[Recensione] Le stanze dei ricordi – Jenny Eclair

Buon pomeriggio, lettori carissimi.
Chi mi segue su Instagram ( Il salotto di Simona) sa già quanto il libro di cui sto per parlarvi mi sia piaciuto. Sin dalle primissime righe la storia mi ha travolta e sono arrivata alla fine stremata, ma soddisfatta. Le ultime uscite in casa Sperling&Kupfer sono una più bella dell’altra e anche Le stanze dei ricordi di Jenny Eclair non fa eccezione. Perché questo romanzo mi è piaciuto così tanto? Continuate a leggere per scoprirlo!

le-stanze-dei-ricordiLe stanze dei ricordi – Jenny Eclair
Sperling&Kupfer, 384 pagine
Collana: Narrativa
Cartonato con sovraccoperta, € 18.90
In vendita da: Marzo 2017

Londra, Kennington Road. La grande casa georgiana al numero 137 è in vendita. Tanto affollata un tempo, ora è soltanto un nido vuoto, troppo grande per una donna sola. Troppo carica di ricordi per chi non vuole più essere prigioniera del proprio passato. E così Edwina Spinner, ex artista e illustratrice, ha deciso di andarsene. Mentre conduce l’agente immobiliare di stanza in stanza, si sente trasportare indietro nel tempo. La sua mente torna a cinquant’anni prima, quando si era trasferita lì dopo le nozze, giovanissima, con il primo, grande amore. Torna ai suoi bambini, i gemelli Rowena e Charlie, così imprevedibili, così diversi. Torna al secondo marito e al figlio acquisito, che l’ha sempre detestata – e che lei ora non riesce nemmeno a nominare. Ogni angolo della casa è intriso della loro gioia, delle loro lacrime, del loro sangue. Ci sono porte da cui Edwina sente ancora risuonare risate cristalline. Altre che preferirebbe non aprire mai più, per non lasciare uscire i segreti più inconfessabili. Come il ricordo della notte che ha spezzato per sempre la sua famiglia. Ma nemmeno Edwina conosce davvero tutta la storia. La verità su quella notte è un mosaico al quale mancano alcune tessere: un indizio nascosto in un baule mai aperto, una confessione rimandata da troppo tempo. E, per scoprire tutta la verità, Edwina dovrà affrontare proprio l’unica persona che non avrebbe voluto rivedere mai più. Straordinariamente avvincente, assolutamente imprevedibile, un romanzo che si tinge ora di suspense, ora di commozione, per raccontare i segreti e i drammi di una famiglia e ricordarci la forza dei legami di sangue e del perdono.


