[Recensione] Il canto del ribelle – Joanne Harris

Buonasera, amici lettori!

Nei giorni scorsi ho avuto modo di affrontare una lettura unica, che mi ha coinvolta e trasportata nel fantastico mondo della mitologia norrena, in compagnia delle divinità più famose di Asgard – e non solo!

Il libro di cui vi parlerò qui di seguito è Il canto del ribelle di Joanne Harris, edito in Italia da Garzanti. 

Il canto del ribelle

Costo: 16.90 Euro
Pagine: 319

Trama: Per Loki, il dio delle fiamme, intelligente, affascinante, ingannatore, spiritoso, l’accoglienza ad Asgard non è delle migliori. Nella città dorata che s’innalza nel cielo in fondo al Ponte dell’Arcobaleno, dove vivono le donne e gli uomini che si sono proclamati dèi, tutti diffidano di lui, che ha nelle vene il sangue dei demoni. Malgrado la protezione di Odino, Loki ad Asgard continua a non essere amato: quello è il regno della perfezione, dell’ordine, della legge imposta. Entrare definitivamente nella schiera delle divinità più importanti, per lui, è impossibile: non solo gli viene impedito, è la sua stessa natura ribelle a impedirglielo. Ma arriva il momento della sua riscossa. Il mondo delle divinità è agli sgoccioli, una profezia ne ha proclamato la fine imminente. E Loki potrà mettere le sue capacità al servizio di Asgard e dei suoi abitanti. È lui che si adopera, con la sua astuzia, per trarre in salvo Thor e compagni. Ma gli dèi sono capricciosi, volubili e di certo non più leali di Loki. Adesso è giunta per lui l’ora di decidere da che parte stare, chi difendere e contro chi muovere battaglia. E di scoprire se i suoi poteri e la sua astuzia possono davvero salvarlo dalla fine che minaccia i Mondi e le creature, umane e divine, che li abitano. Joanne Harris ci porta nelle atmosfere piene di fascino della mitologia nordica: le divinità buone e cattive, i popoli in lotta tra loro, le forze oscure, le città fantastiche e le battaglie sanguinose. Protagonista assoluto è Loki, il dio temuto ed esiliato da tutti che cerca il suo riscatto: è lui a raccontarci la sua versione dei fatti, secondo una prospettiva diversa da quella che abbiamo conosciuto sin qui.
Preparatevi a scoprire Odino, Thor e le altre divinità norrene come non li avete mai conosciuti.

ghirigiri

Il canto del ribelle” è un libro meraviglioso, che troverete appassionante soprattutto se amate la mitologia. Le pagine della storia creata dalla Harris ( che, come al solito, non sbaglia un colpo) sono intrise di magia, mistero, intrighi e complotti tipici della mitologia di ogni popolo.
In questo romanzo le divinità norrene ci verranno presentate in modo insolito, e gli eventi che hanno portato a Ragnarok, ossia alla Fine dei Mondi, sono narrati dalla figura più controversa in assoluto che popola i miti nordici: Loki, ovvero il Burlone degli Deì.

Loki è un figlio del Caos, vive nel suo aspetto primordiale nel mondo di Surt – il signore del Pandemonio – e si ritrova a dover fare i conti con una chiamata improvvisa proveniente da Odino, detto il Vecchio – ma anche il Guercio, per via della sua cecità ad un occhio. Odino è il capo delle divinità che popolano Asgard ( una sorta di Olimpo nordico, per capirci) ed è una figura molto ambigua, che nasconde dei lati di sé profondamente egoistici.

In generale tutte le figure prese in esame da Loki durante la sua narrazione sono analizzate nella loro psicologia e, prevalentemente, nei loro difetti. Loki spiega sapientemente al lettore come si sono originati i Nove Mondi, come sono suddivisi, la guerra Tra Aesir e Vanir e la nascita della cittadella di Asgard.
Nel libro quindi incontrerete ThorSif, Idun, Bragi, Frey, Freyja, Sigyn, Frigg, Balder e tantissimi altri. Inizialmente per chi non ha una conoscenza anche basilare della mitologia nordica, sarà difficile spaziare da un nome all’altro, ma piano piano che ogni personaggio viene introdotto seguiranno delle sapienti ed attinenti descrizioni.

