L’angolo dei film – Pan. Viaggio sull’isola che non c’√®

Ciao a tutti, amici lettori!
Anno nuovo, rubriche nuove! Contenti? ūüôā
Ho deciso di introdurre una sezione speciale dedicata ai film, una delle mie tante passioni oltre a quella per i libri! Ovviamente non aspettatevi recensioni da critico, perché non ho intenzione di atteggiarmi a tale, però mi fa piacere lo stesso introdurre un piccolo angolino in cui parlare anche di altro. 

Il primo film con cui voglio inaugurare questo spazio √® “Pan – Viaggio sull’isola che non c’√®”¬† diretto da¬†Joe Wright ed uscito nelle sale italiane il 12 Novembre 2015. Come gi√† il titolo lascia presagire questo film √® una rivisitazione della fiaba classica di¬†Peter Pan e costituisce un prequel rispetto alla storia che tutti noi conosciamo.¬†

Pan - Locandina

Senza soffermarmi sugli aspetti prettamente tecnici Рdi cui ripeto non sono esperta Рvi parlo direttamente di quelle che sono state le mie impressioni. Innanzitutto il cast scelto mi è piaciuto moltissimo: troviamo nomi noti come Hugh Jackman, Rooney Mara, Garrett Hedlund affiancati dal giovane attore emergente Levi Miller, ma anche altri nomi piuttosto famosi che hanno ricoperto ruoli secondari, come  Amanda Seyfried e Cara Delevingne.
La storia √® avvincente, avvolta e intrisa di magia, e le ambientazioni scelte sono molto azzeccate. Nell’Isola che non c’√® di Wright inizialmente tutto e tutti sono assoggettati al pirata Barbanera che ogni notte rapisce bambini dai vari orfanotrofi sparsi per il mondo e li porta sull’isola per utilizzarli come minatori, alla ricerca della polvere fatata a lui tanto cara (il motivo lo scoprirete guardando il film). Anche il giovane¬†Peter finisce per essere rapito e una volta giunto sull’isola riesce subito ad emergere per la sua forte personalit√† e il suo spiccato senso di giustizia. Qui il ragazzo stringe inaspettatamente amicizia con un altro prigioniero, un tale chiamato¬†Uncino e credetemi da questo strambo duo ne vedremo delle belle. In¬†Pan – Viaggio sull’isola che non c’√®, lo spettatore √® trasportato in un mondo magico, fatto di colori, tradizioni, antichi dissapori che continuano a dividere il territorio in due, tra pirati e tribali. Viene raccontata la leggenda del popolo fatato, delle lotte, delle guerre per la supremazia, e tutto √® accompagnato da animazioni ben riuscite e molto convincenti ( almeno dal mio punto di vista). Non mancano emozioni, scene commoventi, momenti di risate. Spesso e volentieri Uncino √® protagonista di gaffe che lo rendono davvero comico, e questi attimi contribuiscono ad alleggerire notevolmente l’atmosfera. Le scene di azione sono numerose, e per tutta la durata del film l’attenzione dello spettatore rimane alta, perch√© annoiarsi √® impossibile.

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Ho letto molte opinioni negative su questo film: molti lo trovano privo di contenuto, altri sostengono che non siano stati spiegati i motivi che portano Peter Pan ad essere l’eterno bambino, ecc… E’vero ci sono delle cose poco chiare a livello di trama – questo come vi dicevo poco fa √® un prequel, quindi suppongo che certi aspetti verranno approfonditi successivamente – per√≤ nel complesso il film a me √® piaciuto, mi ha intrattenuta e mi ha fatto staccare dalla realt√† per due ore. Quindi se amate le fiabe, se anche voi in fondo vi sentite ancora dei bambini e avete voglia di sognare e di avventurarvi sull’Isola che non c’√®… vi consiglio la visione di questo film, che non avr√† incassato chiss√† quanto ai botteghini, che avr√† deluso le aspettative di molti, ma che per quanto mi riguarda un sorriso – e anche pi√Ļ di uno ¬†– √® riuscito a strapparmelo! Il mio voto √® di 3.5/5 ‚̧

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[Recensione] L’eco lontana delle onde del Nord – C.Bomann

Buongiorno cari lettori, e ben ritrovati!

La recensione odierna √® dedicata ad una delle ultime uscite librose firmata¬†Giunti Editore, ossia¬†L’eco lontana delle onde del Nord di¬†Corina Bomann.¬†Ho ricevuto questo libro in regalo dal mio fidanzato – che sa sempre come viziarmi e come rendermi felice – e l’ho letteralmente divorato nell’arco di una giornata.
In passato avevo gi√† provato ad approcciarmi ad un libro della Bomann –¬†L’isola delle farfalle – ma non mi era piaciuto, o quantomeno non ero riuscita ad ingranare bene la marcia e ad entrare in sintonia con i personaggi della storia. Nel caso di questo suo ultimo libro √® stato totalmente il contrario.

