Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli: un libro che ha segnato un’intera generazione

Correva l’anno 1980 quando Pier Vittorio Tondelli, scrittore, giornalista, talent scout di giovani e promettenti narratori, dava alle stampe quella che sarebbe diventata una delle opere cult di un intero decennio e di una generazione: Altri libertini.

Parlare di quest’opera senza aver vissuto in prima persona i cambiamenti, le innovazioni e i tumulti di quegli anni è, con buona probabilità, un’impresa che potrà riuscire bene solo in parte; tuttavia ne avverto la necessità sin da quando, poco dopo il primo caffè del mattino, ne ho girato l’ultima pagina. Questo bisogno quasi impellente nasce dall’euforia e dallo stordimento che la penna di Tondelli ha provocato nella mia coscienza, risvegliatasi come da un lungo torpore e scaraventata senza troppi complimenti in una realtà distante ma, al tempo stesso, vicina.

Le voci dei libertini di Tondelli sono volutamente provocatorie e sopra le righe, sono la testimonianza di una gioventù che non vuole arrendersi di fronte all’imposizione di stili e modelli di vita considerati giusti e socialmente accettabili; al tempo stesso, però, sono anche l’esempio lampante degli effetti che la cultura postmoderna ha portato con sé: tutti loro cercano di vivere vite alternative senza rendersi conto di essere, inevitabilmente, imbrigliati all’interno della rete del consumismo, della massificazione, della produttività.

I libertini di Tondelli sono tutti, chi più chi meno, giovani: c’è chi ha consacrato la propria esistenza all’alcool e alle droghe, chi al sesso e alla promiscuità, chi ancora non ha le idee chiare riguardo il proprio futuro, chi campa alla giornata e chi decide di esplorare l’Europa a bordo di una macchina sgangherata seguendo l’odore del mare del Nord.

I personaggi dei sei racconti che compongono quest’antologia postmoderna (o, come direbbe Tondelli, di questo romanzo a puntate) sono accomunati dal profondo senso di solitudine e di vuoto che la società consumistica e capitalistica ha costruito attorno a loro: si tratta di un processo iniziato in seguito al boom economico degli anni ‘50/’60, e aumentato esponenzialmente tra gli anni ’70 e gli anni ’80, in cui ogni esperienza e ogni rapporto umano sono stati ridotti ad un simulacro vuoto, ad una merce di scambio priva di valore, intercambiabile e sostituibile in poche e semplici mosse.

E qui sta la grandezza di quest’opera: Tondelli ha colto con estrema sensibilità questo cambiamento – che non è stato affatto immediato, bensì progressivo – e lo ha narrato dall’interno, ha mescolato tutte le voci, le esperienze, gli oggetti, i luoghi, i rapporti, i sentimenti possibili al fine di dimostrare la loro sostanziale vacuità. Il caos interiore si riflette, inevitabilmente, anche a livello linguistico: Altri libertini è un vulcano in cui scorre un magma di linguaggi notevole; si tratta, perlopiù, di elementi gergali tipici del lessico giovanile emiliano, conosciuto e parlato dall’autore stesso; accanto a questi inserti dialettali troviamo, inoltre, un italiano che potremmo definire “medio”, affiancato qua e là da prestiti dall’inglese e, addirittura, dal latino. Evidente è la volontà di Tondelli di riprodurre in forma narrata i linguaggi provenienti dai mezzi di comunicazione di massa che, proprio in quegli anni, avevano conosciuto una diffusione senza precedenti: televisione, radio, cinema, fumetti. Una mescolanza di linguaggi così ardita non poteva che essere supportata da una prosa ritmata e sempre vivace, scattante e colorita, spesso eccessivamente eccentrica: a causa di contenuti molto espliciti, Altri libertini è stato sequestrato, poco dopo la sua pubblicazione, dal Procuratore de L’Aquila con l’accusa di oltraggio alla pubblica morale. Il successo che ebbe tra il pubblico fu, nonostante tutto, notevole e costituì un vero e proprio caso senza precedenti, un’opera cult, testimone senza scrupoli e senza veli di un’epoca che ha decretato un cambiamento irreversibile, con il quale continuiamo tutt’oggi a fare i conti.