WhatsApp Image 2017-03-20 at 15.58.38.jpegAprire un libro e sentirsi a casa. Vi è mai capitato? A me è successo con il romanzo d’esordio di Jenny Eclair, un libro che è  viaggio tra passato e presente, tra segreti e dolori, tra le stanze di una casa che custodiscono ricordi di tempi andati. Insieme ad Edwina Spinner, una delle protagoniste, ci avventuriamo sul viale dei ricordi – un sentiero impervio, fatto di discese e di salite, di curve e rettilinei – e ripercorriamo la sua vita e quella dei suoi cari. Edwina, oramai anziana, fatica a tenere in ordine l’immensa casa georgiana di cui è proprietaria in uno dei quartieri benestanti di Londra, così decide di metterla in vendita e di affidarsi ad un agente immobiliare. Proprio durante l’ispezione dei vari locali insieme al giovane impiegato Edwina si lascia travolgere dai ricordi e, con la mente, torna ai tempi in cui la casa era movimentata e ricca di vita, quando accanto a lei c’erano la sua amica Alicia e i suoi figli, i gemelli Charlie e Rowena. Sposata dapprima con Ollie Treadaway – padre dei ragazzi – e poi con Dickie Spinner, Edwina non si è di certo annoiata, anche se la sua vita è cambiata di molto dopo la morte del primo marito. L’amore che la legava ad Oliver era travolgente e passionale, come tutti gli amori tipici della gioventù; con Dickie invece è stato tutto più razionale, più freddo. I due uomini sono diversi tra di loro come il giorno e la notte – nel corso del romanzo capirete bene i loro caratteri e imparerete a conoscerli – ed Edwina, rivolgendo lo sguardo al passato, si trova a rivivere ogni gioia e dolore provata con i due uomini della sua vita. Il comportamento della nostra protagonista non sempre è stato irreprensibile: Dickie, infatti, era sposato con un’altra donna e per suo figlio Lucas è stato difficile accettare la separazione dei genitori e la presenza di Edwina. Le stanze dei ricordi è un vero e proprio romanzo famigliare, di quelli complessi e riccamente intrecciati, dove si mescolano personalità differenti, gelosie e rancori, ma anche affetti sinceri e incondizionati (come quello di una madre per i propri figli). E’tenero e commovente al tempo stesso rivivere con Edwina l’infanzia dei gemelli, i primi passi, le prime camminate, le feste con gli amici e tutte le altre cose belle che hanno popolato l’ad0lescenza dei ragazzi. Quello che si percepisce, però, è un velo di tristezza per qualcosa che è accaduto e che ha rovinato tutto. Edwina è profondamente risentita nei confronti di Lucas, il suo figliastro e, pur non svelandoci troppo, ci lascia intendere che qualcosa è certamente successo. Il giro nelle stanze dei ricordi termina e, nella seconda parte del libro, conosciamo Fern – una giovane ragazza di buona famiglia che si trova a Manchester per studiare teatro e realizzare il suo sogno: diventare un’attrice. La vita di periferia è diversa dall’ambiente dorato in cui è cresciuta e la ragazza, pian pianino, si abitua ai nuovi ritmi e alle sue coinquiline rumorose, Dee e Felicity. Nella palazzina in cui vive ritroviamo qualcuno di nostra conoscenza: l’aitante e scapestrato Charlie Treadaway, uno dei gemelli di Edwina. Tra lui e Fern nasce un legame particolare, che dovrete scoprire leggendo ( sempre con attenzione, perché in questo romanzo ogni evento è legato a qualcos’altro e dovete rimanere concentrati per non perdervi nemmeno un piccolo pezzo per strada). Nella terza parte del libro seguiamo invece i pensieri di Lucas, lo conosciamo meglio nella sua infanzia e tutta la sua sofferenza viene fuori e si riversa nelle pagine e nel cuore del lettore. Tutte e tre le parti sono create ad arte e combaciano perfettamente tra di loro: sono rimasta stupita dalla bravura dell’autrice e dalla sua maestria nel combinare così sapientemente ogni singolo avvenimento. Unire così bene tre voci e dare loro una coerenza non è da tutti e Jenny Eclair c’è riuscita alla perfezione, con uno stile pulito e magnetico e una potenza narrativa notevole.
Consiglio la lettura di questo romanzo a chi ama le storie famigliari complesse, dove c’è sempre qualcosa da scoprire e qualche segreto da portare a galla, ma anche a chi ama i romanzi ben narrati, con una trama solida e uno stile altrettanto forte e sicuro di sé. Jenny Eclair è stata una meravigliosa scoperta e si è subito posizionata in cima alla lista delle mie scrittrici preferite. Sono una lettrice che va molto a pelle, seguo molto l’istinto e sin da subito ho capito che questo libro mi sarebbe piaciuto. Così è stato, spero che possiate amarlo tanto quanto l’ho amato io. Il mio voto è di 5/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

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[Recensione] Tutti i nostri segreti – Carla Buckley

Buongiorno lettori,
buon Giovedì a tutti voi! Il romanzo di cui parliamo in questa recensione è in uscita proprio oggi per una delle mie case editrici preferite, la Nord. Adoro questo editore perché propone titoli di qualità, adatti ad un pubblico eterogeneo e vasto. Il nuovo romanzo di Carla Buckley è uno di quei libri che si leggono tutto d’un fiato, tra suspense e colpi di scena. Siete pronti per scoprirlo insieme?

