[Recensione] Delitto e rovescio – Claudio Paglieri

Buongiorno lettori e buon Martedì!
Vi capita mai di uscire dalla vostra comfort zone per quanto riguarda le letture che scegliete di fare? A me non capita spesso, sono sincera. La maggior parte delle volte preferisco andare sul sicuro e approcciarmi a generi letterari che so già essere di mio gradimento. Ogni tanto però una deviazione dal percorso ci sta, soprattutto quando ad essere oggetto di riflessione e di cambiamento sono libri meritevoli che vale la pena conoscere. E’ciò che è successo a me con il nuovo libro di Claudio Paglieri, che con il suo commissario Marco Luciani è riuscito a farmi apprezzare un genere che non leggo praticamente mai, ossia il giallo.

Marco Luciani ha lasciato la polizia e l’Italia: un taglio netto, una nuova vita a Barcellona, da padre single. A parte occuparsi del piccolo, vivacissimo Alessandro, l’ex commissario si limita a gestire la casa che Alice, amica e amante occasionale, affitta ai turisti. Forse, però, dentro di lui non si è del tutto spento il gusto di indagare, di frugare nelle vite degli altri, di completare i puzzle. O forse, più prosaicamente, i soldi cominciano a scarseggiare. È così che Luciani si rassegna ad accettare l’incarico di ritrovare la figlia scomparsa di un imprenditore italiano. La ragazza si chiama Martina, ha diciannove anni e viveva in un’Accademia di tennis poco fuori Barcellona, dove si allenava per diventare una professionista. Segni particolari: una bellezza fuori dal comune. La polizia locale non si occupa del caso perché, stando alle apparenze, Martina si è allontanata volontariamente, per sfuggire alle pressioni soffocanti di un padre padrone che la voleva campionessa a tutti i costi. Ma nessuno ha più sue notizie, e il suo telefonino è sempre muto… L’istinto di Luciani gli suggerisce che qualcosa non torna e lo spinge a scavare nella vita della ragazza, iscrivendosi all’Accademia e spacciandosi per un amatore che vuole migliorare il suo gioco. Ben presto, la sua indagine informale si scontra con i silenzi o le bugie delle amiche di Martina, dei maestri – qualcuno in rapporti non solo tennistici con le allieve – e dell’ambiguo gestore dell’Accademia. In questo match la posta in palio è altissima, e Luciani dovrà giocare al meglio delle sue possibilità se vuole ritrovare Martina prima che sia troppo tardi. O almeno fare giustizia in suo nome.