[Recensione] Proteggimi – Maya Banks

Buongiorno lettori,
come state? Qui tutto procede per il meglio, non posso assolutamente lamentarmi : )
Oggi vi parlo di un libro che, purtroppo, non mi ha affatto convinta. Si tratta di Proteggimi di Maya Banks, primo volume della Slow Burn Series pubblicato da Harper Collins Italia.
Le premesse per una buona storia c’erano, la trama mi aveva catturata sin da subito, ma purtroppo le mie aspettative sono state disattese. Continuate a leggere per scoprire perché!

Proteggimi di [Banks, Maya]Quando la sorella di Caleb, rampollo della potente e ricca dinastia dei Devereaux viene rapita, lui ha una sola soluzione: chiedere l’aiuto dell’unica donna in grado di risolvere questo tipo di situazione. La cosa non gli piace affatto, ma non ha altra scelta. Ramie è una bellissima sensitiva, che riesce a mettersi in contatto con le vittime e a localizzarle “sentendo” il loro dolore, ma questo le costa sempre molta fatica e un grande dispendio di energie fisiche ma soprattutto psicologiche. Aiutare l’attraente, impaziente e invincibile Caleb a trovare sua sorella la sta portando sull’orlo della distruzione. I pensieri ad alto tasso erotico dell’uomo l’attraggono come un magnete. Per questo Ramie decide che è meglio andare il più lontano possibile da lui. Per Caleb questo è un duro colpo, ma quando pensa di averla persa per sempre, Ramie riappare improvvisamente. Lei è in pericolo e ha bisogno del suo aiuto. Ora Caleb è finalmente disposto a rischiare tutto ciò che ha, anche il suo cuore, pur di salvarla.


Encefalogramma piatto.
Si, avete capito bene. Questo libro è piatto dall’inizio alla fine. Non succede niente di interessante e, anche nelle scene più dinamiche non ho percepito assolutamente nulla. Purtroppo non mi hanno emozionato ne i personaggi, ne la storia, ne lo stile dell’autrice per cui immaginate la mia delusione dopo aver girato l’ultima pagina. Le premesse mi intrigavano tantissimo: una storia con elementi paranormali, thriller e mistery sembrava proprio il genere di libro per cui avrei potuto seriamente perdere la testa. Invece il vuoto.
Parliamo della protagonista, Ramie St. Claire: questa ragazza ha un “dono” ( o un fardello, dipende dai punti di vista) riesce a mettersi in contatto con le vittime di violenze, rapimenti, aggressioni e quant’altro e a localizzarle. L’operazione di immedesimazione non è affatto facile per Ramie, perché ogni volta è come se anche lei venisse torturata o violentata, poiché entra in piena sintonia con la vittima e ne percepisce il dolore in tutto e per tutto. Il primo incontro tra Ramie e Caleb non è dei più felici: la sorella del ricco rampollo è stata rapita e Ramie è l’unica che può localizzarla. Caleb costringe la ragazza ad afferrare un foulard appartenuto alla sorella e da quel momento Ramie si ritrova coinvolta nella mente di Tori, ma anche in quella del suo feroce e psicopatico persecutore.
La trama purtroppo è caotica, debole e poco chiara: vengono accennate delle cose che poi vengono abbandonate strada facendo e c’è poco ordine anche per quanto riguarda il succedersi dei fatti. Dopo un anno dal tragico incontro tra Caleb e Ramie, quest’ultima chiama il ricco ereditiere per farsi portare in salvo. Il persecutore di Tori infatti è sulle sue tracce, ha stabilito una connessione mentale con lei e sta cercando in ogni modo di farla fuori. Ramie viene portata nella casa super blindata di Caleb e si trova davanti un muro di ostinazione da parte dei fratelli di lui, Quinn e Beau, oltre che da Tori – la sorella rapita che è stata tratta in salvo un anno prima. Tutto quello che succede da qui in poi è un’accozzaglia di eventi che lasciano il tempo che trovano: la super squadra di Caleb non riesce a trovare un modo per fermare l’assassino che continua a perseguitare psicologicamente Ramie, e quest’ultima non si sente sicura nemmeno dentro casa del suo salvatore. La maggior parte dei dialoghi tra i due è un botta e risposta circa la situazione della ragazza, la volontà di Caleb di proteggerla, il timore di Ramie di essere un peso e bla bla bla. Buona parte del libro è sfiancante dal punto di vista psicologico, perché credetemi dopo pagine e pagine che si ripetono uguali a distanza di un capitolo, vi sentirete sfiniti. Risultati immagini per trash italiano tina non ce la faccio proprio
Ho trovato lei noiosa e lui, se possibile, ancora peggio. Purtroppo non salvo nemmeno uno dei personaggi incontrati in questo libro, perché nessuno ha saputo trasmettermi niente. I fratelli di lui sono delle comparse sbiadite sullo sfondo che ogni tanto si imbronciano e ogni tanto si impietosiscono; i collaboratori di Caleb – Eliza e Dane – sono citati più volte, ma di loro conosciamo ben poco, quindi affezionarcisi è impossibile.
L’alchimia tra i due protagonisti è pressappoco inesistente e le scene di sesso sono scialbe e poco sentite. Insomma, Proteggimi per me è un no grande quanto una casa.
Una storia del genere aveva un bel potenziale, ma purtroppo l’autrice non ha saputo sfruttarlo al meglio. Sicuramente procederò con la lettura della serie – confido in un miglioramento nel secondo libro – ma come esordio decisamente non ci siamo.
Il mio voto è di 2/5.
Alla prossima,
Simona


