The Winner’s Curse. La maledizione – Marie Rutkoski

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!!
Come avrete sicuramente notato mi sto prendendo un periodo di vacanza e le attività di recensione sono rallentate, ma non temete perché ogni volta che terminerò una nuova lettura sarò qui per recensirla. Oggi è proprio uno di quei giorni, infatti vi parlerò dell’ultimo bellissimo romanzo che ho avuto il piacere di leggere: si tratta di The Winner’s Curse. La maledizione, primo capitolo di una trilogia firmata da Marie Rutkoski e portato in Italia da Leggereditore.

ThewinnerThe Winner’s Curse – Marie Rutkoski
Leggereditore, 300 pagine
Collana: Narrativa
Genere: Fantasy Young Adult
Traduzione di: Giada Fattoretto
Copertina rigida, € 14.90
In vendita da: Luglio 2017

In quanto figlia di un potente generale di un vasto impero che riduce in schiavitù i popoli conquistati, la diciassettenne Kestrel ha sempre goduto di una vita privilegiata. Ma adesso si trova davanti a una scelta difficile: arruolarsi nell’esercito oppure sposarsi. La ragazza, però, ha ben altre intenzioni… Nel giovane Arin, uno schiavo in vendita all’asta, Kestrel ha trovato uno spirito gentile e a lei affine. Gli occhi di lui, che sembrano sfidare tutto e tutti, l’hanno spinta a seguire il proprio istinto e a comprarlo senza pensare alle possibili conseguenze. E così, inaspettatamente, Kestrel si ritrova a dover nascondere l’amore che inizia a sentire per Arin, un sentimento che si intensifica giorno dopo giorno. Ma la ragazza non sa che anche il giovane schiavo nasconde un segreto e che per stare insieme i due amanti dovranno accettare di tradire la loro gente o altrimenti tradire sé stessi per rimanere fedeli al proprio popolo. Kestrel imparerà velocemente che il prezzo da pagare per l’uomo che ama è molto più alto di quello che avrebbe mai potuto immaginare…


Ottenere quello che desidera potrebbe costarle tutto ciò che ama

rutkoskicard1.pngLa maledizione del vincitore.
Sapete cos’è? Se la risposta è no tranquilli, perché sto per dirvelo io.
Si tratta di un meccanismo per il quale, in ambito economico, una persona è portata all’acquisto di un bene (mobile o immobile) pagandolo ad un prezzo molto più alto del suo effettivo valore commerciale. Perché questa premessa? Non sono impazzita, né sto cercando di impartirvi lezioni di economia. Parto da qui perché questo concetto è alla base del romanzo di cui stiamo per parlare, si tratta delle fondamenta su cui la storia di Kestrel ed Arin è stata costruita.
I due protagonisti, socialmente parlando, non potrebbero essere più diversi di così: Lady Kestrel è una valoriana, figlia del generale Trajan, colui che dieci anni prima conquistò le terre abitate dagli herrani e ridusse i suoi abitanti in schiavitù. Arin – che inizialmente conosciamo come Smith – è uno degli schiavi herrani, sopravvissuto alla guerra e introdotto al mestiere della forgiatura. Il primo incontro tra i due protagonisti avviene in occasione di un’asta, ed è proprio qui che la maledizione del vincitore fa la sua comparsa: Kestrel, che si trova nell’arena per puro caso, paga una cifra esorbitante per portare a casa con sé il giovane herrano dall’imponente statura e dallo sguardo fiero. La ragazza si sente attratta inspiegabilmente da lui, per motivi ignoti e indipendenti dalla sua volontà.
rutkoskicard2.pngDa quel momento in poi la storia è un susseguirsi di incontri e scontri, di ricordi ed emozioni, di sentimenti prepotenti e di compromessi. Il primo capitolo della trilogia di Marie Rutkoski ci regala emozioni altalenanti, ci tiene stretti a sé come solo pochi libri riescono a fare e staccarsi dalle sue pagine è semplicemente impossibile. Complice uno stile narrativo fluido e accattivante, The Winner’s Curse promette fuoco e fiamme e il finale aperto e al cardiopalma lascia aperte numerose porte e altrettanti colpi di scena. Ho trovato il ritmo della narrazione serrato al punto giusto, l’autrice ha alternato sapientemente scene di azione a momenti di riflessione e di intimità, lasciando spazio anche a sentimenti quali il pregiudizio, la rabbia e la paura. I personaggi dipinti da Marie Rutkoski parlano direttamente al lettore, e ad esso si consegnano interamente. Ho amato moltissimo la figura di Kestrel, un’eroina coraggiosa ed intrepida, scaltra come pochi e stratega nata – i suoi ricatti e i suoi stratagemmi le salveranno la vita numerose volte e spesso, al contrario, le serviranno per proteggere i suoi cari. Arin è una figura altrettanto d’impatto, ma devo ammettere che non sempre è riuscito a convincermi (per motivi che scoprirete leggendo). I personaggi secondari sono influenti, ma fino ad un certo punto. Il vero punto di forza della storia sono i due giovani dal cuore intrepido che, nonostante le rivalità dei rispettivi popoli, trovano il modo di avvicinarsi, conoscersi e comprendersi al di là di ogni regola e di ogni pregiudizio. Il filone narrativo si snoda principalmente attorno a due elementi: da una parte abbiamo senza dubbio la storia d’amore – che c’è ma non appesantisce e, soprattutto, non catalizza l’attenzione al punto da far passare in secondo piano l’altro elemento, ossia la disparità sociale tra valoriani ed herrani e la rivolta che questi ultimi stanno organizzando in gran segreto. 
The Winner’s Curse
è un libro intrigante e fitto di segreti, bugie, complotti e verità taciute. L’autrice è riuscita a creare una società credibile basandosi molto su quanto avvenuto in passato tra greci e romani, e il risultato è quello di un romanzo che funziona, che attira l’attenzione, che non stanca mai. Sono curiosissima di scoprire cosa accadrà nel secondo volume della saga, spero di poterlo leggere al più presto. A questo primo capitolo do 4/5 stelline e, ovviamente, ve lo straconsiglio! Alla prossima,
Simona