Partiamo dalle ambientazioni, che sono a dir poco mozzafiato. Ci ritroviamo catapultati nella Germania del Nord, in alcuni magici paesini che si affacciano direttamente sul Mar Baltico. Si respira l’atmosfera tipica dei post marittimi: grandi porti, navi mercantili, navi da turismo e pescherecci. Nel testo vengono citate anche importanti citt√† tedesche come Lipsia, Hannover e Amburgo. Quindi se amate la Germania e i paesaggi nordici questo libro fa al caso vostro.

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La protagonista della storia √® una donna forte, dal passato tormentato, nata e cresciuta ai tempi in cui la Germania era ancora divisa in due met√† dal rinomato muro di Berlino. Annabel – questo √® il nome della protagonista ¬†– era una cittadina della Germania Est, che si trovava sotto il ferreo controllo della Russia. All’et√† di sei anni viene improvvisamente abbandonata dalla sua mamma, e si sveglia nel cuore della notte in una vettura della polizia. Da l√¨ per lei ha inizio una vera e propria solitudine interiore, che si attenuer√† leggermente quando verr√† adottata da una coppia di tedeschi dell’Ovest – gli Hansen. Annabel cresce amata e benvoluta, ma in cuor suo brucia ancora l’improvviso abbandono della madre biologica, Silvia.

La Annabel del presente √® una donna forgiata dagli anni e dagli avvenimenti, ha una splendida bambina di 5 anni di nome Leonie – che √® il personaggio pi√Ļ dolce e tenero di tutta la storia – e sta vivendo un periodo di calma dopo la separazione con il marito Jan. Questo benessere √® dovuto principalmente al suo trasferimento a Binz, il bellissimo paesino sul Mar Baltico cui vi accennavo sopra. Durante una passeggiata al porto con la figlia Annabel scorge ancorata al molo una vecchia barca che subito fa breccia nel suo cuore: La Rosa delle Tempeste. Appena la vede sa che deve essere sua, sente una sorta di legame con quella vecchia imbarcazione e decide di acquistarla. Purtroppo la donna dovr√† tenere conto della concorrenza e del prezzo elevato del peschereccio, e proprio come accade molto spesso nella vita, da una situazione apparentemente senza speranza tutto all’improvviso assume una sfumatura di luce e colore. La sfumatura di Annabel si chiama Christian Merten, figura cruciale e importantissima in tutto il romanzo. Christian diventa il comproprietario della Rosa delle Tempeste e il legame tra lui e Annabel si intensifica giorno dopo giorno.

Non voglio svelarvi troppo della trama, perch√© la lettura √® cos√¨ bella che dovete godervela tutta senza influenze esterne. Posso solo dirvi che il libro della Bomann mi ha regalato delle emozioni fortissime, mi sono commossa in svariate occasioni e non sono riuscita a metterlo gi√Ļ nemmeno per un attimo, se non in momenti di necessit√† estrema – principalmente per mangiare XD

Mi sono ricreduta moltissimo sulla scrittrice tedesca, in questo caso sono entrata da subito in sintonia con Annabel, Leonie, Christian e tutti gli altri personaggi che ci vengono presentati nel romanzo. Nella storia infatti vengono inseriti numerosi flashback, che sono dei veri e propri salti nel passato e che ripercorrono la vita e le peripezie di alcuni personaggi fondamentali della storia. Non è semplice alternare passato e presente e creare una storia credibile e coerente, ma la Bomann ci è riuscita e lo ha fatto in modo impeccabile.
Quando ho girato l’ultima pagina de ” L’eco lontana delle onde del Nord” ho sentito di avere perso degli amici, dei personaggi fittizi ai quali mi ero attaccata in maniera reale, che mi √® dispiaciuto tantissimo lasciare andare via. Non ci sono molti aggettivi che rendono giustizia alla bellezza e alla profondit√† di questo romanzo, non vi resta che leggerlo per capire di cosa sto parlando e per provare sulla vostra pelle le emozioni fortissime e meravigliose che ho provato io.

Alla prossima recensione,
Simona ūüôā

[Recensione] Deathdate di Lance Rubin

Buonasera a tutti e ben trovati!

Oggi parliamo di un libro che, onestamente, ho letto già da diverso tempo. Purtroppo a causa degli impegni universitari ho ritardato il tempo della recensione, ma per fortuna meglio tardi che mai!