La Slow Burn Series è così composta:

  • Keep me safe ( Proteggimi) – Pubblicato in Italia a Ottobre 2017
  • In his keeping ( Tienimi ) – Verrà pubblicato in Italia a Gennaio 2017
  • Safe at last – Data di pubblicazione ancora da stabilire
  • With every breath – Data di pubblicazione ancora da stabilire
  • Just one touch – Data di pubblicazione ancora da stabilire

Proteggimi di [Banks, Maya]Proteggimi, Maya Banks
Harper Collins Italia, 331 p.
Serie: Slow Burn #1
Traduzione di: Alessandra De Angelis
Copertina flessibile, € 14,90 
In vendita da Ottobre 2016

 

[Recensione] La musica del nostro amore – Kristen Proby

Buongiorno lettori e ben ritrovati!!
Il libro di cui parliamo oggi è un contemporary romance fresco di stampa, pubblicato lo scorso 13 Ottobre da Harper Collins Italia e primo libro di una serie che sembra avere tutte le carte in regola per conquistare i cuori delle lettrici italiane. Sto parlando de ” La musica del nostro amore” di Kristen Proby, autrice già nota al pubblico italiano grazie alla Newton Compton, che per ora ha pubblicato i primi due libri della With me series.

Seduction sta diventando il ristorante più frequentato di tutta Portland e Addison Wade è fiera di potersi prendere la sua parte di merito. Insieme alle sue quattro socie ha tutto l’interesse a far sì che il locale sia un successo ed è convinta che il modo migliore per attirare nuovi clienti sia offrire loro musica dal vivo. Il nome su cui puntare potrebbe essere Jake Keller. È vero che l’ex rockstar è fuori dal giro da qualche anno, ma la sua fama di artista è ancora intatta, e a quella di cattivo soggetto non ha mai smesso di lavorarci. Addie decide di rischiare, pur sapendo che non sarà facile gestirlo. Lavorare a stretto contatto con un tipo così carismatico e imprevedibile metterà a dura prova il suo autocontrollo, anche perché lei ha sempre avuto un debole per il magnetico musicista. Ma Jake ha un dono raro per la musica, e la buona riuscita di Seduction ha la precedenza su tutto. Così Addie chiude gli occhi, fa un bel respiro e sceglie di ascoltare il proprio cuore…


