Dane – sono citati più volte, ma di loro conosciamo ben poco, quindi affezionarcisi è impossibile.
L’alchimia tra i due protagonisti è pressappoco inesistente e le scene di sesso sono scialbe e poco sentite. Insomma, Proteggimi per me è un no grande quanto una casa.
Una storia del genere aveva un bel potenziale, ma purtroppo l’autrice non ha saputo sfruttarlo al meglio. Sicuramente procederò con la lettura della serie – confido in un miglioramento nel secondo libro – ma come esordio decisamente non ci siamo.
Il mio voto è di 2/5.
Alla prossima,
Simona


La Slow Burn Series è così composta:

  • Keep me safe ( Proteggimi) – Pubblicato in Italia a Ottobre 2017
  • In his keeping ( Tienimi ) – Verrà pubblicato in Italia a Gennaio 2017
  • Safe at last – Data di pubblicazione ancora da stabilire
  • With every breath – Data di pubblicazione ancora da stabilire
  • Just one touch – Data di pubblicazione ancora da stabilire

Proteggimi di [Banks, Maya]Proteggimi, Maya Banks
Harper Collins Italia, 331 p.
Serie: Slow Burn #1
Traduzione di: Alessandra De Angelis
Copertina flessibile, € 14,90 
In vendita da Ottobre 2016

 

[Recensione] Cercando Grace Kelly – Michael Callahan

Buongiorno readers e bentrovati al Salotto dei Libri!
Anche un’altra settimana sta per giungere al termine e come sempre non mi faccio mancare qualche bella lettura da consigliarvi. Il libro del giorno ci riporta alla New York degli anni ’50, tra atmosfere retrò, sogni da inseguire e il fascino che mai ha smesso, nel corso degli anni, di circondare questa meravigliosa città.
Cercando Grace Kelly è il romanzo d’esordio di Michael Callahan, editor della famosa rivista Vanity Fair ed esperto estimatore di New York. Questa sua profonda conoscenza della Grande Mela emerge dalle pagine del suo libro, che si rivela ricco di magia e di atmosfere deliziosamente tratteggiate, in grado di calamitare l’attenzione del lettore e di farlo immergere nelle località più glamour e nei posti più chic nella New York della metà degli anni ’50. Quanto fascino sprigionano questi anni? Quante celebrità si sono formate durante quel periodo? Grace Kelly – che dà nome al romanzo- è proprio una di loro. Ci troviamo negli anni d’oro per il cinema, per il progresso, per l’arte. Callahan ci fa conoscere la buona società newyorchese, quella che conta, quella benestante. Il romanzo è ambientato per la maggior parte del tempo all’interno del Barbizon Hotel, famoso per la gran quantità di celebrità passate di lì. In questa famosa residenza per sole donne avviene l’incontro tra le tre protagoniste: Laura, Dolly e Vivian. Tre donne diverse, con diversi obiettivi e sogni, che si ritrovano a convivere, a conoscersi e a diventare amiche.
Laura viene da Greenwich, una piccola cittadina inglese, e per lei New York rappresenta un vero e proprio trampolino di lancio. Selezionata da una delle più importanti riviste femminili d’America, Laura è determinata ad ottenere un posto fisso all’interno del giornale; il suo sogno è quello di diventare una scrittrice, e lavorare presso un importante rivista significherebbe già iniziare la lenta scalata verso il successo. Cresciuta con una madre attenta alla forma e al bon ton, Laura si può definire una precisina, una di quelle donne sempre ben vestite e composte, senza mai un capello fuori posto. New York rappresenta una fuga dalla sua vecchia vita, da una madre assillante e oppressiva, e la giovane inizia piano piano a riscoprirsi e reinventarsi. Conosce il ricco e ambito scapolo Box Barnes e da subito si sente attratta da lui, bello e impossibile. Laura è tra le tre la protagonista che ho preferito, perché è sempre ponderata, attenta, non è mai di troppo e rispecchia pienamente il modello di donna dell’epoca. Anche quando è combattuta – e vedrete che lo sarà – alla fine riuscirà sempre a scegliere l’opzione più giusta.
Dolly e Vivian sono le amiche di Laura, diverse tra loro come il giorno e la notte. La prima è golosissima, aspira a diventare una segretaria e in cuor suo spera di trovare il famigerato principe azzurro. E’sempre pronta a divertirsi, possiede la giusta dose di sfacciataggine, sa reagire alle delusioni. A volte l’ho trovata eccessiva e forse proprio per certi suoi atteggiamenti non sono riuscita ad apprezzarla pienamente. Vivian è una vera e propria star, attira le attenzioni di tutti ovunque va e lascia dietro di sé una scia di uomini adoranti. Il suo sogno è quello di diventare una famosa cantante, ma per il momento si accontenta di servire sigari presso uno dei locali più chic di Manhattan, lo Stork.

