[Recensione] Lolita – V.Nabokov

Buongiorno lettori e buon Lunedì a tutti voi!
Oggi sono qui per parlarvi di un libro unico, uno di quelli che ti entra sotto la pelle e si ritaglia prepotentemente un posto nella tua vita. Leggere Lolita di Vladimir Nabokov è stato per me devastante, totalizzante, per certi versi catartico. Vi confesso che avevo bisogno di una lettura così, una di quelle appaganti, una di quelle memorabili.

Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo.Li.Ta.
Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.

E’così che il viaggio all’interno di questa lettura mozzafiato ha inizio. Sin dalle prime righe traspare lo stile unico e irripetibile dell’autore. Nabokov si serve di una prosa che è pura poesia, magia, incanto e disincanto al tempo stesso. La sua scrittura è diretta, musicale, evocativa e mai, nemmeno per una volta, banale. I personaggi di Lolita sono psicologicamente strutturati alla perfezione, in particolare l’io narrante della storia – il professor Humbert Humbert – è tratteggiato minuziosamente e senza veli. Nabokov non ha timore ad affrontare determinati argomenti. Parliamoci chiaro: affrontare il tema della pedofilia è già di per sé difficile e lo è ancor di più farlo mantenendo contegno ed eleganza. Nabokov ci riesce, perché Lolita – pur essendo spesso e volentieri controverso, emotivamente destabilizzante e facilmente giudicabile scandaloso – è un capolavoro vero e proprio della letteratura del 1900. Nabokov è arte allo stato puro, è genio e follia insieme ed è riuscito a rendere Lolita un romanzo immortale, destinato ad essere tramandato di generazione in generazione.
Ammetto che inizialmente è stato per me difficile affrontare la lettura senza giudicare, senza implicare l’aspetto etico che una storia del genere tende per sua naturale inclinazione a suscitare. Leggere di un uomo di quarant’anni che prova attrazione e desiderio per una ragazzina di dodici non è stato semplice da digerire finché non sono riuscita ad inquadrare il libro in un’ottica diversa e sono andata oltre le righe.
Nabokov ci pone davanti senza dubbio ad un personaggio affetto da gravi disturbi psichici, generati molto probabilmente da un amore mai riuscito a diventare maturo durante la tenera età e da un rifiuto da parte della madre. Humbert Humbert è un personaggio che suscita disgusto e tenerezza al tempo stesso, perché nella sua malattia, nella sua follia, emerge più forte che mai il suo desiderio di essere amato, la sua brama di approvazione e accettazione. Lolita rappresenta per lui – o almeno io così l’ho interpretata – il coronamento di quel giovane amore mai sbocciato, di quelle pulsioni sessuali mai soddisfatte sulla coetanea prematuramente scomparsa. Humbert inizia a sfogare così i suoi appetiti sessuali sulle cosiddette <<ninfette>>, ossia bambine tra gli otto e i tredici anni. Ma, badate bene, non vi è mai – nemmeno per una volta – accenno ad alcun tipo di violenza nei confronti di queste bambine. Nabokov riproduce gli istinti di Humbert sotto forma di sguardi, carezze su un braccio o una coscia, piccole attenzioni che – a suo dire – sono totalmente innocue. Humbert Humbert sa bene che quello che prova non è normale, ma tenta di sollevarsi da colpe e moralità dicendo a se stesso che non è mai andato oltre, che non ha mai procurato disagi o disturbi alle bambine. Nel caso di Lolita è ovviamente diverso. Lolita scatena nel protagonista sentimenti che vanno ben oltre il piacere fisico e, lo so che è difficile da accettare, a modo suo Humbert la ama, si innamora di lei. Per Lo, inizialmente Humbert sostituisce la figura del padre assente anche se poi il loro rapporto va decisamente oltre. Molti di voi troveranno assurdo leggere questo libro, ne sono ben consapevole. Io stessa mentre lo leggevo ho represso non poche volte il disgusto e la coscienza morale che mi imponeva di finirla lì, ma posso garantirvi che vale la pena proseguire con la lettura e andare fino in fondo. Si nota chiaramente l’influenza della psicoanalisi – nata nei primi del 900 ad opera di Sigmund Freud – su tutta l’intera struttura narrativa utilizzata da Nabokov, che pare in ogni caso non approvarla fino in fondo.
A lettura ultimata mi sono definitivamente resa conto che Lolita non può essere considerata una lettura priva di morale, ne quindi può essere affrontata partendo già prevenuti nei suoi confronti. Come dice l’autore stesso l’opera di narrativa ha senso solo se procura quella che egli definisce <<voluttà estetica>>, cioè il senso di essere in contatto in qualche luogo con altri stati dell’essere dove l’arte ( curiosità, tenerezza, bontà, estasi) è la norma. E’con questo spirito che un libro come Lolita va letto, ponendosi sempre domande, andando oltre, interpretando il messaggio e le parole che l’autore ci ha lasciato. E’facile farsi ingannare dal pregiudizio, dalla morale, dal buon senso, ma fidatevi di me. Andate oltre. Vivete il libro per quello che è, un’opera – immensa – di narrativa. Accantonate se potete l’elemento pedofilia, l’elemento psichico e lasciatevi trasportare dalla storia, dalla fluidità della narrazione, dalla poesia delle parole di Nabokov (che ripeto non è MAI, mai volgare).
Il mio voto non può che essere di 5/5.
Alla prossima,
Simona

