Blogtour – Il filo rosso di Alessia Coppola [Prima tappa]

Buongiorno readers,
e bentrovati al Salotto dei Libri! Oggi ho il piacere di inaugurare il blogtour dedicato ad un libro in prossima uscita che mi incuriosisce molto, ossia Il filo rosso di Alessia Coppola.
Ho letto l’incipit – che troverete poi qui sotto – e mi sembra davvero promettente! Per cui seguite questo tour, fatto di tante bellissime e interessanti tappe, per scoprirne di più.
Ringrazio Sara Piccinini di Starlight Books per avermi coinvolta, Alessia Coppola per la storia che ci ha regalato e Harper Collins Italia per la possibilità che ci ha dato di rendere concreto questo tour!

ghiriri

Prima di aprire le danze…

Prima di iniziare a sviluppare il post vero e proprio, vorrei soffermarmi sulla splendida cover realizzata per questo romanzo, che trovo super evocativa ed in linea con il contenuto.

coppola_cover

·Editore: HarperCollins Italia
· Collana eLit
· Prezzo € 3 , 49
· Uscita 29 luglio
· Foliazione 175 pagg.

Trama

Non nasconderti dietro il destino. Quello lo costruiamo noi, con i nostri propositi e le nostre azioni. Secondo la leggenda cinese del filo rosso del destino, ognuno di noi nasce con un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra: questo ci lega indissolubilmente a coloro cui siamo destinati. Tempo, spazio, circostanze non contano. Finché le anime sono in vita il filo le lega. Allyson non sa chi troverà in fondo al suo filo. È amareggiata, certa ormai che il vero amore sia solo una chimera, come quel dragone azzurro di cui favoleggiava la sua amica cinese Lin Mei, e che avrebbe dovuto guidare la sua strada per la felicità mentre invece l’ha solo illusa. L’unica soluzione è cercare rifugio in quella stanza che profuma di trementina e ha i colori di una tavolozza di un artista. Ally si fa curare dalla pittura, il suo primo amore, e chissà che cosa emergerà da quella tela, forse il futuro che lei desidera per se stessa…

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Che il viaggio abbia inizio!

Iniziamo il nostro viaggio scoprendo quali tappe e quali blog ci faranno compagnia nei prossimi giorni. L’avventura si preannuncia divertente, carica di magia e di mistero. Quale migliore modo per concludere in bellezza il mese di Luglio? : )

coppola_calendario.jpg

Dopo di me, Francesca di Coffee and Books vi mostrerà alcuni estratti direttamente presi dal libro. Non li ho ancora letti, ma sono sicura che saranno all’altezza delle mie aspettative.
Tenetevi pronti poi, perché il 22 Luglio Gaia del blog Le parole segrete dei libri vi trascinerà all’interno delle suggestive ambientazioni del romanzo: San Francisco e China Town. Il connubio tra occidente ed oriente mi incuriosisce tantissimo, sono curiosa di scoprire come l’autrice sia riuscita ad amalgamare queste due culture così differenti tra loro.

Il 23 Luglio tutti sintonizzati sul blog Peccati di Penna per conoscere meglio colei che ha dato vita a tutto questo: Alessia Coppola.

Il 25 Luglio invece, grazie al blog La Fenice Book, scopriremo nel dettaglio il fancast, in cui verrà dato un volto ai personaggi del romanzo!

Non perdete poi la tappa più suggestiva – almeno secondo me – dell’intero tour, ossia quella ospitata dal blog Le tazzine di Yoko: Il mito del drago celeste cinese. Non so voi ma io sono trasportata in un altro mondo solamente leggendo queste poche parole accostate tra di loro.

Il nostro viaggio all’interno del libro di Alessia Coppola prosegue con un’altra tappa evocativa e affascinante: quella ospitata dal blog Sognando tra le righe il 27 Luglio, ossia L’importanza dell’inchiostro nella cultura cinese.

Concludiamo questa magica avventura nel blog di Sara, Starlight Books, il 28 Luglio, con una recensione in anteprima!

Sono felicissima di aver preso parte a questo progetto, credo nei giovani talenti italiani ed auguro il meglio alla Coppola! Spero che questa possa essere per lei la prima di una lunga serie di pubblicazioni firmata Harper Collins Italia!

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Alla scoperta dell’incipit: 

Veniamo alla parte succosa del mio post, ossia l’incipit del romanzo. Mettetevi comodi e gustatevi questo promettente esordio:

Prologo

Quel profumo aveva cullato i miei sensi per tutta una vita. Era con lui che sbocciava di nuovo, offrendomi un assaggio di paradiso. E mi sembrava davvero di sfiorarlo, quel paradi-so, ogni volta che le sue dita toccavano le mie e il suo sguar-do si posava sulla mia pelle, graziandola come la pioggia in roventi giorni d’estate. A me bastava solo il colore delle sue iridi, in cui esplodevano l’oro del grano, la ferocia delle tigri e la pace del deserto. Casa era ovunque sentissi il suo respiro.