Delitto e rovescio è un libro che mi ha sorpresa in un modo che non mi sarei mai aspettata. Lo ha fatto con semplicità, con schiettezza, con ironia e suspense dosate al punto giusto. Sin dalle primissime pagine ho apprezzato la figura del commissario Luciani perché l’ho percepito autentico, sia nei rapporti con i suoi cari che nei confronti di persone estranee. Ci troviamo a Barcellona, dove Marco Luciani vive con il figlioletto Alessandro – dopo avere deciso di prendere una pausa dalla professione di poliziotto, Luciani si è trasferito in Spagna e lì conduce una vita pressoché tranquilla. Conosciamo le persone che popolano la sua quotidianità, come ad esempio Alice, giovane e promettente cantante rock con cui il commissario ha avuto una breve (e intensa) relazione. Sarà proprio lei a dare una scossa alla vita piatta e abitudinaria di Luciani, chiedendogli di aiutare un suo conoscente nella ricerca della figlia scomparsa.
Luciani inizialmente è scettico, perché non ha alcuna intenzione di farsi coinvolgere in una nuova indagine, ma poi piano piano si ritrova inevitabilmente coinvolto nel mistero che aleggia circa la scomparsa di Martina, giovane tennista dotata di una bellezza straordinaria. E’ da questo momento in poi che la storia entra nel vivo e ci troviamo di fronte ad una narrazione a più voci, tutte interessanti ed ognuna con qualcosa da dire.
La caratteristica che più ho apprezzato di questo romanzo è proprio la sua coralità, l’ampia panoramica che viene offerta al lettore circa gli eventi che si susseguono uno dopo l’altro. L’autore è stato abilissimo nel descrivere la sequenza degli eventi, passando dal passato al presente con disinvoltura e scioltezza. In questa storia tutti hanno un ruolo importante: conosciamo Irina e Martina, due ragazze che diventano amiche nell’accademia prestigiosa Risultati immagini per tennis tumblrdi tennis che entrambe frequentano. Queste due ragazze sono agli antipodi: Irina è forte, per certi versi spregiudicata, sa ciò che vuole e non ha paura a prenderselo. Martina al contrario – per quanto riguarda determinate questioni – è ancora timida, insicura. Il loro rapporto è particolare, non è una di quelle amicizie che tutti noi definiremmo normale, perché Irina influenza molto Martina, la spinge ad uscire dal guscio, a lasciarsi andare, a vivere esperienze e divertirsi come tutte le ragazze della sua età. Martina è più razionale, vuole impegnarsi nel tennis e non deludere il padre che vuole a tutti i costi vederla tra le prime cento della classifica mondiale ( anche se non è quello che lei vuole per il suo futuro, e questo lo capirete bene nel corso della lettura). Gli altri personaggi che incontriamo strada facendo sono tutti legati all’accademia di tennis e l’autore ci svela tutti i retroscena di quello che apparentemente sembra uno sport perfetto: partite truccate, wild card per alcuni tornei all’estero dove le atlete in realtà vengono mandate a prostituirsi, e tanto altro. Questo romanzo è stato interessante non solo per l’elemento giallo che è costituito dalla scomparsa di Martina, ma anche per tutto ciò che sta dietro a questo spiacevole evento. Marco Luciani si reca sul posto ed inizia ad indagare sotto copertura, cercando di raccogliere quante più informazioni possibili per risolvere il caso. Scopriamo un ambiente non proprio ideale da frequentare, dove i maestri ( uno in particolare, Carlos) si approfittano delle ragazze, e dove il Gran Maestro ( ossia il proprietario dell’accademia) è un uomo senza scrupoli, pronto a vendere le ragazze per un proprio tornaconto.
Delitto e rovescio è stato per certi aspetti un romanzo crudo, perché l’autore mette su carta senza troppi giri di parole una realtà che lascia interdetti, che fa indignare, che colpisce per la sua brutalità.
L’indagine si infittisce quando viene ritrovato nel mare – vicino Cannes – il corpo di una ragazza divorato dai pesci. Non voglio svelarvi altro, perché scendere nei particolari in una storia così fitta e intricata sarebbe impossibile. Posso dirvi però che non riuscivo a mettere giù il libro, avevo bisogno di scoprire cosa sarebbe successo, come Luciani avrebbe risolto il caso. E’raro che un romanzo giallo riesca ad appassionarmi così e sono contenta di avere trovato uno scrittore capace di farmi apprezzare un genere che sento molto lontano.
Accanto all’indagine conosciamo meglio la vita privata dell’ispettore, scopriamo il suo lato tenero nel rapporto con il figlio e lo troviamo alle prese con un passato che torna a bussare alla porta. Leggendo mi sono resa conto che c’è un altro libro dedicato al commissario Luciani ( che recupererò quanto prima) e che molti degli interrogativi che mi hanno accompagnata durante la lettura di Delitto e rovescio probabilmente vengono affrontati nell’indagine precedente.
Avrete capito che questo libro mi è piaciuto parecchio, per cui non posso fare altro che consigliarvelo! Dategli una chance anche se, come me, non siete amanti del genere: posso assicurarvi che le emozioni che vi darà questo libro non sono poche. Luciani è un personaggio ben costruito che saprà rendervi partecipi della sua vita e del suo lavoro e vi farà trascorrere delle ore piacevolissime in sua compagnia!
Il mio voto è di 4/5.
Alla prossima,
Simona


 Delitto e rovescio – Claudio Paglieri
Piemme, 372 p.
Genere Giallo
Cartonato con sovraccoperta, € 17,90
In vendita dal 18 Ottobre 2016

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[Recensione] L’incredibile viaggio di un piccolo robot dal cuore grande – Deborah Install

Buonasera carissimi lettori!
Anche oggi qui a Roma è stata giornata di pioggia, ma sono appena uscita dalla doccia bollente quindi sono più che pronta per parlarvi di una delle mie ultime letture!
Prendete carta e penna e segnatevi questo titolo, perché il libro di cui parleremo fra poco è una vera e propria perla nel panorama editoriale dell’ultimo periodo.