Recensioni in pillole – Agosto 2016

Ciao a tutti lettori e ben ritrovati!
Come state trascorrendo il mese di Agosto? Spero nel migliore dei modi e, ovviamente, circondati da belle letture! Io sto leggendo moltissimo, fortunatamente mi sono trovata di fronte romanzi appaganti e meritevoli ( o almeno quasi tutti).
Ho deciso di racchiudere in vari articoli le recensioni delle mie letture – ovviamente non tutte insieme, perché altrimenti verrebbe fuori un post lungo chilometri😄
In questo primo articolo vi parlo di alcuni dei libri firmati Harper Collins Italia, casa editrice che stimo molto e di cui leggo praticamente tutto. Alcuni libri sono omaggio proprio della CE, mentre altri sono frutto di alcune mie spese folli e compulsive, quindi mettetevi comodi e godetevi queste recensioni in pillole ^-^

Qualcosa di meraviglioso – Sarah Morgan ( Puffin Island #2)

Titolo: Qualcosa di meraviglioso
Autore: Sarah Morgan
Editore: Harper Collins Italia
Serie: Puffin Island #2
Costo: 14.90 €
Trama: Sono trascorsi diversi anni da quando Brittany ha lasciato Puffin Island per dimenticare il suo primo amore, Zachary Flynn, il classico seducente cattivo ragazzo che le ha spezzato il cuore. Ora è il momento di tornare, ma rivedere dove tutto è cominciato riapre vecchie ferite e alimenta scintille mai spente. Perché Zach è ancora capace di turbarla con una parola, un gesto, uno sguardo. Ora che entrambi sono più saggi e disincantati, forse troveranno il modo di proteggere e far crescere quella meravigliosa alchimia che li lega. Perché la seconda volta sia per sempre.

LA MIA OPINIONE:
Sarah Morgan è una delle autrici più amate della scuderia Harper Collins Italia. I suoi libri sono sempre piacevoli, caratterizzati da elementi ricorrenti quali la crescita personale, il cambiamento, l’evoluzione in positivo dei personaggi. La serie ambientata sulla meravigliosa isola di Puffin Island è iniziata con “La prima volta per sempre”, libro che non mi aveva purtroppo pienamente conquistata. In questo secondo capitolo invece mi sono ricreduta e ho trovato i personaggi principali veramente interessanti, ben strutturati e caratterizzati a livello psicologico. Ognuno di loro impara qualcosa, sia Brittany che Zach superano le loro paure e i loro limiti e trovano il modo di crescere. Il passato burrascoso tra loro inizialmente li porta a mantenere le distanze, ma poi il cuore e i sentimenti prendono il sopravvento e, complice un’isola da sogno, la situazione prenderà una piega inaspettata.
Qualcosa di meraviglioso è la lettura estiva per eccellenza, ideale in montagna e soprattutto al mare, magari sdraiati comodamente al sole o sotto l’ombrellone. Lo stile dell’autrice è semplice, pulito e non pretenzioso e le atmosfere create sono piuttosto suggestive. Unico appunto che mi sento di fare è che spesso ho trovato l’autrice ripetitiva nel descrivere stati d’animo o situazioni già stabilite in precedenza. Questo non va a inficiare sulla lettura, che resta in ogni caso piacevole e scorrevole, ma personalmente non amo le ripetizioni ad oltranza. Il mio voto complessivo è pertanto di 3/5.