Addison Wade è la proprietaria del Seduction, un ristorante aperto da poco nel centro di Portland che sta conquistando il pubblico per l’ottima cucina e per l’accoglienza impeccabile. Accanto a lei ci sono le sue quattro migliori amiche – nonchè comproprietarie del locale – Kat, Cami, Mia e Riley. Questo romanzo è un vero e proprio inno all’amicizia femminile – e all’amicizia in generale – ed è stato bello entrare a far parte di questo esilarante quintetto di donne fantastiche. La storia che ci narra la Proby è divertente e arriva a toccare le corde più sensibili del nostro cuore, il tutto sempre mantenendo un’impronta stilistica fresca e sostenuta. Le pagine scorrono letteralmente una dietro l’altra, i capitoli si susseguono incalzanti ed è davvero difficile mettere da parte la lettura per dedicarsi ad altro. La Proby ci porta nel mondo di Addison e Jake – il bel musicista protagonista della storia – a trecentosessanta gradi, raccontandoci la loro tormentata storia d’amore a capitoli alterni: Addison prima e Jake poi si mettono a nudo per noi lettori, invitandoci a curiosare nelle loro anime e nelle loro vite disastrate.
Addie è sfortunata in amore: pur essendo una donna bellissima, con un grande cervello e un carattere deciso e sicuro incontra solo uomini che la illudono e la tradiscono. Ho apprezzato molto questo personaggio perché si è fatta conoscere nelle sue zone di luce e in quelle d’ombra, donandosi senza riserve. Addison è una di quelle protagoniste che non si piangono addosso, che cercano sempre di reagire ed uscire a testa alta da qualsiasi situazione.
Jake è un ex rockstar che da circa cinque anni ha appeso la chitarra al chiodo ed è passato dall’altro lato del palcoscenico, diventando produttore discografico assieme al suo amico ed ex componente degli Hard Knox, Max. Suonare di fronte ad un pubblico però gli manca ogni giorno di più e proprio per questo decide di candidarsi come solista per il weekend al Seduction (che sta cercando un musicista per le serate dal vivo nel fine settimana).
Jake rappresenta per certi versi lo stereotipo della rockstar: viene da un passato turbolento e non proprio semplice, non si è mai innamorato e si è divertito per molto tempo a passare da un letto ad un altro senza troppi complimenti. Dopo un terribile incidente che ha visto coinvolta Christina, la sua migliore amica, Jake ha deciso di ritirarsi dalla scena e di cambiare vita. Ho molto apprezzato la cura con cui l’autrice si è dedicata a costruire la psicologia di questo personaggio, che a mio avviso è il più riuscito dell’intero romanzo.
La musica del nostro amore è un libro che scalda, che coccola, che intrattiene e coinvolge senza tanti giri di parole. Mi è piaciuta moltissimo l’alchimia tra Addie e Jake, il loro cercarsi e poi respingersi, la naturalezza con cui si sono lasciati andare e si sono trovati. Come vi dicevo sopra l’autrice ha messo in rilievo non solo la bellissima storia d’amore tra i due protagonisti, ma anche la fitta rete di relazioni con i personaggi secondari. Le amiche di Addison sono un vero e proprio spasso, vi confesso che vorrei avere un team del genere al mio fianco anche io! E come non parlare poi del rapporto uomo-donna di Jake e Christina? Finalmente qualcuno che non ha timore di sostenere che l’amicizia tra uomo e donna possa esistere! Insomma, questo libro mi è piaciuto davvero tantissimo! Ne ho apprezzato le sfumature, l’intensità, l’alternarsi di sentimenti contrastanti. Non sempre tutto è filato liscio, ma ognuno di loro – compreso il barista che fa da comparsa per poche pagine – ci ha messo il cuore.
Altra protagonista che devo citare è lei, la musica. C’è sempre, ed accompagna Jake per tutto il romanzo. Mi piacciono tantissimo le storie che ruotano attorno ad essa e ritrovare tra le righe riferimenti a canzoni che adoro – come ad esempio Thinking out loud di Ed Sheeran – mi aiuta a visualizzare meglio alcune scene e ad apprezzarle maggiormente.
La componente sessuale è presente, ma non prende il sopravvento sul resto della storia.
Consiglio la lettura a chi cerca un romanzo semplice, diretto, coinvolgente e ricco di emozioni! Il mio voto è di 4/5.
Alla prossima,
Simona


La Fusion series per ora è composta da:

  • Listen to me ( La musica del nostro amore) – Pubblicato ad Ottobre 2016
  • Close to you ( Troppo vicino al cuore) – Sarà pubblicato in Italia a Maggio 2017
  • Blush for me – Verrà pubblicato in America a Marzo 2017.