[Recensione] Non avrai segreti – Penelope Ward

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!!
Chiudiamo la settimana con la recensione ad un libro che, purtroppo, non mi è piaciuto. Sto parlando di Non avrai segreti, un contemporary romance stand alone di Penelope Ward pubblicato a fine Giugno dalla casa editrice Tre60.

Non avrai segretiNon avrai segreti – Penelope Ward
Tre60, 288 pagine
Collana: Narrativa Tre60
Genere: Young Adult/Contemporary romance
Traduzione di: I. Katerinov
Cartonato con sovraccoperta, € 16.40 (cartaceo); € 2.99 (ebook)
In vendita da: Giugno 2017

Sin dal loro primo incontro, l’attrazione tra Elec e Greta è irresistibile. Ma se lei è dolce e gentile, lui si comporta in modo stranamente scontroso e aggressivo. Greta però non riesce a smettere di cercarlo: è sicura che sotto quella corazza di tatuaggi e muscoli lui nasconda un cuore tenero e che, dietro il suo sguardo glaciale, ci sia un desiderio feroce, capace di portarla all’estasi. Quando finalmente Greta riesce a conquistarlo, provando sensazioni a lei sconosciute sino a quel momento, una questione famigliare costringe Elec a tornare in California… Dopo sette anni, Elec e Greta s’incontrano ancora. Lei si è ricostruita una vita, mettendo da parte i sentimenti che l’hanno tenuta a lungo legata a lui. Lui ha una nuova compagna di cui sembra essere sinceramente innamorato. Ma è davvero tutto cambiato? Quando un brivido le percorre la schiena, Greta ha un cattivo presentimento: il suo cuore sta per spezzarsi ancora…


L’amore ha il potere di consumarti, ma anche di farti sentire vivo.