COVER… CHE PASSIONE!

Edizione Inglese pubblicata da
Mills & Boon M&B

24917774

VOTO: 9
FORMATO: Paperback
Adoro le cover inglesi fatte in questo modo, trovo che siano dolci, romantiche e super estive! Decisamente adatta alla storia e alla serie. Promossa!

Edizione Canadese pubblicata da
HQN Books

24000790

VOTO: 6
FORMATO: Paperback
Mi piacciono i colori scelti per la cover, ma non molto l’immagine :S

ghirigiri

Il viaggio che mi ha cambiato la vita – Jen Malone

Titolo: Il viaggio che mi ha cambiato la vita
Autore: Jen Malone
Editore: Harper Collins Italia
Prezzo: 14.90 €
Trama: La diciassettenne Aubree ha sempre idolatrato la sua avventurosa e perfetta sorella maggiore, anche se è sempre stata più che contenta di seguire le sue peripezie per il mondo dalla confortevole casetta dove vive insieme ai genitori adoranti. Così, quando Elizabeth si mette “un tantino nei guai” per la prima volta in vita sua – per coprire Aubree per giunta – e ha bisogno davvero dell’aiuto dell’impacciata sorellina, Bree ne è lusingata, ma rimane irremovibile. Non potrebbe mai, in nessun modo, riuscire a fare quello che le chiede Elizabeth: impersonare la sorella, uscita fresca fresca dal college, per tutta l’estate, così che possa guadagnarsi la raccomandazione che le serve per aggiudicarsi il lavoro dei sogni. No, no, no! Non accadrà mai. Soprattutto dal momento che il lavoretto estivo di Elizabeth consiste nel fare da guida per un tour in pullman. Un tour in pullman attraverso l’Europa. Un tour in pullman attraverso l’Europa per anziani. Tutto ciò, ovviamente, molto prima di sapere del figlio super-carino (e non anziano) dell’organizzatrice. Bree sarebbe pazza ad accettare. O, no?

LA MIA OPINIONE:
Questo libro è divertente, ironico, estivo e frizzante dall’inizio alla fine. La Malone è stata una scoperta piacevolissima, è riuscita a farmi sorridere e allo stesso tempo a lasciarmi qualcosa che va al di là del semplice sorriso. Quella di Aubree – detta Bree – è una vera e propria avventura, un viaggio alla scoperta di se stessa e soprattutto delle proprie capacità. La nostra giovane protagonista infatti è cresciuta nell’ombra della sorella maggiore, l’efficientissima e super organizzata Elizabeth. Bree ha sempre fatto affidamento sulla sorella, sui genitori, sugli amici e più in generale è sempre cresciuta all’interno della cosiddetta “campana di vetro”: pochi viaggi, zero esperienze a di fuori della sua città, vita fatta di abitudini e sicurezze. Quello che Aubree non sa è che un viaggio le cambierà la vita e che quel viaggio sarà del tutto inaspettato. La giovane infatti dovrà sostituire in extremis la sorella come guida turistica per un gruppo di arzilli e scoppiettanti anziani. Inizialmente Aubree non vuole accettare, non sa minimamente come gestire la situazione, come resister per ben 22 giorni in viaggio per l’Europa con un pullman di scatenati ottuagenari e tutto ciò che vuole è restarsene a casa e condurre la vita di sempre. Ebbene non sto qui a raccontarvi i dettagli del viaggio – dettagli divertenti, ma che dovrete vivere e scoprire autonomamente. Quello che voglio sottolineare in questa circostanza è come l’autrice sia riuscita a creare una storia fatta di cambiamento, di crescita, di maturazione in modo divertente ed esuberante, senza eccedere mai o scadere nel volgare. Il viaggio di Bree diventa il viaggio di ogni singolo lettore, che non solo ne trarrà giovamento insieme alla protagonista, ma visiterà insieme a lei alcune delle città più belle d’Europa. Ovviamente non aspettatevi grandi approfondimenti o una descrizione dettagliata degli ambienti, ma affrontate la lettura a cuor leggero e con curiosità, perché sono sicura che vi lascerà qualcosa. Lo stile dell’autrice è dinamico, giovanile, sempre sul pezzo. Questa è una delle letture del mese promosse a pieni voti! 4/5.

COVER…CHE PASSIONE!