Che dirvi poi sullo stile utilizzato dall’autrice? Secondo me la Harris ha fatto un ottimo lavoro. La storia narrata dal punto di vista di Loki è davvero credibile e il linguaggio utilizzato è consono al personaggio narrante, per cui non ho trovato contraddizioni tra la figura di Loki che già conoscevo e questa nuova versione. Ho trovato il suo linguaggio ricco di sarcasmo, umorismo, spirito di vendetta e tanta, tanta furbizia, e le vicende raccontate dal suo punto di vista sono state sicuramente un punto in più a favore di questo libro, che lo hanno reso avventuroso ed appassionante dall’inizio alla fine.

La storia è suddivisa in 4 “libri”: Luce – Ombra – Tramonto – Crepuscolo; queste quattro fasi rappresentano la nascita, la crescita, il periodo di oscurità e il declino finale di Asgard e di tutti i Nove Mondi – come imparerete a conoscerli. Il canto del ribelle in sostanza è la storia di come si è arrivati a Ragnarok, ed è un’analisi attenta e accurata di come spesso i vizi e il potere possano portare alla rovina.
Per facilitare la comprensione del lettore all’inizio del libro è presente un sommario dove vengono analizzati i personaggi e dove viene spiegato brevemente il loro ruolo all’interno della storia. Alla fine del libro invece è presente la profezia dell’oracolo Mimir, che è il cardine centrale di buona parte della storia e che sarà cruciale per comprendere appieno lo sviluppo di determinati eventi.

Che dirvi in più? Un libro così bello per essere apprezzato in pieno va letto e goduto dall’inizio alla fine. Per cui non mi resta che consigliarvelo e augurarvi una buona lettura! Alla prossima,

Simona 🙂

Pubblicità

[Recensione] Nel cuore di una donna – Chiara Albertini

Buonasera, carissimi lettori!
Scusate l’assenza di oggi ma sono stata fuori casa per tutta la giornata e sono rientrata da poco 🙂

Il libro di cui parliamo questa sera è scritto da una talentuosa autrice italiana, Chiara Albertini, ed è un romanzo ricco di riflessioni sulla vita e sulle proprie azioni.

Nel cuore di una donna - Chiara Albertini

Costo: 3.49 Ebook; 13.99 Cartaceo
pagine: 252

Ci sono verità difficili da rivelare, verità scomode a cui ci si vorrebbe sottrarre, verità amare che fanno così male da non riuscire nemmeno a scriverle nero su bianco… perché significherebbe viverle nuovamente, riflettersi in loro una seconda volta.
E a nulla serve riconoscere che il cuore ha infinite ragioni, a volte taciute, altre sussurrate, altre ancora rivelate, quando le si scoprono in balia del destino: “lui” è una forza più grande, a cui non si può sfuggire.

ghirigiri

“Nel cuore di una donna” è, prima di tutto, un romanzo che nel << cuore di una donna >> riesce ad entrare nel vero senso della parola, perché è un viaggio all’interno di quelle che sono le emozioni che popolano il cuore della protagonista, Susan.
Sin dalle prime righe ci ritroviamo immersi in una moltitudine di riflessioni e considerazioni su quella che è la vita della donna, che durante tutto il corso della storia riflette sulle decisioni che ha preso e sulle scelte di vita che ha compiuto. Chiara Albertini ci guida sapientemente attraverso questi ragionamenti e lo fa servendosi di una prosa estremamente dolce, ricca di sentimento e di partecipazione che renderà impossibile al lettore rimanere distaccato dagli eventi.

Susan si mette a nudo per il suo pubblico, apre il suo cuore e la sua anima rivelando le parti più nascoste di sé, e lo fa in particolar modo attraverso i dialgohi con sua sorella, Beth, che sarà la sua maggiore confidente. A Beth, Susan parlerà senza timore, le parlerà dei suoi demoni e del suo passato non semplicissimo alle prese con una madre distaccata e poco presente e con un padre violento. La vita di Susan non è stata delle più semplici, troppi i segreti che la donna porta con sé, troppi quei segreti che cercano di trovare il modo per separarsi da lei.