WARD1.pngNon ci siamo. Decisamente no. 
Esordisco così perché purtroppo le aspettative che avevo nei confronti di questo romanzo sono state ampiamente deluse. Dopo aver letto – e amato – Bastardo fino in fondo ho deciso di approcciarmi a Non avrai segreti, l’altro romanzo di Penelope Ward pubblicato da pochissimo in Italia, ma questa seconda esperienza non si è rivelata all’altezza della prima, con mio grande rammarico.
Prima di iniziare la lettura di Non avrai segreti sapevo già di trovarmi di fronte ad uno dei primissimi romanzi pubblicati dall’autrice americana – se non erro la pubblicazione in lingua di questo libro risale al 2014 – quindi avevo già messo in conto di poter incappare in uno stile acerbo e non pienamente sviluppato. Da questo punto di vista, infatti, non ho ricevuto sorprese inaspettate e quello che immaginavo a proposito della narrazione si è rivelato fondato. Quello che invece proprio non mi sarei aspettata è la totale assenza di emozioni mentre leggevo la storia di Elec e Greta. Avrei potuto leggere la lista della spesa o le prescrizioni del medico e il risultato sarebbe stato comunque lo stesso: zero coinvolgimento, pathos ridotto al minimo (anche in quelle occasioni in cui, al contrario, l’adrenalina sarebbe dovuta schizzare alle stelle) e una parte finale che, dal mio punto di vista, l’autrice avrebbe potuto tranquillamente risparmiarci.
Il romanzo è narrato prevalentemente dal POV di Greta, protagonista femminile e sorellastra di Elec, un adolescente tormentato e ribelle da sempre in contrasto con il padre. La storia, nella prima parte, affronta il periodo in cui i due protagonisti si sono conosciuti e hanno convissuto sotto lo stesso tetto, tra scherzi di cattivo gusto, ripicche e provocazioni non troppo velate. Ho trovato questa prima parte decisamente affrettata, l’attrazione improvvisa tra Greta ed Elec e tutto ciò che ne è derivato non mi ha lasciato nulla, nemmeno il più piccolo accenno di batticuore. La narrazione è troppo veloce e, a mio avviso, non si sofferma ad approfondire situazioni e dinamiche che, al contrario, meriterebbero qualche piccola attenzione in più. La seconda parte del romanzo si svolge sette anni dopo gli eventi narrati inizialmente: Greta ed Elec sono cresciuti, entrambi WARD2.pnghanno una nuova vita e un lavoro, ma il passato tornerà di nuovo a bussare alle loro porte. Per una serie di circostanze che non sto a specificare i due si rincontrano e scoprono che l’attrazione fatale tra loro è ancora forte ed esige di essere soddisfatta. Anche mentre leggevo del riavvicinamento tra i due protagonisti non ho provato nulla, eppure due innamorati che non si vedono per sette anni dovrebbero far infiammare il lettore quando, per colpa (o merito) del destino tornano ad incontrarsi, non credete? Non so se il problema sono io o il romanzo in sé – se poi di problema vogliamo parlare, visto che la lettura è molto soggettiva – ma comunque vogliamo metterla il risultato non cambia: Elec e Greta non mi hanno conquistata. La loro storia tormentata e proibita non mi ha fatto né caldo né freddo, anzi ho trovato esagerati molti atteggiamenti – ad esempio il vero e proprio feticismo che Elec nutre nei confronti del collo (si avete capito bene, il collo) di Greta. La parte finale poi è quella che mi ha convinta di meno perché l’autrice, tramite un escamotage che scoprirete leggendo, ci fa rivivere la conoscenza tra i due e i relativi sviluppi dal punto di vista maschile. Mi chiedo io, perché? Se lo scopo era quello di farci conoscere meglio Elec la Ward avrebbe potuto introdurre dei capitoli narrati da lui, evitando di appesantire il tutto e di farci rileggere cose già lette.
Unica lancia che spezzo in favore di Non avrai segreti è la velocità con cui si fa leggere, le pagine scorrono via una dietro l’altra e si arriva alla fine del libro in pochissimo tempo.
Mi dispiace tantissimo, però, dover bocciare un romanzo in cui avevo riposto molte aspettative, soprattutto perché la mia esperienza di lettura con la Ward era iniziata nel migliore dei modi. Non mi sento di consigliare questo libro a chi è alla ricerca di un buon contemporary romance, perché ce ne sono di assolutamente migliori sulla piazza. In questo caso potete tranquillamente passare oltre. Il mio voto è di 2/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

[Recensione] Amore reale – Emma Chase

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!!
Il mese di Agosto è iniziato in compagnia di un’autrice di cui ho sempre sentito parlare benissimo, ma che non avevo mai letto prima d’ora. Il suo Amore reale sarà riuscito a conquistarmi? Continuate a leggere per scoprirlo!