Edizione Americana/Inglese pubblicata da
Harper Teen 

26244548

VOTO: 8
FORMATO: Paperback
La cover è praticamente identica a quella italiana – mi fa piacere che la HC Italia abbia scelto di rimanere fedele alla cover originale, perché trovo che sia particolarmente azzeccata. Di questa inglese/americana preferisco i colori – il rosa dello sfondo mi piace assai – mentre dell’edizione italiana preferisco il font scelto.

ghirigiri

Tra due mondi – Jennifer Armentrout ( Covenant Series #1)

Titolo: Tra due mondi
Autore: Jennifer L.Armentrout
Editore: Harper Collins Italia
Serie: Covenant #1
Prezzo: 16.00 €
Trama: Gli Hematoi discendono dall’unione di dei e mortali, e i figli di due Hematoi di sangue puro hanno poteri di origine divina. I nati dall’unione tra i figli degli Hematoi e i mortali, invece… be’, non proprio. I Mezzosangue hanno solo due possibilità: venire addestrati per diventare Sentinelle con il compito di combattere e uccidere i daimon o diventare servitori nelle dimore dei Puri. La diciassettenne Alexandria preferirebbe rischiare la vita lottando che sprecarla pulendo i pavimenti, ma non è detto che ci riesca. La sua condotta, infatti, è tutt’altro che irreprensibile. Ci sono diverse regole che gli studenti del Covenant, come lei, devono seguire e Alex ha dei problemi con tutte, ma soprattutto con la numero 1: le relazioni tra i Puri e i Mezzosangue sono proibite. Sfortunatamente, lei è attratta da Aiden, bellissimo e… Puro. Comunque innamorarsi di Aiden non è il suo più grande problema, rimanere in vita abbastanza a lungo e diventare una Sentinella invece sì. Se fallirà nel suo compito, dovrà fronteggiare un futuro più terribile della morte o della schiavitù: diventerà un daimon, e Aiden le darà la caccia. E quella sarebbe una vera disgrazia.

LA MIA OPINIONE
Jennifer Armentrout è un’autrice che solitamente mi piace molto perché riesce a creare delle realtà parallele che sembrano dannatamente reali. Ho notato però che in ogni sua storia di genere paranormal c’è uno schema che si ripete: due razze/popoli/creature contrapposte o in guerra tra loro, un’eroina che scoprirà di essere molto più di quello che in realtà credeva e l’immancabile amore/triangolo amoroso con i bellocci della situazione. Ammetto che Tra due mondi inizialmente non mi ha fatta impazzire, anzi avevo anche preso in considerazione l’idea di abbandonarlo, proprio perché mi sembrava di leggere una storia già sentita, una storia davvero molto simile a quella che l’autrice ci ha raccontato nella Dark Series. Mi sono però fatta forza e sono andata avanti e devo ammettere che nella seconda parte del libro la storia migliora. Entrano in scena componenti più dinamiche, più azione, più movimento, più pepe – chiamiamolo così. La prima parte, forse perché introduttiva, ha fatto fatica (almeno per me) a ingranare la marcia. Le descrizioni che l’autrice fa del Covenant e delle differenze tra puri, mezzosangue e daimon sono come sempre accuratissime, e per questo tanto di cappello. Emotivamente la storia di Alex mi ha coinvolta fino ad un certo punto, mi sarei aspettata qualcosa di più da questa protagonista e spero di poterla apprezzare maggiormente nei prossimi libri della serie.
Il protagonista maschile, Aiden, mi è piaciuto invece di più ( strano, vero? XD) e mi ha ricordato per alcuni aspetti il buon vecchio Tobias Eaton, alias Quattro.
Complessivamente a questo primo libro non mi sento di dare più di 3/5 stelline. Le premesse per sviluppare una storia originale ci sono tutte. Apprezzo moltissimo l’elemento della mitologia greca, degli dei, dell’Apollyon e compagnia bella e spero vivamente che l’autrice non cada nel banale nei successivi capitoli. Quando si creano storie strutturalmente così simili il rischio di confonderle e di non riuscire a spiccare per originalità si corre, ma confido nelle buone doti di narratrice della Armentrout.

COVER…CHE PASSIONE!

Edizione Americana/Tedesca/ Turca/ Spagnola pubblicata da
Spencer Hill Press, Tantor Media, Cbt, Dex, Ediciones Kiwi

9680718

VOTO: 6
FORMATO: Paperback
Onestamente: a me questa cover non piace per niente😄 Non mi piacciono i colori, il font… nulla. Do 6 perché oggi mi sento particolarmente buona, ma per il resto preferisco quella italiana.