Risultati immagini per L'incredibile viaggio di un piccolo robot dal cuore grandeBen e sua moglie non sono esattamente in un momento felice del loro matrimonio. Sarà che Ben, trentenne, sembra non avere ancora deciso cosa fare della sua vita e aver messo in soffitta i sogni di un tempo. Cosa che Amy, dedita alla carriera di avvocato, non gli perdona: “non hai mai realizzato niente in vita tua,” gli rimprovera spesso. Forse per questo, quando un piccolo robot scalcinato compare nel loro giardino – non si sa da dove provenga, e poi è un modello vecchissimo, non come i moderni “androidi” che le amiche di Amy usano per le faccende domestiche -, Ben decide di prendersene cura. Da dove arriva il piccolo, dolcissimo Tang? Un robot vintage che non ha funzioni utili, dice solo poche parole, e ogni tanto piange e strepita se le cose non vanno come vuole lui… Eppure tra Tang e Ben inizia a nascere silenziosamente un’amicizia. Adesso finalmente Ben ha una missione: riportare a casa quel piccolo robot che ha bisogno di essere aggiustato, ma sa come “aggiustare” gli esseri umani intorno a lui. Comincia così un lungo viaggio che li porterà intorno al mondo, e che insegnerà a Ben un paio di cose sul senso della vita. E forse, proprio grazie a questo incontro speciale, Ben riuscirà a riavvicinarsi ad Amy che, in fondo al cuore, lo stava solo aspettando.


Esordio fulminante che ha fatto innamorare i lettori inglesi, questo romanzo è un delizioso e irresistibile inno all’amicizia, anche quella più improbabile. Impossibile non leggerlo con un sorriso sulle labbra.

Risultati immagini per a robot in the gardenSono stata incuriosita da questo libro sin dalla prima volta che me lo sono trovato tra le mani: l’ho guardato e lui ha guardato me e, in un certo senso, ci siamo scelti. Ho infatti accantonato altre letture per dedicarmi ad esso e, col senno del poi, lo rifarei eccome. Non so dirvi perché, ma sin da subito ho percepito che questo  libro aveva una marcia in più, sentivo dentro di me che mi avrebbe lasciato un messaggio importante, delle belle sensazioni, un ricordo bello e commovente. E cosi è stato. La storia di Ben e del piccolo robottino Tang è una di quelle che fanno breccia anche nei cuori meno teneri, perché unisce l’ironia al sentimento, perché parla di coraggio, di amicizia, di valori importanti. Lo scenario iniziale non è dei più sereni per Ben: è ai ferri corti con Amy, sua moglie, e come se non bastasse improvvisamente compare un robot sgangherato nel loro giardino, un robot vecchio e di un modello mai visto prima che dice di chiamarsi Tang. In poche pagine la situazione tra i due coniugi va a rotoli e vengono svelati i retroscena di una relazione che sembra oramai arrivata al capolinea: incomprensioni, silenzi, caratteri opposti che finiscono per scontrarsi e non giungere mai ad un punto di incontro. Amy rimprovera a Ben di non avere obiettivi, di non essere tenace in quello che fa e di non impegnarsi seriamente nel ricercare un lavoro. Ben a sua volta trova la moglie scostante, sulle sue, sempre immersa in una montagna di lavoro più alta di lei. L’arrivo di Tang è, in un certo senso, la goccia che fa traboccare il vaso: Amy vorrebbe disfarsene, mentre Ben – inspiegabilmente – prende