amore-reale_9108_x1000.jpgAmore reale – Emma Chase 
Newton Compton Editori, 352 pagine
Collana: Anagramma
Genere: Contemporary Romance
Traduzione di: Francesca Barbanera
Copertina rigida, € 9.90 (cartaceo); € 5.99 (ebook)
In vendita da: Giugno 2017

Nicholas Arthur Frederick Edward Pembrook, principe di Wessco, detto “Sua Bollente Altezza”, è un uomo affascinante e sfacciatamente arrogante. Come biasimarlo: è difficile essere modesti quando tutti si sperticano in continue genuflessioni al tuo passaggio. Ma, in una gelida notte a Manhattan, il principe incontra una ragazza bellissima dai capelli scuri che non si inchina davanti a lui. Anzi, gli lancia addirittura una torta in faccia… Uscire con un principe non è proprio tra le cose che la giovane cameriera Olivia Hammond si aspettava potessero accaderle. Le smorfie di disprezzo sul volto della regina madre, l’accanimento dei paparazzi e il diffondersi a macchia d’olio di gossip di ogni tipo sgomenterebbero chiunque. Ma agli occhi di Olivia, Nicholas, tolta la corona, è un uomo affascinante, uno per cui vale la pena lottare. Nicholas dovrà decidere se piegarsi alle convenzioni e diventare il re che la sua famiglia si aspetta che sia, o restare l’uomo che sente di essere e amare Olivia per sempre…


La cattiva reputazione è temporanea, la celebrità è incostante, ma il sangue blu…
Il sangue blu è per sempre.

chasecard1.pngLa mia esperienza con Emma Chase inizia con il primo volume della Royal Series, Amore reale, un contemporary romance a sfondo principesco dove tutto è possibile, proprio come in una fiaba. I protagonisti della storia sono letteralmente agli antipodi, soprattutto dal punto di vista sociale: Nicholas Pembrook è il principe ereditario al trono di Wessco (un Regno inventato dall’autrice), mentre Olivia Hammond è la proprietaria di una caffetteria nel cuore di New York. Come in ogni fiaba che si rispetti è giusto sognare ad occhi aperti, quindi preparatevi ad essere travolti da un amore magico e travolgente – dimenticatevi, però, il principe azzurro sul cavallo bianco: Nicholas Pembrook è moro, tenebroso, sa come farsi rispettare e, come se non bastasse, guida una bellissima moto. Il primo incontro tra i due protagonisti non è dei migliori e finisce a torte in faccia nel vero senso della parola. Olivia dimostra sin da subito di avere carattere e farà girare la testa al principe erede al trono – di cui, inspiegabilmente, la ragazza sembra non conoscere i connotati fisici.
Amore reale è un libro che mi ha divisa in due, mi è piaciuto molto sotto certi aspetti, ma decisamente meno sotto altri. Iniziamo con le cose positive: ho apprezzato moltissimo la scrittura dell’autrice, sempre fluida e sul pezzo. Mi sono divertita a conoscere più da vicino entrambi i protagonisti grazie al POV alternato – espediente che non sempre riesco ad apprezzare e che invece, in questo libro, mi ha soddisfatta. La storia d’amore tra Nicholas e Olivia rappresenta il sogno di molte donne e farà palpitare molti cuori. Scene romantiche si alternano a momenti di riflessione e, ancora, ad attimi piccanti e sensuali. Una menzione speciale meritano i personaggi secondari, che ho trovato divertenti e ben inseriti all’interno del filone narrativo principale – in particolare ho adorato la figura del principe Henry, fratello minore di Nicholas e protagonista del prossimo libro della serie. Insieme tra loro questi personaggi funzionano alla grande e leggere le loro avventure è spassoso ed emozionante, seppure – devo ammettere – piuttosto surreale. Ed è proprio qui che volevo arrivare, perché se è vero che sognare chasecard2.pngnon fa male, è anche vero che a tutto c’è un limite. L’autrice ha gettato le basi per una buona storia, questo è innegabile, tuttavia ho trovato che spesso e volentieri la trama facesse acqua da tutte le parti. Iniziamo col parlare della protagonista, Olivia. Inizialmente restia nei confronti di Nicholas, non appena scopre la sua vera identità cambia idea e acconsente ad uscire con lui per un appuntamento (dopo un primo approccio, vi ripeto, non dei più amichevoli). Olivia è un personaggio controverso che non mi ha convinta fino in fondo, è spesso incoerente ed egoista, perché se è vero che ha sacrificato molto per mantenere l’attività di famiglia, è anche vero che andando avanti con la lettura la sua integrità morale va, progressivamente, scemando. Per non parlare poi di Nicholas, che sul finale mi ha letteralmente lasciata senza parole e – badate bene – non in positivo. Capisco che nei romanzi di questo tipo il lieto fine sia conseguenza naturale degli eventi – e mi sta bene – tuttavia non amo quando l’happy ending viene forzato e snaturato, confezionato senza logica e in modo affrettato. Purtroppo è il finale a rovinare il giudizio che mi ero fatta nei confronti di questo romanzo, non mi è piaciuto l’escamotage trovato dall’autrice per concludere questo primo capitolo della Royal Series, mi sarei aspettata qualcosa di diverso (seppure altrettanto soddisfacente per i protagonisti). In conclusione non posso dire che Amore reale sia un brutto libro, perché direi una bugia. E’un romanzo che si fa leggere in pochissimo tempo, che intrattiene e regala ore di lettura piacevolissime, i personaggi sono ben delineati e quasi sempre all’altezza delle aspettative. Una piccola nota dolente io l’ho trovata, ma ovviamente potrebbe non essere così per tutti, quindi se amate il genere provate a dargli un’opportunità. A me personalmente non è dispiaciuto – non mi ha esaltata come altri romanzi del genere, ma non mi ha nemmeno fatto storcere il naso come altrettanti libri simili. In definitiva il mio voto è di 3/5 stelline.
Alla prossima,
Simona