Barbizon Hotel for Women

Le vite di queste tre donne si intrecciano proprio al Barbizon e da lì iniziamo a vivere una serie di avventure grazie alle quali ci affezioneremo a loro e le conosceremo meglio.
Lo stile di Callahan è appropriato, conforme al tipo di storia raccontata, giusto e calibrato. La ricostruzione delle atmosfere e delle ambientazioni è molto realistica e leggendo mi sembrava di essere immersa in quella New York che tanto mi sarebbe piaciuto vivere. Gli anni ’50 hanno da sempre esercitato su di me un fascino indescrivibile, adoro tutto di quell’epoca… New York in primis.

Guarda New York sotto di sé, quella meravigliosa, sorprendente città: ogni piccola finestra accesa è una storia, una storia di cuori spezzati, di gioia, di trionfo, di stupidità, di dolore, di sesso, di risate.

Questa frase racchiude l’essenza del libro, quel messaggio che l’autore vuole trasmettere al suo pubblico, quell’assaggio di un’epoca terminata ma che rimane ancora oggi più viva che mai. New York è da sempre associata ai sogni più grandi, ai desideri più forti e a volte inespressi, e questo libro è una riproduzione fedele di quello che rappresentava allora questa città. Quante persone andavano lì in cerca di fortuna, di una seconda opportunità, di una rivincita o semplicemente sperando di migliorare la propria condizione. Callahan ci fa vivere le ambizioni di tre giovani donne e ci fa vedere attraverso i loro occhi com’era la società benestante, fatta di lusso, di glamour, di esagerazioni e di divertimento.
Ho trovato la lettura di questo libro estremamente bella, mi ha affascinata a tal punto che girata l’ultima pagina avevo voglia di ricominciarlo da capo. La meravigliosa copertina poi ha fatto la sua parte, perché osservandola e conoscendo il contenuto del romanzo l’ho trovata perfetta. Vi consiglio di leggere questo meraviglioso libro, non solo perché vi terrà una piacevole compagnia, ma anche perché vi farà venire voglia di correre a fare le valigie e partire alla volta di New York. Provare per credere!
Il mio voto è di 4.5/5,
Alla prossima
Simona

Blogtour – Il filo rosso di Alessia Coppola [Prima tappa]

Buongiorno readers,
e bentrovati al Salotto dei Libri! Oggi ho il piacere di inaugurare il blogtour dedicato ad un libro in prossima uscita che mi incuriosisce molto, ossia Il filo rosso di Alessia Coppola.
Ho letto l’incipit – che troverete poi qui sotto – e mi sembra davvero promettente! Per cui seguite questo tour, fatto di tante bellissime e interessanti tappe, per scoprirne di più.
Ringrazio Sara Piccinini di Starlight Books per avermi coinvolta, Alessia Coppola per la storia che ci ha regalato e Harper Collins Italia per la possibilità che ci ha dato di rendere concreto questo tour!

ghiriri

Prima di aprire le danze…

Prima di iniziare a sviluppare il post vero e proprio, vorrei soffermarmi sulla splendida cover realizzata per questo romanzo, che trovo super evocativa ed in linea con il contenuto.

coppola_cover

·Editore: HarperCollins Italia
· Collana eLit
· Prezzo € 3 , 49
· Uscita 29 luglio
· Foliazione 175 pagg.