tutti i nostri segreti.jpgTutti i nostri segreti – Carla Buckley
Nord, 336 pp.
Collana: Narrativa Nord
Traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani
Cartonato con sovraccoperta, € 18,00
In vendita da Marzo 2017
Non è possibile. Mentre corre in ospedale, Natalie Falcone ripensa incredula alla telefonata che le ha fatto lasciare a metà turno la cucina del suo ristorante: c’è stato un incendio nella stanza che la figlia Arden e sua cugina Rory dividono al college e, per salvarsi, le ragazze si sono buttate dalla finestra e adesso sono entrambe in coma. Ma non solo: uno studente è rimasto ucciso e i vigili del fuoco sono convinti che l’incendio non sia stato un incidente. Non è possibile, continua a ripetersi Natalie davanti al capezzale di Arden. Perché qualcuno voleva farle del male? O è stata lei ad appiccare il fuoco? Natalie deve sapere. Deve mettere da parte il dolore e scandagliare la vita della figlia, una vita piena di ombre e di segreti che lei nemmeno immaginava. A poco a poco, Natalie si rende conto che persino il rapporto con Rory era tutt’altro che idilliaco, anzi celava un lato oscuro che è forse la causa della tragedia. E allora una domanda inizia a tormentarla: chi è veramente Arden? Dosando alla perfezione suspense, rivelazioni e colpi di scena, in Tutti i nostri segreti l’autrice esplora la complessità dei rapporti familiari e solleva un interrogativo che prima o poi ogni genitore si è posto: conosciamo davvero i nostri figli?


La prima cosa da sapere è che tutti hanno dei segreti.
La seconda è che, prima o poi, i segreti vengono alla luce…


WhatsApp Image 2017-03-15 at 19.18.21Carla Buckley
è un’autrice che mi ha profondamente colpita per il suo modo magnetico di narrare e di rendere reali tutti i suoi personaggi, dal primo all’ultimo. Era la prima volta che leggevo qualcosa di suo e dire che mi ha conquistata è poco, perché mi ha letteralmente stregata. Ultimamente sono piuttosto attratta dalle storie complesse che ruotano attorno ad una o più famiglie e che sono ricche di suspense, misteri e intrighi. Questo romanzo corrisponde perfettamente all’idea che mi ero fatta prima di iniziarne la lettura: rapporti complessi tra famigliari, segreti, bugie, misteri da portare alla luce e un legame speciale tra due cugine, Rory e Arden. Solitamente nei libri si dà maggior importanza al rapporto tra fratelli ( se sono gemelli, poi, meglio ancora) quindi leggere qualcosa di diverso, ma di altrettanto potente, mi ha sorpresa in maniera più che positiva.
Le due cugine protagoniste della storia sono caratterialmente diverse tra loro: Arden è quella più tranquilla, con la testa sulle spalle, timida e riservata. Rory invece è carismatica, ama eccellere ed essere elogiata dalle sue amiche, è esuberante e socievole. Sin dalle prime pagine capiamo che la situazione a casa non è idilliaca per entrambe: il padre di Rory e la madre di Arden (che sono fratello e sorella) gestiscono un’attività che, purtroppo, non sta andando bene e le due ragazze si vedono costrette a rinunciare al college, dopo anni e anni di studio e di sacrifici. Le famiglie riescono a trovar loro un’occupazione alternativa, molto meno prestigiosa dei traguardi che si erano prefissate all’inizio, ma sicuramente più abbordabile. A cambiare per sempre le loro vite è un terribile incendio al dormitorio dell’istituto, nel quale entrambe vengono coinvolte. I capitoli sono narrati prevalentemente dal punto di vista di Natalie, la mamma di Arden, e da Arden stessa (che ripercorre sia i momenti dopo l’incidente, quando è intrappolata nel suo corpo martoriato ed è incapace di parlare e di reagire agli stimoli, sia del passato), ma ci sono dei capitoli WhatsApp Image 2017-03-15 at 19.17.50.jpegnarrati anche dal punto di vista dell’altra protagonista, Rory. Leggere la storia da vari punti di vista mi ha entusiasmata e mi ha permesso di calarmi al meglio all’interno della vicenda: adoro i romanzi corali, soprattutto quando le voci narranti sono quelle femminili. Non so dirvi precisamente perché, ma con le protagoniste donne riesco sempre ad instaurare un feeling particolare e ad immedesimarmi al meglio nelle loro emozioni e nei loro ricordi. Questo romanzo è una vera e propria bomba: il ritmo è serrato e incalzante, non ci sono filtri tra il personaggio e il lettore (che si ritrova sempre più coinvolto nelle vite delle protagoniste). Numerosi sono i flashback tra passato e presente e questi salti temporali contribuiscono a rendere la lettura più interessante: credetemi quando vi dico che non riuscivo a staccarmi dalle pagine, dovevo assolutamente scoprire ogni più piccolo dettaglio riguardo il giorno dell’incidente. Da quel tragico evento vengono successivamente alla luce segreti non solo riguardo la vita delle ragazze, ma anche riguardo le loro famiglie, ci si interroga in più di un’occasione sul rapporto genitori/figli, non sempre chiaro e limpido come si potrebbe credere. Ideale per gli amanti delle storie ben narrate, Tutti i nostri segreti è senza dubbio un buon libro, intrigante e misterioso al punto giusto. Consigliato a chi ama le storie familiari, a chi è alla ricerca della verità e a chi ha bisogno di una lettura intensa, ma al tempo stesso non eccessivamente impegnativa. Carla Buckley è stata una piacevole scoperta, sicuramente leggerò altro di suo e spero che la casa editrice Nord continuerà a tradurla, perché trovo che sia una voce davvero valida nel panorama editoriale. Il mio voto è di 4/5 stelline.
Alla prossima
Simona