[Recensione] Bastardo fino in fondo – Penelope Ward, Vi Keeland

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!!
Iniziamo la settimana con la recensione ad un contemporary romance imperdibile per tutti gli amanti del genere. Sto parlando di Bastardo fino in fondo, scritto a quattro mani da Penelope Ward e Vi Keeland.

Bastardo fino in fondoBastardo fino in fondo – Penelope Ward, Vi Keeland
Newton Compton Editori, 288 pagine
Genere: Contemporary Romance
Traduzione di: Brunella Palattella
Cartonato con sovraccoperta, € 9.90 (cartaceo) e € 5,99 (ebook)
In vendita da: Luglio 2017

Un australiano sexy e arrogante di nome Chance. Era davvero l’ultima persona in cui mi aspettavo di imbattermi nel mio viaggio attraverso il Paese. Quando la mia macchina si è rotta, abbiamo fatto un accordo: niente programmi, saremmo andati avanti per miglia e miglia passando notti sfrenate in motel sconosciuti senza limiti e senza una meta precisa. E così quello che doveva essere un normale viaggio si è trasformato nell’avventura della vita. Ed è stato tutto davvero incredibile finché le cose non sono diventate serie. Lo desideravo, ma Chance non si esponeva. Pensavo che mi volesse anche lui, invece qualcosa sembrava trattenerlo. Non avevo intenzione di perdere la testa per quel bastardo arrogante, soprattutto da quando avevo saputo che le nostre strade stavano per dividersi. D’altra parte si dice che tutte le cose belle prima o poi finiscono, o no? Forse è così, o forse ero io che non volevo vedere la fine della nostra storia…


A volte è necessario perdere tutto per capire di che cosa abbiamo davvero bisogno