” Nel cuore di una donna” è sicuramente un romanzo dove la componente psicologica risulta essenziale ai fini della comprensione degli eventi ed è un elemento cruciale per il lettore, perché lo aiuterà tantissimo a sentirsi vicino a Susan e ad immedesimarsi in lei. Ho trovato il libro della Albertini davvero ben scritto, a volte ho riscontrato la mancanza di azione, ma trattandosi di un romanzo di formazione/psicologico direi che come elemento non era fondamentale.

Ho letto questo libro già da qualche tempo, e l’ho fatto in un periodo di relativa tranquillità, in cui ho avuto modo di immergermi in una lettura non semplice, ma resa piacevole dalla scrittura dell’autrice, a cui va sicuramente riconosciuto un grande merito. Lo consiglio a chi ha bisogno di una lettura diversa, sicuramente introspettiva e in grado di donare delle forti emozioni. Il mio voto è di 7.5/10! Alla prossima recensione,

Simona 🙂

[ Recensione ] Le spose della Notte – Anonima Strega

Buongiorno a tutti cari lettori e ben ritrovati!

Con la recensione di oggi ci immergiamo in un mondo popolato da esseri sovrannaturali: maghi, streghe e lupi mannari sono i protagonisti indiscussi dell’ultimo libro di Anonima Strega! Se state cercando una lettura adatta per il periodo di Halloween direi che Le spose della Notte fa sicuramente al caso vostro 😉

Le spose della notte

Costo: 0.99 Euro
Pagine: 214
Trama: I potenti maghi che stanno cercando di sedurti possono dire il falso o il vero. Solo tu puoi scoprire chi ha ucciso le tue compagne di congrega.
Notte di Halloween. Dunia sta festeggiando in un locale con le compagne della Congrega, quando una consorella viene misteriosamente uccisa. L’amico Sabisto, appartenete al credo esoterico della Loggia, protegge le streghe con un rito di magia sessuale, e le aiuta a indagare non solo sulla morte della consorella, ma anche su quella di tutti i compagni trucidati quella stessa notte. I loro cammini s’intrecciano con quelli di tre membri dell’oscura Cabala: il seducente Elias, l’ex confratello Ramòn e il mezzelfo Fulke. I maghi forniscono tre diverse versioni dei fatti. Secondo Elias è la Loggia che le sta manipolando per i suoi scopi; ma per Ramòn, che si dichiara doppiogiochista per proteggerle, la colpa è proprio di Elias, che ha in mente un progetto assolutista per portare avanti un unico credo. E poi c’è Fulke, che afferma di appartenere ai servizi segreti magici. Dunia potrà fidarsi di quest’uomo tanto arcano e bizzarro?