Ogni libro avrà per protagonista una delle cinque socie del Seduction. Nel primo libro abbiamo conosciuto Addison, nel secondo conosceremo meglio Cami – la contabile del gruppo. I libri possono essere letti separatamente, tuttavia suggerisco di leggerli in ordine.


La musica del nostro amore, Kristen Proby
Harper Collins, 331 p.
Traduzione di: Vera Sarzano
Serie: Fusion #1
Copertina rigida, € 14,90
In vendita da Ottobre 2016

[Recensione] Delitto e rovescio – Claudio Paglieri

Buongiorno lettori e buon Martedì!
Vi capita mai di uscire dalla vostra comfort zone per quanto riguarda le letture che scegliete di fare? A me non capita spesso, sono sincera. La maggior parte delle volte preferisco andare sul sicuro e approcciarmi a generi letterari che so già essere di mio gradimento. Ogni tanto però una deviazione dal percorso ci sta, soprattutto quando ad essere oggetto di riflessione e di cambiamento sono libri meritevoli che vale la pena conoscere. E’ciò che è successo a me con il nuovo libro di Claudio Paglieri, che con il suo commissario Marco Luciani è riuscito a farmi apprezzare un genere che non leggo praticamente mai, ossia il giallo.

Marco Luciani ha lasciato la polizia e l’Italia: un taglio netto, una nuova vita a Barcellona, da padre single. A parte occuparsi del piccolo, vivacissimo Alessandro, l’ex commissario si limita a gestire la casa che Alice, amica e amante occasionale, affitta ai turisti. Forse, però, dentro di lui non si è del tutto spento il gusto di indagare, di frugare nelle vite degli altri, di completare i puzzle. O forse, più prosaicamente, i soldi cominciano a scarseggiare. È così che Luciani si rassegna ad accettare l’incarico di ritrovare la figlia scomparsa di un imprenditore italiano. La ragazza si chiama Martina, ha diciannove anni e viveva in un’Accademia di tennis poco fuori Barcellona, dove si allenava per diventare una professionista. Segni particolari: una bellezza fuori dal comune. La polizia locale non si occupa del caso perché, stando alle apparenze, Martina si è allontanata volontariamente, per sfuggire alle pressioni soffocanti di un padre padrone che la voleva campionessa a tutti i costi. Ma nessuno ha più sue notizie, e il suo telefonino è sempre muto… L’istinto di Luciani gli suggerisce che qualcosa non torna e lo spinge a scavare nella vita della ragazza, iscrivendosi all’Accademia e spacciandosi per un amatore che vuole migliorare il suo gioco. Ben presto, la sua indagine informale si scontra con i silenzi o le bugie delle amiche di Martina, dei maestri – qualcuno in rapporti non solo tennistici con le allieve – e dell’ambiguo gestore dell’Accademia. In questo match la posta in palio è altissima, e Luciani dovrà giocare al meglio delle sue possibilità se vuole ritrovare Martina prima che sia troppo tardi. O almeno fare giustizia in suo nome.