Capitolo 1

L’odore pungente della trementina saliva alle mie narici, solleticandole. Ero abituata a quell’essenza, del resto ci ero cresciuta. Era quasi rassicurante sentirlo tra le pareti di una stanza. Il mio nido era ovunque ci fossero una tela, un vasetto di trementina e una scatola di colori. In realtà avevo smesso di dipingere da tempo. Era passata l’era delle illusioni, non vivevo più per l’arte perché tanto l’arte non mi dava di che vivere. Ma si sa, non ci si libera mai delle proprie abitudini. Anche se non dipingevo più come una volta, lasciavo volutamente la scatola aperta. Non mi sarei lasciata tanto facilmente alle spalle l’unica cosa che costituiva la mia identità. Io ero colore vivo, pulsante. Non potevo spegnermi o annacquarmi. Mi ripetevo sempre che presto o tardi avrei ripreso in mano i pennelli. Ne avevo bisogno per sfuggire alla visione in bianco e nero che la vita mi offriva. Aprii la finestra e lasciai che l’odore cavalcasse contro il vento. Espansi i polmoni e mi preparai alla lunga giornata che, mio malgrado, mi aspettava. Non ci era voluto molto perché mi rendessi conto di quanto catastrofica fosse la situazione in cui mi stavo cacciando. Se lo avessi saputo prima, me ne sarei potuta restare lì dov’ero. O forse no?
«Dannata scarpa!» sbottai, mentre cercavo di appaiare le mie décolleté nere: una era sotto il letto e cercavo disperatamente di prenderla con l’ausilio di una gruccia. La faccenda era più difficile del previsto. Ma dov’era l’elasticità che avevo da diciottenne? No, meglio dire di quando ero ventenne. A diciotto anni era già una fortuna se non man-davo in tilt l’ago della bilancia. Avevo deciso di perdere peso quando mi ero innamorata del classico bello e stronzo che, prima o poi, tutto il gentil sesso incontra. Ci ero riuscita, devo dire, tanto da conquistare il vitino di una vespa. Tuttavia sembravo letale come una mantide: ogni ragazzo che attirava la mia attenzione fuggiva. All’epoca era così. Credo fossero intimiditi dal mio tempera-mento che ho smorzato poi con gli anni. Spaventavo gli uomini più di Freddy Krueger con tanto di mano artigliata. La cosa non mi lusingava affatto. Inutile dire che il bello e stronzo non era stato che una cometa che, bruciando, non aveva lasciato altro che polvere. L’altra scarpa l’avevo già calzata, presagendo lo sforzo che avrei dovuto sostenere indossandole per quei tre giorni di fiera. Squattrinata com’ero, avevo accettato quel lavoro, anche se non mi andava per nulla a genio. Io ero un’artista, diamine! Tuttavia il mio conto in banca lesinava un accredito da fin troppo tempo, boccheggiava come un pesce in cerca di cibo in una boccia di vetro. Così mi ritrovavo a dover fare l’hostess in una fiera per sposi.

«Ma sì, che sarà mai!» aveva detto mia sorella, sbocconcellando una ciambella ai mirtilli.

«Sì, tanto la faccia non ce la metti tu» le avevo risposto secca.

«Guarda che non vedo nulla di male nel fare la promoter. Molte ragazze lo fanno.»

Continuava a masticare e io avrei voluto strapparle la ciambella e addentarla. Quando ero stressata avevo sempre un’insana voglia di dolcezze: che fossero le carezze di qualcuno o della crema al cioccolato spalmata su una fetta di pa-ne, poco importava. E in quel momento mi serviva una dose di zucchero, bella forte. Magari strada facendo mi sarei im-battuta in un distributore rotto di dolciumi. Ah, se solo fosse stato vero…

Acciuffai la scarpa per il tacco e per poco non strappai la gonna a tubino nera che mi fasciava come una sirena, o me-glio… come una foglia d’alga col sushi.

Mi guardai allo specchio. Non ero mai soddisfatta di ciò che vedevo. Avevo i capelli arruffati a causa della mia incur-sione sotto la rete del letto. Li pettinai con cura e li sistemai in uno chignon. Passai un velo di rossetto sulle labbra e tutto sommato pensai di essere passabile. Non ero strepitosa, cer-to. Ma non si poteva dire che non fossi carina. Agganciai le clip ai lobi delle orecchie e presi la borsetta. La fiera mi a-spettava.

La sola idea di dover sorridere a coloro che si accingevano a compiere il passo che io con tutta probabilità non avrei mai fatto mi provocava bubboni su tutto il corpo.

Dannazione, poteva essere la fiera del cioccolato! Sarei andata volentieri incontro a Willy Wonka. E invece avrei do-vuto accogliere coppiette felici in cerca delle giuste decora-zioni per il loro giorno perfetto.

Ma perché le cose perfette spettavano sempre agli altri?

I miei tacchi picchiettavano sul parquet di casa facendomi sentire un uccellino. Presi le chiavi, le gettai nella borsa e uscii chiudendo sonoramente la porta. Presto o tardi l’avrei scardinata. Sbuffai, mentre premevo il tasto dell’ascensore.

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GIVEAWAY!

Orecchie e occhi bene aperti, cari readers! Una copia del libro aspetta di essere adottata da uno di voi! Come? è semplicissimo. Vi basterà seguire le semplici regole elencate qui sotto e compilare il form:

1) Mettere “Mi piace” alla pagina di HarperCollins Italia

2) Diventare lettori fissi dei blog partecipanti

3) Commentare tutte le tappe

4) Condividere l’evento sui vari social (Facebook, Twitter, etc…)

5) Mettere “Mi piace” alla pagina autore di Alessia Coppola

FORM:

a Rafflecopter giveaway

Cari lettori, spero di avervi incuriositi!
Mi raccomando seguite tutte le tappe per rimanere aggiornati su questa fantastica, prossima uscita librosa!
Alla prossima,
Simona

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8 pensieri riguardo “Blogtour – Il filo rosso di Alessia Coppola [Prima tappa]

  1. Mi piace questa cosa del filo rosso,bella davvero la cover e anche la storia. Partecipo con piacere e incrocio le dita,solo che ho problemi con il form,mi dà errore :/

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