ghirigiri

La storia entra sin da subito nel vivo e ha inizio proprio durante i festeggiamenti di Halloween, quando una strega della Congrega viene misteriosamente trovata morta all’interno del camerino di un locale in seguito ad una esibizione. Subito gli animi iniziano a surriscaldarsi e piano piano la situazione ci viene sapientemente spiegata dall’autrice. La protagonista principale è Dunia una delle poche streghe rimaste in vita della Congrega insieme a Diamara Titania, la Grande Madre. Nel mondo ideato dalla penna di Anonima Strega si possono distinguere tre credi religiosi:
la Congrega, popolata da streghe molto vicine alla natura e fedeli al culto della Grande Madre;
la Loggia, popolata da maghi altamente legati ai rituali sessuali di protezione;
la Cabala, popolata da potenti e spietati maghi assetati di potere.
In questo libro non manca di certo l’azione, anzi! Pagina dopo pagina il lettore viene sempre più trascinato all’interno delle vicende delle protagoniste, che si ritroveranno in una situazione di perenne indecisione. Dopo l’aggressione ai loro compagni infatti le tre donne non sanno più di chi potersi fidare e iniziano a fare una serie di elucubrazioni mentali per poter dipanare il bandolo della matassa che le tiene rinchiuse da vari giorni all’interno del loro Quartier Generale.
Le figure maschili del romanzo sono in assoluto le più ambigue: dalla parte della Cabala troviamo Elias, potentissimo e subdolo mago dagli occhi color zaffiro; Ramon, figura non particolarmente rilevante ai fini della narrazione – se non per il fatto che in passato ha avuto una relazione con Titania; Fulke, l’elfo di Bosco Nevoso che fino alla fine rimane per il lettore un grande punto interrogativo.
Anche per quanto riguarda la Loggia la situazione non è particolarmente chiara; se all’inizio le tre streghe si fidavano di Sabisto, uno dei membri a loro più vicino, con il tempo e dopo una serie di ragionamenti, hanno iniziato a dubitare della sua totale sincerità; troviamo poi Oliver, Gran Maestro della Loggia che acquista maggiore importanza durante la seconda parte della narrazione; Wulfran, il lupo mannaro più sexy che io abbia mai incontrato all’interno di un libro e che si rivelerà prezioso per le nostre care protagoniste, in particolare per Dunia.
E’difficile spiegarvi bene a parole il complesso intreccio di avvenimenti che accadono durante la lettura dell’intero romanzo, posso solo dirvi che ne sono rimasta completamente coinvolta dall’inizio alla fine. I personaggi sono credibili, i misteri e i dubbi si fanno via via sempre più fitti, le consorelle saranno sempre più indecise riguardo le conclusioni da trarre. Di chi ci si può fidare? Chi sta mentendo?
Spesso nel libro le tre donne cercano di ricorrere all’aiuto degli spiriti elementali: La Silfide, la Salamandra, l‘Ondina e lo Gnomo però non sembrano aiutarle come vorrebbero, lasciando dietro di loro solamente una scia di enigmi che non servono di certo a facilitare la comprensione degli eventi.

Dopo essere entrate nel cerchio protettivo e aver declamato preghiera e invocazione, Dunia si accinse a conferire con l’Ondina. L’immagine sbocciò come un rilievo sulla superficie dell’acqua e si forgiò tersa, aumentando di dimensioni. I capelli grondavano come alghe e il collo di cigno riluceva e cangiava fra mille spruzzi.Un fruscio vitale si fece parola: «Benedetta sia la vostra vita che dai miei fluidi nasce.»Dunia tirò un sospiro di sollievo. Le Ondine erano sempre state i suoi spiriti preferiti, perché tergiversavano poco ed erano più gentili e rispettose degli altri. Proprio per quello Titania le lasciava sempre a lei, che non era molto abile a pazientare con gli altri.«Per salvare queste vite dobbiamo ricevere una protezione che va al di là delle nostre possibilità» confessò all’Ondina.«Qualcuno può aiutarvi, dategli ascolto.» E lo sciabordio della sua gola gorgogliò d’ansia. «Arriverà.»

“Le spose della notte”è un libro ricco di movimento, di suspense, di mistero. E’inoltre presente anche la componente sessuale, che non risulta eccessiva e che si mantiene sempre gradevole durante la lettura. Mi è piaciuto tantissimo lo stile dell’autrice, diretto ed immediato ma al tempo stesso elaborato e contorto, perché è riuscita a creare una situazione complessa e ingarbugliata che non stanca il lettore, ma che al contrario lo tiene sempre più legato alle pagine del libro con l’ansia di scoprire cosa succederà. Vi confesso che le ultime due notti non vedevo l’ora di mettermi comoda nel letto per riprendere la lettura del libro di Anonima Strega, che è riuscito definitivamente ad aggiudicarsi un posto nel mio cuore.

Il personaggio che più ho amato è Fulke, perché rimane enigmatico dall’inizio alla fine, sembra sincero ma a tratti non lo è, sembra innocuo – con i suoi occhi colore del miele, ma quanto spesso l’apparenza inganna? Dunia avrà davvero molto su cui riflettere, e il lettore diventerà parte di lei, dei suoi stati d’animo e dei suoi dubbi.