a cuore il piccolo robot malconcio che a malapena riesce a parlare. Questo è l’inizio di una grande amicizia, una delle più belle che abbia mai letto. Ben decide di intraprendere un viaggio ai confini del mondo per salvare il suo piccolo amico: Tang infatti ha qualcosa che non va. E’un modello originale e mai visto prima, nessuno può aiutarlo – tantomeno i produttori di androidi di ultima generazione – e così Ben inizia a cercare qualcuno che possa riparare il suo nuovo compagno di avventure.
Voliamo da un continente all’altro in compagnia di questa improbabile coppia e diventiamo inevitabilmente parte della loro vita. Viviamo la quotidianità di un rapporto apparentemente impossibile, ma che – a dispetto di quanto si possa credere – diventa ogni giorno più intenso. Tang è una vera e propria star, un concentrato di ironia, dolcezza, simpatia, curiosità e, spesso e volentieri, cocciutaggine. E’la prima volta che leggo una storia del genere, dove i robot sono parte integrante della società e ognuno di loro ha una funzione ben precisa: ci sono androidi che lavano, altri che svolgono le faccende domestiche, altri che danzano o cantano. Deborah Install è riuscita ad inserire un elemento straordinario in una realtà ordinaria, perché tirando le somme quella di Ben e Amy (prima dell’arrivo di Tang) è una vita totalmente abitudinaria, che si trascina Risultati immagini per robot and man friendshippressoché uguale da un giorno all’altro. L’arrivo inaspettato del piccolo ospite va a stravolgere ogni cosa e, capiremo successivamente, sarà solo un bene. Tang è la boccata di ossigeno necessaria che servirà a Ben per crescere,  per cambiare, per affrontare i suoi demoni e sconfiggerli. La figura di Tang è senza dubbio la più interessante di tutto il romanzo, anche se devo ammettere che Ben gli è complementare e che senza quest’ultimo gran parte della storia non avrebbe avuto senso. Quando si pensa ad uno è inevitabile pensare all’altro, perché ad un certo punto diventano come due facce della stessa medaglia: Tang riesce a responsabilizzare Ben, a renderlo critico, attento, consapevole. L’incredibile viaggio dei due protagonisti si rivelerà decisivo per entrambi e segnerà una svolta, un nuovo punto di inizio, una nuova vita in comune. Non mancano le difficoltà, gli ostacoli, le deviazioni di un percorso labilmente tracciato, ma Tang e Ben ne usciranno sempre e comunque a testa alta.
Ho amato tutto di questo libro, dalla storia allo stile utilizzato dall’autrice, che si è servita di una prosa semplice e scorrevole ed ha saputo regalare ai suoi lettori un piccolo gioiello della narrativa contemporanea. Mi sono commossa in più di un’occasione, spesso al riso si è mischiato un senso di angoscia per le sorti di Tang, perché mi sono affezionata anche io a questo piccolo, grande robottino. La Install ci invita a riflettere, ci insegna che gli eventi inaspettati talvolta sono i più belli, quelli che sanno arricchirci maggiormente. Avrete oramai capito che ho amato questo libro dalla prima all’ultima pagina, quindi non posso che dargli 5/5 stelline.
Un grande merito va alla casa editrice Piemme che ha portato in Italia una storia così bella e intensa, assolutamente da non perdere.
Alla prossima,
Simona