[Recensione] Milk and Honey – Rupi Kaur

Milk and Honey è un libro che ogni donna – non ogni lettrice, proprio ogni donna – dovrebbe tenere sul proprio comodino o sul tavolino in salotto… Una poesia splendidamente onesta che narra le esperienze quotidiane e collettive dell’universo femminile contemporaneo.
Huffington Post 

WhatsApp Image 2017-03-14 at 18.58.40.jpegCos’è la poesia se non un modo alternativo di dare voce a colori, emozioni e – più in generale – a ciò che ci circonda? Ho letto pochi  libri di poesie in vita mia e mai come in questo caso ne sono rimasta colpita e affascinata. Rupi Kaur ha un modo unico di mettere su carta il suo mondo interiore, un mondo che si rivolge al singolo tanto quanto alla comunità, perché sono tante le donne che sicuramente si riconosceranno all’interno dei versi incisivi e taglienti dell’artista indiana. Le poesie di Rupi Kaur sono pezzi di vita, di cuore, di anima a cui è impossibile rimanere indifferenti, penetreranno dentro di voi come lame e vi taglieranno in tanti piccoli pezzi. Avventurarmi tra le pagine di questa raccolta è stato catartico, un viaggio indimenticabile in cui ho avuto modo di guardare meglio dentro me stessa e di valutare chi e cosa mi circonda. Milk and Honey è uno di quei libri che ricorderò per sempre, che porterò sempre con me e che utilizzerò come balsamo per le ferite quando ne avrò bisogno. Lo stile dell’autrice è a dir poco unico, la voce di questa straordinaria donna è così potente che continuerà a riecheggiarvi dentro anche dopo aver girato l’ultima pagina del libro. La raccolta di poesie è suddivisa in quattro parti e ognuna di esse rappresenta un periodo della vita:
il ferire, dove l’autrice affronta principalmente il suo rapporto con il padre e con la famiglia. Questa prima raccolta di pensieri e disegni (si, perché oltre alle parole l’autrice è bravissima a comunicare anche con le immagini) è particolarmente penetrante e graffiante, la Kaur pone l’accento sulla condizione della donna all’interno della società e del Paese in cui è cresciuta e ci vengono descritte situazioni molto forti e dolorose. Soffrire con lei è inevitabile, così come sentirsi parte di quel corpo ferito e violato.