Eccomi quindi qui a parlarvi di un libro unico nel suo genere, in grado di far riflettere e al tempo stesso di portare un sorriso sulle labbra dei lettori. La casa editrice De Agostini non fa che riservare al suo pubblico delle graditissime sorprese e Deathdate si √® rivelato uno dei migliori libri dell’ultimo periodo!
Il perch√© √® semplicissimo. Lance Rubin ha saputo creare una storia originale, creando un mondo alternativo in cui ogni individuo conosce perfettamente il giorno della propria morte. Il protagonista della storia, Denton Little, √® un prematuro – ossia uno di quelli destinati a morire prima della maggiore et√†. Denton non potr√† crescere, non potr√† andare all’Universit√†, ne tantomeno sposarsi e avere dei figli. Morir√† giovane, proprio come il suo migliore amico, Paolo.
La narrazione ha inizio durante l’ultimo giorno di vita di Denton – giorno nel quale, fra l’altro, ci sar√† il funerale del ragazzo. Nella realt√† creata da Rubin infatti tutti coloro che stanno per passare a miglior vita partecipano al proprio funerale, che √® considerato una vera e propria “festa” d’addio. I parenti si riuniscono, accorrono amici, vicini, conoscenti. Il futuro morto tiene inoltre un discorso di commiato – che, nel caso di Denton sar√† piuttosto insolito, vista la grande ironia con cui il ragazzo accompagna le sue ultime parole.

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Deathdate √® un romanzo ricco di colpi di scena, in numerosi momenti l’ho trovato angosciante. Denton si ritrova in molte situazioni che potrebbero per lui rivelarsi fatali e il lettore vive quegli attimi di pura tensione come se fosse parte integrante della storia. L’incredibile narrazione √® accompagnata da una scrittura piacevole, scorrevole, fluida.

Rubin √® riuscito ad essere originale e assolutamente NON pesante parlando di un argomento per nulla semplice. La morte √® una delle tematiche pi√Ļ ostiche da affrontare, lo sappiamo. Rubin non ha paura di parlarne, e la analizza sotto ogni profilo: dal distacco doloroso all’autoironia, fino ad arrivare alla rassegnazione. Per questo ho esordito dicendo che Deathdate √® un libro che fa riflettere ma che al tempo stesso dona un sorriso, perch√© nella tristezza Denton riesce comunque a sdrammatizzare, alleviando la tensione per i suoi cari e per s√©.

Nulla da rimproverare dunque a questo libro, che mi ha regalato delle piacevoli emozioni e che mi ha saputa stupire.

Un merito va sicuramente alla casa editrice – che propone sempre titoli freschi e giovanili, ma non per questo privi di quello spessore morale che dovrebbe sempre caratterizzare una buona lettura.
Alla prossima recensione,

Simona ūüôā

Hugo e Rose – Bridget Foley [Recensione]

” Hugo e Rose” √® un libro in cui realt√† e fantasia si intrecciano in un gioco di complesse e simboliche illusioni. Il romanzo va interpretato e analizzato con occhio critico, quindi spesso e volentieri il lettore deve imparare a leggere oltre le righe per arrivare al vero messaggio celato dietro metafore e luoghi immaginari.

La storia di Rose √® legata indissolubilmente a quella di Hugo sin dall’infanzia, quando i due ragazzini si incontrano ogni notte nei propri sogni su un’isola popolata da strambe creature, alcune particolarmente minacciose. L’obiettivo dei due bambini √® quello di raggiungere Citt√† Castello, la citt√† dell’isola che somiglia di pi√Ļ ad una fortezza impenetrabile, poich√© √® circondata da una barriera che impedisce il passaggio. Per anni e anni Hugo e Rose ripercorrono ogni notte gli stessi sentieri, crescendo insieme e divenendo indispensabili l’uno per l’altra.
Questo √® ci√≤ che avviene nella mente di Rose, per la quale Hugo √® frutto solamente della sua immaginazione, una proiezione della sua mente che ha iniziato a popolare le sue notti mentre si trovava in coma, all’et√† di sei anni, a seguito di un incidente in bicicletta. Quella che Rose nutre per Hugo √® una vera e propria ossessione. Ne parla con i suoi figli, con suo marito Josh, con le sue amiche. La situazione si ribalta quando Rose scopre che Hugo √® una persona in carne ed ossa che vive a circa un’ora da casa sua, una persona con un volto e una casa, una persona con una vita vera e reale come la sua.

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Da questa scoperta in avanti il libro assume totalmente un’altra piega, i ritmi si fanno pi√Ļ serrati e l’autrice riesce a descrivere alla perfezione lo stato d’animo di Rose. In lei si affollano paura, emozione, confusione, incertezza. Fino alla fine Rose √® in bilico tra la persona che √© e quella che vorrebbe essere. Chi √® realmente Rose? √® la donna scialba che non riesce pi√Ļ a ritagliarsi un piccolo spazio per se stessa, o √® la donna coraggiosa e intrepida che vive ogni notte sull’isola? Hugo √® un fattore destabilizzante per Rose dall’inizio alla fine, perch√© rappresenta tutto ci√≤ che la donna ha sempre desiderato, ma al tempo stesso – e dopo il verificarsi di una serie di eventi spiacevoli – Rose comprende che non necessariamente √® costretta a stravolgere la sua vita per l’uomo che popola i suoi sogni.