Due tronchi come una “V”, e Fulke in mezzo, aggrappato alle cortecce.Immerso nel suo ambiente naturale, appariva diverso, più evanescente, confuso con i colori e le linee del bosco. Indossava solo un paio di pantaloni color della terra, tuffati in scarponi di cuoio, e a torso nudo sfidava il gelo della stagione, come immerso in una bolla di calore arrivata forse dal nulla, o forse da Bosco Nevoso. Non c’era niente di sensuale in quella figura, eppure Dunia sentiva impellente il bisogno di avvicinarsi, di abbracciarlo e di fondersi a lui.Non poteva essere sorpreso di averla vista, non poteva essere stupore o curiosità l’aria disegnata sui suoi tratti, quasi che Dunia non dovesse dare per scontato che la stesse ormai seguendo da un pezzo. Doveva essere per l’ambiente, per l’atmosfera, per il fondale fiabesco contro il quale si stagliava, che il suo sguardo non appariva quello di sempre.

L’elemento di originalità de ” Le spose della notte” è proprio questo continuo girare intorno a qualcosa che non si comprende mai fino in fondo, perlomeno per buona parte della storia. Sul finale le cose verranno collocate ognuna al proprio posto e ad ogni interrogativo verrà data una risposta.

In conclusione la lettura di questo libro è consigliata a chi ha bisogno di leggere qualcosa di diverso, qualcosa di profondamente coinvolgente e in grado di togliervi il sonno – perché vi assicuro che mette davvero curiosità! 🙂

Il mio voto è di 8.5/10! Alla prossima recensione,

Simona 🙂

                                                                                                                                                                                                                                                                                                          

[ Recensione ] Una serata con Audrey Hepburn – Lucy Holliday

Buongiorno e ben ritrovati, cari amici e lettori!
Oggi vi parlo di un libro divertentissimo che si legge nel giro di qualche ora e che regala dei momenti davvero piacevolissimi.

Una serata con Audrey Hepburn

Una serata con Audrey Hepburn” è la tipica commedia inglese ricca di humor e scene divertentissime che mettono gioia nel cuore dei lettori. La protagonista della storia è Libby Lomax una giovane ventinovenne che sembra calamitare su di sé ogni tipo di guaio possibile ( dal bruciarsi i capelli con una sigaretta al finire in rete con un tanga poco elegante e dei fanghi alle alghe che le colano sgraziati tra le gambe, tanto per capirci XD). Libby è un vero portento, è genuina e diversa dalle centinaia di modelle perfette di Victoria’s Secret che ogni giorno calcano le passerelle con i loro fisici scolpiti e le ali d’angelo. Libby è una ragazza normalissima, con una vita movimentata e, come se non bastasse, è appena stata licenziata dal set dove era stata ingaggiata per fare la comparsa di un alieno brufoloso. Come avrete capito la recitazione non è di certo il suo asso nella manica, la nostra protagonista preferisce di gran lunga dedicarsi ad altre attività – come ad esempio disegnare gioielli e abbuffarsi di formaggi pregiati in compagnia del suo migliore amico, Olly. 
Olly è una figura molto presente nella vita di Libby, ed è un elemento che può solo farle del bene. In cuor suo prova ben oltre un semplice affetto per la sua amica, ma nonostante ciò non risulta mai eccessivamente invadente; sa rimanere al proprio posto e sa essere presente nel momento del bisogno, proprio come un migliore amico dovrebbe fare. Mi è piaciuto tantissimo il rapporto che l’autrice ha instaurato tra i due, perché l’ho vissuto come un legame sano e sincero, fatto di alti e bassi, ma solido come una roccia.
Il vero personaggio innovativo della storia è un altro – anzi, un’altra considerato il fatto che stiamo parlando di una lei ( e non di una lei qualunque). Ad un certo punto della sua vita ( post licenziamento e post trasloco) Libby inizia ad avere una sorta di “allucinazioni” riguardo una delle attrici più famose del panorama hollywoodiano di tutti i tempi: Audrey Hepburn. L’infanzia della nostra protagonista è stata ricca di riferimenti alla Hepburn, grazie anche alla passione del padre per il cinema. Le rare volte in cui Libby riusciva a trascorrere del tempo con suo padre di solito era in compagnia di un film, e molto spesso di un film di Audrey Hepburn. Da qui nasce la passione della nostra protagonista per questa icona intramontabile di eleganza, al punto tale che improvvisamente inizia a vedersela comparire in casa sua, sul divano puzzolente di cane che per sbaglio le è stato consegnato.