Sei tutta tua madre
porto bene la sua tenerezza, immagino
Avete gli stessi occhi
perché siamo sfinite tutt’è due
E le mani
abbiamo le stesse dita svigorite
ma quella furia tua madre non ce l’ha quella rabbia
hai ragione
questa furia è l’unica cosa
che ho preso da mio padre

l’amare, dove l’autrice si lascia andare al sentimento più potente di tutti: l’amore. Questa raccolta di poesie è particolarmente intensa, vissuta, sentita. L’amore visto dagli occhi di Rupi Kaur è totalizzante, permea ogni aspetto della vita ed è in grado di sollevare o, al contrario, sprofondare l’umore. L’intera opera è avvolta dall’erotismo, che come un filo invisibile lega l’autrice alle sue parole. La poesia, in fondo, è anche questo: fare l’amore con ciò che si scrive, legarsi a quanto messo su carta in maniera carnale, quasi fisica. L’erotismo della Kaur è sempre sofisticato, mai volgare e rende l’opera maliziosa al punto giusto, stuzzicando le fantasie del lettore e lasciando spazio alla sua immaginazione.

Che bel suono ha il mio nome
quando ti bacia la lingua

lo spezzare, in cui assistiamo alla fine di qualcosa, di quell’amore così carnale e mentale che tanto ci aveva inebriati pochi attimi prima. Lo spezzare si riferisce ad una condizione più ampia di quella sofferenza legata alla fine di un amore, tocca più aspetti della vita ed è legato anche alla fragilità psicologica, alla sofferenza mentale. E’difficile ricomporsi dopo essersi spezzati e aver perso l’altra metà, è straziante riconoscersi in pochi versi e constatare come con qualche parola l’autrice sia riuscita a dare forma a una delle condizioni più devastanti per l’essere umano: la perdita.

Me ne sono dovuta andare
ero stanca di
permetterti di
farmi sentire
qualcosa di meno
di un intero

il guarire, dove c’è un percorso di rinascita e di sutura, dove le ferite vengono rimarginate e si va avanti. Il guarire simboleggia la vittoria del bene sul male, il cambiare pelle, la consapevolezza di essere in qualche modo migliori. Si guarisce quando si accetta la realtà, quando impariamo ad amarci per ciò che siamo e non per ciò che gli altri vorrebbero che fossimo.

il modo in cui ti ami è
il modo in cui insegni altri altri
ad amarti

Mi sono innamorata di questo libro, penso oramai sia chiaro. Amo il modo in cui mi ha fatta sentire, le emozioni che ha provocato in me, le riflessioni che ha fatto scaturire dalla mia mente. Amo la sua semplicità e la sua schiettezza, l’erotismo da cui è avvolto e la sua purezza. Amo i disegni, le immagini così pertinenti e belle che non puoi pensare che possano esistere al di fuori di questo contesto e, soprattutto, amo la libertà con cui l’autrice ha affrontato determinati argomenti che sono considerati ancora tabù. Parlare di sesso, di sessualità, di violenza, di sofferenza nel modo in cui lo ha fatto la talentuosa autrice indiana non è da tutti e le sue parole magnetiche mi accompagneranno per sempre. Come dice l’Huffington Post questo libro va tenuto sempre accanto, che sia sul comodino, sul tavolo, in salotto, in borsa… poco importa. Ogni donna dovrebbe acquistarlo, per ricordare a se stessa il suo valore e l’importanza e la sacralità di manifestare il proprio essere. Il voto? 5 stelline, ovviamente ( e sono anche poche).
Alla prossima,
Simona

[Anteprima] Carry on – Rainbow Rowell

Cari lettori,
Rainbow Rowell sta per tornare! Dopo il successo ottenuto con Fangirl l’autrice è pronta per conquistare di nuovo i cuori dei lettori italiani, ed io non vedo l’ora di farmi conquistare da Simon e Baz, protagonisti di Carry On.
Pronti a scoprire insieme qualcosa di più su questo romanzo??

carry onCarry On – Rainbow Rowell
Edizioni Piemme, 540 pp.
Genere: Young Adult
Cartonato con sovraccoperta, € 17.00
In vendita da: 21 Marzo 2017

Dividere la stanza con la persona che odi di più è come dividerla con una sirena (di quelle che stanno sulle auto della polizia, non di quelle che cercano di bloccarti quando attraversi il canale della Manica). Non puoi ignorarla, e nemmeno abituartici. Non smetterà mai di darti fastidio. Dividere la stanza con la persona che desideri più di ogni altra al mondo è come dividere la stanza con un falò. Lui non fa che ammaliarti. E tu non fai che avvicinarti troppo. Pur sapendo che non ne uscirà mai nulla di buono. Ma tu insisti finché… Be’, finché non ti bruci.