Trama

Non nasconderti dietro il destino. Quello lo costruiamo noi, con i nostri propositi e le nostre azioni. Secondo la leggenda cinese del filo rosso del destino, ognuno di noi nasce con un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra: questo ci lega indissolubilmente a coloro cui siamo destinati. Tempo, spazio, circostanze non contano. Finché le anime sono in vita il filo le lega. Allyson non sa chi troverà in fondo al suo filo. È amareggiata, certa ormai che il vero amore sia solo una chimera, come quel dragone azzurro di cui favoleggiava la sua amica cinese Lin Mei, e che avrebbe dovuto guidare la sua strada per la felicità mentre invece l’ha solo illusa. L’unica soluzione è cercare rifugio in quella stanza che profuma di trementina e ha i colori di una tavolozza di un artista. Ally si fa curare dalla pittura, il suo primo amore, e chissà che cosa emergerà da quella tela, forse il futuro che lei desidera per se stessa…

ghiriri

Che il viaggio abbia inizio!

Iniziamo il nostro viaggio scoprendo quali tappe e quali blog ci faranno compagnia nei prossimi giorni. L’avventura si preannuncia divertente, carica di magia e di mistero. Quale migliore modo per concludere in bellezza il mese di Luglio? : )

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Dopo di me, Francesca di Coffee and Books vi mostrerà alcuni estratti direttamente presi dal libro. Non li ho ancora letti, ma sono sicura che saranno all’altezza delle mie aspettative.
Tenetevi pronti poi, perché il 22 Luglio Gaia del blog Le parole segrete dei libri vi trascinerà all’interno delle suggestive ambientazioni del romanzo: San Francisco e China Town. Il connubio tra occidente ed oriente mi incuriosisce tantissimo, sono curiosa di scoprire come l’autrice sia riuscita ad amalgamare queste due culture così differenti tra loro.

Il 23 Luglio tutti sintonizzati sul blog Peccati di Penna per conoscere meglio colei che ha dato vita a tutto questo: Alessia Coppola.

Il 25 Luglio invece, grazie al blog La Fenice Book, scopriremo nel dettaglio il fancast, in cui verrà dato un volto ai personaggi del romanzo!

Non perdete poi la tappa più suggestiva – almeno secondo me – dell’intero tour, ossia quella ospitata dal blog Le tazzine di Yoko: Il mito del drago celeste cinese. Non so voi ma io sono trasportata in un altro mondo solamente leggendo queste poche parole accostate tra di loro.

Il nostro viaggio all’interno del libro di Alessia Coppola prosegue con un’altra tappa evocativa e affascinante: quella ospitata dal blog Sognando tra le righe il 27 Luglio, ossia L’importanza dell’inchiostro nella cultura cinese.

Concludiamo questa magica avventura nel blog di Sara, Starlight Books, il 28 Luglio, con una recensione in anteprima!

Sono felicissima di aver preso parte a questo progetto, credo nei giovani talenti italiani ed auguro il meglio alla Coppola! Spero che questa possa essere per lei la prima di una lunga serie di pubblicazioni firmata Harper Collins Italia!

ghiriri

Alla scoperta dell’incipit: 

Veniamo alla parte succosa del mio post, ossia l’incipit del romanzo. Mettetevi comodi e gustatevi questo promettente esordio:

Prologo

Quel profumo aveva cullato i miei sensi per tutta una vita. Era con lui che sbocciava di nuovo, offrendomi un assaggio di paradiso. E mi sembrava davvero di sfiorarlo, quel paradi-so, ogni volta che le sue dita toccavano le mie e il suo sguar-do si posava sulla mia pelle, graziandola come la pioggia in roventi giorni d’estate. A me bastava solo il colore delle sue iridi, in cui esplodevano l’oro del grano, la ferocia delle tigri e la pace del deserto. Casa era ovunque sentissi il suo respiro.