Risultati immagini per L'incredibile viaggio di un piccolo robot dal cuore grandeL’incredibile viaggio di un piccolo robot dal cuore grande – Deborah Install
Piemme, 317 p.
Genere: Narrativa
Traduzione di Federica Merani
Cartonato con sovraccoperta, € 19.50
In vendita da Ottobre 2016

[Recensione] Nei tuoi occhi nel mio cuore – Lavinia Marchiotti

Buongiorno lettori e buon Lunedì!
La prima settimana di Ottobre ha inizio ed io non potrei essere più felice di così. Adoro l’autunno, i colori caldi, le foglie che cadono, le temperature che si abbassano… Insomma, decisamente il mio Lunedì è iniziato nel migliore dei modi : )
Oggi vi propongo la recensione di un libro davvero interessante che mi ha tenuto compagnia durante il weekend e che ho terminato nell’arco di un paio d’ore. Mettetevi comodi, vi porto alla scoperta di “Nei tuoi occhi, nel mio cuore” di Lavinia Marchiotti!

La mia opinione

Risultati immagini per Nei tuoi occhi nel mio cuoreQuanti libri sono stati scritti riguardo al rapporto – delicatissimo – tra madre e figlia? Impossibile contarli tutti. Quanti invece, oltre ad essere ben scritti, spingono alla riflessione e all’introspezione? Direi non tutti. Lavinia Marchiotti ( pseudonimo di una nota scrittrice italiana) è riuscita a trasmettermi ogni sfumatura del delicato e talvolta tumultuoso rapporto che nel periodo dell’adolescenza si instaura tra mamma e figlia. Mi sono rispecchiata molto in questa storia ironica e altalenante, perché fino a qualche anno fa anche io ero nel pieno vortice della tempesta ormonale tipica dell’adolescenza. Sbalzi di umore ed emozioni amplificate erano all’ordine del giorno, così come gli innumerevoli incontri-scontri con i genitori. La figlia della protagonista, Susanna, è una ragazzina in cui mi sono parecchio ritrovata e che ho sentito molto vicina. Come tutte le ragazze della sua età ancora non sa cosa vuole dalla vita, non ha costruito la propria identità ed è alla ricerca di conferme. Vive i suoi rapporti – di amicizia e d’amore – senza freni, con la sfrontatezza e l’entusiasmo tipici degli adolescenti. Susanna è fresca, giovane, a volte si chiude in camera nei suoi ostinati silenzi, altre volte si avvicina alla madre e cerca un abbraccio, una parola di conforto, un’attenzione. Il rapporto tra le due è fatto di sottili equilibri, di alti e bassi, di aperture e chiusure, ma di base c’è un grande affetto che le unisce e questo è uno dei messaggi più belli che ho recepito dalla storia. Oltre che a concentrarsi sul rapporto mamma figlia, l’autrice si focalizza moltissimo sulla vita privata e lavorativa di Letizia, una donna piena di impegni alle prese con una serie di eventi travolgenti che la porteranno a mettere in discussione ogni aspetto della sua vita (tranne ovviamente il rapporto con la figlia). Letizia è una donna che vorrebbe cambiare vita perché sente che il suo lavoro presso la Cerami Blu – una ditta che progetta mattonelle – comincia ad andarle stretto. Nella sua mente cominciano a prendere forma progetti diversi, progetti che la vedono in veste di “reporter” alle prese con i sogni e le vite di altre donne. Da poco inoltre Letizia ha inaugurato una nuova rubrica online – Detto tra donne – per il portale tutto al femminile presso cui lavora una delle sue amiche più care, Ester. Nella vita della protagonista c’è aria di cambiamento anche sul fronte privato: la relazione con Giacomo, il suo compagno, non va più bene, tra loro manca il dialogo, la passione, la voglia di stare insieme. Insomma, non entro troppo nei dettagli, ma come avrete capito la vita di Letizia è arrivata ad un bivio. L’autrice delinea una panoramica piuttosto interessante riguardo le paure che attanagliano la mente della protagonista e lo fa servendosi di una prosa sempre scorrevole e pulita, ma al tempo stesso incisiva. Non è semplice descrivere il momento in cui le cose si incrinano, in cui nella mente cominciano a farsi strada sempre più prepotentemente nuove idee e nuovi progetti. Lavinia Marchiotti è riuscita a rendere in modo realistico il naturale processo di cambiamento a cui tutti, almeno una volta nella vita, andiamo incontro. Per Letizia non sarà facile gestire i vari problemi, e ad aiutarla ci saranno un vecchio amico d’infanzia ritrovato dopo molti anni, Lucio, e le amiche di sempre Ester e Matilde.
Nei tuoi occhi nel mio cuore è un romanzo che aiuta a comprendere meglio il modo in cui tutti noi possiamo affrontare i problemi che la vita ci sottopone, donandoci una giusta chiave di lettura per saperli affrontare ed uscirne a testa alta. Ovviamente rimane pur sempre una storia, quindi vedetela come tale – senza però privarvi del piacere di fare vostra l’esperienza di Letizia o, al contrario, quella di Susanna (dipende dalla vostra età :P).
Questo libro è adatto sia ai grandi che ai giovani perché aiuta a conoscere più da vicino quelli che sono i pensieri e i comportamenti di due generazioni opposte che devono trovare il modo di convivere. Consigliato anche a chi ha bisogno di trovare il coraggio di spiccare il volo, di cambiare rotta, di perdersi in strade nuove e sentieri inesplorati.
Il mio voto è di 4/5.
Alla prossima,
Simona

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Risultati immagini per Nei tuoi occhi nel mio cuoreNei tuoi occhi nel mio cuore – Lavinia Marchiotti
Piemme,228 p.
Narrativa
Copertina rigida, 16.50 €
In vendita da Settembre 2016

[Recensione] Una famiglia felice – J.H.Korelitz

Buongiorno lettori e buon Giovedì a tutti voi!
Oggi vi parlo di un libro uscito da pochissimo per la casa editrice Piemme, un libro che appartiene ad un genere letterario a cui solitamente non mi avvicino. Questa volta invece ho voluto provare… volete scoprire come è andata? Continuate a leggere!

Risultati immagini per Una famiglia felice piemmeTitolo: Una famiglia felice
Autore: Jean Hanff Korelitz
Editore: Piemme
Trama:

Nessuno conosce meglio di te
le ombre del tuo matrimonio.
Eppure, sei l’unica 
che sceglie di non vederle.