Edizione Australiana pubblicata da
Hodder&Stoughton

22908923

 VOTO: 7.5
FORMATO: Paperback
Questa cover, pur mantenendo lo stile e i colori della precedente, mi piace di più. Apprezzo lo sfondo chiaro e la nitidezza del fiore. I colori scelti sono davvero belli!

E voi avete letto qualcuno di questi libri? Cosa ne pensate? Fatemi sapere ^^
Alla prossima,
Simona

[Recensione] Amy Snow – Tracy Rees

Buongiorno readers e ben ritrovati al Salotto dei Libri!
Come avete notato le attività del blog sono rallentate – mi sto prendendo un periodo di ferie generale – ma non mancherò di aggiornarvi sulle bellissime letture che il mese di Agosto mi sta regalando. Il primo libro in assoluto di cui voglio parlarvi è un romanzo storico straordinario che mi sono gustata pagina dopo pagina, immergendomi nelle atmosfere deliziose dell’Inghilterra vittoriana. Sto parlando di Amy Snow, romanzo d’esordio della scrittrice gallese Tracy Rees, pubblicato in Italia da Neri Pozza.

TITOLO: Amy Snow
AUTORE: Tracy Rees
EDITORE: Neri Pozza
PREZZO: 18.00 €
TRAMA: Hertfordshire, 1848. La brina ricopre i campi e le strade quando Amy Snow, la mantella stretta per difendersi dal gelo, si allontana da Hatville Court, la casa in cui ha vissuto per ben diciassette anni. L’unica persona che lei abbia mai amato, Aurelia Vennaway, figlia unica di Lord Charles e Lady Celestina Vennaway, una delle famiglie più in vista della contea, giace sotto sei piedi di terra in un angolo silenzioso del camposanto. E a Amy non resta che svanire come un’orma che si discioglie nella brina. Era stata proprio Aurelia a trovarla, diciassette anni prima, in una tersa mattina di gennaio in cui l’aria era tagliente come vetro. L’aveva vista agitarsi nella neve, minuscola neonata con la pelle fredda come gelatina di fragole, piccolo essere glabro e azzurrino abbandonato ai margini di una foresta inospitale. L’aveva battezzata Snow, perché era piena di neve, e Amy, perché era il nome della sua bambola preferita. E l’aveva portata con sé, a Hatville Court, la dimora dei suoi da tempo immemorabile. Erano cresciute insieme, Aurelia e Amy, come due sorelle inseparabili. Perché così si consideravano, loro. Ma a Hatville Court, e nell’intero villaggio, Amy poteva essere, a seconda dei giorni, degli umori della servitù e dei pregiudizi dei Vennaway, una giovinetta rispettabile o una vagabonda, una sorella o una sguattera. E ora, con la scomparsa di Aurelia, non può più restare nella grande dimora dei Vennaway, divenuta un luogo ostile e inospitale…

ghirigiri

Amy Snow è scritto con calore e attenzione al dettaglio. Ma, soprattutto, offre un tenero, struggente ritratto della vera amicizia.
Historical Novel Society