Capitolo 1

L’odore pungente della trementina saliva alle mie narici, solleticandole. Ero abituata a quell’essenza, del resto ci ero cresciuta. Era quasi rassicurante sentirlo tra le pareti di una stanza. Il mio nido era ovunque ci fossero una tela, un vasetto di trementina e una scatola di colori. In realtà avevo smesso di dipingere da tempo. Era passata l’era delle illusioni, non vivevo più per l’arte perché tanto l’arte non mi dava di che vivere. Ma si sa, non ci si libera mai delle proprie abitudini. Anche se non dipingevo più come una volta, lasciavo volutamente la scatola aperta. Non mi sarei lasciata tanto facilmente alle spalle l’unica cosa che costituiva la mia identità. Io ero colore vivo, pulsante. Non potevo spegnermi o annacquarmi. Mi ripetevo sempre che presto o tardi avrei ripreso in mano i pennelli. Ne avevo bisogno per sfuggire alla visione in bianco e nero che la vita mi offriva. Aprii la finestra e lasciai che l’odore cavalcasse contro il vento. Espansi i polmoni e mi preparai alla lunga giornata che, mio malgrado, mi aspettava. Non ci era voluto molto perché mi rendessi conto di quanto catastrofica fosse la situazione in cui mi stavo cacciando. Se lo avessi saputo prima, me ne sarei potuta restare lì dov’ero. O forse no?
«Dannata scarpa!» sbottai, mentre cercavo di appaiare le mie décolleté nere: una era sotto il letto e cercavo disperatamente di prenderla con l’ausilio di una gruccia. La faccenda era più difficile del previsto. Ma dov’era l’elasticità che avevo da diciottenne? No, meglio dire di quando ero ventenne. A diciotto anni era già una fortuna se non man-davo in tilt l’ago della bilancia. Avevo deciso di perdere peso quando mi ero innamorata del classico bello e stronzo che, prima o poi, tutto il gentil sesso incontra. Ci ero riuscita, devo dire, tanto da conquistare il vitino di una vespa. Tuttavia sembravo letale come una mantide: ogni ragazzo che attirava la mia attenzione fuggiva. All’epoca era così. Credo fossero intimiditi dal mio tempera-mento che ho smorzato poi con gli anni. Spaventavo gli uomini più di Freddy Krueger con tanto di mano artigliata. La cosa non mi lusingava affatto. Inutile dire che il bello e stronzo non era stato che una cometa che, bruciando, non aveva lasciato altro che polvere. L’altra scarpa l’avevo già calzata, presagendo lo sforzo che avrei dovuto sostenere indossandole per quei tre giorni di fiera. Squattrinata com’ero, avevo accettato quel lavoro, anche se non mi andava per nulla a genio. Io ero un’artista, diamine! Tuttavia il mio conto in banca lesinava un accredito da fin troppo tempo, boccheggiava come un pesce in cerca di cibo in una boccia di vetro. Così mi ritrovavo a dover fare l’hostess in una fiera per sposi.

«Ma sì, che sarà mai!» aveva detto mia sorella, sbocconcellando una ciambella ai mirtilli.

«Sì, tanto la faccia non ce la metti tu» le avevo risposto secca.

«Guarda che non vedo nulla di male nel fare la promoter. Molte ragazze lo fanno.»

Continuava a masticare e io avrei voluto strapparle la ciambella e addentarla. Quando ero stressata avevo sempre un’insana voglia di dolcezze: che fossero le carezze di qualcuno o della crema al cioccolato spalmata su una fetta di pa-ne, poco importava. E in quel momento mi serviva una dose di zucchero, bella forte. Magari strada facendo mi sarei im-battuta in un distributore rotto di dolciumi. Ah, se solo fosse stato vero…

Acciuffai la scarpa per il tacco e per poco non strappai la gonna a tubino nera che mi fasciava come una sirena, o me-glio… come una foglia d’alga col sushi.

Mi guardai allo specchio. Non ero mai soddisfatta di ciò che vedevo. Avevo i capelli arruffati a causa della mia incur-sione sotto la rete del letto. Li pettinai con cura e li sistemai in uno chignon. Passai un velo di rossetto sulle labbra e tutto sommato pensai di essere passabile. Non ero strepitosa, cer-to. Ma non si poteva dire che non fossi carina. Agganciai le clip ai lobi delle orecchie e presi la borsetta. La fiera mi a-spettava.

La sola idea di dover sorridere a coloro che si accingevano a compiere il passo che io con tutta probabilità non avrei mai fatto mi provocava bubboni su tutto il corpo.

Dannazione, poteva essere la fiera del cioccolato! Sarei andata volentieri incontro a Willy Wonka. E invece avrei do-vuto accogliere coppiette felici in cerca delle giuste decora-zioni per il loro giorno perfetto.

Ma perché le cose perfette spettavano sempre agli altri?

I miei tacchi picchiettavano sul parquet di casa facendomi sentire un uccellino. Presi le chiavi, le gettai nella borsa e uscii chiudendo sonoramente la porta. Presto o tardi l’avrei scardinata. Sbuffai, mentre premevo il tasto dell’ascensore.

ghiriri

GIVEAWAY!