In occasione dell’uscita di Carry On l’autrice sarà a Firenze, alla Libreria Feltrinelli in via De’ Cerretani alle ore 18.00, per un firmacopie e un incontro con i suoi lettori (fortunato chi potrà esserci!) ❤

Continuate a seguire la pagina di PIEMME FREEWAY per rimanere aggiornati!!
Alla prossima,
Simona 

[Recensione] Starlight – Cristina Chiperi

Buongiorno cari lettori,
ben tornati al Salotto dei Libri! Oggi parliamo del nuovo libro di un’autrice molto discussa in rete, nata come fenomeno italiano di Wattpad e conosciuta sicuramente da tutti voi per la sua serie My Dilemma. Avete capito di chi sto parlando, vero? Proprio di lei, la giovanissima Cristina Chiperi che, in poco tempo, è riuscita a scalare le classifiche e a posizionarsi tra i primi posti dei libri più venduti. Qual è l’ingrediente segreto del suo successo? Continuate a leggere per scoprire la mia idea a riguardo.

starlightStarlight – Cristina Chiperi
Garzanti, 200 pp.
Cartonato con sovraccoperta, € 14,90
In vendita da: Febbraio 2017

I corridoi dell’università sembrano infiniti, soprattutto per una matricola come Daisy. Tutto è nuovo ed entusiasmante per lei. Non riesce a immaginare un periodo più sereno della sua vita, fino a quando in quegli stessi corridoi incontra due occhi che avrebbe preferito non rivedere. Appartengono a Ethan, il suo migliore amico quando aveva dodici anni. Dietro quel ciuffo ribelle, Daisy riconosce il ragazzino timido e misterioso che l’aveva conquistata con le sue storie sul cielo e le costellazioni, soprattutto quelle stelle binarie che viste dall’occhio umano sembrano una sola, ma in realtà sono due e sono inseparabili. Ruotano sempre insieme nonostante tutto, qualunque cosa succeda. Così erano lei e Ethan. Poi tutto è cambiato. Perché lui ha tradito la sua fiducia e Daisy non crede che possa più esistere un legame così forte. Non crede più nella magia delle stelle. Lei crede nel fascino delle parole e dei ragionamenti. Non potrebbero essere più diversi di così, lei persa tra gli insegnamenti dei suoi amati filosofi e lui nelle formule astronomiche. Parlano due lingue differenti ormai. Eppure rincontrarlo dopo tanto tempo le fa provare emozioni forti e contrastanti. Daisy deve scegliere tra perdonare e ricordare. Il primo istinto è quello di fuggire. Perché la luce delle stelle a volte può abbagliare. Ma stelle binarie si nasce, e non si può fare nulla per cambiare il destino. C’è sempre una forza che ti riporta indietro. Il tuo posto è lì, per sempre.