Delitto e rovescio è un libro che mi ha sorpresa in un modo che non mi sarei mai aspettata. Lo ha fatto con semplicità, con schiettezza, con ironia e suspense dosate al punto giusto. Sin dalle primissime pagine ho apprezzato la figura del commissario Luciani perché l’ho percepito autentico, sia nei rapporti con i suoi cari che nei confronti di persone estranee. Ci troviamo a Barcellona, dove Marco Luciani vive con il figlioletto Alessandro – dopo avere deciso di prendere una pausa dalla professione di poliziotto, Luciani si è trasferito in Spagna e lì conduce una vita pressoché tranquilla. Conosciamo le persone che popolano la sua quotidianità, come ad esempio Alice, giovane e promettente cantante rock con cui il commissario ha avuto una breve (e intensa) relazione. Sarà proprio lei a dare una scossa alla vita piatta e abitudinaria di Luciani, chiedendogli di aiutare un suo conoscente nella ricerca della figlia scomparsa.
Luciani inizialmente è scettico, perché non ha alcuna intenzione di farsi coinvolgere in una nuova indagine, ma poi piano piano si ritrova inevitabilmente coinvolto nel mistero che aleggia circa la scomparsa di Martina, giovane tennista dotata di una bellezza straordinaria. E’ da questo momento in poi che la storia entra nel vivo e ci troviamo di fronte ad una narrazione a più voci, tutte interessanti ed ognuna con qualcosa da dire.
La caratteristica che più ho apprezzato di questo romanzo è proprio la sua coralità, l’ampia panoramica che viene offerta al lettore circa gli eventi che si susseguono uno dopo l’altro. L’autore è stato abilissimo nel descrivere la sequenza degli eventi, passando dal passato al presente con disinvoltura e scioltezza. In questa storia tutti hanno un ruolo importante: conosciamo Irina e Martina, due ragazze che diventano amiche nell’accademia prestigiosa Risultati immagini per tennis tumblrdi tennis che entrambe frequentano. Queste due ragazze sono agli antipodi: Irina è forte, per certi versi spregiudicata, sa ciò che vuole e non ha paura a prenderselo. Martina al contrario – per quanto riguarda determinate questioni – è ancora timida, insicura. Il loro rapporto è particolare, non è una di quelle amicizie che tutti noi definiremmo normale, perché Irina influenza molto Martina, la spinge ad uscire dal guscio, a lasciarsi andare, a vivere esperienze e divertirsi come tutte le ragazze della sua età. Martina è più razionale, vuole impegnarsi nel tennis e non deludere il padre che vuole a tutti i costi vederla tra le prime cento della classifica mondiale ( anche se non è quello che lei vuole per il suo futuro, e questo lo capirete bene nel corso della lettura). Gli altri personaggi che incontriamo strada facendo sono tutti legati all’accademia di tennis e l’autore ci svela tutti i retroscena di quello che apparentemente sembra uno sport perfetto: partite truccate, wild card per alcuni tornei all’estero dove le atlete in realtà vengono mandate a prostituirsi, e tanto altro. Questo romanzo è stato interessante non solo per l’elemento giallo che è costituito dalla scomparsa di Martina, ma anche per tutto ciò che sta dietro a questo spiacevole evento. Marco Luciani si reca sul posto ed inizia ad indagare sotto copertura, cercando di raccogliere quante più informazioni possibili per risolvere il caso. Scopriamo un ambiente non proprio ideale da frequentare, dove i maestri ( uno in particolare, Carlos) si approfittano delle ragazze, e dove il Gran Maestro ( ossia il proprietario dell’accademia) è un uomo senza scrupoli, pronto a vendere le ragazze per un proprio tornaconto.
Delitto e rovescio è stato per certi aspetti un romanzo crudo, perché l’autore mette su carta senza troppi giri di parole una realtà che lascia interdetti, che fa indignare, che colpisce per la sua brutalità.
L’indagine si infittisce quando viene ritrovato nel mare – vicino Cannes – il corpo di una ragazza divorato dai pesci. Non voglio svelarvi altro, perché scendere nei particolari in una storia così fitta e intricata sarebbe impossibile. Posso dirvi però che non riuscivo a mettere giù il libro, avevo bisogno di scoprire cosa sarebbe successo, come Luciani avrebbe risolto il caso. E’raro che un romanzo giallo riesca ad appassionarmi così e sono contenta di avere trovato uno scrittore capace di farmi apprezzare un genere che sento molto lontano.
Accanto all’indagine conosciamo meglio la vita privata dell’ispettore, scopriamo il suo lato tenero nel rapporto con il figlio e lo troviamo alle prese con un passato che torna a bussare alla porta. Leggendo mi sono resa conto che c’è un altro libro dedicato al commissario Luciani ( che recupererò quanto prima) e che molti degli interrogativi che mi hanno accompagnata durante la lettura di Delitto e rovescio probabilmente vengono affrontati nell’indagine precedente.
Avrete capito che questo libro mi è piaciuto parecchio, per cui non posso fare altro che consigliarvelo! Dategli una chance anche se, come me, non siete amanti del genere: posso assicurarvi che le emozioni che vi darà questo libro non sono poche. Luciani è un personaggio ben costruito che saprà rendervi partecipi della sua vita e del suo lavoro e vi farà trascorrere delle ore piacevolissime in sua compagnia!
Il mio voto è di 4/5.
Alla prossima,
Simona