viwardcard1.pngLe letture del mese di Luglio si sono concluse in bellezza grazie ad un romanzo inaspettato e travolgente che mai avrei creduto potesse coinvolgermi così tanto. Bastardo fino in fondo del duo Keeland-Ward è il libro perfetto per emozionarsi ed estraniarsi completamente dalla realtà. A renderlo così speciale, oltre ad una trama accattivante, sono i due protagonisti – Aubrey e Chance – entrati a pieno diritto nella lista delle coppie romance che preferisco. In particolare Chance è riuscito a far capitolare il mio cuore ai suoi piedi, l’ho trovato perfetto in ogni sua imperfezione ed è riuscito a farmi ridere, emozionare e commuovere al tempo stesso. Era da tanto, tantissimo tempo, che non mi capitava sottomano un buon contemporary, uno di quelli da leggere tutto d’un fiato e da amare pagina dopo pagina. Keeland e Ward sono riuscite a risvegliare il mio lato romantico e hanno confezionato una storia bella e autentica, sempre più avvincente e ricca di pathos. Inizialmente pensavo di trovarmi di fronte all’ennesimo buco nell’acqua a causa dell’insta-love (di cui, ahimè, non sono un’estimatrice), però andando avanti con la lettura la storia è riuscita a coinvolgermi a tal punto da far passare l’iniziale perplessità in secondo piano. Aubrey e Chance, insieme, funzionano alla grande – proprio come le due autrici, amalgamate tra loro talmente bene che è impossibile distinguere l’una dall’altra. A rendere la storia ancora più avvincente è anche il tocco erotico che, in questo caso, decisamente non ha guastato. Le scene di sesso sono poche e ben descritte, non sono decisamente fondamentali ai fini dello sviluppo degli eventi, ma contribuiscono senz’altro a rendere più movimentato e pepato il tutto. Bastardo fino in fondo è un libro ironico, spiritoso, d’intrattenimento. L’elemento forte è la presenza di Pixi, la capretta (finta) cieca entrata nelle vite dei protagonisti a causa di un incidente e in seguito adottata a tutto tondo da Aubrey, che nutre la passione per gli animali sin da quando è piccolina. Conosciamo i due protagonisti anche nella loro sfera privata e questo viwardcard2.pngce li fa amare ancora di più, in particolare Chance, che ha una storia difficile e dolorosa alle spalle. Il romanzo si divide in due parti: la prima, narrata dal POV di Aubrey, dove avviene la conoscenza tra lei e il suo cretino bastardo e dove i due si ritrovano a condividere un improvvisato viaggio on the road alla volta della California; la seconda, narrata dal POV di Chance, si svolge due anni dopo la conclusione della prima parte e ci mostra i tentativi del protagonista di riconquistare la fiducia della sua principessa. In questa seconda metà del libro scopriamo Chance più da vicino ed è proprio qui che ce ne innamoriamo perdutamente​. Bastardo fino in fondo è un libro completo dove la parola d’ordine è “emozione”. Consigliato vivamente a tutti (peccato per i refusi trovati spesso nel corso della lettura, senza di essi la storia sarebbe stata ancora più godibile), amanti del genere in particolare. Se siete alla ricerca di un signor contemporary romance questo non potete lasciarvelo scappare!!! Il mio voto è di 4/5 stelline. Alla prossima,
Simona

[Recensione] Figlie di Brooklyn – Jacqueline Woodson

Buongiorno lettori e bentornati al Salotto dei Libri!!
Iniziamo la settimana con la recensione a Figlie di Brooklyn di Jacqueline Woodson, romanzo che mi è piaciuto moltissimo e che ha inaugurato la nuova collana di Edizioni Clichy dedicata alla letteratura americana – Rive Gauche.

Figlie di BrooklynFiglie di Brooklyn – Jacqueline Woodson
Edizioni Clichy, 168 pagine
Collana: Rive Gauche
Genere: Narrativa
Traduzione di: Tiziana Lo Porto
Brossura, € 15.00
In vendita da: Maggio 2017

New York, estate del ’73. August ha otto anni quando, con il padre e il fratello, si trasferisce dal Tennessee a Brooklyn per cominciare una nuova vita. Lì scopre la potenza e il conforto dell’amicizia femminile, affrontando di petto il passaggio dall’adolescenza in direzione dell’età adulta. Più di vent’anni dopo, August ripercorre con coraggio e gentilezza quegli anni, trovando nel ricordo la strada per prendersi cura della se stessa bambina. La voce di August risuona delle voci delle giovani eroine di Un albero cresce a Brooklyn di Betty Smith, La casa di Mango Street di Sandra Cisneros e Sula di Toni Morrison, che dell’infanzia mantengono la grazia con cui per la prima volta si esce di casa per guardare il mondo.