La storia è tutto un susseguirsi di incontri tra le due – incontri che per Libby risultano alquanto preoccupanti ( Il che è comprensibilissimo, credetemi. Se capitasse anche a voi di ritrovarvi un’icona del cinema morta da parecchi anni sul vostro divano, non pensereste di essere fuori di testa? La risposta la conosciamo bene) e l’autrice descrive delle situazioni davvero comiche che vede coinvolte le due grandi protagoniste del suo romanzo. Mi sono ritrovata a ridere in tantissime occasioni durante la lettura di questo libro, talmente le scene erano ben fatte e strutturate.
Ci ritroviamo così alle prese con una Audrey alla scoperta delle meraviglie del Ventunesimo secolo: macchine del caffè, Ipad, social network e shopping online. Potete solo immaginare cosa esce fuori da questi incontri.

In tutto ciò Libby si ritroverà a far fronte ad un altro imprevisto – e che imprevisto! Il giorno in cui viene licenziata dal set incontra il bellissimo e affascinante Dillon O’Hara ( che non è parente di Rossella, credo), attore protagonista del film fantascientifico in questione. Dillon apparentemente è il classico belloccio superstar che guarda tutti dall’alto in basso, ma in realtà si rivela una persona di grande spessore, empatico e molto sensibile. Quando Dillon è con Libby riesce ad essere se stesso, getta la maschera che la società gli ha imposto e si rilassa come qualsiasi altra normale persona.
Il rapporto tra i due è molto altalenante e in numerose occasioni ho avuto dei dubbi riguardo ai comportamenti del nostro protagonista, ma nel complesso non posso lamentarmi di questo personaggio – ambiguo ed eclettico – e ricco di sorprese.

In questo mix di situazioni ed eventi imbarazzanti ( ce ne sono molti altri oltre a quelli che vi ho citato) entreranno di mezzo una ex-fidanzata gelosa e piuttosto aggressiva, una madre ossessiva che cerca di imporsi e di dirigere la vita della figlia e una sorella che francamente, in più occasioni, avrei preso a sberle. Si, perché la sorella di Libby, Cass, è tutto fuorché una santa. Viene descritta come la classica bella ragazza che punta tutto sul suo corpo per arrivare dove vuole. Non ho capito molti comportamenti avventati nei confronti della sorella, alla quale sotto sotto è molto legata – ma comunque è un personaggio che non sono riuscita ad inquadrare perfettamente.
Altra figura apparentemente marginale ma di fondamentale importanza per capire le dinamiche che si trovano alla base della storia è Eddie, il padre-non padre di Libby. Lo definisco così perché non può essere chiamato padre una persona che antepone il successo alla propria figlia, una persona che chiude i rapporti con la famiglia con la scusa di scrivere il libro che diventerà il capolavoro del secolo. Eddie è un egoista, presuntuoso ed egocentrico, che non si cura affatto del benessere di Libby e che pensa solo al suo tornaconto. Per la giovane non sarà semplice prendere atto di questa dura realtà e accettarlo, ma capirà che in determinate situazioni l’unica cosa da fare è semplicemente rinunciare. In questo sarà prezioso l’aiuto della mitica Audrey, che diventerà una vera e propria confidente per Libby, una presenza – incorporea?corporea?chissà – nella sua scombussolata vita.
Credo che Audrey sia stata inserita come il simbolo di qualcosa di più grande, qualcosa che solo leggendo il romanzo potrete arrivare a capire anche voi.
Per quel che mi riguarda ho ADORATO questo libro, perché oltre ad essere ricco di humor e simpatia ha alla base anche altre tematiche più delicate, che vanno dall’autostima alla forza di guardare avanti. Vi consiglio assolutamente la lettura di questo romanzo, che mi ha colpita davvero tantissimo.
Il  mio voto è di 9/10! Alla prossima recensione

Simona 🙂

[Recensione] Da qualche parte nel mondo – Chiara Santamaria

Da qualche parte nel mondo

Costo: 18.00 euro cartaceo/9.99 ebook
Copertina Rigida
Editore: Rizzoli

Una storia intensa, ricca di sentimenti, emozioni forti e contrastanti, quella che ci narra Chiara Cecilia Santamaria nel suo romanzo d’esordio, Da qualche parte nel mondo, edito Rizzoli.