Grace Reinhart Sachs conduce una vita praticamente perfetta a Manhattan, dove fa la psicoterapeuta, abita in una bella casa e ha una splendida famiglia composta da Henry, il figlio dodicenne, e il marito Jonathan, oncologo pediatrico di fama. Non solo: è anche in procinto di pubblicare un libro di consigli per tutte quelle donne – come accade molto spesso alle sue pazienti – che si fidano troppo degli uomini. Non fidarti della prima impressione. Ascolta il tuo istinto anche quando ti dice cose che non vuoi sentire. È più facile annullare una festa di nozze che dieci anni di matrimonio.Frasi che ha ripetuto tante volte alle sue pazienti, senza mai pensare che, un giorno, sarebbero valse anche per lei.
Quel giorno arriva quando suo marito, improvvisamente, una sera non torna a casa da un convegno nel Midwest. Tentando di rintracciarlo, Grace scopre che si è lasciato dietro il BlackBerry e, soprattutto, che da settimane non si fa vivo in ospedale… Quando, nelle stesse drammatiche ore, la madre di un compagno di scuola di Henry viene trovata morta nel suo appartamento, vittima di un’aggressione, la paura di una verità terribile si fa strada dentro Grace. Forse è il momento di ascoltare quella voce fastidiosa che le sussurra all’orecchio cose che non vuole sapere.
Un serratissimo thriller psicologico, bestseller in USA, che è una frenetica corsa verso una sconvolgente scoperta finale. Dopo averlo letto, non riuscirete più a fidarvi di nessuno. Tantomeno di vostro marito.