 Delitto e rovescio – Claudio Paglieri
Piemme, 372 p.
Genere Giallo
Cartonato con sovraccoperta, € 17,90
In vendita dal 18 Ottobre 2016

[Recensione] Non tutto si dimentica – Wendy Walker

Buongiorno e buon Lunedì, carissimi lettori!
Se amate il genere del thriller psicologico vi consiglio caldamente di proseguire la lettura di questa recensione, perché oggi vi porto alla scoperta di un libro che indaga nelle pieghe più profonde della mente umana dalla prima all’ultima pagina.
Non tutto si dimentica è uno dei titoli di punta di Ottobre per la casa editrice Nord, ed ha tutte le caratteristiche per conquistare i vostri cuori… e le vostre menti!

Risultati immagini per Non tutto si dimenticaTutti sanno cos’è successo a Jenny Kramer quella sera. Non capita spesso che una tranquilla cittadina di provincia sia teatro di un crimine e la notizia ha sconvolto l’intera comunità: durante una festa a casa di amici, Jenny è stata aggredita da un uomo, che poi è fuggito senza lasciare traccia. Tutti lo sanno, tranne Jenny. Perché lei è stata sottoposta a una terapia farmacologica sperimentale, che le ha cancellato dalla memoria quella terribile esperienza. O almeno così speravano i medici. In realtà, il corpo di Jenny non ha dimenticato e, a poco a poco, i demoni del passato iniziano a intaccare l’apparente serenità del presente, trascinando la ragazza sull’orlo del suicidio. E nemmeno i suoi genitori riescono a superare il trauma, ossessionati dall’idea che chi ha distrutto la vita della figlia sia ancora in libertà. Secondo il dottor Forrester, il terapeuta di Jenny, la ragazza non ha scelta: deve recuperare i ricordi di quella sera. Anche a costo di portare alla luce verità che gettano più di un’ombra sulla superficie perfetta di quella tranquilla cittadina di provincia… Grazie alla straordinaria capacità di coniugare suspense, dilemmi morali e colpi di scena, l’autrice esplora il lato oscuro dei rapporti familiari, dando vita a una storia potente e originale che ha conquistato gli editori di tutto il mondo.

Dopo aver scalato le classifiche americane, tedesche e francesi, Non tutto si dimentica è in corso di traduzione in altri 20 Paesi.