Il mio amore spropositato per i romanzi ambientati in epoca vittoriana oramai è noto a tutti, per cui appena ho scoperto questo libro ho deciso che doveva essere mio e posso garantirvi che la mia attrazione nei confronti di questo romanzo è notevolmente cresciuta mentre ero intenta a leggerlo. Innanzitutto ci troviamo di fronte ad un’opera scritta benissimo, in maniera pulita e fedele agli usi e costumi dell’epoca. L’autrice si serve di una prosa melodiosa e raffinata e queste caratteristiche fanno di Amy Snow un libro accessibile veramente a tutti, sia a chi è già piuttosto “allenato” nel genere dei romanzi storici, sia a chi è alle prime armi e muove i primi passi in questo fantastico universo. Tracy Rees è stata la scoperta più bella e appagante del mese. Questo libro si è ritagliato uno spazio grandissimo nel mio cuore e posso affermare con certezza che si tratta di uno dei romanzi storici più belli che abbia mai letto.
La storia di Amy Snow è toccante, coinvolgente, spesso e volentieri non facile. La giovane è stata abbandonata ancora in fasce al limitare del bosco della tenuta dei Vennaway, una delle famiglie più influenti e benestanti del Surrey, ed è stata trovata e portata in casa dalla figlia di questi nobili signori, Aurelia Vennaway. L’autrice ci racconta in modo meraviglioso l’incredibile legame che si instaura tra Amy e Aurelia, ci fa vivere passo dopo passo l’evolversi e il progredire della loro immensa amicizia. Questa storia è un vero e proprio atto di fedeltà, di devozione, di amicizia. Il bene che Amy nutre per Aurelia (e viceversa) va oltre la vita, trascende la morte e spodesta ogni altro sentimento. Il legame tra le due ragazze è qualcosa di immortale, un vincolo supremo che nemmeno la morte è in grado di spezzare. Preferisco non soffermarmi troppo sulla trama, perché rischierei di fare spoiler, dato che ogni vicenda è la conseguenza di una scelta, di una decisione, di una riflessione attenta e ragionata. Quello che ci tengo a sottolineare è la bravura della Rees che è riuscita a mettere su una storia fatta di sentimenti, di sacrifici, di sofferenze e rivincite personali. La vita di Amy non è stata affatto facile, è sempre cresciuta con la convinzione di essere sbagliata, inappropriata, senza radici. I signori Vennaway non sono stati ospitali, l’hanno sempre evitata come la peste e rifiutata, e proprio per questo Amy si è sempre sentita una nullità. L’amicizia con Aurelia è stata l’unica speranza in un mare di incertezze, l’unico porto sicuro in cui rifugiarsi durante gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza. Aurelia purtroppo è scomparsa prematuramente a causa di una malattia genetica, ma vi assicuro che è il personaggio più vivo ed esuberante di tutta la storia. Pur essendo assente fisicamente la sua presenza si percepisce pagina dopo pagina e quindi non è possibile non affezionarsi a lei. Tramite gli occhi di Amy, la Rees ci fa rivivere la vita di questa fantastica creatura amante della vita, dell’arte, delle piccole bellezze quotidiane.
Insieme ad Amy percorreremo un viaggio, una caccia al tesoro, un percorso di crescita e di consapevolezza. Non riesco a trovare le parole adatte per descrivere la bellezza di questo libro, la minuziosità con cui ogni dettaglio è stato studiato, la bravura con cui l’autrice è riuscita a delineare le personalità e i caratteri di ogni personaggio che Amy incontra sul suo cammino. Libri così belli sono un vero e proprio toccasana, una medicina per l’anima e per il cuore che vorrei avere il piacere di trovare più spesso.

Bath

Oltre alla maestria con cui l’autrice è riuscita a delineare pregi e difetti umani, va menzionato anche il background che fa da sfondo alla vicenda. Amy Snow infatti viaggia per molte città durante il suo percorso e grazie a lei abbiamo modo di scoprire le bellezze incontaminate dell’Inghilterra del 1800. Viaggiamo per brughiere, valli verdeggianti, colline e laghi cristallini, ma non solo. Abbiamo un’ampia panoramica delle città più interessanti, alcune centro della vita mondana e benestante dell’epoca ( come ad esempio Londra e Bath). Per gli amanti del periodo vittoriano leggere Amy Snow è come prendere un biglietto di sola andata per il passato, un biglietto che permetterà di scorgere più da vicino le bellezze e le caratteristiche di un’epoca che a distanza di parecchi anni continua ancora ad esercitare il suo indubbio fascino.
Amy Snow è dunque un romanzo completo sotto tutti i punti di vista, una lettura appagante e meritevole, leggera e al tempo stesso formativa. Non ci troviamo davanti uno di quei romanzi storici che potrebbe essere definito un <<mattoncino>>. Nonostante la mole di pagine (quasi 500) questo libro scorre meravigliosamente liscio e verrete travolti dall’appassionante vicenda della giovane Amy e dallo stile impeccabile dell’autrice.
Il mio voto per questo libro è di 5/5.
Alla prossima,
Simona

BIBLIOGRAFIA:
Alla fine del libro, dopo i ringraziamenti, l’autrice riporta alcuni dei libri che ha consultato durante la stesura di Amy Snow, vi lascio qualche titolo qualora aveste voglia di approfondire di più:
– How to be a Victorian di Ruth Goodman ( QUI link per l’acquisto su Amazon)
– The Victorian City di Judith Flanders ( QUI link per l’acquisto su Amazon)
A brief history of life in Victorian Britain di Michael Paterson (QUI link per l’acquisto su Amazon)

ghirigiri

Cover… che passione!