ghirigiri

Affascinata dalla copertina e dalle premesse mi sono avvicinata alla storia di Jean Korelitz in punta di piedi, curiosa di avventurarmi tra le pagine del suo libro e al tempo stesso desiderosa di farlo a piccoli passi, poco per volta, per assorbire al meglio la storia e il messaggio che con essa l’autrice vuole trasmettere al lettore. Una famiglia felice è stata una lettura che per certi versi mi ha spiazzata. Innanzitutto non mi aspettavo un inizio così lento e questo, almeno per i primi capitoli, mi ha demotivata: non amo le storie ripetitive, dove viene descritto nel dettaglio perfino il minimo spostamento di una nuvola e devo ammettere che questo libro non parte con il botto, anzi. L’autrice si concentra molto nel descrivere il lavoro di Grace ( la protagonista), famosa psicoterapeuta in procinto di pubblicare il suo primo libro. Il fermento intorno alla pubblicazione è ciò che accoglie il lettore nel primo capitolo, dove troviamo Grace alle prese con un’intervista per un prestigioso giornale. Sin da subito riusciamo ad inquadrarla dal punto di vista caratteriale: Grace è una donna con gli attributi, analista fino al midollo. Per lei certi atteggiamenti tipici dell’altro sesso sono così evidenti sin dal primo appuntamento che si domanda come facciano le altre donne a non accorgersene subito e a ritrovarsi, magari anni dopo, invischiate in un matrimonio doloroso e mal riuscito. Su questo Grace basa il suo lavoro, di questo fa il suo punto di forza. E’indubbiamente bravissima nella sua professione, ma troppo spesso le viene rimproverato di essere fredda, senza cuore. E’questa l’immagine che, almeno inizialmente, arriva al lettore. La Grace in versione casalinga invece è di tutta un’altra pasta: stravede per il figlio dodicenne, Henry, e ama profondamente il marito, Jonathan – stimato oncologo pediatrico in uno degli ospedali più importanti di New York.
La vita privata di Grace è apparentemente perfetta, fatta di piccole quotidianità, piccole abitudini che aiutano la donna a sentirsi pienamente soddisfatta e serena.
L’autrice, oltre a descrivere minuziosamente e con proprietà narrative evidenti le personalità del singolo, sa come muoversi anche nelle tematiche sociali: infatti dipinge un quadro piuttosto calzante della New York benestante, quella per certi versi “snob”, quella dove se non hai un nome e un certo numero di zeri sul conto in banca non sei nessuno. Grace molto spesso si ritrova emarginata dal gruppo di mamme che, come lei, hanno iscritto i propri figli ad una delle scuole private più prestigiose della City, la Rearden. Accanto a grossi banchieri, magnati dell’industria e della televisione, una psicoterapeuta e un oncologo decisamente stonano e Grace ne è ben consapevole.
Durante una riunione del Comitato organizzativo per l’asta di raccolta fondi destinata al miglioramento della scuola fa la sua comparsa una nuova mamma, la sudamericana Malaga Alves, con tanto di pargoletta appena nata al seguito. Non voglio soffermarmi troppo sullo sviluppo della trama – che pur essendo scritta in maniera lineare non lo è affatto – però posso dirvi che l’arrivo di questa signora non passerà inosservato e che in seguito la vita di Grace cambierà per sempre. Qui mi fermo perché altrimenti rischierei lo spoiler e credetemi è l’ultima cosa che desidero. Quello che invece mi preme molto è raccontarvi le sensazioni che ho provato mentre leggevo questo libro.
Risultati immagini per gif tristiInnanzitutto lo scoraggiamento iniziale si è via via dissipato ed è stato sostituito da un’irrefrenabile voglia di divorare i capitoli – cosa che effettivamente ho fatto: le pagine sono scivolate via tra le mie mani una dopo l’altra. La storia di Grace e del suo matrimonio mi ha completamente rapita, mi ha coinvolta principalmente dal punto di vista psicologico. L’elemento “thriller” è relativo, perché la protagonista verrà messa di fronte al fatto compiuto e in seguito, tramite una serie di indizi e incastri ben congegnati, i fatti vengono spiegati e portati alla luce dalle indagini di polizia. Diciamo che l’effetto sorpresa risiede in quello che Grace, la povera e ignara Grace, finisce per scoprire. Lei, da sempre portavoce di un’abilità nel riconoscere determinati segnali, è sempre forse stata cieca di fronte a quello che accadeva tra le quattro mura di casa sua? Suo marito, il dottore buono e amato da tutti, è veramente chi dice di essere? Ecco che improvvisamente non riuscirete a staccarvi dal libro, perché ad ogni pagina vi stupirete, vi chiederete come sia possibile che determinate cose siano successe, vi chiederete come, dove, quando, perché. Insomma, a livello psicologico questa lettura è devastante. Io non leggo spesso dei thriller, perché come sapete il genere non mi fa impazzire, ma questo libro ha saputo conquistarmi poco per volta, con semplicità, con astuzia, con le emozioni contrastanti che mi ha fatto vivere attraverso gli occhi di Grace. Grace cadrà, lo vedrete. Si disintegra al suolo e poi si rialza, forse più ammaccata di prima, forse con qualche cicatrice in più, ma quello che conta è che alla fine dei giochi saprà prendere la decisione giusta.
Forse, a mio giudizio, la parte finale poteva essere sviluppata meglio. Leggendo le ultime pagine è rimasto in me quel senso di incompiutezza, di brama di averne ancora di più accompagnata dalla frustrazione di non poterlo avere. Questo forse influenza il mio giudizio finale che, pur essendo positivo, si attesta sulle 3.5/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