<< Woodson riesce a ricordare ciò che non può essere documentato, a evocare ciò che non può essere detto. Figlie di Brooklyn è un sinonimo della parola poesia.>>
Washington Post

WhatsApp Image 2017-07-22 at 10.49.44La letteratura americana ha da sempre esercitato su di me un grande fascino, quindi immaginate la mia gioia quando ho scoperto la nuova collana di Edizioni Clichy interamente dedicata a romanzi americani (ma non solo, poiché vengono trattati anche testi di non fiction) inediti in Italia. La prima proposta editoriale di questa nuova collana è Figlie di Brooklyn di Jacqueline Woodson, romanzo al femminile ambientato a New York agli inizi degli anni ’70. Protagonista e voce narrante della storia è August, una bambina che vive con il fratello e con il padre e sogna il mondo e l’avventura da dietro la finestra della sua camera. Il padre di August è un uomo rigido e per molto tempo proibisce ai figli di allontanarsi da casa, così i due fratelli sono costretti a osservare la vita che li circonda attraverso un vetro. August in particolare soffre molto per questa restrizione e, con la sua mente, sogna di poter uscire dalle quattro mura in cui vive e di entrare a far parte di un gruppo di ragazzine che vede spesso passare sotto la sua finestra e ridere complici. Con il tempo il suo desiderio diventa realtà e August può finalmente conoscere le tre ragazze su cui tanto ha fantasticato: Angela, Sylvia e Gigi.
Da quel momento la vita della protagonista cambia radicalmente e, insieme a lei, viviamo prime esperienze e nuove avventure, proviamo il brivido del proibito e il senso di appartenenza, capiamo meglio la condizione dei neri in america agli albori degli anni ’70 e, ancor meglio, la concezione delle donne nere all’interno della società.
Jacqueline Woodson descrive brillantemente gli usi e i costumi dell’epoca e ci fa vivere attraverso gli occhi di un’adolescente le convinzioni e i comportamenti di una società che per molti aspetti non era ancora evoluta ma, al contrario, viveva circondata da stereotipi di genere e di razza. August e le sue amiche crescono e diventano belle, spensierate, spericolate. L’autrice descrive vividamente e a colori la forza e l’irruenza di un’amicizia nata per caso, ma al tempo stesso ci offre uno spiraglio di riflessione perché ad un certo punto iniziamo a capire che qualcosa si incrina e le conseguenze sono tutte da scoprire pagina dopo pagina. La narrazione si alterna tra passato e presente, quando troviamo August e suo fratello in un locale dopo la morte del loro padre. In quella circostanza i due si lasciano andare a pensieri e riflessioni e, come è inevitabile, riportano alla mente un passato – non così passato – che ha lasciato impronte indelebili sulle loro vite. L’incontro con Angela in metropolitana sarà determinante per August e per le pieghe che prenderà la storia. Ho trovato la prosa di Jacqueline Woodson incisiva e, spesso, cruda. woodsoncard1L’autrice è riuscita a conquistarmi sin dalle prime righe grazie al suo stile semplice e tagliente e alla storia che, pur essendo inventata, porta con sé l’eco di fatti e situazioni realmente accaduti. Spero di leggere presto altri suoi romanzi, perché trovo che abbia molto da dire e raccontare. Figlie di Brookyln è un libro interessante e scorrevole che vi intrappolerà a sé e vi porterà alla scoperta di una realtà difficile, ma al tempo stesso intensa. E’un romanzo che, oltre ad analizzare alla perfezione il complicato e fragile rapporto di amicizia, si sofferma anche sull’importanza della famiglia e dell’educazione, sullo scottante tema di una società che spesso non è al passo con i tempi e rimane invischiata in convinzioni e stereotipi illogici, sulla necessità di trovare il proprio spazio nel  mondo e capire dove si vuole andare. Questo, per una ragazzina senza madre e costretta a crescere troppo in fretta, può non essere semplice, e la Woodson ce lo descrive con abilità e partecipazione, rendendo August un personaggio a cui è impossibile non affezionarsi. Come avrete capito consiglio la lettura di questo libro, soprattutto se come me amate la letteratura di questo tipo e siete alla costante ricerca di nuovi autori meritevoli, spesso ingiustamente trascurati e non presi in considerazione. Sono felice che Clichy stia dando voce a questi scrittori, vi consiglio di guardare il loro catalogo perché è ricco di romanzi meritevoli e interessanti – io ho già acquistato il secondo libro pubblicato nella collana Rive Gauche, Dovrei proteggerti da tutto questo di Nadja Spiegelmann – e non vedo l’ora di leggerlo. Sono sicura che non mi deluderà.
Il mio voto per Figlie di Brooklyn , invece,non può che essere di 5/5 stelline!
Alla prossima,
Simona