Con My Dilemma is you Cristina Chiperi non era riuscita a convincermi, purtroppo. La storia aveva del potenziale, ma non era riuscita a catturarmi e a far scattare in me la famosa scintilla (che cerco sempre in tutte le storie in cui mi tuffo). Memore della precedente esperienza mi sono avvicinata a Starlight in punta di piedi, curiosa e al tempo stesso dubbiosa, e quando ho girato l’ultima pagina ho tirato un lungo sospiro di sollievo. Questa volta, cari lettori, ci siamo. Sicuramente la Chiperi ha ancora tanta strada da percorrere, ma ho notato dei grandi passi avanti nel suo modo di scrivere e di rendere partecipe il lettore. Ho trovato l’autrice maturata e più consapevole rispetto alla sua precedente esperienza e questo – unito al magnifico e accurato lavoro che sicuramente Garzanti ha svolto – ha portato ad un risultato soddisfacente sotto ogni punto di vista.
WhatsApp Image 2017-03-07 at 18.00.57.jpegPartiamo dalle basi: la trama di Starlight è ben strutturata, c’è la giusta tensione tra i personaggi e lo stile dell’autrice è fresco e adatto al tipo di storia che sta raccontando. Niente giri di parole, niente ripetizioni: la Chiperi ci porta alla scoperta di due mondi apparentemente distanti tra loro – la filosofia e l’astronomia – e ci mostra la sua crescita stilistica con citazioni e approfondimenti che ho davvero apprezzato.
I personaggi interagiscono tra loro e sono credibili, anche se non sempre le dinamiche tra le varie situazioni vengono approfondite. La protagonista è Daisy, studentessa di filosofia dal passato tormentato che cerca di ricominciare a vivere e a fidarsi degli altri. Dopo essere stata delusa (durante gli anni delle scuole medie) dal suo migliore amico Ethan, per lei è difficile fidarsi totalmente di chi le sta attorno. Alle superiori ha conosciuto quelli che sono diventati i suoi inseparabili amici, Noemi e Alessandro, che in qualche modo l’hanno aiutata a ritrovare se stessa e un pizzico di fiducia nel mondo. Daisy sembra essersi lasciata alle spalle il suo passato, ma il destino ci mette come sempre lo zampino e porte che pensava di aver chiuso per sempre torneranno a riaprirsi. Le dinamiche tra i vari personaggi sono interessanti e movimentate, ci sono contrasti, gelosie e incomprensioni, ma anche amicizia e affetto. La Chiperi descrive molto bene i tumulti e le emozioni che affollano il cuore dei più giovani e, tornando alla domanda iniziale, secondo me il suo punto di forza è proprio questo: parla di cose attuali in cui tanti ragazzi possono riconoscersi. Le situazioni che la giovane autrice crea sono reali, vicine a chi legge. Sono sicura che tante ragazze leggendo i suoi libri si siano riconosciute in alcuni comportamenti e/o atteggiamenti e questo è un ingrediente fondamentale per arrivare al cuore dei lettori e, in qualche modo, fidelizzarli. Ovviamente potrei sbagliare, ma questa è l’idea che mi sono fatta: la Chiperi si cala nei panni dell’amica, della confidente e – in un modo che può piacere o meno – si pone sullo stesso piano dei suoi lettori.
Starlight mi è piaciuto e l’ho divorato nel giro di pochissimi giorni: è un prodotto fresco, che funziona e intriga, che cattura lo sguardo e l’attenzione. Ho adorato le descrizioni scientifiche, in particolare quelle legate al sistema binario, e mi sono innamorata di Ethan. Come al solito i personaggi maschili sono quelli che più mi colpiscono, ma in questo caso non poteva essere altrimenti: datemi un uomo che parla di stelle e mi sciolgo ai suoi piedi. Ethan e Daisy hanno un rapporto speciale e conflittuale, tra di loro ci sono scogli che sembrano insormontabili e a volte ho trovato la protagonista troppo costruita e cocciuta. Daisy nel complesso è un buon personaggio, ma spesso e volentieri è troppo concentrata su se stessa e si rende cieca all’evidenza. Molto interessanti le dinamiche con i personaggi secondari, ho apprezzato l’importanza data all’amicizia e alla famiglia.
Starlight è senza dubbio un libro per ragazzi, leggero e poco impegnativo, ma non per questo meno valido. Cristina Chiperi mi ha sorpresa e conquistata come non credevo possibile e mi auguro che possa continuare sempre su questa strada. Ho adorato le citazioni filosofiche/scientifiche all’inizio di ogni capitolo (in pieno stile Garzanti) e anche quelle presenti all’interno della storia. La mia preferita è senza dubbio questa:

La pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce.
Jean Jacques Rousseau

Il mio voto è di 4/5 stelline (meritate dalla prima all’ultima). Non vedo l’ora di leggere il sequel – dopo il finale inaspettato sicuramente ne vedremo delle belle!
Alla prossima,
Simona