[Recensione] Cercando Grace Kelly – Michael Callahan

Buongiorno readers e bentrovati al Salotto dei Libri!
Anche un’altra settimana sta per giungere al termine e come sempre non mi faccio mancare qualche bella lettura da consigliarvi. Il libro del giorno ci riporta alla New York degli anni ’50, tra atmosfere retrò, sogni da inseguire e il fascino che mai ha smesso, nel corso degli anni, di circondare questa meravigliosa città.
Cercando Grace Kelly è il romanzo d’esordio di Michael Callahan, editor della famosa rivista Vanity Fair ed esperto estimatore di New York. Questa sua profonda conoscenza della Grande Mela emerge dalle pagine del suo libro, che si rivela ricco di magia e di atmosfere deliziosamente tratteggiate, in grado di calamitare l’attenzione del lettore e di farlo immergere nelle località più glamour e nei posti più chic nella New York della metà degli anni ’50. Quanto fascino sprigionano questi anni? Quante celebrità si sono formate durante quel periodo? Grace Kelly – che dà nome al romanzo- è proprio una di loro. Ci troviamo negli anni d’oro per il cinema, per il progresso, per l’arte. Callahan ci fa conoscere la buona società newyorchese, quella che conta, quella benestante. Il romanzo è ambientato per la maggior parte del tempo all’interno del Barbizon Hotel, famoso per la gran quantità di celebrità passate di lì. In questa famosa residenza per sole donne avviene l’incontro tra le tre protagoniste: Laura, Dolly e Vivian. Tre donne diverse, con diversi obiettivi e sogni, che si ritrovano a convivere, a conoscersi e a diventare amiche.
Laura viene da Greenwich, una piccola cittadina inglese, e per lei New York rappresenta un vero e proprio trampolino di lancio. Selezionata da una delle più importanti riviste femminili d’America, Laura è determinata ad ottenere un posto fisso all’interno del giornale; il suo sogno è quello di diventare una scrittrice, e lavorare presso un importante rivista significherebbe già iniziare la lenta scalata verso il successo. Cresciuta con una madre attenta alla forma e al bon ton, Laura si può definire una precisina, una di quelle donne sempre ben vestite e composte, senza mai un capello fuori posto. New York rappresenta una fuga dalla sua vecchia vita, da una madre assillante e oppressiva, e la giovane inizia piano piano a riscoprirsi e reinventarsi. Conosce il ricco e ambito scapolo Box Barnes e da subito si sente attratta da lui, bello e impossibile. Laura è tra le tre la protagonista che ho preferito, perché è sempre ponderata, attenta, non è mai di troppo e rispecchia pienamente il modello di donna dell’epoca. Anche quando è combattuta – e vedrete che lo sarà – alla fine riuscirà sempre a scegliere l’opzione più giusta.
Dolly e Vivian sono le amiche di Laura, diverse tra loro come il giorno e la notte. La prima è golosissima, aspira a diventare una segretaria e in cuor suo spera di trovare il famigerato principe azzurro. E’sempre pronta a divertirsi, possiede la giusta dose di sfacciataggine, sa reagire alle delusioni. A volte l’ho trovata eccessiva e forse proprio per certi suoi atteggiamenti non sono riuscita ad apprezzarla pienamente. Vivian è una vera e propria star, attira le attenzioni di tutti ovunque va e lascia dietro di sé una scia di uomini adoranti. Il suo sogno è quello di diventare una famosa cantante, ma per il momento si accontenta di servire sigari presso uno dei locali più chic di Manhattan, lo Stork.

Barbizon Hotel for Women

Le vite di queste tre donne si intrecciano proprio al Barbizon e da lì iniziamo a vivere una serie di avventure grazie alle quali ci affezioneremo a loro e le conosceremo meglio.
Lo stile di Callahan è appropriato, conforme al tipo di storia raccontata, giusto e calibrato. La ricostruzione delle atmosfere e delle ambientazioni è molto realistica e leggendo mi sembrava di essere immersa in quella New York che tanto mi sarebbe piaciuto vivere. Gli anni ’50 hanno da sempre esercitato su di me un fascino indescrivibile, adoro tutto di quell’epoca… New York in primis.

Guarda New York sotto di sé, quella meravigliosa, sorprendente città: ogni piccola finestra accesa è una storia, una storia di cuori spezzati, di gioia, di trionfo, di stupidità, di dolore, di sesso, di risate.

Questa frase racchiude l’essenza del libro, quel messaggio che l’autore vuole trasmettere al suo pubblico, quell’assaggio di un’epoca terminata ma che rimane ancora oggi più viva che mai. New York è da sempre associata ai sogni più grandi, ai desideri più forti e a volte inespressi, e questo libro è una riproduzione fedele di quello che rappresentava allora questa città. Quante persone andavano lì in cerca di fortuna, di una seconda opportunità, di una rivincita o semplicemente sperando di migliorare la propria condizione. Callahan ci fa vivere le ambizioni di tre giovani donne e ci fa vedere attraverso i loro occhi com’era la società benestante, fatta di lusso, di glamour, di esagerazioni e di divertimento.
Ho trovato la lettura di questo libro estremamente bella, mi ha affascinata a tal punto che girata l’ultima pagina avevo voglia di ricominciarlo da capo. La meravigliosa copertina poi ha fatto la sua parte, perché osservandola e conoscendo il contenuto del romanzo l’ho trovata perfetta. Vi consiglio di leggere questo meraviglioso libro, non solo perché vi terrà una piacevole compagnia, ma anche perché vi farà venire voglia di correre a fare le valigie e partire alla volta di New York. Provare per credere!
Il mio voto è di 4.5/5,
Alla prossima
Simona