Orecchie e occhi bene aperti, cari readers! Una copia del libro aspetta di essere adottata da uno di voi! Come? è semplicissimo. Vi basterà seguire le semplici regole elencate qui sotto e compilare il form:

1) Mettere “Mi piace” alla pagina di HarperCollins Italia

2) Diventare lettori fissi dei blog partecipanti

3) Commentare tutte le tappe

4) Condividere l’evento sui vari social (Facebook, Twitter, etc…)

5) Mettere “Mi piace” alla pagina autore di Alessia Coppola

FORM:

a Rafflecopter giveaway

Cari lettori, spero di avervi incuriositi!
Mi raccomando seguite tutte le tappe per rimanere aggiornati su questa fantastica, prossima uscita librosa!
Alla prossima,
Simona

Intervista a Giulia Martani

Buonasera a tutti, bellezze 🙂

Come avete passato questa prima Domenica di Maggio? Io direi benissimo, ho camminato a lungo sotto il sole in compagnia del mio ragazzo, di un amico e di un buon gelato! 😀

Questa sera vi lascio l’intervista ad una giovane autrice, Giulia Martani, una ragazza laureata in Giurisprudenza che, come molti, vive in una situazione di precariato…e  proprio su questo delicato argomento ha deciso di basare il suo libro, che si intitola ” La praticante”

La praticante

TramaIl libro narra le disavventure di Francesca, neolaureata in Giurisprudenza, che vede crollare le sue illusioni di una vita ormai in discesa, scontrandosi ben presto con la dura realtà del praticantato forense, che altro non è che l’emblema del precariato, trattandosi per giunta di un lavoro non retribuito. Non si tratta di un romanzo dedicato unicamente ai giovani giuristi, in realtà è destinato ad un pubblico ben più ampio di  lettori accomunati dalla sventura di non avere un posto di lavoro degno di questo nome.”La praticante” è quindi un libro di denuncia, ma non solo: è anche un legal thriller. Lo studio legale, infatti, diventa ben presto la scena di un efferato crimine. Iniziano le indagini della magistratura, ma anche il processo mediatico della cosiddetta tv del dolore, che sguinzaglia i suoi cinici cronisti a caccia di scoop. I colpi di scena non mancheranno…

Continua a leggere “Intervista a Giulia Martani”

Recensione " Dov'è Alice?" di Stefania Siano

Buoooongiorno splendori.. e buon primo Maggio! ❤
Siamo ufficialmente entrati in uno dei miei mesi preferiti, il mese delle rose! E – per chi non lo sapesse – adoro le rose *-*

Voglio inaugurare questo mese recensendo per voi il libro della mia collega e amica Stefania Siano, a cui auguro tutto il meglio per il suo libro dolcissimo.

Vi lascio alla mia opinione e come sempre vi auguro delle felici letture! Simona 🙂

Informazioni utili

Dov'è Alice? - Stefania Siano
Titolo: Dov’è Alice?
Autore: Stefania Siano
Editore: Lettere Animate

ghirigoro

Trama

Arianna vive a Città dei Sogni e adora sua sorella Alice, una bambola di porcellana capace di parlare e pensare come un essere umano che suo padre ha costruito per lei quando era ancora una bambina. Un giorno Alice scompare misteriosamente, suo padre non le dà alcuna spiegazione e non sembra interessato a cercare la sua sorellina, ma Arianna non si dà per vinta: assieme ai suoi amici Lea e Leo e al suo pupazzo di infanzia il Signor Bianconiglio, decide di partire alla ricerca di Alice; per farlo dovrà attraversare il caos di Paese Sogni d’Oro, il grigiore di Periferia Dormiveglia, la Discarica dei Ricordi e il Distretto Risveglio. Arianna dovrà capire da sola qual è la strada giusta da seguire: dare retta al Dottor Z, un individuo mascherato, vestito da prestigiatore che cammina sui trampoli e che sembra sapere tutto di lei o fidarsi dei consigli del Signor Bianconiglio? Arianna non lo sa, ma l’unica cosa che può salvarla è trovare una risposta alla domanda: “Dov’è Alice?”

dov'è alice

ghirigoro

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