Edizione Americana pubblicata da
Quercus – Aprile 2015

24993261

VOTO: 9
FORMATO: Paperback
Mi piace moltissimo questa cover, trovo che sia rappresentativa e pertinente al testo. Mi ricorda la fuga di Amy da Hatville House.

Edizione Inglese pubblicata da
Simon&Schuster.

27276246

VOTO: 7
FORMATO: Paperback
Questa cover mi piace, ricorda molto il periodo vittoriano. Non mi piace molto il riquadro bianco sulla destra, trovo che copra molto della bellezza della foto sottostante.

Edizione Tedesca pubblicata da
List

29383080

VOTO: 7.5
FORMATO: Paperback
Mi piacciono i colori scelti e il font del titolo. La cover rimanda moltissimo al genere del romanzo storico.

Edizione Americana pubblicata da
Quercus – Giugno 2015

25629991

VOTO: 9.5
FORMATO: Paperback
Questa è in assoluto la cover che preferisco. Elegante, semplice, con un riferimento alla neve. La adoro❤

Edizione Serba pubblicata da
Laguna

29393867

VOTO: 5
FORMATO: Paperback
Non mi piace l’immagine scelta per questa cover, trovo che sia poco evocativa e accattivante.

Edizione Polacca pubblicata da
Czarna Owca

30987222

VOTO: 8.5
FORMATO: Paperback
Questa cover mi piace moltissimo, il vestito rosso della modella in copertina spicca sul bianco dello sfondo e mi trasmette una sensazione di speranza. La vedo molto adatta ad Amy, che troverà il coraggio di dare colore e vita alla sua esistenza.

[Recensione] Consolation -C.Michaels

Buongiorno readers,
e buon Martedì! Come state? Qui tutto bene, le ferie si avvicinano e ho proprio intenzione di godermi il mese di Agosto in spiaggia. Sarò meno operativa con le recensioni, ve lo anticipo sin da ora, ma comunque non sparirò – su questo potete stare tranquilli. Ho già adocchiato molte uscite interessanti ( soprattutto verso la fine del mese) per cui ci aggiorneremo sicuramente.
Oggi sono qui per consigliarvi una lettura commovente, avvincente, devastante. Se avete in mente di leggere questo libro sappiate sin da subito che non è adatto ai deboli di cuore. Si piange, tanto, e ci si emoziona parola dopo parola. Il libro in questione è Consolation di Corinne Michaels, primo volume dell’omonima duologia portato in Italia da Leggereditore.

Titolo: Consolation
Autore: Corinne Michaels
Editore: Leggereditore
Serie: Consolation #1
Prezzo: 14.90 € in versione cartacea
Voto cover: 7/10
Voto titolo: 10/10
Trama: La piccola Aarabelle non era ancora nata quando sua madre Natalie ricevette la tragica notizia della morte di Aaron, suo marito, marine caduto in battaglia. Il destino, che le stava per concedere il dono più bello, le ha strappato la felicità facendola piombare nella disperazione più profonda. L’unico in grado di darle conforto è Liam Dempsey, il migliore amico di suo marito, che le sarà vicino per onorare la promessa che aveva fatto ad Aaron prima che lui partisse per la sua ultima missione. Ma né Liam né Natalie potevano immaginare che da quella vicinanza potesse nascere un rapporto che andasse oltre la semplice amicizia, per diventare qualcosa di sconvolgente a cui neanche loro riescono a dare un nome. E mentre Liam si consuma nel rimorso di poter in qualche modo tradire la fiducia che Aaron ha riposto in lui, Natalie non sa comprendere se quello che prova nasca da qualcosa di profondo o sia solo desiderio di essere consolata da un dolore a cui non riesce a fuggire. È questo il prezzo che deve pagare per essere di nuovo felice?
Una storia toccante che accomuna il destino di moltissime donne, e che commuove per la naturalezza con cui ci racconta l’amore come unico antidoto al dolore.

