[Recensione] Solo una vita – Mariuccia La Manna

Bentornati al Salotto dei Libri, cari lettori!
La seconda recensione del giorno è dedicata ad un romanzo dolorosamente vero scritto dalla giovanissima e promettente Mariuccia La Manna e pubblicato dalla casa editrice Bonfirraro. Il suo titolo è “Solo una vita”, ma leggendolo capirete che – in realtà – è molto di più.

Solo una vita.jpgSolo una vita – Mariuccia La Manna
Bonfirraro Editore, 144 pagine
Genere: Narrativa
Collana: Futura
Brossura, € 15.90
In vendita da: 2016

Marta è una ragazza piena di vita, dal forte temperamento. A soli sedici anni decide di seguire lo slancio del cuore, quando quel pomeriggio in un campo di calcetto incrocia lo sguardo di Paolo. Marta conosce un unico sentimento: l’abbandono, quell’amore così travolgente che fa del suo uomo il perno di tutta la sua intera esistenza, nonostante tutto. Com’è potuto accadere? Trascorrono molti anni, ma Marta grida ancora a se stessa. Com’è potuto accadere? Lo ripete e lo ripete mille volte. E, in effetti, è accaduto l’impensabile…Con Marta, con la sua storia che si tinge di giallo, si percorreranno strade ricche di errori, di egoismo e di false giustificazioni, di insensata violenza e ingiustificabile perdono. Strade destinate a rimanere a senso unico anche quando si pensa che il desiderio e il bisogno di amare possa costruire ponti sempre nuovi, dilatare lo spazio destinato alla felicità in noi stessi e in chi scegliamo di avere accanto, far vedere agli altri orizzonti impossibili, da spiegare a persone che non hanno mai iniziato a cercarli veramente…


La violenza non è forza, ma debolezza.

lamannacard1.pngIl romanzo di Mariuccia La Manna è uno di quei libri che arriva senza chiedere permesso e che riesce a toccare le corde più sensibili dell’anima, quelle che non sempre sono facili da raggiungere, soprattutto per una scrittrice così giovane e al suo esordio. La storia di Marta non è perfetta, tuttavia è riuscita talmente a coinvolgermi da farmi dimenticare tutto il resto. Marta potrebbe essere chiunque: una vostra amica, vostra sorella, persino voi stesse, quindi entrare in sintonia con il suo dolore e la sua paura sarà naturale come bere un bicchiere d’acqua. Dalle parole scelte con cura dall’autrice trapela una sofferenza concreta, talmente fitta che si potrebbe tagliare con un coltello, talmente densa che a volte avrete la sensazione di soffocare. Solo una vita è una lettura potente, di quelle che cambiano un pò il modo di vedere il mondo dopo averla terminata. Ho apprezzato moltissimo la coraggiosa scelta dell’autrice di affrontare una tematica così attuale, la violenza sulle donne, in modo semplice e d’impatto, senza perdersi in inutili giri di parole e senza cercare di indorare la pillola. La violenza è cruda, folle, agghiacciante e non c’è spazio per altro. Quando arriva si prende tutto, spesso purtroppo anche la vita della povera vittima. Marta è quasi arrivata al punto di non ritorno, ma per un miracolo si salva, sente che la sua ora non è arrivata, che ha ancora molto da offrire a questo mondo. Nonostante gli anni di terrore è pronta, pian piano, a rimettersi in gioco e a dimenticare il folle e malato rapporto vissuto con quello che credeva essere l’amore della sua vita, Paolo. Quando vivi per tanto tempo a contatto con una persona gelosa e irascibile, finisci per convincerti che questo è ciò che ti meriti, che questo è ciò che finirai sempre a cui tornare. Marta ha vissuto per anni con la convinzione di dover perdonare i raptus di follia del suo compagno, perché per lei quella era la normalità, la vita che qualcuno, dall’alto, aveva previsto per lei. Questo messaggio riflette purtroppo la realtà in tutto il suo triste aspetto, perché molte donne tacciono e giustificano la violenza subita, convinte di essere nel torto e di meritare le percosse e le sevizie – spesso anche psicologiche. Marta è un personaggio che sembra uscire dalle pagine e consegnarsi direttamente nelle mani del lettore, è una donna che purtroppo vive in una società maschilista che spesso sottovaluta le richieste d’aiuto, è una donna che spera di essere salvata, ma si ritrova vittima di uno Stato indifferente, oltre che delle manie di un pazzo. L’autrice ci fa ripercorrere la storia di Marta e Paolo sin dagli albori e ci conduce negli anni, fino ad arrivare ad un tragico epilogo. Interessante è scoprire i meccanismi che fanno da contorno alla vicenda, i pensieri della protagonista e la sua costante sensazione di essere sbagliata. Solo una vita è, per certi versi, un breve romanzo psicologico il cui compito è portare all’attenzione del suo pubblico una realtà che è sotto gli occhi di tutti, ma di cui spesso si preferisce ignorare l’esistenza per paura o, semplicemente, per indifferenza. lamannacard2 (1)Nel corso delle pagine assistiamo al cambiamento di Marta e alla sua rinascita, ferita nel corpo e nell’anima, ma più forte di prima. Purtroppo la vita sembra accanirsi contro questa giovane donna, e forse per questo il romanzo mi ha lasciato un retrogusto amaro in bocca, come se il destino scegliesse puntualmente di accanirsi contro qualcuno che avrebbe tutto il diritto di godersi attimi di sana felicità. L’autrice avrà sicuramente avuto i suoi motivi per dare alla storia questa forma e questo percorso, ed io rispetto la sua scelta – pur non condividendola. Mariuccia La Manna dipinge la vita in tutta la sua triste realtà, esaltando sì quei momenti di pace che sembrano sempre più rari al giorno d’oggi, ma lasciando sempre la parola finale a quel senso di sconfitta e di perdita che sembra invadere spazio dopo spazio ogni angolo dell’esistenza della protagonista. Marta è una persona sfortunata, questo è chiaro, ma è anche una di quelle che dai guai cerca sempre di uscire più forte di prima – l’epilogo vi chiarirà meglio ciò a cui mi riferisco e che, per ovvie ragioni, non sto qui a scrivere. In conclusione, Solo una vita è un romanzo che mi ha profondamente colpita e commossa ed è riuscito a scuotere la mia coscienza – già di per sé molto sensibile sull’argomento. E’indubbiamente scritto con pathos e partecipazione e questo va senz’altro riconosciuto all’autrice, che spero ci donerà presto un altro romanzo. Do 4 stelline e non 5 perché, come vi accennavo sopra, ha lasciato in me una sensazione di insofferenza e amarezza che avrei preferito, onestamente, non provare dopo un percorso tortuoso e sempre in salita. Ciò non toglie che l’opera sia valida e meritevole di essere conosciuta, quindi è un romanzo che senz’altro vi consiglio e che riuscirà a sensibilizzarvi su un argomento così importante!
Alla prossima,
Simona

 

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