Vi assicuro che fino alla fine non si riesce ad avere chiaro il quadro della situazione. Ho avanzato varie ipotesi tra me e me durante la lettura, mi sono chiesta pi√Ļ volte perch√© proprio Hugo e Rose si fossero trovati sin da bambini, perch√© loro e non qualcun altro, ad esempio? O ancora, l’isola √® frutto della mente di Hugo o di Rose? O magari di entrambi?

Le mie domande sono state soddisfatte solamente alla fine dei giochi, e la conclusione che la Foley ha scelto di regalare al suo romanzo mi ha pienamente soddisfatta. Ho trovato le sue scelte coerenti e logiche, e ho capito i messaggi celati dietro il simbolo del sogno.
Entrare in sintonia con Hugo e Rose non √® affatto facile, perch√© le loro menti sono contorte e impenetrabili. Non sono personaggi lineari¬†in¬†cui facilmente il lettore pu√≤ immedesimarsi, ma vanno interpretati e analizzati. Quando nei libri si esamina in questa maniera la psiche umana io rimango sempre affascinata, non √® affatto semplice alternare sogno e realt√† e rendere cos√¨ bene l’idea come ha fatto la Foley, per cui un grande merito va sicuramente alla bravura dell’autrice.

Hugo e Rose √® un romanzo che consiglio; pur non essendo una lettura semplice √® scritto in maniera leggera, e le pagine scorrono senza intoppi dall’inizio alla fine. La scrittura della Foley √® pulita e piacevole, l’autrice √® molto brava a rendere reali le scene che si svolgono nella mente dei protagonisti, e riesce a conferire al tutto quell’atmosfera surreale tipica del sogno che ai miei occhi √® risultata particolarmente gradita.

Vi consiglio questo libro, sicuramente √® una delle letture pi√Ļ originale che ho svolto negli ultimi tempi e mi ha ampiamente soddisfatta. Il mio voto √® di 8,5/10! Alla prossima recensione,

Simona ūüôā

Recensione " Mistero a Villa del Lieto Tramonto" di Minna Lindgren

Buongiorno a tutti, carissimi lettori! ūüėÄ

Come state? Anche da voi c’√® un caldo spaventoso? Qui a Roma non si respira da giorni… Con la recensione di questa mattina per√≤ vi porto in un luogo anche fin troppo freddo: la splendida e innevata Finlandia! ^-^

Generalità del libro

Mistero a villa del lieto tramontoTitolo: Mistero a Villa del Lieto Tramonto
Autore: Minna Lindgren
Editore: Sonzogno
Data di uscita: 2 Luglio 2015
Costo previsto: 16.50 Euro
Pagine:284
TRAMA:

¬ęTic tac, tic tac, tic tac.¬Ľ A Villa del Lieto Tramonto, ridente casa di riposo immersa nella foresta vicino a Helsinki, √® l‚Äôora del caff√® e, come al solito, Irma e Siiri, due vivaci novantenni ospiti della residenza, amano trascorrere quel momento in perfetto relax. Dopo le partite a canasta, le lezioni di ginnastica dolce, il whiskino prescritto dal medico o le riunioni del gruppo per la memoria, un‚Äôoretta di svago ci vuole per scambiarsi ricordi di giovinezza o spettegolare sul funerale del giorno, che √® pur sempre una festa e un avvenimento per curare il proprio look. Ma soprattutto, l‚Äôora del caff√® d√† l‚Äôoccasione per criticare il regolamento e l‚Äôincuria del personale specializzato, quello che fi gli e nipoti, per guarire i sensi di colpa, chiamano ‚Äúservizi di eccellenza‚ÄĚ. Per fortuna dalla Villa si pu√≤ anche uscire, andare in giro in tram per rifarsi l‚Äôocchio con le bellezze della capitale finlandese, e cos√¨ a Siiri, Irma e alla loro terza compagna, Anna-Liisa, capita di osservare, con bonario sarcasmo, le stranezze del mondo moderno che le circonda. A turbare la routine delle tre amiche √® per√≤ un fatto terribile: la morte, in circostanze misteriose, del giovane cuoco, sempre gentile e pieno di allegria, accompagnata da una serie di episodi inquietanti che rivelano il lato sinistro di quel rifugio, ora non pi√Ļ cos√¨ accogliente. Provette Miss Marple, Siiri, Irma e Anna-Liisa si trasformano in intraprendenti investigatrici per venire a capo degli enigmi nascosti tra le mura dell‚Äôamena residenza in un mistery arguto che tocca sapientemente le corde del giallo e della commedia, con un pizzico di suspense e molto, irresistibile, dark humor finlandese.

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