Questo libro mi ha incuriosita sin da quando ho ricevuto la newsletter da parte della casa editrice e ho provato subito l’immensa curiosità di avventurarmi tra le sue pagine.
Risultati immagini per all is not forgotten wendy walkerTirando le somme posso assicurarvi che le mie speranze e le mie aspettative sono state ampiamente ripagate: Wendy Walker scrive veramente bene! Non si limita ad esporre i fatti in modo sterile, ma si addentra nella psicologia umana con sicurezza, maestria e passione ( e noi lettori finiamo per appassionarci insieme a lei). Non tutto si dimentica è un libro che lascia il segno perché al suo interno racchiude più di un messaggio, più di una riflessione. Spesso ci interroghiamo, nella vita di tutti i giorni, su cosa sia giusto e cosa sbagliato: quante volte veniamo intrappolati all’interno di dilemmi morali? Quante volte ci chiediamo cosa succederebbe se, improvvisamente, potessimo dimenticare un brutto evento che ha segnato in negativo la nostra vita? Io me lo chiedo spesso e, ad oggi, ancora non ho trovato una risposta che possa andarmi bene. So solo che dopo aver letto il libro della Walker le mie domande e i miei punti interrogativi sono diventati ancora più grandi.
In questo libro non viene risparmiato assolutamente nulla: violenze brutali, passati tormentati, segreti inconfessabili, bugie. Tutto viene portato, lentamente, alla luce.La storia di Jenny Kramer è senza dubbio traumatica: durante una festa la giovane viene brutalmente violentata in un bosco e viene trovata agonizzante da alcuni coetanei, che prontamente chiamano i soccorsi. Una volta trasportata in ospedale Jenny viene sedata e in seguito operata, ma il dilemma più grande che si presenta ai suoi genitori – Tom e Charlotte – non ha nulla a che vedere con il danno fisico. I medici propongono ai signori Kramer una cura con un farmaco (inventato ai fini della storia) utilizzato spesso nei pazienti che soffrono di disturbo post traumatico da stress, che permette di “resettare” la memoria e di cancellare dalla mente della paziente l’evento traumatico ( in questo caso, lo stupro).Risultati immagini per girl cut herself gif
Ad avere la meglio è Charlotte, l’autoritaria e algida madre di Jenny, che accetta la somministrazione del farmaco alla figlia. Il vero punto chiave di questo libro non è lo stupro in sé, bensì le sue conseguenze a livello psicologico. Un farmaco può riuscire davvero a far dimenticare un evento così brutale? Quello che Wendy Walker ci rivela sulla psicologia umana è sorprendente. L’autrice svolge un’analisi certosina sul funzionamento della memoria a breve e lungo termine, ci rivela come i medicinali prescritti dai medici agiscono a livello psicologico, perché vanno a smorzare alcune componenti del nostro cervello e in che modo lo fanno. Non tutto si dimentica è una lettura complessa, che va affrontata con concentrazione e attenzione e, pur trattandosi di un testo di narrativa, trovo che sia ben sviluppato anche a livello tecnico. Si vede che l’autrice ha svolto numerose ricerche, si vede che dietro ogni spiegazione c’è uno studio accurato e nulla è lasciato al caso.
Questo libro mi ha letteralmente stregata: non riuscivo a smettere di leggerlo, ero avida di conoscenza, di scoprire cosa sarebbe successo nel capitolo successivo. La storia è narrata dallo psichiatra della famiglia Kramer, il dottor Forrester, che diventa subito il nostro punto di riferimento nel corso della lettura. E’ a lui che tutti i protagonisti rivelano i propri segreti più torbidi, quelle scomode verità taciute per troppo tempo che hanno portato ad inevitabili rotture e crisi. L’autrice non si limita ad analizzare il personaggio di Jenny, ma scava a fondo anche nelle dinamiche familiari e nella relazione tra i suoi genitori.
L’analisi accurata che ci viene fornita circa Charlotte e Tom è perfetta e i due scatenano in più di un’occasione sentimenti contrastanti nel lettore, in particolare Charlotte. In generale ogni personaggio in questo libro scatena qualcosa in chi legge: che sia odio, comprensione, rabbia, stima o qualsiasi altra definizione vi venga in mente, ognuno di loro dà il proprio contributo emotivo alla vicenda. Scordatevi la parola indifferenza, perché non si addice a questo libro.
Ho amato il modo in cui l’autrice ha saputo mescolare vari elementi, rendendoli omogenei e d’impatto. La Walker è riuscita ad accostare con eleganza e oggettività legami familiari, relazioni torbide, fragilità emotive, studi scientifici, elementi di psichiatria e analisi psicologica. Non tutto si dimentica è un libro che crea dipendenza, che ti spinge a divorare le pagine una dopo l’altra senza sosta, perché si arriva ad un certo punto in cui si avverte l’impellente bisogno di proseguire. Molto spesso il lettore è sollecitato a riflettere, le questioni etiche non mancano, e ogni pagina si rivela più sorprendente di quella precedente. La scrittura ricercata e al tempo stesso alla portata di qualsiasi tipo di lettore è stata poi la ciliegina sulla torta: complimenti vivissimi all’autrice – che, incredibile, è solamente un’esordiente ( pur essendo un avvocato di fama nel Connecticut  è alla sua prima esperienza nel mondo della scrittura).
Insomma, come avrete capito ho amato questo libro, quindi non posso fare altro che consigliarvelo vivamente! Il mio voto è di 5/5.
Alla prossima,
Simona


Nord, 359 p.
Traduzione di Barbara Ronca
Genere Thriller psicologico
Cartonato con sovraccoperta, 16,90 €
In vendita da Ottobre 2016