Come primo romanzo direi che ci siamo sotto ogni aspetto. La trama è convincente, i personaggi sono ben delineati nella loro personalità e nelle loro scelte di vita, e – cosa fondamentale – lo stile è semplice e pulito, caratterizzato da quell’immediatezza che arriva dritta al cuore del lettore.

La storia che ci racconta Chiara non potrebbe fare un effetto diverso, perché l’autrice ha scelto di raccontarci delle storie di vita reali, di persone umane e concrete, non di personaggi stereotipati lontani dall’immaginazione del lettore. Veniamo catapultati subito all’interno delle vite di Adele Lara Marchese, due donne che a modo loro hanno imparato a fare i conti con l’imprevedibilità della vita. Adele si ritrova a dover crescere una figlia da sola, dopo l’abbandono del marito infatti per la donna inizia un periodo di declino sociale che la porterà progressivamente a distaccarsi dall’ambiente che era solita frequentare. Adele dovrà fare da madre e da padre alla piccola Lara, lavorerà duramente in una piccola merceria per garantire un futuro a sua figlia. Lara dal canto suo vive l’assenza del padre a trecentosessanta gradi e la situazione della sua famiglia si ripercuote inevitabilmente anche su di lei. La piccola è vittima continua di battute e commenti velenosi da parte delle compagne di scuola, che conoscono la sua storia e la emarginano ancora di più. L’unica che accorre in suo aiuto è Elena Marli, una bambina dal carattere forte e risoluto che prenderà le difese di Lara e si schiererà dalla sua parte.

Tra le due nasce un legame profondo, intenso, ricco di tutte quelle sfumature particolari in grado di rendere un’amicizia speciale. Elena è l’altra metà della medaglia, in lei Lara riconosce delle qualità che le mancano e la sua amica diventa il punto di riferimento della sua vita.
Altra figura fondamentale nella vita di Lara è Elio, il proprietario de ” L’Assenzio”, il locale dove Lara è lasciata dalla mamma nel doposcuola ( per motivi di lavoro). Inizialmente Lara è scettica nei confronti dell’uomo, ma tra i due nascerà poco alla volta un’amicizia speciale, fatta di piccoli gesti che si riveleranno indispensabili. Elio infatti incoraggia Lara a sviluppare le sue doti da pittrice comprandole album da disegno e colori, è l’unico a credere nella bambina e a cercare di renderla se stessa a prescindere da quello che è accaduto nella sua vita.

Il romanzo della Santamaria è incentrato sull’analisi delle emozioni umane, che vengono sviscerate e descritte in ogni loro aspetto. I personaggi si mettono a nudo per il lettore, svelando anche quei lati oscuri che solitamente si tende a tenere nascosti. Spesso in alcune situazioni ho riscontrato un eccesso di sentimenti ed emozioni, ma credo sia parte integrante dello stile dell’autrice e del messaggio che ha voluto lanciare al lettore.

Il romanzo segue dunque lo sviluppo della vita di queste donne, ognuna diversa e forte a modo suo. Le ambientazioni si alternano tra Roma e Londra. Roma rappresenta la città natale della protagonista e in qualche modo la vincola al suo passato, mentre Londra è il futuro, l’innovazione, la nuova Lara. Molte cose cambiano nella vita della ragazza, alcuni rapporti cambieranno, ma tutto ciò è inevitabile, perché nella vita si cambia e si cresce, si matura e si diventa consapevoli di tante cose che prima ci sfuggivano. Lara diventa padrona della propria vita, diventa la vera regista dei suoi giorni. Riesce a liberarsi da una madre a tratti troppo invasiva e ad uscire dal suo guscio di solitudine e paura.

Da qualche parte nel mondo è una storia di formazione, di crescita, di sviluppo – tutte qualità che adoro in un romanzo. Come primo esordio direi che è stato ampiamente soddisfacente, non vedo l’ora di leggere qualche altro lavoro di questa giovane e talentuosa blogger e giornalista.
Il mio voto è di 8/10! Alla prossima recensione,

Simona 🙂