ghirigiriCorinne Micheals sa perfettamente quali parole utilizzare per fare breccia nei cuori dei suoi lettori. La sua mano è guidata dall’ardore dei sentimenti più profondi e puri, quelli che capita di provare poche volte nella vita. La sua storia è una riproduzione fedele del rumore che fa il cuore quando si spezza, quando perde la speranza e la voglia di vivere, ma al tempo stesso deve aggrapparsi a qualcosa per tirare avanti. E’quello che succede a Natalie, giovane donna e moglie che si ritrova vedova a soli ventisette anni, mentre porta nel grembo il frutto dell’amore del suo matrimonio finito in modo prematuro a causa di un’esplosione sul campo di battaglia. Suo marito Aaron, infatti, è morto come un eroe per proteggere i suoi compagni, i suoi fratelli, durante una missione e tutto ciò che resta a Natalie è un cuore in mille pezzi, una bandiera e i vestiti del marito dai quali non riesce a separarsi. Consolation affronta la tematica della perdita sviscerandola in tutte le sue sfumature, ci mette di fronte al dolore e lo rende così tangibile che è inevitabile sentirsi Natalie, anche solo per pochi minuti. La vita è un brivido che vola via, dice Vasco Rossi, ed è proprio così. Oggi ci siamo e domani chi lo sa. Per Natalie la notizia della morte di suo marito è un fulmine a ciel sereno e non riesce a farsene una ragione. Insieme progettavano il loro futuro con la figlioletta in arrivo, Aaron le aveva promesso che sarebbe tornato, quindi Natalie si aspetta ancora di vederlo comparire da un momento all’altro sull’uscio di casa, con il suo sorriso irresistibile e le sue braccia grandi e larghe, pronte ad avvolgerla in un abbraccio stritola costole. La disperazione di Natalie è descritta benissimo e probabilmente penserete di non farcela a proseguire; seguite il mio consiglio e andate oltre, perché se è vero che la Michales ci sbatte in faccia la brutalità della vita, è anche vero che ci insegna a rialzarci giorno dopo giorno. Natalie impara a farcela, impara a vivere – anzi a sopravvivere senza di Aaron. Cresce sua figlia da sola, le fa da madre e da padre, fa del suo meglio per non farle mancare nulla. Il cuore non sorride più come un tempo, ma ora c’è Aarabelle a cui badare e Nat non può permettersi di essere debole. Molte sono le persone ad essere vicine alla giovane vedova, perlopiù mogli dei colleghi del marito, amiche d’infanzia e parenti stretti. Oltre a loro c’è un’altra persona a vivere giorno e notte in funzione di Natalie e sua figlia, un giovane e bellissimo marine dal cuore immenso e dai muscoli ben scolpiti, Liam Dempsey. Amico inseparabile di Aaron, Liam ha digerito con difficoltà la perdita della sua metà, del suo compagno di avventure e missioni. Il giovane è sconvolto tanto quanto Nat – anche se in modi diversi – e cerca come meglio può di fare fede alla promessa fatta al suo amico, ossia proteggere la sua famiglia. Quello che Liam non aveva previsto, però, è altro. E quest’altro non ve lo svelo, cari lettori, perché dovrete essere voi a viverlo, a godervi ogni momento, ogni piccolo gesto, ogni attenzione. Liam è uno di quei personaggi che entra dentro la pelle, si fa spazio con prepotenza nel cuore del lettore e lo travolge come un fiume in piena. La sua presenza sarà per Natalie essenziale, e le emozioni che questa coppia vi regalerà sono davvero indescrivibili.
Consolation è un libro che si dona senza indugi, si apre al lettore e lo fa viaggiare attraverso le emozioni del cuore e dell’anima, sballottandolo da una parte all’altra come sulle montagne russe. Consolation però è anche, e soprattutto, una storia di crescita personale, di elaborazione del lutto, di accettazione del dolore. La Michaels mostra anche la sua vena sadica, lasciando il lettore con il fiato sospeso in un finale da urlo (motivo per cui dire che aspetto con ansia il seguito è riduttivo. Leggereditore, ti prego, non farmi disperare troppo a lungo).
Una lettura completa è quella che troverete se deciderete di approcciarvi a Consolation. Non aspettatevi una storia semplice e leggera, ma anzi preparatevi ad affrontare dolore, rabbia, negazione, rassegnazione e, infine, accettazione. Preparatevi a portare con voi un pacco di fazzoletti, perché vi serviranno in più di un’occasione. In sostanza preparatevi ad una storia che, nel bene e nel male, lascerà la sua impronta nel vostro cuore.
Il mio voto è di 4.5/5.
Alla prossima,
Simona